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Turgovia

Baliaggio comune (langraviato secondo la denominazione ufficiale) dei sette rispettivamente degli otto cantoni confederati (Zurigo, Lucerna, Uri, Svitto, Untervaldo, Zugo, Glarona e, dal 1712, Berna) dal 1460 al 1798; cantone della Repubblica elvetica dal 1798 al 1803 e della Confederazione dal 1803; tedesco: Thurgau; francese: Thurgovie; romancio: Turgovia. La lingua ufficiale è il tedesco; il capoluogo è Frauenfeld.

Stemma del canton Turgovia
Stemma del canton Turgovia […]
Carta oro-idrografica del canton Turgovia con le principali località
Carta oro-idrografica del canton Turgovia con le principali località […]

In fonti dell'VIII secolo il termine Turgovia è utilizzato per indicare un vasto territorio delimitato a nord dal lago di Costanza e dal Reno, a ovest dalla Reuss e a sud e all'est da una linea che andava dal San Gottardo al lago di Costanza passando dal Glärnisch, dall'Hörnli e dal Säntis. Nel IX secolo designava l'area compresa tra Winterthur, il Toggenburgo, l'Alpstein, il lago di Costanza e il Reno, mentre la zona situata a ovest di Winterthur era ovviamente attribuita allo Zürichgau. Dall'820 ca. la regione in seguito chiamata Alte Landschaft passò al principato abbaziale di San Gallo. Zurigo rilevò la contea di Kyburg (1424) e la signoria di Andelfingen (1434) e acquistò Stammheim (1464). Nel 1460 la Turgovia, attraversata dalla Thur, aveva praticamente raggiunto i suoi confini odierni, da Horn a Paradies sul Reno e dall'Hörnli fino al lago di Costanza. Dal 2011 il cantone comprende i cinque distretti di Arbon, Frauenfeld, Kreuzlingen, Münchwilen e Weinfelden.

Struttura dell'utilizzo del suolo nel canton Turgovia

Superficie (2006)990,9 km2 
Foresta / Superficie boscata212,9 km221,5%
Superficie agricola utile527,4 km253,2%
Superficie con insediamenti110,9 km211,2%
Superficie improduttiva139,7 km214,1%
 Struttura dell'utilizzo del suolo nel canton Turgovia -  Statistica della superficie

Struttura demografica ed economica del canton Turgovia

Anno 18501880a1900195019702000
Abitanti 88 90899 231113 221149 738182 835228 875
Percentuale rispetto alla popolazione totale svizzera3,7%3,5%3,4%3,2%2,9%3,1%
Lingua       
tedesco  99 026110 845144 309156 233202 521
italiano  2371 8674 01719 2686 317
francese  205332820824948
romancio  3377268407287
altre  511003246 10318 802
Religione, confessione       
protestanti 66 98471 82177 21097 515100 638103 095
cattolicib 21 92127 12335 82451 24579 63381 541
cattolico-cristiani    310135126
altri 36081876682 42944 113
di cui della comunità ebraica 312011316911488
di cui delle comunità islamiche     70013 584
di cui senza confessionec     61016 457
Nazionalità       
svizzeri 87 00692 12098 183139 990148 792183 942
stranieri 1 9027 11115 0389 74834 04344 933
Anno  19051939196519952005
Occupati nel cantonesettore primario 31 49534 81912 14712 109d9 762
 settore secondario 32 21231 51851 17342 34137 604
 settore terziario 9 15312 29119 71249 67658 762
Anno  19651975198519952005
Percentuale rispetto al reddito nazionale svizzero 2,7%2,6%2,6%2,7%2,6%

a Abitanti e nazionalità: popolazione residente; lingua e religione: popolazione "presente".

b Compresi i cattolico-cristiani nel 1880 e nel 1900; dal 1950 cattolico-romani.

c Non appartenenti ad alcuna confessione o altra comunità religiosa.

d Censimento delle aziende agricole 1996.

Struttura demografica ed economica del canton Turgovia -  Historische Statistik der Schweiz; Ufficio federale di statistica; censimenti federali

Dalla Preistoria ai secoli centrali del Medioevo

Preistoria ed epoca romana

Paleolitico e Mesolitico

Le prime rare tracce antropiche sono costituite da minuscoli oggetti in selce ritrovati sull'isola di Werd nei pressi di Eschenz e nella valle del Seebach, vicino al confine con il Weinland zurighese. Risalenti alla fase più recente del Paleolitico superiore (11'000-9000 a.C.), alla fine dell'ultima glaciazione, provengono da gruppi di cacciatori-raccoglitori. Fino all'inizio del XXI secolo sono stati rinvenuti ca. 20 accampamenti del Mesolitico (9000-5500 a.C.) attorno ai tre laghi nella valle del Seebach, nella regione di Diessenhofen e nei dintorni di Kreuzlingen. I cacciatori nomadi di quel periodo sembrano aver volutamente privilegiato le zone rivierasche, dato che tutti i siti affacciati sul lago di Costanza si trovano a un'altitudine di 400 m ca., che corrisponde al livello del lago dell'epoca. Nel caso dei laghi della valle del Seebach, essi si collocano ca. 5 m al di sopra del livello odierno delle acque.

Neolitico

Nella valle del Seebach si trovano anche le più antiche testimonianze di culture contadine sedentarie: in base alle analisi dei pollini, già poco dopo l'inizio del quinto millennio a.C. nelle vicinanze del lago di Nussbaumen veniva praticata la campicoltura. I primi reperti in ceramica riconducibili a insediamenti sono frammenti di bicchieri della tarda cultura di Rössen (4500-4300 a.C.) o di poco posteriori rinvenuti nell'insediamento d'altura di Sonnenberg nei pressi di Stettfurt, nella valle della Lauche.

Dopo il 3850 a.C. iniziò la colonizzazione delle rive del lago di Costanza e dei piccoli laghi e paludi nella Turgovia posteriore. Tra i più antichi insediamenti in zone umide finora conosciuti figurano Eschenz-Orkopf, Eschenz-Werd, Steckborn-Turgi e lago di Nussbaumen-Inseli. Negli oltre 50 siti attestati, prevalentemente della cultura di Pfyn (3850-3550 a.C.), sono venuti alla luce gruppi di reperti di varie dimensioni e addirittura villaggi occupati in più fasi. Accanto a Eschenz-Werd e alle stazioni del comune di Steckborn (Turgi e Schanz), tra i più importanti figurano gli insediamenti palustri di Niederwil e Pfyn-Breitenloo (da cui trae il suo nome la cultura di Pfyn). Di particolare rilevanza è l'effimero abitato di Arbon-Bleiche 3 (datato dendrocronologicamente dal 3384 al 3370 a.C.), che si situa nel periodo di transizione tra le culture di Pfyn e di Horgen (3300-2700 a.C.), altrimenti povero di rinvenimenti. Appartengono alla cultura della ceramica a cordicella, apparsa nella Svizzera orientale dal 2700 a.C. in maniera non graduale, i siti di Eschenz-Werd, Eschenz-Seeäcker e Steckborn-Turgi e l'insediamento d'altura di Thurberg (comune Weinfelden).

Per la fase più recente del Neolitico finale (2750-2200 a.C.) non sono attestati né insediamenti né reperti sparsi, a meno di non stabilire una relazione tra il noto bicchiere aureo di Eschenz e la cultura del bicchiere campaniforme. Il fatto che siano stati rinvenuti solo due abitati non rivieraschi (quelli d'altura già citati di Sonnenberg e Thurberg) probabilmente non rispecchia la situazione reale, ma piuttosto lo stato attuale della ricerca. La mappatura dei reperti isolati fornisce un quadro più equilibrato.

Età del Bronzo e del Ferro

Siti archeologici del canton Turgovia (A)
Siti archeologici del canton Turgovia (A) […]

Il territorio turgoviese annovera solo pochi reperti singoli e nessun insediamento della prima fase del Bronzo antico (2200-1800 a.C.). Molto probabilmente per ragioni climatiche, attorno al 1800 a.C. le rive dei laghi furono ripopolate, come attestano i tre insediamenti rivieraschi di Arbon-Bleiche 2, Eschenz-Orkopf e lago di Nussbaumen-Inseli/Horn, risalenti al periodo più recente del Bronzo antico (1800-1550 a.C.). Un forte peggioramento climatico alla fine del Bronzo antico comportò il trasferimento degli abitati verso l'entroterra, per cui per il Bronzo medio (1550-1350 a.C.) non sono più attestati siti perilacustri. La fortificazione dell'insediamento d'altura di Toos-Waldi (comune Schönholzerswilen) suggerisce inoltre che si trattò di un periodo movimentato. Oltre a Toos-Waldi, per il Bronzo medio sono attestati tra l'altro insediamenti rurali a Wäldi-Hohenrain, Thurberg e sul pendio settentrionale del Seerücken nei pressi di Kreuzlingen.

In base ai ritrovamenti, durante il Bronzo finale (1350-800 a.C.) la Turgovia deve essere stata quasi interamente popolata; degno di nota è inoltre l'alto numero di siti fortificati. Il clima favorevole nella fase centrale e terminale del Bronzo finale portò a un abbassamento del livello delle acque e quindi alla ricolonizzazione delle zone rivierasche. Tra i più importanti insediamenti perilacustri figurano Eschenz-Werd e Uerschausen-Horn sul lago di Nussbaumen. Scavi archeologici compiuti nel 1985-1991 mostrarono che l'abitato sulla penisola di Horn, composto verosimilmente da oltre 100 case, esistette solo per mezzo secolo. Verso la fine del IX secolo a.C. il villaggio fu abbandonato, probabilmente a causa dell'innalzamento del livello del lago.

Quarto di statere lateniano del tipo Horgen-Unterentfelden, risalente alla prima metà del II secolo a.C., proveniente dalla necropoli di Frauenfeld-Langdorf (Amt für Archäologie des Kantons Thurgau, Frauenfeld).
Quarto di statere lateniano del tipo Horgen-Unterentfelden, risalente alla prima metà del II secolo a.C., proveniente dalla necropoli di Frauenfeld-Langdorf (Amt für Archäologie des Kantons Thurgau, Frauenfeld). […]

Con la fine dell'età del Bronzo attorno all'800 a.C., le fonti archeologiche diminuiscono sensibilmente. Le poche tracce insediative della cultura di Hallstatt (800-450 a.C.) inducono a ritenere che l'abbandono degli abitati rivieraschi fu seguito tra l'altro dall'occupazione di insediamenti d'altura già colonizzati in passato, come nel caso della stazione di Wäldi-Hohenrain sul Seerücken. Costituisce un'eccezione sotto questo profilo l'abitato ai margini di un'antica insenatura del lago di Nussbaumen a Uerschhausen-Horn, costruito tra il 663 e il 635 a.C. accanto al villaggio del Bronzo finale, da ricondurre probabilmente a un progressivo miglioramento delle condizioni climatiche e al conseguente abbassamento del livello del lago verso la fine dell'VIII secolo. Nell'odierno territorio cantonale non sono state rinvenute sepolture della parte centrale e conclusiva del Bronzo finale, ma sono numerosi i tumuli risalenti al periodo di Hallstatt. I principali appartengono alle necropoli di Kreuzlingen-Gaissberg, Ermatingen-Wolfsberg, Salenstein-Eichholz e Neunforn-Münchhof.

Siti archeologici del canton Turgovia (B)
Siti archeologici del canton Turgovia (B)

Come per l'epoca hallstattiana, anche per la cultura di La Tène (450-15 a.C.) la situazione insediativa è poco nota; solo negli ultimi decenni sono state scoperte diverse tracce di abitati nell'area di Kreuzlingen. Del La Tène antico o medio si sono conservate diverse sepolture a inumazione in tombe piatte, in parte dotate di ricco corredo, come quelle di Frauenfeld-Langdorf, Aadorf-Tobelacker e Basadingen-Dickihof. Dalla necropoli di Frauenfeld proviene la più antica moneta celtica rinvenuta nel cantone, un quarto di statere in oro coniato seguendo un modello greco. La totale assenza di tombe del La Tène finale probabilmente non è dovuta a una variazione del tessuto insediativo quanto piuttosto a una modifica dei riti funerari.

Epoca romana

L'area attorno al lago di Costanza viene menzionata dal I secolo a.C. in fonti scritte, tra cui le opere geografiche di Strabone e Claudio Tolomeo, l'Itinerarium Antonini, la Tavola peutingeriana e la Notitia Dignitatum. Per l'odierno territorio cantonale sono citati gli insediamenti di Tasgaetium (Eschenz), Ad Fines (Pfyn) e Arbor Felix (Arbon). Arbon è menzionata, quale unica località turgoviese, anche nell'opera dello storico tardoromano Ammiano Marcellino (IV sec. d.C.). Pure la Notitia Dignitatum (basso Impero) fa riferimento a una coorte di soldati dell'area danubiana (Pannonia) stazionata ad Arbon e posta sotto il comando di un tribuno. Fonti antecedenti descrivono la topografia della regione, come nel caso dell'isola sul lago di Costanza menzionata da Strabone (forse l'isola di Werd o di Reichenau). La maggior parte delle testimonianze scritte di epoca romana è però costituita da piccole iscrizioni su legno, specialmente tavolette cerate e botti; le più importanti provengono da Eschenz. Le poche iscrizioni su pietra attestate sono state rinvenute a Eschenz e Homburg.

Il territorio turgoviese assunse una certa rilevanza durante l'espansione dell'Impero romano nel I secolo a.C. e, come area di frontiera, dal 250 d.C. ca. Era attraversato dal confine tra diverse province (tra Gallia e Raetia, e poi tra Germania e Raetia), come attestato dal toponimo Ad Fines (Pfyn). La strada Vindonissa (Windisch)-Vitodurum (Winterthur)-Ad Fines-Arbor Felix-Brigantium (Bregenz), che passava per la valle della Thur, ebbe probabilmente un ruolo importante nella tarda antichità dopo la perdita dei territori a nord del Reno; lo confermano anche le indicazioni di Ammiano Marcellino (XV, 4, 1-2). Sono particolarmente ben studiati i tratti Winterthur-Frauenfeld (con un ponte in legno sulla Murg) e Frauenfeld-Felben. In base all'ubicazione dei reperti, l'itinerario romano da Pfyn verso est doveva seguire la riva settentrionale della Thur; fino ad Arbon mancano però attestazioni archeologiche, così come per il percorso tra Arbon e Bregenz. Accanto a questa arteria est-ovest, esistevano strade secondarie, come testimoniano i ponti portati alla luce a Eschenz (82/83 d.C.) e Bussnang (124 d.C. ca.). Non è stato però possibile associare questi ultimi a itinerari precisi. Nel periodo imperiale, la Turgovia (ad eccezione della sua estremità occidentale) fu probabilmente incorporata nella provincia della Raetia; per Tasgetium tale appartenenza è indicata da Tolomeo.

Vestigia di un ponte romano sulla Thur nei pressi di Bussnang, risalenti al 124 d.C. (Amt für Archäologie des Kantons Thurgau, Frauenfeld).
Vestigia di un ponte romano sulla Thur nei pressi di Bussnang, risalenti al 124 d.C. (Amt für Archäologie des Kantons Thurgau, Frauenfeld). […]

A Eschenz sono state rinvenute tracce dello stazionamento di truppe all'inizio del I secolo d.C. e i più antichi piccoli reperti e legni da costruzione romani (attorno alla nascita di Cristo). In una tomba a incinerazione a Lommis è stata trovata una spada romana. Simili sepolture vengono normalmente attribuite a veterani, che dopo 25 anni nell'esercito potevano tenere la loro "arma di servizio". La creazione del campo legionario di Vindonissa sembra quindi aver avuto ripercussioni fino alle regioni più discoste della Svizzera orientale. Con la conquista di vasti territori a nord del Reno (Agri Decumates), dal 70 d.C. la Turgovia si trasformò in entroterra di due province e probabilmente per oltre un secolo visse un periodo abbastanza tranquillo. Dal secondo quarto del III secolo guerre civili e conflitti interni, problemi economici e scontri sul limes coinvolsero anche le retrovie. La regione tra il Reno superiore e il Neckar, conquistata ca. 200 anni prima, venne abbandonata, e anche in Turgovia dal 250 d.C. ca. sorsero insediamenti fortificati posti su alture facilmente difendibili, come ad esempio Toos-Waldi e Thurberg.

Alla fine del III secolo si assistette probabilmente anche a un profondo mutamento della struttura insediativa. Il vicus di Tasgetium, esistito per ca. tre secoli, venne abbandonato a favore di un castrum, costruito poco più a ovest in territorio di Stein am Rhein. Le imponenti fortificazioni (castra) di Pfyn, Costanza e Arbon testimoniano la ritrovata importanza strategica del Reno e del lago di Costanza nel IV secolo d.C. A questo periodo risalgono anche diverse torri di guardia nel territorio turgoviese, tra cui quelle nello Schaarenwald (comune Schlatt), nei pressi dell'Unterhof a Diessenhofen e, forse, anche quelle sul Burstel (comune Rheinklingen), a Wagenhausen e sul Mörderbuck (comune Diessenhofen). Nessuno di questi complessi è stato oggetto di scavi approfonditi. Queste fortificazioni terrestri, di dimensioni variabili, erano supportate da reparti navali; la Notitia Dignitatum menziona un comandante di flotta stazionato a Bregenz.

Tra gli insediamenti civili, Eschenz è citato come vicus (piccola cittadina con funzioni di centro) in alcune iscrizioni. Si suppone che anche a Pfyn e Arbon esistessero dei vici, ma non vi sono prove storiche o archeologiche per dimostrarlo. La presenza di villae rusticae è testimoniata perlopiù solo da ritrovamenti sparsi; unicamente la villa di Stutheien presso Hüttwilen è stata oggetto di ampi scavi. Di altre (Boltshausen presso Märstetten, Talbach e Oberkirch nei pressi di Frauenfeld, Sitterdorf) si conoscono singoli fabbricati o parti di essi.

Recipiente in pietra ollare proveniente dalla necropoli tardoromana di Adelberg nei pressi di Pfyn, risalente a metà del IV secolo (Amt für Archäologie des Kantons Thurgau, Frauenfeld).
Recipiente in pietra ollare proveniente dalla necropoli tardoromana di Adelberg nei pressi di Pfyn, risalente a metà del IV secolo (Amt für Archäologie des Kantons Thurgau, Frauenfeld).

Per quanto riguarda le attività artigianali, all'inizio del XXI secolo era ben documentata la produzione ceramica. Sono poi attestati anche la lavorazione del ferro e del cuoio, la tornitura e l'intaglio del corno. Si registrò anche l'avvento di nuove tecniche e materiali, come l'utilizzo della malta per le costruzioni in pietra e di ceramiche nell'edilizia per la realizzazione di tetti e terme. Si affermò anche l'impiego del vetro, in precedenza un materiale prezioso e raro. La pietra ollare, caratteristica soprattutto della Svizzera orientale e della fascia alpina, veniva trasformata in recipienti con l'ausilio di torni.

Tesori e reperti isolati segnalano l'esistenza di un'economia monetaria. Nel 1831 a Widenhub, al confine tra i cantoni Turgovia (comune Hauptwil-Gottshaus) e San Gallo (comune Waldkirch), furono portate alla luce oltre 6000 monete d'argento (denari e cosiddetti antoniniani risalenti al periodo tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C.). Rare sono invece le testimonianze della vita religiosa in epoca romana. Degno di nota è un presunto santuario d'altura nei pressi del cosiddetto Heidenhaus nel comune di Homburg. A Eschenz sono state rinvenute due iscrizioni che attestano il culto degli dei Reno (Howald-Meyer, 371) e Fortuna (Walser, 198) e una statua di legno, interpretata come immagine del donatore, risalente al periodo della nascita di Cristo.

Per l'odierno territorio cantonale, le fonti scritte menzionano per nome solo singole persone. Rari sono anche i sepolcri romani rinvenuti. Oltre alla tomba di Lommis, sono state ritrovate più modeste sepolture a incinerazione a Eschenz, Hüttwilen e Pfyn, collegate probabilmente alle rispettive necropoli. Per il periodo tardoromano è ben documentato solo un piccolo cimitero con sepolture a inumazione nella zona della fattoria di Adelberg (comune Pfyn). Sono poi state portate alla luce sepolture di neonati all'interno degli insediamenti stessi, ad esempio nel vicus di Eschenz.

All'inizio del XXI secolo la distribuzione dei ritrovamenti di epoca romana mostrava una concentrazione decrescente da ovest verso est, che riflette in primo luogo una diversa intensità negli scavi archeologici e nell'attività edilizia, ma anche la preferenza per le aree adatte alla campicoltura.

Secoli iniziali e centrali del Medioevo

Tarda antichità ed epoca merovingia

Fibbia di cintura traforata proveniente da una tomba femminile di Arbon-Bergli, risalente al 600 ca. (Amt für Archäologie des Kantons Thurgau, Frauenfeld).
Fibbia di cintura traforata proveniente da una tomba femminile di Arbon-Bergli, risalente al 600 ca. (Amt für Archäologie des Kantons Thurgau, Frauenfeld). […]

Dall'ultimo terzo del III secolo l'alto Reno costituì la frontiera dell'Impero romano. Anche se nel IV secolo i tentativi degli Alemanni di occupare militarmente la sponda meridionale del Reno furono ancora respinti, è però verosimile che presto questi ultimi si insediarono sotto il controllo romano in quei territori. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476) la Turgovia fu successivamente soggetta al dominio dei Burgundi, degli Ostrogoti e dei Franchi. La popolazione romanizzata, concentrata nei castra, era cristiana e poté mantenere il proprio culto grazie all'appoggio dell'élite più o meno cristianizzata di questi regni germanici. Ancora nel VII secolo ad Arbon Gallo trovò così una comunità cristiana intatta con un sacerdote e un diacono. Il comandante del castrum portava il titolo tardoromano di tribunus (Wetti, Vita Sancti Galli , 35). Dal 536/537 la Svizzera orientale fece parte del regno franco. In seguito alla sua divisione nel 561, l'Alemannia e la Rezia curiense, e quindi anche la Turgovia, passarono all'Austrasia. Questo orientamento verso est rimase la regola nelle diverse spartizioni dell'Impero compiute da Merovingi e Carolingi. Solo tra il 596 e il 610 anche la Svizzera orientale fece parte del regno burgundo. Successivamente i "Turgoviesi", menzionati per la prima volta in quell'occasione, tornarono sotto il dominio dell'Austrasia. Sotto re Dagoberto I, sovrano di tutto l'Impero franco dal 629 al 638/639, l'area venne riorganizzata sul piano ecclesiastico e furono stabiliti i confini della diocesi di Costanza, dotata dei territori nei dintorni della città fino al Seerücken (Bischofshöri). Dal VII secolo la Turgovia costituì un'ampia contea (comitatus) tra Reuss, Aar, Reno e lago di Costanza, suddivisa in unità più piccole dai confini non chiaramente definiti come l'Arbongau, ancora sotto forte influenza retica, e lo Zürichgau. La Turgovia costituì uno dei nuclei dei possedimenti dei duchi alemanni, fino al 746 funzionari del re.

Epoca carolingia

I sovrani carolingi controllavano direttamente il territorio tramite i loro conti, il cui raggio d'azione in parte si estendeva a regioni più vaste e in parte si limitava alla Turgovia. Gli atti di proprietà mostrano come i possedimenti dell'abbazia di San Gallo nell'VIII-X secolo si concentrassero nella Turgovia posteriore (regione di Münchwilen), in quella centrale (tra la Thur e il Nollen) e nell'alta Turgovia (specialmente nella valle dell'Aach e sul lago di Costanza a ovest di Romanshorn). Poco si sa invece sulla bassa valle della Thur e il bacino inferiore del lago di Costanza, sottoposti al convento di Reichenau, e sul Seerücken centrale e Bischofszell, soggetti al vescovo di Costanza. Sono considerati centri regionali le diverse località in cui furono redatti degli atti (da cui la denominazione tedesca di Actum-Orte), sedi di tribunale in cui si svolgevano affari, spesso alla presenza del conte o del suo rappresentante. Si trattava di Langdorf nei pressi di Frauenfeld, Sulgen, Aawangen, Wertbühl e Neunforn, in cui non sono attestati possedimenti dell'abbazia di San Gallo, rispettivamente di Aadorf, Amriswil, Bussnang, Leutmerken, Lommis, Romanshorn e Sitterdorf, proprietà abbaziali più volte menzionate.

Fonti documentarie e archeologiche suggeriscono l'esistenza di una rete relativamente fitta di chiese già nel IX secolo. Nell'886 il casato comitale degli Udalriche (Gerolde) fece della chiesa di S. Alessandro ad Aadorf il luogo di sepoltura della famiglia e il centro di una comunità conventuale, che però ebbe vita breve. Nell'area dei castra di Pfyn e Arbon si trovavano delle chiese. La più antica chiesa di S. Martino ad Arbon venne costruita, in data ancora ignota, sopra le terme tardoromane. Lo stato delle fonti consente di formulare prudenti supposizioni sulla struttura sociale: la terra veniva coltivata da servi (di chiese e conventi), affittuari e proprietari liberi. Tra questi ultimi si affermarono come élite regionale i membri del seguito del re, che prestavano servizio militare e possedevano metalli preziosi, armi, mandrie di cavalli e una propria servitù.

Il periodo degli Ottoni e dei primi re salici (911-1098)

Dopo la morte dell'ultimo sovrano carolingio del regno franco orientale (911) fu possibile ricostituire il ducato alemanno, denominato da allora Svevia. Con la sua vittoria nella battaglia di Winterthur (919) il duca riuscì a vanificare le ambizioni di Rodolfo II, re dell'alta Borgogna, sui territori alemanni a sud del Reno. La Turgovia rimase quindi definitivamente nell'Impero franco orientale rispettivamente "tedesco", ma fu ridotta alla regione tra la valle della Töss e l'Alpstein da un lato e i bacini superiore e inferiore del lago di Costanza e il Reno dall'altro. I duchi, i cui possedimenti familiari si trovavano nell'Hegau, nella regione attorno a Stammheim e a Zurigo, potevano amministrare direttamente la Turgovia, come evidentemente fece Burcardo III nel 958, ma generalmente la concedevano in feudo a conti, discendenti da stirpi rivali fra loro, come i von Zähringen. Questi ultimi alla fine dell'XI secolo ambirono anche alla dignità ducale. All'apice della lotta per le investiture i von Zähringen, fedeli al papa, ottennero con l'accordo del 1098 la città di Zurigo e il titolo ducale, rinunciando in contropartita al ducato di Svevia (con la Turgovia) a favore degli Staufer, filoimperiali.

Il periodo degli ultimi re salici e degli Staufer (1098-1264)

Dal 1094 i conti von Dillingen-Kyburg sono attestati quali conti in Turgovia e contemporaneamente come detentori di vasti possedimenti fondiari. Già nel 1178 il conte Hartmann III von Kyburg elevò Diessenhofen, menzionato sin dall'alto Medioevo, al rango di città. Al più tardi nel 1245 i von Kyburg attribuirono in feudo la fortezza e il baliaggio cittadini ai Truchsessen von Diessenhofen, rappresentanti della nobiltà ministeriale emergente. Nel territorio del convento di Reichenau, alla fine degli anni 1220 sorse una fortezza che costituì il nucleo di Frauenfeld, attestata la prima volta come città nel 1286. Già dal 1246 diversi cavalieri del seguito dei von Kyburg portarono l'appellativo de Vrowinvelt (di Frauenfeld) o simili. Nel 1264, dopo la morte del conte Hartmann IV, il conte Rodolfo IV d'Asburgo, futuro re Rodolfo I, ereditò anche i diritti dei von Kyburg nella contea della Turgovia.

In questo periodo vennero fondati o rinnovati numerosi capitoli e conventi: nel 1119 il vescovo di Costanza elevò ad abbazia autonoma il piccolo convento di Wagenhausen, costituito nel 1083 da Tuto, membro della nobiltà locale, quale filiale del convento di Allerheiligen a Sciaffusa. Il capitolo dei canonici regolari di Bischofszell, menzionato la prima volta come prepositura nel 1155 e dedicato a S. Pelagio, fu probabilmente fondato dai vescovi di Costanza nel IX secolo. Questo avamposto vescovile fortificato rappresentava il simbolo della perenne rivalità tra Costanza e San Gallo per il dominio e l'influenza sulla Turgovia. Anche il convento femminile di Münsterlingen, documentato dal 1125, risale verosimilmente all'alto Medioevo. Il capitolo dei canonici agostiniani di Kreuzlingen, fondato nel 1125 come convento privato (Eigenkloster) vescovile, sotto la protezione dei duchi di Svevia si affermò come uno dei più ricchi monasteri turgoviesi. Poco prima del 1138 il vescovo Ulrich II diede vita al convento benedettino di Fischingen nella T. posteriore. Nel 1150 i Truchsessen von Ittingen istituirono un piccolo capitolo di canonici agostiniani nella loro fortezza; nel 1226 un ramo dei conti von Toggenburg fondò la commenda gerosolimitana di Tobel. Tra il 1242 e il 1245 una comunità di beghine fino ad allora senza fissa dimora si trasformò nel priorato di domenicane di Sankt Katharinental, riccamente dotato. Nel 1267 e nel 1269 Alberto Magno vi consacrò gli altari della chiesa conventuale in via di costruzione. I cistercensi fondarono conventi femminili a Tänikon (1249) e a Feldbach (comune Steckborn, 1253/1254); nel 1253 sorse il monastero delle clarisse di Paradies. Con queste fondazioni si torna anche a disporre di fonti scritte provenienti dall'area turgoviese, dopo una parentesi iniziata nei primi anni del X secolo. Questi documenti forniscono indicazioni sulla costruzione di fortezze avviata in quel periodo nonché sui legami di interdipendenza e il ruolo della nobiltà locale, all'interno della quale si distinsero le famiglie baronali von Güttingen e von Bussnang, che annoverarono vescovi di Costanza e di Coira e abati di San Gallo.

Affreschi sulla parete orientale del coro della cappella di Degenau, risalenti all'ultimo terzo del XII secolo (Fotografia Karl Fülscher, Stammheim).
Affreschi sulla parete orientale del coro della cappella di Degenau, risalenti all'ultimo terzo del XII secolo (Fotografia Karl Fülscher, Stammheim). […]

Le poche tracce sul commercio e i trasporti testimoniano l'importanza della navigazione sul bacino inferiore del lago di Costanza e sul Reno. Dovrebbe risalire ai primi secoli del Medioevo il collegamento tra Costanza e San Gallo attraverso Berg, Sulgen e Bischofszell, attestato ancora in un documento del 1401 come "via del vescovo".

Dal tardo Medioevo fino al XVIII secolo

La Turgovia asburgica (1264-1460)

Dopo che Rodolfo I d' Asburgo era riuscito a imporsi contro il re Ottocaro di Boemia (1278) nella lotta per il dominio in Austria, alla Dieta imperiale di Augusta (1282) ottenne in feudo per i suoi due figli Alberto e Rodolfo i ducati riconquistati dell'Austria e della Stiria, la Carniola e la Marca slovena. Poiché il centro dei loro interessi si collocava ormai in Austria, ai vicelangravi di estrazione baronale fu affidata l'amministrazione dell'alta giustizia e agli Hofmeister von Frauenfeld quella del baliaggio della Turgovia. Il tribunale supremo o di alta giustizia (Landgericht) continuò a riunirsi pubblicamente nei pressi di Hafnern (Oberwinterthur), sotto il porticato di Kurzdorf, nei pressi di Eschlikon e, più tardi, quasi esclusivamente a Winterthur.

Nel XIV secolo il dominio asburgico fu incontestato. La Turgovia fu risparmiata da lotte interne, tra l'altro perché non vi erano forti città emergenti che avrebbero potuto entrare in conflitto con la signoria territoriale. Sotto gli Asburgo, Frauenfeld riuscì perlomeno ad affermarsi come centro amministrativo entro la fine del XIV secolo. Malgrado il processo di territorializzazione, anche i nobili locali si adeguarono all'autorità asburgica, che difendeva i loro interessi nei confronti della popolazione rurale. Nelle battaglie di Morgarten (1315), Sempach (1386) e Näfels (1388) la nobiltà turgoviese, così come i contingenti delle città di Frauenfeld e Diessenhofen, pagò un alto tributo di sangue. Ancora maggiori furono le perdite in vite umane nelle guerre di Appenzello (1401-1429). Dopo il ristabilimento della pace, l'aristocrazia, il casato degli Asburgo e il clero tornarono a ricoprire le precedenti posizioni di potere. La nobiltà però non riuscì più a riprendersi; molte famiglie emigrarono o si estinsero.

Nel 1415, durante il Concilio di Costanza, re Sigismondo annesse all'Impero la Turgovia, appartenente al duca Federico IV d'Asburgo, poiché quest'ultimo aveva favorito la fuga dell'antipapa Giovanni XXIII. Il 20 ottobre 1417 Sigismondo attribuì l'alta giustizia, la riserva di caccia e il baliaggio di Frauenfeld – esente dall'alta giurisdizione ducale e composto da una serie di corti (Dinghöfe) del convento di Reichenau, dal convento di Ittingen, da diritti langraviali e beni allodiali degli Asburgo ereditati dai von Kyburg – alla città imperiale di Costanza in cambio di un pegno di 3100 fiorini. Nel 1425 ordinò a Costanza la restituzione dell'alta giustizia, che però rimase in pegno alla città. I duchi asburgici riottennero il baliaggio di Frauenfeld.

Il passaggio della Turgovia sotto il dominio confederato (1460-1499)

Assedio di Diessenhofen da parte di truppe confederate (1460). Illustrazione tratta dalla cronaca di Gerold Edlibach, dopo il 1485 (Zentralbibliothek Zürich, Ms. A 75, p. 228).
Assedio di Diessenhofen da parte di truppe confederate (1460). Illustrazione tratta dalla cronaca di Gerold Edlibach, dopo il 1485 (Zentralbibliothek Zürich, Ms. A 75, p. 228). […]

I Confederati intervennero militarmente in Turgovia una prima volta durante la Vecchia guerra di Zurigo (1436-1450) e una seconda in occasione di quella dei Plappart (1458), quando Corpi franchi assediarono Weinfelden, feudo austriaco appartenente per metà alla città di Costanza e per l'altra metà a Bertold Vogt, cittadino di Costanza. Grazie alla mediazione del vescovo di Costanza, i Confederati ottennero un lauto indennizzo in cambio del loro ritiro. Poiché i cantoni miravano a portare il confine della Confederazione sul Reno, nel 1460 promossero una spedizione in Turgovia su sollecitazione di papa Pio II che, in conflitto con il duca Sigismondo d'Asburgo nel Tirolo meridionale, li sciolse dalla pace di 50 anni sottoscritta nel 1412. I Confederati si impossessarono allora dei beni e diritti asburgici nonché, dopo un lungo assedio e grazie a rinforzi provenienti da Berna e Sciaffusa, della cittadina di Diessenhofen; inoltre assunsero l'amministrazione del baliaggio. Frauenfeld passò sotto il dominio diretto dei sette cantoni (Zurigo, Lucerna, Uri, Svitto, Untervaldo, Zugo, Glarona) e Diessenhofen sotto quello dei nove (i sette più Berna e Sciaffusa); entrambe le località quindi non furono soggette né all'alta giurisdizione di Costanza né al balivo confederale. I cantoni riconobbero esplicitamente i diritti di terzi, poiché quasi ovunque la bassa giustizia era appannaggio del facoltoso patriziato emergente delle vicine città di Zurigo e Costanza (ad esempio famiglie Kornfail, Lanz, Mötteli, Muntprat, von Ulm), di conventi o del vescovo di Costanza. Le poche fattorie e villaggi direttamente soggetti agli Asburgo prima del 1460 passarono, come cosiddette alte giurisdizioni (Hohe Gerichte), sotto l'amministrazione e la giurisdizione del balivo.

Evoluzione del sigillo del tribunale supremo (Landgericht) della Turgovia (Staatsarchiv Zürich, Stadtarchiv Winterthur, Staatsarchiv Thurgau).
Evoluzione del sigillo del tribunale supremo (Landgericht) della Turgovia (Staatsarchiv Zürich, Stadtarchiv Winterthur, Staatsarchiv Thurgau). […]

Inevitabilmente, la sovrapposizione di competenze sul piano giuridico e amministrativo portò a numerosi conflitti tra la città di Costanza e i Confederati. Crebbe la volontà di questi ultimi di acquisire l'alta giustizia, necessaria per ottenere la piena sovranità territoriale. Nel 1480 decisero di impossessarsene, ma l'imperatore Federico III si oppose. Dopo negoziati, i contraenti decisero di lasciare l'alta giurisdizione a Costanza, ripartendone però gli introiti in rapporto di tre a uno tra i Confederati e la città. Un nuovo tentativo di sottrarre l'alta giustizia a Costanza, compiuto dai Corpi franchi, fallì nel 1495. Durante la guerra di Svevia, Costanza si schierò dalla parte dell'Impero, non da ultimo a causa di questo conflitto. Nell'ambito della pace di Basilea del 1499, l'alta giurisdizione sulla Turgovia venne infine attribuita ai dieci cantoni (i sette più Berna, Friburgo e Soletta). Il tribunale supremo, che si riuniva a Frauenfeld, di regola era composto da sei membri della città e sei della campagna, e per le cause criminali da sei giudici di Frauenfeld e 18 della campagna. La corte era presieduta dal balivo, che si faceva rappresentare dal Landamano, un cittadino di Frauenfeld.

Chiesa e Stato

Fonte battesimale nella chiesa paritetica di Sommeri, risalente alla seconda metà del XIX secolo, con una vasca per i cattolici e una per i riformati (Amt für Denkmalpflege des Kantons Thurgau, Frauenfeld).
Fonte battesimale nella chiesa paritetica di Sommeri, risalente alla seconda metà del XIX secolo, con una vasca per i cattolici e una per i riformati (Amt für Denkmalpflege des Kantons Thurgau, Frauenfeld). […]

Nel periodo della Riforma, la vita religiosa fu fortemente influenzata dal rinnovamento ecclesiastico nelle vicine città di Costanza, Zurigo, San Gallo e Sciaffusa. I Turgoviesi si recarono in gran numero a Costanza per ascoltare le prediche, ad esempio di Ambrosius Blarer. I libri e i fogli volanti dei riformatori si diffusero rapidamente; presto i comuni turgoviesi chiesero a Zurigo di inviare predicatori. Nel 1524 il balivo Josef Amberg, di Svitto, prese provvedimenti contro gli ecclesiastici della nuova fede e proibì la lettura della Bibbia e degli scritti riformati. Dopo l'arresto del pastore Johannes Oechsli, ordinato da Amberg, le tensioni sfociarono nel sacco di Ittingen. La condanna a morte del cattolico Marx Wehrli, usciere della Turgovia incaricato di mansioni giudiziarie e di polizia, eseguita a Zurigo il 5 maggio 1528 fu la prima di una serie di azioni delle autorità zurighesi in Turgovia volte a garantire la libertà religiosa. Quest'ultima fu proclamata dalla Landsgemeinde turgoviese il 6 dicembre 1528. Un'ulteriore Landsgemeinde convocò il primo sinodo a Frauenfeld, tenutosi nel dicembre del 1529 sotto la direzione di Ulrich Zwingli, in cui i pastori prestarono giuramento sulla Bibbia. Seguirono poi altri due sinodi. Con l'accordo del 17 settembre 1530 (noto come Thurgauer Vergriff) e il mandato sulla religione del novembre dello stesso anno, il balivo Philipp Brunner, glaronese, pose le basi dell'organizzazione ecclesiastica turgoviese. La seconda pace nazionale del 1531 dichiarò illegittimo tale ordinamento; vista l'adesione della maggioranza della popolazione alla nuova fede, una ricattolicizzazione forzata non era però più possibile. Ai riformati venne concesso l'esercizio pubblico del culto, mentre ai cattolici fu assicurata la possibilità di diffondere liberamente la propria fede. La nuova confessione aveva diritto a una parte dei beni ecclesiastici solo nella misura in cui ciò era previsto dalla seconda pace nazionale. Con quest'ultima, i signori giustizieri (Gerichtsherren) e i sostenitori della vecchia fede, appoggiati dai cinque cantoni della Svizzera centrale, ottennero la reintroduzione del culto cattolico in molti comuni. Quale compromesso, in 27 comuni la chiesa venne utilizzata da entrambe le confessioni (simultaneum). Nelle dispute che seguirono tra le autorità cattoliche e i riformate turgoviesi, Zurigo sostenne i suoi correligionari, tra l'altro quando questi ultimi per imposizione di un mandato avrebbero dovuto celebrare i giorni festivi secondo il calendario gregoriano. Tra i numerosi conflitti i più gravi furono gli affari di Gachnang (1610), di Uttwil e Lustdorf (1644-51) e di Wigoltingen (1664), che generarono forti spaccature tra i cantoni confederati. Quelli cattolici in simili casi spingevano per decidere secondo il principio di maggioranza, mentre Zurigo e Glarona rivendicavano un trattamento paritario delle due confessioni. Solo grazie alla mediazione di terzi (ad esempio Berna, Sciaffusa o gli ambasciatori francesi) si riuscì a superare queste gravi crisi. La terza pace nazionale del 1656 non portò a una riconciliazione tra le confessioni e i riformati rimasero svantaggiati. Per rafforzare la nuova fede in Turgovia, Zurigo nel 1614 aveva acquistato le signorie giurisdizionali di Pfyn e Weinfelden, amministrandole come baliaggi esterni (Obervogteien). Nel 1694 acquisì anche Neunforn, Hüttlingen e Wellenberg, nel 1769 Zihlschlacht.

Governo e amministrazione nel baliaggio comune della Turgovia (1499-1712)

Vetrata del baliaggio, in due parti, con i blasoni dell'Impero e dei sette cantoni sovrani, proveniente dalla chiesa cittadina di Frauenfeld, 1517 (Museo nazionale svizzero, deposito della Fondazione Gottfried Keller).
Vetrata del baliaggio, in due parti, con i blasoni dell'Impero e dei sette cantoni sovrani, proveniente dalla chiesa cittadina di Frauenfeld, 1517 (Museo nazionale svizzero, deposito della Fondazione Gottfried Keller). […]
Vetrata del baliaggio, in due parti, con i blasoni dell'Impero e dei sette cantoni sovrani, proveniente dalla chiesa cittadina di Frauenfeld, 1517 (Museo nazionale svizzero, deposito della Fondazione Gottfried Keller).
Vetrata del baliaggio, in due parti, con i blasoni dell'Impero e dei sette cantoni sovrani, proveniente dalla chiesa cittadina di Frauenfeld, 1517 (Museo nazionale svizzero, deposito della Fondazione Gottfried Keller). […]

Dopo aver assunto l'alta giurisdizione sulla Turgovia nel 1499, i sette cantoni sovrani dal 1460 (Zurigo, Lucerna, Uri, Svitto, Untervaldo, Zugo e Glarona) e i tre rappresentati esclusivamente nel tribunale supremo (Berna, Friburgo, Soletta) riorganizzarono l'amministrazione del langraviato di Turgovia. Quest'utima era diretta dal balivo, assistito da un Landamano, un landscriba, un usciere e 12 messi del tribunale supremo. Il balivo, nominato per due anni a rotazione da uno dei sette cantoni, veniva confermato dalla Dieta federale. Responsabile per la gestione del baliaggio, aveva l'obbligo di risiedere a Frauenfeld. Egli era sottoposto alla vigilanza dei cantonale sovrani e, come il Landamano, doveva rendere conto del suo operato alla Dieta preposta alla revisione dei conti annuali. Alte cariche come quelle di Landamano, landscriba e usciere venivano attribuite a vita dalla Dieta federale a cittadini di Frauenfeld. Spesso queste rimanevano a lungo appannaggio della stessa famiglia, assumendo un carattere quasi ereditario. I Locher zum Stock ad esempio ricoprirono la carica di landscriba dal XV secolo al 1612, prima di trasmetterla ai Wirz di Untervaldo, con cui erano imparentati. Durante la peste del 1628 passò ai Reding von Biberegg, di Svitto, i cui discendenti furono, con poche interruzioni, landscribi fino alla caduta del baliaggio comune nel 1798. La funzione di usciere venne svolta dalla famiglia Wehrli fino al 1528, poi da Johannes Kappeler fino al 1563. Negli anni 1560 i suoi titolari mutarono più volte, fino a quando Hans Heinrich Rüpplin la assunse nel 1569. Nel 1621 Sigmund Rüpplin lasciò la carica di usciere a Johann Balthasar Engel, la cui famiglia la mantenne fino al 1711. In seguito venne ricoperta da Franz Josef Rogg e dai suoi discendenti fino al 1798.

Il balivo governava il baliaggio comune della Turgovia soprattutto per mezzo di mandati, già nel XVII secolo stampati su fogli volanti affissi pubblicamente e letti la domenica nelle chiese da parroci e pastori. Nella Turgovia erano inoltre in vigore tra l'altro il diritto successorio del 1542, gli ordinamenti militari del 1619 e del 1643 e i provvedimenti previsti dal Defensionale di Wil del 1647 per la difesa dei confini confederali.

In seguito alla riforma dell'amministrazione e al relativo processo di territorializzazione dal 1499, anche i numerosi detentori di diritti di bassa giustizia si videro costretti a organizzarsi. Per tutelare i loro privilegi nei confronti dei Confederati, della popolazione turgoviese e dei comuni, nel 1504 i signori giustizieri istituirono perciò il Gerichtsherrenstand. Con l'accordo del 1509, quest'ultimo riuscì a difendere le proprie prerogative di fronte ai cantoni sovrani. Il Gerichtsherrenstand, formato da ecclesiastici (geistliche Bank, che comprendeva conventi e capitoli, poi anche il vescovo di Costanza) e da laici (weltliche Bank, costituita dalle città e dai nobili), nel 1581 riuniva 67 signori giustizieri contribuenti. Nel XVI secolo in Turgovia il Gerichtsherrenstand assunse anche compiti militari, ragion per cui i membri del suo comitato direttivo portavano i gradi di capitano generale, vessillifero e tenente.

Locanda Traube a Weinfelden con l'antica fontana del palazzo comunale. Fotografia, 1925 ca. (Amt für Denkmalpflege des Kantons Thurgau, Frauenfeld).
Locanda Traube a Weinfelden con l'antica fontana del palazzo comunale. Fotografia, 1925 ca. (Amt für Denkmalpflege des Kantons Thurgau, Frauenfeld). […]

All'inizio della guerra dei Trent'anni (1618), i cantoni sovrani rinnovarono l'organizzazione militare, alla cui testa insediarono un maggiore. Le truppe erano suddivise negli otto quartieri di Uttwil, Bürglen, Weinfelden, Emmishofen, Pfyn, Lommis, Ermatingen e Hüttlingen, ciascuno agli ordini di un capitano; in seguito i quartieri cambiarono in parte il proprio nome, assumendo come denominazione il luogo di residenza del loro comandante. Frauenfeld e Diessenhofen costituivano dei drappelli autonomi. Steckborn, inizialmente parte del quartiere di Ermatingen, formò in seguito una propria compagnia, comandata dal capitano cittadino. Dato che i capitani di quartiere si riunivano con i loro ufficiali per coordinare i compiti militari, entro il 1798 i quartieri, in collaborazione con i comuni, assunsero gradualmente il ruolo di rappresentanti della Turgovia, anche se il balivo e i signori giustizieri negarono loro competenze in ambito civile e per questo motivo protestarono più volte presso la Dieta federale. Ciascun comune nominava due rappresentanti ai congressi di quartiere.

Il baliaggio comune della Turgovia nel XVIII secolo

Il langraviato di Turgovia attorno al 1780
Il langraviato di Turgovia attorno al 1780 […]

La quarta pace nazionale del 1712 ebbe profonde ripercussioni sulla Turgovia. La commissione responsabile per la sua applicazione, composta dagli inviati confederali. Johann Ludwig Hirzel e Abraham Tscharner e dal vecchio Landamano cattolico Ignaz Joseph von Rüpplin, sancì la parità confessionale, la ripartizione delle prebende tra le chiese cattoliche e riformate e la rappresentanza paritetica nei tribunali di bassa giustizia. Il nuovo Landamano riformato, Johann Ulrich Nabholz, attuò le decisioni della commissione e mediò tra comuni parrocchiali, detentori dei diritti di collazione e signori giustizieri. In seguito sorsero numerose nuove chiese riformate (Schönholzerswilen, 1714; Wäldi ed Egelshofen, 1724; Egnach, 1727; Gottlieben, 1735; Roggwil e Stettfurt, 1746; Erlen, 1764) e per parecchie altre fu stabilito l'utilizzo paritetico. Con l'entrata di Berna nel gruppo dei cantoni sovrani e il trasferimento della Dieta federale da Baden a Frauenfeld (1713), su istanza dei cinque cantoni cattolici, si modificarono anche i rapporti di forza all'interno del baliaggio. Quale ulteriore conseguenza della quarta pace nazionale, la carica di Landamano passò dalla famiglia cattolica Rüpplin a rappresentanti dei cantoni sovrani riformati.

Entro la fine del XVII secolo, il tribunale supremo aveva perso buona parte della sua originaria importanza, poiché i balivi avevano avocato a sé quasi tutte le cause criminali, delegando alla corte solo poche controversie di natura civile. Tra le sue principali competenze erano rimaste l'amministrazione della giustizia nelle cosiddette alte giurisdizioni (Hohe Gerichte) e la trattazione dei ricorsi contro le sentenze delle corti di bassa giustizia. Nel 1712 la città di Frauenfeld acquisì l'alta giustizia. Casi di alta giustizia erano trattati anche dal Consiglio superiore (Oberamt), composto dal balivo, dal Landamano, dal landscriba e dall'usciere. Il Landamano, il cui mandato era ora limitato a dieci anni, oltre alla presidenza del tribunale supremo assunse ulteriori funzioni, tra cui l'amministrazione dei beni degli orfani nelle cosiddette alte giurisdizioni (Hohe Gerichte) e l'applicazione della quarta pace nazionale in tutto il langraviato. Ogni tribunale di bassa giustizia era composto da 12 membri. Nelle aree confessionalmente miste, gli assessori erano per metà cattolici e per metà riformati, o altrimenti venivano nominati in rapporto di uno a due, come nel caso dei tribunali di Gündelhart, formato per due terzi da cattolici, e di Ittingen, costituito per due terzi da riformati. Non tutti erano però soddisfatti della nuova situazione. La quarta pace nazionale fu criticata specialmente dal principe abate di San Gallo e dal vescovo di Costanza, che videro ridursi i loro privilegi. Il principe vescovo, che risiedeva a Meersburg, contestava la validità del nuovo ordine per le due cittadine di Bischofszell e Arbon, su cui detenne l'alta giustizia fino al 1798. Solo su pressione dei Confederati, che ritenevano che la loro sovranità si estendesse anche sulle giurisdizioni soggette al principe vescovo, e dopo lunghi negoziati tra quest'ultimo e i cantoni, si giunse alla conclusione del cosiddetto trattato di Diessenhofen (1728), che garantì la ripartizione paritetica delle cariche pubbliche anche ad Arbon e Bischofszell.

Una delegazione del Consiglio della città di San Gallo ispeziona la signoria giurisdizionale di Bürglen. Acquerello tratto da un ciclo in quattro parti, fine del XVIII secolo (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld).
Una delegazione del Consiglio della città di San Gallo ispeziona la signoria giurisdizionale di Bürglen. Acquerello tratto da un ciclo in quattro parti, fine del XVIII secolo (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld). […]

Nel XVII-XVIII secolo si verificarono ripetutamente conflitti con Costanza (dal 1548 sotto il dominio degli Asburgo) e le sue guarnigioni, poiché la città pretendeva di imporre il suo monopolio commerciale e daziario nell'area renana e bodanica anche nei confronti della Turgovia. Ulteriore fonte di frizioni era il tracciato del confine sul lago di Costanza, fissato dal trattato firmato con il barone Franz von Damiani (1786) al centro della baia di Costanza.

Istituzioni politiche del baliaggio comune della Turgovia nel XVIII secolo (schema semplificato)
Istituzioni politiche del baliaggio comune della Turgovia nel XVIII secolo (schema semplificato) […]

Ogni suddito turgoviese era in linea di principio servo della gleba di un signore: questa servitù assumeva però forme eterogenee. Il signore spesso amministrava pure la giustizia e i suoi soggetti gli dovevano ogni anno una giornata di corvée e una gallina a carnevale. Sui sudditi gravavano poi anche altri tributi come i diritti di manomorta e il maritaggio. Mentre nelle restanti aree della Confederazione i rapporti di dipendenza personali si allentarono e la servitù della gleba in parte scomparve del tutto, in Turgovia durante l'età moderna questi fenomeni tendenzialmente si accentuarono. Vi furono infatti assoggettati persone in precedenza libere e nuovi arrivati; entrambe le categorie dovevano al balivo rispettivamente ai cantoni sovrani la manomorta (miglior capo di bestiame) e una gallina a carnevale. Nel 1763 l'usciere Johann Ulrich Fehr ottenne l'incarico dai cantoni sovrani di censire il numero dei servi e il loro status giuridici e di elaborare proposte per una riorganizzazione dei diritti legati alla servitù della gleba (manomorta). Per semplificare i rapporti tra i titolari di questi diritti, su suggerimento di Fehr i cantoni sovrani nel 1766 introdussero il principio territoriale al posto di quello personale. Solo nel 1795, ormai sotto l'influsso della Rivoluzione francese, la Dieta federale consentì ai servi di riscattare gli oneri dovuti al loro signore, una possibilità colta da molti. Coloro che per ragioni economiche non ne erano stati in grado, furono comunque emancipati in seguito agli eventi del 1798. Nel XVIII secolo, il langraviato di Turgovia sembrava un "museo del tardo Medioevo" (Hans Conrad Peyer), in cui si erano mantenuti la servitù della gleba, otto diversi pesi e misure e un coacervo di poteri con oltre 130 giurisdizioni e un'amministrazione della giustizia macchinosa e onerosa. L'unica giurisdizione appartenente ai suoi abitanti era quella di Mauren; le altre erano detenute da conventi e prelati (tra gli altri, il vescovo di Costanza, il capitolo e il principe abate di San Gallo, l'abate di Fischingen, la commenda gerosolimitana di Tobel, la certosa di Ittingen, i canonici agostiniani di Kreuzlingen, il convento femminile di Münsterlingen, il capitolo dei canonici di S. Pelagio di Bischofszell, i conventi delle cistercensi di Tänikon, Feldbach e Kalchrain, i monasteri femminili di Paradies e Sankt Katharinental, i conventi di Einsiedeln, Muri, Rheinau e Sankt Urban, la cosiddetta giurisdizione dell'ospedale di San Gallo, la cassa dei poveri e i capitoli di S. Stefano e S. Giovanni di Costanza), nobili, membri del patriziato cittadino e città (Zurigo, San Gallo, Costanza e Stein am Rhein). In alcune signorie, solo le cause criminali venivano giudicate dal tribunale supremo di Frauenfeld, ma non gli appelli ordinari, trattati dai tribunali (Malefizgerichte) soggetti al principe abate di San Gallo. Questi ultimi potevano infliggere pene capitali, ma non eseguirle (tale prerogativa spettava al balivo della Turgovia), per cui non disponevano nemmeno di un patibolo. Tra queste giurisdizioni sangallesi figuravano Romanshorn, Kesswil, Herrenhof, Sommeri, Sitterdorf, Wuppenau (Berggericht) e Rickenbach. Un accordo tra il principato abbaziale di San Gallo e i Confederati (1781) volto a rendere più omogenee le rispettive aree di competenze non venne poi ratificato dalle due parti.

Società, economia e cultura dal tardo Medioevo al XVIII secolo

Popolazione e insediamento

Nel XVI secolo la popolazione turgoviese aumentò probabilmente in maniera più rapida che nel secolo successivo. A causa delle epidemie di peste del 1610-1612, del 1628-1630 e del 1635-1636, nella prima metà del XVII secolo si registrarono dei cali demografici; tra il 1599 e il 1637 il tasso di crescita passò dal 9,5 allo 0,3‰. Nella seconda metà del XVII secolo quest'ultimo salì di nuovo, verosimilmente soprattutto grazie ai lavoratori a domicilio, il cui tasso di fertilità era superiore rispetto alle altre categorie. La carestia del 1690-1694 costò la vita al 15-20% degli abitanti. Si stima che nel 1711 la popolazione turgoviese ammontasse a ca. 59'600 persone, di cui 45'030 riformati. Nel 1769 vi erano 15'625 cattolici, nel 1792 56'700 riformati. Nel 1801 il primo censimento registrò 70'878 abitanti.

In seguito alle parcellazioni del XVI secolo, da singoli poderi si formarono insediamenti simili a villaggi. Se a Neunforn nel 1545 esistevano quattro poderi e altrettante case sulle terre del convento secolarizzato di Töss, nel 1588 si contavano 18 appezzamenti risultanti dal frazionamento di poderi, molti dei quali troppo piccoli per garantire la sussistenza, e nove case. La parcellazione dei terreni andò di pari passo con l'espansione della viticoltura, che garantiva rese maggiori su una superficie minore. Una possibilità per aumentare le aree coltivate era lo sfruttamento di terre incolte e di scarsa qualità. Simili opere di dissodamento possono essere dedotte solo indirettamente dalle fonti. Per la tenuta di Fahrhof (comune Neunforn), l'inventario dei beni della circoscrizione (Amt) di Töss del 1545 ad esempio definiva 13 pertiche (Jucharten) di campi su 94 come "boscaglia, campo e terre incolte", e 20 Mannwerk di prato su 23 come "brulli". Nel 1588 tali terreni non erano più specificati, essendo ormai coltivati. Un'evoluzione simile si registrò nel XVII secolo nei pressi di Bürglen, dove vennero dissodate diverse aree boschive (Stocketen) lungo la Thur.

Economia

Nel tardo Medioevo e in epoca moderna, l'agricoltura turgoviese era orientata principalmente alla sussistenza. I poderi erano concessi ai contadini in parte sotto forma di mansi ereditari e, fino al XVIII secolo, sovente anche come mansi a breve termine; la campicoltura si basava sull'avvicendamento triennale delle colture. Nella Turgovia posteriore prealpina prevaleva l'economia agricola mista. Oltre ai cereali venivano coltivati lino e canapa, trasformati in tele. Prima del 1770, in aziende modello venne introdotta la coltura del trifoglio, come in quella del pastore zurighese Beat Herkules Sprüngli a Gündelhart. La rotazione obbligatoria fu abolita nella prima metà del XIX secolo. Recinzioni sono attestate dal XV secolo, prati irrigui a Bürglen a metà del XVIII secolo. In quasi tutti i villaggi era diffusa la viticoltura, poi gradualmente abbandonata nel XVIII secolo. A differenza delle zone alpine, l'allevamento non aveva un ruolo preminente. L'incremento del consumo di sidro nel XVIII secolo creò un mercato di esportazione per la frutticoltura turgoviese. Dalla seconda metà del XVII secolo, nell'alta Turgovia le lettere di concessione dei mansi stabilirono l'obbligo di piantare nuovi alberi da frutto (peri o noci). In quell'area, nel XVII-XVIII secolo questi ultimi erano più numerosi che nella Turgovia inferiore. La pesca per mezzo di reti e nasse nel lago di Costanza e la piscicoltura nelle numerose peschiere rappresentavano un'importante fonte di introiti. Nel bacino inferiore del lago di Costanza, i Confederati detenevano la sovranità territoriale fino a metà del lago, mentre l'altra metà apparteneva al vescovo di Costanza, che esercitava funzioni di polizia e sorvegliava la pesca su tutto il lago inferiore. Il bacino superiore fu soggetto prima al vescovo, poi alla città di Costanza.

Nel XIV secolo le attività artigianali si concentravano nei piccoli centri urbani; il diritto civico di Diessenhofen  (menzionato nel 1320) elencava ad esempio i mestieri di fornaio, fabbro, tessitore e pellicciaio. Dal XIII al XVIII secolo le aziende artigianali furono di piccole dimensioni; attrezzature meccaniche vennero utilizzate solo in mulini, segherie, magli e molatrici dotati di ruote idrauliche. Nelle piccole città la società per ceti favorì l'istituzione di corporazioni, che sorsero tardivamente fino al XVIII secolo. Queste ultime si trovarono in concorrenza con gli artigiani delle campagne, non organizzati in corporazioni. Anche nelle professioni mediche esisteva una differenza tra i cerusici attivi nella campagna e i medici con una formazione accademica che esercitavano nelle città, come i Brunner a Diessenhofen e gli Scherb a Bischofszell.

I principali prodotti di esportazione della Turgovia furono la tela di lino e poi i tessuti di cotone. Per il mercato delle tele di lino di Costanza, nel 1283 fu emanato un apposito ordinamento, le cui rigide norme di qualità ("tela di Costanza") avevano validità anche in Turgovia. Impianti per il candeggio delle tele sono attestati a Romanshorn (1357) e a Steckborn (1374). Nel XV-XVI secolo anche la concia e la lavorazione dei metalli assunsero un'importanza sovraregionale. Nel XVII secolo si registrò una stagnazione, ma i settori appena citati conobbero una ripresa verso la fine del secolo, soprattutto a Frauenfeld, Bischofszell e Steckborn. Nella Turgovia inferiore, la produzione di tele di lino passò in secondo piano a favore di una struttura economica più diversificata (ad esempio lavorazione dei metalli). Tra il 1662 e il 1671 la famiglia Gonzenbach di San Gallo trasformò Hauptwil in un centro protoindustriale per la fabbricazione di tele di lino, a cui nel XVIII secolo subentrò in parte la stampa di indiane. Parallelamente nelle campagne lavoratori a domicilio producevano tele sulla base del Verlagssystem. Anche Arbon si distinse nelle attività di candeggio e tintura. Nella prima metà del XVIII secolo, all'apice del suo sviluppo, la città ogni anno esportava 400 balle di tele di lino per un peso complessivo di ca. 30 t. Con l'avvento del settore cotoniero a metà del XVIII secolo, la filatura del cotone si diffuse dapprima nelle aree di confine con Zurigo. Bernhard Greuter si dedicò con successo alla produzione di indiane dapprima a Kefikon (1765) e poi a Islikon (dal 1773, Greuterhof). Nell'alta Turgovia l'industria cotoniera si affermò dopo il 1780, contestualmente al declino delle vendite di tele di lino.

Regolamentazioni dei mercati sono attestate in Turgovia già nel XII secolo. Nel 1260 il diritto civico di Diessenhofen stabilì per la prima volta norme sul commercio di generi alimentari. Nel XIV secolo le autorità emanarono disposizioni sul commercio di cereali, pesce e sale e sulle attività di ebrei e bottegai. Le città di Arbon e Bischofszell divennero importanti piazze mercantili coinvolte nel commercio a lunga distanza, tra l'altro verso l'Italia, la Francia e la Spagna. Erano soprattutto commercianti tedeschi (tra cui i Furtenbach, i Fingerlin, gli Albrecht e i Mayr), stabilitisi in questi centri nel XVII secolo, a importare nel XVIII secolo "tele sveve" a basso costo, a farle lavorare in Turgovia prima di venderle attraverso i consueti circuiti a Lione e su altri mercati. La Gebrüder Mayrische Handlung, fondata nel 1755 ad Arbon, disponeva di una filiale a Torino e si dedicò precocemente al commercio di cotone. Nel XVII secolo la certosa di Ittingen esportò con successo vino in Germania meridionale. Nel commercio di cereali, sale e legname assunsero un ruolo preminente le famiglie Dölli (di Uttwil), Ammann (di Ermatingen) e Bächler (di Egelshofen). Nel settore creditizio, i creditori turgoviesi (signori giustizieri, conventi, facoltosi abitanti delle città ecc.) erano protetti dai concorrenti forestieri da mandati del balivo confederale, che prescrivevano un tasso di interesse minimo del 5%.

Cultura

I conventi costituirono il fulcro della vita culturale in Turgovia. Le domenicane di Sankt Katharinental ad esempio coltivavano il canto corale, varie forme di preghiera collettive o individuali e il misticismo cristiano secondo l'insegnamento di Enrico Suso. Probabilmente nei primi due decenni del XIV secolo il convento acquisì opere di grande pregio artistico, tra cui le statue del gruppo raffigurante Cristo e S. Giovanni e della Visitazione e dei manoscritti (graduale). Ulteriori esempi di arte tardomedievale sono tra l'altro gli affreschi nelle cappelle di Buch bei Frauenfeld e Landschlacht e le vetrate di Frauenfeld-Oberkirch.

Nelle città di Arbon, Bischofszell, Diessenhofen, Frauenfeld e Steckborn, nei villaggi di Bürglen, Gottlieben e Pfyn e, forse, nella cittadina di Tannegg, presto distrutta, non esisteva ancora una vita culturale di stampo borghese; quest'ultima era animata dalla nobiltà rurale. Ulrich von Singenberg e Walther von Klingen si distinsero come Minnesänger, Konrad von Ammenhausen come poeta. Heinrich Murer, certosino di Ittingen, fu autore di Helvetia sancta seu paradisus sanctorum Helvetiae florum, la sua opera principale uscita postuma nel 1648, e di studi sulla storia dei conventi turgoviesi.

Tra il 1490 e il 1531 la cultura visse un periodo di grande sviluppo. L'arte fiorì nei conventi (stalli del coro), nelle campagne (affreschi di Gerlikon), nelle città e nelle residenze signorili (arazzi di Bischofszell e Altenklingen). La Riforma cattolica di fine XVI secolo aprì le porte all'influenza del barocco della Germania meridionale. Architetti quali Caspar Moosbrugger rinnovarono i conventi di Sankt Katharinental, Kreuzlingen, Münsterlingen e Fischingen. Dopo l'incendio che distrusse Bischofszell (1743), il palazzo comunale fu ricostruito da Giovanni Gaspare Bagnato, che realizzò anche la commenda di Tobel.

Il Diessenhofener Liederblatt, un foglio con canzoni risalente all'inizio del XV secolo rinvenuto a Diessenhofen, reca testi e note di un Minnesänger anonimo. Con la liturgia del 1529 la musica fu del tutto eliminata dal culto riformato; solo dopo decenni venne reintrodotto il canto dei salmi. Gli ordinamenti ecclesiastici riformati di Frauenfeld del 1645 e 1691 dedicarono appositi articoli al canto. Il canto religioso fu coltivato dal Collegium Musicum di Frauenfeld, fondato nel 1707. Nel culto cattolico la musica fu invece sempre presente.

Dopo il 1531 la vita religiosa turgoviese fu segnata dalla separazione confessionale. I pastori riformati lottarono per decenni per mantenere la propria fede. Alcuni di loro, come il pastore di Bischofszell Bartholomäus Anhorn il Giovane nel 1678, furono sospesi dal ministero per aver resistito alle pressioni dei detentori dei diritti di patronato cattolico. Per quanto riguarda la vecchia fede, l'attuazione della Riforma cattolica fu ritardata dalla prolungata assenza del vescovo di Costanza, il cardinale Mark Sittich von Hohenems. Dalla visita pastorale del 1586 emersero diverse manchevolezze, tra cui ad esempio numerosi casi di concubinato dei preti.

Prima della Riforma esistevano scuole elementari solo in città quali Arbon, Diessenhofen e Frauenfeld. In seguito i pastori impartirono ai bambini un'educazione religiosa e insegnarono a leggere e, solo in pochi casi, anche a scrivere. Nei comuni parrocchiali più grandi furono presto impiegati maestri di scuola, posti sotto la sorveglianza dei pastori. Nel XVII secolo i cattolici nelle loro parrocchie costituirono scuole comunali, che accoglievano allievi provenienti da diversi villaggi.

Veduta da nord della città di Bischofszell; arazzo ricamato in lana proveniente dalla Svizzera orientale, primo terzo del XVI secolo (Historisches Museum Basel, Inv. 1873.6).
Veduta da nord della città di Bischofszell; arazzo ricamato in lana proveniente dalla Svizzera orientale, primo terzo del XVI secolo (Historisches Museum Basel, Inv. 1873.6). […]

Il commercio di libri era praticato da venditori ambulanti che, operando in maniera indipendente o su incarico di un editore, offrivano testi scolastici e letteratura religiosa e profana alla popolazione rurale. La prima tipografia turgoviese sorse solo nel 1792 a Bischofszell.

Poco dopo la fondazione della città di Frauenfeld, per favorire la sociabilità alcuni nobili ed esponenti del patriziato cittadino fondarono la Società della Konstaffel, che gestiva una sala di mescita (Trinkstube) in cui si riunivano i suoi membri nelle ore serali. Parallelamente, nel 1424 sorse una società di artigiani e piccoli commercianti, titolare della Trinkstube Zum Wilden Mann. Nel 1642 i due sodalizi si unirono. In numerose località turgoviesi, il 2 gennaio (Berchtoldstag) e il 13 gennaio (S. Ilario) l'assemblea comunale approvava i conti del comune. Dal XVII secolo i cantoni sovrani promossero con ingenti contributi le società di tiro turgoviesi, ad esempio a Weinfelden, Frauenfeld e Bürglen.

Stato e politica nel XIX e XX secolo

Il movimento di liberazione del 1798

Malgrado singoli disordini negli anni 1790, un movimento per la liberazione della Turgovia si sviluppò solo nel gennaio del 1798, sull'onda dell'ormai prossima invasione francese. Fu sostenuto da una ristretta élite, attiva in parte su scala locale e in parte in tutta la regione, sensibile alle idee dell'Illuminismo e della Rivoluzione francese, a cui si aggiungevano i pochi esponenti della borghesia colta presenti nelle città soggette e nei villaggi più grandi. I quartieri, esistenti dal XVII secolo, fornirono la base organizzativa e servirono da piattaforma per la circolazione delle informazioni.

Il primo febbraio 1798, su impulso degli Unmassgebliche Vorschläge eines Thurgöwischen Volks-Freundes [...], uno scritto pubblicato da poco e attribuito a Hans Jakob Gonzenbach, signore giustiziere di Hauptwil, si tenne un'assemblea popolare a Weinfelden, che decise i successivi passi da compiere. Sempre a Weinfelden, il 3 febbraio si riunirono i collegi direttivi dei quartieri, che elessero Paul Reinhart presidente della Turgovia e insediarono un comitato interno (Innerer Ausschuss) con compiti di governo. L'8 febbraio quest'ultimo chiese agli otto cantoni sovrani rispettivamente ai dieci cantoni rappresentati nel tribunale supremo di dichiarare libera la Turgovia e di accoglierla quale cantone nella Confederazione. Dopo un lungo dibattito, la Dieta federale riunitasi il 26 febbraio a Frauenfeld – l'ultima svoltasi in questa località – approvò entrambe le richieste. L'atto di affrancamento degli otto cantoni, approvato per iscritto anche da Soletta e Friburgo, fu redatto il 10 marzo ma retrodatato al 3. La mobilitazione delle truppe turgoviesi (8 marzo) a sostegno di Berna, sotto attacco francese, venne interrotta già dopo due giorni a causa della caduta della città.

La Turgovia e la Repubblica elvetica (1798-1803)

Cappello della libertà in lamiera con coccarda, proveniente da Rothenhausen, 1798 ca. (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld).
Cappello della libertà in lamiera con coccarda, proveniente da Rothenhausen, 1798 ca. (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld). […]

La costituzione della Repubblica elvetica nell'aprile del 1798 non suscitò pressoché alcuna resistenza; vista la presenza militare francese, la popolazione si adeguò rapidamente al nuovo ordine, anche perché la Turgovia fu equiparata sul piano giuridico agli ex cantoni sovrani. Tutti i comuni accettarono la Costituzione elvetica del 12 aprile, su cui la popolazione prestò giuramento il 23 agosto. Anche se l'evoluzione del contesto politico fino al 1803 rafforzò progressivamente l'opposizione all'Elvetica, nel complesso la Turgovia mantenne un atteggiamento favorevole nei confronti dello Stato unitario. L'abolizione delle decime e dei censi fondiari, attuata ingenuamente e infine fallita, spinse però gli ecclesiastici nel campo degli avversari del nuovo ordine.

Il 28 aprile 1798 il presidente e il comitato interno si dimisero in favore delle nuove autorità cantonali elvetiche. Il 29 e 30 aprile i Consigli elvetici dichiararono Frauenfeld capoluogo del neocostituito cantone, formato dai distretti di Arbon, Bischofszell, Frauenfeld, Gottlieben, Steckborn, Tobel e Weinfelden; il 6 giugno 1800 Diessenhofen si aggiunse come ottavo distretto. Gonzenbach divenne prefetto nazionale. Diversi membri della Camera amministrativa erano giovani; quali viceprefetti vennero prevalentemente nominati medici e commercianti con una buona formazione. La composizione stabile delle autorità distrettuali ebbe senza dubbio un ruolo decisivo nell'affermazione del nuovo regime.

Nel quadro della seconda guerra di coalizione, nella primavera del 1799 gli Austriaci cacciarono i Francesi dalla Svizzera orientale; la battaglia di Frauenfeld del 25 maggio fece numerose vittime. Nella successiva fase reazionaria, durata fino alla fine di settembre del 1799, sotto la guida di Gonzenbach, rimasto al governo, furono ripristinati gli organismi statali prerivoluzionari (Gerichtsherrenstand, quartieri). Le resistenze della popolazione e il ritorno dei Francesi dopo la seconda battaglia di Zurigo (25-26 settembre) impedirono però alle forze reazionarie di realizzare i propri obiettivi; Gonzenbach andò in esilio e in ottobre il commissario governativo Johann Tobler reintrodusse l'ordinamento elvetico. Soprattutto grazie all'operato accorto di Johann Ulrich Sauter, nuovo prefetto nazionale, la Turgovia fu in parte risparmiata dalle conseguenze della guerra (acquartieramenti, requisizioni e obbligo di fornire servizi di trasporto imposti alla popolazione) e dall'instabilità politica dell'Elvetica fino al 1803. La Costituzione della Malmaison, accolta provvisoriamente il 29 maggio 1801 su pressione di Napoleone Bonaparte, prevedeva l'unione dei cantoni Sciaffusa e Turgovia; tale progetto, giunto a uno stadio avanzato ma osteggiato dall'élite e dalla popolazione turgoviesi, fallì infine durante gli scontri tra unitari e federalisti nell'autunno del 1801, alla vigilia del cosiddetto terzo colpo di Stato.

Anche in Turgovia i provvedimenti dell'amministrazione elvetica ebbero in prevalenza un carattere effimero. Nei loro rispettivi ambiti di competenza, il Consiglio dell'educazione, il Consiglio ecclesiastico e la commissione sanitaria fornirono tuttavia alcuni primi impulsi di cui beneficiò il futuro cantone, che approfittò anche delle esperienze maturate nello sviluppo di una fiscalità moderna (incluso l'allestimento di un registro catastale), di un sistema economico di impronta liberale e di un apparato giudiziario con istanze di appello.

La Mediazione (1803-1813)

Matrice di sigillo con la seconda versione dello stemma cantonale del 13.4.1803, realizzata dall'incisore Balthasar Vorster (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld; fotografia Martin Bachmann, Zurigo).
Matrice di sigillo con la seconda versione dello stemma cantonale del 13.4.1803, realizzata dall'incisore Balthasar Vorster (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld; fotografia Martin Bachmann, Zurigo). […]

Con l'Atto di mediazione del 19 febbraio 1803, introdotto in Turgovia dal 10 marzo al 14 aprile da una commissione governativa presieduta da Sauter, furono definitivamente confermate l'autonomia politica della Turgovia e la sua equiparazione con gli altri cantoni. Entro la fine dell'epoca napoleonica, Sauter creò – praticamente dal nulla e in breve tempo – la struttura istituzionale ancora esistente due secoli più tardi. La Restaurazione costituì un periodo di calma che creò le premesse per lo sviluppo delle innovazioni. Se sul fronte esterno assunse un ruolo centrale la difesa dell'indipendenza appena acquisita, su quello interno furono in primo piano la politica territoriale (costruzioni stradali, comuni), l'istituzione delle finanze pubbliche e l'affermazione del monopolio della violenza fisica legittima da parte dello Stato.

Pressa per sigilli a forma di leone turgoviese con un'aquila sul perno. Fusione risalente alla prima metà del XIX secolo (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld).
Pressa per sigilli a forma di leone turgoviese con un'aquila sul perno. Fusione risalente alla prima metà del XIX secolo (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld). […]

Alla Consulta convocata da Napoleone a Parigi (1802-1803), la Turgovia fu rappresentata da Philipp Albert Stapfer, ministro elvetico nella capitale francese. Nella stesura della nuova Costituzione turgoviese, Stapfer si ispirò in larga misura a quella del canton Argovia da lui redatta in precedenza. La nuova legge fondamentale, nel segno delle conquiste dell'Illuminismo e del periodo rivoluzionario nel campo del diritto pubblico, introdusse la separazione dei poteri, anche se non in maniera integrale. A causa dei vincoli censitari, l'accesso al legislativo (un Gran Consiglio di 100 membri) era riservato ai ceti abbienti; ciononostante la democrazia rappresentativa turgoviese può essere considerata avanzata per il contesto dell'epoca. L'esecutivo era costituito da un Piccolo Consiglio di nove membri, chiamati Consiglieri di Stato, che sedevano contemporaneamente anche nel Gran Consiglio. L'affermazione del cantone non provocò attriti, anche perché la suddivisione territoriale in distretti e comuni e l'organizzazione dei rispettivi organi amministrativi furono riprese dall'Elvetica. Il fatto che i prefetti distrettuali, rappresentanti dell'esecutivo, presiedessero anche i tribunali distrettuali non era dovuto tanto all'influenza delle forze reazionarie quanto alla carenza di personale idoneo. Il sistema giudiziario si articolava nelle giudicature di pace (il territorio cantonale fu suddiviso in 32 circoli di questo tipo, in cui erano giudicate in prima istanza cause civili e penali), nei tribunali distrettuali e nel tribunale d'appello cantonale. L'esistenza di una giustizia amministrativa autonoma, soppressa con la Restaurazione e reintrodotta solo nel 1984, sottolineò ulteriormente la modernità del cantone.

L'assenza di una base finanziaria costituì inizialmente un grosso problema. A differenza di quanto era avvenuto per l'Argovia o il Vaud, i beni demaniali degli ex cantoni sovrani, nazionalizzati nel 1798, non furono assegnati alla Turgovia ma dichiarati proprietà dei suddetti cantoni. Alla sua nascita, il cantone disponeva quindi solo di 20'000 fiorini, depositati presso il convento di Paradies; l'unica proprietà immobiliare era il castello di Frauenfeld. La questione del finanziamento dello Stato fu dunque al centro non solo del dibattito interno sulle prime leggi fiscali e il riscatto delle decime e dei censi fondiari, ma anche della politica estera nel periodo della Mediazione. Nei confronti dei cantoni limitrofi di San Gallo e Zurigo, le autorità turgoviesi cercarono invano di riconsiderare lo status dei diritti di terzi (diritti di patronato, beni demaniali) dichiarati proprietà privata dalla Costituzione, in maniera da potersene impossessare. La Dieta federale respinse il tentativo turgoviese di far valere il cosiddetto diritto di avocazione (Epavenrecht) anche tra cantoni. Incamerando la commenda di Tobel (1807), del valore di 200'000 fiorini, e sfruttando abilmente i beni e le entrate appartenuti alla disciolta diocesi di Costanza, il cantone riuscì ad accrescere notevolmente il suo patrimonio. Fino al 1831 il cantone si finanziò inoltre grazie a una modesta imposta sulla sostanza e specialmente a elevati tributi indiretti (tasse sul sale e sui trasferimenti di proprietà). La politica turgoviese si distinse per una grande parsimonia.

Nel 1803 l'Austria incamerò beni e introiti di proprietà svizzera situati in territori della Germania meridionale che poi passarono al Baden, al Württemberg e alla Baviera. La restituzione di questi possedimenti, che in Turgovia riguardò la città di Diessenhofen, i conventi di Sankt Katharinental, Feldbach e Münsterlingen e il capitolo di Kreuzlingen, fu irta di ostacoli; i difficili negoziati con il Baden si conclusero solo nel 1820 con un successo parziale.

A causa delle sue finanze precarie, il cantone fu a lungo irremovibile sulla restituzione delle proprietà conventuali (di un valore di ca. 3 milioni di fiorini). Con la legge sui conventi del 9 maggio 1806, ottemperò infine alle direttive della Dieta federale, restituendo i patrimoni e l'autonomia amministrativa alle comunità monastiche e revocando il divieto di accogliere novizi; difese però le proprie prerogative di sovranità, vincolando l'esistenza dei conventi alla presentazione dei conti annuali e all'impegno di sostenere la religione, lo Stato e la società con attività di utilità pubblica, ma solo Fischingen osservò tale obbligo gestendo una scuola. La questione dei conventi diede occasione al canton Turgovia di difendere gelosamente la propria sovranità, garantita dalla Costituzione della Mediazione, contro intromissioni reali o presunte della Dieta federale – una dinamica che si sarebbe ripetuta più volte anche in altre occasioni. La Turgovia, in origine di orientamento unitario, si trasformò progressivamente in un cantone di stampo federalista.

La definizione dei territori comunali si rivelò complessa. Durante questo processo, protrattosi fino al 1816, avvenne il passaggio dalla sovranità sulle persone a quella territoriale, in molte località rimasto incompiuto durante l'ancien régime, e l'attribuzione degli insediamenti isolati ai comuni. Il principio tradizionale di cittadinanza si perpetuò nelle Ortsgemeinden, quello del domicilio sorto con la Rivoluzione nelle Munizipalgemeinden, territorialmente più estese. Il fatto che i due organismi non si fossero sviluppati contemporaneamente e non coincidessero sul piano territoriale portò a una forma di dualismo com. specificamente turgoviese, che paralizzò il cantone in molti ambiti fino agli anni 1990.

Gli sforzi volti a incorporare Costanza, città sulla riva sinistra del Reno, nella Turgovia fallirono poiché Napoleone era interessato a non indebolire il granducato del Baden. Con il recesso della Dieta imperiale del 25 febbraio 1803 fu secolarizzato il principato vescovile di Costanza; le autorità ecclesiastiche della diocesi rimasero però in carica e, sotto il vicario generale Ignaz Heinrich von Wessenberg, perseguirono una politica liberale. Per questo motivo i cantoni della Svizzera centrale promossero la separazione dei territori svizzeri dalla diocesi, una misura non condivisa dalla Turgovia, che voleva fare di Costanza una città turgoviese e la sede futura di una nuova diocesi. Quando la Santa Sede acconsentì inaspettatamente al distacco da Costanza (a decorrere dal primo gennaio 1815) e, in attesa dell'istituzione di una nuova diocesi, sottopose i territori diocesani a un vicario apostolico rispettivamente, dal 1819, al vescovo di Coira, il cantone non oppose però resistenza. Solo dopo lunghi sforzi per la definizione di un nuovo assetto diocesano, nel 1828 venne ricostituita la diocesi di Basilea, a cui la Turgovia aderì l'anno seguente.

Il reclutamento dei contingenti militari (111 uomini all'anno) per i quattro reggimenti svizzeri (16'000 soldati) richiesti da Napoleone dal 1803 costituì un impegno gravoso sul piano finanziario e politico. Fino al 1813 il governo cantonale si distinse per una politica servile nei confronti di Napoleone, mentre al più tardi dal 1812 crebbe l'insofferenza della popolazione verso gli arruolamenti e i volontari scarseggiarono. Il governo procedette quindi alla coscrizione forzata di persone dalla condotta moralmente riprovevole.

Per tutto il periodo della Mediazione e della Restaurazione la Turgovia cercò di mantenere buoni rapporti commerciali con gli Stati tedeschi limitrofi, importanti mercati di sbocco per i suoi vini prodotti sulle rive del lago di Costanza e la sua frutta. I negoziati con il Württemberg, sospesi nel 1803, furono ripresi a metà degli anni 1820 e nel 1825 sfociarono nella firma di un trattato commerciale vantaggioso, le cui disposizioni nel 1828 furono accolte indirettamente anche dalla Baviera, con cui la Turgovia aveva già concluso un accordo per la fornitura di sale (1818). Malgrado frizioni e inadempienze, specialmente dal 1825, il trattato del 1812 con il Baden rimase in vigore e solo nel 1827 fu sostituito da un nuovo accordo provvisorio. Non da ultimo a causa delle resistenze turgoviesi, non si giunse a una soluzione definitiva fino alle adesioni del Württemberg e della Baviera (1834) nonché del Baden (1838) allo Zollverein, che mutarono sostanzialmente la situazione.

Nel processo di formazione dello Stato, l'accento venne inizialmente posto in particolare sugli organismi preposti all'ordine pubblico. Nel 1803 fu istituita una guardia di 15 uomini, sottoposta a una direzione centrale nel 1807. Nel 1818, in reazione alla difficile situazione sociale causata dalla carestia dell'anno precedente, da questa guardia si sviluppò un corpo di gendarmeria organizzato militarmente, progressivamente ampliato nei decenni successivi. L'introduzione di un apparato di polizia suscitò però resistenze, poiché specialmente la stigmatizzazione e l'espulsione dei mendicanti erano difficilmente conciliabili con la religiosità popolare. In Turgovia il Codice penale della Repubblica elvetica del 1799 rimase in vigore fino al 1841, modificato gradualmente solo in alcuni punti. Nel 1811 l'antica commenda di Tobel fu trasformata in un penitenziario e casa di lavoro per entrambi i sessi e fino al 1839 accolse anche malati psichici.

Anche l'istituzione delle forze armate suscitò resistenze; dopo la guerra di Bocken (1804) riuscì solo grazie all'autorizzazione dei Corpi franchi a cavallo e dei tiratori scelti. In occasione del reclutamento della milizia a Romanshorn si verificarono disordini. Nel 1810 fu insediato un Consiglio di guerra. Anche la legge militare dell'8 maggio 1811 fu generalmente mal tollerata, dato che i costi dell'uniforme gravavano sui coscritti. L'esercito si affermò pienamente solo dopo la riorganizzazione della milizia nel 1818 e la contestuale integrazione dei Corpi franchi; in seguito svolse un'importante funzione di integrazione sul piano cantonale e nazionale.

Johann Conrad Freyenmuth, membro del Piccolo Consiglio, promosse le costruzioni stradali durante la Mediazione e la Restaurazione; entro il 1832 sorse una fitta rete viaria. Queste opere non favorirono solo lo sviluppo economico ma accrebbero anche il sentimento di comune appartenenza della popolazione turgoviese. Per i comuni e i privati interessati, costituirono comunque un pesante onere a causa dell'obbligo di fornire prestazioni lavorative, abolito solo nel 1840, e delle espropriazioni, spesso senza indennizzo.

Il Consiglio della sanità, istituito nel 1804, cercò con modesto successo di professionalizzare il settore medico (sottoponendo a un esame di Stato e rilasciando patenti al personale di cura), di tenere lontane le epidemie (anche le epizoozie) dal territorio cantonale e, dal 1807, di promuovere la vaccinazione capillare contro il vaiolo. Anche le farmacie e il commercio di bestiame furono soggetti a controlli. Il Consiglio della sanità era coadiuvato da otto medici distrettuali. Nonostante primi tentativi nel 1806-1807 e nel 1825-1826, un ospedale cantonale fu aperto solo nel 1839-1840 a Münsterlingen. Per il cantone assunse rilevanza sociale anche la fondazione, già nel 1806, di un'assicurazione contro gli incendi su impulso di Freyenmuth.

Viste le sfide che il neocostituito cantone dovette affrontare nell'ambito politico e del diritto pubblico, lo sviluppo del diritto civile assunse un'importanza secondaria. L'uniformazione normativa dei diritti particolari tradizionali si limitò al diritto successorio (1810) e all'ordinamento sugli orfani (1812).

La Restaurazione (1814-1830)

L'occupazione della Svizzera da parte delle truppe alleate nel 1813 provocò un rivolgimento politico. L'"assemblea federale" del 29 dicembre 1813 a Zurigo decise il mantenimento dei nuovi cantoni e la loro integrazione, quali membri a pieno titolo, in una nuova Confederazione. Alla fine di gennaio del 1814 il governo turgoviese insediò perciò una commissione costituente, composta da cinque membri del Piccolo Consiglio e da otto del Gran Consiglio. Un movimento di opposizione che voleva ripristinare l'ordine dell'ancien régime fu rapidamente soffocato in aprile. A causa di tale incidente, il 22 aprile il Gran Consiglio istituì tuttavia una propria commissione costituente, a cui comuni e cittadini potevano presentare le loro proposte. Queste ultime miravano in massima parte a una riduzione degli oneri nell'ambito fiscale, delle costruzioni stradali e dell'obbligo militare. La nuova Costituzione, approvata dal Gran Consiglio il 28 luglio 1814, fu sostanzialmente opera del liberal-conservatore Joseph Anderwert, ma venne influenzata anche dai ministri austriaco e russo in Svizzera.

Malgrado alcune tendenze restauratrici, la Costituzione fu lungi dal ripristinare la situazione prerivoluzionaria. L'ordinamento statale della Mediazione fu piuttosto integrato da elementi conservatori, per cui in ultima analisi si registrò solo un rallentamento nella modernizzazione, fino ad allora molto rapida, dello Stato e della società. In particolare fu eroso il principio della sovranità popolare, non esplicitamente menzionato dalla Costituzione della Mediazione ma attuato in pratica con l'istituzione del Gran Consiglio, attraverso una procedura complessa in cui coesistevano elezioni dirette e indirette e meccanismi di cooptazione; inoltre la separazione dei poteri fu indebolita. Il diritto di voto attivo fu vincolato alla cittadinanza comunale, per cui ne furono esclusi i domiciliati. Il prolungamento del mandato dei membri del Piccolo Consiglio (sempre nove) a nove anni e di quello dei membri del Gran Consiglio (sempre 100) a otto anni e l'innalzamento dei requisiti censitari a tutti i livelli consolidarono i rapporti di potere e gli assetti proprietari esistenti. Un terzo dei seggi del Piccolo Consiglio, un quarto di quelli del Gran Consiglio e quattro dei 13 posti di giudice del tribunale cantonale erano riservati ai cattolici.

Alla carestia del 1817, provocata dai cattivi raccolti dell'anno precedente, il governo reagì potenziando l'apparato repressivo, ma non fu in grado di adottare misure di politica sociale, fatta eccezione per alcune modeste prestazioni. Specialmente nella Turgovia posteriore la crisi fu grave e la mortalità crebbe notevolmente, ma anche altrove migliaia di persone patirono la fame. La legge sui poveri (emanata nel 1819 e riveduta nel 1833), che affidava la supervisione in materia allo Stato ma demandava i relativi compiti assistenziali alle autorità ecclesiastiche, non riuscì a contrastare il pauperismo.

Durante le Diete federali del periodo della Restaurazione il canton Turgovia assunse un ruolo passivo e si conformò alle richieste della Santa Alleanza. Nello spirito del tempo, il governo puntò sulla repressione del dissenso, ad esempio attraverso la censura della stampa o l'inasprimento del controllo degli stranieri (1823). Se in molti ambiti non diede prova di spirito innovativo, tramite concordati intercantonali si impegnò però per la libertà di domicilio e di industria degli Svizzeri (1819) e per l'integrazione giuridica dei senza patria (1819); nel 1828 fu concessa la cittadinanza a 200 famiglie svizzere di senza patria. Con la capitolazione militare conclusa con la Francia nel 1816, la Turgovia si impegnò a fornire 345 uomini.

Negli anni 1820 la forza propositiva della generazione dei fondatori del cantone si esaurì. Nell'ala liberale dello schieramento politico si formarono diversi gruppi, espressione dell'opinione pubblica borghese, tra cui si distinse la Società di beneficenza e di utilità pubblica del canton Turgovia. Anche numerose altre associazioni, come la Società pastorale del capitolo di Frauenfeld (1827) e l'associazione studentesca Thurgovia (fondata nel 1824 a Zurigo), nonché feste di canto e di tiro servirono da cassa di risonanza per la diffusione del pensiero liberale.

La Rigenerazione (1830-1849)

Caricatura di Thomas Bornhauser su un pacchetto di tabacco, 1830 ca. (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld).
Caricatura di Thomas Bornhauser su un pacchetto di tabacco, 1830 ca. (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld). […]

La Rivoluzione di luglio del 1830 a Parigi contribuì all'affermazione delle idee liberali. Il movimento della Rigenerazione trovò un leader carismatico in Thomas Bornhauser, che grazie al suo talento comunicativo orale e scritto svettava sugli altri membri del governo, ormai anziani. In occasione delle giornate rivoluzionarie tenutesi a Weinfelden il 22 ottobre e il 18 novembre 1830, Bornhauser, insieme ad altri seguaci, riuscì a imporre il posticipo delle elezioni al Gran Consiglio, previste per il 28 ottobre 1830, e il loro svolgimento secondo nuove regole ispirate al principio della sovranità popolare, che favorirono i suoi sostenitori. All'inizio di gennaio del 1831 il nuovo parlamento cantonale nominò una commissione costituente di 15 membri, in cui ebbe un ruolo dominante Joachim Leonz Eder. Tenendo conto di 117 petizioni contenenti 3000 richieste della popolazione, la commissione elaborò la Costituzione della Rigenerazione del 14 aprile 1831, che sanciva la sovranità popolare, l'elezione diretta e senza alcun vincolo censitario del Gran Consiglio, la separazione dei poteri, la trasparenza dell'amministrazione, la tutela della proprietà privata, la libertà di stampa, il diritto di petizione, la libertà di commercio e di industria e l'introduzione di un sistema fiscale moderno. Il 26 aprile la nuova legge fondamentale fu accolta a schiacciante maggioranza (10'044 voti favorevoli e solo 432 contrari). Testo di portata epocale, realizzò importanti postulati della Rivoluzione francese e trasse particolare legittimazione dalla difesa dei diritti umani e civili citati in precedenza. La Costituzione entrò in vigore il primo giugno 1831; da allora l'anno legislativo turgoviese inizia in quel giorno. La Turgovia divenne così una democrazia rappresentativa. La separazione dei poteri fu in larga misura attuata sul piano cantonale; i sei membri del Piccolo Consiglio, designati dal Gran Consiglio, non facevano più contemporaneamente parte del legislativo ed erano ormai privi di competenze giudiziarie. Ai cattolici erano riservati 23 seggi (su 100) in Gran Consiglio, due nel Piccolo Consiglio e tre posti di giudice (su 11) al tribunale cantonale. La maggioranza degli elettori poteva richiedere una revisione della Costituzione dopo sei anni e, in seguito, ogni 12. Data l'importanza di Weinfelden quale centro del movimento della Rigenerazione turgoviese, ancora all'inizio del XXI secolo questa località ospitava le sedute del parlamento in alternanza con Frauenfeld.

Il nuovo sistema elettorale produsse mutamenti significativi nella composizione del legislativo; appena il 30% dei deputati riuscì a conservare il proprio seggio nel 1831. Per contro furono confermati quattro membri del Piccolo Consiglio, alla cui esperienza non si volle rinunciare (Johannes Morell, Anderwert, Freyenmuth e Johann Ludwig Müller); vennero inoltre eletti i radicali Wilhelm Merk e Johann Andreas Stähele. Dal 1831 crebbe l'influenza dei giuristi con una formazione accademica; nel 1837 questi ultimi fecero approvare una revisione costituzionale che tuttavia comportò solo pochi cambiamenti. In particolare fu istituito un tribunale cantonale permanente con un organico ridotto, alla cui testa vi era una commissione di giustizia di tre membri, il cosiddetto triumvirato, che sovrintendeva ai tribunali di grado inferiore, rappresentava l'istanza di ricorso contro le sentenze di questi ultimi e vagliava rispettivamente elaborava tutti i disegni di legge. Di questo organo fino al 1849 fecero parte Johann Konrad Kern, Johann Melchior Gräflein e Johann Baptist von Streng, che assunsero anche il ruolo di portavoce in parlamento e di inviati alla Dieta federale. La loro grande influenza sulla politica cantonale non mancò di suscitare critiche.

Il dettato costituzionale del 1831 secondo cui tutte le leggi dovevano essere riviste in senso liberale fu attuato; spesso i nuovi atti normativi favorirono una maggiore efficienza amministrativa, ma non comportarono mutamenti sostanziali. Nel campo del diritto civile si registrarono innovazioni significative, come la legge matrimoniale del 1833, la legge sulle successioni del 1839 (in vigore fino al 1911) e il Codice di procedura civile del 1843. Un Codice penale cantonale fu emanato nel 1841; nella sua versione del 1868 rimase in vigore fino al 1942.

Già in precedenza il canton Turgovia si era dichiarato disposto a cedere competenze in materia di politica estera ed economica alle autorità centrali in caso di una revisione del Patto federale. Questa intenzione fu ora esplicitata nella legge fondamentale – caso unico nella storia costituzionale – che prevedeva anche l'istituzione di una Corte di giustizia federale (articolo 216). Di conseguenza già nel 1831 i delegati turgoviesi alla Dieta federale sollecitarono la revisione del Patto del 1815; la reiterazione di questa richiesta nel 1832 sfociò in un progetto, il cosiddetto Patto Rossi, respinto l'anno seguente. Ottemperando al dettato costituzionale, anche in seguito la Turgovia sostenne le proposte di riforma; nel 1832 aderì perciò al Concordato dei Sette, che riuniva i cantoni liberali. Nel 1847 sostenne lo scioglimento del Sonderbund con un intervento militare, che aveva già invocato come primo cantone nel 1846; nel 1847-1848 i suoi inviati alla Dieta federale si impegnarono a favore della nuova Costituzione federale, accolta a schiacciante maggioranza dalla popolazione turgoviese il 20 agosto 1848.

Nel 1833 fu istituita la carica di tesoriere dello Stato; Freyenmuth uscì dal Piccolo Consiglio per assumerla. Nel 1841 il sistema dipartimentale sostituì quello delle commissioni introdotto nel 1803. Furono creati sei Dipartimenti (affari esteri, interno, finanze, strade e costruzioni, polizia, giustizia e tutele), ma le funzioni esecutive dei Consigli dell'educazione, della sanità e di guerra non furono intaccate.

Matrice di sigillo della commissione di liquidazione dei conventi del canton Turgovia (il cui nome si può leggere al rovescio sull'immagine), 1848 va. (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld; fotografia Martin Bachmann, Zurigo).
Matrice di sigillo della commissione di liquidazione dei conventi del canton Turgovia (il cui nome si può leggere al rovescio sull'immagine), 1848 va. (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld; fotografia Martin Bachmann, Zurigo). […]

Con la Rigenerazione ebbe inizio la modernizzazione del sistema scolastico, ora sotto controllo dello Stato, e del settore sanitario. Le basi finanziarie furono create con l'introduzione di un'incisiva imposta sulla sostanza e una nuova imposta sul reddito, mentre l'imposizione indiretta fu ridotta; l'odiata legge sulle bannalità del 1822 fu abrogata. Nel 1834 la Turgovia accolse i cosiddetti articoli di Baden. Nel 1836 fu secolarizzato il convento di Paradies, mentre gli altri, a cui fu imposto il divieto di accogliere novizi (allentato nel 1843), furono sottoposti all'amministrazione dello Stato. Nel 1848 vennero soppressi tutti i conventi ad eccezione di Sankt Katharinental. Il cantone entrò così in possesso di numerosi edifici, che divennero sede di istituti cantonali (scuola magistrale di Kreuzlingen, 1833/1848; ospedale cantonale e istituto psichiatrico di Müsterlingen, 1840; istituto per lavori forzati di Kalchrain, 1851; ospizio per malati e anziani di Sankt Katharinental, 1869) o furono venduti (Feldbach, Fischingen, Ittingen, Tänikon, Paradies). I terreni agricoli dei conventi furono nel frattempo sfruttati come proprietà demaniali. Anche la statalizzazione del sistema scolastico e l'abolizione dei tribunali confessionali (tribunali matrimoniali riformati e cattolici, istituiti rispettivamente nel 1804 e nel 1806) ridussero le prerogative degli enti ecclesiastici.

Il periodo iniziale nel giovane Stato federale (1848-1869)

La nuova Costituzione federale rese necessario l'adeguamento di quella cantonale nel 1849, ciò che comportò tra l'altro l'introduzione dell'iniziativa popolare per la revisione totale o parziale della legge fondamentale del cantone. Come in precedenza l'esecutivo contava sei membri, mentre il Gran Consiglio uno ogni 220 abitanti. Le disposizioni sulla ripartizione confessionale delle cariche rimasero inalterate. Sotto l'influsso dei radicali – Bornhauser presiedette la Costituente – furono ridimensionate le competenze della commissione di giustizia del tribunale cantonale, che fu trasformata in un'istanza di ricorso; lo stesso tribunale tornò a essere un'istituzione non permanente e i tribunali di circolo furono aboliti. Furono per contro istituiti una corte d'assise e Consigli distrettuale, cui spettava la sorveglianza sui comuni (fino al 1992). Fu inoltre introdotto il veto popolare in materia legislativa, precursore del referendum obbligatorio, che fino al 1869 ebbe successo solo cinque volte. Le cosiddette autorità intermedie (Consigli dell'educazione, della sanità e di guerra), che raggiunsero allora l'apice della loro influenza, furono mantenute.

Anche le leggi e le ordinanze cantonali dovettero essere armonizzate con le normative federali. La mozione di Eduard Häberlin del 1851 sulla legislazione in materia civile sfociò nel 1860 nell'elaborazione parziale di un Codice civile (diritto delle persone) e nel riordino di tutte le disposizioni vigenti, compiuto nel 1865-1868 da Philipp Gottlieb Labhardt ma non portato a termine. Il risultato di questi sforzi fu una raccolta delle leggi in cinque volumi.

Caricatura relativa alla politica ferroviaria nella Svizzera orientale, apparsa nella rivista Der Postheiri, 1853, n. 5, (Zentralbibliothek Zürich).
Caricatura relativa alla politica ferroviaria nella Svizzera orientale, apparsa nella rivista Der Postheiri, 1853, n. 5, (Zentralbibliothek Zürich). […]

Consigliere nazionale e poi agli Stati, procuratore pubblico, direttore della Ferrovia del Nord-Est e presidente del Consiglio dell'educazione, negli anni 1850 Häberlin esercitò una grande influenza sulla politica cantonale e fu considerato l'Alfred Escher della Turgovia. Al più tardi dal 1858 al suo "sistema" si oppose il movimento democratico che, sotto la guida di Labhardt, Fridolin Anderwert, Adolf Deucher, Paul Nagel e Jakob Albert Scherb, rivendicava l'estensione dei diritti popolari, il rafforzamento del Consiglio di Stato e il riesame delle funzioni esecutive delle cosiddette autorità intermedie (tra l'altro nel 1861 con una mozione). Dal 1864 la politica ferroviaria divenne terreno di aspri scontri tra i partiti. Con l'apertura delle linee Winterthur-Romanshorn (1855, appartenente alla Ferrovia del Nord-Est) e Winterthur-San Gallo-Rorschach (1855-1856, dal 1857 in possesso delle Ferrovie svizzere unite), la Turgovia beneficiò di colpo di una situazione viaria favorevole. Nel contesto della concorrenza tra assi ferroviari attraverso le Alpi centrali (Gottardo) e orientali (Lucomagno), in Turgovia si pose la questione della realizzazione di un collegamento Rorschach-Costanza-Sciaffusa. Häberlin e i suoi seguaci auspicavano un tracciato via Amriswil, mentre i suoi avversari propendevano per la cosiddetta ferrovia del Seetal attraverso Romanshorn, che dal 1844 disponeva di un porto. Alla fine prevalse la seconda opzione; i relativi tronconi furono inaugurati nel 1869-1871.

Dal 1868 i sostenitori del movimento democratico rivendicarono inoltre una revisione della Costituzione; il 19 aprile la popolazione turgoviese accolse tale principio decidendo l'elezione di una Costituente, che si svolse il 10 maggio. La vittoria andò ai democratici, che conquistarono 70 seggi su 110. La nuova legge fondamentale, approvata dal popolo il 28 febbraio 1869 con 11'781 voti favorevoli e 6741 contrari, introdusse il referendum obbligatorio in materia legislativa e finanziaria al posto del veto, l'elezione popolare del governo e dei Consiglieri agli Stati, la riduzione dell'esecutivo a cinque membri, l'abolizione delle cosiddette autorità intermedie e un "paragrafo Häberlin", che sancì l'incompatibilità di alcune cariche. La Costituzione garantì inoltre agli elettori il diritto di revoca del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio. Furono espressione del Kulturkampf il riconoscimento del matrimonio civile, la chiusura delle scuole separate per confessione, la rinuncia alle quote confessionali all'interno delle autorità cantonali e la prevista soppressione del convento di Sankt Katharinental. Con l'affermazione della democrazia diretta, il testo del 1869, che con varie modifiche restò in vigore fino al 1990, rappresentò il compimento dell'evoluzione costituzionale del XIX secolo.

Sulla via della "normalizzazione" (1869-1914)

Con Anderwert, Labhardt, Johann Ludwig Sulzberger, Carl Friedrich Braun e Johann Konrad Haffter, la Turgovia ebbe un governo composto da personalità forti; Häberlin non fu invece rieletto a nessuna carica. In seguito all'abolizione delle autorità intermedie l'amministrazione cantonale fu riorganizzata: il Dipartimento dell'agricoltura, del commercio e dell'industria affiancò quelli già esistenti. Come altri cantoni fondati sulla democrazia diretta, anche la T. dal 1869 si impegnò per la revisione della Costituzione federale. Rispetto ad altri cantoni fu meno toccata dal Kulturkampf, anche se sul piano locale si registrarono numerosi conflitti, tra l'altro per il controllo sui cimiteri. La Turgovia posteriore, cattolica, si sentì inoltre discriminata e per svariati anni respinse tutte le proposte provenienti da Frauenfeld.

Contestualmente alla crescente influenza dell'economia sulla politica, negli ultimi decenni del XIX seccolo nacquero veri e propri partiti. I primi a dotarsi di un'organizzazione furono i cattolici, anche se il Partito cattolico conservatore fu fondato solo nel 1905 (dal 1912 Partito popolare cattolico). Una subcultura cattolica si formò all'interno di numerose associazioni. Un'evoluzione simile si registrò sul fronte degli operai di fabbrica; la sinistra socialista si riunì in un Partito cantonale solo nel 1907. Il Partito democratico-economico, fondato già nel 1891, si sviluppò da diverse sezioni della Società del Grütli e dalla relativa federazione (costituita nel 1887); attivo fino al 1932, fu sempre fortemente legato a singole personalità. I radicali si diedero un'organizzazione partitica nel 1890. Nel 1895 i cattolici conservatori ottennero il primo seggio in Consiglio di Stato con August Wild, che assunse la guida del Dipartimento delle finanze, da allora appannaggio di questo schieramento (tranne una parentesi nel 2000-2006); nel 1904 Alfons von Streng fu il primo cattolico conservatore turgoviese a entrare in Consiglio nazionale. Emil Hofmann fu il primo democratico a sedere in Consiglio nazionale (dal 1898) e in Consiglio di Stato (dal 1905). L'introduzione del sistema proporzionale per l'elezione del Gran Consiglio fallì nel 1900 e 1910.

Traghetto DTr I all'entrata del nuovo porto di Friedrichshafen durante un viaggio di prova. Illustrazione secondo un disegno di Wilhelm von Breitschwert pubblicata nella Illustrirte Zeitung di Lipsia, 20.3.1869 (Zentralbibliothek Zürich).
Traghetto DTr I all'entrata del nuovo porto di Friedrichshafen durante un viaggio di prova. Illustrazione secondo un disegno di Wilhelm von Breitschwert pubblicata nella Illustrirte Zeitung di Lipsia, 20.3.1869 (Zentralbibliothek Zürich). […]

Accanto al sostegno dell'agricoltura, tra il 1869 e il 1914 il cantone ebbe come priorità la realizzazione di infrastrutture moderne. Nel 1876 entrò in funzione la linea ferroviaria Sulgen-Bischofszell-Gossau (SG), nel 1887 il collegamento a scartamento ridotto Frauenfeld-Wil (SG), nel 1910 la ferrovia lago di Costanza-Toggenburgo e nel 1911 la ferrovia della T. centrale, che da Costanza portava a Wil via Weinfelden. Sul lago di Costanza furono attivi traghetti ferroviari tra Romanshorn e Lindau (1869-1939) e Romanshorn e Friedrichshafen (1869-1976). Nei villaggi furono istallate cisterne per l'approvvigionamento idrico. Anche l'introduzione dell'energia elettrica fu rapida; l'azienda elettrica cantonale fu fondata nel 1912 ad Arbon. Furono inoltre allestite una rete telegrafica e una telefonica. Nel 1876 e 1910 si verificarono forti inondazioni nell'area della Thur e della Murg e sulle rive del lago di Costanza. La prima emergenza portò ad ampie correzioni del corso dei fiumi, la seconda all'innalzamento degli argini.

La separazione dei beni comunali nel 1871 ebbe importanti conseguenze sul lungo periodo. Essa sembrò necessaria poiché dalla Rivoluzione il principio del domicilio si era affermato a tutti i livelli. Invece di attribuirli semplicemente alle Ortsgemeinden o addirittura alle Munizipalgemeinden, i beni comunali furono suddivisi tra Ortsgemeinden e cittadini, creando in pratica il moderno comune patriziale. Poiché a quest'ultimo fu inoltre conferita la facoltà di concedere la cittadinanza, per certi versi fu riportato in vita persino l'antico comune d'ancien régime.

Veduta panoramica dal Nollen. Matita e acquerello di Georg Meyer, 1878 (Zentralbibliothek Zürich, Depositum SAC, Sektion Uto).
Veduta panoramica dal Nollen. Matita e acquerello di Georg Meyer, 1878 (Zentralbibliothek Zürich, Depositum SAC, Sektion Uto). […]

Alla fine del XIX secolo crebbe la sensibilità delle autorità cantonali e della popolazione per le problematiche di sanità pubblica, assistenziali e sociali. Nel 1870 fu aperto un ospizio cantonale per malati e anziani nel convento soppresso di Sankt Katharinental, nel 1892-1894 fu ampliato l'istituto di cura di Münsterlingen, trasformato in clinica autonoma nel 1898, mentre l'ospedale cantonale di Münsterlingen restò di dimensioni modeste. Nell'ambito della politica sociale sorsero diverse associazioni, come la Società di soccorso ai malati mentali (1869-2006) e la Società per l'istruzione dei poveri del canton Turgovia (1882-2012). A cavallo del 1900 il Consiglio di Stato iniziò a proporsi come mediatore in occasione di gravi conflitti di lavoro.

La prima guerra mondiale (1914-1918)

La prima guerra mondiale comportò una perdita di sovranità per i cantoni, soprattutto a causa dell'economia di guerra diretta dalle autorità federali. Per la Turgovia, cantone di frontiera, l'interruzione delle relazioni tradizionalmente intense con Costanza e altre località della Germania meridionale rappresentò un cambiamento profondo.

Anche in Turgovia la mobilitazione dell'esercito nell'agosto del 1914 si svolse senza problemi. A causa del richiamo sotto le armi di numerosi lavoratori esteri – nel 1914 la Turgovia contava una quota di stranieri relativamente elevata (19%, ad Arbon addirittura 46%) – l'industria, l'artigianato e il commercio vissero una situazione di emergenza; alcune aziende dovettero persino cessare la loro attività. Le restrizioni di polizia cui erano soggette le fabbriche furono allentate. Nel 1916 specialmente l'industria del ricamo, della filatura e della tessitura registrò un crollo dovuto alla carenza di materie prime. Dal 1914 la penuria di manodopera nell'agricoltura fu contrastata con un apposito servizio complementare.

Allo scoppio delle ostilità non erano state prese misure preventive nel campo dell'economia di guerra. Solo nel 1916-1918 furono istituite autorità e strumenti specifici sul piano federale e cantonale. Per merito di Anton Schmid, eletto in governo nel 1917, la Turgovia si dotò di un'organizzazione a tre livelli: alla commissione cantonale per l'approvvigionamento alimentare erano subordinati l'ufficio centrale per il rifornimento alimentare e gli uffici del pane, dei grassi, del latte e dei combustibili; sedi distaccate erano presenti nei comuni. Nel 1917/1918-1920 furono sottoposti a razionamento riso, zucchero, mais, paste alimentari, avena, orzo, pane, farina, burro, grassi, olio, formaggio e latte; dal 1917 fu inoltre promossa l'estensione delle superfici coltivate. I lunghi periodi di servizio con soldo ridotto e senza indennità per perdita di guadagno e il rincaro dei generi alimentari causarono difficoltà crescenti specialmente per i lavoratori dipendenti, mentre gli agricoltori realizzarono in parte maggiori guadagni.

L'emergenza sociale si manifestò nell'elezione del Consiglio di Stato del febbraio del 1917, quando, in seguito a un appello del PS, numerosi elettori votarono scheda bianca. Il peggioramento della situazione si rifletté anche sulle truppe turgoviesi: nel corso del 1917 aumentarono le infrazioni legate a contestazioni dell'ordine costituito; persino soldati di orientamento borghese mostrarono una progressiva apertura nei confronti delle rivendicazioni della sinistra. Lo Stato, dal canto suo, si mostrò più severo verso i profittatori di guerra e nominò addirittura un procuratore pubblico straordinario per perseguirli.

Allo sciopero di protesta del 9 novembre 1918 parteciparono anche 2000 operai ad Arbon, dove non si verificarono incidenti. Dopo la mobilitazione di truppe per il servizio d'ordine da parte del Consiglio federale, l'agitazione si tramutò in sciopero generale. Sebbene l'appello all'astensione dal lavoro fu accolto nelle principali località, in Turgovia non si arrivò a una paralisi della vita pubblica ed economica. Anche a Frauenfeld le truppe presidiarono gli edifici pubblici e diverse imprese. Il fronte borghese reagì con fermezza; la Federazione turgoviese dei produttori di latte ad esempio non fornì più latte a Winterthur, roccaforte della protesta. Nello stesso momento imperversò la seconda ondata di influenza spagnola, che colpì anche le truppe turgoviesi e l'intero cantone (la prima, verificatasi in estate, aveva toccato solo poche località); su 20'837 casi si contarono 234 decessi.

Il periodo tra le due guerre mondiali (1919-1939)

Di grande importanza politica fu l'accettazione di misura, nel 1919, del sistema proporzionale per l'elezione del Gran Consiglio. Ancora nel 1924 e 1927 la nuova procedura fu combattuta alle urne da radicali e agrari. Nelle elezioni del 1920 i socialisti passarono da 9 a 19 seggi, i democratici (che sarebbero scomparsi dalla scena politica nel 1932) da 9 a 14, mentre il Partito popolare cattolico guadagnò solo due mandati (da 20 a 22). I radicali e gli agrari, che da allora costituirono un unico gruppo parlamentare, persero 8 seggi ma mantennero la maggioranza con 73 deputati.

Nel periodo interbellico gli scontri tra sinistra e destra in materia di politica sociale ed economica in un primo momento si inasprirono. A lungo la sinistra ebbe solo scarse possibilità di imporre le proprie rivendicazioni nei confronti della maggioranza borghese. In conformità alla tendenza in atto sul piano nazionale, dalla metà degli anni 1930 ca. si passò da una contrapposizione aperta a una politica consensuale con il coinvolgimento della sinistra, ciò che implicò anche un mutamento di posizione nei confronti della politica di difesa; nel 1935 fu chiaramente approvato il prolungamento del servizio militare e nel 1936 la popolazione turgoviese partecipò massicciamente al prestito di difesa nazionale.

Gli sviluppi politici all'estero non mancarono di influenzare il cantone. Fondata già nel 1919, l'Unione dei giovani contadini negli anni 1930, sotto la direzione di Otto Hess, si mostrò aperta alle nuove tendenze autoritarie, così come la sezione turgoviese della Gioventù liberale radicale, creata nel 1933 e presieduta da Fritz Hummler. Anche il cattolicesimo politico simpatizzò a lungo con le idee corporativiste. Il frontismo raccolse solo scarsi consensi; con il 2,7% dei voti nelle elezioni al Consiglio nazionale del 1935, il Fronte nazionale non conquistò alcun seggio. Anche nel parlamento cantonale e nei comuni i frontisti non furono rappresentati, al contrario del movimento per un'economia libera (Freiwirtschaftliche Bewegung) e dei Giovani contadini. Il PS turgoviese, schieratosi in favore della difesa nazionale già dal 1934, guadagnò altri cinque seggi in occasione delle elezioni al Gran Consiglio del 1935 e figurò anch'esso tra i vincitori della tornata elettorale; conquistò inoltre due mandati in Consiglio nazionale. Dopo la fondazione del PAB svizzero (1937), la Società turgoviese di agricoltura si oppose alla creazione di una sezione cantonale del partito, poiché non voleva minare la coesione del mondo contadino.

Immigrati tedeschi costituirono gruppi nazisti locali ad Amriswil (246 membri), Arbon (131), Frauenfeld (94), Kreuzlingen (484) e Weinfelden (194); in tutti e cinque i comuni esistevano anche organizzazioni femminili e per ragazzi e ragazze vicine al partito. Scontri con la sinistra si verificarono specialmente ad Arbon.

Nel 1926 fu emendato il Codice penale; tra le novità figurarono la sospensione condizionale della pena, l'internamento, il patronato penale e un diritto penale minorile. Insieme al canton Sciaffusa, nel 1922 la Turgovia aprì una clinica di montagna a Davos, trasformata dopo la seconda guerra mondiale in un istituto per malattie polmonari e nel 1983 in un centro di riabilitazione (chiuso nel 2005). Nel 1925 il cantone ampliò l'istituto di cura di Münsterlingen, ma continuò a investire poco nell'ospedale cantonale. Nel 1926 fu introdotta l'assicurazione malattia obbligatoria, nel 1931 una cassa cantonale di disoccupazione. Con la legge sull'assicurazione del bestiame (1931) e la Cassa turgoviese di soccorso ai contadini (1932) furono tutelati gli interessi del ceto agricolo. Dal 1933 l'assicurazione contro gli incendi coprì anche i danni causati dagli elementi naturali. Ulteriori misure di politica sociale furono i lavori di emergenza e l'istituzione di un fondo di sostegno per il settore del ricamo.

Per decenni il cantone aveva trascurato l'ampliamento della rete viaria. Anche per sostenere l'occupazione durante la crisi economica mondiale, nel 1929-1936 furono asfaltati 215 km di strade cantonali sotto la direzione di Robert Freyenmuth, capo del Dipartimento delle costruzioni; nel 1938 la Turgovia era il cant. più progredito sotto questo aspetto. Negli anni 1920 furono inoltre elettrificate le principali linee ferroviarie.

"La guerra chimica minaccia le città! Uccide bambini, donne e anziani!", Striscione originale del PS di Arbon contro la guerra aerea e chimica, 1930 (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld).
"La guerra chimica minaccia le città! Uccide bambini, donne e anziani!", Striscione originale del PS di Arbon contro la guerra aerea e chimica, 1930 (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld). […]

L'ascesa al potere di Adolf Hitler portò dal marzo del 1933 a restrizioni nel piccolo traffico di frontiera della regione di Costanza e Kreuzlingen. In seguito si registrarono ripetutamente frizioni tra le due città, ad esempio per quanto riguarda il transito di autobus o la fornitura di gas da parte delle aziende municipalizzate di Costanza. Nel 1937 fu innalzata una rete di confine tra le due località. Appena prima e durante la seconda guerra mondiale sorsero numerose fortificazioni di frontiera; Kreuzlingen fu persino protetta da una vera e propria cintura difensiva, ancora parzialmente visibile all'inizio del XXI secolo. Sotto l'egida di Paul Altwegg, capo del Dipartimento di giustizia e polizia, e di Ernst Haudenschild, comandante della polizia, le autorità cantonali interpretarono in maniera restrittiva le norme federali in materia di polizia degli stranieri e di diritto di asilo nei confronti di profughi politici e specialmente razziali, un atteggiamento che trovava riscontro nel latente antisemitismo della pop. Nel 1938 numerosi ebrei, in parte già economicamente attivi a Kreuzlingen, riuscirono ancora a salvarsi in tempo oltre confine, ciò che in seguito non fu più possibile. Alcuni Turgoviesi furono privati della cittadinanza per attività in favore del nazismo all'estero.

La seconda guerra mondiale (1939-1945)

La mobilitazione delle truppe di frontiera del 29 agosto 1939 e quella generale del 2 settembre avvennero senza intoppi. Il piano di evacuazione della popolazione civile di Kreuzlingen in caso di guerra, studiato nei minimi dettagli, fu abbandonato nel 1941 in seguito alle esperienze negative maturate durante il cosiddetto allarme di maggio del 1940, quando soprattutto Turgoviesi benestanti si trasferirono nella Svizzera centrale ostacolando gli spostamenti delle truppe. L'introduzione dell'indennità per perdita di guadagno nel 1940 ebbe ricadute positive sui soldati e le loro famiglie, ma non risolse il problema della carenza di manodopera, specialmente nell'agricoltura. Grazie al lavoro agricolo volontario e obbligatorio e all'impiego di internati e dell'esercito, si riuscì comunque a estendere le superfici coltivate da 8283 ettari nel 1940 a 16'000 ettari nel 1942, conformemente alle direttive della Confederazione. L'economia di guerra si dimostrò all'altezza della situazione, anche per quanto riguarda il razionamento e il controllo dei prezzi. In Turgovia fu istituito un apposito ufficio centrale; il cantone poté inoltre beneficiare dell'esperienza del Consigliere di Stato Anton Schmid, in carica dal precedente conflitto mondiale.

Dall'11 novembre 1940 entrò in vigore l'oscuramento. Tale misura fu revocata il 12 settembre 1944, poiché, con l'avanzata alleata in Europa occidentale, divennero più frequenti gli attacchi aerei su obiettivi nella Germania meridionale e, di conseguenza, anche le violazioni della neutralità nell'area di confine. Furono colpiti per errore tra l'altro edifici a Kümmertshausen, Buhwil e Schlattingen e il ponte sulla Thur nei pressi di Pfyn. I bombardamenti di Friedrichshafen dal 20 giugno 1943 rimasero impressi nella memoria collettiva della popolazione turgoviese. I numerosi internati furono impiegati in parte nell'agricoltura e in parte per progetti di miglioria fondiaria; a Sirnach l'Università di San Gallo allestì un campo universitario per questi ultimi. Tra la fine del 1944 e l'inizio del 1945 presso il confine a Kreuzlingen avvenne uno scambio di 7000 prigionieri di guerra gravemente feriti sotto la supervisione della Croce Rossa. L'avanzata francese verso est lungo la frontiera svizzera ebbe scarse ripercussioni in Turgovia; solo nell'area di Kreuzlingen numerose persone cercarono di fuggire in Svizzera prima dell'arrivo dei Francesi a Costanza (26.4.1945).

Sul piano politico, gli anni di guerra portarono all'integrazione della sinistra; nel marzo del 1941 al PS, nella persona di August Roth, fu concesso un seggio in Consiglio di Stato. Nelle elezioni federali non si registrarono cambiamenti degli equilibri preesistenti. Più che riflettere un mutamento del clima politico, la forte crescita del PS in occasione delle elezioni al Gran Consiglio del 1944 fu espressione dell'insoddisfazione generalizzata per i lunghi periodi di servizio delle truppe turgoviesi.

La fase riflessiva (1945-1963)

I 18 anni successivi alla seconda guerra mondiale furono contrassegnati dalla riflessione sull'identità turgoviese e da una grande passività politica. Ciò fu dovuto da un lato agli sforzi del periodo bellico, che avevano lasciato un certo vuoto, dall'altro al trasferimento progressivo dei problemi politici sul piano nazionale, con i cantoni vieppiù relegati a meri esecutori delle disposizioni federali, e da ultimo a una crescita economica più marcata del previsto.

Il processo di riflessione divenne manifesto in occasione degli eventi commemorativi del 1948 (150 anni della liberazione della Turgovia e 100 anni della Costituzione federale), del 1953 (150 anni dell'indipendenza cantonale) e del 1960 (500 anni di appartenenza alla Confederazione). La Turgovia ne trasse una visione più chiara dei suoi rapporti con il resto della Svizzera e, da un confronto con il proprio passato, sviluppò una nuova consapevolezza, che dal 1963 si concretizzò in un vastissimo programma di modernizzazione. Dapprima il cantone dovette però fare i conti con la storia più recente: le voci autocritiche rimasero un'eccezione e le sanzioni colpirono principalmente cittadini tedeschi simpatizzanti del nazismo. Nel complesso furono avviati 120 procedimenti, che portarono all'espulsione di un centinaio di persone. Accusati di aver intralciato le inchieste, anche il comandante della polizia Haudenschild e il Consigliere di Stato Altwegg furono oggetto di critiche. D'altro canto vaste cerchie si impegnarono in azioni di sostegno a favore degli Stati coinvolti nella guerra e specialmente delle città bodaniche di Costanza, Überlingen e Meersburg.

Nel 1947 gli elettori respinsero inaspettatamente l'apertura di una seconda scuola agricola a Bürglen. La questione dell'ospedale cantonale, sempre controversa, rimase irrisolta. Rudolf Schümperli, eletto in governo nel 1954, riorganizzò il Dipartimento delle costruzioni, creando così un presupposto fondamentale per la successiva fase di modernizzazione. Durante il suo mandato furono istituiti, accanto all'ufficio del genio civile, quelli dell'edilizia (1955), dei beni culturali (1962) e della pianificazione territoriale (1964).

La modernizzazione del cantone dal 1963

Centrale termica della casa di cura per malati e anziani di Sankt Katharinental, costruita nel 1972-1973 dallo studio di architettura basilese Suter & Suter (Fotografia Jürg Zimmermann, Zurigo).
Centrale termica della casa di cura per malati e anziani di Sankt Katharinental, costruita nel 1972-1973 dallo studio di architettura basilese Suter & Suter (Fotografia Jürg Zimmermann, Zurigo). […]

Dal 1963 il cantone promosse un miglioramento delle sue infrastrutture, che si distinse per la rapidità, l'ampiezza e la qualità architettonica delle costruzioni. Vi erano ritardi da colmare specialmente nel settore sanitario. Il popolo decise di trasformare il nosocomio di Frauenfeld in un secondo ospedale cantonale e approvò ingenti crediti per nuove costruzioni e il risanamento dei centri di pronto soccorso di Münsterlingen (1966-1972) e Frauenfeld (1967-1974), della clinica psichiatrica di Münsterlingen (1967-1974 e 1984-1987), dell'ospizio per malati e anziani di Sankt Katharinental (1967-1978) e della clinica di montagna di Davos (1975). A Münsterlingen e Frauenfeld furono inoltre costruiti alloggi ed edifici scolastici per il personale sanitario (1970-1975). Sorsero anche strutture per disabili e, dagli anni 1970 con il sostegno del cantone, case di cura e per anziani comunali. Se ovunque furono edificati nuovi centri di scuola elementare e secondaria con annesse sale multiuso e impianti della protezione civile, l'ampliamento delle scuole cantonali e delle sedi dell'amministrazione progredì inizialmente a rilento. L'edificio amministrativo Promenade a Frauenfeld poté essere costruito nel 1966-1968 solo grazie al sostegno dell'assicurazione stabili; la realizzazione di un nuovo ufficio cantonale della circolazione stradale fu respinta cinque volte in votazione popolare. Nel 1992 la polizia cantonale ottenne per contro una nuova sede principale con annesso penitenziario cantonale (ampliato nel 2006). Il nuovo Archivio di Stato ha aperto i battenti nel 2011. Acquisirono un'importanza sovraregionale i centri congressuali privati di Paradies (1974), Wolfsberg (1975), della certosa di Ittingen (realizzato progressivamente dal 1977) e Lilienberg-Ermatingen (1989).

Nel 1969-1970 fu aperta l'autostrada A1 attraverso la Turgovia posteriore, che favorì lo sviluppo dell'economia locale. Nel 1975-1976 seguì, quale tratto dell'A7, la circonvallazione di Frauenfeld. L'A7 fu poi prolungata fino a Pfyn (1978), Müllheim (1984, con allacciamento alla strada della valle della Thur), Schwaderloh (1992) e al confine presso Costanza (2002). La circonvallazione di Diessenhofen fu inaugurata nel 1983, quella di Arbon nel 1993. La costruzione di nuove strade a grande capacità attraverso la valle della Thur e lungo le rive del lago di Costanza rimase a lungo controversa e fu autorizzata dal popolo solo nel 2012.

Nel 1996 la centrale per lo smaltimento dei rifiuti di Weinfelden subentrò ai due inceneritori di Hefenhofen e Müllheim, risalenti agli anni 1970; nel contempo fu promosso il risanamento delle discariche più vecchie. La protezione delle acque prese avvio a metà degli anni 1950. Entro la fine degli anni 1980 i consorzi intercomunali realizzarono diversi impianti di depurazione. Grazie a sforzi pluridecennali, la Turgovia e gli altri Stati rivieraschi riuscirono a risanare il lago di Costanza. Leggi sulla pianificazione del territorio (dal 1964) e piani direttori (dal 1992) non impedirono però la dispersione degli insediamenti lungo le strade a grande capacità.

La Costituzione cantonale del 1869 fu sottoposta complessivamente solo a dieci revisioni parziali. La revisione totale, proposta nel 1970, richiese più di un quindicennio. La Costituzione del 1987 sostituì il referendum obbligatorio con quello facoltativo in materia legislativa e di trattati internazionali e concordati intercantonali. Pose inoltre le basi per l'abolizione del dualismo comunale. La revisione della legge sui comuni del 1944 aveva lasciato intatte le strutture del XIX secolo; le uniche novità erano state il trasferimento della facoltà di attribuire la cittadinanza dal comune patriziale alla Ortsgemeinde, la possibilità per le località maggiori di dotarsi di consigli comunale (presto istituiti a Frauenfeld, Weinfelden e Kreuzlingen) e l'introduzione del concetto di Einheitsgemeinde per designare il comune unico sorto dall'unificazione delle amministrazioni di Ortsgemeinde e Munizipalgemeinde. Dove queste ultime coincidevano sul piano territoriale le Einheitsgemeinden potevano (dal 1851) rispettivamente dovevano (dal 1874) di fatto essere già costituite; alcuni comuni di questo tipo sorsero inoltre a seguito della fusione di diverse Ortsgemeinden con una Munizipalgemeinde, ma continuarono a essere chiamati Munizipalgemeinden, creando confusione nella popolazione. Poiché l'attuazione delle disposizioni federali e cantonali costituì un compito sempre più difficile per Ortsgemeinden e Munizipalgemeinden, in parte di piccole dimensioni, nel 1972 fu insediata la cosiddetta commissione Kramer, che elaborò i presupposti per la soppressione volontaria del dualismo comunale e per semplificazioni nell'ambito della scuola elementare e secondaria. Si ebbero così alcune fusioni, ma non una riforma complessiva. Solo la Costituzione cantinale del 1987, che impose l'accorpamento delle Munizipalgemeinden e delle Ortsgemeinden entro dieci anni, avviò un processo che negli anni 1990 sfociò nell'istituzione di 80 comuni politici.

L'estensione delle attività dello Stato dalla seconda guerra mondiale comportò uno sviluppo costante dell'amministrazione cantonale. Nel 1991 furono riorganizzati i Dipartimenti. Alla fine degli anni 1990 furono adottati i principi della nuova gestione pubblica (new public management), con mandati di prestazione e budget globali. L'ampliamento dell'apparato burocratico richiese una riforma della giustizia amministrativa, che nel 1981 fu sottratta per legge al Consiglio di Stato e attribuita al tribunale amministrativo, istituito nel 1984 a Frauenfeld (dal 1998 a Weinfelden), e a varie commissioni di ricorso specifiche.

Nel 1942 il Codice penale svizzero sostituì quello turgoviese; lo stesso anno il cantone istituì la magistratura dei minorenni. Nel 1972 entrò in vigore il nuovo Codice di procedura penale e fu soppressa la corte d'assise esistente dal 1849; nel 1973 fu chiuso il penitenziario di Tobel. Contestualmente all'entrata in vigore del nuovo Codice di procedura penale svizzero (2011), il numero dei distretti fu ridotto da otto a cinque: Diessenhofen e Steckborn furono integrati nel distretto di Frauenfeld, quello di Bischofszell fu ripartito tra i distretti di Arbon e Weinfelden. Il precedente dualismo tra ufficio dei giudici istruttori e ministero pubblico fu abbandonato in favore di un ministero pubblico generale, a cui fanno capo le diverse procure pubbliche e la magistratura dei minorenni.

Il quadro politico turgoviese rimase stabile. I Giovani contadini scomparvero con la fine della seconda guerra mondiale. Il gruppo parlamentare unico di radicali e agrari (esistente in Gran Consiglio dal 1920) fu sciolto nel 1986 in seguito alla costituzione di una sezione cantonale dell'UDC nel 1985. Alla fine del XX secolo questo partito registrò una continua crescita di consensi; dal 1999 conta tre Consiglieri nazionali su sei e un Consigliere agli Stati. I cattolici conservatori e i cristiano-sociali si separarono nel 1947 per poi riunirsi nuovamente nel PPD nel 1973. Il PPE, apparso la prima volta nel 1932 ma ufficialmente fondato nel 1960, ricoprì a lungo un ruolo marginale; solo dagli anni 1960 detenne attorno a otto seggi in Gran Consiglio. Quasi del tutto ininfluente fu l'AdI, con uno (1972-1984) e poi due deputati (1984-1988) al parlamento cantonale. Maggiore peso ebbe il Movimento repubblicano, che poté contare su quattro seggi in Gran Consiglio (1972-1976) e addirittura uno in Consiglio nazionale (1971-1975), come più tardi il Partito della libertà (1995-1999). Successivamente tutti questi partiti scomparvero. Continuano invece a esistere i Verdi, fondati nel 1983, che dal 1987 al 1995 annoverarono un Consigliere nazionale. Nel 2011 il PRD ha perso temporaneamente il suo ultimo seggio alle Camere federali a favore dei Verdi liberali, ma è riuscito a riconquistarlo nel 2015.

L'equilibrio politico in Consiglio di Stato istaurato nel 1941 (due radicali, un agrario, un popolare democratico, un socialista) durò fino al 1986; da allora l'UDC detiene due seggi, il PRD, il PPD e il PS uno. La lunga permanenza in carica di alcuni Consiglieri di Stato (in singoli casi per oltre 30 anni) garantì stabilità. Il suffragio femminile sul piano cantonale fu introdotto solo nel 1971. La quota di donne in Gran Consiglio crebbe solo lentamente; nel 1996 la socialista Vreni Schawalder fu la prima donna eletta in governo.

Seggi del canton Turgovia all'Assemblea federale 1919-2015

 19191939195919671971197919831991199519992003200720112015
Consiglio degli Stati
PRD2111111       
UDC 1111111111111
PS       11     
PPD         11111
Consiglio nazionale
PRD211111111111 1
PPD11111221111111
PS12221111111111
Verdi       1      
UDC22222222233333
Partito della libertà        1     
Verdi liberali            1 
Altri1             
Totale76666666666666
Seggi del canton Turgovia all'Assemblea federale 1919-2015 -  Historische Statistik der Schweiz; Ufficio federale di statistica

Composizione del Consiglio di Stato del canton Turgovia 1935-2016

 19351941194319501965197219861992199620002004200820122016
PRD43222211111111
PPD11111111111111
PS 1111111111111
UDC  111122222222
Totale55555555555555
Composizione del Consiglio di Stato del canton Turgovia 1935-2016 -  Ufficio federale di statistica; Cancelleria di Stato

Composizione del Gran Consiglio del canton Turgovia 1950-2016

 19501956196519721976198419881992199620002004200820122016
PRD3027262724252323252420181820
PPD2020213432312726252722222120
PS2930272225212023202223171917
Verdi     61110118131199
PPE16977766454655
UDC3330323439373332384247514144
Partito della libertà      101071    
UDF         11365
Verdi liberali           267
PBD            53
Altri111211633        
Totale124125126130130130130130130130130130130130
Composizione del Gran Consiglio del canton Turgovia 1950-2016 -  Historische Statistik der Schweiz; Ufficio federale di statistica; Cancelleria di Stato

Società, economia e cultura nel XIX e XX secolo

Popolazione e insediamento

Nella prima metà del XIX secolo si registrò un incremento demografico in tutti i distretti del cantone. La carestia del 1816-1817 si fece sentire, ma non provocò un'eccedenza dei decessi sulle nascite. Malgrado il saldo naturale positivo, la popolazione crebbe solo lentamente. Dal 1798/1800 al 1850 l'aumento medio annuo fu pari al 4,5‰ e quindi nettamente inferiore alla media svizzera (7,3‰). In assenza di un polo urbano, numerosi abitanti si trasferirono nelle regioni industriali dei cantoni limitrofi (San Gallo, Zurigo). Dal 1850 al 1910 la Turgovia visse il suo più intenso periodo di industrializzazione e la popolazione aumentò del 52% ca. (da 88'908 a 134'917 persone). La forte emigrazione andò di pari passo con l'immigrazione di manodopera proveniente dal resto della Svizzera e dall'estero. Un eccezionale boom demografico si ebbe nel primo decennio del XX secolo, con un aumento del 17,7% (media svizzera: 12,5%). L'industrializzazione e la costruzione delle ferrovie portò allo spopolamento dei piccoli comuni sulle alture, mentre crebbero gli insediamenti sui fondivalle e lungo le linee ferroviarie. Tra il 1850 e il 1910 i distretti industriali di Kreuzlingen, Bischofszell, Frauenfeld e specialmente Arbon (caso esemplare) registrarono l'incremento più consistente.

Dal 1914 al 1945 si assistette a una fase di stagnazione. Anche se la Turgovia, a differenza degli altri cantoni della Svizzera orientale dediti all'industria del ricamo, non conobbe un calo demografico, la crescita media annua (0,66‰) fu nettamente inferiore al dato nazionale (4‰). Ciò fu dovuto, oltre che alla diminuzione del tasso di natalità, specialmente alla partenza dei lavoratori esteri allo scoppio della guerra nel 1914 e in seguito alla crisi del settore del ricamo dal 1921. Dal 1910 la quota degli stranieri scese costantemente e raggiunse il livello minimo nel 1941 (8083 persone, pari al 5,9% della popolazione).

Sviluppo demografico del canton Turgovia 1850-2000

AnnoAbitantiPercentuale di stranieriPercentuale di protestantiPercentuale di cattoliciPercentuale di persone di età superiore ai 59 anniPeriodoCrescita complessivaaSaldo naturale relativoaSaldo migratorioa
185088 9082,1%75,3%24,7% 1850-18601,2‰4,3‰-3,1‰
186090 0783,2%75,2%24,4%9,0%1860-18703,4‰4,4‰-1,0‰
187093 2024,3%74,3%25,2%9,7%1870-18806,5‰6,7‰-0,2‰
188099 2317,5%72,4%27,3%10,6%1880-18886,7‰7,1‰-0,4‰
1888104 6789,6%70,9%28,9%10,7%1888-19006,6‰7,0‰-0,4‰
1900113 22113,3%68,2%31,6%10,3%1900-191017,7‰9,8‰7,9‰
1910134 91719,0%63,4%35,9%9,2%1910-19200,8‰6,4‰-5,6‰
1920135 93312,2%66,7%32,7%10,0%1920-19300,1‰5,8‰-5,7‰
1930136 09310,5%66,6%32,3%11,5%1930-19411,4‰4,1‰-2,7‰
1941138 1225,9%67,0%32,3%13,8%1941-19509,0‰8,6‰0,4‰
1950149 7386,5%65,1%34,2%14,7%1950-196010,6‰8,2‰2,4‰
1960166 42011,6%61,0%38,5%15,4%1960-19709,5‰9,6‰-0,1‰
1970182 83518,6%55,0%43,6%17,0%1970-19800,5‰3,6‰-3,1‰
1980183 79515,3%54,1%41,0%18,9%1980-199013,0‰5,4‰7,6‰
1990209 36218,1%50,5%39,2%18,5%1990-20009,4‰4,4‰5,0‰
2000228 87519,6%45,0%35,6%18,3%    

a Tasso medio di incremento annuo.

Sviluppo demografico del canton Turgovia 1850-2000 -  Historische Statistik der Schweiz; censimenti federali; Ufficio federale di statistica

L'alta congiuntura dopo la seconda guerra mondiale favorì lo sviluppo dell'industria e dell'edilizia, che ricorsero massicciamente a manodopera estera. Tra il 1950 e il 1970 gli stranieri passarono da 9748 a 34'043. Le ragioni dell'incremento demografico, che in questo periodo ammontò in media a ca. il 10‰ all'anno, furono l'immigrazione e un'eccedenza delle nascite relativamente elevata. Il ritorno in patria di molti stranieri negli anni 1970, dovuto alla recessione, si rifletté in un debole aumento della popolazione tra il 1970 e il 1980 (0,01%). Il saldo migratorio positivo, dovuto principalmente all'arrivo di stranieri, e un tasso di natalità relativamente alto si tradussero in una costante crescita dal 1980 al 2010, che raggiunse complessivamente il 34,4% (in media 11,5‰ annuo).

Anche se dal XIX secolo l'incremento demografico si concentrò nelle località industrializzate e situate in una posizione viaria favorevole, in Turgovia non si registrarono processi di urbanizzazione. Ancora nel 1960 nelle tre città di Arbon, Frauenfeld e Kreuzlingen risiedevano appena 38'907 persone, pari al 23,3% della popolazione totale (media svizzera: 42,0%). Nel 2010 oltre metà della popolazione (51,9%) viveva in comuni tra i 1001 e i 5000 abitanti (media svizzera: 31,4%). All'inizio del XXI secolo soprattutto i comuni lungo i bacini inferiore e superiore del lago di Costanza attiravano nuovi abitanti. La dispersione degli insediamenti si accentuò notevolmente; dal 1984 al 2008 la superficie abitata crebbe del 21% ca. (media svizzera: 18,5%), quella agricola si ridusse del 4,9%.

Economia

Il ruolo dominante dell'agricoltura

Alla fine del XVIII secolo ca. il 70% della popolazione traeva il proprio sostentamento dall'agricoltura. La grande maggioranza dei contadini disponeva di terreni insufficienti e doveva procurarsi un guadagno accessorio lavorando come giornalieri, piccoli artigiani o nell'industria a domicilio. Prevalevano l'avvicendamento triennale delle colture e la coltivazione dell'avena e della spelta. Avevano inoltre grande importanza la viticoltura (in calo però dal 1850) e la frutticoltura. Venivano esportati soprattutto vino, frutta, sidro e acquavite. Nel 1834 il paesaggio rurale era composto per il 49,9% da campi coltivati, il 26,8% da prati e pascoli, il 3,6% da vigneti e il 19,7% da boschi.

Consegna di formaggio Emmental del caseificio di Opfershofen. Fotografia, 1910 ca. (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld, Schaudepot St. Katharinental).
Consegna di formaggio Emmental del caseificio di Opfershofen. Fotografia, 1910 ca. (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld, Schaudepot St. Katharinental). […]

Il passaggio alla coltivazione individuale fu graduale. In alcune località l'avvicendamento triennale obbligatorio fu abbandonato già alla fine del XVIII secolo; il diritto di libero pascolo fu abolito nel 1806. La legge agraria del 1854 rappresentò un ulteriore passo fondamentale verso l'eliminazione totale dei vincoli collettivi in ambito agricolo.

Il riscatto volontario dei tributi feudali, iniziato durante l'Elvetica, nuovamente regolamentato con la legge del 1804 e poi accelerato con quella del 1836, entro il 1862 portò all'affrancamento dal 97% delle decime e dei censi fondiari. Il riscatto degli oneri fondiari, perlopiù tramutati in pegni immobiliari, nella prima metà del XIX secolo si tradusse in un forte indebitamento dei contadini; le proprietà fondiarie erano inoltre fortemente parcellizzate a causa delle spartizioni ereditarie e della divisione in appezzamenti.

Dal 1850 l'industrializzazione, l'avvento della ferrovia e maggiori sbocchi per la vendita di latte e carne innescarono uno sviluppo generalizzato dell'agricoltura e il rapido passaggio dalla cerealicoltura all'economia lattiera e alle colture foraggere. Tra il 1843 e il 1911 il numero di bovini passò da 28'742 a 67'267. Dal 1861 il cantone sostenne l'agricoltura sovvenzionando migliorie fondiarie e offrendo premi agli allevatori. Sorsero numerose cooperative lattiere; già nel 1878 esistevano 110 caseifici. La varietà di formaggio predominante era l'Emmentaler; nel 1893 iniziò la produzione di Tilsiter. Entro il 1890 il mutamento strutturale poté dirsi compiuto: i campi coltivati costituivano ormai solo il 27,4% della superficie agricola, mentre i terreni prativi erano saliti al 66,2%. A questa modernizzazione contribuirono in maniera significativa contadini e casari giunti dalla Svizzera centrale, dall'Appenzello e specialmente dal canton Berna.

Carico di frutta alla stazione di Erlen. Fotografia, 1915 (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld, Schaudepot St. Katharinental).
Carico di frutta alla stazione di Erlen. Fotografia, 1915 (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld, Schaudepot St. Katharinental). […]

L'espansione della praticoltura comportò anche lo sviluppo della frutticoltura in pieno campo. Nella seconda metà del XIX secolo, le mele subentrarono definitivamente alle pere quale emblema della Turgovia, chiamata perciò tradizionalmente Mostindien (ossia "India del sidro"). Attorno al 1900 la fondazione di numerose cooperative per la produzione di sidro segnò il passaggio alla trasformazione industriale della frutta. Con lo sfruttamento intensivo e la meccanizzazione dell'agricoltura dagli anni 1950, tra il 1951 e il 1981 il numero di alberi da frutto ad alto fusto diminuì del 60% ca., da 1'373'521 a 537'138. Il paesaggio turgoviese mutò in maniera durevole: i fitti frutteti che l'avevano caratterizzato dalla fine del XIX secolo lasciarono spazio a campi spogli. Al posto della tradizionale frutticoltura in pieno campo si diffuse la coltivazione intensiva di alberi a basso fusto. Nel 2008 la Turgovia era ancora uno dei principali produttori di frutta della Svizzera.

Già dagli anni 1860 la quota di manodopera impiegata nell'agricoltura diminuì costantemente. Tuttavia fino a XX secolo inoltrato molti piccoli contadini furono nel contempo dediti all'agricoltura, all'artigianato, al lavoro nelle fabbriche e all'industria a domicilio. Già nel 1888 gli agricoltori, che costituivano il 37,6% della popolazione attiva, furono superati dagli operai di fabbrica; in seguito la loro quota si ridusse al 26,7% (1941) e poi al 6,5% (2008). Tra il 1929 e il 2008 le aziende agricole diminuirono da 10'613 a 3076, mentre la loro superficie media passò da 6,9 a 17,3 ettari. Malgrado il forte ridimensionamento, acceleratosi dagli anni 1990, ancora all'inizio del XXI secolo in Turgovia l'agricoltura rivestiva un ruolo significativo.

Industria e artigianato

All'inizio del XIX secolo la Turgovia vantava una protoindustria relativamente sviluppata, in cui prevaleva il settore tessile (tessitura del lino e del cotone, produzione di calzature, sartoria). Nel 1828 oltre 6000 persone erano attive in ambito artigianale. La libertà di industria sancita nel 1798 fu nuovamente soggetta a restrizioni dopo il 1810; solo con la Rigenerazione nel 1831 la libertà di commercio e di industria venne ancorata sul piano costituzionale. Le prime associazioni artigianali locali e regionali sorsero dal 1848; nel 1870 fu costituita la Società commerciale e artigianale del canton Turgovia, da cui nel 1892 si separò l'Unione turgoviese delle arti e mestieri.

Nella prima metà del XIX secolo dominavano la filatura e la tessitura del cotone a domicilio; in questo periodo la stamperia e la tintoria avevano già compiuto il passaggio alla produzione di fabbrica. La stamperia di indiane aperta attorno al 1777 a Islikon all'inizio del XIX secolo figurava tra i maggiori stabilimenti del suo genere in Svizzera. A metà degli anni 1830 in Turgovia si contavano complessivamente 14 stamperie e tintorie. Nel 1814 Kaspar Billeter avviò a Frauenfeld una delle prime filande meccaniche. Nei dintorni del capoluogo, nelle valli della Murg e della Thur e nell'alta Turgovia sorsero in seguito altre filande di maggiori dimensioni. Nel 1843 nel cantone erano attive sei filande con ca. 30'000 fusi. Nel 1874 entrò in funzione la fabbrica di lana pettinata a Bürglen. La meccanizzazione della filatura del cotone favorì in un primo tempo la crescita della tessitura a mano (ca. 6000 telai nel 1835), settore particolarmente diffuso nella parte meridionale del cantone e nell'alta Turgovia. La prima tessitura meccanica, annessa alla filanda di Wängi nel 1837, fu seguita negli anni 1850 da grandi stabilimenti ad Arbon, Frauenfeld, Müllheim, Sirnach e Weinfelden, che dagli anni 1880 soppiantarono l'industria a domicilio.

Dopo il 1850 si diffusero le macchine per il ricamo a mano e negli anni 1860 sorsero le prime fabbriche. Il ricamo divenne improvvisamente il più importante ramo industriale, che dagli anni 1870 fornì il maggior numero di impieghi. Nel 1888 in Turgovia il 69% degli stabilimenti produttivi (178 aziende) e il 36% delle maestranze (2914 occupati) soggetti alla legge sulle fabbriche appartenevano a questo comparto, al cui interno il lavoro a domicilio assunse un'importanza sempre maggiore. L'avvento delle ricamatrici a navetta attorno al 1900 portò all'apertura di nuove grandi imprese ad Arbon, Amriswil e Weinfelden. Nel 1911 175 impianti su 202 e 7449 lavoratori su 10'741 dell'industria tessile erano attivi nel settore del ricamo.

In questa fase dell'industrializzazione – la più forte che si registrò in Turgovia – la quota degli occupati nel secondario entro il 1910 salì al 52,6% (media svizzera: 43%). A causa della prima guerra mondiale e del crollo dell'industria del ricamo nel 1920-1921, la Svizzera orientale sprofondò in una crisi economica che durò fino al secondo dopoguerra. In Turgovia il ricamo sparì quasi del tutto malgrado le misure di sostegno dello Stato e anche l'industria a domicilio perse rapidamente peso. Nel 1920 gli attivi nel secondario erano scesi al 46,9%. Poiché la Turgovia non aveva mai concentrato la propria produzione esclusivamente sul ricamo e la diversificazione dell'economia era già iniziata prima della Grande guerra, la crisi fu meno grave che nei cantoni limitrofi. Già dagli anni 1920 si assistette a un riequilibrio della struttura produttiva; specialmente l'industria metallurgica e meccanica, la maglieria, l'industria dell'abbigliamento e delle calzature colmarono il vuoto lasciato dal ricamo. La ditta Saurer di Arbon, la cui ascesa era iniziata negli anni 1870 con la produzione di macchine ricamatrici e che dall'inizio del XX secolo si era concentrata in misura crescente sulla fabbricazione di autocarri, divenne la principale azienda meccanica. Anche la Martini a Frauenfeld (automobili, macchine per la legatura di libri), la Fritz Gegauf AG a Steckborn (Bernina), la Robert Victor Neher AG a Kreuzlingen (laminazione dell'alluminio) e la fabbrica d'alluminio Sigg a Frauenfeld divennero importanti datori di lavoro. Amriswil e Kreuzlingen si affermarono gradualmente quali centri della maglieria e dell'industria dell'abbigliamento e delle calzature. La disoccupazione del primo dopoguerra fu riassorbita nel 1924, ma tornò con la crisi economica mondiale degli anni 1930. Grazie alla riduzione della manodopera frontaliera, la quota dei senza lavoro nel cantone di confine rimase comunque contenuta.

La fabbrica di padelle Sigg a Frauenfeld. Fotografia realizzata dallo studio fotografico Bär, 1926 (Stadtarchiv Frauenfeld, Fotoarchiv Bär).
La fabbrica di padelle Sigg a Frauenfeld. Fotografia realizzata dallo studio fotografico Bär, 1926 (Stadtarchiv Frauenfeld, Fotoarchiv Bär). […]

L'alta congiuntura seguita alla seconda guerra mondiale e l'afflusso di lavoratori stranieri rafforzarono ulteriormente il peso del secondario, in cui il ramo metallurgico e meccanico assunse un peso preponderante, con il 26,8% degli occupati nel settore nel 1965. L'edilizia, anch'essa in forte sviluppo, lo stesso anno impiegava l'11,4% della popolazione attiva, mentre la quota dell'industria tessile era scesa all'8,3%. Ebbe una certa importanza anche l'industria alimentare e delle bevande (fabbriche di pasta alimentare, di conserve e di sidro, produzione di pectina), con l'8,9% della forza lavoro nel 1965. In quell'anno il secondario offriva complessivamente il 66% dei posti di lavoro.

La recessione del 1974-1975 e i mutamenti strutturali tra il 1980 e il 2000 provocarono la ristrutturazione di molti comparti produttivi (industria tessile, dell'abbigliamento, delle calzature, dei generi voluttuari e alimentari) e la perdita di numerosi impieghi nel secondario. Ciononostante dal 1975 il tasso di disoccupazione è inferiore alla media nazionale. Il secondario in Turgovia ha mantenuto un'importanza nettamente maggiore che nel resto della Confederazione, con il 40,2% degli occupati nel 1990 (media svizzera: 30,5%); secondo il censimento delle aziende del 2008 forniva ancora il 39,5% dei posti di lavoro (media svizzera: 28,5%).

Distribuzione dell'impiego nel canton Turgovia 1860-2000a

AnnoSettore primarioSettore secondarioSettore terziariobTotale
186017 32240,8%17 50541,2%7 67118,0%42 498
1870c20 09946,9%18 36142,9%4 38310,2%42 843
1880c19 35441,7%21 67446,6%5 42711,7%46 455
188817 80637,6%22 04446,6%7 49515,8%47 345
190017 92333,7%26 13649,2%9 11517,1%53 174
191018 92228,3%35 82753,6%12 08518,1%66 834
192020 31131,0%31 28847,7%13 93621,3%65 535
193017 78127,5%31 90449,4%14 95723,1%64 642
194117 31226,7%31 73749,0%15 73324,3%64 782
195015 56822,8%35 41551,9%17 22125,3%68 204
196012 67616,6%44 42958,4%19 00025,0%76 105
197011 34813,1%48 96856,5%26 31130,4%86 627
19809 82311,2%43 30549,1%35 02739,7%88 155
19907 7427,3%42 85140,6%55 09252,1%105 685
2000d6 3465,3%35 30529,4%78 25665,3%119 907

a Fino al 1960 senza le persone occupate a tempo parziale.

b Il dato (che comprende le persone "senza indicazione") risulta dalla deduzione delle persone attive nei settori primario e secondario dal totale complessivo.

c Popolazione "presente".

d I dati del censimento federale del 2000 sono paragonabili solo in parte a quelli precedenti, visto l'alto numero di "senza indicazione" (16'880).

Distribuzione dell'impiego nel canton Turgovia 1860-2000 -  Historische Statistik der Schweiz; censimenti federali

Il settore terziario

Rispetto al resto della Svizzera, i servizi ebbero sempre un ruolo modesto. Nel 1888 il terziario, al cui interno il commercio di generi alimentari aveva un peso preponderante, occupava ca. il 16% della popolazione attiva. In seguito la sua quota salì costantemente, ma superò quella del secondario solo negli anni 1990. Nel 2008 65'524 persone lavoravano nel terziario, 40'561 nel secondario. Il ramo sanitario e sociale e il commercio contavano il maggior numero di addetti, mentre il turismo aveva uno scarso peso.

Il settore bancario si sviluppò relativamente tardi. La prima cassa di risparmio locale fu istituita nel 1822 a Frauenfeld su iniziativa della Società di utilità pubblica. Per rispondere ai bisogni del ceto agricolo, dal 1841 si diffusero anche le casse di credito per gli allevatori; nel 1848 il cantone contava 16 istituti di questo tipo. Nella seconda metà del XIX secolo si registrò una vera e propria ondata di fondazioni di banche di risparmio, prestito e ipotecarie locali e regionali, dedite al credito fondiario e alla concessione di crediti d'esercizio, la cui domanda era in aumento. Nuovamente su impulso della Soc. di utilità pubblica, nel 1851 fu inaugurata a Frauenfeld la Banca ipotecaria di T., che in seguito a difficoltà nel 1913 venne rilevata dal Credito fondiario svizzero. Fondata nel 1871, la Banca cantonale turgoviese dal 1895 si affermò come principale istituti di risparmio e prestito ipotecario del cantone. Il crollo di tutte le casse di risparmio locali durante la crisi bancaria degli anni 1910, che dovettero essere liquidate con il sostegno della Banca cantonale e dello Stato, rappresentò una profonda cesura per il settore. Le casse Raiffeisen locali – la prima della Svizzera fu aperta nel 1899 a Bichelsee – riuscirono invece ad affermarsi; diffusesi inizialmente nelle regioni cattoliche, conobbero poi uno sviluppo costante. Le grandi banche svizzere crearono filiali in Turgovia solo dopo il 1945, specialmente nei capoluoghi di distretto.

Società

Nel XVIII e all'inizio del XIX secolo piccoli contadini, piccoli artigiani e giornalieri costituivano la grande maggioranza della popolazione rurale. Alle classi popolari si contrapponeva un esiguo ceto medio e superiore, composto da grandi contadini, mugnai, osti, macellai e commercianti (di bestiame, vino e tele di lino). Nelle piccole città e nelle sedi di mercato ecclesiastici, medici, giuristi, funzionari e commercianti formavano una sorta di piccola borghesia colta; non esisteva un'alta borghesia. Il nucleo dell'élite politica, che all'inizio del XXI secolo non era ancora stato oggetto di studi sistematici, nei primi decenni del XIX secolo era molto ristretto; la cerchia più interna contava solo ca. 10-20 persone, quella allargata un massimo di 20-30.

Il rapido susseguirsi di cattivi raccolti, inflazione e crisi economiche portò nella prima metà del XIX secolo a un aumento repentino di poveri e mendicanti. Attorno al 1830 ca. il 5% della popolazione necessitava di assistenza. In base alle stime, nel 1800 ca. fino al 10% della popolazione era composto da senza patria che vivevano per strada. L'accattonaggio fu nuovamente vietato nel 1806, ma in pratica il fenomeno continuò. In base alle leggi sui poveri del 1819, 1833 e 1861, l'assistenza incombeva in primo luogo alla Chiesa; solo con la legge del 1966 questo compito fu assegnato ai com. di domicilio (Munizipalgemeinden). Nella prima metà del XIX secolo la miseria e l'arretratezza economica furono all'origine di una forte emigrazione. Già nel 1850 il 14% dei Turgoviesi (13'380 persone) risiedeva fuori cantone (media svizzera: 6,8%), nel 1941 il 52% ca. (71'774 persone; media svizzera: 32,1%). I trasferimenti oltreoceano furono invece relativamente contenuti.

Lo sviluppo successivo al 1850 migliorò lentamente le condizioni di vita specialmente degli strati più poveri. Nello stesso periodo la società si diversificò grazie all'arrivo di manodopera dal resto della Svizzera e dall'estero. Tra il 1850 e il 1910 il numero dei Confederati in Turgovia salì da 5748 a 37'756, quello degli stranieri, la cui crescita si concentrò soprattutto tra il 1888 e il 1910, da 1902 a 25'664. La quota di questi ultimi raggiunse un primo apice nel 1910 con il 19% della popolazione. La produzione di fabbrica conobbe una rapida espansione, ma la sua struttura decentralizzata contribuì a evitare la formazione di un vero e proprio proletariato nel "cantone industriale verde". Solo ad Arbon la fulminea crescita degli abitanti e l'elevato numero di stranieri condussero a tensioni sociali già prima della Grande guerra, che sfociarono nei disordini del 1902 e in numerosi scioperi. Particolarmente aspri furono i conflitti di lavoro nel ricamificio Arnold Baruch Heine und Cie (1908).

Josef Venny, lavoratore straniero, e la sua famiglia a Murkart. Fotografia realizzata dallo studio fotografico Bär, 1909 (Stadtarchiv Frauenfeld, Fotoarchiv Bär).
Josef Venny, lavoratore straniero, e la sua famiglia a Murkart. Fotografia realizzata dallo studio fotografico Bär, 1909 (Stadtarchiv Frauenfeld, Fotoarchiv Bär). […]

Tra il 1850 e il 1941 gli immigrati provenienti dalla Germania meridionale costituirono la maggioranza degli stranieri (oltre il 60%). Dal 1888 aumentò anche il numero degli Italiani, specialmente dopo il 1945; nel 1960 la loro quota sul totale della popolazione estera si aggirava attorno al 60%. Dagli anni 1960 prevalse l'immigrazione dalla Spagna, dalla Iugoslavia, dalla Turchia e dal Portogallo. Dopo l'introduzione della libera circolazione delle persone con l'Unione europea (2002), i Tedeschi registrarono la più forte crescita; nel 2009 rappresentavano nuovamente la colonia straniera più numerosa (15'327 persone), seguita dai cittadini dei Paesi dell'ex Iugoslavia (13'406 persone). Con una quota di stranieri del 20,8% nel 2009, la Turgovia si situava appena al di sotto della media svizzera (22%). Dagli anni 1960 soprattutto gli Italiani fondarono associazioni con finalità prevalentemente di socializzazione e culturali. Anche se la convivenza tra popolazione locale e stranieri non diede adito a grossi conflitti, i contatti furono molto limitati; l'integrazione della popolazione straniera avvenne solo con la seconda e terza generazione. Cantone industriale, la Turgovia fu comunque consapevole che l'alta congiuntura dopo il 1945 non sarebbe stata possibile senza la manodopera estera, ciò che ad esempio si tradusse in un netto rifiuto della cosiddetta iniziativa Schwarzenbach nel 1970.

La quota dei cattolici, pari a ca. il 20% della popolazione totale nel 1803, fino al 1870 rimase sostanzialmente inalterata (25,1%). Benché nel 1841 ca. la metà della popolazione cattolica vivesse nella Turgovia meridionale (distretto Münchwilen), nel cantone non vi erano aree confessionalmente omogenee. La lunga tradizione della convivenza e il principio della parità confessionale rispettato da entrambe le parti preservarono il cantone da contrapposizioni maggiori durante il Kulturkampf. Con la Costituzione del 1869, che sancì la separazione tra Stato e Chiesa, le due ex Chiese di Stato furono trasformate in Chiese cantonali di diritto pubblico (introduzione dei sinodi popolari nel 1871). La Chiesa cattolico-cristiana non prese mai piede in Turgovia, ma il movimento del Risveglio aprì la strada a varie Chiese libere e gruppi religiosi particolari (metodisti, comunità di Chrischona, pentecostali, testimoni di Geova, neoapostolici). Come conseguenza dell'immigrazione, nel 1910 il peso relativo dei cattolici raggiunse il 35,9%, toccando poi il suo apice nel 1970 con il 43,6%. In diverse località la crescita della popolazione cattolica e la fioritura della stampa e dell'associazionismo cattolico negli anni 1910, 1930 e 1960 portarono alla costituzione di nuove parrocchie, alla fine dell'utilizzo paritetico delle chiese e alla costruzione di nuovi edifici di culto, specialmente cattolici.

Ancora nel 1970 oltre il 98% della popolzione apparteneva a una delle due grandi confessioni. I mutamenti nella composizione della popolazione straniera e la crescente secolarizzazione della società trasformarono il panorama religioso nell'ultimo quarto del XX secolo. Dal 1970 al 2000 i musulmani. passarono dallo 0,4% al 5,9%, divenendo così la terza comunità religiosa in ordine di importanza, benché non riconosciuta come ente di diritto pubblico. Nel 2011 esistevano 13 moschee. Progredì fortemente anche la quota delle persone senza confessione (7,2% nel 2000).

Nel XIX e all'inizio del XX secolo Costanza era il centro della vita culturale ebraica. In reazione alle persecuzioni antisemite in Germania, a Kreuzlingen furono fondate una comunità cimiteriale (cimitero di Bernrain, 1936) e una comunità ebraica (1939, fino al 1965 denominata comunità israelita di Kreuzlingen). Nel 1940 quest'ultima raggiunse la sua massima espansione con 120 membri. Pur continuando a esistere, nel 2009 ha donato i propri rotoli della Torah e chiuso la sala di preghiera.

Istruzione e cultura

Il miglioramento dell'educazione e della formazione degli insegnanti dal 1803 fu promosso specialmente da privati e dopo il 1821 dalla Società di utilità pubblica. Le basi per una moderna scuola pubblica furono poste nel 1833 con un'apposita legge di ispirazione liberale e l'istituzione della scuola magistrale a Kreuzlingen. Le normative sull'insegnamento del 1853 e 1875 aumentarono gli investimenti statali e favorirono lo sviluppo di scuole elementari e secondarie in tutto il cantone. Nel 1890 la Turgovia si situava al terzo posto in termini di spesa per l'istruzione dietro a Basilea Città e Zurigo. Assunse un grande significato simbolico la scuola magistrale, aperta alle ragazze dal 1911, che offrì opportunità di formazione superiore anche ai ceti medi e inferiori. La prima scuola cantonale, che suscitò forti opposizioni, fu inaugurata a Frauenfeld nel 1853. I successivi progressi di rilievo nel campo dell'istruzione superiore si ebbero solo dagli anni 1960. Dopo una lunga controversia sulla loro ubicazione, nel 1969 furono aperti due nuovi licei a Kreuzlingen e Romanshorn. Dal 2002 un accordo con il canton San Gallo consente agli allievi della parte meridionale del cantone (distretto Münchwilen) di frequentare la scuola cantonale di Wil.

Veduta da sud ovest dell'istituto magistrale di Kreuzlingen con l'antica collegiata. Litografia secondo un disegno del seminarista Arnold Dodel, 1862 (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld).
Veduta da sud ovest dell'istituto magistrale di Kreuzlingen con l'antica collegiata. Litografia secondo un disegno del seminarista Arnold Dodel, 1862 (Historisches Museum Thurgau, Frauenfeld). […]

Dal 2003 il cantone dispone di un'alta scuola pedagogica a Kreuzlingen, che lavora a stretto contatto con l'Università di Costanza. Con la contemporanea trasformazione della vecchia scuola magistrale in un liceo pedagogico, il cantone optò per una via particolare nella formazione dei docenti. Nel quadro della cooperazione transfrontaliera, a Kreuzlingen avviarono le loro attività didattiche l'istituto di biotecnologia della Turgovia (2000) e l'istituto turgoviese di economia (2003), entrambi affiliati all'Università di Costanza. La collaborazione con la scuola universitaria professionale di Costanza nel 2002 si tradusse nell'apertura dell'istituto di tecnologia dei materiali a Tägerwilen.

Nel XIX secolo i primi impulsi per il miglioramento della formazione professionale in ambito agricolo e artigianale giunsero dalla Società di utilità pubblica. Nel 1839 Johann Jakob Wehrli fondò un istituto agrario a Kreuzlingen legato alla scuola magistrale. Tale istituto, il primo del suo genere, dovette però chiudere nel 1869 per mancanza di allievi. Dopo che la legge sull'insegnamento del 1875 aveva reso obbligatorie le scuole agrarie di perfezionamento, si esaurì la spinta propulsiva in quest'ambito. Solo nel 1903 fu decisa l'apertura di una scuola agricola cantonale, che dal 1906 ha sede nel castello di Arenenberg (comune Salenstein). La formazione professionale in ambito artigianale dal 1845 fu garantita da associazioni di categoria locali che istituirono apposite scuole, la cui frequenza, dapprima volontaria, fu anch'essa resa obbligatoria dalla legge sull'insegnamento del 1875. La prima legge cantonale sugli apprendisti, entrata in vigore nel 1922, regolamentò il tirocinio e introdusse l'obbligo di frequentare una scuola professionale. Nel 2003 le scuole professionali passarono sotto la direzione del cantone. A causa della forte carenza di personale, dagli anni 1960 furono istituite diverse scuole per le professioni sanitarie, dapprima aggregate agli ospedali cantonali di Frauenfeld e Münsterlingen e dal 2003 riunite nel centro di formazione sanitaria a Weinfelden.

La stampa ebbe un ruolo importante nel rinnovamento culturale seguito alla costituzione del cantone. Il panorama giornalistico, molto variegato, dal 1798 si distinse per un gran numero di testate, perlopiù di piccole dimensioni e di carattere partitico e confessionale. La Thurgauer Zeitung fu il principale organo liberal-conservatore, Der Wächter (Thurgauer Tagblatt), pubblicato a Weinfelden dal 1831 al 1865, il portavoce del movimento della Rigenerazione liberale radicale. Esistettero inoltre un foglio cattolico, la Thurgauer Volkszeitung (stampata dal 1844 al 2000 a Frauenfeld, in origine con una denominazione diversa), e uno socialista, la Thurgauer Arbeiterzeitung (pubblicata dal 1912 al 1984 ad Arbon). Dalla seconda metà del XIX secolo l'orientamento fortemente regionalistico della popolazione si rifletté in una grande varietà di giornali regionali e locali. Il processo di concentrazione in un'unica testata cantonale (la nuova Thurgauer Zeitung) ebbe luogo solo nel 2001.

La Società di utilità pubblica, fondata nel 1821 da ecclesiastici, giuristi e politici, stimolò la nascita di altri sodalizi e istituzioni con finalità culturali, scientifiche, economiche, educative e assistenziali. Tra le associazioni cantonali che dal XIX secolo contribuirono alla formazione di un'opinione pubblica borghese vi furono la Società degli ufficiali del canton Turgovia (1825), la Federazione cantonale turgoviese delle società corali (1828), la Società medica Werthbühlia (1834), le Società cantonale di agricoltura (1835), di tiro (1835), di scienze naturali (1854), di storia (1859) e di ginnastica (1873) e le sezioni Turgovia (1897) e Bodanico (1901) del CAS. Dal XIX secolo le Società di scienze naturali e di storia pubblicarono inoltre collane scientifiche. Nella seconda metà del XIX secolo sorsero importanti istituzioni culturali a Frauenfeld (Archivio di Stato, 1862; biblioteca cantonale, 1864). Nel 1906 nel castello di Arenenberg fu aperto il Museo napoleonico. La Socuietà del museo, fondata nel 1917, nel 1924 aprì il Museo di storia e storia naturale a Frauenfeld. Passato al cantone nel 1958, da quest'ultimo scaturirono, come enti indipendenti, il Museo storico (1960) e quello di storia naturale (1972). Il servizio archeologico, istituito nel 1983, dal 1996 gestisce il Museo di archeologia. Il Museo cantonale di belle arti fu inaugurato nel 1983 nell'antica certosa di Ittingen.

Concorso ippico di Pentecoste a Frauenfeld. Fotografia tratta da un reportage di Hans Baumgartner, 1936 (Fotostiftung Schweiz, Winterthur) © Fotostiftung Schweiz.
Concorso ippico di Pentecoste a Frauenfeld. Fotografia tratta da un reportage di Hans Baumgartner, 1936 (Fotostiftung Schweiz, Winterthur) © Fotostiftung Schweiz. […]

Lo sviluppo industriale dal 1850 favorì anche la fondazione di numerose società di tiro, canto, ginnastica e musica regionali e locali, protagoniste della vita culturale nei villaggi. Dal 1900 il tessuto associativo si diversificò; fino alla seconda guerra mondiale fiorirono sia i sodalizi socialisti sia quelli cattolici. Anche i ginnasti e altri sportivi dopo il 1900 si organizzarono in misura crescente. La popolarità del ciclismo è testimoniata ad esempio dalla fondazione di società ciclistiche operaie a Kreuzlingen (1906) e Arbon (1908 ca.). Dall'inizio del XX secolo si diffusero anche gli sport acquatici; dal 1910 sulle rive del lago di Costanza sorsero lidi e associazioni di nuoto. Il velismo prese piede dagli anni 1920. Il concorso ippico di Pentecoste (dal 1919) e la corsa militare (Waffenlauf, dal 1934) di Frauenfeld inizialmente si prefiggevano di migliorare l'attitudine alla difesa armata.

Atomik Submarine, esposizione temporanea dell'artista franco-svizzero François Burland allestita nel 2012-2013 al Museo di belle arti del canton Turgovia (Fotografia Murielle Michetti).
Atomik Submarine, esposizione temporanea dell'artista franco-svizzero François Burland allestita nel 2012-2013 al Museo di belle arti del canton Turgovia (Fotografia Murielle Michetti). […]

Per molto tempo la gestione degli enti culturali e la tutela del patrimonio culturale furono demandate essenzialmente a mecenati o associazioni, ma nel XX secolo cantone e comuni assunsero un ruolo un po' più importante in questo campo. A parte alcuni primi timidi passi dagli anni 1940, specialmente nel campo dei musei, solo dal decennio 1990 si può parlare di una politica culturale vera e propria promossa dallo Stato. La Costituzione cantonale del 1987 gettò le basi per la legge sulla promozione e la tutela della cultura del 1993 e le relative ordinanze nonché per l'istituzione del servizio per gli affari culturali nel 1994, trasformato in ufficio nel 2002. Dal 1991 esiste inoltre una fondazione culturale indipendente finanziata dal cantone. Dal 2004 l'indirizzo strategico della politica culturale è definito da un apposito piano, rinnovato ogni paio d'anni.

Riferimenti bibliografici

  • Historisches Museum Thurgau
  • Kantonsbibliothek Thurgau
  • Staatsarchiv Thurgau
  • Thurgauisches Urkundenbuch, 8 voll., 1917-1967
  • O. P. Clavadetscher, S. Sonderegger (a cura di), Chartularium Sangallense, 1983-
  • J. H. Mayr, Meine Lebenswanderung, a cura di K. Buenzli, 4 voll., 2010
  • Fonti del diritto svizzero TG, I/1-5, 2013
Storiografia
  • La storiografia turgoviese ha finora privilegiato le sintesi complessive rispetto a studi approfonditi su singoli periodi o argomenti. Per l'identità storica del giovane cantone furono di fondamentale importanza la Geschichte des Thurgaus (due volumi, 1828-1830) di Johann Adam Pupikofer e il suo contributo Der Kanton Thurgau, historisch, geographisch, statistisch geschildert (1837) nella collana Gemälde der Schweiz, che segnò anche l'inizio degli studi di storia locale nel cantone. Della prima di queste due opere Johannes Strickler curò una seconda edizione, fortemente ampliata (due volumi, 1886-89), che ancora all'inizio del XXI secolo costituiva un'opera di riferimento per il tardo Medioevo e l'età moderna. La Geschichte des Thurgaus (1943) di Ernst Herdi è un'opera arguta e di grande valore, con interpretazioni che potrebbero essere importanti anche per la ricerca odierna. Gli studi sul XIX secolo di Jakob Häberlin-Schaltegger Geschichte des Kantons Thurgau von 1798-1849 (1872) e Der Kanton Thurgau in seiner Gesammtentwicklung vom Jahr 1849-1869 (1876) riflettono lo spirito della storiografia coeva. La Geschichte des Thurgaus von 1798-1830 di Huldreich Gustav Sulzberger, uscita nel 1889 in appendice al secondo volume della seconda edizione della Geschichte des Thurgaus di Pupikofer, costituì il primo tentativo di ricostruzione oggettiva degli esordi del cantone. Der Kanton Thurgau, 1803-1953 (1953) di Albert Schoop offre una sintesi sulla storia politica. La sua opera in tre volumi Geschichte des Kantons Thurgau (1987-1994) presenta lacune sul piano concettuale, metodologico ed espositivo. Il libro del principale critico di Schoop, Markus Schär (O Thurgau: ein Kantonsführer für Fortgeschrittene, 2002), in alcuni capitoli fornisce invece spunti interpretativi utili alla ricerca.
Pubblicazioni in serie, bibliografie
  • Mitteilungen der Thurgauischen Naturforschenden Gesellschaft, 1857-
  • Thurgauer Beiträge zur Geschichte, 1861- (dal 1882 al 1993 con bibliografia sulle pubblicazioni turgoviesi; vol. 125 del 1998 con indice generale)
  • Schriften des Vereins für Geschichte des Bodensees und seiner Umgebung, 1869-
  • Thurgauer Jahrbuch, 1927-2010 (nel 2000 con indice dei voll. 1-75)
  • Mitteilungen aus dem Thurgauischen Museum, 1946-
  • A. Hagenbüchle, Bibliographie über Recht und Rechtsgeschichte des Kantons Thurgau und seiner Grenzgewässer, 1976
  • Archäologie im Thurgau, 1992-
  • Denkmalpflege im Thurgau, 2000
Opere a carattere generale
  • Die Kunstdenkmäler des Kantons Thurgau, vol. 1-, 1950-
  • E. Tanner, Die Bauernhäuser des Kantons Thurgau, 1998
  • E. Nyffenegger et al., Thurgauer Namenbuch, 6 voll., 2003-2007
Preistoria ed epoca romana
  • Die Schweiz vom Paläolithikum bis zum frühen Mittelalter, vol. 5
  • Archäologie im Thurgau, 16, 2010 (con ampia bibliografia)
Secoli iniziali e centrali del Medioevo
  • W. Meyer, Die Verwaltungsorganisation des Reiches und des Hauses Habsburg-Oesterreich im Gebiete der Ostschweiz, 1264-1460, 1933
  • E. Herdi, «Der Thurgau um 1291», in Thurgauer Jahrbuch, 1942, 11-32
  • M. Borgolte, Die Grafen Alemanniens in merowingischer und karolingischer Zeit, 1986
  • Helvetia Sacra, II/2, 215-245; III/1, 672-710; III/3, 635-664, 741-763, 916-950; IV/2, 229-241, 248-317, 350-373; IV/5, 780-840; IV/7, 475-513; V/1, 587-600
  • Die Schweiz vom Paläolithikum bis zum frühen Mittelalter, vol. 6, 33-61
  • A. Zettler, Geschichte des Herzogtums Schwaben, 2003
Dal tardo Medioevo al XVIII secolo
  • H. Hasenfratz, Die Landgrafschaft Thurgau vor der Revolution von 1798, 1908
  • A. L. Knittel, Die Reformation im Thurgau, 1929
  • B. Meyer, «Die Durchsetzung eidgenössischen Rechtes im Thurgau», in Festgabe Hans Nabholz zum 70. Geburtstag, 1944, 139-169
  • A. L. Knittel, Werden und Wachsen der evangelischen Kirche im Thurgau von der Reformation bis zum Landfrieden von 1712, 1946
  • G. R. Wyler, Die beruflichen Verbände in der thurgauischen Industrie vom Mittelalter bis zur Gegenwart, 1953
  • H. Lei, Der thurgauische Gerichtsherrenstand im 18. Jahrhundert, 1963
  • B. Meyer, «Der Thurgau im Schwabenkrieg von 1499», in Thurgauische Beiträge zur vaterländischen Geschichte, 116/117, 1979/1980, 5-218
  • E. Menolfi, Sanktgallische Untertanen im Thurgau, 1980
  • A. Hopp, Gottes Männer im Thurgau, 2003
  • A. Bieger, Schröpfende Heiler - schwitzende Kranke, 2004
  • P. Niederhäuser, N. Kolb Beck, «Gratwanderung zwischen Habsburg und der Eidgenossenschaft», in Thurgauer Beiträge zur Geschichte, 141, 2004, 141-169
  • F. Volkland, Konfession und Selbstverständnis, 2005
  • C. Folini, Katharinental und Töss, 2007
XIX e XX secolo
  • H. Brugger, Geschichte der thurgauischen Landwirtschaft und des Thurgauischen landwirtschaftlichen Kantonsverbandes von 1835 bis 1935, 1935
  • E. Isler, Industrie-Geschichte des Thurgaus, 1945
  • H. Düssli, Das Armenwesen des Kantons Thurgau seit 1803, 1948
  • A. Schoop, Geschichte der Thurgauer Miliz, 1948
  • M. Burkhart, Die Entstehung der thurgauischen Verfassung von 1869, 1963
  • P. Rosenkranz, Die Gemeinden im Thurgau vom Ancien Régime bis zur Ausscheidung der Gemeindegüter 1872, 1969
  • A. Schoop (a cura di), Wirtschaftsgeschichte des Kantons Thurgau, 1971
  • W. Kundert, Die Zivilgesetzgebung des Kantons Thurgau, unter besonderer Berücksichtigung des Familienrechtes, 1973
  • A. Salathé, Geschichte des Füsilierbataillons 75, 1991
  • J. Stark, Zehnten statt Steuern, 1993
  • S. Romer, Die überseeische Auswanderung aus dem Kanton Thurgau 1850-1900, memoria di licenza Zurigo, 1994
  • R. Gonzenbach, Spitalchronik Frauenfeld, 1897 bis 1997, 1996
  • M. Bosch, Bohème am Bodensee, 1997
  • B. Gnädinger (a cura di), Abbruch - Umbruch - Aufbruch, 1999
  • T. Dietrich, Konfession im Dorf, 2004
  • S. Lippuner, Bessern und Verwahren, 2005
  • V. Rothenbühler et al, Funkenflug und Wassernot, 2006
  • V. Rothenbühler, A. Salathé (a cura di), Clio küsst den Thurgau, 2009
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