de fr it

Sciaffusacantone

Cant. della Conf. dal 1501 al 1798, della Repubblica elvetica dal 1798 al 1803 e poi nuovamente della Conf. dal 1803; ted. Schaffhausen; franc. Schaffhouse; rom. Schaffusa. La lingua ufficiale è il ted.; capoluogo del cant. è la città omonima.

Stemma del canton Sciaffusa
Stemma del canton Sciaffusa […]
Carta oro-idrografica del canton Sciaffusa con le principali località
Carta oro-idrografica del canton Sciaffusa con le principali località […]

S. è l'unico cant. sviz. situato interamente a nord del Reno, tranne una piccola parte del com. di Stein am Rhein (quartiere di Vor der Brugg). Il cant. è formato da tre aree geograficamente separate fra loro: la parte principale con la città di S., la parte orientale o superiore (enclave di Stein am Rhein) e quella meridionale o inferiore (enclave di Rüdlingen-Buchberg). La frontiera con la Germania, lunga 151,8 km, è formata dalle alture del Randen (propaggine calcarea della catena giurassiana) a nord, e dal Klettgau, considerato il granaio del cant. ma conosciuto soprattutto a livello nazionale come regione viticola, a ovest. Il confine con i due cant. sviz. limitrofi Zurigo e Turgovia misura invece solo 33,6 km.

Struttura dell'utilizzo del suolo nel canton Sciaffusa

Superficie (2006)298,5 km2 
Foresta / Superficie boscata128,6 km243,1%
Superficie agricola utile134,3 km245,0%
Superficie con insediamenti31,8 km210,6%
Superficie improduttiva3,8 km21,3%
 Struttura dell'utilizzo del suolo nel canton Sciaffusa -  Statistica della superficie

La territorializzazione avvenne in primo luogo tramite l'acquisto di diritti signorili tra il tardo ME e il XVI sec.; tentativi successivi di estendere ulteriormente i possedimenti fallirono. La parte orientale, con la città di Stein am Rhein e i due villaggi di Hemishofen e Ramsen, fu annessa al cant. nel 1798, così come Dörflingen, in precedenza sotto il dominio di Zurigo, che ricevette in cambio Ellikon am Rhein. L'ultima modifica di rilievo del confine con la Germania risale al 1967, quando la frazione di Verenahof, fino ad allora exclave ted., passò a S. Il villaggio di Büsingen, alle porte della città di S., rimase ted.; dal 1964 le relazioni reciproche sono disciplinate da un trattato intern. In seguito a fusioni, dal 2004 al 2009 il numero dei com. si è ridotto da 34 a 27. Nel 2009 il 46% della pop. viveva nel capoluogo.

Struttura demografica ed economica del canton Sciaffusa

Anno 18501880a1900195019702000
Abitanti 35 30038 24141 51457 51572 85473 392
Percentuale rispetto alla popolazione totale svizzera1,5%1,4%1,3%1,2%1,2%1,0%
Lingua       
tedesco  38 11740 29055 25761 51864 323
italiano  398861 4906 6821 897
francese  149264529553370
romancio  41610113980
altre  39581383 9626 722
Religione, confessione       
protestanti 33 88033 89734 04644 40846 77237 025
cattolicib 1 4114 1547 40312 43123 27717 790
cattolico-cristiani    27519283
altri 9297654012 61318 494
di cui della comunità ebraica 93322572123
di cui delle comunità islamiche     4394 254
di cui senza confessionec     1 1699 471
Nazionalità       
svizzeri 33 93833 96333 86053 95058 90758 290
stranieri 1 3624 2787 6543 56513 94715 102
Anno  19051939196519952005
Occupati nel cantonesettore primario 11 36810 6183 1272 783d2 265
 settore secondario 9 87315 33824 14414 04213 020
 settore terziario 3 7425 0709 62220 86122 251
Anno  19651975198519952005
Percentuale rispetto al reddito nazionale svizzero 1,2%1,1%1,0%1,1%1,0%

a Abitanti e nazionalità: popolazione residente; lingua e religione: popolazione "presente".

b Compresi i cattolico-cristiani nel 1880 e nel 1900; dal 1950 cattolico-romani.

c Non appartenenti ad alcuna confessione o altra comunità religiosa.

d Censimento delle aziende agricole 1996.

Struttura demografica ed economica del canton Sciaffusa -  Historische Statistik der Schweiz; censimenti federali; Ufficio federale di statistica

Preistoria e Protostoria

Cacciatori-raccoglitori dell'età della Pietra

Siti archeologici del canton Sciaffusa (A)
Siti archeologici del canton Sciaffusa (A) […]

Le prime tracce insediative risalgono al periodo tardoglaciale (Dryas antico). Tra i siti più importanti figura la grotta del Kesslerloch (com. Thayngen), dove sono stati rinvenuti scarti di cibo e di lavorazione datati con il metodo del radiocarbonio (C-14) al 15'500-12'000 a.C. Gruppi di cacciatori utilizzavano la grotta come campo base primaverile per la caccia alla renna, forse già praticata con l'ausilio di cani. I reperti del Kesslerloch comprendono anche piccoli oggetti d'arte, come l'incisione della "renna che bruca" su un bastone forato. Ulteriori siti si trovano nel Fulachtal (Bsetzi, Vordere Eichen) e nel Freudenthal (Rosenhalde); nel riparo sotto roccia dello Schweizersbild, alla periferia di S., oltre a tracce insediative sono venuti alla luce oggetti di arte paleolitica (tra cui una statuetta di donna stilizzata in carbon fossile).

Siti archeologici del canton Sciaffusa (B)
Siti archeologici del canton Sciaffusa (B)

Scarsi sono invece i reperti mesolitici: solo a Schweizersbild sono stati rinvenuti resti di focolari e palchi di cervo lavorati, datati con il radiocarbonio al 7000 a.C. ca.

Primi contadini

Sono nuovamente più numerose le tracce per i gruppi stanziali della seconda metà del VI millennio a.C. Nella fertile regione del Klettgau, i primi contadini crearono piccoli insediamenti, formati da case lunghe e costruzioni di dimensioni ridotte, di cui si sono conservati vasi di ceramica, asce in pietra, falcetti, mole e punte di freccia. A Gächlingen sono venute alla luce vestigia della fase più antica della cultura della ceramica decorata a nastro e ceramiche della cultura di La Hoguette. Per la prima tipologia, si tratta delle tracce situate più a sud finora rinvenute; per la seconda di quelle più a sud est. Risalgono al Neolitico medio (V millennio a.C.) i resti di insediamenti delle culture di Grossgartach e di Rössen, situati perlopiù in posizione leggermente rialzata nei pressi di corsi d'acqua (Gächlingen, Oberhallau, Neunkirch) oppure in luoghi d'altura (Wilchingen-Flüehalde, Neuhausen-Ottersbühl, Stein am Rhein-Hohenklingen).

Tracce di abitati di una fase neolitica più recente (ca. 4000 a.C.) si riscontrano anche nelle valli del Randen (S.-Grüthalde) e nel Reiat (Büttenhardt, Lohn). L'insediamento in queste aree fu con tutta probabilità favorito dalla disponibilità di selce. I piccoli noduli presenti nelle formazioni calcaree venivano estratti in grande quantità e trasformati soprattutto nelle cosiddette punte di Dickenbännli, piccoli utensili per perforare esportati nella vicina regione del lago di Costanza o impiegati in loco per produrre perle cilindriche e bottoni in calcare. Simili monili perliformi sono più volte attestati come corredi funerari nelle sepolture rinvenute nei ripari sotto roccia e nelle grotte della regione. Tra il 3800 e il 3600 a.C., su una lingua di terra nella zona paludosa di Thayngen-Weier esistette un vasto abitato, che, grazie alle favorevoli condizioni di conservazione garantite dall'umidità del terreno, fornisce informazioni sulle forme insediative e l'economia della cultura di Pfyn. La ceramica riflette influssi della cultura di Michelsberg. Vestigia di insediamenti della cultura di Pfyn e della successiva cultura di Horgen sono attestate anche allo sbocco del bacino inferiore del lago di Costanza (Stein am Rhein) e in luoghi d'altura (Siblinger Schlossranden; Wilchingen-Flüehalde).

Colonizzazione nell'età del Bronzo e del Ferro

Mentre sono pochi i reperti del Neolitico finale e degli inizi dell'età del Bronzo, dal Bronzo antico in poi le tracce di tombe e insediamenti sono nuovamente più numerose. Ampie vestigia di abitati del Bronzo finale suggeriscono una densità demografica piuttosto elevata attorno al 1000 a.C., perlomeno nel Klettgau; quasi tutte le odierne aree abitative erano già popolate all'epoca. Probabilmente vennero per la prima volta dissodati i pendii del Randen; su numerosi rilievi sorgevano insediamenti fortificati.

Se le testimonianze di insediamenti dell'età del Ferro sono rare, abbondano per contro i tumuli (ad esempio a Hemishofen-Sankert) e le tombe. Poiché i rinvenimenti si concentrano nei pressi dei giacimenti di minerale ferroso, è presumibile che questi ultimi venissero già sfruttati all'epoca. Come per la vicina Germania meridionale, e diversamente dalle regioni sulla sponda sinistra del Reno, mancano del tutto tracce per il I sec. a.C.

Epoca romana

L'occupazione romana diventa attestabile solo nel corso del I sec. d.C., lungo le grandi direttrici nord-sud: attorno al 70 d.C., sulla strada da Vindonissa (Windisch) a Brigobannis (Hüfingen) sorse il vicus di Iuliomagus menz. nella Tavola peutingeriana, che tra il I e l'inizio del II sec. raggiunse dimensioni ragguardevoli (vasta area sacra, terme, case, laboratori e magazzini), ma il cui declino iniziò già a metà del II sec. Lungo gli assi stradali nel Klettgau, nel I-II sec. sorsero villae ed edifici utilitari, di cui non vi sono invece tracce nelle valli del Randen, nel Reiat e nemmeno lungo il Reno.

Il secondo importante itinerario, allo sbocco del bacino inferiore del lago di Costanza, conduceva da Ad Fines (Pfyn) a Tasgetium (Eschenz), proseguendo poi verso nord fino al Danubio. Un ponte in legno, datato per via dendrocronologica all'81/82 d.C., attraversava il Reno all'altezza dell'isola di Werd, probabilmente dotata di una postazione militare già all'inizio del I sec.

Tarda antichità e alto Medioevo

Su una collina sulla sponda meridionale del Reno, 500 m a valle del preesistente abitato di Tasgetium, verso la fine del III sec. sorsero un castrum con testa di ponte (Stein am Rhein-Burg), eretto a difesa del limes Danubio-Iller-Reno, e probabilmente anche un nuovo ponte sul Reno. Il castrum comprendeva anche una necropoli, situata lungo la strada di accesso proveniente da sud. Tra i corredi funerari figuravano anche preziosi oggetti in vetro provenienti dalla Renania (ad esempio una coppa decorata con scene di caccia). Attorno al 600, all'interno del castrum nel frattempo caduto in rovina venne eretta una chiesa sepolcrale di un casato nobiliare germ.

Non lontano dall'antico vicus di Iuliomagus, verso la fine del IV sec. nacque un insediamento germ., da cui ebbe origine l'odierno villaggio di Schleitheim. Risalgono all'alto ME la vasta necropoli con tombe a schiera di Schleitheim-Hebsack, con un migliaio di sepolture, e una chiesa in pietra, eretta all'inizio del VII sec., che inizialmente ospitò le spoglie di una fam. nobiliare.

La cristianizzazione precoce della regione è attestata dagli scavi archeologici nelle chiese di Stein am Rhein-Burg e di Schleitheim, dai corredi funerari con simboli cristiani ritrovati nella necropoli di Schleitheim-Hebsack, risalenti fino al VI sec., e dai patrocini delle chiese, tipici dell'epoca franca.

Nel VI-VII sec. vennero fondati villaggi con nomi terminanti in -heim (Aazheim, Barzheim, Ramesheim) o in -ingen (Siblingen, Löhningen, Beringen ecc.), prevalentemente lungo le vecchie vie di comunicazione; per la prima volta sorsero inoltre insediamenti permanenti anche nelle valli del Randen e sulle alture del Reiat. Situato alla periferia di S., il villaggio scomparso di Berslingen, quasi interamente riportato alla luce, si sviluppò da una tenuta risalente al 600 ca. In una prima fase di ampliamento venne edificata anche una piccola chiesa in pietra, con annesso cimitero. Attorno all'anno Mille l'abitato raggiunse la sua massima fioritura; già un sec. più tardi gran parte dei poderi fu però abbandonata.

Autorità, politica e istituzioni dai secoli centrali del Medioevo alla fine del XVIII secolo

Strutture signorili nei secoli centrali del Medioevo

Sul piano politico, a metà dell'VIII sec. l'odierno territorio cant. era suddiviso tra il Klettgau a ovest e l'Hegau a nord est; nel progetto di divisione dell'Impero di Carlomagno (806), la chiusa di Enge costituiva il confine tra questi due pagi. Con la spartizione dell'843, la regione fu attribuita al regno franco orientale. Quale parte del ducato di Svevia, venne coinvolta nelle lotte tra i vari casati nobiliari che si contendevano la dignità ducale. In seguito il Sacro Romano Impero, rafforzatosi sotto gli Ottoni, esercitò un'influenza crescente su quest'area. Nel corso degli anni, le abbazie benedettine di San Gallo, Sankt Blasien, Sankt Georgen, Reichenau, Rheinau e Petershausen, il convento di Öhningen e il vescovo di Costanza acquisirono complessi fondiari compatti e possedimenti sparsi; alcuni di questi conventi entrarono anche in possesso di chiese private (Eigenkirchen) in origine appartenenti a fam. nobiliari, ad esempio a Merishausen, Erzingen e Schleitheim. Notevole importanza per il territorio sciaffusano assunse il casato altonobiliare dei von Nellenburg, titolare di beni nella regione.

La fondazione di città nuove: Stein am Rhein e Sciaffusa

L'ubicazione del territorio sciaffusano lungo il Reno, importante via di comunicazione, portò alla fondazione dei mercati di Stein am Rhein e S. Hadwig (994), vedova del duca Burcardo III, discendente del casato degli Hunfrid, fondò il convento benedettino dedicato a S. Giorgio sull'Hohentwiel nei pressi di Singen, sottoposto alla diocesi di Bamberga. Nel 1007 re Enrico II trasferì il monastero nella curtis di Stein am Rhein, ciò che favorì la trasformazione dell'abitato in centro urbano. A S. le tracce insediative risalgono fino al VII sec.; nel 1045 il conte Eberhard von Nellenburg ottenne il diritto di battere moneta per la villa Scafhusun.

La fondazione di conventi

Nel 1049 il conte Eberhard fondò l'abbazia benedettina di Allerheiligen come convento privato. In seguito i von Nellenburg fecero di S. il centro della loro signoria. Per la riforma del monastero, il conte Burkhard (ca. 1101/02) si rivolse all'abate Wilhelm von Hirsau, rinunciò ai suoi diritti di proprietà, garantì la libera scelta dell'avogadro e fece confermare il nuovo status giur. da papa Gregorio VII (1080). Inoltre trasferì al convento anche la villa Scafhusa "cum publica moneta, mercato et omnibus pertinentiis suis", vale a dire la signoria sulla città e tutti i relativi diritti, tra cui quelli di mercato e di battere moneta. Avendo adottato la riforma di Hirsau, Allerheiligen si limitò però a trarre benefici economici da questo conferimento e affidò l'esercizio del potere ad avogadri laici. Negli anni 1080-90 lo stesso Burkhard istituì per la madre Ita (1104 ca.) il convento di benedettine di S. Agnese.

Nel 1092 Burkhard cedette il cosiddetto Mundat (riserva di caccia sul Randen) ad Allerheiligen, che nel XII sec. ampliò notevolmente i propri possedimenti grazie a varie donazioni. L'abbazia era il maggiore proprietario fondiario nella città di S. e nei villaggi circostanti e disponeva di estesi beni nell'area conf. e della Germania meridionale. Durante il ME anche i conventi benedettini di S. Agnese a S. e S. Giorgio a Stein am Rhein e fam. della bassa nobiltà locale acquisirono ampie proprietà terriere e diritti signorili nella regione.

Sviluppo urbano e movimento comunale

Dopo l'estinzione dei von Nellenburg all'inizio del XII sec., si ebbero ripetuti conflitti tra Allerheiligen, signore della città, e gli avogadri laici (in genere imparentati con il casato scomparso), che interferivano a proprio favore nei diritti signorili del convento. L'abbazia da un lato cercò il sostegno dell'Impero, dall'altro non esitò a falsificare documenti pur di conservare le sue prerogative. Attorno al 1190 Allerheiligen beneficiava dell'immediatezza imperiale. Già nel 1197 Filippo di Svevia conferì però l'avogadria e la signoria su S. al duca Berchtold V von Zähringen. Con la morte di quest'ultimo nel 1218 terminò il dominio dei von Zähringen su S. e la città tornò all'Impero. Poiché Allerheiligen non esercitava direttamente i propri diritti signorili, per singoli cittadini sciaffusani fu facile rilevare parte di essi nel XIII sec. Contemporaneamente la pop. urbana si affrancò dal potere abbaziale e si diede un'organizzazione collettiva, come attestano il primo impiego di un sigillo civico (1253) da parte del com. e la prima menz. di un Consiglio (1272). Dal XIII sec. S. divenne attiva anche nell'ambito della politica estera. Con il favore della nobiltà filoasburgica urbana, nel 1330 l'imperatore Ludovico il Bavaro, confrontato con problemi finanziari, diede in pegno S. ai duchi d'Austria, che da allora beneficiarono del sostegno militare e finanziario della città. Quest'ultima poté così seriamente aspirare a divenire residenza degli Asburgo nell'Austria anteriore. Ciò si tradusse però in un forte indebitamento, ulteriormente aggravatosi nel XV sec.

Denari con l'effigie dell'ariete, risalenti al 1160 ca., al 1180/1190 e al 1250 ca. (Museum zu Allerheiligen, Sciaffusa; fotografia Kurt Wyprächtiger).
Denari con l'effigie dell'ariete, risalenti al 1160 ca., al 1180/1190 e al 1250 ca. (Museum zu Allerheiligen, Sciaffusa; fotografia Kurt Wyprächtiger).

Rivolte cittadine e politica di alleanze

Dalla fine del XIII sec. la città fu teatro di ripetuti conflitti. Da un lato diverse fazioni dell'élite si contesero il potere, e dall'altro anche gruppi di altri strati sociali, in particolare gli artigiani organizzati in corporazioni, tentarono di acquisire maggiore peso politico. A causa di divergenze tra l'élite nobiliare e il ceto emergente dei mercanti e degli artigiani, nella seconda metà del XIV sec. gli statuti cittadini furono più volte modificati (1350, 1367, 1375, 1405) o furono elaborati progetti per la loro revisione (1388, 1391). L'introduzione del regime corporativo (1411) portò a una certa distensione sul piano politico.

Dopo la rottura fra re Sigismondo e il duca Federico IV d'Asburgo, nel 1415 S. riottenne l'immediatezza imperiale. Nei decenni successivi gli Asburgo tentarono a più riprese di sottomettere nuovamente la città, favoriti anche dal fatto di occupare il trono imperiale dalla fine degli anni 1430-40. Per assicurare la propria indipendenza, S. concluse quindi alleanze con altre città o entità politiche, tra cui la Lega delle città bodaniche con Zurigo, Costanza e San Gallo (1312), quella di Weinsberg con altre 32 città imperiali (1420), quella dei nobili e delle città dell'alto Reno e della Foresta Nera meridionale (Juppenbund, 1425), la Lega dei Cavalieri di San Giorgio (1407) e la Lega delle città sveve. Queste intese furono di limitata efficacia e offrirono scarsa protezione a S., coinvolgendola peraltro in campagne belliche. Ebbe conseguenze particolarmente negative la partecipazione nella guerra delle città della Germania meridionale (1449-50), quando intorno a S. si verificarono scaramucce con nobili perlopiù filoasburgici, guidati dal conte von Sulz. Trovandosi in difficoltà, S. chiese aiuto alla Conf., con cui nel 1454 strinse un'alleanza a tempo determinato (25 anni). Quale Paese alleato dovette prendere parte alle spedizioni militari conf., fra cui la battaglia di Grandson. Nel 1479 il patto fu rinnovato per altri 25 anni. Le campagne attorno a S. risentirono pesantemente della guerra di Svevia (1499). Nel 1501 la città aderì alla Conf., di cui divenne il dodicesimo cant.

Il movimento comunale nei villaggi e nei piccoli centri urbani

Nei villaggi e a Neunkirch, cittadina appartenente al vescovo di Costanza, nel tardo ME si svilupparono strutture com. Ad Hallau, pure sottoposto all'autorità vescovile, già nel 1343 è attestata una comunità contadina organizzata (gebursami), che nel tardo ME si assicurò numerosi diritti e ampliò il territorio com. grazie ad acquisti. Anche nella maggior parte degli altri villaggi nel XIV-XV sec. i vincoli di dipendenza signorili si allentarono e si formarono comunità degli ab. largamente autonome. Questo processo si concluse all'inizio del XVI sec., quando la città di S. in via di rafforzamento pose i com. rurali sotto il suo dominio. Sotto l'influsso della Riforma, si ebbero però resistenze spec. durante la guerra dei Contadini del 1525. La rivolta coinvolse Hallau e il Klettgau sviz. prima di essere soffocata.

La cittadina di Stein am Rhein, feudo imperiale dei baroni von Klingen, detenuta dal 1419 dai von Klingenberg, nel 1457 riuscì a ottenere l'immediatezza imperiale ed entrò in possesso della fortezza di Hohenklingen, del villaggio di Hemishofen e del territorio di Vor der Brugg, sulla sponda sinistra del Reno. Nel 1459 Stein am Rhein strinse un'alleanza difensiva ventennale con S. e Zurigo, che svolse un ruolo dominante nell'intesa; nel 1484 concluse infine un trattato di comborghesia con Zurigo, che da allora costituì l'autorità sovrana e che limitò fortemente l'autonomia com.

Sviluppo territoriale

Una politica di espansione territoriale attiva da parte di S. è attestata sin dalla prima metà del XIV sec. Si inseriscono in questo contesto i trattati di comborghesia con nobili delle aree rurali circostanti e conventi (ad esempio con le clarisse di Paradies nel 1330), gli acquisti di diritti signorili e proprietà fondiarie dell'ospedale di S. Spirito (menz. dal 1253) e la conquista militare di alcune aree. La città dovette però fare i conti con la presenza di potenti forze concorrenti. Durante il dominio asburgico (1330-1415) una politica territoriale autonoma risultò impossibile. Tale ostacolo scomparve con il riacquisto dell'immediatezza imperiale, ma nel frattempo Zurigo aveva avanzato la sua frontiera settentrionale fino al Reno, ciò che rese difficile l'espansione di S. verso sud. Nel 1434 Zurigo arrivò persino ad acquisire un villaggio sulla sponda settentrionale del fiume, Dörflingen, incorporato nel baliaggio di Andelfingen. Anche un'estensione di S. verso est nell'Hegau, retroterra naturale della città, fu ostacolato dal passaggio del langraviato dell'Hegau agli Asburgo nel 1465. Inoltre S. non coinvolse abbastanza la nobiltà locale nella sua politica territoriale, e non riuscì ad acquistare tutte le basse giurisdizioni detenute dai propri cittadini, che in alcuni casi furono cedute a Zurigo.

Nella cosiddetta guerra di Allerheiligen (1521) S. conquistò Hallau, appartenente al vescovo di Costanza, e nel 1525 acquistò la signoria vescovile di Neunkirch-Hallau. Grazie alla secolarizzazione dei conventi, numerose signorie rurali passarono alla città. Nel 1524 Allerheiligen cedette parti di Merishausen, Neuhausen, Hemmental, Reuthe (Hegau) e Grafenhausen (Foresta Nera). Nel 1529 il convento di Paradies, minacciato di secolarizzazione, vendette alla città Guntmadingen, la metà di Löhningen, Lohn, Opfertshofen, Altdorf e Büttenhardt. Tramite il convento benedettino femminile di S. Agnese, S. acquisì la bassa giustizia su Buch.

Dopo la Riforma, i contrasti confessionali resero ancora più difficile un'espansione a scapito dei domini limitrofi e la formazione di un territorio coeso, dato che i dintorni di S. erano rimasti catt. Nel 1638 ad esempio fu concordato l'acquisto di Gailingen e Randegg, ma l'operazione fu vanificata dal veto degli Asburgo, che si opposero a un ampliamento della Conf. a spese dell'Impero. Inoltre gli artigiani, fortemente rappresentati nel Consiglio, non si fecero interpreti di una politica territoriale coerente e non colsero le occasioni per estendere l'area sotto dominio cittadino.

Formazione dello Stato e amministrazione nell'ancien régime

Ordinamento politico

Il sistema politico di Sciaffusa nel XVIII secolo
Il sistema politico di Sciaffusa nel XVIII secolo […]

L'1.7.1411 il duca Federico IV d'Asburgo autorizzò l'introduzione di un regime corporativo a S., probabilmente con l'intenzione di rinsaldare i legami con la città, dal 1330 sotto dominio asburgico. Il tentativo però fallì, dato che nel 1415 S. riacquisì l'immediatezza imperiale. Il nuovo regime pose fine ai conflitti sull'ordinamento politico urbano, ricorrenti dall'inizio del XIII sec. (divieto delle corporazioni nel 1332), e assicurò agli artigiani, attestati dal 1250 ca., gli stessi diritti politici dei nobili. Da allora le dieci corporazioni artigiane e le due soc. dei "signori" e dei mercanti disposero ciascuna di due seggi nel Piccolo Consiglio (formato da 24 membri) e di sette seggi nel Gran Consiglio (84 membri).

Per esercitare un mestiere a S. era necessaria l'appartenenza a una corporazione, che divenne ereditaria dalla fine del XVI sec. In teoria tutte le cariche pubbliche (tra cui quelle dei due borgomastri e dei due tesorieri) erano accessibili a ogni membro di una corporazione o di una soc. Dato che la remunerazione era pressoché nulla, di fatto erano però esercitate soprattutto da esponenti dei ceti abbienti, che beneficiavano di introiti derivanti da attività commerciali e proprietà fondiarie. Ciò valeva in particolare per i membri del Piccolo Consiglio, le cui riunioni dal XVI sec. divennero sempre più frequenti (due-tre volte la settimana).

Il compromesso raggiunto nel 1411 si rivelò stabile. Solo occasionalmente le critiche al governo sfociarono in vere e proprie crisi come la cosiddetta rivolta dei vignaioli (1525), quando le corporazioni dei vignaioli e dei pescatori rifiutarono di prestare il giuramento civico. Ebbe ripercussioni più profonde la crisi costituzionale del 1688-89, dovuta all'affermarsi di tendenze assolutiste e al graduale accentramento del potere nelle mani del Piccolo Consiglio. Le resistenze delle corporazioni contro questa evoluzione portarono a una democratizzazione dell'accesso alle cariche pubbliche (attribuzione tramite sorteggio) e all'abolizione dell'imposta sulla sostanza per i cittadini del capoluogo (fino al 1798). Queste modifiche impedirono la nascita di un vero e proprio patriziato cittadino in grado di monopolizzare il potere; diversamente dalle altre città-Stato della Conf., l'elemento democratico-repubblicano rimase dominante. Sulla scia dell'Illuminismo, le critiche della pop. rurale contro il controllo politico ed economico esercitato dai "misericordiosi signori" divennero più accese, sfociando in alcuni conflitti tra il governo cittadino e le campagne soggette (affare di Wilchingen, 1717-29; disordini di Hallau, 1790).

Spec. dopo la Riforma, il servizio mercenario ebbe un'importanza modesta per il cant. Il territorio sciaffusano fu teatro di scontri bellici soprattutto durante la guerra dei Trent'anni. In quell'occasione l'organizzazione militare mostrò diverse lacune. Soprattutto nel XVIII sec. S. assunse invece rilevanza sovraregionale quale centro di reclutamento per mercenari.

La Riforma

Le autorità secolari trovarono un appoggio importante nella Chiesa di Stato rif. Il Gran Consiglio era tendenzialmente favorevole alla Riforma, ma ancora nel 1528 il Piccolo Consiglio respinse due volte, a maggioranza crescente, l'abolizione della messa. La decisione di abbracciare finalmente il protestantesimo fu probabilmente dovuta non tanto a zelo religioso quanto a ragioni politiche. Dalla costituzione della comborghesia cristiana da parte dei cant. urbani rif. (dal 1527), S., testa di ponte sulla riva destra del Reno, si trovò in una condizione di isolamento politico. Il prezzo per ovviare a questa situazione fu l'introduzione della nuova fede nel 1529, che rese possibile l'adesione alla comborghesia cristiana. Questa scelta permise inoltre al Piccolo Consiglio di scongiurare una radicalizzazione della Riforma. Condannato all'esilio nel 1525, il riformatore sciaffusano Sebastian Hofmeister non fu richiamato nemmeno dopo il 1529 e a S. la Riforma fu quindi attuata senza riformatore, ciò che consentì al Piccolo Consiglio di controllare il processo. Questo atteggiamento prudente e calcolatore spiega tra l'altro perché fino alla fine del XVI sec. il Piccolo Consiglio annoverasse ancora singoli esponenti catt., malgrado le proteste degli ecclesiastici rif.

Struttura della signoria territoriale

Il territorio sciaffusano era suddiviso in dieci baliaggi. Ognuno di essi era sottoposto a un balivo (Obervogt) e comprendeva un certo numero di villaggi, che per la bassa e in parte anche per l'alta giustizia dipendevano dalla città. I com. godevano di un'ampia autonomia, che il Consiglio sciaffusano non riuscì a ridurre in misura sostanziale neppure sulla scia dell'assolutismo emergente; l'amministrazione cittadina esercitò una scarsa presa sulle campagne soggette. Il potere dello Stato rimase nel complesso limitato, anche se, dopo la Riforma, la creazione del Concistoro offrì uno strumento aggiuntivo per il disciplinamento dei sudditi e le autorità accrebbero notevolmente le loro competenze rilevando beni e diritti dei conventi soppressi di Allerheiligen e S. Agnese.

Malgrado un territorio piccolo e frammentato, anche dopo l'introduzione della Riforma S. intrattenne strette e variegate relazioni transfrontaliere. La città conservò ad esempio diritti di patronato nelle zone catt. dell'Impero, e, d'altro canto, potentati catt. mantennero analoghi diritti in territorio sciaffusano. S., polo economico dell'Hegau, grazie alla sua forza finanziaria servì da banca per principi e prelati degli Stati vicini. I legami transfrontalieri, complessi e consolidati, costringevano alla collaborazione, che scemò gradualmente solo nel XIX sec. con la nascita degli Stati nazionali e la delimitazione definitiva dei confini.

Società, economia e cultura dai secoli centrali del Medioevo al XVIII secolo

Popolazione e insediamento

Sull'evoluzione demografica del capoluogo e delle campagne soggette nel ME e in epoca moderna si hanno poche notizie fino al 1771, anno del primo censimento relativamente affidabile. Le realtà meglio documentate sono quelle urbane di S. e Stein am Rhein. I ruoli dell'abbazia di Allerheiligen indicano per certi anni (1100 ca., 1253, 1299) il numero degli edifici soggetti a censi fondiari, ciò che consente una stima degli ab. (che però non tiene conto degli altri proprietari fondiari in città). Ulteriori indizi sull'andamento demografico di S. sono forniti dai registri tributari, disponibili per gli anni dal 1392 alla fine del XVII sec., che elencano i cittadini soggetti a imposizione fiscale. Grazie ad analoghi elenchi relativi a Stein am Rhein, risalenti al XV sec., la pop. della cittadina può essere quantificata approssimativamente in 1200 ab. verso il 1500. La diminuzione della pop. rurale è attestata dai villaggi e insediamenti abbandonati già nel ME (ad esempio Berslingen, Hofstetten, Aazheim). Nel 1530 il Consiglio di S. promosse un censimento, secondo cui i fuochi nei territori soggetti erano 747; Unterhallau e Thayngen costituivano i villaggi più grandi, con 120 fuochi ciascuno. Dati demografici sui centri urbani e sulle campagne si ritrovano nei registri ecclesiastici, tenuti dal XVI sec. Indicazioni sull'evoluzione demografica nelle aree urbane e rurali sono fornite anche dai registri parrocchiali. Gli elenchi di battesimi e matrimoni sono disponibili dal 1540 per la città di S., dal 1558 per Lohn (con dati relativi ad Altdorf, Bibern, Büttenhart e Opfertshofen) e dal 1559 per Stein am Rhein ed Hemishofen.

Dal tardo ME S., Stein am Rhein e le campagne vennero ripetutamente colpite da epidemie. Le perdite umane furono particolarmente ingenti in occasione delle ondate di peste del 1611 e della fine degli anni 1620-30. La "morte nera" colpì per l'ultima volta nel 1635. Malgrado un alto tasso di natalità, la pop. crebbe solo lentamente a causa dell'elevata mortalità infantile e delle ricorrenti carestie. Nel 1771 il territorio sciaffusano (compreso il capoluogo) contava 19'379 ab.; considerando anche le località all'epoca sottoposte a Zurigo (Stein am Rhein, Hemishofen, Ramsen e Dörflingen), si arriva un totale di ca. 22'000 anime. L'assoggettamento economico alla città di S. e la miseria diffusa dal XVII sec. spinsero i sudditi delle aree rurali a emigrare (nel Württemberg e nel Palatinato, nel XVIII sec. in America). Il Consiglio sciaffusano cercò di vietare le partenze, perlopiù senza successo.

Economia

Cartone per una vetrata della corporazione dei battellieri delle "acque basse", realizzato nel 1582 da Daniel Lindtmayer il Giovane (Museo nazionale svizzero).
Cartone per una vetrata della corporazione dei battellieri delle "acque basse", realizzato nel 1582 da Daniel Lindtmayer il Giovane (Museo nazionale svizzero). […]

Nel ME S. e Stein am Rhein si trasformarono da semplici sedi di mercato in centri urbani con un variegato settore artigianale. Grazie a questa diversificazione, le crisi economiche risultarono meno gravi che nelle aree specializzate su singoli prodotti. I traffici via terra lungo l'asse nord-sud erano più difficoltosi ed ebbero minore importanza rispetto ai trasporti in direzione est-ovest sul Reno. La zona di influenza economica di S., testimoniata dalla diffusione della sua moneta e della sua misura per cereali, dal tardo ME spaziò dal Klettgau ted. a ovest fino alla Baar a nord. A est e a sud subiva invece la concorrenza di Zurigo e Costanza, città economicamente più forti.

Durante il ME e l'età moderna, l'agricoltura fu l'attività dominante nel territorio sciaffusano. La qualità dei terreni e le condizioni climatiche della regione, povera di precipitazioni e riparata dai venti dai Vosgi e dalla Foresta Nera, favorivano la campicoltura, praticata secondo il sistema dell'avvicendamento triennale. Sui pendii non adatti alla cerealicoltura crescevano vigneti. Le esportazioni di vino, destinate soprattutto alla Svizzera centrale e orientale e alla Germania meridionale, conobbero un periodo di fioritura nel XV-XVI sec. Il Consiglio cittadino regolamentò la viticoltura, mentre si curò meno della campicoltura e dell'allevamento. Normalmente la produzione cerealicola era sufficiente a soddisfare la domanda locale; talvolta le eccedenze venivano esportate verso la Conf. e la Germania meridionale. In caso di cattivi raccolti, era necessario importare granaglie dall'Alsazia e dalla Germania meridionale. La politica economica di S. mirava innanzitutto a garantire al capoluogo approvvigionamenti sufficienti di derrate e beni di prima necessità. Per assicurare alla cittadinanza una produzione cerealicola sufficiente, il Consiglio nel 1757 e nel 1759 proibì ad esempio la coltivazione della patata. Tale divieto venne abolito solo nel 1771, quando tutta l'Europa centrale fu confrontata con pessimi raccolti e di conseguenza con un innalzamento dei prezzi. Benché relativamente vicina ad ampie aree boschive, la città importò spesso legname dalla Foresta Nera, dall'Algovia e dal Vorarlberg, beneficiando dei bassi costi di trasporto sul lago di Costanza e sul Reno. I pescatori sciaffusani rifornivano il mercato regionale di prodotti ittici. Prima della Riforma la loro quantità era però insufficiente, per cui per i giorni di magro veniva importato pesce di mare conservato.

Grazie alla sua favorevole posizione viaria, la città di S. assumeva un ruolo di rilievo nel commercio del sale. In gran parte proveniente dalla Baviera e dall'Austria, passando dal Reno il sale giungeva a S., da dove veniva smerciato verso il resto della Conf. Si trattava di un commercio molto redditizio, che a singoli cittadini fruttò ingenti ricchezze. Integrata nella regione protoindustriale gravitante attorno al lago di Costanza, specializzata nella produzione di tele di lino, nel XIII sec. S. fu attiva nel commercio a lunga distanza di tessuti, come attestano alcune poche fonti, che menzionano le fiere della Champagne, l'Italia settentrionale e l'area mediterranea come mercati di sbocco delle tele sciaffusane. Nel XIV sec. la città perse gradualmente la sua posizione di rilievo in questo settore. In seguito i tessitori di S. produssero tele grezze di basso valore per il mercato locale e regionale, a volte esportate verso altre regioni della Conf.

Vetrata del comune di Unterhallau, realizzata attorno al 1531 e attribuita a Felix Lindtmayer il Vecchio (Museum zu Allerheiligen, Sciaffusa).
Vetrata del comune di Unterhallau, realizzata attorno al 1531 e attribuita a Felix Lindtmayer il Vecchio (Museum zu Allerheiligen, Sciaffusa). […]

Gli artigiani di S. e Stein am Rhein rifornivano i rispettivi mercati urbani e i villaggi sciaffusani. A S. le corporazioni controllavano la qualità degli articoli prodotti e proteggevano i propri membri dalla concorrenza di forestieri o artigiani rurali. Anche a causa della loro posizione di predominio, la città difese strenuamente il proprio diritto di mercato, facendo fallire tutti i tentativi volti a creare ulteriori mercati nei territori soggetti, come nella cittadina di Neunkirch nel XVII-XVIII sec. Solo nel villaggio di Unterhallau fu tollerato un emporio per gli ab. del luogo. Non erano permesse né le drogherie né il commercio ambulante di tè, zucchero, sapone, tabacco, indiane o ferro. Benché la città di S. rivendicasse il monopolio sulle arti e i mestieri, nelle campagne il Consiglio consentì l'esercizio delle attività artigianali indispensabili all'agricoltura (fabbri, carradori, falegnami, muratori, carpentieri) e di quelle rivolte esclusivamente al mercato locale o regionale. Era permessa anche la tessitura compiuta a titolo accessorio e per uso domestico; a Unterhallau sorse ad esempio un'org. di tipo corporativo che controllava la formazione e il superamento dell'apprendistato.

Dal XVI sec. a S. sono attestate soc. commerciali, fam. o su base più allargata, attive nel commercio a lunga distanza dei più svariati prodotti (stoffe, ferro, rame, legno di bosso, sale, vini, cereali). Seguendo l'esempio di altre città, all'inizio del XVIII sec. fu creato un Direttorio commerciale per promuovere gli scambi. Dopo averla vietata ancora all'inizio del XVII sec., dalla seconda metà del XVII alla prima metà del XVIII sec. il Consiglio promosse la filatura della seta secondo il Verlagssystem, senza però grande successo. In seguito all'autorizzazione della filatura del cotone da parte delle autorità (1754), mercanti-imprenditori impiegarono lavoratori a domicilio a Schleitheim, Beggingen, Hemmental, Merishausen, Bargen. Questo settore soffrì comunque per la forte concorrenza della Foresta Nera.

Piccoli giacimenti di minerale ferroso nella valle di Merishausen vennero sfruttati già nel ME. Per la lavorazione della limonite in grani, scoperta nel XVII sec. sul Lauferberg e sulle alture del Reiat, nel 1630 venne costruito un altoforno nei pressi delle cascate del Reno, poi chiuso nella seconda metà del XVIII sec. per mancanza di materia prima. L'estrazione di limonite proseguì tuttavia fino a XIX sec. inoltrato. Il gesso, presente nei dintorni di Schleitheim e impiegato nell'edilizia e in agricoltura, fu estratto dal XVIII sec. L'ampia disponibilità di argilla favorì la precoce apertura di fornaci per laterizi, ad esempio a Lohn.

Società

Coppa a forma di ditale della corporazione dei sarti, 1585 (Museum zu Allerheiligen, Sciaffusa.)
Coppa a forma di ditale della corporazione dei sarti, 1585 (Museum zu Allerheiligen, Sciaffusa.) […]

Nei sec. centrali del ME, la città di S. divenne un polo di attrazione per un vasto numero di persone, di varia estrazione sociale, provenienti dai dintorni più o meno immediati. Nella parte centrale e finale del ME la quota dei religiosi (benedettini di Allerheiligen, benedettine di S. Agnese, francescani, preti secolari e cappellani delle diverse chiese, beghine) sul totale della pop. fu probabilmente piuttosto elevata. Fam. della bassa nobiltà locale, le cui fortezze in singoli casi sono conservate quasi interamente o sotto forma di rovine (Radegg, Randenburg, Herblingen), dal XII al XIV sec. si stabilirono nella città emergente di S. Acquisita la cittadinanza, con il progressivo affrancamento dalla signoria di Allerheiligen esercitarono un'influenza determinante sulla vita politica. In seguito alle crisi economiche del tardo ME, alcune di queste fam. caddero in povertà o si estinsero. In reazione al movimento corporativo degli artigiani, la nobiltà urbana, politicamente sempre meno influente, e i cittadini più abbienti attivi nel commercio si riunirono in due soc. distinte. Anche a Stein am Rhein si formarono, oltre alle corporazioni artigiane, Camere dei "signori" e dei mercanti. Dal 1411 alla fine del XVIII sec., questi sodalizi influenzarono profondamente la vita quotidiana dei loro membri sul piano politico, economico, sociale e culturale. I gruppi inquadrati nelle corporazioni meno abbienti, come ad esempio i vignaioli, costituirono un focolaio di ricorrenti tensioni sociali (rivolta dei vignaioli, 1525). I garzoni di alcune categorie professionali nel tardo ME si riunirono in org. sovraregionali, che nella prima metà del XV sec. si manifestarono anche a S. In accordo con altre città, le autorità presero provvedimenti contro di esse.

I cittadini arricchitisi grazie al commercio investirono il loro denaro in terreni e signorie nei dintorni del capoluogo, vi costruirono edifici in parte di rappresentanza (residenza Sonnenburg, castello di Herblingen, casa Holländer a Hofen) e talvolta entrarono in conflitto con la politica territoriale di S. Questo patriziato urbano si ispirava allo stile di vita nobiliare; alcune fam. si fecero nobilitare. La presenza di ebrei residenti stabilmente nel capoluogo è documentata dalla seconda metà del XIII sec. Accanto a lombardi e caorsini, prestatori di denaro cristiani attestati nel XIV e all'inizio del XV sec., essi svolsero un ruolo importante quali fornitori di crediti per la pop. urbana e rurale. La comunità ebraica fu completamente annientata dai pogrom del 1349 e del 1401; in entrambi i casi dopo pochi anni gli isr. tornarono però in città. Anche se nel 1472 furono privati del diritto di risiedere a S., nel XVI sec. un medico ebreo con la sua fam. ottenne il permesso di dimora. A Stein am Rhein gli ebrei furono tollerati dalla metà del XIV alla fine del XV sec.

I registri tributari delle città di S. (XIV-XVII sec.) e Stein am Rhein forniscono indicazioni sulla situazione patrimoniale e la stratificazione sociale della pop. urbana. Un numero ristretto di cittadini ricchi o molto ricchi si contrapponeva a un'ampia massa di persone povere o addirittura nullatenenti. Forti furono le tensioni tra i cittadini, i soli a beneficiare dei pieni diritti a livello politico, sociale ed economico, e i dimoranti, di norma poco abbienti e svantaggiati sul piano giur. Dal XVI sec. divenne sempre più difficile l'acquisto del diritto di cittadinanza, di regola molto oneroso. Alla fine del XVII sec. quasi un quinto della pop. del capoluogo era costituito da dimoranti. Anche nei com. rurali si registrò una chiusura analoga nei confronti dei forestieri, che ormai potevano di norma acquisire solo lo status di dimoranti. In epoca moderna la divisione reale provocò una frammentazione sempre maggiore dei poderi, per cui la soc. rurale fu formata in gran parte da piccoli contadini a capo di aziende agricole di dimensioni molto modeste. Soprattutto le fam. più povere cercavano di incrementare le loro entrate tramite attività artigianali accessorie. Spec. nell'ambito della viticoltura, piccoli contadini e giornalieri costituivano un'ambita forza lavoro.

Nel tardo ME e in epoca moderna a S. sorse una serie di istituzioni assistenziali, finanziate soprattutto da fondazioni religiose, rivolte a varie categorie di bisognosi: l'ospedale di S. Spirito, il lebbrosario, la cassa dei poveri, l'ospizio per garzoni forestieri indigenti, pellegrini e mendicanti, la raccolta di elemosine organizzata dalle autorità (Säckle) e il Lazarethus per il personale domestico o altri ab. della città colpiti da malattie. L'ordinanza del 1524 sui poveri proibì l'accattonaggio, ma, come altre misure simili, fu scarsamente applicata. Le corporazioni offrivano una certa assistenza sociale ai propri membri e alle loro fam. Anche Stein am Rhein dall'inizio del XIV sec. dispose di un ospedale e di un lazzaretto. Pure nei villaggi, l'aiuto agli indigenti si basava in gran parte su fondazioni ecclesiastiche e raccolte di elemosine.

Vita ecclesiastica e religiosa

Incipit di un manoscritto realizzato all'inizio del XII secolo nello scriptorium del convento di Allerheiligen (Stadtbibliothek Schaffhausen, Ministerialbibliothek, Ms. Min. 11, fol. 1v, e-codices).
Incipit di un manoscritto realizzato all'inizio del XII secolo nello scriptorium del convento di Allerheiligen (Stadtbibliothek Schaffhausen, Ministerialbibliothek, Ms. Min. 11, fol. 1v, e-codices). […]

Il monastero benedettino di Allerheiligen, fondato nel 1049, rappresentò il centro spirituale e politico della città di S. ai suoi albori e, dal 1080, uno dei principali promotori della riforma cluniacense (risp. di Hirsau). Tra il 1080 e il 1150 il suo scriptorium visse un periodo di fioritura. Dal 1250 ca. la cittadinanza contestò il dominio del convento. L'abate rimase nominalmente signore della città e Allerheiligen restò un grande proprietario terriero su scala sovraregionale, ma perse importanza quale centro spirituale, ciò che portò alla fondazione del convento dei francescani attorno al 1250. L'ordine mendicante acquisì rapidamente popolarità; la chiesa conventuale e il cimitero annesso divennero ambiti luoghi di sepoltura. Il monastero femminile di S. Agnese, fondato negli anni 1080-90, ebbe un irraggiamento spirituale modesto.

La tomba di Eberhard von Nellenburg nella chiesa di Allerheiligen fu oggetto di una venerazione su scala locale, ma non divenne meta di pellegrinaggio. Esercitò una maggiore attrazione sui fedeli un grande crocifisso, detto Grosser Gott, presente nella medesima chiesa. Le ossa ritrovate durante la costruzione della chiesa di S. Maurizio ad Hallau (1491) vennero messe in relazione con la legione tebana, per cui si sviluppò un pellegrinaggio sovraregionale che durò fino alla Riforma.

Dopo l'introduzione della Riforma (1529), l'elaborazione di una nuova organizzazione ecclesiastica richiese tempo. Solo con il ricambio generazionale alla fine del XVI sec. le autorità e la pop. abbracciarono compiutamente la nuova fede. Un ruolo importante nella formazione della Chiesa di Stato fu esercitato da Johann Konrad Ulmer, dal 1569 antiste e autore del primo catechismo (1569), del primo salterio (pubblicato separatamente nel 1579) e della prima ordinanza ecclesiastica (1592, 1596), che per i sec. successivi costituì il fondamento della Chiesa sciaffusana. Rispetto ad altre Chiese cant. rif., quest'ultima si caratterizzò per un minore grado di organizzazione anche nel XVII-XVIII sec. Le visitazioni ad esempio non furono regolari e la tenuta dei registri parrocchiali era lasciata alla discrezione dei singoli pastori, pur continuando a necessitare dell'approvazione del Consiglio.

Sul piano interno e teol., la Chiesa cant. sciaffusana conobbe un'evoluzione nel solco dell'ortodossia prot., maturata nel confronto con l'avversario catt., e seguì il modello di Zurigo. Essa riprese ad esempio l'atteggiamento delle altre Chiese rif. verso gli anabattisti, perseguiti con il suo appoggio dal Consiglio di S., ma sopravvissuti nelle campagne fino agli anni 1650-60. Nel XVIII sec. tra i pastori sciaffusani si formò una forte corrente pietista, vista però con sospetto e contrastata dai vertici della Chiesa cant. Tranne in singoli casi, l'Illuminismo non esercitò un'influenza degna di nota sugli ecclesiastici rif., ciò che si spiega da un lato con le dimensioni modeste della città-Stato di S., e dall'altro con una certa letargia culturale dovuta all'assenza di un'Univ.

La carriera ecclesiastica costituiva spesso uno sbocco per i figli di fam. cittadine del ceto medio. La carica di pastore era prerogativa dei cittadini del capoluogo. Dal 1540 i giovani avviati al ministero ottennero borse di studio per seguire una formazione univ., ad esempio a Zurigo (Carolinum), Strasburgo, Marburgo, Gottinga o Basilea. Nominato dal Consiglio, il primo pastore della chiesa cittadina di S. Giovanni assumeva nel contempo la guida della Chiesa cant. in veste di antiste. Gli ecclesiastici erano funzionari designati dal Consiglio, a cui dovevano rendere conto e a cui spettava l'ultima parola anche in materia religiosa, e disponevano di un'autonomia molto ridotta. Oltre a occuparsi della cura delle anime, si facevano interpreti dei provvedimenti governativi, ad esempio divulgando le leggi suntuarie nelle campagne, e si ponevano concretamente al servizio dell'autorità costituita.

Le scuole dipendevano dalla Chiesa; spesso anche gli insegnanti erano ecclesiastici. Nonostante sporadici tentativi di miglioramento, nelle campagne risultavano carenti e mal gestite. Il Collegium humanitatis di S., che offriva una formazione superiore propedeutica agli studi univ., costituiva l'ist. di più alto grado del cant.

I pochi Sciaffusani che si distinsero in campo scientifico avevano alle spalle studi di teol. Tra questi figurano Johann Jakob Rüeger, che attorno al 1600 scrisse la prima storia del territorio sciaffusano basata su un ampio spoglio delle fonti, Johannes von Müller, storico della Conf. e uomo di lettere di fama europea, e suo fratello Johann Georg Müller, promotore di una riforma della scuola e della Chiesa.

Lo Stato nel XIX e XX secolo

Storia politica e costituzionale

Rivoluzione e Repubblica elvetica (1798-1803)

Gli ab. di Hallau diedero il via al movimento prerivoluzionario della campagna sciaffusana nel 1790, rifiutandosi di rendere omaggio al loro balivo e presentando un memoriale in cui esigevano il ripristino degli antichi diritti aboliti dal governo, ma in cui si palesava nel contempo l'influenza delle idee della Rivoluzione franc. Le autorità cittadine reagirono duramente, smorzando temporaneamente ogni slancio rivoluzionario. La situazione cambiò nel gennaio del 1798 in seguito all'invasione franc. di parte della Svizzera. Durante il cosiddetto congresso di Neunkirch (30.1-1.2.1798) i com. rurali rivendicarono l'uguaglianza di diritti e doveri fra città e campagna, la soppressione dei baliaggi e una nuova Costituzione elaborata con il loro concorso. Il Piccolo e il Grande Consiglio di S. accolsero queste rivendicazioni il 6.2.1798. Il 26 marzo un'Assemblea nazionale di 48 deputati decise di adottare la Costituzione basilese di Peter Ochs, al posto della quale la Francia impose il 2 aprile la Costituzione elvetica unitaria. Il governo di Aarau nominò un prefetto nazionale; una Camera amministrativa di cinque membri organizzò il cant., in cui furono integrati i distr. di Diessenhofen (fino al 6.6.1800) e Stein am Rhein e il com. di Dörflingen. In ogni villaggio furono istituite un'assemblea primaria e delle autorità; anche i dimoranti avevano diritto di voto. Nella città di S. le antiche dieci corporazioni di artigiani e le due soc. dei mercanti e dei "signori" furono considerate assemblee primarie. Dal 1800 il cant. S. contò 36 com.

L'occupazione franc. (dall'1.10.1798) e gli avvenimenti della seconda guerra di coalizione (dall'1.3.1799) ebbero importanti ricadute sulla vita quotidiana. Situato sulla linea del fronte sulla riva settentrionale del Reno e con tre località teste di ponte (S., Diessenhofen e Stein am Rhein), il territorio cant. occupava una posizione strategica, che divenne tuttavia indifendibile di fronte all'avanzata degli Austriaci e dei Russi. Battuti a Stockach, i Francesi si ritirarono a sud del Reno il 13.4.1799, distruggendo tutti i ponti sul loro passaggio. Un governo provvisorio, di orientamento reazionario, si costituì allora a S. La sconfitta della coalizione nella seconda battaglia di Zurigo permise ai Francesi di riguadagnare terreno a est; il territorio del cant. S. tornò sotto il loro controllo l'1.5.1800.

Mediazione, Restaurazione e Rigenerazione (1803-1852)

L'Atto di mediazione del 1803 diede al cant. una nuova struttura. Furono istituite 18 corporazioni elettorali, sei per ogni distr. (S., Reiat/Stein, Klettgau). Nei due distr. rurali riunivano più com., mentre nel capoluogo ciascuna delle sei corporazioni elettorali era formata da due delle antiche corporazioni o soc. Questi 18 organismi eleggevano un Gran Consiglio di 54 deputati nominati a vita; quest'utlimo designava a sua volta due borgomastri, che si alternavano ogni anno, e un Piccolo Consiglio di 15 membri, che esercitava il potere esecutivo e anche funzioni giudiziarie. I tre distr. (circoscrizioni giudiziarie) del 1803 furono aumentati a sei nel 1831 e soppressi nel 1999. Una legge del 1805 permise ai com. di riscattare le decime versando all'amministrazione dei beni dei conventi secolarizzati, che deteneva tali diritti, una somma pari a 20 volte il gettito annuale derivante da questi ultimi; i com. si rivalevano poi sulle persone così affrancate da questi oneri. Tale processo si protrasse fino al 1876 e rese i contadini, in precedenza sottoposti al pagamento di decima e tributi, liberi proprietari fondiari.

Mappa dei giacimenti di limonite in grani sul Lauferberg (versante meridionale del Randen), tra Osterfingen e Guntmadingen, realizzata nel 1806 da Johann Ludwig Peyer (Staatsarchiv Schaffhausen, Karten und Pläne 1/737).
Mappa dei giacimenti di limonite in grani sul Lauferberg (versante meridionale del Randen), tra Osterfingen e Guntmadingen, realizzata nel 1806 da Johann Ludwig Peyer (Staatsarchiv Schaffhausen, Karten und Pläne 1/737). […]

La Restaurazione del 1814 portò all'istituzione di un Gran Consiglio di 74 membri, di cui 52 delle città di S. e Stein am Rhein, privando così la campagna di un'equa rappresentanza. Nel 1818 22 com. rurali si rifiutarono quindi di applicare la nuova legge fiscale decisa dalla maggioranza cittadina. Il processo per alto tradimento che fu allora intentato contro 73 ab. della campagna, di cui un deputato al Gran Consiglio, 13 sindaci e 28 municipali, esacerbò il malcontento rurale verso il capoluogo e fu una delle cause (accanto agli eventi parigini del luglio del 1830) della rivoluzione liberale che investì il cant. nel 1831. Il 16.5.1831 una spedizione armata diretta da ab. del Klettgau mosse contro la capitale, ciò che indusse borgomastri e Consiglieri a dare le dimissioni. Il popolo elesse una Costituente, che stabilì che la deputazione della città al Gran Consiglio occupasse 30 seggi a fronte dei 48 riservati ai rappresentanti della campagna, ripartizione modificata quattro anni più tardi in chiave proporzionale attribuendo 18 seggi alla città e 60 alla campagna. La Costituzione cant. del 1831 affermò alcuni principi fondamentali del liberalismo: la sovranità del popolo, la separazione dei poteri e la pubblicità delle sedute parlamentari.

Riforme federali e cantonali (1847-2004)

Esposto alle pressioni economiche dello Zollverein ted., il cant. S. si impegnò in prima linea in favore di uno Stato fed. forte e di uno spazio economico sviz. unificato. Contrario al frazionamento dello Stato, inviò un contingente che contribuì alla vittoria delle truppe fed. nella guerra del Sonderbund (1847) e approvò ad ampia maggioranza (79% di voti favorevoli) la Costituzione fed. del 1848. La Costituzione cant. del 1852 affidò il potere esecutivo, demandato in precedenza a diverse commissioni del Piccolo Consiglio, a un governo di sette membri, ciascuno dei quali dirigeva un Dip. Il Gran Consiglio (di 57 deputati) in 33 anni promulgò 82 leggi (sottoposte al diritto di veto popolare, di nuova introduzione) che regolamentarono tutti i principali ambiti dell'attività statale. Tentò di sostituire le commissioni con funzionari retribuiti, ma il popolo respinse regolarmente le leggi sui loro salari. Dopo il rifiuto di tre progetti duramente combattuti dai conservatori della campagna, la Costituzione democratica accolta nel 1876 introdusse l'elezione popolare del governo (ridotto a cinque membri a tempo pieno) e dei Consiglieri agli Stati, il referendum legislativo e finanziario facoltativo e l'iniziativa popolare (1000 firme). Salvo poche eccezioni, ciascuno dei 36 com. costituì un circondario elettorale, così che i sindaci occuparono fino al 1956 un terzo dei seggi. Dopo che il referendum legislativo obbligatorio fu accolto nel 1895, fino al 1980 furono sottoposte all'approvazione popolare 147 leggi, di cui solo nove vennero respinte. Lanciata nel 1895, la revisione totale della Costituzione fu abbandonata nel 1899, dopo 82 sedute di commissione, due progetti e tre bocciature popolari. Dopo un nuovo fallimento nel 2001, l'anno successivo fu infine approvata una nuova Costituzione cant., che prevedeva l'introduzione della mozione popolare e una limitazione del referendum obbligatorio. Nel 2004 un'iniziativa del PRD, volta a ridurre il numero dei membri del Gran Consiglio da 80 a 60, fu accolta dal popolo.

I partiti nel XX e all'inizio del XXI secolo

Nel XIX sec. correnti politiche si delinearono in alcune circostanze (ad esempio in occasione della disputa sui tracciati ferroviari) o attorno ad alcune personalità di rilievo. Nella seconda metà del sec. videro la luce la Soc. democratica, quella politica e quella del Grütli, da cui si svilupparono in diverse tappe il partito radicale democratico (PRD) e il partito socialista (PS), fondati entrambi nel 1904. Dal PRD, predominante fino allo sciopero generale, si distaccò nel 1918 il partito agrario, che nel 1943 aderì al PAB sviz. (UDC dal 1971). Questi tre partiti controllano dal 1920 tra il 68 e il 94% dei seggi nel Gran Consiglio, lasciando quindi un ruolo vivificante, ma minoritario, alle altre formazioni, quali la Soc. liberale (1905, partito liberale democratico dal 1913), il partito cristiano-sociale (1911, poi partito popolare catt. e infine popolare democratico), il partito popolare evangelico (PPE, nato nel 1922 dalla fusione tra il partito liberale democratico e l'Ass. evangelico-sociale), la Gioventù liberale radicale (1935, poi Giovani liberali radicali, GLR), l'Anello degli Indipendenti (AdI, 1937), le Org. progressiste (POCH, 1974), il partito degli automobilisti (1988), il movimento ecologista liberale (nato nel 1990 dalla fusione tra i GLR e il Forum sciaffusano per l'ambiente). I tre partiti principali attraversarono delle crisi interne. Allontanandosi dal partito nazionale, il PS sciaffusano aderì, sotto la guida di Walther Bringolf, alla terza Internazionale, rinominandosi partito comunista (PC, 1921); ruppe poi con lo stalinismo, prendendo il nome di partito comunista di opposizione (1931) prima di confluire nuovamente nel PS sviz. (1935) assumendo la denominazione di partito socialista operaio fino al 1961. La vecchia guardia del PRD fu confrontata nel 1933 con la secessione dei giovani che fondarono la Neue Front (il futuro Fronte nazionale). Il partito agrario oscillò tra gli estremisti di sinistra (comunisti) e di destra (frontisti): con Paul Schmid-Ammann si avvicinò alla sinistra fino al 1940 per poi virare a destra con Hans Zopfi nel 1940-42 e tornare infine su posizioni di centro. Durante la seconda guerra mondiale, quando si delineò la vittoria alleata, la sinistra guadagnò consensi, tendenza che si protrasse fino al 1980. L'introduzione del suffragio femminile nel 1971 raddoppiò il corpo elettorale (che passò da 18'875 a 40'702 aventi diritto di voto) senza che si modificassero i rapporti di forza tra i partiti. La crisi economica che prese avvio nel 1973 favorì per contro i sostenitori delle privatizzazioni e di un disimpegno dello Stato, che criticavano in particolare la presenza di doppioni nelle amministrazioni cant. e com. Da allora i partiti di centro e di destra sono in crescita, spec. l'UDC, che negli anni 1990-2000 riuscì ad affermarsi come prima forza nel cant.

Seggi del canton Sciaffusa all'Assemblea federale 1919-2015

 191919221925192819311935194719591967197919872003200720112015
Consiglio degli Stati
PRD2111111111 11  
UDC 11111111111111
PS          1    
Senza partito             11
Consiglio nazionale
PRD 111 1111111   
UDC22111       111
PS     1111111111
PC  111          
Seggi del canton Sciaffusa all'Assemblea federale 1919-2015 -  Historische Statistik der Schweiz; Ufficio federale di statistica

Composizione del Consiglio di Stato del canton Sciaffusa 1904-2016

 190419181920192419281935194719601968199920002004200820122016
PRD543232122122222
UDC 12322221112222
PS     1212211111
Mov. ecologista liberale         11    
Totale555555555555555
Composizione del Consiglio di Stato del canton Sciaffusa 1904-2016 -  Cancelleria di Stato; Eduard Joos

Composizione del Consiglio di Stato del canton Sciaffusa 1904-2016

 192019241932193619441948195619641976198819962004200820122016
PRD2021211415182120191517141299
UDC293229312926181816172327161619
PS1922263120302725262324141313
PC 1413            
PPD136235787643332
AdI     23362     
PPE333212123221111
GLP/Mov. ecologista liberale     1112236542
POCH        211    
Giovani UDC           3331
Partito degli automobilisti         83    
Altri62211611 14261113
Totale787776768080828080808080606060
Composizione del Consiglio di Stato del canton Sciaffusa 1904-2016 -  Ufficio federale di statistica; Schaffhauser Kantonsgeschichte des 19. und 20. Jahrhunderts, 3 volumi, 2001-2002; Cancelleria di Stato

I media

Dal 1664 sono documentati organi di stampa pubblicati a S. In una città di frontiera, su cui convergevano le corse postali, la stampa riceveva e diffondeva le notizie anche con un giorno di anticipo sul resto della Svizzera. Dal 1798 essa diede informazioni sulla politica locale. Lo Schaffhauser Tagblatt, di orientamento radicale, apparve dal 1840 al 1937. Der Klettgauer, il primo periodico della campagna sciaffusana, fu pubblicato dal 1857 e nel 2009 fu rinominato Schaffhauser Landzeitung. Fondato nel 1861, lo Schaffhauser Intelligenzblatt, inizialmente piuttosto mordace, adottò attorno al 1900 un orientamento liberal-conservatore e nel 1940 prese il nome di Schaffhauser Nachrichten; nel 2010 questo periodico occupava nella stampa cant. una posizione predominante, quasi monopolistica grazie ai legami con Radio Munot (dal 1983) e con l'emittente televisiva Schaffhauser Fernsehen (dal 1994). L'Arbeiter-Zeitung socialista (fondata nel 1918, di orientamento comunista nel 1921-35), confluita nel settimanale Schaffhauser az, e il settimanale gratuito Schaffhauser Bock (fondato nel 1965) si contrapposero, quest'ultimo fino al 2004, al monopolio delle Schaffhauser Nachrichten. Il cant. contò una ventina di altre testate (fra cui il Grenzbote, che come organo frontista ebbe una diffusione nazionale dal 1933 al 1943): nel 2010 esistevano ancora solo la Klettgauer Zeitung (dal 1868) e l'Heimatblatt di Thayngen (dal 1953). Radio RaSa, emittente fondata nel 1993, trasmette regolarmente dal 1998.

Sciaffusa, cantone di frontiera

Quale piazza commerciale e di trasbordo lungo il Reno S. fu strettamente legata al Baden e al Württemberg, finché la costituzione dello Zollverein ted. (1836) ne fece una zona di frontiera economica. La rottura politica sopravvenne durante la prima guerra mondiale e si aggravò dopo il 1933 e durante la seconda, quando la pop. di S. si vide accerchiata dalla Germania nazista nel proprio territorio debolmente difeso sulla riva destra del Reno. Con un atto di disobbedienza civile, alcuni ab. del cant. elusero la politica d'asilo ufficiale e favorirono l'entrata in Svizzera di ebrei e altri rifugiati, spec. sul finire della guerra. Al termine del conflitto riprese la collaborazione transfrontaliera fra i due Paesi. Nel 1971 il cant. aderì alla Conferenza intern. del lago di Costanza. Nel 2006 fu fondata l'Ass. dell'agglomerazione di S., di cui fanno parte alcuni cant. sviz., alcuni distr. ted. e com. di entrambi i Paesi. Nelle votazioni popolari su temi relativi alla Comunità europea gli Sciaffusani si sono al contrario dimostrati scettici. La motorizzazione ha portato a un forte aumento degli acquisti oltre fontiera, sempre meno percepiti come tali.

Attività dello Stato e amministrazione

Amministrazione comunale e cantonale

L'Atto di mediazione affidò al popolo il compito di eleggere le autorità com. Al municipio competevano l'applicazione delle leggi, con l'aiuto dell'amministrazione, e funzioni di polizia e giudiziarie. Il cant. cedette ai com. la competenza sul catasto e il registro fondiario dal 1846 al 1911 e sullo stato civile dal 1876 al 2004.

Nel 1803 l'amministrazione cant., separata da quella della città solo nel 1831, comprendeva in primo luogo un cancelliere, un segr. del Consiglio, un archivista, un sovrintendente delle scuole e due tesorieri, affiancati dagli amministratori dei beni dei conventi secolarizzati. Ne facevano parte anche i membri delle commissioni (quali il Consiglio ecclesiastico e dell'educazione, il Consiglio della sanità e la commissione di polizia). Un momento importante nella storia dell'amministrazione statale fu l'introduzione dell'assicurazione obbligatoria contro gli incendi (1809). Il passaggio al sistema dipartimentale (1852) portò a un ampliamento sistematico dell'amministrazione: furono designati dei segr. e poco dopo nuovi funzionari e istituite sezioni e istituzioni (Banca cant. nel 1883, tranvia verso Schleitheim nel 1905, laboratorio cant. e azienda elettrica nel 1909, uffici del registro fondiario nel 1912, del catasto nel 1916 e delle bonifiche fondiarie nel 1930). Lo Stato impiegava 601 persone nel 1938 e 732 nel 1949. Nel 2009, con un totale di 2623 posti di lavoro (scuole e ospedali compresi), era il principale datore di lavoro della regione.

Finanze

Il cant. traeva le sue entrate principalmente da regalie, dazi e foreste. La regalia postale, ceduta in pegno a tre fam. fino al 1833, poi ai von Thurm und Taxis fino al 1853, fruttava 3180 franchi all'anno. In caso di necessità lo Stato ricorreva inoltre a imposte sul patrimonio, di solito dell'1-2‰. Nel 1817 le guerre, i passaggi di truppe e il rinnovo della rete stradale avevano fatto lievitare fino a 450'000 franchi il debito pubblico. La legge fiscale del 1818, violentemente avversata dalla pop. rurale, portò entrate annuali per 46'640 franchi. Per ammortizzare il debito, lo sfruttamento della foresta demaniale di Staufenberg fu messo all'asta e ceduto a una soc. attiva nel commercio di legname per 371'000 franchi (1833-45). Le entrate del cant. passarono da 200'000 franchi nel 1833, anno in cui i conti dello Stato divennero pubblici, a 617 milioni nel 2007. L'imposizione fiscale progressiva fu introdotta nel 1879. Dal 1919 al 1956 S. fu un paradiso fiscale per le holding. Dopo che tra il 1956 e il 1988 queste agevolazioni fiscali furono soppresse, S. è tornato a essere uno dei cant. fiscalmente più competitivi.

Diritto e giustizia

Nel 1803 furono istituiti, sul piano distr., dei tribunali civili urbani e rurali, sostituiti nel 1831 da sei tribunali distr. di sette membri, scesi a cinque nel 1852. 13 membri del Gran Consiglio sciaffusano formavano il tribunale d'appello, che serviva anche da tribunale criminale (con l'aggiunta di quattro membri del Piccolo Consiglio nei casi passibili della pena di morte). Dal 1814 al 1831 il Piccolo Consiglio tornò a essere l'istanza giudiziaria suprema, come durante l'ancien régime. Il potere giudiziario fu separato da quello esecutivo nel 1831 con la creazione di una Corte d'appello (Corte suprema dal 1852) e di un tribunale cant., da cui dipendeva l'ufficio dei giudici istruttori. Il primo Codice penale cant. (1834) riprese quello di Basilea; il secondo (1859) si ispirò a quello del granducato del Baden. Il Codice civile del 1863 era un'opera originale, ma il Codice di procedura civile del 1869 corrispose per due terzi a quello zurighese. Heinrich Bolli fu autore del Codice di procedura penale del 1909. L'ultima impiccagione pubblica risale al 1822, l'ultima decapitazione pubblica al 1847. Il penitenziario sulla Bachstrasse fu aperto fino al 1912. Dal 1914 S. dispone solo di una prigione per la detenzione preventiva e per le pene di breve durata. Il pesante apparato dei tribunali distr. fu sostituito nel 1928 da giudici unici, integrati nel 1998 nel tribunale cant. Nel 2010 la Corte suprema si componeva di cinque giudici e cinque sostituti, il tribunale cant. di sei giudici e cinque sostituti.

Sanità e socialità

Fra il 1810 e il 1999 il personale medico attivo nel cant. aumentò da 16 a 401 unità. La sorveglianza su questo settore spettò al Consiglio della sanità dal 1805 al 1852, poi al governo, assistito dal 1856 da medici distr., dal 1970 dal medico cant. L'ospedale cittadino divenne cant. nel 1901 e fu ampliato nel 1956 e nel 1976. L'ist. psichiatrico cant. di Breitenau fu aperto nel 1891. Nel 2007 questi due stabilimenti e la casa di riposo medicalizzata del cant. (fondata nel 1955 e ricostruita nel 1969) furono riuniti in un'unica struttura, denominata Spitäler Schaffhausen, coordinata da una direzione unica.

L'assistenza pubblica dipese dai com. patriziali fino al 1935, poi dai com. politici. Dal 1832 furono istituiti ospizi per i poveri anche nella campagna. In numerosi villaggi, soprattutto del Klettgau, i com. sostennero finanziariamente gli emigranti per sgravare la cassa dei poveri. Nel 1853 il cant. creò un ist. per lavori forzati a Griessbach, che a causa del modesto successo ottenuto fu chiuso nel 1868. Le Chiese contribuirono all'assistenza pubblica, così come la Soc. di utilità pubblica e alcune grandi industrie, che dal 1900 si occuparono anche della costruzione di alloggi a pigione moderata. Sotto la pressione dei partiti di sinistra, dal XX sec. il cant. ha assunto un numero crescente di compiti sociali.

Società, economia e cultura nel XIX e XX secolo

Popolazione e insediamento

L'odierno territorio cant. contava 24'889 ab. nel 1798 e 74'527 nel 2007. L'incremento demografico registrato (+212%), modesto rispetto alla media sviz. (+348%), è il più basso di tutti i cant. dell'Altopiano e del Giura.

XIX secolo: crescita contenuta, emigrazione massiccia, urbanizzazione

Prima dell'avvio dell'industrializzazione dopo il 1850, la crescita demografica fu notevole in tutti i com., più in campagna che nelle città di S. e Stein am Rhein. Come altrove, anche nel cant. S. si registrarono delle crisi attorno al 1800, nel 1814 e nel 1834; solo nel 1814 si ebbe però un'eccedenza delle morti sulle nascite. L'emigrazione oltreoceano conobbe due picchi, il primo in seguito alla grave crisi agraria del 1846-47 e il secondo negli anni 1880-90. In totale, nel XIX sec. più di 10'000 persone lasciarono il cant., fra i più toccati quindi dal fenomeno migratorio che interessò spec. i distr. di Oberklettgau e Unterklettgau, dove la prassi della divisione reale (la spartizione in parti uguali fra gli eredi) determinò una forte frammentazione della proprietà fondiaria. I piccoli contadini preferivano emigrare nella speranza di acquisire terre all'estero, piuttosto che lavorare in fabbrica nel capoluogo. Al contrario, gli stranieri nel cant. passarono da ca. 1350 nel 1850 a più di 10'000 (23%) nel 1910; il 75% degli immigrati proveniva dalla Germania, il 17% dall'Italia. Per effetto di questo duplice movimento migratorio e dell'industrializzazione sostanzialmente limitata all'agglomerato di S., nel 1910 il 58% della pop. cant. risiedeva nei tre com. altamente industrializzati di S., Neuhausen e Thayngen, a fronte di meno di un terzo nel 1850.

Sviluppo demografico del canton Sciaffusa 1850-2000

AnnoAbitantiPercentuale di stranieriPercentuale di protestantiPercentuale di cattoliciPercentuale di persone di età superiore ai 59 anniPeriodoCrescita complessivaaSaldo naturale relativoaSaldo migratorioa
185035 3003,9%96,0%4,0% 1850-18600,5‰8,3‰-7,8‰
186035 5005,7%94,0%5,8%7,4%1860-18705,9‰12,1‰-6,2‰
187037 6428,2%91,6%8,1%8,5%1870-18801,6‰10,0‰-8,4‰
188038 24111,4%88,4%10,8%9,6%1880-1888-1,5‰8,7‰-10,2‰
188837 78313,2%86,9%12,6%10,8%1888-19007,9‰8,0‰-0,1‰
190041 51418,4%82,0%17,8%10,6%1900-191010,5‰8,6‰1,9‰
191046 09723,3%77,8%21,8%10,0%1910-19209,0‰6,9‰2,1‰
192050 42816,0%77,9%21,4%9,6%1920-19301,5‰5,7‰-4,2‰
193051 18713,2%77,5%21,3%10,9%1930-19414,5‰3,7‰0,8‰
194153 7727,0%78,2%21,0%13,0%1941-19507,5‰8,7‰-1,2‰
195057 5156,2%77,2%22,1%14,3%1950-196013,8‰6,5‰7,3‰
196065 98111,7%71,4%27,9%15,5%1960-197010,0‰7,4‰2,6‰
197072 85419,1%64,2%32,2%17,0%1970-1980-4,8‰2,1‰-6,9‰
198069 41316,0%62,0%27,9%20,3%1980-19903,9‰1,6‰2,3‰
199072 16017,8%57,6%27,2%21,7%1990-20002,0‰0,7‰1,3‰
200073 39220,6%50,4%24,2%23,1%    

a Tasso medio di incremento annuo.

Sviluppo demografico del canton Sciaffusa 1850-2000 -  Censimenti federali; Historische Statistik der Schweiz; Ufficio federale di statistica

XX secolo: difficoltà nel periodo fra le due guerre mondiali, boom delle nascite e stagnazione

Tra il 1918 e il 1938 la crescita demografica rimase debole, in primo luogo perché il tasso di natalità diminuì rapidamente dal 1920 per effetto del controllo delle nascite e del declino della mortalità infantile. La maggioranza dei lavoratori stranieri aveva inoltre dovuto lasciare la Svizzera allo scoppio della guerra nel 1914; la percentuale di stranieri continuò a diminuire nel periodo fra i due conflitti mondiali, raggiungendo il livello più basso (6%) durante il secondo.

La natalità, risalita sopra il 20‰ nel periodo 1938-45, si mantenne su livelli elevati negli anni 1950-70, mentre la mortalità si aggirava attorno al 10‰: queste condizioni determinarono la crescita demografica di maggiore rilievo di tutta la storia recente del cant. S.: si passò dai 57'500 ab. del 1950 ai 72'800 del 1970. Questo incremento era dovuto anche ai lavoratori stranieri (meno di 4000 nel 1950, ca. 14'000 nel 1970), provenienti spec. dall'Italia fino al 1960, poi da Iugoslavia, Spagna e Turchia. Nel 1970 i due terzi della pop. risiedevano a S. o a Neuhausen.

Nel cant. la recessione degli anni 1973-75 fu all'origine della soppressione di migliaia di posti di lavoro, tre quarti dei quali occupati da stranieri, tornati in patria. Rispetto al censimento del 1970 quello del 1980 registrò così un calo di ben 3500 ab. Solo nel 1990 la pop. cant. tornò sui livelli del 1970; da allora si registra una lenta crescita. Dal 1970 la pop. è diminuita nell'agglomerazione di S., ma è aumentata in quasi tutti i com. rurali, spec. in quelli della cintura periferica di S. (che comprende anche com. della fascia settentrionale del Weinland zurighese).

Economia

Verso il 1800 nella città di S. predominavano l'artigianato, il commercio e i trasporti. Fino al 1855 le corporazioni si opposero con successo all'introduzione della libertà di commercio e di industria. Solo tre stabilimenti producevano in modo quasi industriale: una fabbrica di indiane (dal 1736), una filatura di cotone fondata nel 1813 sulle rive cittadine del Reno e la fonderia Neher a Neuhausen (dal 1811, area poi rilevata dalla futura Alusuisse). La fonderia di Johann Conrad Fischer nel Mühlental, nucleo della futura Georg Fischer (+GF+), rimase ancora a lungo dopo il 1850 un modesto stabilimento artigianale. Per il trasporto delle merci la via fluviale conservò tutta la sua importanza nella prima metà del XIX sec.: S. si assicurò il monopolio in questo ambito fino al 1837 a monte delle cascate del Reno e fino al 1864 a valle. Battelli a vapore ted. raggiunsero S. dal 1824, quelli sviz. dal 1851. Dopo il 1815 le strade cant. danneggiate dalle guerre napoleoniche vennero progressivamente riparate e consolidate, ricorrendo talvolta a corvée.

Fuori città predominava l'agricoltura. La grande maggioranza dei contadini disponeva di campi troppo poco estesi e integrava quindi i propri guadagni con altre attività (lavoro come giornalieri, viticoltura, piccolo artigianato locale). L'avvicendamento triennale delle colture obbligatorio e il diritto di libero pascolo furono gradualmente soppressi nonostante la tenace resistenza dei piccoli agricoltori. L'ampia diffusione dell'artigianato rurale e della viticoltura ad alta intensità di manodopera spiegano gli scarsi sviluppi dell'industria a domicilio nella campagna sciaffusana, che fino al XX sec. non fu coinvolta nel processo di modernizzazione economica.

Dalla crisi degli anni 1840-1850 allo sviluppo industriale

Solo negli anni 1840-50 la grande stabilità che aveva contraddistinto il cant. fino ad allora fu scossa da una crisi originata da diversi fattori. Dal 1836 l'adesione dei vicini settentrionali (Baden e Württemberg) allo Zollverein ted. rese più difficili le relazioni con i principali partner commerciali. In assenza di un mercato sviz. unificato prima del 1848 la Conf. non offriva sbocchi alternativi, ad esempio per il commercio del vino. Nel contempo S. vide sempre più minacciato il suo ruolo di crocevia del traffico di transito sugli assi nord-sud e est-ovest. Cattivi raccolti e una malattia che colpì le patate (1846-47) determinarono un rincaro delle derrate alimentari e una generale crisi dei consumi che investì anche l'artigianato. Questa crisi fu il catalizzatore della modernizzazione che prese avvio nel 1850.

La fondazione dello Stato fed., la creazione di uno spazio economico sviz. senza barriere doganali interne e protetto alle frontiere nazionali da dazi moderati, la professionalizzazione dell'amministrazione cant., il consolidamento della democrazia diretta con la Costituzione cant. del 1852 e l'introduzione della libertà di commercio e di industria nel 1855 crearono condizioni quadro favorevoli a un rapido rilancio dell'economia. Tutto ciò testimonia inoltre un cambiamento di mentalità, che interessò una parte considerevole della pop. urbana e che ad esempio consentì a Heinrich Moser di creare nel cant. nuovi posti di lavoro nell'industria, in particolare con la fondazione nel 1853 della fabbrica di vagoni di Neuhausen, dal 1863 Schweizerische Industrie-Gesellschaft (SIG), e di sostenere insieme a Friedrich Peyer im Hof, commerciante e uomo politico sciaffusano, il raccordo di S. alla rete ferroviaria sviz. (Ferrovia delle cascate del Reno S.-Winterthur, 1857). Accanto a Moser e Peyer, tutta una serie di investitori stranieri, ma anche di facoltose fam. sciaffusane contribuì a dinamizzare il processo di industrializzazione. Imprese artigianali e industriali autoctone sfruttarono la forza idrica del Reno, resa disponibile dalla diga di Moser. Presto si insediarono nel cant. stabilimenti attivi spec. nell'industria tessile e delle macchine, così come la futura International Watch Co. Contrariamente ai timori iniziali, anche l'artigianato trasse profitto da questo sviluppo, in particolare i produttori di ferro e acciaio a Neuhausen (Neher) e nel Mühlental (+GF+). La Bank in Schaffhausen (dal 1862) e la Banca cant. di S. (dal 1883), le prime banche universali moderne del cant., sostennero i progressi industriali, mentre numerose casse di risparmio e di credito, che si sostituirono ai tradizionali finanziatori borghesi, risposero alle esigenze delle piccole imprese urbane e rurali.

La seconda ondata dell'industrializzazione (fine del XIX-inizio del XX secolo)

L'ampliamento della rete ferroviaria, con l'inaugurazione delle linee Waldshut-S.-Costanza (1863), S.-Etzwilen-Stein am Rhein (1895) e S.-Bülach-Zurigo (1897), e la realizzazione della tranvia cant. S.-Schleitheim (1904, sostituita da bus dal 1964) favorirono l'avvio della seconda ondata dell'industrializzazione, basata sul passaggio all'energia elettrica, che si protrasse fino alla vigilia della prima guerra mondiale. La produzione di energia elettrica ad opera della città di S. (dal 1897) e la creazione da parte dell'azienda elettrica cant. di una rete di distribuzione estesa all'intero territorio sciaffusano (dal 1908) permisero di insediare laboratori e industrie anche in località sprovviste di energia idrica e contribuirono così alla decentralizzazione delle zone industriali. Con la fondazione della futura Alusuisse a Neuhausen (1888) e la rapida crescita della +GF+ e della SIG, il cant. divenne un polo dell'industria metallurgica e meccanica sviz. Attorno al 1900 i capitali locali non bastarono più a soddisfare i bisogni in materia di investimenti. Soc. anonime e grandi banche straniere assunsero un ruolo sempre più dominante. Il numero dei posti di lavoro crebbe del 38% tra il 1888 e il 1910. Il numero dei lavoratori attivi nel settore secondario superò per la prima volta attorno al 1900 quello del primario, che restò comunque stabile (più di 6000 addetti) fin dopo la prima guerra mondiale. Benché l'industria impiegasse lavoratori provenienti per la maggior parte dall'esterno, in particolare, all'inizio, per gli impieghi specializzati, essa offriva anche posti di lavoro a contadini-operai e contribuì così a stabilizzare l'economia agricola.

Distribuzione dell'impiego nel canton Sciaffusa 1860-2000a

AnnoSettore primarioSettore secondarioSettore terziariobTotale
18606 95243,4%5 38933,6%3 69423,0%16 035
1870c7 14247,6%5 71638,1%2 15214,3%15 010
1880c7 99749,0%5 94536,4%2 39014,6%16 332
18886 39641,5%5 55236,0%3 46522,5%15 413
19006 20833,4%8 10243,7%4 24522,9%18 555
19106 67730,5%10 18446,5%5 04423,0%21 905
19206 75927,4%11 81647,9%6 10824,7%24 683
19305 47722,0%12 80151,5%6 60426,5%24 882
19414 35517,0%14 26955,6%7 04327,4%25 667
19503 78914,7%14 52956,5%7 38028,7%25 698
19602 9289,7%18 45561,2%8 77629,1%30 159
19702 5647,3%20 59958,8%11 86133,9%35 024
19802 1246,3%17 05450,4%14 67143,3%33 849
19901 5214,1%14 56939,6%20 73356,3%36 823
2000d1 4573,9%10 22027,3%25 81968,8%37 496

a Fino al 1960 senza le persone occupate a tempo parziale.

b Il dato (che comprende le persone "senza indicazione") risulta dalla deduzione delle persone attive nei settori primario e secondario dal totale complessivo.

c Popolazione "presente".

d I dati del censimento federale del 2000 sono paragonabili solo in parte a quelli precedenti, visto l'alto numero di "senza indicazione" (5194).

Distribuzione dell'impiego nel canton Sciaffusa 1860-2000 -  Censimenti federali; Historische Statistik der Schweiz

Dal 1914 al 1945: fra crescita e crisi

Durante le due guerre mondiali l'economia sciaffusana riuscì, dopo alcune difficoltà iniziali, a prosperare e assicurare il pieno impiego, aiutata dal suo forte orientamento verso la metallurgia e l'industria delle macchine (favorita dalla richiesta di armamenti) e dai suoi tradizionali legami con la Germania. Il periodo fra le due guerre mondiali fu molto più difficile. L'industria entrò in crisi all'inizio degli anni 1920-30; la Bank in Schaffhausen e la Cassa di risparmio di Stein am Rhein non sopravvissero al crollo della valuta ted. Dopo una ripresa durata fino al 1929 la crisi economica mondiale colpì in particolare la metallurgia. Il tasso di disoccupazione quadruplicò all'inizio del decennio 1930-40. Le conseguenze sociali di questa situazione furono in parte attenuate dall'introduzione nel cant. dell'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione per i dipendenti (1928) e da programmi occupazionali mirati.

Il dopoguerra: boom della metallurgia

Produzione di una turbina Pelton negli stabilimenti di Sciaffusa della Georg Fischer AG. Fotografia di Max Graf, 1967 (Konzernarchiv der Georg Fischer AG, Sciaffusa, GFA 17/670577.5).
Produzione di una turbina Pelton negli stabilimenti di Sciaffusa della Georg Fischer AG. Fotografia di Max Graf, 1967 (Konzernarchiv der Georg Fischer AG, Sciaffusa, GFA 17/670577.5).

La svalutazione del franco sviz. (1936) e il riarmo diedero avvio alla crescita economica più lunga e dagli effetti più durevoli registrata nel XIX e XX sec. La fine della seconda guerra mondiale, contrariamente alla prima, non fu seguita da una crisi. L'industria sciaffusana approfittò della forte domanda di beni di investimento e di consumo per la ricostruzione europea. La quota della metallurgia e dell'industria delle macchine si accrebbe ulteriormente, mentre il settore tessile conobbe un declino lento ma inesorabile. Nel 1960 il secondario offriva più del 61% dei posti di lavoro. +GF+ divenne un gruppo multinazionale che attorno al 1970 impiegava più di 20'000 dipendenti. La mancanza di spazio nelle zone industriali esistenti portò al trasferimento di alcune industrie in nuove aree nella campagna, spec. a Thayngen, Beringen, Neunkirch e Ramsen. La città di S. si dotò negli anni 1960-70 di una vasta zona industriale a nord dell'Herblingertal, dove nel 1979 fu aperto anche il primo grande centro commerciale del cant.

Parallelamente a questo sviluppo industriale, l'agricoltura conobbe un mutamento strutturale tardivo, ma radicale. Tutti i com. attuarono migliorie fondiarie che permisero la meccanizzazione e la specializzazione. Il numero delle aziende agricole, che superava le 4000 unità nel 1900, ma si era già dimezzato a metà degli anni 1950-60, si ridusse drasticamente. Nel 2007 il cant. contava solo 450 agricoltori a tempo pieno.

Crisi e diversificazione tardiva

Il cant. fu colpito duramente dalla crisi petrolifera del 1973-75. La forte dipendenza dal settore metallurgico ebbe conseguenze drammatiche. Mentre un'industria su tre cessò l'attività tra il 1976 e il 1986, gli impieghi nelle fabbriche scesero da più di 18'000 a soli 13'000. Le acciaierie, pilastri dell'economia sciaffusana dal XIX sec., cessarono completamente l'attività. Il tasso di disoccupazione nel cant. superò nettamente la media sviz.

La ripresa fu faticosa. Progetti per il potenziamento della navigazione sull'alto Reno erano già falliti nel 1964. Il rifiuto di aderire al comprensorio zurighese dei trasporti pubblici (Zürcher Verkehrsverbund) contribuì a rendere S. meno accessibile con i mezzi pubblici rispetto ad altri cant. limitrofi. Il collegamento alla rete autostradale sviz. ed europea, grazie all'A4 Zurigo-Stoccarda, fu realizzato solo nel 1996, dopo lunghi dibattiti sul tracciato in prossimità del capoluogo. Ponendo in luce i vantaggi derivanti dalla prossimità alla frontiera e dagli accordi bilaterali con l'Unione europea, il servizio di promozione economica (attivo dal 1995) riuscì ad attirare nel cant. imprese che crearono ca. 2000 posti di lavoro. La struttura economica si modificò rapidamente con l'aumento della percentuale di piccole e medie imprese rispetto a quella delle grandi industrie. Il settore terziario si sviluppò notevolmente, ma all'inizio del XXI sec. si collocava ancora al di sotto della media sviz. Il turismo continua a occupare una posizione marginale, nonostante l'attrativa esercitata dalle cascate del Reno (1,5 milioni di visitatori nel 2005).

Società

Lungo tutto il XIX sec. vi furono forti disparità sociali sia in città sia in campagna. Fino al 1870 si può parlare di una società tipicamente preindustriale: una ristretta e facoltosa élite urbana costituita da commercianti e proprietari di industria consolidava la propria posizione finanziaria con un'abile politica matrimoniale. Essa dominava anche la vita politica. Le si affiancava una classe media relativamente circoscritta composta da borghesi e artigiani agiati. Oltre il 75% della pop. apparteneva però alle classi popolari: artigiani poveri, dimoranti, domestici e garzoni che fino al 1848 beneficiarono di diritti politici e civili limitati. Anche la soc. rurale era fortemente frammentata: ai pochi grandi contadini si contrapponeva un gran numero di piccoli agricoltori che disponeva di poca o nessuna terra e possedeva spesso solo una parte di abitazione e alcuni capi di bestiame minuto. Per sopravvivere dovevano lavorare come giornalieri o nell'artigianato. I conflitti talvolta violenti causati dalla soppressione dei diritti di libero pascolo furono espressione delle condizioni di vita precarie dei piccoli agricoltori. Questa divisione tra ricchi e poveri si sovrapponeva alla profonda contrapposizione tra città e campagna, che con la rivoluzione del 1830 poté essere superata solo sul piano politico.

Abitazioni di fortuna a monte del villaggio di Rüdlingen. Fotografia realizzata da Carl August Koch, 1890 ca. (Staatsarchiv Schaffhausen, Fotosammlung Rüdlingen).
Abitazioni di fortuna a monte del villaggio di Rüdlingen. Fotografia realizzata da Carl August Koch, 1890 ca. (Staatsarchiv Schaffhausen, Fotosammlung Rüdlingen). […]

Dopo il 1870: società industriale e società di classe

Se in campagna i rapporti sociali rimasero stabili ancora a lungo dopo la fine della prima guerra mondiale, in città l'industrializzazione determinò una fluttuazione e una mobilità elevate. Entro il 1910 S. divenne una città operaia, in cui oltre il 60% della pop. attiva, compresi numerosi stranieri, lavorava in fabbrica, non disponeva di beni propri e guadagnava meno di 2000 franchi all'anno. Il tasso di occupazione femminile era notevole: superò il 50% nel 1910, scese al 35% ca. negli anni fra il 1914 e il 1945 e risalì sopra il 50% dopo il 1980. Le fam. di operai vivevano in prevalenza nella città vecchia, in spazi ristretti e, prima della costruzione della rete fognaria (1903), spesso insalubri. A beneficiare dei nuovi alloggi realizzati tra il 1872 e il 1920 da cooperative edilizie o proprietari d'industria filantropi furono soprattutto i lavoratori meglio posizionati, operai specializzati o impiegati. Secondo le statistiche fiscali del 1910 alla classe operaia si contrapponeva un'élite (ca. 12% della pop.) composta da possidenti, imprenditori, quadri e liberi professionisti. Le ville dell'alta borghesia, che si ergevano come castelli sulle colline circostanti la città, erano manifestazioni visibili delle disparità sociali. Durante la prima guerra mondiale e in seguito allo sciopero generale del 1918 le divisioni sociali si inasprirono. Solo la crescente minaccia nazista e il superamento della crisi economica mondiale attenuarono le contrapposizioni sociali e portarono a una migliore integrazione della classe operaia nella società borghese.

Colonia operaia di Schweizersbild (o Pantli) a Stetten, costruita nel 1916-1921 e demolita nel 1975. Fotografia su lastra di vetro, 1920 ca. (Konzernarchiv der Georg Fischer AG, Sciaffusa, GFA 16/2806).
Colonia operaia di Schweizersbild (o Pantli) a Stetten, costruita nel 1916-1921 e demolita nel 1975. Fotografia su lastra di vetro, 1920 ca. (Konzernarchiv der Georg Fischer AG, Sciaffusa, GFA 16/2806). […]

Verso una società di consumo individualista

Praticamente tutti i gruppi sociali beneficiarono del lungo periodo di crescita economica del dopoguerra. L'incremento del potere di acquisto e il basso costo del petrolio rivoluzionarono spec. la mobilità: il numero di veicoli privati aumentò di 15 volte tra il 1945 e il 1974, quello dei pendolari raddoppiò nello stesso periodo, numerosi villaggi divennero dei com.-dormitorio. Per la maggior parte della pop. lavoro e consumo non furono più condizionati dalle infrastrutture del luogo di domicilio. Gli spazi rurali e urbani si compenetrarono sempre più. I progressi dell'individualismo si tradussero in un numero crescente di coppie senza figli (32% nel 1960, ca. 47% nel 2000) e di economie domestiche costituite da una sola persona; la percentuale di fam. "tradizionali" rimase comunque più elevata in campagna. Tra il 1970 e il 1990 la percentuale di madri che esercitano un'attività lucrativa, spesso a tempo parziale, passò dal 25% a più del 50%. Quella delle persone di età superiore agli 80 anni è cresciuta dal 1985 più velocemente della media sviz., mentre quella dei giovani di età inferiore ai 19 anni è scesa in termini relativi e assoluti. Dopo la seconda guerra mondiale la società è divenuta sempre più cosmopolita; se nel 1960 la pop. straniera si componeva per il 60% ca. di Italiani, nel 2007 comprendeva 110 nazionalità, fra cui erano più numerosi i Tedeschi (3875) e le persone originarie dell'ex Iugoslavia (3855), seguiti a distanza da Italiani e Turchi.

Cultura

Dalla Chiesa di Stato al pluralismo religioso

La Costituzione cant. liberale del 1876 pose fine, sul piano giur., alla predominanza della Chiesa di Stato rif. Solo nel 1915 la Chiesa cant. fu trasformata in un ente di diritto pubblico indipendente dallo Stato e dotato di organi propri. L'incorporazione nel 1803 del distr. di Stein am Rhein ruppe l'unità confessionale del cant. La minoranza catt. di Ramsen conservò il suo statuto particolare e fu il primo gruppo non rif. a essere ufficialmente riconosciuto. Nel 1841 il governo cant. autorizzò la creazione di una parrocchia per i ca. 700 catt., in prevalenza domestici e garzoni, stabilitisi nella città di S. dalla Germania meridionale. I catt. romani costituirono un'org. di diritto privato fino al 1968, quando furono riconosciuti quale ente di diritto pubblico, come i rif. e i catt.-cristiani. Nell'ultimo quarto del XX sec. per effetto della decristianizzazione crescente e dell'evoluzione della composizione della pop. straniera la percentuale di catt. e rif. diminuì, mentre quella dei mus. aumentò.

Dalla scuola elitaria all'istruzione generalizzata

La frequenza scolastica era obbligatoria già nella prima metà del XIX sec., ma vi erano considerevoli differenze tra le scuole urbane e quelle rurali e fra quelle riservate ai ricchi e quelle per i poveri. L'influenza della Chiesa rimaneva notevole. Le materie di studio erano poche: agli ab. delle campagne e ai figli dei dimoranti nelle città si insegnava a leggere e scrivere e il catechismo; a queste materie si affiancavano per i figli dei cittadini di estrazione borghese la storia, la geografia, la geometria e il disegno. La scuola superiore, suddivisa in due sezioni (classica e scientifica), era destinata ai figli maschi dell'élite urbana. La politica scolastica cambiò dopo il 1850, in stretta relazione con lo sviluppo economico contemporaneo. Si generalizzò il principio della scuola non stagionale e fu ampliato il ventaglio di materie, neutro dal profilo confessionale. Per gli allievi dotati di entrambi i sessi furono istituite in tutto il cant. scuole reali, che preparavano sia alla vita professionale sia agli studi secondari. Tutte le scuole del cant. erano gratuite. Nel 1898 la scuola superiore fu aperta anche alle ragazze e completata da una scuola normale. Dal 2003 il cant. dispone di un'alta scuola pedagogica.

L'introduzione della libertà di commercio e di industria (1855) pose fine al controllo plurisecolare delle corporazioni artigiane sulla formazione degli apprendisti. Fino a XX sec. inoltrato la formazione professionale restò in ampia misura non regolamentata; in seguito la scuola complementare (Repertierschule) destinata agli allievi tra i 16 e i 20 anni si trasformò gradualmente in un corso che completava la formazione pratica nell'azienda. Nel 1919 l'apprendistato venne assoggettato a norme cant. vincolanti e fu introdotto l'obbligo della frequenza scolastica per tutti gli apprendisti. La legge fed. sulla formazione professionale portò, nel 1933, a una centralizzazione delle scuole professionali nella città di S. La durevole crescita economica seguita alla seconda guerra mondiale favorì questo tipo di formazione. La revisione nel 1981 della legge scolastica permise miglioramenti importanti: i com. furono obbligati a offrire una scuola materna di due anni, il piano di studio per ragazzi e ragazze fu unificato e la scuola con ciclo di orientamento che prevedeva due livelli di difficoltà sostituì il ciclo superiore della scuola elementare e la scuola reale. Per quanto riguarda il livello secondario superiore gli ultimi decenni hanno segnato un progressivo avvicinamento fra studi liceali e formazione professionale: la scuola cant., dopo avere introdotto nel 1975 una sezione di diploma (dal 2006 scuola media specializzata), ha ampliato il suo ventaglio di materie insegnate e di tipi di maturità, attirando così un numero crescente di giovani. Nel 1993 il cant. fu tra i primi in Svizzera a introdurre la maturità professionale, che nell'ambito della formazione professionale dava maggiore spazio alla cultura generale e permetteva di accedere alle scuole univ. professionali.

Dalla cultura associativa alla moltiplicazione delle offerte per il tempo libero

Diorama raffigurante la grotta del Kesslerloch (Paleolitico superiore), realizzato nel 1939 dallo scenografo tedesco Juri Richter in collaborazione con il tecnico museale Hans Wanner (Museum zu Allerheiligen, Sciaffusa).
Diorama raffigurante la grotta del Kesslerloch (Paleolitico superiore), realizzato nel 1939 dallo scenografo tedesco Juri Richter in collaborazione con il tecnico museale Hans Wanner (Museum zu Allerheiligen, Sciaffusa). […]

La Costituzione della Rigenerazione (1831) pose le basi del successivo risveglio culturale garantendo la libertà di associazione e la libertà di stampa. Nei com. rurali furono create soc. di tiro, di canto, musicali e di ginnastica e talvolta anche ass. culturali che mettevano in scena spettacoli patriottici su temi nazionali o locali. Questi sodalizi testimoniavano lo sviluppo di una nuova coscienza identitaria da parte degli ab. della campagna e divennero presto importanti attori della vita culturale locale. Tra il 1837 e il 1897 S. ospitò per cinque volte grandi feste fed. di ginnastica, canto e tiro. Nella città di S. la Soc. del Munot (1839), la Soc. di belle arti (1847) e la Soc. di storia e degli antiquari (1856, dal 1940 Soc. di storia) si interessarono allo studio e alla conservazione del patrimonio storico e culturale. Già nel 1843 i naturalisti ottennero la creazione del Museo di storia naturale. Dal XIX sec. la Soc. di scienze naturali e la Soc. di storia e degli antiquari pubblicarono collane scientifiche, che all'inizio del XXI sec. erano fra i principali catalizzatori della ricerca regionale. La vita culturale cittadina trasse profitto dalle ricadute dello sviluppo industriale dopo il 1850. Sulla piazza dell'Herrenacker fu realizzato con fondi privati l'Imthurneum (1865-67), prestigioso edificio a cupola che ospitava concerti, spettacoli teatrali e una scuola di musica. Il suo programma si rivolgeva spec. alla media e alta borghesia. Per parte loro, il movimento operaio e la minoranza catt. si dotarono di ass. e allestirono programmi culturali. Walther Bringolf, sindaco socialista di S. dal 1933 al 1968, fece dell'accesso degli operai all'"alta" cultura uno dei punti del suo programma politico. Sotto la sua egida furono allestite, in piena crisi economica mondiale, le diverse sezioni del Museo di Allerheiligen negli edifici dell'antica abbazia e fu costruito lo Stadttheater. Nel secondo dopoguerra S. acquisì notorietà in ambito culturale grazie a importanti mostre d'arte e al festival Bach. Se Bringolf era ancora legato a canoni culturali classici, le iniziative organizzate dopo il 1968 tentarono sempre più di esplorare nuovi contenuti e variare le forme e i luoghi delle manifestazioni. Alla musica classica si affiancò il jazz, allo Stadttheater palcoscenici minori. La vecchia fabbrica di filo pettinato (Kammgarnfabrik am Rhein), in disuso dal 1979, è divenuta un importante centro culturale, il Kammgarn, cui è annessa una galleria d'arte di rilievo intern. (Hallen für Neue Kunst).

Riferimenti bibliografici

  • ACit Sciaffusa
  • ACit Stein am Rhein
  • BCit Sciaffusa
  • Museo di Allerheiligen, Sciaffusa
  • StASH
  • J. J. Rüeger, Chronik der Stadt und Landschaft Schaffhausen, 2 voll., 1884-1892
  • FDS SH, I/1; I/2
  • H. Gallman (a cura di), Das Stifterbuch des Klosters Allerheiligen zu Schaffhausen, 1994
  • AA. VV., Katalog der mittelalterlichen Handschriften der Ministerialbibliothek Schaffhausen, 1994
  • R. Gamper, S. Marti, Katalog der mittelalterlichen Handschriften der Stadtbibliothek Schaffhausen, 1998
  • J. e J. G. von Müller, Briefwechsel und Familienbriefe 1766-1789, a cura di A. Weibel, 3 voll., 2009
  • A. Weibel (a cura di), Kommentar zum Briefwechsel Johannes von Müller - Johann Georg Müller, 3 voll., 2011
Storiografia
  • Basandosi sulle fonti dell'abbazia di Allerheiligen, Johann Jakob Rüeger fu autore attorno al 1600 di una cronaca illustrata in cui tentò di porre in relazione storia regionale, sviz. e mondiale. Il quinto volume contiene una descrizione topografica della città di S., il settimo la genealogia delle fam. di quest'ultima. L'opera rimase un manoscritto prima di essere pubblicata da Carl August Bächtold tra il 1884 e il 1892 (Chronik der Stadt und Landschaft Schaffhausen). Essa fu fino al XIX sec. la sola storia cant. stilata secondo criteri scientifici. Nel 1844 Hans Wilhelm Harder ed Eduard Im Thurn diedero alle stampe una Chronik der Stadt Schaffausen, semplice elenco di avvenimenti relativi alla città e al mondo esterno. Nel 1901, in occasione delle celebrazioni del quattrocentesimo anniversario dell'adesione del cant. alla Conf., uscirono due volumi: Festschrift der Stadt Schaffhausen zur Bundesfeier 1901 e Geschichte des Kantons Schaffhausen von den ältesten Zeiten bis zum Jahre 1848. Commissionata dal Gran Consiglio sciaffusano ed elaborata secondo criteri scientifici da un gruppo di autori, quest'ultima opera, parzialmente illustrata, di taglio narrativo e destinata a un vasto pubblico, si concentra sulla storia politica, ecclesiastica e giur., sulle scuole e sull'arte. I tre volumi di Theodor Pestalozzi, Kulturgeschichte des Kantons Schaffhausen und seiner Nachbargebiete im Zusammenhang der allgemeinen Kulturgeschichte (1928-31), offrono un riassunto dettagliato della storia culturale generale, in cui la storia locale si inserisce; contengono alcuni capitoli istruttivi sulla Chiesa, la Riforma, l'economia urbana e rurale e la formazione del territorio. Nella sua Geschichte der Stadt und Landschaft Schaffhausen (1972) Karl Schib pose l'accento sul periodo dal tardo ME al XIX sec. e affrontò più brevemente le epoche precedenti; fu il primo a mettere storia economica, sociale e culturale sullo stesso piano della storia politica. L'opera collettanea Schaffhauser Kantonsgeschichte des 19. und 20. Jahrhunderts (in tre volumi, 2001-02), apparsa in occasione del cinquecentesimo anniversario della creazione del cant., partì dall'idea di porre in relazione strutture e avvenimenti e, nello spirito di una storia totale, illustra le vicende di S. su oltre due sec.
Pubblicazioni in serie, bibliografie
  • Beiträge zur vaterländischen Geschichte, 1863-1936 (dal 1937 SchBeitr.)
  • Bibliographie zur Schaffhauser Geschichte und Kunstgeschichte, 1936-
  • MAS SH, 1-3, 1951-1960
  • Schaffhauser Biographien, 6 parti, 1956-2007
Opere a carattere generale
  • T. Pestalozzi-Kutter, Kulturgeschichte des Kantons Schaffhausen und seiner Nachbargebiete im Zusammenhang der allgemeinen Kulturgeschichte, 3 voll., 1928-1931
  • B. Bruckner-Herbstreit, Die Hoheitszeichen des Standes Schaffhausen und seiner Gemeinden, 1951
  • Schib, Schaffhausen
  • AA. VV., Das Kloster Allerheiligen in Schaffhausen, 1999
  • Schaffhauser Recht und Rechtsleben, 2001
  • W. Elsener, M. Weigele, Der Kanton Schaffhausen in alten Ansichten, 2005
  • AA. VV., Stein am Rhein, 2007
  • AA. VV., Die Bauernhäuser des Kantons Schaffhausen, 2010
Preistoria e Protostoria
  • W. U. Guyan, Erforschte Vergangenheit, 2 voll., 1971
  • Die Kultur der Eiszeitjäger aus dem Kesslerloch und die Diskussion über ihre Kunst auf dem Anthropologen-Kongress in Konstanz 1877, cat. mostra Costanza, 1977 (19842)
  • M. Höneisen, «Kesslerloch und Schweizersbild: Zwei Rentierjäger-Stationen in der Nordschweiz», in ArS, 9, 1986, 28-33
  • M. Höneisen, «Die latènezeitlichen Siedlungsfunde von Merishausen-Barmen», in ASSPA, 72, 1989, 99-126
  • AA. VV., Frühgeschichte der Region Stein am Rhein, 1993
  • M. Höneisen, S. Peyer, Schweizersbild: ein Jägerlager der Späteiszeit, 1994
  • AA. VV., Berslingen - ein verschwundenes Dorf bei Schaffhausen, 2000
  • Ex terra lux, cat. mostra Sciaffusa, 2002
  • AA. VV., Das frühmittelalterliche Schleitheim, 2 voll., 2002
  • J. Trumm, Die römerzeitliche Besiedlung am östlichen Hochrhein (50 v.Chr.-450 n.Chr.), 2002
  • Im Schutze mächtiger Mauern, cat. mostra Costanza, Frauenfeld, Sciaffusa, 2004
  • K. Altorfer, M. Höneisen, «Neues zur frühen bäuerlichen Besiedlung am Hochrhein», in HA, 38, 2007, 2-12
  • H. Napierala, Die Tierknochen aus dem Kesslerloch, 2008
Medioevo
  • E. Schudel, Der Grundbesitz des Klosters Allerheiligen in Schaffhausen, 1936
  • H. Ammann, Schaffhauser Wirtschaft im Mittelalter, [1949]
  • HS, III/1, 1490-1535, 1941-1951; V/1, 241-249; IX/2, 646-654
  • T. Hildbrand, Herrschaft, Schrift und Gedächtnis, 1996
  • M. Schultheiss, Institutionen und Ämterorganisation der Stadt Schaffhausen 1400-1550, 2006
Epoca moderna
  • J. Wipf, Reformationsgeschichte der Stadt und Landschaft Schaffhausen, 1929
  • G. Leu, Schaffhausen unter der Herrschaft der Zunftverfassung, 1931
  • E. Steinemann, «Die schaffhauserische Auswanderung und ihre Ursachen», in RSS, 14, 1934, 310-359
  • K. Bächtold, Beiträge zur Verwaltung des Stadtstaates Schaffhausen von der Reformation bis zur Revolution, 1947 (ed. parziale)
  • J. Zimmermann, Beiträge zur Militärgeschichte Schaffhausens bis zum Beginn des 19. Jahrhunderts, 1961
  • H. U. Wipf, Die Hallauer Unruhen von 1790, 1971
  • R. E. Hofer, "Üppiges, unzüchtiges Lebwesen", 1993
  • W. R. C. Abegglen, Schaffhauser Schreinerhandwerk, 1997
  • C. Ulmer, W. R. C. Abegglen, Schaffhauser Goldschmiedekunst, 1997
  • R. E. Hofer, «Zwischen Wahrheit und Legende», in Mit der Geschichte leben, a cura di O. Sigg, 2003, 135-151
  • R. Hasler, Die Schaffhauser Glasmalerei des 16. bis 18. Jahrhunderts, 2010
XIX e XX secolo
  • Il terzo volume della Schaffhauser Kantonsgeschichte des 19. und 20. Jahrhunderts propone una bibl. che comprende tutte le pubblicazioni importanti apparse prima del 2002 sulla storia del cant. nel XIX e XX sec. In questa sede si è perciò rinunciato a menzionare nuovamente le opere che vi sono già cit.
  • E. Joos, Parteien und Presse im Kanton Schaffhausen, 1975
  • SchaffGesch.
  • M. Wipf, Bedrohte Grenzregion, 2005
  • Cilag 1936-2006, 2006
  • A. Knoepfli, «"... das äusserste herausgeholt"», in Der vergessene Wirtschaftskrieg, a cura di R. Rossfeld, T. Straumann, 2008, 171-199
  • C. Koller, «Kriegs- oder Friedensgewinnler?», in Der vergessene Wirtschaftskrieg, a cura di R. Rossfeld, T. Straumann, 2008, 225-257
  • A. Knoepfli, Im Zeichen der Sonne, 2010
Link
Controllo di autorità
GND