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Huningue

Evacuazione dell'avamposto di Huningue da parte delle truppe francesi nel febbraio del 1797. Acquaforte acquerellata di Christian von Mechel (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).
Evacuazione dell'avamposto di Huningue da parte delle truppe francesi nel febbraio del 1797. Acquaforte acquerellata di Christian von Mechel (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv). […]

Città a nord di Basilea, capoluogo dell'omonimo cant. nel Dip. franc. dell'Haut-Rhin; (828: Villa Huninga). Pop: 945 ab. nel 1801, 2120 nel 1851, 4005 nel 1936, 2946 nel 1946, 7094 nel 1974, 6274 nel 1990, 6092 nel 1999. Possedimento asburgico nel tardo ME, dato in pegno a Basilea (1521-1623), H. divenne franc. nel 1648. Tra il 1679 e il 1681 Sébastien Le Prestre de Vauban vi costruì una fortezza, che Basilea percepì costantemente come una minaccia. Per questo motivo, in occasione dei tre assedi di H. (1796-97, 1813-14 e 1815), Basilea rinunciò alla neutralità per allinearsi alla coalizione antifranc. e partecipare allo smantellamento delle fortificazioni (1815), a seguito del quale rimase solo una guarnigione (fino al 1876). Sotto l'amministrazione ted. (1871-1918), la città si aprì all'industrializzazione, favorita soprattutto dalle aziende sviz., fra cui la tessitura della seta Schwarzenbach. Dal 1910 al 1961 una linea di tram collegò H. a Basilea. Dopo il 1960 vi fu un rapido sviluppo della zona industriale, divenuta luogo di espansione dell'industria chimica basilese (Ciba-Geigy, Sandoz). Ca. 1500 pendolari lavorano in Svizzera.

Riferimenti bibliografici

  • Bulletin/Société d'histoire de Huningue, 1952-
  • L. Kiechel, Histoire d'une ancienne forteresse de Vauban: Huningue, 1975
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