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EmilieLieberherr

14.10.1924 Erstfeld,3.1.2011 Zollikerberg, riformata, di Zurigo e Nesslau. Figlia di Jakob Lieberherr, meccanico aggiustatore presso le Ferrovie federali svizzere (FFS), e di Theresia nata Dallabona. Nubile. Dopo il diploma di commercio, Emilie Lieberherr lavorò per tre anni come segretaria per l'Unione di banche svizzere a Zurigo. Ottenuta la maturità commerciale nel 1947, fu per quattro anni responsabile della formazione del personale della Oscar Weber AG di Berna. Pur continuando a lavorare, studiò economia politica a Berna (1952-1956), conseguendo la licenza e poi il dottorato nel 1965. Dopo vari impieghi negli Stati Uniti (1957-1959), fu insegnante di scuola professionale per il personale di vendita a Zurigo (1960-1970) e cofondatrice (1961) nonché presidente (1965-1978) del Forum delle consumatrici svizzere. Nel 1970 Lieberherr fu la prima donna eletta nel municipio di Zurigo, dove fino al 1994 diresse il dicastero delle opere sociali. Esponente del Partito socialista (PS) fino al 1978, nel 1982 e 1986 fu candidata al municipio dell'Unione sindacale in seguito a contrasti con il PS; nel 1990 creò un proprio comitato elettorale e fu espulsa dal PS per aver sostenuto il candidato sindaco radicale, anziché quello socialista. Dal 1976 al 1980 fu la prima presidente della Commissione federale per i problemi della donna (poi Commissione federale per le questioni femminili) e dal 1978 al 1983 la prima Consigliera agli Stati socialista del canton Zurigo. Emilie Lieberherr influenzò in maniera determinante la politica zurighese e nazionale nell'ambito della parità di genere e delle questioni riguardanti le persone anziane e le tossicomanie.

Riferimenti bibliografici

  • Stadtarchiv Zürich, Zurigo, Dokumentation Stadträte.
Completato dalla redazione
  • Fellenberg-Bitzi, Trudi von: Emilie Lieberherr. Pionierin der Schweizer Frauenpolitik, 2019.
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Scheda informativa
Dati biografici ∗︎ 14.10.1924 ✝︎ 3.1.2011

Suggerimento di citazione

Bürgi, Markus: "Lieberherr, Emilie", in: Dizionario storico della Svizzera (DSS), versione del 05.01.2011(traduzione dal tedesco). Online: https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/006480/2011-01-05/, consultato il 23.10.2021.