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Lucernacantone

Cantone della Confederazione dal 1332. In passato ha portato il nome di "città" (Rät und Hundert der Stadt Luzern, fino al 1798), di "città e repubblica" (1814-31) e di "cantone " (dalla proclamazione della Repubblica elvetica nel 1798 al 1814 e dal 1831); tedesco Luzern; francese Lucerne; romancio Lucerna. La lingua ufficiale è il tedesco. Il capoluogo è la città di Lucerna.

Stemma del canton Lucerna
Stemma del canton Lucerna […]
Carta oro-idrografica del canton Lucerna con le principali località
Carta oro-idrografica del canton Lucerna con le principali località […]

Nel tardo Medioevo la città di Lucerna si sviluppò in una città-Stato. L'espansione territoriale, iniziata nel 1380 con l'acquisizione del baliaggio di Weggis, raggiunse il suo culmine negli anni 1386-1415. Attorno al 1480 la formazione del futuro territorio cantonale era ampiamente completata. La città esercitava l'alta giustizia sulla maggior parte dei territori, mentre la bassa giustizia era spesso detenuta da altri titolari, non necessariamente lucernesi. Nel 1803 il distretto di Hitzkirch, che durante l'Elvetica aveva fatto parte del canton Baden, fu attribuito al canton Lucerna, che a sua volta cedette quello di Merenschwand al neoistituito canton Argovia.

Struttura dell'utilizzo del suolo nel canton Lucerna

Superficie (2001)1493,5 km2 
Foresta / Superficie boscata449,0 km230,1%
Superficie agricola utile817,7 km254,7%
Superficie con insediamenti125,3 km28,4%
Superficie improduttiva101,5 km26,8%
Struttura dell'utilizzo del suolo nel canton Lucerna -  Statistica della superficie

Da un punto di vista geografico il cantone si divide in quattro regioni: quella che circonda il capoluogo, l'Entlebuch prealpino, la regione montagnosa di Willisau e la zona settentrionale. Quest'ultima regione, parte dell'Altopiano, è costituita da quattro valli parallele orientate verso nord ovest (valle della Wigger e della Rot, valle della Suhr, valle della Wyna, Seetal), che proseguono nel canton Argovia. La città e i suoi dintorni non costituiscono il centro geografico del cantone, perché nel tardo Medioevo non vi fu la possibilità di estendere il territorio verso sud, nelle regioni legate ai cantoni primitivi.

Struttura demografica ed economica del canton Lucerna

Anno 18501880a1900195019702000
Abitanti 132 843134 708146 519223 249289 641350 504
Percentuale rispetto alla popolazione totale svizzera5,6%4,8%4,4%4,7%4,6%4,8%
Lingua       
tedesco  134 155143 337216 647263 310311 543
italiano  2942 2043 58715 6356 801
francese  3027472 1502 0152 053
romancio  564338525388
altre  501675278 15629 719
Religione, confessione       
cattolicib 131 280129 172134 020189 917246 888248 545
protestanti 1 5635 41912 08530 39638 63942 926
cattolico-cristiani    1 129741471
altri  2154141 8073 37358 562
di cui della comunità ebraica  152319497563399
di cui delle comunità islamiche     37213 227
di cui senza confessionec     1 67220 681
Nazionalità       
svizzeri 132 252132 583140 176216 600259 498294 709
stranieri 5912 2236 3436 64930 14355 795
Anno  19051939196519952005
Occupati nel cantonesettore primario 45 66336 52530 39918 128d16 542d
 settore secondario 24 06823 38844 38053 62248 911
 settore terziario 15 27424 68948 973105 193119 868
Anno  19651975198519952005
Percentuale rispetto al reddito nazionale svizzero 4,0%3,8%3,8%4,3%3,9%

a Abitanti: popolazione residente; lingua, religione e nazionalità: popolazione "presente".

b Compresi i cattolico-cristiani nel 1880 e nel 1900; dal 1950 cattolico-romani.

c Non appartenenti ad alcuna confessione o altra comunità religiosa.

d Censimenti delle aziende agricole 1996 e 2000.

Struttura demografica ed economica del canton Lucerna -  Historische Statistik der Schweiz; censimenti federali; Ufficio federale di statistica

Dalla Preistoria all'alto Medioevo

Paleolitico e Mesolitico

Nell'ultima epoca glaciale il territorio del cantonale era quasi interamente coperto da ghiacciai. Testimonianze di insediamenti umani anteriori all'ultimo picco glaciale (ca. 20'000 a.C.) sono rare. Singoli utensili in pietra portati alla luce nelle grotte di Steigelfadbalm, situate sul Rigi, dovrebbero risalire al Paleolitico medio (prima del 30'000 a.C.), così come le ossa di orso delle caverne trovate nel medesimo sito. Sono inoltre state rinvenute ossa animali anteriori al picco, ad esempio di mammut, renne e cervi giganti. Dopo la scomparsa definitiva dei ghiacciai dall'Altopiano attorno al 17'000 a.C., ebbe probabilmente inizio la ricolonizzazione.

Siti archeologici nel canton Lucerna (Preistoria-alto Medioevo)
Siti archeologici nel canton Lucerna (Preistoria-alto Medioevo) […]

Nel Wauwilermoos si concentrano i luoghi in cui sono stati rinvenuti oggetti del Paleolitico e del Mesolitico. Numerosi insediamenti sono tuttavia emersi negli ultimi anni anche in altre regioni. Gli insediamenti sorsero soprattutto su colline sabbiose e asciutte nelle immediate vicinanze di corsi d'acqua. Tra i ritrovamenti venuti alla luce figurano soprattutto utensili in selce (pietra focaia), anche se a Schötz-Rorbelmoos sono stati rinvenuti pure arnesi ossei e di corna. Nel tardo Mesolitico, a Schötz-Rorbelmoos la fauna era dominata dai cervi, cacciati assieme ai bufali, alle alci e ai cinghiali. La selce per la produzione degli utensili proveniva principalmente dalla regione di Olten e Otelfingen.

Neolitico

Tracce di pollini di granaglie in profili di sondaggio testimoniano come l'agricoltura fosse già praticata nel cantone dal 6600 a.C. ca., anche se in misura molto modesta. Il passaggio alla cultura neolitica avvenne così già nel tardo Mesolitico; il vero e proprio Neolitico, caratterizzato da una vista stanziale, non iniziò tuttavia prima del 5500 a.C. Insediamenti contadini dell'età della pietra sono attestati soprattutto nelle regioni dei laghi e delle paludi, ma vi sono rinvenimenti provenienti anche da altre parti del cantone. Per gran parte del Neolitico, la Svizzera centrale costituì probabilmente una cultura indipendente all'interno di un più vasto contesto dell'Europa centrale, comunque fortemente influenzata dalle regioni limitrofe.

Con la cultura di Egolzwil (ca. 4400-4200 a.C.) prese avvio la colonizzazione delle zone di interrimento dei laghi. Grazie alle favorevoli condizioni di conservazione presenti in queste aree, le conoscenze sulla cultura materiale del primo Neolitico sono particolarmente buone. Nel Wauwilermoos sono state scoperte case con pavimenti in legno e focolare in argilla, che testimoniano una modalità di costruzione a livello del suolo. Accanto a recipienti di ceramica e a utensili in pietra e selce, sono emersi manufatti di legno, osso e corna. Gli inizi della lavorazione del metallo sono testimoniati da lame di scure e pugnali in rame. Molluschi di importazione provano l'esistenza di legami con il Mediterraneo. A Egolzwil (terza stazione, ca. 4300 a.C.) i due terzi dei ritrovamenti ossei appartengono ad animali domestici, il resto ad animali selvatici. Fra gli animali addomesticati dominavano la pecora, la capra e il maiale, mentre i bovini erano piuttosto rari. Gli animali più cacciati erano in particolare il cervo, il capriolo, il cinghiale e l'alce. Negli insediamenti più recenti prevale la presenza di bovini. Venivano coltivati soprattutto frumento e orzo, ma anche lino, papavero e piselli, mentre si raccoglievano specialmente noci, mele selvatiche, bacche, erbe.

Età del Bronzo

L'età del Bronzo, le cui tracce sono presenti in tutto il cantone, è attestata dagli insediamenti lungo le rive dei laghi di Sempach e Baldegg, dagli insediamenti in altura, da tombe e depositi e ritrovamenti sparsi. Ad Hochdorf-Baldegg è stato portato alla luce un villaggio recintato della prima età del Bronzo (2200-1500 a.C.). Focolari in argilla o pietra indicano una costruzione a livello del terreno. Gli animali domestici, specialmente bestiame minuto (pecore e/o capre), erano affiancati anche da cavalli, bovini e suini. Altra importante fonte di alimentazione era la caccia al cervo e al cinghiale. La coltivazione di frumento, miglio e orzo era accompagnata dalla raccolta di bacche, mele, pere e noci.

Il Bronzo medio (1550-1350 a.C.) è attestato unicamente da pochi cocci di ceramica e utensili bronzei, rinvenuti ad esempio a Sempach-Allmend. Come nel resto della Svizzera, in quel periodo i villaggi non erano situati direttamente sulle rive dei laghi.

Recipienti fittili rinvenuti nell'insediamento lacustre di Sursee-Zellmoos, risalente alla tarda età del Bronzo, 1350-800 a.C. (Denkmalpflege und Archäologie des Kantons Luzern).
Recipienti fittili rinvenuti nell'insediamento lacustre di Sursee-Zellmoos, risalente alla tarda età del Bronzo, 1350-800 a.C. (Denkmalpflege und Archäologie des Kantons Luzern).

A Sursee-Zellmoos, villaggio della tarda età del Bronzo sul lago di Sempach, è provata l'esistenza di case in terra argillosa e lastricatura in pietra, costruite a livello del terreno e ordinate su una fila. Le pareti erano composte da legno reso impermeabile da argilla. Frammenti di argilla provenivano probabilmente da forni a volta. Nella tarda età del Bronzo (1350-800 a.C.), il villaggio di Schötz, in una pianura alluvionale, era densamente popolato. La presenza di ceramica combusta proveniente da fosse viene interpretata come scarto di produzione.

Età del Ferro

Nonostante i numerosi ritrovamenti dell'età del Ferro, non vi sono tracce che attestano la presenza di veri e propri insediamenti. Per la cultura di Hallstatt (ca. 800-ca. 480 a.C.) sono state portate alla luce soprattutto sepolture. Necropoli con semplici tombe a incinerazione sono state rinvenute a Sursee e Schötz. Alcuni tumuli, ad esempio a Schenkon-Weiherholz, presentano dei ricchi corredi e possono essere considerati testimonianze della struttura sociale.

Le conoscenze sulla cultura di La Tène (ca. 480-ca. 30 a.C.) nel cantone sono piuttosto modeste. Uno strato di ciottoli, che secondo alcuni esperti era un cammino, così come una fossa con tracce di ceramica e una moneta ad Aesch-Zielacker appartengono a un insediamento rurale del tardo La Tène. Dal Wauwilermoos provengono resti sacrificali con utensili in ferro; altri singoli ritrovamenti (monete d'oro, recipienti in ceramica) della medesima zona sono anch'essi probabilmente resti sacrificali. Un deposito di monete e un braccialetto in vetro della stessa epoca sono stati rinvenuti a Sursee-Zellmoos. A Sursee-Moosgasse si trova una necropoli con almeno quattro tombe; quale corredo figurano fra l'altro una spada e anelli in bronzo.

Epoca romana

Le testimonianze dell'epoca romana sono numerose, come attestano le diverse villae nelle valli orientate da nord verso sud (valli della Wigger, della Suhr, della Wyna e Seetal). Nel corso del I sec. d.C. la regione servì al sostentamento dapprima del campo legionario di Vindonissa, poi anche degli insediamenti più estesi situati nell'Altopiano. I ritrovamenti risalgono fino alla prima metà del I secolo.

Statuetta bronzea raffigurante Mercurio seduto, risalente al I secolo, rinvenuta nel 1849 nel corso degli scavi condotti nel sito di una villa romana presso Ottenhusen, nel comune di Hohenrain (Historisches Museum Luzern; fotografia Denkmalpflege und Archäologie des Kantons Luzern).
Statuetta bronzea raffigurante Mercurio seduto, risalente al I secolo, rinvenuta nel 1849 nel corso degli scavi condotti nel sito di una villa romana presso Ottenhusen, nel comune di Hohenrain (Historisches Museum Luzern; fotografia Denkmalpflege und Archäologie des Kantons Luzern). […]

Attorno alla fine di quel secolo a Sursee si sviluppò una piccola città (vicus). Tracce di case a struttura allungata utilizzate quali abitazioni e laboratori provano l'esistenza di piccole attività artigianali nei cortili interni. Questi edifici in legno fiancheggiavano una strada di uscita dalla città. La riva occidentale della Suhre era puntellata da pietrame e servì probabilmente da punto di attracco o di approdo per barche e zattere. Ritrovamenti provenienti da diverse regioni dell'Impero romano (Spagna meridionale, Italia meridionale, Lipari, Gallia meridionale e orientale, territori germanici) testimoniano l'esistenza di un commercio su lunga distanza. Sursee potrebbe essere stata una piazza per il trasbordo di beni per il commercio con le regioni prealpine e alpine, raggiunte nel corso del II secolo. Allo stesso tempo fu forse una tappa prima dei passi del Brünig e del Grimsel, che conducevano in Vallese e poi nell'Italia settentrionale.

Alto Medioevo

Il materiale rinvenuto di epoca altomedievale proviene soprattutto dalle necropoli, relativamente numerose. La colonizzazione alemanna, iniziata nel VI secolo, costituì anche per il canton Lucerna una evidente cesura con il modello insediativo romano. Ciò nonostante, per la villa romana di Büron è stata provata una continuità insediativa. Nella cittadina romana di Sursee è inoltre stato portato alla luce un fondo di capanna: inserita probabilmente in un insediamento più grande o in una masseria, in base alla ceramica in essa rinvenuta viene fatta risalire all'inizio del VII secolo. In tempi recenti è stato studiato un vero e proprio villaggio ai margini della città. Dalla necropoli di Aesch sono emerse 61 tombe con bare in legno del VII secolo. Nelle tombe femminili sono state trovate collane con perle di vetro e ambra, in quelle maschili alcune spade; entrambe le tipologie hanno restituito fibbie di cinture e piccoli coltelli in ferro. Alcuni oggetti sono originari dell'area sudalpina, mentre altri rinviano a contatti con la Germania meridionale e forse con la Borgogna.

Reliquiario di Warnebert, risalente alla fine del VII secolo (Stiftsschatz Beromünster; fotografia Rainer Jung, Sursee).
Reliquiario di Warnebert, risalente alla fine del VII secolo (Stiftsschatz Beromünster; fotografia Rainer Jung, Sursee). […]

Durante alcuni scavi effettuati nella chiesa di Altishofen sono state portate alla luce due cripte murate, utilizzate più volte per la sepoltura. Tumuli con sarcofagi in pietra di probabile origine altomedievale vennero documentati e distrutti durante la costruzione della rete idrica a Triengen-Wellnau. Al VII secolo risale pure un reliquiario in lastre di rame dorate, riccamente decorato e recante un'iscrizione, conservato presso il tesoro del capitolo di Beromünster e probabilmente originario dell'Italia settentrionale.

Autorità, politica e istituzioni dal basso Medioevo alla fine del XVIII secolo

Il territorio lucernese quale parte dell'Argovia

Nei secoli centrali del Medioevo, il territorio che in seguito fece parte dello Stato lucernese si estendeva per lo più nella regione storica dell'Argovia. Da quando l'Aar costituiva il confine fra la diocesi di Costanza e quelle di Basilea e Losanna, il nome Argovia indicava i territori a ovest della Turgovia e dello Zürichgau che appartenevano alla diocesi di Costanza. Una parte di questa area venne definita "Alta Argovia", cosicché il nome originario di Argovia venne utilizzato unicamente per la parte orientale della stessa. I confini dell'Argovia, parzialmente soggetti a variazioni, seguivano a nord il corso dell'Aar, proseguivano fino ai margini delle Alpi lungo la Reuss e ritornavano verso l'Aar attraverso la regione del Napf. Sul piano politico, dal trattato di Verdun dell'843 l'Argovia apparteneva al regno franco orientale e al Sacro Romano Impero.

Attestati nella prima metà dell'XI secolo, i primi conti rappresentarono il re in Argovia da quando quest'ultima acquisì progressivamente importanza per la politica regia. Un conte Ulrich è menzionato al tribunale (Dingstatt) di Rohr nel 1036. I suoi discendenti presero il nome di von Lenzburg e furono conti in Argovia e balivi imperiali a Zurigo. Gli antenati argoviesi di Ulrich fondarono invece il capitolo di Beromünster, quelli retici il convento di Schänis. I conti furono particolarmente fedeli al re, tanto che nella lotta delle investiture furono ricompensati con la limitrofa contea dello Zürichgau, sottratta ai von Nellenburg filopapali.

Un quadro delle sfere d'influenza delle signorie fondiarie può essere delineato in maniera approssimativa dall'XI secolo sulla base delle fonti. I signori più importanti erano i conti von Lenzburg, i cui possedimenti si estendevano dalla valle della Limmat alla valle dell'Aar e al Seetal e raggiungevano la regione di Willisau. Una posizione di forza era detenuta anche dai conti d'Asburgo, che avevano beni soprattutto nell'Eigenamt attorno alla Habsburg, nella valle della Reuss e della Bünz. I conti von Frohburg esercitavano il proprio influsso soprattutto nella parte nordoccidentale dell'Argovia. In alcune località la signoria era appannaggio di altre famiglie della media e piccola nobilità; vi erano inoltre i possedimenti appartenenti ai contadini liberi, mentre non vi era più traccia delle grandi proprietà terriere dipendenti direttamente dall'Impero. Molti beni in mano a signorie temporali erano passati a entità ecclesiastiche. In pieno Medioevo i conventi di più antica fondazione erano in parte ancora strettamente legati ai discendenti dei loro fondatori: i conti von Lenzburg erano ad esempio avogadri di Beromünster, che era anche il loro luogo di sepoltura. Il convento di Muri adempiva alla medesima funzione per i conti d'Asburgo. I conti von Frohburg venivano inumati nel capitolo di Zofingen, di loro proprietà. Istituito con una ricca dotazione da signori fondiari della regione nell'alto Medioevo, il convento di Sankt Leodegar a Lucerna era nel frattempo passato sotto il controllo dell'abbazia di Murbach e l'avogadria degli Asburgo. Anche altri conventi possedevano beni sparsi in Argovia, ad esempio Allerheiligen, Disentis, Engelberg, Einsiedeln, Fraumünster di Zurigo, Schänis, Sankt Blasien e San Gallo. Sorti nel tardo XII secolo per volontà di alcuni nobili locali, i conventi di Sankt Urban e Hohenrain furono i primi di una serie di nuove fondazioni (una dozzina nel XIII secolo); i legami con le famiglie fondatrici non erano più così stretti, il che si ripercuoteva anche sulla dotazione, più modesta.

L'Argovia faceva parte della provincia ecclesiastica della Borgogna, appartenente alla diocesi di Costanza. Attorno alla fine del XII secolo comparvero i primi decani, di Windisch e Lucerna, che probabilmente si occupavano di parrocchie di ampie dimensioni. Un'organizzazione in decanati su piccola scala è riconoscibile solo a partire dalla prima metà del XIII secolo, contestualmente all'attestazione dei rispettivi decani. Un arcidiacono (1223: Waltherus archidiaconus Burgundie) rappresentava il vescovo svolgendone le mansioni. Poco prima del 1275 la provincia venne sostituita da tre arcidiaconati: Zürichgau, Argovia e Borgogna. La maggior parte delle parrocchie che in seguito sarebbero divenute lucernesi facevano parte di uno dei sette decanati dell'arcidiaconato di Argovia, mentre solo tre dipendevano dall'arcidiaconato di Borgogna.

Dall'inizio del XII secolo divisi in due linee, di cui una con sede nella fortezza di Baden, i conti von Lenzburg detenevano nell'Altopiano centrale e orientale una posizione di forza unica, che si dissolse rapidamente quando entrambi i rami si estinsero quasi contemporaneamente attorno al 1172. I possedimenti della linea di Baden passarono al conte Hartmann III von Kyburg, marito della figlia erede Richenza. L'ultimo esponente del ramo della Lenzburg, privo di discendenza, designò l'imperatore Federico I Barbarossa suo erede. Questi cedette la contea in Argovia e parte degli allodi dei von Lenzburg ai conti d'Asburgo; la parte più preziosa dei beni, comprendente la Lenzburg e il baliaggio imperiale di Beromünster, lo diede in dote a suo figlio Ottone, conte palatino di Borgogna, che però morì presto e senza discendenza maschile. Dato che per i suoi eredi i possedimenti argoviesi erano lontani e in una posizione periferica, essi giunsero dopo alcuni passaggi ai conti von Kyburg; questi ultimi trassero inoltre profitto dalla scomparsa dei von Zähringen, ereditando le loro proprietà sulla riva sinistra del Reno. L'Argovia ebbe un ruolo importante nelle strategie di politica territoriale dei von Kyburg e degli Asburgo, che fondavano il loro potere sulla presenza delle fortezze e su un forte seguito di ministeriali e, nella prima metà del XIII secolo, rafforzarono la propria posizione tramite la fondazione di nuove città: cinque furono quelle volute dai von Kyburg (Aarau, Lenzburg e Mellingen nell'odierno canton Argovia, Richensee e Sursee nell'odierno canton Lucerna), quattro quelle nate per volontà asburgica (Bremgarten, Brugg, Meienberg nel canton Argovia, Sempach nel canton Lucerna). A questa si aggiunsero due altre fondazioni: Lucerna, sorta per iniziativa dell'abate di Murbach e degli avogadri von Rothenburg, e Zofingen (conti von Frohburg). Questa ondata di nuove fondazioni fu originata da diversi fattori, non da ultimo dalla permanente concorrenza fra le dinastie, ancora in corso alla metà del XIII secolo.

La formazione dello Stato territoriale lucernese nel basso Medioevo

Sviluppo territoriale di Lucerna fino al 1500
Sviluppo territoriale di Lucerna fino al 1500 […]

Dopo la scomparsa del ramo principale dei von Kyburg (1264), gli Asburgo rimasero l'unica forza egemonica; la loro ulteriore ascesa (elezione di Rodolfo I a re nel 1273, acquisizione dell'Austria) li pose decisamente al di sopra delle dinastie locali. Già detentori di beni (fra cui la fortezza di Neu-Habsburg) nell'odierno canton Lucerna nella prima metà del XIII secolo, gli Asburgo ampliarono ulteriormente i loro possedimenti, ponendo sotto la loro sovranità le famiglie nobili ancora esistenti, alle quali cedettero in pegno gran parte delle loro acquisizioni. Gli Asburgo si impossessarono fra l'altro dell'eredità degli avogadri von Rothenburg, estinti dopo il 1285, e acquistarono i diritti che il convento di Murbach deteneva sulla città di Lucerna e sulle curtes che la circondavano (1291). L'insieme dei possedimenti era suddiviso in circoscrizioni, che anticiparono parzialmente la successiva divisione amministrativa della regione. I centri del potere erano Sursee, Sempach, Willisau, Kasteln, Wolhusen, Beromünster, Richensee, Meienberg, Rothenburg, Lucerna e Neu-Habsburg.

Le rovine della fortezza di Neu-Habsburg a Meggen. Acquaforte di David Herrliberger pubblicata nel secondo volume (1758) della sua opera Neue und vollständige Topographie der Eydgnoßschaft (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).
Le rovine della fortezza di Neu-Habsburg a Meggen. Acquaforte di David Herrliberger pubblicata nel secondo volume (1758) della sua opera Neue und vollständige Topographie der Eydgnoßschaft (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv). […]

In un primo tempo gli Asburgo non si opposero di principio e con fermezza alla formazione dei comuni; al contrario, sostennero i comuni cittadini più grandi concedendo loro privilegi (Lucerna, Sursee). La crescente autonomia dei comuni rurali fu caratterizzata soprattutto dal riscatto dei diritti signorili (ad esempio a Weggis nel 1378).

L'alleanza con i tre Paesi forestali del 1332, che avrebbe determinato il futuro di Lucerna, fu intesa probabilmente all'inizio quale reazione alla guerra fra Federico il Bello e Ludovico il Bavaro per il trono di Germania (1314-25), che divise in fazioni opposte anche la regione del lago dei Quattro Cantoni. Non si può invece affermare che la stessa alleanza fosse diretta in special modo contro gli Asburgo. Infatti Lucerna si riservò espressamente il diritto di adempiere ai propri vincoli nei confronti del duca d'Austria. Solo negli anni 1450 queste riserve vennero fatte cadere (a questo scopo i Patti federali vennero redatti nuovamente e retrodatati). Nel 1359 il comune di Weggis ottenne una conferma separata della sua appartenenza alla Confederazione; ancora nel XV secolo il comune rivendicava il diritto di essere un membro indipendente della stessa.

Dopo aver aderito al Patto federale, Lucerna rinunciò a sottoscrivere la pace territoriale austriaca del 1333. Assieme ai Paesi forestali e a Zurigo combatté numerose guerre contro i duchi (specialmente nel 1334-1336, 1351-1352) e, a differenza di altri comuni (Sursee, Sempach, Rothenburg, Richensee e Wolhusen), nel 1367 non espresse soddisfazione per l'osservanza del contratto di successione fra gli Asburgo e i Lussemburgo dell'anno precedente. Ciò nonostante, agli inizi degli anni 1360 Lucerna si fece confermare i suoi privilegi da Rodolfo IV (come Sursee) e durante l'invasione dei Gugler (1375-1376) collaborò con il duca Leopoldo III. Verosimilmente i rapporti con la casa d'Asburgo si deteriorarono definitivamente solo con la guerra di Sempach (1386-1389).

La città iniziò a estendere il proprio influsso sulla campagna con l'accoglimento dei borghesi esterni di origine rurale negli anni 1330, una pratica che venne proseguita anche in seguito e che raggiunse il suo apice alla vigilia della guerra di Sempach. L'acquisizione dei diritti signorili iniziò nel 1380 con l'acquisto del baliaggio di Weggis. Ulteriori diritti passarono a Lucerna rapidamente dopo i successi militari della guerra di Sempach. Di regola ciò avveniva attraverso l'acquisto o la ripresa di benefici e feudi, ma anche attraverso il ruolo svolto dalle comborghesie. In alcuni singoli casi Lucerna sottoscrisse con gli abitanti della campagna veri e propri contratti di signoria (nel 1394 con rappresentanti del baliaggio di Merenschwand, nel 1395 e 1405 con quelli dell'Entlebuch).

Il dominio asburgico nell'odierno canton Lucerna giunse definitivamente a conclusione con il bando emesso da re Sigismondo nei confronti del duca Federico IV nel 1415. Le città di Lucerna e Sursee ottennero l'immediatezza imperiale. I restanti diritti della casa d'Asburgo, fra cui quelli sul capitolo di Beromünster e sul convento (poi capitolo) di Sankt Leodegar im Hof, passarono a Lucerna.

Dopo la conquista e la spartizione dell'Argovia nel 1415, il territorio dominato da Lucerna confinava integralmente con i cantoni della Confederazione e le loro terre; un'ulteriore estensione territoriale non era pertanto possibile. La città poté però rafforzare la sua posizione all'interno dei confini attraverso nuove acquisizioni.

Il dominio della città sulla campagna era in genere garantito dai balivi. Solo le città di Sursee e Sempach rimasero ampiamente autonome, mentre il capitolo di Beromünster ottenne almeno una zona in cui esercitare il suo potere (Michelsamt). I baliaggi corrispondevano nel loro insieme agli aggregati signorili precedenti; in alcuni casi si decise di riunire definitivamente due unità di piccole dimensioni. I balivi tutelavano soprattutto i diritti appartenuti ai titolari precedenti: erano quindi giudici, si occupavano della riscossione dei tributi, delle imposte e delle multe, emanavano ordinanze per la manutenzione delle vie di transito ecc. La città trasse vantaggio pure dal potenziale militare della campagna e occasionalmente utilizzò i baliaggi per riscuotere delle tasse (ogni volta assieme alla città stessa). Dalla fine del XIV secolo, in occasione di modifiche nell'ambito del diritto civico, il campo di applicazione veniva non di rado ampliato anche alla campagna. Alcuni statuti vennero recepiti precocemente nelle regioni rurali, anche se non si può parlare di una politica sistematica volta a imporre il diritto civico nei baliaggi. Dato che il Consiglio riteneva che gli appelli presentati dalle campagne alle istanze cittadine fossero soprattutto fonte di ulteriore lavoro, cercò di limitare i motivi da cui traevano origine.

L'allargamento della Confederazione nel XIV e all'inizio del XV secolo fece di Lucerna il centro geografico del sistema di alleanze. Nel XV secolo, quando le Diete federali divennero una consuetudine, Lucerna fu la località che più di frequente ospitò gli inviati. Situata al centro della Confederazione, in "politica estera" Lucerna non ebbe scelta e fu costretta ad allinearsi alla Confederazione e a cooperare con i partner confederati in occasione di iniziative che valicavano i confini "nazionali". Dopo la metà del XV secolo il principale interlocutore fu probabilmente Berna, che aveva verosimilmente già influenzato la posizione di Lucerna durante la Vecchia guerra di Zurigo e che si trovò schierato con Lucerna nelle controversie sui diritti di comborghesia del 1478-1481. In quest'ultima occasione, i cantoni rurali della Svizzera centrale difesero l'idea secondo cui in base al Patto del 1332 Lucerna non poteva aderire alla comborghesia con Friburgo e Soletta, promossa da Berna, senza il loro consenso (convenzione di Stans). Dopo questa contesa, Lucerna diede l'impressione di prendere maggiormente in considerazione le posizioni dei cantoni della Svizzera centrale.

La partecipazione di Lucerna a imprese di guerra assieme ad altri cantoni della Confederazione e a Paesi alleati fu all'origine dagli anni 1460 di dissidi interni, che sfociarono in poco tempo nel conflitto fra le autorità ("i signori delle pensioni") e i liberi mercenari. La discordia raggiunse un primo apice attorno agli anni 1485 e 1489 e proseguì poi nel XVI secolo.

Governo e amministrazione nell'ancien régime

Politica estera e politica delle alleanze

Dopo la Riforma e le guerre di Kappel, Lucerna divenne il cantone direttore dei cantoni cattolici (confessionalismo); l'unione con i tre Paesi forestali e Zugo prese il nome di "cinque cantoni". Assieme a Friburgo e Soletta questi cantoni detenevano una maggioranza alla Dieta federale, il che conferiva a Lucerna un peso politico ulteriore. La sconfitta nella seconda guerra di Villmergen (1712) pose fine a questa situazione. Lucerna partecipava all'amministrazione di tutti i baliaggi comuni cattolici e paritetici, ciò che assicurava gli importanti collegamenti politici ed economici con la Germania meridionale, l'Austria e l'Italia. A Lucerna vennero concluse alleanze e patti con interlocutori stranieri, ricevute le legazioni delle potenze europee e condotte trattative; diversi Lucernesi guidarono soprattutto legazioni cattoliche e diedero la loro impronta alla politica internazionale (ad esempio Ludwig Pfyffer, il "re di Svizzera" negli anni 1570). Particolarmente strette erano le relazioni con la Francia, alla cui base vi erano la Pace perpetua del 1516 e l'alleanza del 1521. I legami con la Francia erano importanti soprattutto da un punto di vista finanziario, dato che la prima versava un'enorme quantità di denaro nelle casse pubbliche e nelle tasche dei Consiglieri lucernesi. Ciò nonostante i rapporti si raffreddarono temporaneamente a partire dal 1576, con i cattolici sempre più vicini alla Savoia (alleanze del 1560 e 1577). La Francia continuò comunque ad avere un ruolo importante nella politica estera lucernese, come attesta il rinnovo dell'alleanza del 1663 e del 1777. La Spagna si inserì nelle sfere d'interesse dei cantoni cattolici con la conquista di Milano nel 1556: nel 1587 Lucerna, i cantoni della Svizzera centrale e Friburgo sottoscrissero un'alleanza con la nuova potenza, con cui i rapporti furono particolarmente intensi nella prima metà del XVII secolo. Inizialmente opposta alla creazione della nunziatura, Lucerna la ospitò dal 1586. Le relazioni politiche fra Lucerna e il papa si basavano sull'alleanza firmata con Pio IV nel 1565. L'elemento che accomunava tutti questi patti con le potenze straniere era la promessa di aiuto (militare e finanziario) in caso di guerra civile confessionale nella Confederazione. Da parte sua, fino al XVIII secolo Lucerna mise a disposizione truppe per la Guardia pontificia e per le Guardie del re di Francia, dei duchi di Savoia e Lorena e di altri principi. Inoltre diversi mercenari presero parte a guerre in Francia, Italia, Savoia e Spagna. Fino al 1800 ca. 50'000 uomini della campagna lucernese entrarono nel servizio mercenario.

Colpiti dalle guerre ugonotte, nel 1586 i cantoni cattolici strinsero un'alleanza difensiva, la Lega d'Oro, che fece seguito ai patti con il Vallese (1578) e il principe vescovo di Basilea (1579), determinati dalle medesime motivazioni. L'ottica confessionale caratterizzò anche i rapporti tra Lucerna e il cantone limitrofo e riformato di Berna; nel 1579 un arbitrato evitò un conflitto per i rapporti giuridici nel baliaggio di Knutwil. Nonostante le tensioni che si svilupparono nuovamente fra i due Paesi dopo il 1600, durante la guerra dei Trent'anni la situazione rimase tranquilla. Nella guerra dei Contadini del 1653 l'aspetto religioso non ebbe alcun peso e i cantoni si trovarono uniti nella repressione della rivolta. Il conflitto esplose in maniera manifesta durante la prima guerra di Villmergen (1656), cui fece seguito un ulteriore scontro confessionale caratterizzato dal ricorso alle armi, la seconda guerra di Villmergen (1712).

Potere paternalistico e conflitti sociali

Medaglia di espiazione realizzata nel 1654, dopo la guerra dei contadini. Diritto in argento dorato (Historisches Museum Luzern; fotografia Theres Bütler).
Medaglia di espiazione realizzata nel 1654, dopo la guerra dei contadini. Diritto in argento dorato (Historisches Museum Luzern; fotografia Theres Bütler).
Medaglia di espiazione realizzata nel 1654, dopo la guerra dei contadini. Rovescio in argento dorato (Historisches Museum Luzern; fotografia Theres Bütler).
Medaglia di espiazione realizzata nel 1654, dopo la guerra dei contadini. Rovescio in argento dorato (Historisches Museum Luzern; fotografia Theres Bütler). […]

Contestualmente alla formazione del patriziato cittadino, dalla metà del XVI secolo si poté assistere a un processo di rafforzamento, normalizzazione e centralizzazione del potere che trasformò il governo in un "governo paternalistico". Alla radice di questo sviluppo vi furono la confessionalizzazione e l'idea di una Chiesa di Stato, le implicazioni della politica internazionale, l'ampliamento dei compiti nell'ambito della politica interna e il principio del "diritto di grazia divina". La razionalizzazione e la progressiva burocratizzazione dell'amministrazione (specialmente sotto l'influsso di Renward Cysat, cancelliere cittadino) furono accompagnate da un maggiore controllo della vita politica, militare, economica e sociale. Il rafforzamento del potere fu particolarmente significativo in ambito economico (regolamentazione delle attività artigianali e industriali), ma anche la vita pubblica e privata dei sudditi fu regolamentata da una quantità imponente di mandati e ordinanze (alimentazione, bevande, indumenti, divertimenti, ballo, beni di lusso, frequentazione delle locande, giochi, santificazione della domenica ecc.). I limiti di questa evoluzione si manifestarono ad esempio nella mancata riforma generale dell'assistenza agli indigenti (1590), che nelle campagne si scontrò con l'opposizione passiva della popolazione. I sudditi avevano anche la possibilità di esercitare un influsso politico, ma con modalità difficilmente definibili. Periodicamente esplosero inoltre rivolte della popolazione rurale: dopo la battaglia di Novara (6.7.1513), su quasi tutto il territorio scoppiarono dei disordini (guerra delle Cipolle) che non furono motivati unicamente da ragioni di politica estera, ma anche da cause legate al processo di rafforzamento del potere, agli inizi, e ai conseguenti cambiamenti legislativi; l'autorità diede ampiamente ascolto alle richieste dei contadini. Anche nella rivolta di Rothenburg (1569-1570) la protesta della popolazione era rivolta contro gli effetti di una pratica governativa più severa. Disordini si registrarono nell'Entlebuch negli anni 1629 e 1636. La manifestazione più violenta fu la resistenza dei contadini durante la guerra dei contadini del 1653, mentre nel 1712 una ribellione dei sudditi (sostenuta dai cantoni rurali e dal clero) costrinse le autorità lucernesi alla seconda guerra di Villmergen.

Famiglie dirigenti nel Piccolo Consiglio di Lucerna 1500-1680
Famiglie dirigenti nel Piccolo Consiglio di Lucerna 1500-1680 […]

A fomentare i conflitti non furono soltanto i rapporti di potere fra autorità e sudditi, ma anche le differenze di interessi che si svilupparono nel patriziato e nella cittadinanza di Lucerna. Nell'affare (o congiura) Pfyffer-Amlehn del 1569 venne smascherata un'alleanza giurata segreta tra i rappresentanti delle famiglie Pfyffer, Bircher, Amlehn, Dulliker e Feer che mirava a sostituire le antiche famiglie nobili con quelle del nuovo ceto dirigente. Grazie al sostegno della Francia, i Pfyffer poterono comunque conservare la loro posizione di supremazia. Un primo conflitto fra cittadinanza e patriziato scoppiò nel 1609-1610 con l'affare Knab, quando ai rappresentanti del patriziato in Gran Consiglio venne imputata una frode elettorale a danno delle vecchie famiglie cittadine. Nel 1651 ebbe inizio il cosiddetto affare dei cittadini (Burgerhandel), che si protrasse fino al 1653: in una petizione scritta, 107 cittadini si lamentarono di alcune limitazioni politiche ed economiche e strapparono concessioni, che tuttavia vennero revocate dopo la guerra dei contadini. Il quadro politico del XVIII secolo fu contraddistinto da lotte di partito (fra una corrente illuminista e una conservatrice-clericale), da faide familiari all'interno del patriziato e da alcuni scandali di corruzione e di natura finanziaria. Altra caratteristica del periodo fu l'insoddisfazione latente della popolazione rurale, che tenne in costante apprensione le autorità. Durante l'affare dei conventi (Klosterhandel) del 1769-1770 questo clima politico portò alla caduta del riformatore illuminista Joseph Rudolf Valentin Meyer. Nella città di Lucerna attirò l'attenzione generale l'affare Schumacher (1764), che si concluse con la condanna a morte di Lorenz Plazid Schumacher per presunta congiura nei confronti dello Stato.

Questi avvenimenti soffocarono il patrimonio ideale dell'Illuminismo. Se nella campagna lucernese non vi fu traccia delle idee rivoluzionarie, nella città si formò un'opposizione interna al patriziato che diede vita alla cosiddetta Società del venerdì (1795). Fu tuttavia solo dal 1797 che membri del Consiglio lucernese della frazione radicale riformista (Vinzenz Rüttimann, Bernhard Meyer, Franz Xaver Keller, Alphons Pfyffer) occuparono posizioni chiave e poterono così contribuire a definire la politica lucernese.

Governo e amministrazione

Il sistema politico di Lucerna attorno al 1700
Il sistema politico di Lucerna attorno al 1700 […]

A lungo composto da 100 membri (XV secolo), nel 1492 il Gran Consiglio venne ridotto a 64 deputati, ma conservò il nome di Consiglio dei Cento; assieme al Piccolo Consiglio costituiva dunque i Räte und Hundert (letteralmente "Consigli e Cento"). I membri di entrambi i consessi erano nominati a vita. Il Piccolo Consiglio era composto da due collegi di 18 membri ciascuno, che amministravano gli affari correnti a ritmo semestrale (uno dal 27 dicembre al 24 giugno e l'altro nei restanti sei mesi). Fra i membri del Piccolo Consiglio veniva scelto annualmente lo scoltetto; alla scadenza del mandato, che gli poteva essere rinnovato a distanza di almeno un anno, diveniva "vecchio scoltetto" e rappresentava tutti i suoi predecessori. L'assemblea comunale, che sul finire del Medioevo aveva perso le sue prerogative politiche, veniva convocata solo per rinnovare il giuramento. All'interno dell'amministrazione si profilò la figura del cancelliere cittadino quale guida della cancelleria; in ambito finanziario le competenze erano appannaggio del tesoriere, che faceva parte del Piccolo Consiglio. Importanti riforme dell'amministrazione furono realizzate nella seconda metà del XVI e nella seconda metà del XVIII secolo.

L'istanza più bassa della giustizia era il tribunale del villaggio, presieduto dal vicebalivo o dall'usciere. Gli appelli potevano essere presentati al tribunale balivale, guidato dal balivo. Le istanze successive erano il Piccolo Consiglio o i Räte und Hundert. Casi penali che potevano condurre alla pena di morte erano regolati dalla giustizia criminale. Le inchieste erano condotte dal giudice del Consiglio. Dalla seconda metà del XVI secolo la pena di morte poteva essere decretata dai Consigli.

I baliaggi lucernesi nel XVII-XVIII secolo
I baliaggi lucernesi nel XVII-XVIII secolo […]

Oltre alla città di Lucerna e a quelle di Sursee e Sempach, che anche nell'età moderna godettero di un'ampia autonomia politica e giuridica, e al borgo di Beromünster, dove i diritti di signoria erano esercitati dal preposito, il cantone comprendeva cinque grossi baliaggi (Willisau, Rothenburg, Entlebuch, Ruswil e Michelsamt) e nove baliaggi più piccoli (Habsburg, Merenschwand, Büron e Triengen, Malters e Littau, Kriens e Horw, Ebikon, Weggis, Knutwil e Wikon). Mentre la carica di balivo nei cinque baliaggi maggiori era riservata a membri del Piccolo Consiglio, la medesima funzione nei baliaggi minori era accessibile anche ai membri del Gran Consiglio. La durata della carica era di solito di due anni. Gli unici balivi a risiedere nel baliaggio erano quelli di Willisau e Wikon. Sul piano locale le competenze venivano delegate a vicebalivi, uscieri, Ammänner e giurati. Le autorità e i sudditi si incontravano solo una volta all'anno, al rinnovo del giuramento. La struttura comunale si basava essenzialmente sul sistema delle parrocchie e delle comunità di villaggio (Twinggemeinden). Nel XVII secolo venne istituita la circoscrizione fiscale (Steuerbrief) al fine di creare un'assistenza comune agli indigenti; in questo modo vennero riunite anche le masserie esterne alle giurisdizioni.

Difesa della Riforma e della Chiesa di Stato

Aspirazioni riformatrici vennero espresse da laici umanisti (Oswald Myconius) e da ecclesiastici (Rudolf Ambühl, Sebastian Hofmeister, Johannes Xylotectus, Jodocus Kilchmeyer) di origine lucernese. Una predica tenuta in tedesco nel 1522 dal commendatore gerosolimitano Konrad Schmid in occasione della rogazione della Musegg fornì alle autorità civili e religiose il pretesto per procedere con decisione contro i sostenitori del pensiero riformatore; Myconius e Hofmeister dovettero così lasciare la città. Anche nella campagna tutte le iniziative riformatrici vennero represse. Il fallimento della Riforma nel cantone fu dovuto a una serie di fattori: all'assenza di personalità carismatiche e di un concetto coerente fra i sostenitori della nuova fede si aggiunse l'intervento tempestivo della Chiesa e delle autorità, che agirono contro le attività riformatrici per salvaguardare il sistema delle pensioni e il servizio mercenario, per dare una risposta alle pressioni dei cantoni della Svizzera centrale e per il timore di finire sotto la supremazia zurighese. Ancora più decisa fu la persecuzione degli anabattisti, che furono praticamente assimilati ai riformati.

Dopo i primi accenni riscontrabili già nel tardo Medioevo, il controllo dello Stato sulla Chiesa venne conseguentemente ampliato dopo i moti riformatori. Lucerna adottò le deliberazioni riformatrici del Concilio di Trento e le impose in tutto il suo territorio. La riforma del clero ebbe una parte importante (Riforma cattolica). Sotto l'influsso di Carlo Borromeo venne istituita la nunziatura, mentre i gesuiti furono posti alla guida di un istituto superiore, fondato nel 1577. Lucerna si batté inizialmente per l'istituzione di una propria diocesi; nel 1605 venne per contro creato il commissariato vescovile. La comparsa delle idee illuministe nel patriziato lucernese rafforzò nel XVIII secolo i caratteri della Chiesa di Stato, ciò anche a seguito della seconda guerra di Villmergen. In questo contesto si sviluppò anche l'affare di Udligenswil (1725), all'origine di un aspro conflitto fra il Consiglio lucernese e il nunzio.

Difesa

In epoca moderna l'organizzazione militare si basava sul principio dell'attiva: ogni baliaggio doveva mettere a disposizione un determinato contingente di uomini, posto sotto il gonfalone della città. Dal 1643 le autorità sottoposero questa organizzazione a una serie di ristrutturazioni: le truppe della campagna si dividevano in cinque brigate, cui a livello amministrativo corrispondevano cinque circoscrizioni guidate da un maggiore (Majorate). Nel 1682 venne stabilito il numero di uomini (10'000) delle truppe dell'attiva (da 16 a 60 anni), divise in 25 compagnie di otto reparti. A seguito di ulteriori riforme nel XVIII secolo, nel 1782 le truppe dell'attiva erano composte da 25 battaglioni di 400 uomini, cui si aggiungeva la riserva, non inquadrata. L'attiva confederata presentava un'altra organizzazione, stabilita in base al Defensionale del 1668, e prevedeva un corpo diviso in tre truppe (o reggimenti) di 1200 uomini ciascuno. Nella città di Lucerna l'attiva era organizzata in base ai sette quartieri (Gaumeten); dal 1764 la città poté contare su una guarnigione (guardia cittadina) stabile e retribuita di 150 uomini.

Società, economia e cultura dal basso Medioevo al XVIII secolo

Popolazione e insediamento

Già durante l'alto Medioevo, nell'odierno territorio cantonale gli insediamenti si erano spinti nell'Entlebuch ed erano penetrati profondamente nelle valli della regione del Napf. Le condizioni climatiche favorevoli nella prima parte del basso Medioevo rese possibile la cerealicoltura anche a quote più elevate (fino a 700 m). Nelle aree alpine e prealpine vennero promossi dissodamenti; parallelamente si registrò una crescita demografica. Attorno al 1300, la popolazione dell'odierno territorio cantonale contava probabilmente ca. 25'000 persone.

La fase di crescita si interruppe bruscamente all'inizio del XIV secolo. Il peggioramento del clima e i conseguenti cattivi raccolti e l'epidemia di peste del 1349 comportarono un massiccio calo demografico. Molte aziende agricole e in parte anche interi insediamenti (ad esempio Ebnet presso Reiden) vennero abbandonati. Visto il regresso della campicoltura, nel 1438 il Consiglio lucernese impose ai sudditi di coltivare i terreni secondo la tradizione e di non sfruttarli come superfici prative o pascoli. Nel 1323 il baliaggio di Littau nei pressi di Lucerna contava ca. 450 abitanti; nel 1470 il loro numero era sceso a ca. 250. Il calo demografico culminò attorno al 1450; in quel periodo, la popolazione lucernese era probabilmente compresa tra 15'500 e 19'000 persone.

Dal 1470 la popolazione crebbe di nuovo costantemente. Nei successivi 200 anni si registrarono tre periodi di intensa crescita. La prima si verificò tra il 1530 e il 1570, e fu dovuta alle condizioni climatiche favorevoli, la seconda durante la guerra dei Trent'anni (1618-1648), all'origine di una forte espansione economica all'interno della Confederazione, e la terza negli anni 1660, quando la congiuntura favorevole seguita alla guerra dei contadini favorì l'incremento demografico. Piccoli momenti di crisi dopo la guerra dei Trent'anni e durante la Piccola era glaciale (cattivi raccolti negli anni 1690) frenarono solo lievemente e per brevi periodi la tendenza all'aumento della popolazione. Le guerre all'interno della Confederazione (guerra dei contadini del 1653, prima guerra di Villmergen nel 1656), che provocarono poche vittime, ebbero un'influenza ridotta sulla crescita demografica. Anche la peste del 1629, che causò ad esempio la morte di più di un quarto degli abitanti di Schlüpfheim, provocò perdite rapidamente riassorbite. I censimenti dei fuochi, gli elenchi fiscali e delle truppe e il numero dei comunicandi permettono di compiere stime sul volume della popolazione, che probabilmente passò da approssimativamente 20'000 persone nel 1500 ca. a 27'000 nel 1580 ca., a 35'000 nel 1620 ca. e a poco meno di 60'000 nel 1700 ca. Come in tutta l'area dell'Altopiano, nel corso del XVI-XVII secolo gli abitanti quasi triplicarono.

La crescita demografica, dovuta in primo luogo a un saldo naturale positivo, comportò il forte aumento delle classi popolari rurali. Cedendo alle pressioni di questi gruppi sociali, le autorità lucernesi a cavallo del 1600 autorizzarono progetti di insediamento nell'area dei boschi d'alto fusto dell'Entlebuch e all'interno dei beni comuni, dove nacquero diversi piccoli villaggi di Tauner, come ad esempio Reidermoos (comune Reiden) o Sankt Erhard (comune Knutwil). Le emigrazioni occasionali - che non avevano un movente religioso o politico (tranne dopo la sconfitta dei contadini nella guerra del 1653) ma economico - vennero più che compensate dall'alto numero di nascite.

In seguito a pessimi raccolti e alla conseguente crisi economica, dopo gli anni 1690 il saldo naturale positivo diminuì, per poi tornare ai livelli precedenti dal 1730 ca. La carestia del 1770-1771 ebbe pesanti ripercussioni soprattutto per le zone più distanti dal capoluogo; nel baliaggio dell'Entlebuch fece 508 vittime (su 9500 abitanti). Gli abitanti di Lucerna vennero riforniti con le scorte del granaio cittadino. Sia l'Entlebuch sia il restante territorio del cantone si ripresero comunque rapidamente.

Nella prima metà del XVIII secolo la popolazione crebbe solo lentamente. Attorno al 1745 il cantone contava ca. 76'000 abitanti. Nel 1782, a un decennio dalla carestia del 1770-1771, il loro numero era salito a ca. 89'000. Basandosi sul censimento compiuto dalla Repubblica elvetica nel 1798, per quell'anno è possibile calcolare un totale di 90'871 persone.

Economia

Politica finanziaria e di approvvigionamento

Nel XV secolo la politica finanziaria lucernese era basata su due pilastri: l'accumulazione di sufficienti riserve di oro e argento e la concessione di prestiti. Nel 1570 nel castello d'acqua (Wasserturm) erano depositati oltre 150 kg di oro e più di 1200 kg d'argento, pari a un valore di otto volte superiore alle spese statali annue dell'epoca. Il patrimonio pubblico serviva anche da riserva valutaria e in maniera crescente per transazioni bancarie. Dopo aver concesso qualche prestito già nel XV secolo, nel XVI la tesoreria lucernese ampliò tale attività. Fino al 1550 i crediti andavano per oltre l'80% alla nobiltà confederata e a principi stranieri; nella seconda metà del secolo i debitori stranieri diminuirono progressivamente, mentre aumentò il numero di quelli confederati e lucernesi. Con le proprie anticipazioni, la tesoreria permise in particolare a molti ufficiali di assumere ruoli di comando all'estero.

In base ai criteri della contabilità pubblica moderna, le entrate erariali possono essere distinte in cinque categorie: la prima comprendeva le imposte sui consumi e sulle entrate (dazi, gabelle sul vino, decime), la seconda le tasse per l'utilizzo delle stazioni di sosta, dei mulini e dei beni comuni, la terza le multe, la quarta le entrate derivanti dalle capitolazioni militari (pensioni) e la quinta quelle garantite dalle attività bancarie, dal demanio e dalle regie. Tra il XVI e il XVIII secolo la quota del primo gruppo sulle entrate totali rimase pressoché invariata, assestandosi a oltre il 30%. Mentre le tasse di utilizzazione ebbero un ruolo marginale (tra il 5 e il 10%), assunsero una maggiore importanza le multe, che passarono dal 15% ca. attorno al 1550 fino al 27% tra il 1650 e il 1660, per poi scendere al 6% ca. all'inizio del XVIII secolo. Gli introiti assicurati dalle capitolazioni militari subirono forti oscillazioni, dato che dipendevano dal numero e dalla durata degli accordi e dalla solvibilità degli alleati (Francia, Spagna, Savoia, Stato della Chiesa): il loro apporto scese da oltre il 45% nel 1510 al 4-6% a metà del XVII secolo. Le entrate derivanti dalle attività bancarie subirono invece un'evoluzione di segno opposto: dall'1-2% dell'ultimo quarto del XV secolo raggiunsero il 25-30% a metà del XVII secolo.

Tra il 1450 e il 1798 lo Stato lucernese solo per tre volte accusò un forte deficit di bilancio (nel 1653 a causa della guerra dei contadini e nel 1655 e nel 1712 in occasione delle due guerre di Villmergen). Grazie a una politica finanziaria accorta, durante l'età moderna Lucerna fece ricorso all'imposizione diretta (che colpiva il reddito della sostanza) solo tra il 1691 e il 1702 per finanziare il riarmo in vista della seconda guerra di Villmergen.

Armoriale della corporazione lucernese dei fornai, risalente al 1408 (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, BB, Ms. 546.4; fotografia Theres Bütler).
Armoriale della corporazione lucernese dei fornai, risalente al 1408 (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, BB, Ms. 546.4; fotografia Theres Bütler). […]

Il principale obiettivo della politica economica lucernese era di garantire l'approvvigionamento della città con le più importanti derrate alimentari, vendute da un lato nei mercati e dall'altro negli esercizi (ad esempio panetterie, macellerie) che necessitavano di una concessione (bannalità). A Lucerna si teneva giornalmente un mercato in cui gli abitanti della città potevano rifornirsi dei beni di consumo necessari. Il mercato settimanale aveva un'importanza regionale e serviva soprattutto per approvvigionare i cantoni della Svizzera centrale con cereali, vino, sale ecc.

Per garantire la disponibilità di cereali panificabili in città in particolare nei momenti di crisi, il Consiglio, che aveva iniziato ad accumulare proprie scorte attorno al 1500, vendeva il grano ottenuto grazie alle decime e ai censi fondiari. A tale scopo, oltre alla stazione di sosta vennero costruiti dei granai. Attorno al 1650 le scorte pubbliche erano pari al 12% del fabbisogno cittadino, e negli anni 1780 addirittura all'80%. Nello stesso lasso di tempo, il periodo di stoccaggio del grano passò da ca. due anni e mezzo a sette anni.

La politica di approvvigionamento era rivolta alle esigenze della città, e non prendeva in considerazione i bisogni delle aree rurali. A Sursee, Willisau e nel borgo di Beromünster oltre alle fiere esistevano anche mercati settimanali, che però attiravano solo pochi fornitori e clienti in assenza dell'obbligo legale di smerciare i prodotti al loro interno. Sempach, Wolhusen e alcuni altri villaggi rurali situati in posizione centrale tenevano esclusivamente fiere annuali, spesso in combinazione con un mercato di bestiame. Solo negli anni 1640 si decise di rendere Sursee il centro di approvvigionamento per la campagna lucernese. Nei villaggi prevaleva un'economia di sussistenza.

La crescita dei prezzi delle derrate alimentari nei periodi di crisi favorì l'introduzione di monopoli statali. Dal 1604 le autorità si occuparono della distribuzione del sale; esse furono però in grado di imporre un monopolio assoluto, che proibiva anche il commercio privato al dettaglio, solo nel 1769. Gli sforzi per creare un monopolio sul vino e sui cereali - voluto dal Consiglio per eliminare gli intermediari (i cosiddetti Hodler), accusati di far lievitare i prezzi - non ebbero successo.

Artigianato

Scultura in legno di S. Eligio, risalente all'inizio del XVI secolo (Historisches Museum Luzern; fotografia Theres Bütler).
Scultura in legno di S. Eligio, risalente all'inizio del XVI secolo (Historisches Museum Luzern; fotografia Theres Bütler). […]

Le più antiche società di artigiani della città di Lucerna risalgono agli anni 1360. A metà del XV secolo esistevano 14 società, di cui 12 erano organizzazioni professionali, e due erano Camere dei signori (tiratori e commercianti). Il calo della popolazione cittadina nel tardo Medioevo comportò una diminuzione delle corporazioni: attorno al 1600 ne esistevano ancora solo nove, ognuna delle quali riuniva diversi mestieri. Con una riforma attuata tra il 1560 e il 1590, le corporazioni vennero trasformate in società che comprendevano le associazioni dei maestri, le confraternite e altri membri affiliatisi volontariamente. Le società di artigiani lucernesi conobbero la loro massima fioritura nel periodo tra il 1620 e il 1670. Alla fine del XVI secolo le autorità promossero la costituzione di corporazioni rurali, in maniera da garantire un controllo uniforme anche sull'artigianato nella campagna e quindi estendere il potere del Consiglio. Le corporazioni rurali furono inizialmente presenti nei tre centri di Willisau, Beromünster e Ruswil; altre seguirono nel XVII secolo. Esse erano composte da una corporazione in senso stretto, che comprendeva i maestri di una determinata categoria professionale, e da una confraternita religiosa, a cui potevano affiliarsi anche non artigiani, donne e bambini.

I provvedimenti relativi al settore artigianale e commerciale difendevano unilateralmente gli interessi dei consumatori cittadini e riguardavano soprattutto l'ambito alimentare. Solo negli anni 1560 si sviluppò una politica organica ispirata ai seguenti principi: separazione tra attività artigianali e commercio, organizzazione della produzione in piccole botteghe, eliminazione della concorrenza esterna e fissazione di prezzi e salari vincolanti. L'economia corporativa influì negativamente sullo sviluppo dell'artigianato, ostacolando l'accumulazione di capitale e limitando la libertà imprenditoriale. Fino al XVIII secolo inoltrato gli artigiani subirono un progressivo impoverimento. La stabilità dei prezzi in ultima analisi favorì unicamente i contadini e l'élite borghese attiva nel commercio.

Agricoltura

Fino al XIX secolo inoltrato, all'interno del territorio lucernese coesistevano l'avvicendamento triennale delle colture, l'economia agricola mista e l'economia alpestre; i confini delle rispettive zone risultavano fluidi. L'avvicendamento triennale predominava nelle valli parallele situate nella parte settentrionale del cantone, mentre l'economia alpestre prevaleva nei territori meridionali (Entlebuch, regioni del Napf, del Pilatus e del Rigi). Tra queste due aree veniva praticata l'economia agricola mista. Fino alla fine del XVIII secolo Lucerna risultò autosufficiente per quanto riguarda l'approvvigionamento di cereali; solo negli anni di cattivo raccolto la produzione locale non bastava.

Malgrado il margine di autonomia dei contadini, soprattutto nell'area dell'avvicendamento triennale delle colture, fosse limitato da norme comunitarie o imposte dalle autorità (diritti di decima detenuti soprattutto da istituzioni ecclesiastiche, rotazione obbligatoria), nel XVI-XVII secolo fu possibile introdurre migliorie nella produzione cerealicola che sul lungo periodo permisero di soddisfare la crescente domanda dovuta all'incremento demografico. Le superfici coltivate furono ampliate grazie ai dissodamenti e allo smembramento dei beni comuni; i campi dove vigeva l'avvicendamento delle colture vennero recintati e convertiti all'economia agricola mista. Per aumentare la produttività i contadini ricorsero all'irrigazione dei prati; particolarmente efficaci risultarono le marcite nei fondivalle, che garantivano alternativamente alte rese nell'ambito della produzione di cereali e di erba.

Situati senza eccezione al di sotto del limite dei boschi, gli alpeggi lucernesi vennero ricavati attraverso i dissodamenti. Le autorità concessero le relative autorizzazioni solo a persone singole, ma non a organismi comunitari o comunità di valle. Per questo motivo nell'Entlebuch non si svilupparono cooperative per lo sfruttamento degli alpeggi. I contadini proprietari degli alpeggi versavano un censo al Consiglio cittadino; già nel XV secolo acquisirono però il diritto di amministrarli, affittarli e venderli liberamente. Dato che l'economia alpestre non era soggetta alla rotazione obbligatoria e ai diritti di decima, risultò aperta alle innovazioni. I contadini dell'Entlebuch introdussero così attorno al 1600 la produzione di formaggi a pasta dura, che si prestavano meglio al trasporto e quindi all'esportazione.

Vie di comunicazione e dogane

Dal tardo Medioevo al XVIII secolo inoltrato, le vie di comunicazione nel cantone non conobbero mutamenti rilevanti. L'asse principale era costituito dalla strada di Basilea (detta anche strada alta), da dove, proseguendo per il lago dei Quattro Cantoni, era possibile raggiungere il canton Uri e la via internazionale del Gottardo, di cui era parte integrante. La strada di Basilea conduceva da Lucerna fino al confine cantonale nei pressi di Reiden passando da Rothenburg, Sempach, Sursee e Dagmersellen.

Tre assi viari assumevano un'importanza sovraregionale: la strada di Zurigo, che collegava Lucerna e Zurigo via Gisikon e Zugo, quella della valle della Reuss, che a Gisikon si diramava dalla strada di Zurigo e poi proseguiva lungo la sponda sinistra della Reuss fino nella Foresta Nera (via Merenschwand e Baden), e la strada di Willisau, che rappresentava il collegamento più breve per Soletta, Berna, Friburgo e la Svizzera occidentale. L'Entlebuch costituiva di gran lunga la regione più discosta sul piano dei trasporti, e fino al XIX secolo risultò difficilmente raggiungibile con i carri. Al posto della mulattiera che da Schachen oltrepassava la Bramegg, nel XVI secolo le autorità lucernesi costruirono una strada carrozzabile che da Werthenstein, passando sopra lo Schwandenhof, conduceva a Entlebuch.

Commercianti lucernesi in procinto di recarsi alla fiera di Zurzach nel 1504 naufragano nei pressi dello sbarramento mobile sulla Reuss, tra il ponte Spreuer e quello sulla Reuss; illustrazione nella Luzerner Chronik (1513) di Diebold Schilling (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, Sondersammlung, Eigentum Korporation Luzern).
Commercianti lucernesi in procinto di recarsi alla fiera di Zurzach nel 1504 naufragano nei pressi dello sbarramento mobile sulla Reuss, tra il ponte Spreuer e quello sulla Reuss; illustrazione nella Luzerner Chronik (1513) di Diebold Schilling (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, Sondersammlung, Eigentum Korporation Luzern). […]

Oltre alle strade, anche la Reuss e il lago dei Quattro Cantoni costituivano importanti vie di comunicazione. I battellieri (Niederwässerer) percorrevano la Reuss fino a Basilea, trasportando beni di largo consumo come riso, burro, formaggio e legname. Non vi erano alternative alla navigazione sul lago dei Quattro Cantoni, da cui dipendevano l'intero traffico commerciale della via del Gottardo e l'approvvigionamento dei mercati dei cantoni primitivi. Per secoli il cantiere navale pubblico di Lucerna ebbe il monopolio della costruzione di imbarcazioni per il trasporto di merci e persone sul lago e sulla Reuss.

La più antica regalia di dazio conservata, risalente al 1415, venne concessa da re Sigismondo. Fino alla fine del XVI secolo Lucerna disponeva di quattro posti di dogana (a Lucerna e sui ponti presso Emmen, Rothenburg e Gisikon). Nel quadro dell'ampliamento del potere centrale, si assistette a un forte aumento dei posti doganali, il cui numero passò da 11 nel 1650 a 36 nel 1780. La loro rilevanza sul piano fiscale variò nel tempo. Tra il 1550 e il 1650, la quota dei dazi sul totale delle entrate pubbliche oscillò tra il 4 e il 6% ca., mentre in seguito crebbe progressivamente fino a raggiungere il 30% ca. alla fine dell'ancien régime.

Società

L'aristocratizzazione in città e nella campagna

Già dal tardo Medioevo a Lucerna si formò una cerchia più ristretta di famiglie dominanti, che però non risultava ancora chiusa verso l'esterno. Le ricorrenti crisi demografiche dovute a guerre ed epidemie portarono a un continuo ricambio delle élite nel XIV-XV secolo. La costante crescita demografica del XVI secolo da questo punto di vista segnò una svolta: a tutti i livelli si manifestò la tendenza alla cristallizzazione delle gerarchie sociali; sia in città sia in campagna, le ammissioni alla cittadinanza divennero sempre più rare (a Lucerna, nel XVIII secolo il loro numero si era ridotto a un ventesimo rispetto al XVI secolo), e i relativi tributi aumentarono enormemente. Dotati di uno status giuridico inferiore, i dimoranti alla fine dell'ancien régime costituivano la maggioranza della popolazione cittadina, e una quota fortemente crescente di quella rurale. Il patriziato urbano riservò ai suoi esponenti tutte le cariche importanti e redditizie, e pose una barriera tra sé e il resto della cittadinanza. I seggi nei Consigli, a cui si accedeva per cooptazione, negli anni 1670 divennero di fatto ereditari. Nel XVIII secolo nel Consiglio sedevano ancora ca. 20 famiglie, circostanza che fece di Lucerna la città con il patriziato numericamente più ristretto di tutta la Confederazione. Dal XV secolo i patrizi investirono i loro introiti derivanti dal servizio mercenario e dalle pensioni nella concessione di crediti e nell'acquisizione di partecipazioni societarie, e dalla fine del XVI secolo in maniera crescente nell'acquisto di rendite fondiarie, aziende agricole, alpeggi e signorie al di fuori della città. Inoltre acquistarono tenute nei Paesi soggetti sottoposti alla città, trasformandole in residenze signorili di rappresentanza in cui conducevano uno stile di vita aristocratico.

Coppia di esponenti del patriziato cittadino raffigurata nella danza macabra collocata nel cortile interno dell'antico collegio gesuita, attribuita a Jakob von Wil. Olio su tela, 1610/1615 ca. (Fotografia Denkmalpflege und Archäologie des Kantons Luzern).
Coppia di esponenti del patriziato cittadino raffigurata nella danza macabra collocata nel cortile interno dell'antico collegio gesuita, attribuita a Jakob von Wil. Olio su tela, 1610/1615 ca. (Fotografia Denkmalpflege und Archäologie des Kantons Luzern). […]

Nelle città soggette e nella campagna si assistette a un irrigidimento delle gerarchie sociali simile a quello che si era verificato in città. I membri delle comunità assunsero una posizione privilegiata all'interno delle organizzazioni per lo sfruttamento di beni. A causa dei loro diritti di proprietà e alla loro attività politica nell'ambito dell'autonomia comunale, essi erano i principali beneficiari dei diritti di condurre il bestiame nei boschi e nei beni comuni. L'appartenenza alla comunità veniva trasmessa per via ereditaria; dal XVI secolo divenne sempre più difficile entrare a farne parte pagando una tassa di ammissione. Molti villaggi stabilivano il numero degli appezzamenti che beneficiavano dei diritti d'uso e concedevano il diritto di pascolo e di legnatico in proporzione alla proprietà di terra e di bestiame da traino. Da questo punto di vista veniva fatta una distinzione tra contadini e Tauner, che godevano di minori diritti.

Accanto ai membri a pieno titolo delle comunità, vi erano i dimoranti o Beisassen e coloro che venivano attribuiti a un determinato comune (Zugeteilte). I dimoranti spesso disponevano di diritti d'uso, anche se limitati; il loro peso nell'ambito degli organismi comunitari era però molto ridotto. Quando i forestieri acquisivano lo status di dimoranti, dovevano pagare una tassa annua di soggiorno; ciò nonostante potevano essere espulsi in qualsiasi momento. Nel XVIII secolo coloro che venivano attribuiti a singoli comuni da una commissione di assegnazione (senza patria, dopo la Riforma spesso discendenti di convertiti) erano privi di un luogo di origine e non godevano del diritto di sposarsi liberamente. Molte località cercarono di scaricare le persone che dipendevano dall'assistenza pubblica sulle spalle dei comuni più grandi o del capoluogo. A un vero e proprio esodo dalle campagne si opponevano però le restrizioni al trasferimento in città, per cui molti dimoranti e Tauner si stabilirono in località in prossimità di Lucerna, dove producevano per il mercato urbano, esercitavano piccole attività artigianali malgrado i regolamenti corporativi, praticavano il lavoro a domicilio e lavoravano come servitù.

Disuguaglianze sociali

Le differenze sociali e di ceto aumentarono notevolmente nel XVII-XVIII secolo. La crescita demografica comportò in primo luogo un aumento delle classi popolari rurali. I Tauner, numericamente in forte crescita, sfruttavano intensamente i loro piccoli appezzamenti per la frutticoltura e la coltivazione di piante tessili, lavoravano come giornalieri presso i contadini ed erano attivi in ambito artigianale e nell'industria a domicilio. Quando l'ordinamento giuridico vietava la costituzione di nuovi fuochi, le abitazioni venivano suddivise e determinati locali utilizzati in comune. Alla grande maggioranza di poveri e nullatenenti si contrapponeva un esiguo strato di benestanti, che a causa della loro posizione economica (mugnai, osti, grandi contadini) o sociale (Ammänner, uscieri, luogotenenti del balivo, amministratori) assumevano un ruolo dominante nei villaggi. La partecipazione o meno di queste élite alle rivolte rurali aveva un'influenza determinante sul loro esito.

Rispetto ad altre città confederate, Lucerna si occupò tardivamente di riorganizzare l'assistenza pubblica. Tradizionalmente le autorità facevano affidamento sull'attività caritativa di istituzioni ecclesiastiche e benefattori laici. Negli ultimi decenni del XVI secolo vennero mossi i primi passi in tal senso, sempre rispettando rigidamente il principio per cui la responsabilità per l'assistenza ricadeva sui comuni di origine. Le autorità prevedevano che i poveri fossero individuati e registrati a livello di parrocchia e che la distribuzione delle elemosine fosse centralizzata e orientata ai bisogni degli assistiti "legittimi"; inoltre veniva vietato l'accattonaggio porta a porta (ordinamento sulle elemosine del 1590). Nella campagna la riforma fallì per l'opposizione dei sudditi. Anche i tentativi di tenere lontani i mendicanti attraverso il presidio dei confini e le "cacce ai pezzenti" non ebbero successo, dato che il finanziamento di queste misure gravava sulla popolazione rurale. Le autorità lucernesi non furono in grado di imporre la loro politica nei confronti degli indigenti, e men che meno di risolvere alla radice il problema della povertà.

Anche in relazione ai rapporti di proprietà non vi furono differenze di rilievo tra città e campagna. Malgrado il livello notevole dei patrimoni medi anche nella campagna nel XIV-XV secolo, le ricerche più recenti hanno confutato la tesi secondo cui le guerre di Borgogna (1474-1477) e la crescente importanza del servizio mercenario avessero comportato una diffusione generalizzata del benessere. Il principale beneficiario del servizio mercenario fu il patriziato cittadino. Solo con il ricorso all'imposizione diretta tra il 1691 e il 1702 è possibile fornire indicazioni statistiche sulla distribuzione della ricchezza. Malgrado una struttura sociale simile, vi erano differenze notevoli tra le varie regioni per quanto riguarda la proprietà e i redditi, non da ultimo per le diverse prassi successorie. La povertà era maggiormente diffusa nelle aree dove era praticato l'avvicendamento triennale delle colture; nelle zone a economia agricola mista i ricchi risultavano tendenzialmente più ricchi, e i poveri più poveri. Nella città di Lucerna risultavano debolmente rappresentati gli strati sociali intermedi, una situazione che peraltro si riscontra anche per il tardo Medioevo (registri fiscali del 1352 e del 1487). Considerando l'intero territorio cantonale, fino al XVIII secolo i ceti superiori benestanti si ridussero a un quinto della popolazione totale, composta per quasi il 50% da esponenti delle classi popolari dotati di poche risorse. A tale evoluzione concorse l'indebitamento fondiario, che riguardò tutte le zone del cantone. In molte aziende agricole, gli interessi risultavano superiori ai tributi feudali e alle decime. L'indebitamento era particolarmente problematico quando le entrate diminuivano, mentre gli interessi rimanevano invariati, come nel caso ad esempio degli anni che precedettero la guerra dei contadini del 1653. Tra i creditori più importanti figuravano il patriziato cittadino, le istituzioni ecclesiastiche e, in misura crescente, gli stessi abitanti della campagna (spesso in relazione al riscatto di quote ereditarie). Grazie all'aumento dei prezzi dei prodotti agricoli e tramite l'accumulazione di crediti, nel XVIII secolo una fascia molto ristretta della popolazione rurale riuscì a costituire notevoli patrimoni. L'acquisto di rendite fondiarie permetteva di aggirare le norme restrittive valevoli per l'acquisto di immobili (diritto di prelazione per gli autoctoni), e divenne in maniera crescente uno strumento per l'ascesa sociale ed economica di abitanti benestanti della campagna, considerati dai patrizi come concorrenti sul piano economico e come una minaccia al loro potere.

Alimentazione

Anche nel territorio lucernese le abitudini alimentari variavano a seconda delle zone agrarie. Nelle aree dove vigeva l'avvicendamento triennale delle colture predominavano i prodotti derivati dalla cerealicoltura come il pane e le puree, mentre nella regione prealpina i latticini e vari tipi di formaggio. I migliori presupposti per un'alimentazione equilibrata si avevano nelle zone a economia agricola mista, in cui coesistevano cerealicoltura e allevamento. Il pane veniva consumato anche dalle classi popolari, malgrado queste ultime dovessero acquistarlo. Per la maggioranza della popolazione che si riforniva nei mercati il rischio della povertà e della fame era onnipresente, anche se con l'approssimarsi del XVIII secolo la costituzione di scorte e la politica dei prezzi delle autorità portarono a una diminuzione delle crisi di approvvigionamento (con l'eccezione della carestia del 1770-1771). Solo l'introduzione della patata (dagli anni 1720 nell'Entlebuch, al più tardi dagli anni 1760 anche nei maggesi dei villaggi dove veniva praticato l'avvicendamento triennale delle colture) rese gli strati popolari meno esposti alle oscillazioni di prezzo dei cereali. Nella seconda metà del XVIII secolo, il consumo di carne e latticini aumentò nuovamente soprattutto nel capoluogo, per cui i prezzi del bestiame aumentarono maggiormente rispetto a quelli delle granaglie.

Tra le bevande, erano diffusi i succhi di frutta prodotti localmente, i vini importati (soprattutto alsaziani) e, in maniera crescente nel XVIII secolo, anche acqueviti di varia provenienza. Sempre nel XVIII secolo iniziò ad affermarsi il caffè come bevanda mattutina. Il divieto di consumare caffè nelle campagne emanato dalle autorità lucernesi nel 1770 non ebbe successo, esattamente come quello che aveva colpito il tabacco nel secolo precedente. Più che tra città e campagna, le abitudini di consumo divergevano tra ricchi e poveri. Ciò valeva in ultima analisi anche per l'abbigliamento, anche se le nuove mode si imponevano prima in città e i capi più pregiati rimanevano prerogativa del patriziato.

Vita religiosa, formazione e cultura

Parrocchie, capitoli e conventi

Fino al 1798 il numero di parrocchie rimase sostanzialmente stabile; quelle create ex novo furono solo sei: Udligenswil nel 1551, Meierskappel negli anni 1570 o 1580, Hergiswil nel 1605, Wolhusen nel 1657, Ballwil nel 1678 e Flühli nel 1782. Fu invece movimentata la storia delle comunità religiose. Nel capoluogo il convento benedettino di Sankt Leodegar (im Hof) venne trasformato nel 1456 in capitolo collegiale. Dal 1344 il convento degli scalzi di S. Maria (in der Au, fondato prima del 1260) costituì il centro religioso e spirituale per i cittadini della "città piccola". Collegata al convento era la comunità di beghine di S. Anna (im Bruch), fondata nel 1498. Con il capitolo di S. Michele a Beromünster (sorto attorno al 920) e l'abbazia cistercense di Sankt Urban (fondata nel 1194), all'inizio del XV secolo due importanti istituzioni religiose passarono sotto il dominio di Lucerna. Conventi femminili esistevano a Rathausen, Ebersecken (entrambi cistercensi), Eschenbach (agostiniane) e Neuenkirch (domenicane), commende gerosolimitane a Hohenrain e Reiden e una commenda dell'ordine teutonico a Hitzkirch (fino al 1798 appartenente ai Freie Ämter). Le confraternite, numerose nel XIV-XV secolo, scomparvero prima del 1500.

Paliotto in lana nel convento femminile di Eschenbach, realizzato all'inizio del XVII secolo (Museo nazionale svizzero, Zurigo).
Paliotto in lana nel convento femminile di Eschenbach, realizzato all'inizio del XVII secolo (Museo nazionale svizzero, Zurigo). […]

Per sostenere la Riforma cattolica, nel 1574 il Consiglio fece appello ai gesuiti, a cui venne attribuita l'organizzazione dell'istruzione superiore. I cappuccini furono attivi a Lucerna dal 1583, a Sursee dal 1606 e a Schlüpfheim dal 1655. Nel 1636 il pellegrinaggio di Werthenstein venne affidato ai francescani; nel 1659 le orsoline furono incaricate dell'istruzione femminile a Lucerna. Nel 1588 le autorità ridussero i conventi femminili da quattro a due: Ebersecken e Neuenkirch vennero soppressi, e i loro beni attribuiti a Rathausen ed Eschenbach. A Eschenbach venne inoltre imposto il mutamento di ordine; i due conventi femminili rimanenti furono così entrambi sottoposti alla regola cistercense. Su pressione del Consiglio, le beghine di S. Anna dovettero prendersi carico della riforma del convento di cappuccine di Pfanneregg presso Wattwil. Fino alla metà del XVI secolo i membri dei capitoli e dei conventi erano poco numerosi; sul piano della formazione non vi era un grande divario tra il clero parrocchiale e il popolo. Con la Riforma cattolica migliorò l'istruzione del clero, che dal XVII secolo ebbe la possibilità di studiare nel collegio dei gesuiti di Lucerna e in seminari posti al di fuori dal territorio cantonale (ad esempio al collegio Elvetico di Milano). Nel XVIII secolo si contava un addetto alla cura delle anime ogni 600 abitanti. Gli ecclesiastici erano per due terzi di estrazione borghese o patrizia; anche nei conventi e nei capitoli le famiglie patrizie, che volevano trovare una sistemazione degna del loro rango per le figlie e i maschi secondogeniti, assunsero un crescente predominio. Ne risultò una stretta compenetrazione tra potere temporale e spirituale.

Devozione ed eterodossia

Interni della chiesa di pellegrinaggio di Werthenstein. Dipinto a olio (1630 ca.) di Kaspar Meglinger applicato su uno stendardo da processione (chiesa di Werthenstein; fotografia Denkmalpflege und Archäologie des Kantons Luzern).
Interni della chiesa di pellegrinaggio di Werthenstein. Dipinto a olio (1630 ca.) di Kaspar Meglinger applicato su uno stendardo da processione (chiesa di Werthenstein; fotografia Denkmalpflege und Archäologie des Kantons Luzern). […]

Prima della Riforma, la devozione si esprimeva nei pellegrinaggi a santuari all'interno o all'esterno del territorio cantonale. Le mete erano, oltre Einsiedeln, la cappella del S. Sacramento a Ettiswil (dal 1447-1452), la cappella del Sacro Sangue a Willisau (1450) e numerosi santuari mariani più piccoli. Gli stretti legami tra santuari, confraternite, donazioni per messe annuali di suffragio o per cappellanie e indulgenze erano particolarmente intensi nei capitoli di Sankt Leodegar e Beromünster e nel convento dei francescani. Attorno alla metà del XV secolo il culto di S. Giacomo raggiunse il suo apice; alcuni Lucernesi iniziarono inoltre a compiere il pellegrinaggio al Santo Sepolcro a Gerusalemme. Rogazioni e processioni a cavallo costituivano ulteriori manifestazioni della devozione tardomedievale. Dal 1512 la rogazione della Musegg venne equiparata a un pellegrinaggio a Roma e comportò l'indulgenza plenaria. Le pratiche devozionali si intensificarono e si moltiplicarono dopo il Concilio di Trento: il numero dei santuari salì a oltre 30; ovunque nacquero confraternite del Rosario, dello Scapolare e dei santi e congregazioni mariane (dopo il 1578, sotto l'influsso dei gesuiti). Fino alla fine del XVIII secolo, nelle campagne la vita spirituale rimase improntata ai canoni della Controriforma e della civiltà barocca; nei villaggi, l'infanzia era affidata all'autorità dei parroci, che vigilavano sulle pratiche religiose dei bambini. Nel capoluogo i patrizi vicini alle idee illuministe e favorevoli a una Chiesa di Stato acquisirono una crescente influenza dopo il 1712. La loro rivendicazione dei diritti delle autorità nei confronti della Chiesa portarono a una contrapposizione con il clero e la popolazione rurale. Dopo il 1769 queste cerchie persero la loro influenza politica; nel contempo però si affermò una generazione più giovane di riformatori illuminati gravitante attorno al parroco cittadino e commissario vescovile Thaddäus Müller che si radicalizzò e che sostenne infine la politica religiosa della Repubblica elvetica.

Già prima della Riforma le autorità influenzarono la sfera religiosa. Nel 1456 imposero l'obbligo di pregare a mezzogiorno per scongiurare il pericolo di un'invasione turca. In seguito il controllo esercitato dalle autorità, che si espresse con divieti, norme di comportamento e l'imposizione di preghiere, rogazioni e pellegrinaggi contro la cattiva sorte, divenne più pervasivo anche in quest'ambito. Infrazioni alle norme religiose e morali venivano spesso punite con la morte. In base alle conoscenze attuali, fino al 1675 le autorità condannarono 288 donne alla pena capitale perché accusate di stregoneria. La stessa sorte toccò nel 1747 a Jakob Schmidlin (Sulzjoggi), influenzato dal pietismo e per questo tacciato di eresia. Più di 80 dei suoi seguaci subirono condanne, per lo più all'esilio perpetuo.

Scuole

Le prime scuole, attive dall'inizio del XIII secolo, furono quelle dei capitoli di Sankt Leodegar a Lucerna e di S. Michele a Beromünster. Fino alla chiamata dei gesuiti, la prima assicurò la formazione superiore. L'istruzione elementare veniva impartita dalla scuola cittadina di Lucerna, nata nel XV secolo. Gli insegnanti, sovente attivi anche come notai e scrivani, cambiavano spesso. I Lucernesi studiavano prevalentemente nelle Università di Augusta, Bologna, Dillingen, Dole, Friburgo in Brisgovia, Ingolstadt, Milano, Parma, Roma, Torino e Vienna. Nel 1600 il collegio dei gesuiti arricchì la sua offerta formativa con tre classi superiori che si sommarono alle quattro già esistenti; tra il 1640 e il 1649 si aggiunsero corsi di filosofia e teologia. Questo istituto di formazione superiore conobbe il suo periodo di massima fioritura nel XVII secolo, con fino a 600 studenti. Dopo la soppressione dell'ordine dei gesuiti nel 1773, la scuola e il collegio passarono sotto il controllo dello Stato. Nel 1678 le orsoline diedero vita a una scuola femminile nel convento di Maria Ausiliatrice sulla Musegg. Durante l'ancien régime era usuale che i figli delle famiglie eleggibili al Consiglio seguissero lezioni private.

All'inizio dell'età moderna, nelle aree rurali un insegnamento regolare oltre che a Sankt Urban e Beromünster veniva impartito solamente nelle scuole cittadine di Sursee e Willisau. Alla fine del XVIII secolo, 58 su 68 tra parrocchie e cappellanie offrivano qualche forma di insegnamento; una scuola elementare regolamentata esisteva però solo in poche località. La formazione scolastica media durava uno o due inverni e comprendeva il catechismo, leggere, scrivere e fare di conto. L'impreparazione didattica degli insegnanti, le esigenze dell'economia agricola, la mancanza di infrastrutture e l'avversione verso la scuola diffusa tra la popolazione impedirono l'introduzione dell'obbligo scolastico generalizzato e dell'insegnamento sull'intero arco dell'anno. Secondo le stime sul grado di alfabetizzazione, alla fine del XVIII secolo nelle regioni dell'Altopiano ca. il 50-70% della popolazione era in grado di leggere e il 10% di scrivere, quote che nelle regioni di montagna dell'Entlebuch e del Napf si riducevano rispettivamente al 30-50% e a meno del 5%. Primi passi in direzione di una riforma scolastica vennero compiuti negli anni 1780 presso le orsoline su iniziativa di Josef Ignaz Zimmermann, e dal 1778 al 1785 a Sankt Urban per opera di Nivard Krauer. A Sankt Urban nel 1780 venne fondata anche la prima scuola per la formazione degli insegnanti della Svizzera.

Scrittura e storiografia

Nel tardo Medioevo la scrittura veniva praticata nei centri ecclesiastici e nella cancelleria cittadina. Sankt Urban dispose sicuramente di uno scriptorium dalla metà del XIII secolo. Una notevole mole di documenti amministrativi testimonia la fioritura del capitolo di Beromünster nel XIV secolo sotto la direzione del preposito Jakob von Reinach. Gli scrivani della cancelleria cittadina spesso erano anche attivi come notai. A Beromünster nel 1470 venne pubblicato il primo libro a stampa del territorio lucernese per opera del canonico Elias Elye (si tratta peraltro del primo testo in Svizzera che reca la data di stampa). Il primo tipografo nel capoluogo fu il teologo e umanista Thomas Murner, attivo nel convento dei francescani dal 1526 al 1529; fino al 1798 questa categoria professionale fu presente solo a Lucerna. I più importanti stampatori appartennero alla famiglia Hautt (1636-1772). Il pensiero umanista si diffuse alla scuola di Sankt Leodegar (Oswald Myconius, Johannes Xylotectus), tra i canonici di Beromünster (Ludwig Carinus, Wilhelm Tryphaeus), nella scuola di Sankt Urban (Rudolf Ambühl) e all'interno di alcune famiglie eleggibili al Consiglio (Ludwig zur Gilgen). Myconius e altri si convertirono alla Riforma e dovettero abbandonare Lucerna.

Pagina delle Collectanea pro chronica Lucernensi et Helvetiae di Renward Cysat (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, Sondersammlung, Ms. 99.2, fol. 464v).
Pagina delle Collectanea pro chronica Lucernensi et Helvetiae di Renward Cysat (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, Sondersammlung, Ms. 99.2, fol. 464v). […]

Prima e dopo il 1500 una serie di cronisti, tra cui Hans Fründ, il bernese Diebold Schilling, Melchior Russ il Giovane e Petermann Etterlin, lavorarono nell'orbita della cancelleria cittadina. La Luzerner Chronik (1513) del lucernese Diebold Schilling rappresentò una delle massime espressioni di cronaca illustrata. La storia di Lucerna che Renward Cysat si era riproposto di scrivere non vide la luce, ma rimase allo stadio di raccolta (comunque molto ricca) di materiali. Per una storia di Lucerna basata sullo studio delle fonti, anche se spesso priva di spirito critico, si dovette attendere il periodo dell'Illuminismo e Joseph Anton Felix von Balthasar, la cui opera principale fu lo studio di storia politica e culturale in tre volumi Historische, Topographische und Oekonomische Merkwürdigkeiten des Kantons Luzern (1785-89).

Scienza e Illuminismo

Nel XVII secolo il collegio dei gesuiti costituì il centro dell'attività scientifica. L'elevata mobilità del corpo insegnante favorì la circolazione delle idee. Johann Baptist Cysat ad esempio studiò matematica e astronomia a Ingolstadt, descrisse la cometa del 1618-19, scoprì la nebulosa di Orione e fu rettore dei collegi di Lucerna, Innsbruck ed Eichstätt. Suo padre, il poliedrico erudito Renward Cysat, svolse ricerche nel campo della farmacologia, dei costumi popolari e della lingua. Allievi del collegio dei gesuiti furono anche gli studiosi di scienze naturali Karl Niklaus Lang e Moritz Anton Kappeler, che nel XVIII secolo furono attivi a Lucerna come medici cittadini. Nella seconda metà del XVIII secolo, il topografo Franz Ludwig Pfyffer von Wyher creò i primi modelli in rilievo dell'arco alpino svizzero.

I sostenitori lucernesi dell'Illuminismo parteciparono sin dall'inizio alle attività della Società elvetica, ma solo tardi costituirono associazioni a Lucerna, come la Società di lettura nel 1787 e la Società del venerdì, un club di discussione, nel 1795. La prima biblioteca pubblica venne inaugurata nel 1780 dallo stampatore Joseph Aloys Salzmann. Con le loro collezioni private, il patrizio Joseph Anton Felix von Balthasar e suo figlio Josef Anton Xaver Balthasar gettarono le basi della biblioteca civica (fondata nel 1812) rispettivamente della biblioteca cantonale (costituita nel 1832).

Musica e letteratura

La musica sacra veniva suonata nel capitolo di Sankt Leodegar e nel convento degli scalzi a Lucerna; organi sono attestati nel XV secolo. La città dal 1405 occupò due, e in seguito quattro pifferai. Dal 1740 Sankt Urban divenne un centro per la musica festiva barocca eseguita durante funzioni religiose, banchetti e rappresentazioni teatrali. Il più importante esponente di questa corrente musicale fu padre Johann Evangelist Schreiber. Franz Joseph Leonti Meyer von Schauensee, Joseph Franz Xaver Dominik Stalder e Constantin Reindl nel XVIII secolo lavorarono come musicisti e compositori per i capitoli di Sankt Leodegar e Beromünster e per il collegio dei gesuiti.

Nel tardo Medioevo e nell'età moderna, la forma di espressione letteraria più importante fu sicuramente il teatro. A Lucerna la tradizione delle recite (rappresentazioni della Passione, del Giudizio universale e carnascialesche) ebbe inizio nel 1453. Dal 1480 presso il Weinmarkt vennero messe in scena rappresentazioni pasquali che duravano due giorni. Questi spettacoli conobbero la loro massima fioritura nel 1571, nel 1583 e nel 1597 sotto la direzione di Renward Cysat, che si mise in luce anche come autore di recite sacre e carnascialesche accanto a Zacharias Bletz e Johannes Salat. L'aspetto didattico-morale, importante in questo genere di intrattenimento, assunse una rilevanza ancora maggiore nel teatro scolastico gesuita, che fino allo scioglimento dell'ordine costituì il fulcro della scena teatrale cittadina. Su vari palcoscenici furono rappresentate più di 250 opere. Tra il 1773 e il 1798 anche pièce in lingua tedesca e commedie, Singspiele e operette vennero proposte in maniera crescente al pubblico. Nella seconda metà del XVIII secolo i due ex gesuiti Franz Regis Krauer e Josef Ignaz Zimmermann furono attivi come registi, curatori e autori di drammi epici a sfondo patriottico.

Disciplinamento della vita quotidiana

La storia della cultura quotidiana è allo stesso tempo la storia del suo disciplinamento da parte delle autorità. Nella città di Lucerna venivano festeggiati il carnevale, le visite di principi e inviati (re Sigismondo nel 1417, Carlo Borromeo nel 1570), il rinnovo di alleanze e patti di comborghesia e la commemorazione della battaglia di Sempach. Anche la rogazione della Musegg e le processioni a cavallo in occasione dell'Ascensione rappresentavano occasioni di evasione. Nelle campagne erano i momenti salienti della vita rurale e le ricorrenze religiose a scandire il calendario delle festività. Le autorità intervenivano contro gli eccessi: nel 1581 furono proibiti banchetti e bevute durante il mercoledì delle Ceneri; anche travestimenti, molestie e un abbigliamento sconveniente venivano perseguiti. La regolamentazione del consumo di alcolici mirava tra l'altro al controllo di determinati gruppi sociali (studenti, garzoni) e di luoghi di ritrovo come le locande, viste con sospetto dalle autorità perché spesso costituivano punti di raduno in occasione di rivolte contadine. Il crescente benessere degli strati superiori dalla fine del XVI secolo si manifestò con la costruzione di residenze di rappresentanza, con generose donazioni al collegio dei gesuiti, ai conventi delle orsoline e dei cappuccini e agli ospedali e nell'abbigliamento. Mentre l'ordinanza del 1696 risultò piuttosto permissiva per quanto riguarda lo sfoggio di vestiario lussuoso (anche se con rigide differenziazioni in base all'estrazione sociale), in precedenza per tutto il XVII secolo le autorità per motivi religiosi avevano ancora contrastato le mode provenienti dall'esterno. Nel corso del XVIII secolo l'ideale della convivialità si diffuse anche all'interno dell'élite lucernese: aumentarono gli inviti nelle abitazioni private, dove gli ospiti venivano accolti per conversare o consumare un pasto in compagnia. In queste occasioni le mogli assumevano il ruolo di padrone di casa, lasciando la gestione dell'economia domestica alle serve e alle bambinaie.

Lo Stato dal 1800 a oggi

Storia politica e costituzionale

Repubblica elvetica

La spinta riformista, che divenne percettibile nella fase iniziale della Rivoluzione elvetica, non partì dalla campagna, ma da alcuni patrizi di idee illuministe aperti agli ideali della Rivoluzione franc. Sotto l'influsso di questi Consiglieri, per lo più di giovane età, il 31.1.1798 il patriziato si congedò e i Consigli dichiararono decaduta la forma di governo aristocratica. Le aspirazioni di costituire un nuovo cant. vennero troncate brutalmente quando alla fine di marzo i rappresentanti franc. imposero l'accettazione perentoria della Costituzione elvetica. Il 29.3.1798 i cittadini si espressero a favore della nuova carta fondamentale. Dopo l'aggressione degli Svittesi e dei Nidvaldesi alla città, il 29.4.1798 L. fu occupata dalle truppe franc.

Il territorio cant. fu suddiviso nei nove distr. di L., Hochdorf, Sempach, Münster, Sursee, Altishofen, Willisau, Ruswil e Schüpfheim. L'atto di separazione del 1800 sancì la divisione fra la città e il cant. La città fu capitale della Repubblica elvetica dall'ottobre del 1798 alla fine di maggio dell'anno successivo, quando le autorità centrali fuggirono a causa della guerra. Provenienti da ceti sociali elevati, i lucernesi presenti nell'autorità dell'Elvetica avevano in molti casi esperienza in ambito amministrativo e giudiziario. Heinrich Krauer era un esponente di primo piano della corrente patriottica. Nello schieramento repubblicano e unitario si profilarono diversi patrizi, fra cui Vinzenz Rüttimann.

Passaporto rilasciato il 5.11.1802 a favore di Anton Johann Jost Kilchmann, uno degli inviati lucernesi alla Consulta di Parigi (Staatsarchiv Luzern, PA 211/275).
Passaporto rilasciato il 5.11.1802 a favore di Anton Johann Jost Kilchmann, uno degli inviati lucernesi alla Consulta di Parigi (Staatsarchiv Luzern, PA 211/275). […]

Ampi settori della pop. assunsero una posizione critica nei confronti del nuovo ordinamento. Le riserve furono accresciute dalla politica ecclesiastica, che non solo interessò le istituzioni della Chiesa, ma colpì anche forme della religiosità popolare, ad esempio vietando i pellegrinaggi. Il malcontento era ulteriormente alimentato dall'irrisolta questione delle decime e dei censi fondiari e dai gravami derivanti dall'occupazione franc. e dalla guerra (imposte di guerra e di requisizione). Ciò nonostante L. fu nel suo insieme fedele al governo. Due rivolte (la cosiddetta guerra del Röthlerberg o Röthlerkrieg nell'agosto 1798 e la guerra di Ruswil o dei maggiolini nell'aprile 1799) rimasero circoscritte al piano locale. La sollevazione federalista del settembre 1802 (guerra dei bastoni) raggiunse L. quando il governo centrale ritirò le proprie truppe. Alla consulta di Parigi tutti i delegati lucernesi difesero una posizione unitaria.

Dall'Atto di mediazione al Sonderbund (1803-1847)

Sotto l'Atto di mediazione Lucerna fu uno dei sei cantoni direttori. Secondo quanto previsto già dalla Costituzione elvetica del 1802, il territorio cantonale venne completato: quale compenso per la cessione del distretto di Merenschwand al canton Argovia, Lucerna ottenne quello di Hitzkirch. La Costituzione cantonale suddivise il cantone in cinque distretti (Bezirke) e 20 quartieri. I distretto di Lucerna, Entlebuch, Willisau, Sursee e Hochdorf, con funzioni elettorali (per il Gran Consiglio), giudiziarie e amministrative, esistono ancora oggi (anche se con qualche modifica territoriale). I 60 Granconsiglieri venivano in parte eletti e in parte sorteggiati fra i candidati eletti. Il mandato non aveva un limite temporale, ma i quartieri avevano la possibilità di richiamare i propri Granconsiglieri. La limitazione del diritto di voto (censo, età minima) ridusse della metà il numero degli elettori rispetto al 1802. Il potere esecutivo era esercitato dal Piccolo Consiglio, i cui 15 membri, assieme ai 13 giudici d'appello, erano scelti tra le file del Gran Consiglio.

Sebbene il diritto di voto avvantaggiasse la città, a differenza di altre città-cantone il governo e il Gran Consiglio erano dominati da esponenti della campagna, ciò che in alcune occasioni si palesò in una mancanza di finezza diplomatica. Dal lato economico, la maggioranza dei grossi contadini approfittò della propria posizione di forza soprattutto nella legge sul riscatto delle decime e dei censi fondiari. Nella politica ecclesiastica, il governo portò avanti la tradizione della Chiesa di Stato illuminista. Concluso con Ignaz Heinrich von Wessenberg, vicario generale della diocesi di Costanza, il concordato del 1806 garantì alle istanze cantonali notevoli diritti di sorveglianza e di consultazione; la protesta del papa e l'opposizione della maggioranza del clero cattolico non impedirono l'applicazione del concordato.

Caduta del governo della Mediazione (16.2.1814). Disegno a penna acquerellato di autore sconosciuto (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, Sondersammlung).
Caduta del governo della Mediazione (16.2.1814). Disegno a penna acquerellato di autore sconosciuto (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, Sondersammlung). […]

La fine dell'era napoleonica segnò l'inizio della Restaurazione anche nel canton Lucerna. Membri del patriziato e cittadini lucernesi destituirono il governo (16.2.1814) e insediarono un Gran Consiglio di 100 membri, divisi equamente fra la città di Lucerna e la campagna. La Costituzione del 29.3.1814 confermò questo rapporto di forze. Il diritto di voto e di eleggibilità dei cittadini venne ulteriormente limitato con l'introduzione del principio di cooptazione per la maggior parte dei seggi del Gran Consiglio. L'organo dotato di più poteri era il Piccolo Consiglio (Täglicher Rat, letteralmente "Consiglio giornaliero"), i cui 36 membri erano nominati a vita, gestivano gli affari di governo e facevano ugualmente parte del Gran Consiglio. Il consesso era dominato dai rappresentanti del patriziato. Un movimento di opposizione sviluppatosi nella campagna, che nel maggio del 1814 domandò nuove elezioni per il Gran Consiglio, venne represso con mezzi polizieschi. Conformemente al Patto federale del 1815, Lucerna ospitava la Dieta federale in alternanza con Zurigo e Berna.

L'elemento distintivo della Restaurazione fu la tendenza alla razionalizzazione dell'amministrazione e del diritto. Sul piano della politica ecclesiastica, il governo mantenne la linea precedente e nelle trattative per la riorganizzazione della diocesi di Basilea (1828) si batté per la salvaguardia dei propri diritti in materia. Dopo i primi segnali di tensione fra una corrente restauratrice e una più liberale, alla fine degli anni 1820 vi fu una liberalizzazione del sistema politico che portò a garantire la libertà di stampa (1829) e una revisione della Costituzione; in base al principio della divisione dei poteri fu creato un tribunale di appello indipendente dall'esecutivo e venne valorizzato il legislativo. Nel Piccolo Consiglio (rinominato Kleiner Rat), ricondotto a 19 membri, vennero garantiti otto seggi sia alla città sia alla campagna.

La Rigenerazione ebbe inizio nel novembre del 1830 nella valle della Suhr. La trasformazione di una raccolta di firme a sostegno di una petizione per il diritto inalienabile della popolazione lucernese alla sovranità, lanciata da Ignaz Paul Vital Troxler, in un movimento popolare spinse il Gran Consiglio a ordinare l'elezione di una Costituente. La Costituzione liberale del 1831 realizzò la sovranità popolare sotto forma di sistema rappresentativo. 80 Granconsiglieri su 100 venivano eletti in 25 circondari elettorali, i restanti 20 erano cooptati. Con 25 deputati, la città di Lucerna rimase sovrarappresentata. I 15 membri del Piccolo Consiglio facevano anche parte del Gran Consiglio, rieletto per un terzo ogni due anni. Una revisione della Costituzione non poteva essere proposta prima di un decennio.

La politica lucernese degli anni 1830 fu permeata dal liberalismo. Schutzvereine sorsero quali organizzazioni destinate all'inquadramento a livello locale, ma non promossero un'attività continua. Lucerna, che aveva aderito al Concordato dei Sette (1832), sostenne la revisione della Costituzione federale e adottò gli articoli di Baden (1834). Il fervore rivoluzionario dei politici non era però condiviso dalla popolazione. Nel 1833 gli elettori rifiutarono il progetto di revisione del Patto federale, mentre la politica ecclesiastica era fonte di notevoli contrasti. Quale premessa alla revisione costituzionale del 1841 si formò un movimento popolare che, coniugando i postulati cattolici conservatori e democratici, nel febbraio del 1840 lanciò una petizione costituzionale. Dopo aver adottato un programma (il 5.11.1840 a Ruswil), il movimento promosse un'azione di stampo partitico e si diede il nome di Società di Ruswil (1842). Le elezioni della Costituente cantonale del marzo 1841 decretarono una chiara maggioranza per i democratici conservatori.

Caricatura anticlericale. Litografia anonima, giugno 1845 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).
Caricatura anticlericale. Litografia anonima, giugno 1845 (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv). […]

La Costituzione del 1841 mise in evidenza l'importanza del cattolicesimo, introdusse elementi di democrazia diretta (iniziativa costituzionale, veto) e garantì l'autonomia comunale. Per le elezioni del Gran Consiglio venne applicato coerentemente il principio dell'elezione diretta e la ripartizione in base al numero degli abitanti. Il rinnovo parziale fu sostituito da quello integrale. Gli 11 membri del governo non dovevano più far parte del Gran Consiglio. Il corso rigorosamente antiliberale del nuovo governo trovò riscontro fra l'altro nelle leggi sulla stampa degli anni 1842 e 1843. A livello federale, Lucerna si allineò ai cantoni primitivi in opposizione alla soppressione dei conventi in Argovia. L'opposizione liberale alla chiamata dei gesuiti culminò negli anni 1844-1845 nelle spedizioni dei Corpi franchi. L'altalena fra tentativi insurrezionali e repressione rafforzò la componente emotiva della politica, che divise Lucerna in due schieramenti opposti e inconciliabili ed ebbe ripercussioni anche a livello nazionale. L'alleanza difensiva sancita alla fine del 1845 da Lucerna e dai cantoni cattolici conservatori di Uri, Svitto, Nidvaldo, Obvaldo, Zugo, Friburgo e Vallese (Sonderbund) spinse la maggioranza della Dieta federale a decretare nel 1847 l'esecuzione federale, che durante la guerra del Sonderbund portò alla caduta del governo conservatore.

Lucerna nello Stato federale del 1848

Sotto la protezione delle truppe federali, nel dicembre del 1847 si tennero le elezioni del Gran Consiglio, nel quale entrarono quasi unicamente esponenti liberali. Una revisione costituzionale del 1848 ripristinò le prerogative dello Stato sulla Chiesa e ritornò al rinnovo parziale del legislativo al fine di stabilizzare il sistema politico. La Costituzione federale del 1848 fu accettata con 15'890 voti favorevoli (cifra che includeva 10'406 voti non espressi) e 11'121 contrari. Cantone del Sonderbund governato dai liberali, a livello federale Lucerna si trovava in una posizione ambigua, dato che apparteneva alla maggioranza radicale e allo stesso tempo figurava tra gli sconfitti della guerra del Sonderbund. Le conseguenze materiali della guerra si rivelarono onerose; per finanziare il debito di guerra si dovettero in particolare sopprimere i conventi di Sankt Urban e Rathausen.

I liberali fecero leva sul monopolio statale del potere per soffocare l'opposizione. Le conseguenze psicologiche della sconfitta contribuirono inoltre a mantenere i conservatori in una posizione marginale. Dopo il fallimento di due movimenti costituzionali (1854 e 1862), nel 1863 il Gran Consiglio realizzò una revisione parziale della carta fondamentale, reintroducendo il rinnovo integrale delle autorità e stabilendo l'incompatibilità delle cariche di Consigliere di Stato e di Granconsigliere. Ciò che rimaneva delle limitazioni del diritto di voto in base al censo venne abolito nel quadro della garanzia conf. Promossa sulla scorta del movimento democratico, la revisione parziale del 1869 introdusse il referendum e il diritto di destituire il governo; la riorganizzazione del diritto di voto e di eleggibilità (55 circondari elettorali, un deputato al Gran Consiglio ogni 1000 abitanti) e il principio della rappresentanza delle minoranze crearono inoltre i presupposti per una presenza più equa dei partiti. Il nuovo sistema elettorale permise ai conservatori, resi più forti dalle polemiche dei radicali nei confronti delle conclusioni del Concilio Vaticano I, di ottenere la maggioranza nel 1871. Alla vigilia della revisione della Costituzione federale e del Kulturkampf, Lucerna si allineò nuovamente ai cantoni cattolici conservatori. I cittadini respinsero entrambe le revisioni del 1872 e 1874; allo stesso tempo il governo difese le posizioni della Chiesa nella disputa attorno al vescovo basilese Eugène Lachat.

Costituzione e politica dal 1875

La Costituzione del 1875, che conformò il diritto cantonale alla nuova Costituzione federale, rimase in vigore fino all'inizio del XXI secolo, sebbene in forma ampiamente riveduta (45 revisioni parziali). Le tappe più importanti dell'evoluzione furono la facilitazione dell'iniziativa costituzionale (1891), l'elezione dei Consiglieri di Stato e agli Stati da parte del popolo (1904), l'iniziativa legislativa (1906), il sistema proporzionale per l'elezione del Gran Consiglio (1909) e il suffragio femminile (1970). Una revisione totale della Costituzione, rinunciando a una Costituente, è stata avviata nel 2001. La nuova Costituzione è stata accolta dal popolo nel 2007 ed è entrata in vigore all'inizio del 2008. Le innovazioni riguardavano in particolare la denominazione delle istituzioni politiche (per il Gran Consiglio, Kantonsrat al posto di Grosser Rat; per il presidente dell'esecutivo, Regierungspräsident invece di Schultheiss) e i diritti popolari (abolizione del diritto di revoca, introduzione del referendum comunale, elezione dei magistrati da parte del Gran Consiglio). Questioni di dettaglio quali la revisione di strutture organizzative cantonali (nuova ripartizione dei circondari elettorali, giudiziari e amministrativi, elaborazione del piano direttore cant.) saranno regolamentate a livello legislativo.

"Con noi – per l'uomo e l'ambiente". Manifesto elettorale del PPD lucernese per le elezioni cantonali del 1987 (Biblioteca nazionale svizzera, Berna).
"Con noi – per l'uomo e l'ambiente". Manifesto elettorale del PPD lucernese per le elezioni cantonali del 1987 (Biblioteca nazionale svizzera, Berna).

Dopo il 1871 la politica lucernese fu caratterizzata dalla contrapposizione fra maggioranza conservatrice e minoranza liberale. Ai due poli si aggiunsero i socialisti, che negli anni 1890 si staccarono dall'ala sinistra dei radicali (partito democratico e dei lavoratori, 1897); concentrati soprattutto nella regione di Lucerna, sul piano cantonali superarono il 10% dei consensi solo in casi eccezionali. Fondato nel 1920, il partito cristiano-sociale faceva parte del partito conservatore popolare, con cui costituì una frazione parlamentare anche dopo la divisione del 1956. Dal 1933 comparvero gruppi frontisti, da cui entrambi i partiti borghesi presero le distanze. Particolarmente sensibili alle idee corporativiste, alcune frange del cattolicesimo conservatore sostennero l'iniziativa del 1935 per una revisione totale della Costituzione federale. Nella seconda metà del XX secolo la struttura politica ha subito qualche cambiamento. L'ultima "battaglia elettorale" secondo i canoni tradizionali fra conservatori e liberali risale al 1955, quando gli ultimi ottennero un mandato al Consiglio degli Stati. L'Anello degli Indipendenti è stato presente in Gran Consiglio dal 1943 al 1987, mentre le Organizzazioni progressiste (POCH), che dal 1975 hanno rappresentato la nuova Sinistra, si sono trasformate nell'Alleanza dei verdi (1987, Verdi Lucerna dal 2006). Rafforzatasi negli anni 1990, l'UDC è divenuta nel 2003 il terzo partito (20% dei votanti). Il partito conservatore popolare, di impronta confessionale, ha assunto il nome di PPD nel 1970 a seguito del Concilio Vaticano II. Nel 1987 ha perso la maggioranza assoluta nel Gran Consiglio; nello stesso tempo il partito liberale (PLL, dal 2000 PLR) ha potuto conservare la sua posizione di seconda forza politica fino al 2011, quando ha dovuto cederla all'UDC. Nel Consiglio di Stato composto da sette membri il PPD è riuscito a mantenere i suoi quattro seggi; accanto al PLL rispettivamente PLR, che tradizionalmente occupava due seggi, dal 1959 anche il PS ha un proprio rappresentante in seno al governo. Accettata nel 2002, l'iniziativa popolare promossa dall'UDC ha ridotto i seggi dell'esecutivo a cinque (nel 2003 tre al PPD, uno al PRD e uno al PS). Nel 2005 il PPD ha rinunciato a uno dei suoi seggi (ritiro di un Consigliere di Stato), che è passato all'UDC e nel 2007 a un candidato senza partito; per il resto la distribuzione dei seggi è rimasta costante. Nel Consiglio nazionale, dal 1922 al 1991 Lucerna è stato rappresentato di norma da cinque conservatori, tre liberali e un socialista; dal 1991 i partiti borghesi hanno dovuto far posto anche all'Alleanza dei verdi. Il passaggio da nove a dieci del numero di seggi lucernesi nel 1995 ha permesso all'UDC di ottenere il suo primo deputato (tre nel 2015).

Seggi del canton Lucerna all'Assemblea federale 1919-2015

 19191939195919671971197919831991199519992003200720112015
Consiglio degli Stati
PPD22111111111111
PRD  111111111111
Consiglio nazionale
PPD55555555443333
PRD33433332322222
PS 1 11111111111
Verdi       1111111
UDC        123323
Verdi liberali            1 
Totale89999999101010101010
Seggi del canton Lucerna all'Assemblea federale 1919-2015 -  Historische Statistik der Schweiz; Ufficio federale di statistica

Composizione del Consiglio di Stato del canton Lucerna 1983-2015

 1983198719911995199920032005200720112015
PPD4444432222
PRD2222211111
PS111111111 
UDC      1  1
Senza partito       111
Totale7777755555
Composizione del Consiglio di Stato del canton Lucerna 1983-2015 -  Historische Statistik der Schweiz; Ufficio federale di statistica; Cancelleria di Stato

Composizione del Gran Consiglio del canton Lucerna 1911-2015

 19111923193519471959197119831991199519992003200720112015
PPD8893828272858782764844463938
PRD6258566362555657513128292325
PCS    183211     
PS714131513111216181216131616
AdI   53132       
Org. progressiste (POCH)      10       
Verdi       131176997
UDC        112226232729
Verdi liberali            65
Altri 3a 2b 3c1d1e2f     
Totale157168151167168170170170170120120120120120

a Grütliani.

b Partito del lavoro.

c Azione nazionale.

d Bunte Liste.

e Lista indipendente delle donne.

f 1 Giovani PPD; 1 Lista indipendente delle donne.

Composizione del Gran Consiglio del canton Lucerna 1911-2015 -  Historische Statistik der Schweiz; Ufficio federale di statistica; Cancelleria di Stato

La stampa

La polarizzazione politica e partitica ha influito sulla stampa lucernese fino agli anni 1990. Fra le numerose pubblicazioni del XIX secolo, le uniche a mantenere una certa continuità furono Der Eidgenosse (1830-1844, 1847-1849, 1854-1917) e il Luzerner Tagblatt (1852-1991) sul fronte liberale, la Luzerner Zeitung (1833-1841, 1848-1871; Staatszeitung nel 1842-1846, Zeitung der katholischen Schweiz nel 1847) e il Vaterland (1871-1991) su quello conservatore. Le Luzerner Neuste Nachrichten (dal 1918; fondate nel 1897 come Luzerner Tages-Anzeiger) si imposero come quotidiano indipendente. Il foglio socialista Freie Innerschweiz (Centralschweizerischer Demokrat nel 1893, Arbeiterblatt nel 1921-1934) venne stampato fino al 1972. Nel 1991 il liberale Luzerner Tagblatt si è fuso con il popolare democratico Vaterland dando vita alla Luzerner Zeitung, con il Vaterland quale partner dominante. Dall'unione della Luzerner Zeitung e delle Luzerner Neuste Nachrichten è nata nel 1995 la Neue Luzerner Zeitung, forum neutrale a livello politico e partitico, unico (grande) quotidiano del cantone; Luzern heute, giornale alternativo nato nel 1996 per combattere una situazione di monopolio, è stato dato alle stampe solo fino al 1999.

Nel XIX secolo fu molto attiva in questo settore anche la campagna. Ad esempio a Sursee venivano pubblicati Der Eidgenosse (1830-1841) e il foglio conservatore Luzerner Landbote (1856-1857 e 1868-1995). A Willisau venne dato alle stampe dal 1851 un giornale liberale che adottò diversi nomi (Willisauer Volksblatt dal 1924 al 1983). Altre stamperie di giornali attive per lungo tempo sorsero a Schüpfheim (1878), Escholzmatt (1891), Kriens (1895), Triengen (1897), Hochdorf (1899), Reiden (1902), Ruswil (1905), Beromünster (1908), Sempach (1910), Vitznau (1911), Emmenbrücke (1921) e Wolhusen (1925).

L'azione dello Stato

Suddivisione territoriale, autorità e amministrazione

Immutato dal 1803, il territorio cantonale è suddiviso in cinque distretti. Il numero dei comuni (107 dal 1897) è sceso a 96 a seguito di alcune fusioni (2004-2007) ed è destinato a subire ulteriori contrazioni (a seguito di diversi accorpamenti già pianificati). I comuni collaborano per assolvere a numerosi compiti, soprattutto in ambito tecnico. I comuni patriziali, che esistevano dal 1803, sono stati sciolti in tutte le località entro il 2005 e uniti al comune politico, creato nel 1831; per contro, le corporazioni comunali continuano ad amministrare i beni d'uso collettivo.

L'autorità legislativa è il Gran Consiglio, che dal 1831 ha un proprio presidente. I sei circondari elettorali (dal 1935) determinano i deputati, il cui numero dal 1869 è stabilito in base a una cosiddetta cifra di rappresentanza (170 deputati nel 1962, 120 nel 1998). L'autorità esecutiva è il Consiglio di Stato (fino al 1841 Piccolo Consiglio), presieduto dallo scoltetto (così la sua denominazione fino alla riforma costituzionale del 2008 già citata), che fino al 1903 venne eletto dal parlamento e da allora viene scelto dal popolo in base al sistema maggioritario.

L'ultima istanza giudiziaria cantonale è il tribunale cantonale (d'appello fino al 1841), affiancato dal 1973 da un tribunale amministrativo. Come prima istanza vi erano dal 1836 il tribunale criminale e, per la giustizia civile e i piccoli procedimenti penali, 33 tribunali comunali (1803-1814) e i tribunali distrettuali (18 rispettivamente 19 nel 1814-1913, sei dal 1913); un tribunale del lavoro venne istituito nel 1893 come tribunale commerciale. Dal 1814 a livello comunale sono attivi i giudici di pace. I rilevamenti catastali vennero avviati già nel 1924; nel 2004 il registro fondiario federale era stato adottato nella sua interezza.

Il governo era rappresentato nei distretti dal prefetto (Amtsstatthalter dal 1831, in precedenza Amtmann e Oberamtmann), cui nel 1849 venne aggiunto un assistente (dal 1963 viceprefetto) preposto alla sorveglianza dei comuni. Attorno al 1900 il cantone dava lavoro a 344 persone, suddivise in ca. 35 uffici. Una parte del lavoro amministrativo era svolto da commissioni e incaricati a tempo parziale, remunerati secondo un onorario; nelle istituzioni sociali, numerose suore prestavano il loro servizio praticamente a titolo gratuito. Nel 1950 il cantone impiegava 1280 persone: 732 nell'amministrazione e nei tribunali, 427 negli ospedali e 121 nelle scuole cantonali. Nel 2002 i ca. 100 uffici ospitavano 8428 collaboratori che lavoravano per il cantone a titolo principale (con un tasso pari o superiore al 50%): 3168 nell'amministrazione e nei tribunali, 4382 negli ospedali e 878 nelle scuole.

Finanze

Con l'atto di separazione del 1800 la parte principale del patrimonio della città-Stato prerivoluzionaria passò alla città. Fino al 1827 il cantone ricorse ripetutamente alla riscossione di imposte dirette, soprattutto sugli immobili, pratica poi abbandonata fino al 1872. Le principali fonti di entrata furono inizialmente le diverse regalie: moneta, posta, polvere e dogana (fino al 1848), sale e soprattutto la gabella, che nel 1887 fu sostituita dai rimborsi provenienti dal monopolio federale sull'alcol. Ulteriori entrate erano inoltre garantite da immobili e capitali statali e da tasse (per timbri, matrimoni ecc.). La spesa era concentrata nei settori della formazione e del militare. Per far fronte a nuovi investimenti, soprattutto nella ferrovia e nelle strade, vennero emessi prestiti di Stato. Nel XX secolo le imposte e i sussidi federali divennero le fonti d'entrata più importanti. Nel 1945 venne introdotta la perequazione finanziaria diretta, che nell'anno record 1993 ha garantito il sostegno a 65 comuni.

I diversi istituti statali creati - l'assicurazione contro gli incendi (1810, dal 1977 assicurazione degli edifici), la Cassa cantonale di risparmio e prestito (1850, dal 1892 Banca cantonale), la Cassa di soccorso (1919, dal 2000 Cassa pensioni di Lucerna) - sono giuridicamente autonomi. Nel 2001 la Banca cantonale è stata trasformata in una società anonima, con il cantone come principale azionista.

Giustizia e sicurezza

L'ordinamento del diritto civile risale al Bürgerliches Gesetzbuch di Kasimir Pfyffer (1831 e 1851), mentre il diritto penale fu regolamentato negli anni 1827, 1836, 1861 e 1906. Istituti di pena sorsero a Lucerna presso la porta Sentitor (1835, demolito nel 1951) e nel Löwengraben (1861, demolito nel 1998), a Ebikon sul Sedel (1887, soppresso nel 1971), nel Wauwilermoos (1947, ricostruito nel 1983) e a Kriens nel Grosshof (1998). L'azione penale viene diretta dal ministero pubblico. Le indagini sono affidate soprattutto ai prefetti, che come giudici unici possono punire con decreti penali alcune infrazioni. Nel 1942 venne creata la magistratura dei minorenni.

L'ultima capitolazione militare venne firmata con Napoli nel 1822. Nel 1831 vennero vietati contratti che prevedevano l'invio di truppe mercenarie all'estero. Conformemente all'organizzazione militare del 1817, ogni comune aveva un istruttore che sottoponeva le reclute al drill prima del servizio, mentre ogni proprietario di casa doveva procurarsi un'arma personale. Fino al 1854 il servizio militare poteva essere delegato. Nel 1855 vennero istituite sezioni per il sistema di controllo. Il cantone costruì due caserme nel capoluogo: nel 1863 presso la porta di Basilea (demolita nel 1971), nel 1935 nell'Allmend (ampliata in centro di formazione dell'esercito nel 2000).

Il rapporto fra la polizia cantonale (in precedenza corpo di gendarmeria) e la polizia della città di Lucerna (creata nel 1868) è sempre stato oggetto di dibattiti (si è parlato anche di fusione). La rete dei posti di polizia nella campagna rimase ampiamente stabile. La collaborazione intercantonale diede vita nel 1965 alla scuola di polizia della Svizzera centrale, divenuta scuola svizzera di polizia nel 2005 (a Hitzkirch).

Educazione e cultura

Affermato durante l'Elvetica, l'obbligo scolastico generale si impose gradualmente soltanto durante la Mediazione e la Restaurazione. Il cantone sollecitò i comuni a creare locali scolastici e a retribuire gli insegnanti. Assunto dal cantone nel 1813, il compito di stipendiare i docenti fu condiviso da comuni e cantoni a partire dal 1848. Nel 1830 venne introdotta la scuola secondaria su tutto il territorio. Scuole speciali (oggi centri di pedagogia curativa) vennero create a Hohenrain (1847) e a Schüpfheim (1963). Impartita dapprima durante corsi ad hoc, la formazione degli insegnanti venne poi demandata a istituti magistrali cantonali (Sankt Urban, 1841-1847; Rathausen, 1849-1867; Hitzkirch, 1868-2002/2007; Lucerna, 1967-2002/2007) e, dal 2003, all'Alta scuola pedagogica della Svizzera centrale (a Lucerna).

L'istruzione superiore fu limitata per lungo tempo alla scuola cantonale. Nata in epoca moderna, la facoltà di teologia è stata affiancata nel 2000 dalle facoltà di scienze umane e di diritto, che insieme costituiscono l'Università di Lucerna. Dopo il 1960 vennero costruite le scuole medie di Beromünster, Willisau e Sursee e istituite altre scuole cantonali a Schüpfheim, Reussbühl e Hochdorf. Scuole cantonali sono inoltre la scuola d'arti e mestieri (dal 1877), la scuola tecnica superiore della Svizzera centrale (dal 1958, in base a un concordato con i cantoni della Svizzera centrale e il Vallese) e una scuola superiore per i quadri dell'economia e dell'amministrazione (dal 1971). Queste istituzioni sono state riunite nel 1998 sotto il nuovo tetto della scuola universitaria professionale della Svizzera centrale e unificate nel 2007 sul piano organizzativo e nominale nella scuola universitaria di Lucerna. Dagli anni 1920 il cantone sostiene la formazione professionale (borse di studio, orientamento professionale); ha inoltre gestito o gestisce scuole agrarie a Sursee (1885-1998), Willisau (1921-1999), Hohenrain (dal 1969) e Schüpfheim (dal 1976). Nel 2003 il cantone ha pure ripreso le scuole professionali d'arti e mestieri, in precedenza sostenute dai comuni più grandi.

L'Archivio di Stato si sviluppò nel XIX secolo dalla cancelleria di Stato, mentre dall'unione nel 1951 della Biblioteca cantonale con la Biblioteca civica nacque la Biblioteca centrale (dal 1999 Biblioteca centrale e universitaria). Il cantone dirige dal 1892 una casa editrice per strumenti didattici (divenuta società anonima autonoma nel 2007), garantisce un servizio archeologico (dal 1954), la conservazione dei monumenti storici (dal 1956) e amministra due musei a Lucerna, sviluppatisi a partire da antiche raccolte: quello di scienze naturali (dal 1978) e quello storico (dal 1986). Negli anni 1990 la promozione culturale è stata oggetto di particolari attenzioni sia sul piano quantitativo sia su quello qualitativo (contributi a opere, sostegno per soggiorni di artisti presso atelier all'estero, borse di studio, premi ecc.).

Edilizia, trasporti e protezione dell'ambiente

Il tratto autostradale della A2 da Lucerna in direzione Ennethorw, nei pressi del raccordo di Kriens. Nella fotografia, scattata dopo l'inaugurazione nel giugno del 1955, è riconoscibile anche il cavalcavia della Horwerstrasse. Fotografia di Hans Blättler, Horw (Staatsarchiv Luzern).
Il tratto autostradale della A2 da Lucerna in direzione Ennethorw, nei pressi del raccordo di Kriens. Nella fotografia, scattata dopo l'inaugurazione nel giugno del 1955, è riconoscibile anche il cavalcavia della Horwerstrasse. Fotografia di Hans Blättler, Horw (Staatsarchiv Luzern). […]

Dal 1805 l'infrastruttura architettonica venne posta sotto la supervisione di un ispettorato generale delle strade, da cui in seguito ebbe origine l'ufficio dei lavori pubblici. Negli anni 1830 venne sviluppata la rete stradale. La legge sulle strade del 1865 delegò al cantone le principali competenze per la costruzione e la manutenzione delle strade principali e abolì il ricorso al lavoro collettivo obbligatorio in questo settore; a questi compiti si aggiunsero dopo la seconda guerra mondiale quelli legati alla progettazione (compresa l'acquisizione dei terreni), alla costruzione e alla manutenzione delle autostrade. Il cantone partecipò alla costruzione delle ferrovie in qualità di azionista e, soprattutto fino al 1872, di distributore di concessioni. Impulsi provenienti dalla Confederazione spinsero il cantone a prendere misure nell'ambito della protezione dell'ambiente e della pianificazione del territorio. Soprattutto a causa del ricco patrimonio suinicolo il cantone era confrontato con l'iperfertilizzazione delle acque dei laghi dell'Altopiano, per i quali dal 1961 vennero emanate speciali disposizioni di protezione. I laghi di Baldegg e di Sempach vengono ossigenati artificialmente dal 1982 rispettivamente 1984.

Sanità e socialità

Fino all'assunzione di funzionari specifici (veterinario cantonale nel 1921, medico cantonale nel 1923, farmacista cantonale nel 1974), i compiti di vigilanza sulle epidemie e il controllo sul personale medico furono appannaggio del Consiglio di sanità. La figura del chimico cantonale esiste già dal 1876 (oggi alla testa dell'ufficio cantonale per il controllo degli alimenti e la difesa dei consumatori). La prima istituzione cantonale in ambito sanitario fu la clinica psichiatrica, aperta nel 1873 negli spazi dell'ex convento di Sankt Urban, riunita nel 2006 con la clinica psichiatrica di Lucerna (fondata nel 1977) in un unico ente (Luzerner Psychiatrie). L'ospedale cantonale di Lucerna, aperto nel 1902 in sostituzione dell'ospedale civico, fu in seguito ampliato con numerosi istituti (ad esempio la clinica pediatrica nel 1971) e con un padiglione multipiani di soli letti (1982). Nella campagna, nel 1971 sorse l'ospedale circondariale di Wolhusen, mentre nel 1976 il cantone riprese l'ospedale di Sursee; dal 1999 le due istituzioni sono unite amministrativamente nell'ospedale cantonale di Sursee-Wolhusen. Nel 2008 gli ospedali di Sursee-Wolhusen e di Lucerna e la clinica di riabilitazione di Montana (Vallese), esistente dal 1952, sono stati riuniti in un ente autonomo di diritto pubblico sotto il nome di ospedale cantonale di Lucerna.

L'ambito sociale è da sempre di pertinenza dei comuni. Il cantone coordina la cooperazione con uffici extracantonali e dal 1924 contribuisce anche con un sostegno finanziario. Su incarico del cantone, la Caritas si occupa dell'assistenza dei richiedenti l'asilo (1984) e dell'assistenza dei profughi residenti (1987). Già nel XIX secolo il cantone spinse i comuni alla costruzione di istituti per indigenti, anziani e bambini. Gli assistenti del prefetto dovevano sorvegliare gli istituti, l'appalto di manodopera minorile e l'ambito tutorio. Nel 1883 il cantone creò l'istituto di educazione a Rathausen, che dal 1951 al 1989 venne gestito da una fondazione come un villaggio per ragazzi con difficoltà scolastiche e comportamentali. Gli alcolizzati venivano inizialmente ricoverati presso l'istituto di lavori forzati di Sedel (comune Ebikon, dal 1887) e poi anche presso istituti di cura di altri cantoni (dal 1910); nel 1952 il cantone creò un ufficio assistenziale, trasformato nel 1971 in un servizio di medicina sociale grazie alla collaborazione dei comuni. Inizialmente affrontato unicamente con mezzi repressivi, il problema della droga è stato in seguito fronteggiato attraverso l'istituzione di uffici specializzati nella prevenzione (centro d'accoglienza nel 1981), terapie mediche (Drop In nel 1993) e miglioramento delle condizioni di esistenza.

Politica economica

Dal 1811 l'allevamento di cavalli e di bovini fu promosso attraverso incentivi. Dopo il 1880 il cantone aumentò le sovvenzioni per i contadini e si adoperò per la loro formazione. A Sursee furono aperte per la prima volta in Svizzera la scuola agraria invernale (1885) e la scuola agraria femminile (1907). Furono inoltre sostenute le migliorie dei terreni e delle infrastrutture (strade di collegamento), settori che dal 1905 furono posti sotto la supervisione di un ingegnere del genio rurale. All'inizio del XIX secolo numerosi comuni procedettero alla divisione dei boschi comunali fra gli aventi diritto, ciò che rafforzò la tendenza all'utilizzo eccessivo. La creazione delle autorità forestali nel 1856-1857 portò a un graduale miglioramento della situazione. Nel settore energetico, il cantone distribuì concessioni per lo sfruttamento della forza idraulica e dell'energia fossile: dal 1960 al 1994 detenne la partecipazione alla Leag, società anonima per l'estrazione di petrolio lucernese che condusse trivellazioni di sondaggio nel Finsterwald; l'operazione non fu coronata da successo, ma sostenne l'estrazione di gas naturale (1985-1994). Dal 1946 il cantone è pure contitolare delle Forze motrici della Svizzera centrale.

La sorveglianza del commercio, dell'industria e dell'artigianato fu dal 1801 demandata a una Camera di commercio semiprivata, cui nel 1883 subentrò l'ufficio del registro di commercio. Dal 1877 il controllo nelle fabbriche fu eseguito da un ispettore federale, affiancato dal 1909 da un segretariato cantonale. Fino agli anni 1990 due settori tradizionalmente molto regolamentati sono stati l'industria alberghiera e il commercio di bevande alcoliche. Durante la crisi del primo dopoguerra fu istituito un ufficio cantonale del lavoro e sorsero diverse casse di disoccupazione pubbliche, riunite nel 1978 in un'unica cassa cantonale. Nel 1996 il collocamento è stato regionalizzato.

Società, economia e cultura dal 1800 a oggi

Popolazione e insediamento

Grazie allo sfruttamento più intensivo del suolo e al conseguente aumento delle risorse alimentari, dalla fine del XVIII secolo il cantone entrò in una fase di crescita demografica accelerata, che toccò il suo apice nei primi tre decenni del XIX secolo. Dopo il 1830 si assistette a un rallentamento, e poi a una stagnazione in seguito alla crisi economica della fine degli anni 1840; in questo periodo l'incremento demografico risultò così nettamente inferiore alla media svizzera. Tra il 1850 e il 1860 l'emigrazione e un saldo naturale esiguo portarono addirittura a un calo della popolazione. Solo l'ampliamento delle possibilità di guadagno dovuto all'industrializzazione diede avvio a una nuova fase di crescita dal 1888. Il rallentamento nel periodo tra le due guerre mondiali e il boom durante la fase di alta congiuntura seguita alla seconda guerra mondiale nel canton Lucerna risultarono meno marcati rispetto alla media svizzera. Il calo delle nascite dovuto all'introduzione della pillola contraccettiva a Lucerna si manifestò solo dopo il 1970. Il fenomeno portò a una contrazione della crescita, compensata però in parte da un saldo migratorio positivo.

Sviluppo demografico del canton Lucerna 1810-2000

AnnoAbitantiPercentuale di stranieriPercentuale di cattoliciPercentuale di protestantiPercentuale di persone di età superiore ai 59 anniPeriodoCrescita complessivaaSaldo naturale relativoaSaldo migratorioa
1810101 904    1810-181610,9‰10,2‰0,7‰
1816108 978   7,4%1816-18376,3‰8,5‰-2,2‰
1837124 5410,5%   1837-18505,0‰5,7‰-0,7‰
1850132 8430,4%98,8%1,2% 1850-1860-1,7‰1,0‰-2,7‰
1860130 5040,8%98,0%2,0%8,1%1860-18701,3‰3,7‰-2,4‰
1870132 338b1,3%97,0%2,9%9,8%1870-18801,9‰5,5‰-3,6‰
1880134 806b1,7%95,8%4,0%10,4%1880-18880,6‰2,8‰-2,2‰
1888135 3602,2%94,1%5,7%10,5%1888-19006,6‰6,3‰0,3‰
1900146 5194,3%91,5%8,2%10,4%1900-191013,3‰10,7‰2,6‰
1910167 2237,1%89,1%10,2%9,6%1910-19205,7‰7,8‰-2,1‰
1920177 0735,2%87,1%12,0%8,6%1920-19306,8‰9,5‰-2,7‰
1930189 3914,7%85,8%12,6%9,2%1930-19417,9‰9,1‰-1,2‰
1941206 6082,7%85,6%13,1%11,4%1941-19508,6‰11,3‰-2,7‰
1950223 2493,0%85,1%13,6%11,9%1950-196012,8‰11,7‰1,1‰
1960253 4466,3%85,1%13,7%13,0%1960-197013,4‰12,9‰0,5‰
1970289 64110,4%85,2%13,4%15,2%1970-19802,0‰6,0‰-4,0‰
1980296 1598,8%82,4%13,3%17,4%1980-19908,3‰4,3‰4,0‰
1990326 26812,7%78,2%13,5%17,9%1990-20007,1‰4,6‰2,5‰
2000350 50415,9%70,9%12,3%19,1%    

a Tasso medio di incremento annuo.

b Popolazione "presente".

Sviluppo demografico del canton Lucerna 1810-2000 -  Censimenti federali; Historische Statistik der Schweiz; Ufficio federale di statistica

Nella prima metà del XIX secolo l'incremento demografico riguardò l'intero territorio cantonale. Malgrado un aumento più che proporzionale nella città di Lucerna, meta di una forte immigrazione dopo il 1798, nel 1850 ancora quasi il 90% della popolazione viveva al di fuori degli insediamenti urbani. Dopo il 1850 il capoluogo e alcuni comuni industrializzati nei dintorni della città e nella parte settentrionale del cantone continuarono a registrare una crescita, mentre nelle altre aree la popolazione diminuì. Fino al 1990 l'Entlebuch rimase al di sotto dei livelli del 1850; gli abitanti delle altre regioni rurali aumentarono nuovamente nel XX secolo. Allo stesso tempo la popolazione si concentrò in maniera crescente nell'area attorno a Lucerna; dal 1960 gli abitanti di Lucerna e dei 14 comuni lucernesi dell'agglomerato - senza Hergiswil (NW) e Küssnacht (SZ), normalmente computati come parte dell'agglomerato di Lucerna - costituiscono oltre il 50% della popolazione cantonale. Dopo il 1970 il processo di concentrazione ha subito un rallentamento; da allora il polo lucernese ha conosciuto una crescita inferiore al resto del cantone, e la città una diminuzione dei propri abitanti. L'agglomerato di Lucerna si è allargato alle regioni limitrofe, e nuovi centri di insediamento sono nati lungo le autostrade in direzione di Basilea e Zurigo. Dal 1980 la crescita si è concentrata particolarmente nelle regioni del lago di Sempach e di Root e nei comuni alle pendici del Rigi, anche se comuni con oltre 10'000 abitanti continuano a esistere solo nei dintorni di Lucerna. Nel 2000 Sursee, con 8059 abitanti, risultava la località più popolosa del resto del cantone.

Come in tutta la Svizzera, l'innalzamento dell'aspettativa di vita e il calo delle nascite alla fine del XX secolo ha portato a un aumento della popolazione più anziana; i mutamenti nella struttura demografica risultano però meno marcati rispetto alla media nazionale. Nel cantone nel 2000 le persone con oltre 64 anni costituivano il 14,7% della popolazione totale, di fronte a una media svizzera del 15,4%.

Dal 1950 aumentò notevolmente il numero di stranieri. Conformemente alla tendenza generale, dopo il 1980 i Paesi della ex Iugoslavia hanno superato l'Italia come principale bacino di provenienza. La quota degli stranieri sulla popolazione residente permanente ha raggiunto il 14,8% alla fine del 2000, risultando quindi nettamente inferiore alla media svizzera, come in tutto il periodo successivo al 1850. Grosse differenze si riscontrano nella loro distribuzione regionale: mentre nell'agglomerato di Lucerna alla fine del 2000 costituivano il 19% dei residenti (con punte massime a Littau con il 33,1%), nel distretto dell'Entlebuch, che da sempre accoglie un numero ridotto di stranieri, rappresentavano solo il 5,2% della popolazione.

Economia

Evoluzione generale dell'economia

L'espansione dell'industria a domicilio e delle fabbriche avvenuta all'inizio del XIX secolo nella Svizzera settentrionale e orientale rappresentò un fenomeno che per lungo tempo toccò solo marginalmente il cantone. Se da un lato l'economia e la società furono investite dall'industrializzazione e dalla terziarizzazione, che comportarono un progressivo ridimensionamento del settore primario, dall'altro questa evoluzione si manifestò tardivamente e in maniera attenuata. Attorno al 1850 ca. il 70% della popolazione lavorava nell'agricoltura e nella selvicoltura, e nel 1870 ancora il 58%, un dato del 10% superiore alla media svizzera. Fino al 1930 la quota del settore primario scese al 32,6% (Svizzera: 23,8%). Il settore secondario superò il primario per la prima volta nel 1920; sul piano nazionale tale sorpasso era avvenuto già nel 1888. Il settore terziario (privato e pubblico) seguì uno sviluppo parallelo alla tendenza svizzera soprattutto a causa della forte crescita del turismo. Nel corso del XX secolo la quota degli occupati nel secondario si avvicinò alla media nazionale. Verso la fine del XX secolo questo settore ha perso di importanza, passando dal 45,1% del 1970 al 24,5% del 2000, mentre il terziario è cresciuto in maniera corrispondente; il primario ha registrato una flessione dal 14,3% nel 1970 all'5,0% nel 2000.

Distribuzione dell'impiego nel canton Lucerna 1860-2000a

AnnoSettore primarioSettore secondarioSettore terziariobTotale
186024 88539,2%19 33030,5%19 23530,3%63 450
1870c35 73256,9%20 70033,0%6 35810,1%62 790
1880c33 89256,3%17 77929,6%8 46914,1%60 140
188829 14948,9%16 43327,6%14 01423,5%59 596
190028 37242,3%21 55032,1%17 13825,6%67 060
191027 25736,8%25 85834,9%21 00428,3%74 119
192027 90334,7%27 83934,7%24 58030,6%80 322
193025 97129,9%31 27936,1%29 44234,0%86 692
194127 01629,8%32 62136,0%31 03534,2%90 672
195024 21025,1%38 42039,8%33 86235,1%96 492
196020 14618,4%49 27545,0%40 01036,6%109 431
197018 32214,3%56 27843,9%53 66141,8%128 261
198015 19611,1%53 48339,2%67 96649,7%136 645
199014 4068,6%56 59433,7%96 75757,7%167 757
2000d9 1785,0%44 62724,5%128 38270,5%182 187

a Fino al 1960 senza le persone occupate a tempo parziale.

b Il dato (che comprende le persone "senza indicazione") risulta dalla deduzione delle persone attive nei settori primario e secondario dal totale complessivo.

c Popolazione "presente".

d I dati del censimento federale del 2000 sono paragonabili solo in parte a quelli precedenti, visto l'alto numero di "senza indicazione" (25'074).

Distribuzione dell'impiego nel canton Lucerna 1860-2000 -  Censimenti federali; Historische Statistik der Schweiz

Commercio e settore bancario

Con la fine dei privilegi del capoluogo in ambito commerciale, dal 1798 fiorirono i negozi di paese, che ormai non offrivano solo beni importati, ma anche prodotti di fabbrica. A Lucerna i primi grandi magazzini ad aprire i battenti furono Knopf (1895) e Nordmann (1902). Con la crescente diffusione dei mezzi di trasporto individuali, dalla metà degli anni 1960 nacquero grandi centri commerciali nell'agglomerato di Lucerna e attorno a Sursee; criterio determinante per la localizzazione divenne la disponibilità di parcheggi gratuiti piuttosto che una posizione centrale.

Le prime banche private lucernesi furono in origine case di spedizione. Il solo istituto attivo nell'emissione di banconote fu la Crivelli & Co. La navigazione a vapore sul lago dei Quattro Cantoni (1836) e il trasporto rapido di merci sopra il passo del San Gottardo (1838) furono promossi dalla banca di Kasimir Friedrich Knörr. Un vero e proprio settore bancario si sviluppò solamente nella seconda metà del XIX secolo; al 1850 risale la nascita della Cassa di risparmio e credito cantonale (dal 1892 Banca cantonale). Gli istituti lucernesi miravano in primo luogo allo sviluppo economico della propria regione; Lucerna non divenne mai sede di una grande banca svizzera. Negli anni 1990 la crisi immobiliare e la necessità di crescenti investimenti nell'infrastruttura informatica sfociarono nell'acquisizione e nella fusione di diverse banche regionali e locali.

Artigianato

Dalla metà del XIX secolo le corporazioni iniziarono a scomparire. L'unica corporazione tuttora esistente è quella dello Zafferano, che oggi promuove incontri conviviali e la cura delle tradizioni. Il settore artigianale nel XIX secolo soffrì per la minore qualità del lavoro, dato che l'abolizione dell'affiliazione obbligatoria a una corporazione aveva fatto venire meno anche l'obbligo di seguire una formazione regolamentata. L'industria mise sotto crescente pressione l'artigianato, che dovette sempre più competere con prodotti di fabbrica venduti a basso prezzo nei negozi di città e di paese. Molti settori non ressero l'urto della libera concorrenza, mentre altri, come l'edilizia, beneficiarono dell'ampliamento delle infrastrutture viarie e turistiche. Un processo di profondo riassetto strutturale prese avvio all'inizio del XX secolo. Tra il 1905 e il 1929 il numero delle aziende artigianali nel cantone diminuì del 40%. Le piccole imprese non furono più in grado di lavorare in maniera redditizia, mentre quelle più grandi meccanizzarono la produzione; i confini tra imprese artigianali e industriali divennero più fluidi.

Industrializzazione

Intestazione di una lettera del 25.4.1917 della Schindler & Cie (Stadtarchiv Luzern, F2a/Briefköpfe/044:001).
Intestazione di una lettera del 25.4.1917 della Schindler & Cie (Stadtarchiv Luzern, F2a/Briefköpfe/044:001). […]

Una delle prime filande di lana della Svizzera sorse negli anni 1820 ad Altishofen; successivamente nacquero aziende metallurgiche a Kriens, Littau e Werthenstein. La prima statistica sulle fabbriche del cantone, risalente al 1856, annoverava ca. 500 operai; appena dieci dei 107 comuni del cantone ospitavano stabilimenti industriali. Nella seconda metà del XIX secolo, la produzione industriale assunse importanza nei comuni attorno al capoluogo e nella parte inferiore della valle della Wigger. In città e nei comuni limitrofi si stabilirono imprese di grandi dimensioni come le ferriere von Moos, l'officina meccanica Schindler e la Viscosuisse. Alla fine del XX secolo un numero crescente di industrie si è insediato nei comuni della valle della Wigger e in alcuni villaggi della valle della Suhr grazie alla loro vicinanza alla rete autostradale. Complessivamente il settore industriale non assunse comunque mai un ruolo dominante; anche alla fine del XX secolo le grandi fabbriche costituivano un'eccezione. In base al censimento delle aziende del 1998, le imprese del settore secondario con oltre 100 dipendenti erano solo 71.

Agricoltura

Uno dei tratti caratteristici dell'evoluzione del settore primario durante la crescita di lungo periodo successiva al 1830 fu l'orientamento crescente delle regioni dell'Altopiano verso l'allevamento e l'economia lattiera, attività che prima del 1800 risultavano concentrate nei dintorni di Lucerna e nelle aree prealpine. Questo mutamento conobbe un'accelerazione dopo la grande crisi agraria a metà degli anni 1870. L'ex granaio della Svizzera centrale si convertì quasi totalmente alla pastorizia, un passaggio accompagnato da un incremento della produzione ottenuto grazie all'impiego di fertilizzanti artificiali e foraggi. Nella seconda metà del XX secolo l'agricoltura intensiva e l'elevato numero di capi di bestiame ebbero ripercussioni negative sull'ambiente. Per porre un freno all'eutrofizzazione dei laghi dell'Altopiano, agli allevatori fu imposto di adeguare il numero di capi alla superficie utile disponibile, in maniera da poter smaltire il concime prodotto senza procurare danni all'ambiente. La conversione alla produzione biologica è avvenuta solo timidamente (nel 2003, 5,3% delle aziende agricole del cantone, contro una media svizzera del 9,3%).

La "sezione bovini", ospitata nel maneggio sulla Militärstrasse, della seconda Esposizione cantonale di agricoltura, svoltasi nel 1909 a Lucerna (Stadtarchiv Luzern, F2a/Anlass/Ereignis/028:01).
La "sezione bovini", ospitata nel maneggio sulla Militärstrasse, della seconda Esposizione cantonale di agricoltura, svoltasi nel 1909 a Lucerna (Stadtarchiv Luzern, F2a/Anlass/Ereignis/028:01). […]

Turismo

Alla fine degli anni 1830 la città di Lucerna iniziò a diventare una meta turistica. Soprattutto la realizzazione di un collegamento ferroviario tra Basilea e Lucerna da parte della Ferrovia centrale svizzera (1859) diede avvio al boom del settore alberghiero lucernese, che fu interrotto solo dalla crisi economica a metà degli anni 1870. Tranne Weggis e Vitznau, affacciati sul lago, i comuni delle aree rurali furono solo marginalmente toccati dal fenomeno. Con la costruzione della linea Vitznau-Rigi, percorsa dal primo treno a cremagliera d'Europa, ebbe inizio l'epoca delle ferrovie di montagna. Il Pilatus venne reso accessibile nel 1889 dal versante obvaldese, e negli anni 1950 da Kriens. La stazione climatica di Sörenberg nell'Entlebuch divenne dopo la seconda guerra mondiale una delle principali mete per gli sport invernali del cantone.

Manifesto pubblicitario per il diorama di Meyer a Lucerna, risalente alla fine del XIX secolo (Biblioteca nazionale svizzera).
Manifesto pubblicitario per il diorama di Meyer a Lucerna, risalente alla fine del XIX secolo (Biblioteca nazionale svizzera). […]

In città, una serie di attrazioni aveva lo scopo di richiamare una clientela internazionale. Tra queste vi erano il Kursaal con annessa casa da gioco, risalente al 1882 (che dal 2002 beneficia di una concessione di tipo A per grandi casinò), le feste notturne sul lago (dal 1885), le regate sul lago dei Quattro Cantoni (dal 1884), le gare di canottaggio sul Rotsee (dal 1933), le corse di cavalli (dal 1898), gli impianti per il tennis e il golf (1901/1902), il lido (1929) e le Settimane internazionali di musica, inaugurate nel 1938 (dal 2001 Lucerne Festival). In seguito alla diffusione del turismo di massa e dei viaggi di gruppo organizzati dopo la seconda guerra mondiale, la durata media dei soggiorni è diminuita (nel 2003, 1,7 giorni a Lucerna e 2,6 giorni a Weggis, la seconda località turistica in ordine di importanza del cantone). Con la costruzione del Centro culturale e dei congressi (1998) progettato da Jean Nouvel, la città ha cercato di dare nuovi impulsi al turismo di qualità e congressuale.

Trasporti

All'inizio del XIX secolo, la rete stradale lucernese si sviluppava a raggiera a partire dal capoluogo. La strada di Basilea, cioè il troncone lucernese della via del Gottardo, ne costuiva l'asse principale e il tracciato nelle migliori condizioni. Le strade erano percorribili dai carri con timoni; per quelli con ruote larghe 5 pollici (12 cm) era ammesso un carico di 4-4,5 t. Le diligenze postali utilizzate normalmente per il trasporto di passeggeri disponevano di due posti a sedere. La costruzione delle prime linee ferroviarie mutò l'assetto viario. Nel 1856 venne inaugurata la tratta Olten-Emmenbrücke, seguita dai collegamenti con Zurigo (1864, via Zugo) e Berna (1875, via l'Entlebuch), dalla ferrovia del Seetal (1883), dalla linea verso Huttwil (1897), dall'allacciamento all'asse del Gottardo (1897) e dalla tratta verso Triengen (1912). Con l'attuazione del progetto Ferrovia 2000, la linea Lucerna-Berna non passa più attraverso l'Entlebuch, ma lungo la direttrice Sursee-Zofingen, ciò che ha portato a una riduzione significativa dei tempi di percorrenza. Inaugurato a Lucerna nel 1910, il primo aerodromo per dirigibili della Svizzera cessò la propria attività già nel 1913. Insieme ai turisti, negli anni 1890 giunsero a Lucerna anche le prime automobili. Nel 1901 il Consiglio di Stato emanò le prime disposizioni relative ai veicoli a motore, con cui la velocità sulle strade cantonali venne limitata a 30 km/h. Nel 1907 si iniziò ad asfaltare le strade. La ripresa congiunturale tra il 1923 e il 1931 portò a un forte aumento delle autovetture. Nel 1955 venne aperto al traffico il primo tratto autostradale svizzero da Lucerna a Ennethorw, nel 1980-1981 il troncone Oftringen-Sursee-Lucerna, e nel 1986 quello tra Zugo, Gisikon e Lucerna.

Società

Contrapposizione tra città e campagna e diverse visioni del mondo

Con la Rivoluzione elvetica, le prerogative del patriziato, i privilegi locali e il sistema corporativo vennero aboliti. Ogni cittadino acquisì il diritto di accedere a qualsiasi carica, di esercitare qualunque mestiere e di ottenere la cittadinanza in ogni comune. Le nuove libertà si tradussero in una maggiore mobilità interna al cantone. Nel 1850 ancora il 96,4% della popolazione era in possesso della cittadinanza cantonale, ma solo il 59% risiedeva nel proprio comune di origine. La tradizionale contrapposizione tra la città di Lucerna e gli ex Paesi soggetti perdurò anche dopo la Rivoluzione e sfociò nel tentativo, promosso durante la Restaurazione, di dare un fondamento costituzionale al predominio del capoluogo. I discendenti delle famiglie patrizie mantennero un ruolo importante all'interno dell'elite cittadina e in ambito politico; fino al XX secolo inoltrato loro esponenti sedevano regolarmente nel governo e nel tribunale cantonale.

Dopo il 1830, al dualismo tra città e campagna subentrarono nuove dicotomie, come quella tra tradizione e modernità, quella tra il cattolicesimo conservatore e il modello statale e sociale secolarizzato promosso dal pensiero liberale e quella tra la maggioranza della popolazione rurale e della cittadinanza urbana tradizionale da un lato e la minoranza borghese-mercantile, rappresentata sia in città sia in campagna da un'élite di giuristi, medici, funzionari, insegnanti e commercianti, dall'altro. L'integrazione tra il ceto dirigente rurale e urbano venne favorita da una serie di associazioni fondate dagli inizi del XIX secolo (in parte sezioni di società attive sul piano nazionale), tra cui figuravano la Società di utilità pubblica (1810), la Società del mercoledì (Mittwochsgesellschaft, 1821), l'associazione studentesca Zofingia (1820) e la Società di economia agricola (1819, dal 1837 Società per la cultura patriottica). Mentre tutte queste associazioni si ispiravano al liberalismo, la confraternita per la conservazione e la ripresa della fede, le cui finalità erano principalmente religiose, negli anni 1830 raggruppò le cerchie ecclesiastiche e conservatrici; sul piano politico quest'ultima fu poi affiancata nel 1842-1847 dall'associazione di Ruswil. Quali prime organizzazioni cantonali neutrali sul piano politico-religioso, dopo la guerra del Sonderbund nacquero la Società corale cantonale (1849) e la Società cantonale di tiro (1852).

Lotta alla povertà

Fin verso la fine del XIX secolo, più della metà degli abitanti del cantone, tra cui numerosi piccoli contadini, traevano sostentamento dall'agricoltura. Malgrado nel XIX secolo si fosse verificato un processo di concentrazione, ancora nel 1914 oltre il 50% delle aziende agricole nell'Entlebuch, nella regione del Napf e in vari comuni della parte settentrionale del cantone erano di dimensioni modeste. Così come i ceti senza terra, anche i piccoli contadini dipendevano da entrate accessorie, per cui erano attivi anche come braccianti e lavoratori a domicilio. Nei momenti di crisi, questi strati della popolazione cadevano nell'indigenza: nel 1850 il 15,4% della popolazione necessitò di assistenza, nel 1860 il 12%; in molti comuni superavano il 20%. Solo negli anni 1890, quando nel settore industriale e artigianale e nel terziario vennero creati nuovi posti di lavoro, la percentuale degli assistiti si ridusse notevolmente. A causa della disoccupazione, che toccò il suo apice nel 1936 (4,7%), negli anni 1930 salì di nuovo temporaneamente a oltre il 10%. La disoccupazione crebbe nuovamente negli anni 1990, raggiungendo valori massimi nel 1997 (4,3%).

L'onere dell'assistenza ai poveri ricadeva sui comuni di origine; nel 1924 e nel 1935 venne poi attribuito in due tappe (1924, 1935) ai comuni di domicilio. I bisognosi ricevevano aiuti in natura o denaro o venivano ospitati da privati o negli ospizi per i poveri, creati in diversi comuni a partire dagli anni 1820. Nel 1890 838 bambini vivevano in istituti e 1928 erano attribuiti a famiglie affidatarie; gli adulti in queste condizioni erano rispettivamente 1776 e 778. Fino al 1934 il ricorso a contributi assistenziali in linea di principio comportò la perdita del diritto di voto, una misura che dal 1934 al 1971 fu applicata in caso di povertà "per propria colpa". Alla legge sui poveri del 1935 subentrò la legge sull'assistenza sociale del 1989.

Nella prima metà del XIX secolo nacquero organizzazioni di mutuo soccorso che cercavano di porre rimedio alla povertà ricorrendo al sistema assicurativo, tra cui la fondazione per le vedove e gli orfani della città di Lucerna (1816) che soccorreva i superstiti dei funzionari cittadini, l'associazione per il sostegno degli insegnanti, delle vedove e degli orfani del canton Lucerna (1835) e alcune casse malati locali per lavoratori e garzoni. Nello stesso periodo vennero fondate le prime casse di risparmio: quella di Lucerna (che versava interessi sui depositi) risale al 1818, quella di Sursee al 1828.

Il tentativo di impedire il diffondersi della povertà tramite una politica matrimoniale restrittiva costituisce un esempio paradigmatico della politica sociale lucernese del XIX secolo. Conseguenze di questa politica furono una percentuale ridotta di persone coniugate e un alto numero di figli illegittimi, che nel 1857-1866 costituivano il 15% ca. delle nascite totali, e che si ridussero al 5% ca. solo con l'abolizione delle restrizioni al matrimonio seguita all'entrata in vigore della Costituzione federale del 1874. In base al principio di paternità i figli illegittimi venivano attribuiti al padre; solo nel 1865 si passò al principio di maternità. L'interrogatorio durante il parto, in cui la madre doveva indicare il nome del padre, venne abolito nel 1861.

Contadini, lavoratori, associazioni di categoria

Nel corso del XIX secolo avvenne la transizione da un'agricoltura di sussistenza alla produzione per il mercato. Con la monetizzazione della vita economica, i contadini non producevano più autonomamente i beni di uso quotidiano, ma li acquistavano nei negozi. Nuovi beni di consumo si diffusero così nelle campagne, e lo stile di vita rurale si avvicinò maggiormente a quello cittadino. In seguito alla crisi agraria e al passaggio dal lavoro a domicilio alla produzione industriale, dopo il 1875 le fabbriche attirarono inoltre un numero sempre maggiore di esponenti delle classi popolari rurali. Nella regione di Lucerna e nella parte settentrionale del cantone sorsero agglomerati industriali.

Alle origini del movimento operaio vi furono la Giovane Germania (1835-1836), la Società operaia tedesca (1840), la Società del Grütli (1844) e la Typographia quale prima organizzazione sindacale (1859). Sul piano cantonale nacquero la Federazione delle Società del Grütli e delle società operaie lucernesi (1877), l'Unione operaia (Arbeiterbund, 1888), l'Unione sindacale (1893), l'Unione dei lavoratori (Arbeiterunion, 1901) e la Società operaia cristiano-sociale (1904). A cavallo del 1900 si verificarono diversi conflitti di lavoro, a cui parteciparono anche lavoratori stranieri. Allo sciopero degli operai edili italiani nella città di Lucerna (1897) e allo sciopero generale a Hochdorf (1907) le autorità risposero con mobilitazioni di truppe. In reazione allo sciopero generale del 1918, che nella regione di Lucerna conobbe un'adesione massiccia, nacquero milizie civiche. I contadini e la borghesia si coalizzarono contro la classe operaia, come risulta tra l'altro dall'approvazione della Lex Häberlin nel 1934 e dalla netta bocciatura dell'iniziativa di crisi nel 1935.

Con l'Associazione dei contadini, dal 1859 gli agricoltori lucernesi disponevano di una propria organizzazione. Unione interpartitica di un'élite di grandi contadini dallo stile di vita caratteristico della borghesia colta, che dal 1870 dispose di un proprio settimanale (Der Landwirt), l'Associazione fu inizialmente impegnata soprattutto nella diffusione di nuove tecniche agricole. Dagli anni 1880 la difesa degli interessi del ceto contadino sul piano politico assunse un'importanza crescente. Nell'ambito artigianale dal 1832 sorsero sporadicamente associazioni locali; nel 1875 nel capoluogo venne fondata l'Unione delle arti e mestieri cittadina, nel 1894 quella cantonale. Nel 1889 nacque la Camera di commercio della Svizzera centrale quale associazione mantello per la difesa degli interessi dell'economia privata. Costituita nel 1867, l'Associazione dei commercianti dal 1918 si concentrò sulla difesa degli interessi degli impiegati, una categoria sociale che aveva acquistato crescente importanza soprattutto in ambito cittadino. La più antica associazione professionale tuttora esistente è la Società dei medici, fondata nel 1811.

Emancipazione femminile

Sala di smistamento della cartiera di Perlen verso il 1900. Riproduzione di una fotografia, pubblicata nel catalogo della mostra Aufbruch in die Gegenwart, Lucerna 1986. ​​​​
Sala di smistamento della cartiera di Perlen verso il 1900. Riproduzione di una fotografia, pubblicata nel catalogo della mostra Aufbruch in die Gegenwart, Lucerna 1986. ​​​​ […]

Dopo il 1798, la tradizionale discriminazione della donna sul piano giuridico e nella vita quotidiana diminuì solo lentamente. I privilegi degli eredi maschi in materia di diritto successorio vennero attenuati, ma non aboliti dal Codice civile (1831-1839), e rimasero in vigore fino all'introduzione del Codice civile svizzero nel 1912. Prima del 1871 nubili e vedove furono sottoposte a tutela; i mariti la esercitarono sulle mogli fino al 1912. Anche nell'ambito dell'istruzione le donne risultavano svantaggiate. Fino a XX secolo inoltrato le scuole superiori risultavano loro precluse; solo nel 1924 le prime studentesse poterono conseguire la maturità. Di conseguenza le donne svolgevano soprattutto attività subordinate, in particolare anche nei settori emergenti del terziario; persino l'insegnamento fino a dopo il 1900 rimase in larga parte una prerogativa maschile. La formazione delle insegnanti fu affidata fino al 1966 a istituzioni private e cittadine (istituto Baldegg, 1885-2005; scuola magistrale cittadina di Lucerna, 1905-1997). Tra le prime laureate (dal 1905) ci furono alcune donne medico. Nel 1959 l'elettorato lucernese respinse l'introduzione del suffragio femminile con una maggioranza del 75%; anche una proposta sul piano cantonale, che avrebbe permesso la concessione del voto alle donne a livello comunale, nel 1960 fu nettamente bocciata. Dieci anni più tardi, i Lucernesi si dimostrarono più inclini al cambiamento: nel 1970 approvarono il suffragio femminile in ambito cantonale, e nel 1971 sul piano federale; sempre nel 1971 Josi Meier fu la prima donna del cantone eletta in Consiglio nazionale. Dal 1987 il Consiglio di Stato conta un'esponente femminile; nel 1995 Lucerna fu il primo cantone a dotarsi di una legge sulla parità dei sessi.

Chiese, vita religiosa e cultura

Chiesa cattolica e vita religiosa

Nella prima metà del XIX secolo, la politica ecclesiastica assunse un ruolo centrale nell'ambito della sfera pubblica. La protezione dello Stato venne concessa unicamente alla Chiesa cattolica, a cui attorno al 1860 dichiarava di appartenere ancora il 98% della popolazione lucernese. Con il concordato del 1806, concluso tra il cantone e il vescovo di Costanza, vennero ridefiniti i rapporti tra lo Stato e l'autorità ecclesiastica. Ispirato al modello della Chiesa di Stato, tale accordo contemplava anche concessioni alle istituzioni religiose. Dopo la separazione dei territori svizzeri dalla diocesi di Costanza nel 1814, la collocazione di Lucerna dovette essere ridiscussa; nel 1828 il cantone venne incorporato nella neoistituita diocesi di Basilea. All'inizio del XIX secolo la geografia ecclesiastica subì importanti mutazioni con la creazione di nuove parrocchie e la ridefinizione dei confini della maggior parte di esse (1807-1812). Nel 1820 il cantone regolamentò l'amministrazione dei beni ecclesiastici e impose alle parrocchie di dotarsi di un organo di sorveglianza (Consiglio ecclesiastico) e di un amministratore (fabbriciere). Nel 1842 lo Stato riconobbe i comuni parrocchiali cattolici come enti territoriali di diritto pubblico. Sulla base della legge cantonale sulla Costituzione ecclesiastica del 1964, la Chiesa cattolica nel canton Lucernasi dotò di una carta fondamentale e dal 1970 agisce in veste di Chiesa cantonale.

Aula scolastica dell'istituto Baldegg. Fotografia in un dépliant trilingue stampato nel 1905 a Parigi (Archiv Kloster Baldegg).
Aula scolastica dell'istituto Baldegg. Fotografia in un dépliant trilingue stampato nel 1905 a Parigi (Archiv Kloster Baldegg). […]

La sfera religiosa fu contraddistinta dai conflitti tra le cerchie illuminate favorevoli a una Chiesa di Stato e gli ambienti conservatori, che ritenevano che la fede fosse minacciata. Soprattutto sul piano della devozione popolare e delle usanze religiose si manifestarono resistenze contro l'intervento statale. Movimenti religiosi formati da laici, tra cui quello attorno a Niklaus Wolf von Rippertschwand, raccolsero numerose adesioni. Negli anni 1830 nacque la confraternita per la conservazione e la ripresa della fede, organizzata come gruppo di preghiera, che presto assunse una rilevanza anche politica. Sotto i governi conservatori degli anni 1840, le associazioni religiose assunsero maggiore peso. A questo periodo risalgono la chiamata dei gesuiti, la rinascita del convento delle orsoline con l'arrivo di monache da Landshut (Baviera) e la chiamata di monache da Portieux (Lorena) all'orfanotrofio di Lucerna.

Nel periodo del rafforzamento degli ambienti cattolici nella seconda metà del XIX secolo e soprattutto dall'inizio del XX secolo, Lucerna assunse un ruolo centrale per il cattolicesimo svizzero e divenne sede delle maggiori associazioni mantello cattoliche. La capitale cantonale ospita gli uffici dell'Unione popolare cattolica svizzera sin dalla sua nascita nel 1904, così come la centrale della Lega svizzera delle donne cattoliche (fondata nel 1912). Nel 1937 la Lega svizzera della gioventù cattolica, attiva nella promozione della Jungwacht, trasferì la propria sede da Zugo a Lucerna, che dal 1974 accoglie anche la direzione del Blauring.

Dal XVII secolo l'insegnamento della teologia cattolica ha luogo nella facoltà teologica (dal 2000 parte dell'Università di Lucerna). L'istituzione del seminario di S. Beato avvenne nel 1878 per opera del vescovo Eugène Lachat, giunto a Lucerna nel periodo del Kulturkampf dopo essere stato espulso dal canton Soletta.

Ordini religiosi

Nel corso del XIX secolo, nel cantone vennero soppresse varie sedi di ordini religiosi: nel 1806 le commende di Hitzkirch, Hohenrain e Reiden, nel 1838 i conventi francescani di Lucerna e Werthenstein e nel 1847-1848, dopo la sconfitta del Sonderbund, i conventi cistercensi di Rathausen e Sankt Urban, oltre a quello delle orsoline. Continuarono a esistere solo i capitoli di Sankt Leodegar a Lucerna e di S. Michele a Beromünster, i conventi di cappuccini a Lucerna (quello femminile di S. Anna e quello maschile sul Wesemlin), Schüpfheim e Sursee e il convento delle cistercensi di Eschenbach.

Nel XIX secolo nel canton Lucerna nacquero comunque anche nuove istituzioni religiose, come la congregazione di Baldegg (1830) e il convento delle benedettine di Wikon (1891). Dal 1830 l'ospedale civico fu diretto dalle suore ospedaliere di Besançon, che nel 1902 proseguirono la loro attività nel nuovo nosocomio cantonale. Le suore di Baldegg, che a causa delle vicissitudini politiche nel XIX secolo dovettero ripetutamente lottare per la sopravvivenza della loro comunità, svolsero numerosi compiti nelle scuole e negli ospizi per i poveri comunali, così come le congregazioni di Menzingen e soprattutto di Ingenbohl, provenienti da fuori cantone. Nel XIX secolo le tre congregazioni erano attive in quasi la metà dei comuni; Ingenbohl mise a disposizione diverse centinaia di suore agli istituti cantonali di Sankt Urban (1873-1982), Hohenrain (1873-1999) e Rathausen (1882-1972). Dalla fine del XIX secolo si insediarono o vennero fondate ex novo ulteriori comunità religiose, tra cui quella delle suore di S. Anna (fondata nel 1909), che nel 1911 inaugurò una propria clinica a Lucerna, e quelle, attive in ambito scolastico, dei padri pallottini (fondatori, nel 1932 a Ebikon, della scuola media privata di S. Clemente) e dei salesiani di Don Bosco (che dal 1959 gestiscono un convitto collegato alla scuola cantonale di Beromünster).

Altre confessioni e religioni

A Lucerna, cantone a predominio cattolico, i riformati rimasero una piccola minoranza per tutto il XIX secolo. In seguito passarono dal 10% della popolazione (1910) a poco meno del 14% (1960), assestandosi poi a poco più del 12% nel 2000. Nella parte finale del XX secolo, la quota dei cattolici è scesa dall'85% (1970) al 71% (2000), mentre è salito il numero dei musulmani (3,8% nel 2000) e degli ortodossi (2,2%) a causa dell'immigrazione, così come quello delle persone senza confessione (5,9%). Gli israeliti non hanno mai superato lo 0,3%.

Funzioni religiose riformate venivano celebrate già nel periodo dell'Elvetica e durante le Diete federali. Nel 1826 il cantone permise agli abitanti riformati della capitale di fondare una comunità, poi riconosciuta nel 1853 come comune parrocchiale evangelico-riformato e dunque come ente di diritto pubblico; un'imposta ecclesiastica venne riscossa per la prima volta nel 1862. Sostenute dall'Aiuto protestante dei cantoni di Berna, Basilea, Argovia e Turgovia, dagli anni 1880 nacquero comunità riformate anche nel resto del cantone. Nel 1920 già il 41% dei riformati vivevano al di fuori del capoluogo; nel 1927 anche le comunità riformate della campagna vennero riconosciute come enti di diritto pubblico. La fondazione della Chiesa cantonale evangelica riformata risale al 1970. All'inizio del XXI secolo gli otto comuni parrocchiali riformati di Dagmersellen, Escholzmatt, Hochdorf, Reiden, Sursee, Willisau-Hüswil, Wolhusen e Lucerna (a sua volta diviso in 12 circoscrizioni) si spartivano la competenza sul territorio cantonale.

I cattolici-cristiani si costituirono in risposta alle decisioni del Concilio Vaticano I (1869-70). Nel 1871 a Lucerna venne fondata l'Associazione dei cattolici liberali lucernesi; nel 1883 nacque la comunità cattolico-cristiana di Lucerna, riconosciuta come ente di diritto pubblico nel 1931, che comprende l'intero territorio cantonale (1466 membri nel 1960, 471 nel 2000). L'eterogenea comunità musulmana si è dotata di un'organizzazione su base cantonale nel 2000, quando gruppi bosniaci, albanesi, turchi e arabi si sono riuniti nella Federazione delle organizzazioni islamiche del canton Lucerna (VIOKL).

Attività culturali nella campagna

Nel XIX secolo varie società teatrali e musicali erano attive sul piano culturale nella campagna lucernese. In base a una statistica, nel 1859 nel cantone esistevano 16 corali maschili, 17 società di musica (corali religiose, cori misti, orchestre), 13 società teatrali e 25 bande musicali. La contrapposizione tra liberali e conservatori in alcune località comportò la presenza di società distinte per i due schieramenti, una concorrenza che contribuisce a spiegare l'alto livello raggiunto dalle orchestre di fiati lucernesi. Nel 1892 la Società musicale della città di Lucerna e le società della campagna fondarono l'Associazione cantonale di musica (dal 1999 Associazione bandistica del canton Lucerna). 58 delle 122 sezioni esistenti nel 2006 risalgono al XIX secolo.

Alcune delle società teatrali nate nel XIX secolo risultano tuttora esistenti. I teatri di Sursee ed Entlebuch rivestono un'importanza sovraregionale. Nella seconda metà del XX secolo in molte località vennero fondate compagnie amatoriali, che rappresentano in parte anche pièce moderne.

Manifesto per il festival jazz di Willisau del 1979 realizzato da Niklaus Troxler, organizzatore della manifestazione internazionale (Biblioteca nazionale svizzera, Collezione di manifesti).
Manifesto per il festival jazz di Willisau del 1979 realizzato da Niklaus Troxler, organizzatore della manifestazione internazionale (Biblioteca nazionale svizzera, Collezione di manifesti).
Manifesto per le settimane musicali di Ettiswil (11-23.5.1980), realizzato da Eugen Bachmann (Biblioteca nazionale svizzera, Collezione di manifesti).
Manifesto per le settimane musicali di Ettiswil (11-23.5.1980), realizzato da Eugen Bachmann (Biblioteca nazionale svizzera, Collezione di manifesti).

Negli anni 1920 nacquero diverse società per la valorizzazione della cultura popolare. Nel 1922 venne costituita l'Unione degli jodler, degli sbandieratori e dei suonatori di corno delle Alpi lucernesi, che accolse anche membri provenienti dai cantoni primitivi. Denominata Associazione degli jodler della Svizzera centrale dal 1931, nel 1972 comprendeva 51 gruppi di jodler di 38 comuni lucernesi. Nel 1926 a Lucerna venne fondata la Federazione svizzera dei costumi, e l'anno successivo la relativa sezione cantonale.

Oltre alle manifestazioni più legate alla vita di paese, la campagna lucernese ha visto anche l'affermazione di eventi culturali di importanza sovraregionale. Nel 1974 si svolsero per la prima volta le settimane musicali di Ettiswil (dal 2004 festival vocale di Ettiswil, focalizzato sul canto a cappella); dal 1975 Niklaus Troxler organizza il rinomato festival jazz di Willisau.

Arte e letteratura

Nel XIX secolo, all'epoca dell'avvento del turismo, a Lucerna erano attivi pittori paesaggisti di fama come Robert Zünd, Jakob Josef Zelger e Jakob e Xaver Schwegler. Un esempio di famiglia di artisti attiva su scala locale è costituito dagli Amlehn di Sursee, scultori. Max von Moos e Hans Erni costituiscono i maggiori artisti lucernesi del XX secolo. La vita culturale trasse anche stimoli dalla Società di belle arti di Lucerna, fondata nel 1819, e più tardi soprattutto dalla scuola di arti applicate (oggi scuola superiore d'arte e di design).

In ambito letterario, inizialmente assunse importanza soprattutto la letteratura dialettale. Tra il 1880 e il 1920 venne pubblicata tutta una serie di opere, tra l'altro di Josef Roos, Peter Halter e Theodor Bucher (conosciuto con lo pseudonimo di Zyböri). Nel XX secolo Lucerna diede i natali a diversi rinomati scrittori in "buon tedesco". Acquisirono fama oltre i confini regionali tra l'altro Cécile Lauber, Josef Vital Kopp, Kuno Raeber, Toni Schaller, Otto Marchi o Franziska Greising. Anche Carl Spitteler, primo Svizzero a vincere il premio Nobel per la letteratura nel 1919, trascorse la maggior parte della sua carriera a Lucerna, dove si trasferì nel 1892.

Musei

Con il Giardino dei ghiacciai (dal 1873), il Bourbaki Panorama (dal 1889), il Museo svizzero dei trasporti (dal 1959), il Kunstmuseum (dal 1873), il Museo Picasso (dal 1978) e la collezione Rosengart (dal 2002), la città di Lucerna dispone di diversi musei che attraggono un pubblico proveniente anche da fuori regione. Con oltre 400'000 visitatori all'anno all'inizio del XXI secolo, il Museo svizzero dei trasporti rimane di gran lunga il museo più frequentato del cantone. Il Museo della valle della Wigger a Schötz dal 1937 espone reperti preistorici e protostorici provenienti dal Wauwilermoos e dal resto della regione. Inaugurato nel 1974, il Museo svizzero dell'agricoltura e della tecnica agraria di Burgrain (comune Alberswil) illustra il rapido mutamento delle tecniche adottate dai contadini. Dal 1950 in vari comuni (soprattutto nei centri regionali e nelle località dell'agglomerato lucernese) sorsero musei che espongono collezioni private o di interesse locale. Il Museo Klösterli, aperto nel 1997 e situato nel castello di Wyher a Ettiswil, ospita la collezione di Josef Zihlmann sulla cultura popolare religiosa. Il Museo della provincia dei cappuccini svizzeri dal 1962 ha sede nel convento dei cappuccini di Sursee.

Sport

La ginnastica nel 1820 si diffuse nel capoluogo, e dagli anni 1860 anche nella campagna. Nel 1873 nacque una prima società ginnica cantonale, che nel 1880 confluì nella Federazione di ginnastica della Svizzera centrale. Seguirono poi diverse altre società. Nel 1921 le associazioni lucernesi si riunirono nella Federazione di ginnastica di Lucerna, Obvaldo e Nidvaldo; parallelamente si sviluppò anche un movimento ginnico cattolico e uno operaio. Le società ginniche cattoliche nel 1931 diedero vita alla Federazione cattolica di ginnastica e sport della Svizzera centrale e nel 1941 costituirono la Federazione cattolica di ginnastica e sport di Lucerna (dal 2000 Unione sportiva Lucerna). La lotta svizzera, praticata in particolare nell'Entlebuch, nel XIX secolo conobbe una diffusione sempre maggiore, tanto che nel 1884 fu costituita l'Associazione di lotta svizzera della Svizzera centrale. Quale sua sezione, nel 1919 nacque l'Associazione di lotta svizzera del canton Lucerna.

Nel 1918 anche le società calcistiche si diedero un'organizzazione su base regionale, formando la Federazione di calcio della Svizzera centrale. Il XX secolo e l'inizio del XXI secolo hanno visto la nascita di numerose società sportive attive in varie discipline; nel 2006 il cantone ne contava ca. 700. Dagli anni 1950 la Federazione sportiva del canton Lucerna difende gli interessi delle società sportive lucernesi in veste di organizzazioni mantello.

Riferimenti bibliografici

  • Staatsarchiv Luzern (incluso Stiftsarchiv Luzern)
  • Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern
  • Stadtarchiv Luzern
  • Stadtarchiv Sursee
  • Stiftsarchiv Beromünster
  • Luzernerisches/Luzerner Kantonsblatt, 1804
  • Amtliche Übersicht der Verhandlungen des Grossen und Kleinen Rathes [...], 1837- (con diversi titoli)
  • Fonti del diritto svizzero LU, 1994-
  • Statistisches Jahrbuch des Kantons Luzern, 2002-
  • L'analisi critica delle fonti, diffusasi nel corso del XIX secolo, nel canton Lucerna si affermò precocemente con Joseph Eutych Kopp. Attorno al 1850 Philipp Anton von Segesser realizzò il suo famoso lavoro in quattro volumi Rechtsgeschichte der Stadt und Republik Lucern. Sotto gli auspici delle autorità cantonali, nel 1932 e nel 1945 vennero pubblicati due volumi sulla storia lucernese che coprivano il periodo fino al XVII secolo. Il progetto di una storia cantonale venne ripreso solo negli anni 1960 da Hans Wicki; dal 1988 viene proseguito da Heidi Bossard-Borner. Nel 1986 ebbe inizio la pubblicazione dei volumi relativi a Lucerna delle Fonti del diritto svizzero. Dal XIX secolo vengono svolte ricerche storiche presso l'Archivio di Stato (soprattutto da parte degli archivisti di Stato Theodor von Liebenau, Peter Xaver Weber, Josef Schmid e Fritz Glauser e, dal 1973 al 1983, da parte del centro di ricerca di storia economica e sociale di Lucerna, che in quel periodo vi aveva sede). Edita dal 1974 dall'Archivio di Stato, la collana Luzerner Historische Veröffentlichungen comprende oltre a monografie gli studi del centro di ricerca e i volumi sulla storia cantonale. Dal 1844 la Società di storia dei cinque cantoni (dal 2006 Società di storia della Svizzera centrale) pubblica ricerche e fonti sulla storia lucernese nell'annuario Der Geschichtsfreund. Il dipartimento di storia dell'odierna Università di Lucerna venne costituito nel 1989.
Pubblicazioni in serie
  • Geschichtsfreund, 1844-
  • Heimatkunde des Michelsamtes, 1927-
  • Blätter für Heimatkunde aus dem Entlebuch, 1928-
  • Heimatkunde des Wiggertales, 1936-
  • Innerschweizerisches Jahrbuch für Heimatkunde, 1-20, 1936-1960
  • Luzerner Historische Veröffentlichungen, 1974-
  • Luzerner Historische Veröffentlichungen, Archivinventare, 1976-
  • Jahrbuch der Historischen Gesellschaft Luzern, 1983-
  • Archäologische Schriften Luzern, 1992-
  • Clio Lucernensis, 1992-
Opere a carattere generale
  • K. Pfyffer, Geschichte der Stadt und des Kantons Luzern, 2 voll., 1850-1852
  • P. A. von Segesser, Rechtsgeschichte der Stadt und Republik Lucern, 4 voll., 1850-1858
  • G. Egli, Die Entwicklung der Gerichtsverfassung in Luzern, 1912
  • Die Kunstdenkmäler des Kantons Luzern, 6 voll., 1946-1963; nuova serie, 1-, 1987-
  • 400 Jahre Höhere Lehranstalt Luzern, 1574-1974, 1974
  • F. Glauser, J.-J. Siegrist, Die Luzerner Pfarreien und Landvogteien, 1977
  • A. Meyer, Siedlungs- und Baudenkmäler im Kanton Luzern, 1977
  • J. M. Galliker, «Die Anfänge der luzernischen Standesheraldik», in Luzern 1178-1978, 1978, 199-216
  • A.-M. Dubler, Geschichte der Luzerner Wirtschaft, 1983
  • F. Glauser et al., Das Staatsarchiv Luzern im Überblick, 1993
Dalla Preistoria al Medioevo
  • B. Arnold et al., Zur Ur- und Frühgeschichte der Kantone Luzern und Zug, 2 parti, 1983-1984
  • J. Bill, Goldenes Bronzezeitalter: die Bronzezeit im Kanton Luzern, 1995
  • H. Fetz et al., Der Vicus Sursee - eine römische Kleinstadt zwischen Mittelland und Alpen, 2003
  • E. Bleuer et al., «Die neolithischen und bronzezeitlichen Seeufersiedlungen des zentralen Mittellandes», in Archäologie der Schweiz., 27, 2004, 30-41
  • E. Nielsen, Paläolithikum und Mesolithikum in der Zentralschweiz, 2009
Dal Medioevo alla fine del XVIII secolo
  • K. Meyer, «Die Stadt Luzern von den Anfängen bis zum eidgenössischen Bund», in Geschichte des Kantons Luzern von der Urzeit bis zum Jahre 1500, 1932, 159-624
  • P. X. Weber, «Der Kanton Luzern vom eidgenössischen Bund bis zum Ende des 15. Jahrhunderts», in Geschichte des Kantons Luzern von der Urzeit bis zum Jahre 1500, 1932, 625-874
  • S. Grüter, Geschichte des Kantons Luzern im 16. und 17. Jahrhundert, 1945
  • W. Brändly, Geschichte des Protestantismus in Stadt und Land Luzern, 1956
  • S. Bucher, Bevölkerung und Wirtschaft des Amtes Entlebuch im 18. Jahrhundert, 1974
  • K. Messmer, P. Hoppe, Luzerner Patriziat, 1976
  • H. Wicki, Bevölkerung und Wirtschaft des Kantons Luzern im 18. Jahrhundert, 1979
  • M. Körner, Luzerner Staatsfinanzen 1415-1798, 1981
  • A. Bickel, Willisau, 2 voll., 1982
  • A.-M. Dubler, Handwerk, Gewerbe und Zunft in Stadt und Landschaft Luzern, 1982
  • F. Glauser et al., Luzern und die Eidgenossenschaft, 1982
  • B. Lang, Der Guglerkrieg, 1982
  • Alltag zur Sempacherzeit, catalogo mostra Lucerna, 1986
  • Bauern und Patrizier, catalogo mostra Lucerna, 1986
  • G. P. Marchal, Sempach 1386, 1986
  • H. Wicki, Staat, Kirche, Religiosität, 1990
  • A. Ineichen, Innovative Bauern, 1996
  • W. Hörsch, J. Bannwart, Luzerner Pfarr- und Weltklerus 1700-1800, 1998
  • A. Zünd, Gescheiterte Stadt- und Landreformationen des 16. und 17. Jahrhunderts in der Schweiz, 1999
  • P. Eggenberger et al., Willisau im Spiegel der Archäologie, 2 voll., 2002-2005
  • S. Jäggi, «Das Luzerner Armenwesen in der frühen Neuzeit», in Von der Barmherzigkeit zur Sozialversicherung, a cura di H.-J. Gilomen et al., 2002, 105-115
XIX e XX secolo
  • A. Huber, Der Staatshaushalt des Kantons Luzern, 1922
  • W. Boesch, Zur Geschichte der politischen Presse im Kanton Luzern von 1848-1914, 1931
  • K. Sidler, Geschichte der Volksrechte im Kanton Luzern, 1934
  • T. Helfenstein, Vollzug der Strafen und Massnahmen im Kanton Luzern, 1940
  • E. His, Luzerner Verfassungsgeschichte der neuern Zeit 1798-1940, 1944
  • A. Schmid, Kasimir Pfyffer und das Bürgerliche Gesetzbuch für den Kanton Luzern (1831-1839), 1960
  • H. W. Stöcklin, Die Entwicklung der Ausgaben des Kantons Luzern von 1913-1962, 1966
  • W. Lustenberger, Kleine Luzerner Militärgeschichte seit 1815, 1968
  • U. Baumann, Kantonale Psychiatrische Klinik St. Urban, 1873-1973, 1973
  • M. Lemmenmeier, Luzerns Landwirtschaft im Umbruch, 1983
  • J. Schelbert, Der Landesstreik vom November 1918 in der Region Luzern, 1985
  • Aufbruch in die Gegenwart, catalogo mostra Lucerna, 1986
  • Lasst hören aus neuer Zeit, catalogo mostra Lucerna, 1986
  • M. Körner, Banken und Versicherungen im Kanton Luzern vom ausgehenden Ancien Régime bis zum Ersten Weltkrieg, 1987
  • M. Huber, Geschichte der politischen Presse im Kanton Luzern 1914-1945, 1989
  • M. Huber, Zur Geschichte des Luzerner Obergerichts, 1991
  • R. Bussmann, Biographien von Luzerner Grossräten, Gemeinderäten, Richtern, ca. 1831-1992, ms. (presso Staatsarchiv Luzern)
  • P. Bernet, Der Kanton Luzern zur Zeit der Helvetik, 1993
  • P. Rosenkranz, Luzern, Land, Leute, Staat, 1996
  • P. Schnider, Fabrikindustrie zwischen Landwirtschaft und Tourismus, 1996
  • K. Suter, Pressegeschichte des Kantons Luzern von 1945 bis 1970, 1996
  • H. Stutz, Frontisten und Nationalsozialisten in Luzern 1933-1945, 1997
  • H. Bossard-Borner, Im Bann der Revolution, 1998
  • Zweihundert Jahre Luzerner Volksschule, 1798-1998, catologo mostra Lucerna, 1998
  • Die Innerschweiz im frühen Bundesstaat (1848-1874), a cura di A. Binnenkade, A. Mattioli, 1999
  • M. Huber, «Das Gefüge der Gemeinden», in Jahrbuch der Historischen Gesellschaft Luzern, 17, 1999, 2-24
  • P. F. Bütler, Das Unbehagen an der Moderne, 2002
  • A. Häfliger, Der Luzerner Erziehungsrat 1798-1999, 2002
  • F. Kiener, Im Einsatz für Sicherheit, Ruhe und Ordnung: die Kantonspolizei Luzern 1803-2003, 2003
  • A.Willimann, Sursee - die zweite Kapitale des Kantons Luzern, 2006
  • H. Bossard-Borner, Im Spannungsfeld von Politik und Religion, 2008
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