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EnricoCelio

Fotografia realizzata nella propria casa (giugno 1969) in occasione del suo ottantesimo compleanno (Archivio di Stato del Cantone Ticino, Bellinzona, Fondo Liliana Holländer).
Fotografia realizzata nella propria casa (giugno 1969) in occasione del suo ottantesimo compleanno (Archivio di Stato del Cantone Ticino, Bellinzona, Fondo Liliana Holländer).

19.6.1889 Ambrì (com. Quinto), 22.2.1980 Lugano, catt., di Ambrì. Figlio di Emilio, ispettore scolastico, e di Maria Danzi. Rosalie Grolimond. Frequentò il ginnasio e il liceo presso i collegi dei salesiani a Balerna, dei gesuiti a Milano e dei benedettini a Einsiedeln. Nel 1915 si laureò in lettere e filosofia all'Univ. di Friburgo. Fu pres. dell'ass. Lepontia e del Fascio giovanile catt. Luigi Rossi (1909). Nel 1916 entrò nella redazione del quotidiano conservatore Popolo e Libertà, di cui divenne direttore nel 1918. Nel 1921 cominciò a Friburgo studi in legge; conseguita la licenza, aprì a Biasca uno studio d'avvocato. Membro del Gran Consiglio ticinese dal 1913 al 1932, nel 1924, nel 1927-28 e nel 1932 fu deputato conservatore al Consiglio nazionale. Nell'agosto del 1932 fu chiamato a succedere in Consiglio di Stato allo scomparso Giuseppe Cattori; nell'esecutivo cant. assunse la direzione dei Dip. della pubblica educazione e di giustizia e polizia, distinguendosi per la difesa efficace dell'italianità del cant. e per il fermo atteggiamento dinanzi ai pericoli fascista e irredentista. Nel febbraio del 1940 fu eletto in Consiglio fed., in sostituzione di Giuseppe Motta. Guidò per un decennio il Dip. delle poste e delle ferrovie, impegnandosi spec. come promotore dell'aviazione civile. Fu due volte pres. della Conf. (1943 e 1948). Nel 1950 lasciò la carica di consigliere fed. e fu nominato ministro di Svizzera in Italia; ricoprì questa carica fino alla primavera del 1955, anno in cui si ritirò definitivamente a vita privata.

Riferimenti bibliografici

  • Archivio E. Celio presso ASTI
  • Altermatt, Consiglieri federali, 410-413
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