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Filippine

Carta di situazione Filippine © 2003 DSS e cartografia Kohli, Berna.
Carta di situazione Filippine © 2003 DSS e cartografia Kohli, Berna.

Colonia spagnola dal 1521 (Spagna), questo Stato-arcipelago del sud est asiatico passò in seguito sotto il controllo degli Stati Uniti d'America (1899-1946) che vi mantennero delle basi militari fino al 1992. A metà del XIX secolo, le relazioni commerciali fra la Svizzera e le Filippine erano sufficientemente sviluppate per permettere la creazione di un consolato svizzero a Manila (1862), sorto per iniziativa dell'industriale e Consigliere nazionale glaronese Peter Jenny e diretto da suo figlio. I cittadini svizzeri residenti nelle Filippine, per lo più di lingua madre tedesca, erano una trentina attorno al 1870; dopo aver superato i 100 nel 1897, i 200 nel 1921 e i 300 nel 1937, il loro numero oscillò tra i 300 e i 400 fino alla fine degli anni 1970, per poi aumentare rapidamente (946 nel 1989, 1934 nel 2003, 2366 nel 2007). La parte più cospicua della comunità svizzera risiede a Manila, dove dal 1945 è presente un diplomatico di carriera e, dal 1959, è attiva un'ambasciata. Le Filippine dispongono di un'ambasciata a Berna e di consolati a Basilea e Ginevra.

Grazie alla situazione economica e alla posizione geografica delle Filippine, dal 1879 tre compagnie assicurative svizzere vi aprirono delle agenzie per imprenditori interessati ai mercati cinese (Cina) e giapponese. Nonostante l'aspra concorrenza del Regno Unito, degli Stati Uniti e del Giappone, la Svizzera poté esportare nelle Filippine cotonate e tessuti di seta fabbricati nella Svizzera orientale (industria tessile); in seguito si aggiunsero prodotti orologieri e chimici, che rappresentarono una parte sempre più rilevante delle esportazioni (orologeria, industria chimica). Dall'inizio del secolo fu venduto anche il latte condensato. Nestlé, presente dal 1911, istallò nelle Filippine fabbriche di caffè solubile (1963) e di prodotti lattieri (1965, 1970, 1973), che impiegavano 273 persone nel 1963 e 868 nel 1973; malgrado i conflitti sociali, la sua cifra d'affari nel Paese quadruplicò tra il 1978 e il 1986. Verso la fine degli anni 1930, la quindicina di imprese svizzere attive nelle Filippine, il cui valore era stimato attorno ai 50 milioni di franchi, operava soprattutto nel commercio internazionale, ma anche nelle piantagioni, nell'industria del legno e nella fabbricazione di cappelli, sigari e sigarette. L'occupazione giapponese tra il 1941 e il 1945 causò la morte di 22 cittadini svizzeri e fu all'origine di importanti perdite materiali, che interessarono anche la colonia svizzera, alle quali si poté porre rimedio solo dopo il 1945. Nel dopoguerra, alle esportazioni tessili, orologiere e chimiche si aggiunsero quelle di attrezzature e servizi, che spinsero le grandi imprese a inviare propri dirigenti nel Paese. Finanziate dalle principali banche svizzere, queste esportazioni erano sostenute dalla garanzia federale attraverso un accordo di trasferimento (120 milioni di franchi nel 1978) e un credito misto (60 milioni di franchi nel 1989). Le importazioni dalle Filippine, inferiori alle esportazioni svizzere, riguardano frutta, tessili e prodotti dell'industria leggera.

Nel 1946 il Consiglio federale accettò la richiesta di riconoscimento delle Filippine promossa dagli Stati Uniti. Negoziati bilaterali tra Svizzera e Filippine si conclusero con un accordo sui trasporti aerei (1952), che permise a Swissair di inaugurare nel 1957 la linea tra Zurigo e Tokyo via Manila e favorì lo sviluppo del turismo, un protocollo commerciale (1955), un trattato d'amicizia (1956) e nuovi riscadenzamenti del debito (1985, 1988). Quarto investitore straniero nelle Filippine nel 1979, la Svizzera fa parte del Club di Parigi dei Paesi creditori. Nel 1987 e nel 1988, con l'aiuto del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR), sono state organizzate azioni umanitarie in soccorso ai rifugiati dell'Indocina e alle vittime delle carestie e dei terremoti. La cooperazione allo sviluppo resta comunque limitata. Negli anni 1980 le relazioni bilaterali sono state caratterizzate dall'aumento del numero di Filippini residenti in Svizzera (1134 nel 1986, 3517 nel 2007) e, soprattutto, dalle pubblicazioni e prese di posizione critiche nei confronti delle esportazioni di armamenti (nel 1979 e nel 1982), delle violazioni dei diritti umani, dei danni ambientali (foreste, centrale nucleare), delle condizioni di lavoro, del turismo legato alla prostituzione e alla droga e delle sottrazioni finanziarie. Alla caduta di Ferdinando Marcos nel 1986, il Consiglio federale bloccò gli averi depositati in Svizzera dal dittatore e dalla sua famiglia; ciò innescò una lunga battaglia giuridica e politica (conclusasi soltanto nel 2004) che evidenziò gli aspetti poco trasparenti della procedura di assistenza giudiziaria e confermò alcune delle accuse mosse contro la piazza finanziaria svizzera.

Riferimenti bibliografici

  • Documentazione del Dipartimento federale degli affari esteri, Berna.
  • Documenti diplomatici svizzeri, vol. 1, pp. 809-816, 880-881; vol. 15, pp. 1086-1089.

Suggerimento di citazione

Perrenoud, Marc: "Filippine", in: Dizionario storico della Svizzera (DSS), versione del 18.01.2011(traduzione dal francese). Online: https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/003424/2011-01-18/, consultato il 26.10.2020.