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Danubio

Il Danubio, con i suoi 2850 km, è il secondo fiume più lungo dell'Europa. Il suo bacino idrografico comprende vari Stati dell'Europa centrale e orientale: Germania, Austria, Slovacchia, Ungheria, Serbia, Romania, Bulgaria e Ucraina. Anche la Svizzera fa parte del sistema fluviale del D., poiché la Inn affluisce nel fiume nei pressi di Passau. La provincia romana della Rezia includeva parti dell'odierna Svizzera orientale e zone subalpine della Germania meridionale; l'Altopiano era collegato alla regione del D. da due grandi vie, importanti per il commercio a distanza: una conduceva da Vindonissa fino ad Augusta, passando per Arbon e poi a est del lago di Costanza, mentre l'altra portava dalle rive occidentali del lago di Costanza alla regione delle sorgenti del Danubio attraverso Zurzach. Lungo il D. si commerciava ferro, terra sigillata (ceramica) e materiale da costruzione. Nel III sec. gli Alemanni sottrassero ai Romani la regione a nord del D. Insieme all'Iller e al Reno, il D. formava la nuova linea e zona difensiva (Limes), collegata all'hinterland occidentale e meridionale da una rete di strade.

Nel ME le città lungo il D. erano importanti centri commerciali. A partire da Ulma il commercio era praticato anche su imbarcazioni a remi che seguivano la corrente del fiume; il sale era il principale bene di commercio. La Svizzera partecipava al traffico commerciale a distanza grazie al collegamento che da Costanza o Sciaffusa conduceva direttamente a Ulma. Il legname veniva fatto fluitare sulla Inn dall'Engadina al Tirolo; nel ME la valle della Inn costituiva inoltre un collegamento fra la regione del D. e la Lombardia: merci e persone venivano portate fino a Vienna lungo la Inn e sul D. Dal XVI sec. il D. servì più volte da via di comunicazione militare verso l'Europa centrale e orientale, fra l'altro nel 1595 dai soldati sviz. che partecipavano alle guerre contro i Turchi. Nel 1798, durante le guerre di coalizione, il principe vescovo di Basilea fuggì dalla città portando con sé l'archivio del principato vescovile e si rifugiò dapprima ad Ulma, poi, nel 1800, seguendo il corso del D., a Vienna. Anche nel XIX sec. il fiume fu utilizzato per il trasporto di persone, ad esempio di cittadini sviz. desiderosi di arrivare in Russia.

Nel XVII sec. si cominciò a sfruttare il D. come via di trasporto intern.; tutto il suo corso navigabile fu sottoposto al diritto intern. La pace di Parigi (1856) garantì la libera navigazione sul D. (internazionalizzazione del D.) a tutti gli Stati, non solo a quelli confinanti. Dopo la prima guerra mondiale divenne importante anche per la Svizzera, per motivi economici, un libero accesso al mare; nel 1941 venne stipulato con l'Unione Sovietica un trattato commerciale che indicava il D. quale via commerciale della Svizzera. A causa dello scoppio della guerra fra Germania e Unione Sovietica l'accordo non entrò in vigore. Dopo la fine della seconda guerra mondiale lo statuto giur. del D. rimase oggetto di dibattito. Nel 1948 la Svizzera non riuscì ad ottenere alcun seggio in seno alla commissione intern. del D.

I primi tentativi di collegare il D. al Reno risalgono ai tempi di Carlomagno (Fossa Carolina). Nel dopoguerra avrebbero dovuto essere realizzati alcuni vecchi progetti di sviluppo sistematico di una rete idrica su scala europea. Il progetto sviz. di un canale Reno-Aar-lago di Costanza-D., risalente al 1897, avrebbe dovuto essere concretizzato subito dopo la seconda guerra mondiale, ma non fu attuato nonostante l'interessamento dell'economia privata. Con l'apertura del canale Meno-D. nel 1992 è entrata in esercizio la via navigabile Reno-Meno-D.

Riferimenti bibliografici

  • E. Neweklowsky, «Die Schifffahrt auf der oberen Donau und ihren Nebenflüssen», in Deutsches Museum, 3, 1958, 5-53
  • Schib, Schaffhausen
  • Die Donau: Facetten eines europäischen Stroms, 1994
  • W. Konold (a cura di), Historische Wasserwirtschaft im Alpenraum und an der Donau, 1994
  • M. W. Weithmann, Die Donau: ein europäischer Fluss und seine 3000-jährige Geschichte, 2000
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