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BrennoGalli

Ritratto dell'allora presidente del consiglio di banca della Banca nazionale svizzera. Fotografia realizzata nel 1959 (Ringier Bildarchiv, RBA1-4-12269) © Staatsarchiv Aargau / Ringier Bildarchiv.
Ritratto dell'allora presidente del consiglio di banca della Banca nazionale svizzera. Fotografia realizzata nel 1959 (Ringier Bildarchiv, RBA1-4-12269) © Staatsarchiv Aargau / Ringier Bildarchiv.

26.9.1910 Lugano, 20.8.1978 Lugano, libero pensatore, di Massagno. Figlio di Antonio (->). (1940) Graziella Montemartini, figlia di Vittorio, dottore in medicina. Dopo la maturità a Lugano nel 1928, studiò diritto alle Univ. di Monaco e Berna, dove si laureò nel 1932 con una importante tesi sui problemi della proprietà fondiaria nel raggruppamento dei terreni. Dopo la pratica presso lo studio dell'avvocato Brenno Bertoni, nel 1935 aprì uno studio di avvocatura e notariato a Lugano. Consigliere com. a Lugano (1936-46), fu deputato al Gran Consiglio ticinese (1942-46) e Consigliere di Stato (1946-59), alla guida dei Dip. delle finanze e dell'educazione. Dal 1959 al 1971 fu deputato al Consiglio nazionale dove si distinse presiedendo la commissione militare e la commissione che si occupò della legge sui cartelli. Fu membro (dal 1947) e pres. (dal 1959 alla morte) del consiglio di banca della Banca nazionale sviz., nonché membro (dal 1947) e vicepres. (dal 1974) del consiglio di amministrazione della Swissair. Comandante, con il grado di colonnello brigadiere, della brigata di frontiera 9.

Esponente di spicco dell'ala liberale radicale democratica, progressista e decisamente antifascista, fu uno dei grandi promotori della rifusione del partito (1946), spaccatosi nel 1934 per profondissime divergenze sorte attorno alla questione fascista e all'atteggiamento da assumere nei confronti dei socialisti. L'intesa di sinistra, voluta da Camillo Olgiati e Guglielmo Canevascini, lo vide protagonista nell'esecutivo cant. con lo stesso Canevascini e Nello Celio. La grande personalità di G. lasciò profonde tracce nella legislazione e diede un impulso determinante alla modernizzazione del Paese.

Riferimenti bibliografici

  • Il Dovere, 23.8.1978
  • C. Speziali, B. Galli, 1989
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