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Champéry

Veduta dell'entrata del villaggio con l'Hôtel de la Dent du Midi attorno al 1870; litografia a colori realizzata a scopi pubblicitari da Gustave Spengler (Museo della comunicazione, Berna).
Veduta dell'entrata del villaggio con l'Hôtel de la Dent du Midi attorno al 1870; litografia a colori realizzata a scopi pubblicitari da Gustave Spengler (Museo della comunicazione, Berna).

Com. VS, distr. Monthey, alla frontiera franco-sviz.; (1286: Champery). Villaggio situato lungo la strada in fondo alla valle di Illiez e insediamento sparso. Un tempo C. faceva parte di Val-d'Illiez, dal 1839 è com. autonomo. Pop: 405 ab. nel 1798, 619 nel 1850, 503 nel 1860, 704 nel 1900, 861 nel 1950, 1107 nel 2000.

Manifesto turistico realizzato nel 1945 da Martin Peikert (Biblioteca nazionale svizzera).
Manifesto turistico realizzato nel 1945 da Martin Peikert (Biblioteca nazionale svizzera).

Sono state rinvenute un'ascia del Neolitico e monete romane. La valle sarebbe stata colonizzata all'epoca delle grandi invasioni. I feudi della valle d'Illiez erano distribuiti fra numerosi nobili (Châtillon-Larringes, Arbignon, Montheolo), vassalli dei Savoia. La regione beneficiava di una certa autonomia e di alcuni privilegi che dovette difendere quando venne invasa dagli ab. dell'alto Vallese, nel 1536: il diritto di proporre la nomina alla carica di castellano, la gestione dei beni com. e la riduzione della manomorta. La pop., che nel 1715 riscattò le servitù feudali, aumentò sensibilmente nel XVII e XVIII sec. I conflitti con i governatori altovallesani di Monthey erano frequenti e culminarono nell'insurrezione del 1790; il ruolo che vi avrebbe svolto Pierre-Maurice Rey-Bellet ne fece un eroe locale. I manoscritti dell'abate Jean-Maurice Clément descrivono questi avvenimenti in chiave romanzesca. Fino al 1854, C. fece capo alla parrocchia di Val-d'Illiez; la cappella, dedicata a S. Teodulo, risale al 1436, il rettorato al 1723; il santuario barocco, di cui rimane una torre, è del 1725, due nuove costruzioni furono edificate nel 1898 e 1966. Il XIX sec. fu segnato dalla soppressione del servizio mercenario, fino ad allora importante sul piano economico, e dall'emigrazione di intere fam. verso l'Algeria (1851) e l'Argentina (1861). Nel 1857 venne costruito il primo albergo; dopo l'apertura della strada nel 1865, l'industria del turismo si sviluppò rapidamente. Nel 2000, l'8% della pop. era occupato nel settore agricolo, il 79% nel terziario.

Riferimenti bibliografici

  • J.-E. Tamini, P. Délèze, Essai d'histoire de la vallée d'Illiez, 19242
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