Al pari dell'architettura, la pittura barocca si sviluppò a Roma. Il pittore di origine ticinese Giovanni Serodine, nato a Roma nel 1600, interpretò in modo originale il linguaggio caravaggesco. Il realismo sovente aspro delle sue inquiete composizioni è animato dalle tinte accese e dagli impasti densi delle figure, collocate diagonalmente nello spazio connotato da un accentuato luminismo. Anche Pier Francesco Mola fu attivo soprattutto a Roma, mentre Giuseppe Antonio Petrini lavorò nella regione ticinese e nell'Italia settentrionale, realizzando prevalentemente pale d'altare. Grazie alla mediazione di molti Svizzeri che avevano soggiornato in Italia, giunse in Svizzera un cospicuo numero di significativi dipinti di Denys Calvaert, Giulio Cesare Procaccini, Carlo Francesco Nuvolone, Bernardo Strozzi, Gérard Seghers, Giovanni Lanfranco e Carlo Maratta. Accanto a numerosi freschisti stranieri, tra i quali Carlo Francesco Nuvolone, Cosmas Damian Asam, Jacob Carl Stauder, Giuseppe Appiani e Johann Jakob Zeiller, operarono la fam. Orelli di Locarno, Francesco Antonio Giorgioli di Meride, Giuseppe Antonio e Giovanni Antonio Torricelli di Lugano. I ritrattisti di maggior spicco furono Samuel Hofmann, Johann Rudolf Huber, Johannes Dünz, Emanuel Handmann, Jean Huber e Johann Melchior Wyrsch. Alla pittura di paesaggio si dedicarono dapprima Conrad Meyer e Matthaeus Merian, più tardi Felix Meyer e Johann Balthasar Bullinger. Molti valenti pittori sviz. operarono all'estero: Joseph Heintz di Basilea fu attivo alla corte imperiale ted. a Praga; Johann Rudolf Byss fu al servizio della fam. Schönborn a Magonza e Würzburg; Anton Graff di Winterthur fu attivo a Dresda; i due smaltatori ginevrini Jean Petitot e Jacques Bordier lavorarono alla corte della regina inglese e in seguito, come Joseph Werner, presso la corte franc. Il ritrattista ginevrino Jean-Etienne Liotard, tra i migliori del suo tempo, fu attivo a Londra, Roma, Istanbul, all'Aia e a Vienna, distinguendosi per l'insolita naturalezza conferita all'artificiosità del ritratto del barocco maturo.
Autrice/Autore: Heinz Horat / mdi