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Giuracantone

Il canton Giura, ufficialmente chiamato Repubblica e Cantone del Giura, è l'ultimo nato degli Stati membri della Confederazione.

Stemma del canton Giura
Stemma del canton Giura […]
Carta oro-idrografica del canton Giura con le principali località
Carta oro-idrografica del canton Giura con le principali località […]

Situato al centro della catena montagnosa e della regione del Giura, il suo territorio, che fa parte della Confederazione dal 1815, corrisponde approssimativamente alla parte settentrionale dell'antico principato vescovile di Basilea; quest'ultimo, prima di essere assegnato al canton Berna dal congresso di Vienna, costituì in via provvisoria la Repubblica rauracica, il Dipartimento francese del Mont-Terrible e un circondario di quello dell'Haut-Rhin. I suoi confini coincidono più o meno con quelli dei distretti di Porrentruy, Delémont e Les Franches-Montagnes tra il 1815 e il 1978. In quell'epoca i tre distretti facevano parte del Giura bernese, che oggi, dopo la creazione del canton Giura e l'assegnazione del distretto di Laufen (Laufental) al cantone di Basilea Campagna (1994), è costituito unicamente dai distretti di Moutier (privato di qualche comune), Courtelary e La Neuveville.

Struttura dell'utilizzo del suolo nel canton Giura

Superficie (2005)838,6 km2 
Foresta / Superficie boscata364,9 km243,5%
Superficie agricola utile408,7 km248,7%
Superficie con insediamenti56,2 km26,7%
Superficie improduttiva8,8 km21,1%
 Struttura dell'utilizzo del suolo nel canton Giura -  Statistica della superficie

La creazione del nuovo Stato è stata ratificata il 24.9.1978 dal popolo svizzero e dai cantoni che, accettando la modifica della Costituzione federale, hanno elevato il Giura al rango di cantone sovrano l'1.1.1979. La lingua ufficiale è il francese, il capoluogo Delémont.

Struttura demografica ed economica del canton Giuraa

Anno 18501880b19001950197020002010
Abitanti 44 92152 11657 57559 55467 32568 22470 032
Percentuale rispetto alla popolazione totale svizzera1,9%1,8%1,7%1,3%1,1%0,9%0,9%
Lingua        
francese  46 25749 09850 51755 28561 37653 025c
tedesco  5 8987 2728 1055 7233 0013 833c
italiano  2071 1878664 5061 2102 134c
romancio   3172427-c
altre  1415491 7872 6105 581c
Religione, confessione        
cattoliciD 43 81048 09550 28948 57856 47651 09239 619c
protestanti 1 0103 7087 06310 45310 2848 5135 680c
cattolico-cristiani    2743855-c
altri 1015732232495278 56410 792c
di cui della comunità ebraica 101235195826222-c
di cui delle comunità islamiche      1 3101 330
di cui senza confessioneE      4 2506 616
Nazionalità        
svizzeri 42 21747 87351 78456 80459 00059 50061 267
stranieri 2 7044 5035 7912 7508 3258 7248 765
Anno  19751985199520052015
Occupati nel cantonesettore primario 3 4514 4834 109F3 7093 077
 settore secondario 14 77214 20413 85713 23515 860
 settore terziario 8 39512 54815 95721 10223 134
Anno  19791985199520052015
Percentuale rispetto al reddito nazionale svizzero 0,8%0,7%0,6%0,6%0,7%

a Dati 1850-2000: secondo il territorio cantonale del 2000.

b Abitanti: popolazione residente; lingua, religione e nazionalità: popolazione "presente".

c Questi dati non possono essere direttamente paragonati con quelli dei censimenti precedenti il 2010. A partire dal 2010 i dati provengono da rilevazioni a campione sulla popolazione residente permanente effettuate su persone dai 15 anni di età e viventi in un'economia domestica privata, ad eccezione dei diplomatici, dei funzionari internazionali e dei membri delle loro famiglie.

D Compresi i cattolico-cristiani nel 1880 e nel 1900; dal 1950 cattolico-romani.

E Non appartenenti ad alcuna confessione o altra comunità religiosa.

F Censimenti delle aziende agricole 1996 e 2000.

Struttura demografica ed economica del canton Giura -  Censimenti federali; Historische Statistik der Schweiz; Ufficio federale di statistica

Dalle origini al principato vescovile di Basilea

Nel Giura la Preistoria e l'antichità furono fortemente condizionate dalle situazioni geografiche e topografiche locali. La storia delle regioni aperte sul bacino del Doubs (Ajoie) o del Reno e dell'Alsazia (valle di Delémont) si inserisce in quella del popolamento del versante settentrionale della catena giurassiana e della zona in cui il corso del Reno si piega a gomito. Le montagne protessero il suolo dall'erosione causata dagli ultimi grandi ghiacciai alpini, che non poterono valicarle, rendendo possibile la conservazione di alcuni fra i più antichi siti archeologici della Svizzera.

Prime presenze antropiche

Punta di selce della cultura musteriana rinvenuta nel sito di Alle-Noir Bois. Fotografia di Bernard Migy, 2006 (Office de la culture, Section d'archéologie et paléontologie, Porrentruy).
Punta di selce della cultura musteriana rinvenuta nel sito di Alle-Noir Bois. Fotografia di Bernard Migy, 2006 (Office de la culture, Section d'archéologie et paléontologie, Porrentruy).

Ricche officine per il taglio della selce sono attestate dall'interglaciazione Riss-Würm (o Eem) ad Alle, in località Noir Bois, e risalgono dunque a ca. 120'000 anni fa. La cultura musteriana, portata dagli uomini di Neandertal, si perpetuò a fasi alterne fino al 35'000 a.C. ca. I giacimenti di selce di Alle (Noir Bois e Pré Monsieur) e di Löwenburg fornivano materiali di base, utilizzati sul posto principalmente durante i periodi di riscaldamento che si susseguirono sul finire dell'era glaciale (Würm, dal 35'000 all'8000 a.C.). Le decine di migliaia di schegge raccolte testimoniano un'industria caratterizzata dalla produzione secondo il metodo Levallois (schegge di forma predeterminata). I principali oggetti erano raschietti, denticolati e utensili in pietra con un filo concavo (encoche). Nei medesimi giacimenti sono stati rinvenuti utensili ricavati da selce e quarzite provenienti dal piede settentrionale della catena giurassiana, dai versanti meridionale od orientale dei Vosgi e dalla Foresta Nera. Alcuni pezzi sono originari dell'Altopiano (regioni di Olten e Orvin). Ossa animali (mammut, rinoceronti lanuti, iene, cavalli, renne) sono state ritrovate sulla piana di Bure e ad Alle, Boncourt, Bure, Courtedoux, Courtemaîche e Porrentruy. La maggior parte delle grotte giurassiane ospitò orsi delle caverne; in quelle di Saint-Brais, Frédéric-Edouard Koby scoprì selce tagliata e un dente incisivo di un uomo di Neandertal.

Attorno al 13'000 a.C., durante il riscaldamento del clima, almeno tre uomini del Magdaleniano si fermarono ad Alle-Noir Bois e tagliarono alcune lamelle (piccole schegge) di selce per riparare le proprie zagaglie. Uno di loro utilizzò il materiale locale, gli altri due quello che avevano trasportato da Bendorf (Haut-Rhin).

La transizione con il Mesolitico (Aziliano) è stata messa in luce a Löwenburg. Un'industria su lama che utilizzava selce locale, datata tra il 12'000 e il 10'000 a.C., riunisce punte e lame a dorso (schegge che lungo i margini presentano una costolatura), lame troncate, bulini, grattatoi e punteruoli.

Uomini di passaggio: verso la sedentarizzazione

Riparo rupestre del Mesolitico situato a Les Gripons nel comune di Saint-Ursanne, fotografato prima degli scavi archeologici sul tracciato della A16 (Office de la culture, Section d'archéologie et paléontologie, Porrentruy).
Riparo rupestre del Mesolitico situato a Les Gripons nel comune di Saint-Ursanne, fotografato prima degli scavi archeologici sul tracciato della A16 (Office de la culture, Section d'archéologie et paléontologie, Porrentruy). […]

Il riscaldamento climatico, il ritorno della foresta e l'apparizione di nuove specie animali (cervo, capriolo, cinghiale, uro, castoro, lupo) costrinsero l'uomo ad adattarsi a un nuovo ambiente, che, stando agli studi, si sviluppò unicamente nell'Ajoie e nel Laufental, a valle di Liesberg. Le valli di Delémont e del Giura bernese non hanno fornito ancora attestazioni di quell'epoca. Nell'ex comune di Saint-Ursanne, il piccolo riparo rupestre di Les Gripons, situato in una valle laterale della valle del Doubs, ha rivelato un'industria microlitica (che segnala un'evoluzione delle forme, dal triangolo al trapezio), ricca di "armature" (schegge di pietra incastonate nel legno, ad esempio per fabbricare frecce o arpioni) triangolari, che risalgono all'8000-7000 a.C. La selce tagliata sul posto era per lo più di provenienza locale, il che dimostra la capacità di adattamento di queste popolazioni alle caratteristiche di una regione circoscritta. Il riparo, occupato in maniera non continuativa, offre anche testimonianze della lavorazione della pelle. Due millenni più tardi, un altro gruppo di uomini del Mesolitico recente, portatore di un'industria microlitica caratterizzata da trapezi e lame à coches e a ritocchi irregolari, del tipo Montbani, frequentò lo stesso sito, probabilmente per fabbricarvi archi. Altre tracce mesolitiche sono state portate alla luce a Porrentruy e nei dintorni di Bure.

I processi di sedentarizzazione e neolitizzazione (allevamento e agricoltura) furono inizialmente modesti nell'Ajoie, benché la regione si trovasse ai margini delle due grandi correnti proprie all'Europa occidentale: quella danubiana, che interessava le pianure dell'Europa centrale, e quella mediterranea, che risaliva le valli del Rodano e della Saona. In alcune grotte della Franca Contea prossime al Giura sono state rinvenute ceramiche caratteristiche della seconda metà del V millennio. Nello stesso periodo si svilupparono gli scambi a lunga distanza. Asce in pietra levigata, originarie dei Vosgi, attraversarono il Giura in direzione dei laghi dell'Altopiano (Zurigo, Bienne, Neuchâtel); due esemplari di queste asce, scoperti ad Alle, furono fabbricati con un tipo di selce che, come quello di Löwenburg, si ritrova anche nei siti palafitticoli del IV e del III millennio.

La preistorica Pierre Percée di Courgenay con il moderno tetto protettivo, 2011 (Wiki Commons).
La preistorica Pierre Percée di Courgenay con il moderno tetto protettivo, 2011 (Wiki Commons).

La catena giurassiana era dunque attraversata regolarmente. Ciononostante, l'analisi dei pollini e dei sedimenti sembra indicare che a quel tempo non vi fossero luoghi abitati nella valle di Delémont. Nell'Ajoie, un insediamento è attestato ad Alle-Sur Noir Bois probabilmente dalla fine del Neolitico medio (ca. 3500 a.C.). Inoltre, la Pierre Percée di Courgenay, lastra frontale di un dolmen, è l'ultima traccia di un monumento sepolcrale collettivo eretto attorno al 3000 a.C. secondo le tradizioni tipiche del fianco settentrionale della catena giurassiana. Il monolito testimonia la presenza di uno o più villaggi nelle vicinanze. L'unico insediamento la cui esistenza è provata con certezza (Alle-Noir Bois) risale al 2300 a.C., cioè alla cultura del bicchiere campaniforme (fine del Neolitico). Mal conservato, si sa poco della sua dimensione e della sua architettura. Vi si praticavano l'allevamento (bovini, suini, capre, montoni) e l'agricoltura. Evidenti sono i segni che indicano scambi con popolazioni dell'Alsazia e della Germania meridionale, più deboli quelli riguardanti regioni più orientali e la valle del Rodano. Lo sfruttamento prioritario delle risorse locali (selce, argille) prova una conoscenza approfondita della regione e una presenza di lunga data. Altri siti di quell'età sono attestati in diverse località dell'Ajoie.

Colonizzazione e organizzazione sociale

Gli inizi dell'età del Bronzo sembrano coincidere con una fase di sviluppo demografico. Le tracce che testimoniano la presenza dell'uomo aumentarono nel corso di tutto il II millennio. La pianura dell'Ajoie e la valle di Delémont vennero progressivamente colonizzate. Alla fine del Bronzo medio e all'inizio del Bronzo finale numerosi piccoli insediamenti, per lo più fattorie isolate, erano sparsi ai piedi e lungo i fianchi delle colline. Situate ai margini dell'altopiano delle Franches-Montagnes, le grotte di Saint-Brais contenevano un arredo in ceramica della fine del Bronzo medio di una certa importanza. Sulla sponda opposta, nei pressi di Lajoux, le analisi dei pollini hanno mostrato che in quell'epoca furono effettuate opere di dissodamento che forse resero possibile l'estivazione degli animali. Un sito contemporaneo è segnalato in cima al Mont-Terri nell'Ajoie; quello attestato sul Roc, nel comune di Courroux, era un importante giacimento del Bronzo finale che dominava il passaggio della chiusa del Vorbourg e l'accesso orientale alla valle di Delémont.

Necropoli a incinerazione dell'età del Bronzo del sito di Delémont-En la Pran. Vista in sezione dell'urna cineraria della tomba 50. Fotografia di Karine Marchand, 2000 (Office de la culture, Section d'archéologie et paléontologie, Porrentruy).
Necropoli a incinerazione dell'età del Bronzo del sito di Delémont-En la Pran. Vista in sezione dell'urna cineraria della tomba 50. Fotografia di Karine Marchand, 2000 (Office de la culture, Section d'archéologie et paléontologie, Porrentruy).

Lo sviluppo della vita sociale comportò una sua gerarchizzazione. Le due necropoli di Alle-Les Aiges e di Delémont-En La Pran testimoniano il rito della cremazione. Le sepolture più antiche (Les Aiges) risalgono all'inizio del Bronzo finale. La necropoli di Delémont, che suggerisce una separazione dell'area di inumazione, ha fornito perle in pasta di vetro che provano relazioni con le regioni mediterranee. I fili d'oro rinvenuti ad Alle attestano l'esistenza di rapporti con le regioni della Mosa e della Marna.

Gli oggetti o i siti della prima età del Ferro (800-480 a.C.) potrebbero essere legati ai riti funebri, ma non ve ne è certezza, in quanto per questa zona, così come per l'Altopiano, quell'epoca è caratterizzata da una diminuzione dei dati archeologici. A oggi non è provata l'esistenza di alcun insediamento. Il tumulo livellato scoperto nei pressi di Bonfol grazie a una ripresa aerea non è ancora stato oggetto di studio; di ca. 20 m di diametro, era probabilmente circondato da una cinta in pietra larga ca. 2 m. Sulla cima del Mont-Terri e a Delémont sono stati rinvenuti frammenti di braccialetti in lignite che suggeriscono una presenza umana; è possibile che, come il recipiente isolato trovato a Courfaivre, provengano da tombe.

Le conoscenze sulla seconda età del Ferro (480-15 a.C.) sono più approfondite grazie a fattorie con granaio del La Tène antico (Alle-Noir Bois), uno stabilimento per l'utilizzo delle acque nere (Courtételle-Tivila), un insediamento (Courrendlin-En Solé) e cinque siti del La Tène finale ad Alle (Pré au Prince e Pré Monsieur), a Chevenez (Combe Varu e fucina della Combe en Vaillard) e sul Mont-Terri (oppidum).

Sequani, Romani e Germani

Stando agli scritti degli autori romani, in particolare al De bello gallico di Gaio Giulio Cesare, la regione del Giura era allora abitata dalla tribù gallica dei Sequani. Impegnati in guerra contro gli Edui, i Sequani chiamarono in aiuto i Germani di Ariovisto, che furono sconfitti da Cesare nella battaglia in Alsazia (Ochsenfeld) nel 58 a.C. In quel clima fu forse fortificata la cima del Mont-Terri con un murus gallicus, legato sia all'esodo dei Raurici e degli Elvezi sia all'invasione dei popoli germanici.

Statuetta galloromana del dio Marte, II secolo d.C. (Office de la culture, Section d'archéologie et paléontologie, Porrentruy).
Statuetta galloromana del dio Marte, II secolo d.C. (Office de la culture, Section d'archéologie et paléontologie, Porrentruy). […]

La costruzione di villae e di strade all'inizio del I secolo d.C. segnò il passaggio delle montagne giurassiane nell'orbita di Roma, che costruì la maggior parte dei propri insediamenti nei siti gallici. Negli anni 30 d.C. i Romani consolidarono le strade in terra battuta dei Celti utilizzando pietre e ghiaia. L'odierno territorio cantonale si sviluppa attorno a un'intersezione formata dalla via romana che allora attraversava il Giura e una diramazione che, all'estremità occidentale della valle di Delémont, conduceva ad Augusta Raurica (Augst) seguendo il corso della Birsa. Partendo dall'Altopiano, l'asse principale passava per il passo del Pierre-Pertuis, Bellelay e il passo di La Caquerelle-Les Rangiers, raggiungeva l'Ajoie e proseguiva poi in direzione di Epomanduodurum (Mandeure), dove ritrovava la grande arteria del versante settentrionale della catena giurassiana che portava da Augusta Raurica a Vesuntio (Besançon). L'importanza strategica di questo tracciato svanì quando la frontiera dell'Impero lungo il Reno fu spostata più a est, ossia dopo la conquista degli Agri Decumates da parte di Vespasiano (73-74 d.C.).

Fibula discoidale in bronzo e smalto proveniente dalla villa galloromana di Vicques, II secolo d.C. (Office de la culture, Section d'archéologie et paléontologie, Porrentruy).
Fibula discoidale in bronzo e smalto proveniente dalla villa galloromana di Vicques, II secolo d.C. (Office de la culture, Section d'archéologie et paléontologie, Porrentruy).

Le vestigia delle villae galloromane situate nell'Ajoie e nella valle di Delémont sono sparse su tutto il territorio, a eccezione dell'altopiano di Bure, privo di acqua. Il solo segno di presenza umana nelle Franches-Montagnes è dunque legato alla sosta che probabilmente fu attiva a Lajoux, sulla strada del passo del Pierre-Pertuis. Alcuni siti conservano tracce di una ricchezza certa (Buix, Develier, Vicques), con pavimenti decorati, pareti dipinte e vasellame importato; altri siti sono per contro più modesti (Boécourt, Damvant). Un mausoleo, eretto nella pianura di Delémont, fece parte della Germania superior come tutto il resto della valle; a seguito della riorganizzazione territoriale di Domiziano (86 d.C.), fu poi probabilmente inglobato nella civitas Rauracorum con l'alta Alsazia. L'Ajoie, dove fu costruito un santuario galloromano (fanum) a nord di Porrentruy, rimase in mano ai Sequani assieme a Mandeure e al Doubs; entrambi furono poi inglobati nella Provincia Maxima Sequanorum che, creata da Diocleziano (284-305), riunì Elvezi, Raurici e Sequani. Nel 260-261 le razzie degli Alemanni provocarono ingenti distruzioni. Alcune villae vennero abbandonate, altre parzialmente ripristinate per alcuni decenni. Il Mont-Terri fu nuovamente fortificato e probabilmente occupato per un certo periodo all'inizio del IV secolo dall'esercito romano. Alla metà di quello stesso secolo gli Alemanni approfittarono delle lotte fra l'imperatore Costante e Magnenzio per allontanare definitivamente i Romani dalle campagne giurassiane (353-354, 378). I depositi monetari emersi nella regione documentano efficacemente queste due ondate distruttrici. Alcune monete romane della fine del IV secolo fanno pensare alla prosecuzione di alcune attività, ma non vi sono elementi archeologici o storici che rivelino il seppur minimo segno di vita sul territorio del canton Giura nel V secolo. Solo alcuni villaggi conservano un toponimo di origine latina; questi, all'immagine di Chevenez, Montignez e Vicques, testimoniano una continuità dell'insediamento.

Inizi della feudalità e cristianizzazione

Fibbia di cintura in bronzo proveniente dalla necropoli merovingia di Bassecourt, metà del VI secolo (Office de la culture, Section d'archéologie et paléontologie, Porrentruy).
Fibbia di cintura in bronzo proveniente dalla necropoli merovingia di Bassecourt, metà del VI secolo (Office de la culture, Section d'archéologie et paléontologie, Porrentruy).

Dal VI secolo si constata una occupazione abbastanza densa del territorio, tanto nell'Ajoe quanto nella valle di Delémont, dove l'insediamento rurale di Develier-Courtételle prova che lo sfruttamento del minerale di ferro raggiunse il suo apice. La progressiva mancanza di materia prima spinse i fonditori a installarsi più a sud, in particolare nei dintorni di Corcelles e di Court, come testimoniano i bassiforni e i cumuli di scorie rinvenuti in quelle località. Questa marcata presenza umana è confermata da numerose necropoli della seconda metà del VI e soprattutto del VII secolo. L'importanza e la ricchezza del cimitero merovingio di Bassecourt, scoperto e fatto oggetto di scavi a metà degli anni 1870, suggeriscono la presenza di un'aristocrazia franca in quella località, la principale del Sornegau, provincia che si estendeva fino alla sorgente della Birsa e probabilmente era dominata dai duchi di Alsazia quale parte dell'Austrasia. L'Alsegau, vasto territorio che inglobava l'attuale Ajoie, dipendeva invece dalla diocesi di Besançon e dal regno di Borgogna. Lo sviluppo demografico del VII secolo, la ricchezza di minerale di ferro e la via di collegamento con l'Altopiano attirarono i monaci evangelizzatori, in particolare i futuri santi Ursicino, che si stabilì nel Clos du Doubs, e Germano, primo abate di Moutier-Grandval.

L'epoca carolingia lasciò poche tracce nella regione giurassiana, che dopo il trattato di Verdun (843) fu inclusa nella Lotaringia. Fu comunque probabilmente in quell'epoca che vennero erette torri fortificate come quelle di Le Chetelay a Courfaivre, di Le Béridier (Vorbourg) a Delémont e del Mont-Terri nell'Ajoie, primi segni della feudalità. Nell'VIII e IX secolo l'abbazia di Moutier-Grandval si sviluppò e inglobò territori della valle di Delémont a scapito dei piccoli signori locali.

Il principato vescovile di Basilea (999-1792)

Il territorio del canton Giura comprende la parte dell'antico principato vescovile di Basilea formato dalle signorie dell'Ajoie, di Delémont e della Franche Montagne des Bois, la prepositura di Saint-Ursanne, due villaggi della piccola signoria, detta Courtine, di Bellelay e le parrocchie di Sous-les-Roches della prepositura di Moutier-Grandval.

Formazione territoriale ed evoluzione politica

La Madonna con Bambino di Delémont. Legno di quercia, 1330 ca. (Musée jurassien d'art et d'histoire, Delémont; fotografia Pierre Montavon).
La Madonna con Bambino di Delémont. Legno di quercia, 1330 ca. (Musée jurassien d'art et d'histoire, Delémont; fotografia Pierre Montavon). […]

Nel 999 Rodolfo III, ultimo re di Borgogna, donò parte del suo territorio, ossia Moutier-Grandval e i relativi beni, alla chiesa cattedrale di Nostra Signora di Basilea. La donazione, che estendeva il potere temporale del vescovo di Basilea, costituisce l'origine del futuro principato vescovile. All'inizio del XII secolo la prepositura di Saint-Ursanne, che faceva parte della diocesi di Besançon, passò sotto il potere temporale e spirituale dei vescovi di Basilea, che nel 1241 ricevettero i beni dei d'Asuel e nel 1271 acquistarono quelli dei conti von Pfirt. Vinto nel 1283, il conte de Montbéliard dovette trasmettere al principe vescovo, sostenuto da Rodolfo I d'Asburgo, la sovranità su Porrentruy e sull'Ajoie. Per consolidare la loro autorità nei confronti della nobiltà, l'imperatore e il principe vescovo favorirono lo sviluppo delle città, concedendo carte di franchigia a Porrentruy (1283), Delémont (1289), La Neuveville (1318) e Saint-Ursanne (1338). Nel 1384 Imer von Ramstein accordò franchigie anche agli abitanti del Mons Falconis o signoria di Muriaux (Spiegelberg); quest'ultima, acquisita nel 1360 e unita alla castellania di Saint-Ursanne, era da allora chiamata la "Franche Montagne" ("Franche Montagne des Bois" nel 1595), e successivamente, a seguito dei dissodamenti dei terreni e della moltiplicazione delle parrocchie, prese il nome di Franches-Montagnes.

Nel XIV secolo i vescovi basilesi, indeboliti e senza risorse finanziarie, cedettero in pegno i loro possedimenti giurassiani. I loro successori del secolo seguente riuscirono in parte a ristabilire la loro autorità. All'inizio del XVI secolo, tuttavia, il principe vescovo esercitava compiutamente il suo potere unicamente sulla parte settentrionale del principato (castellanie dell'Ajoie, di Delémont e di Saint-Ursanne con la Franche Montagne, nonché il Laufental). La parte meridionale (prepositura di Moutier-Grandval, Erguel, La Neuveville, Montagne de Diesse e Bienne), beneficiava dal canto suo di trattati di comborghesia con Berna, Friburgo o Soletta.

La chiesa di Basilea e le terre giurassiane

Fornello della pipa del principe vescovo Franz Joseph Sigismund von Roggenbach. Legno intagliato, 1793 (Musée jurassien d'art et d'histoire, Delémont; fotografia Laurent Enard).
Fornello della pipa del principe vescovo Franz Joseph Sigismund von Roggenbach. Legno intagliato, 1793 (Musée jurassien d'art et d'histoire, Delémont; fotografia Laurent Enard). […]

Nel XVI secolo la Riforma si impose a Basilea (1529) e in seguito nella parte meridionale del principato vescovile (1530-1531). A nord i focolai protestanti di Porrentruy e del Laufental furono spenti attorno al 1580. Il vescovo di Basilea si stabilì a Porrentruy nel 1528, il capitolo di Moutier-Grandval si rifugiò a Delémont nel 1534. Nel 1555, approfittando della vacanza della sede episcopale, gli abitanti della valle di Delémont e della Franche Montagne conclusero trattati di comborghesia con la città di Basilea. Impossibilitato ad opporvisi, il vescovo Melchior von Lichtenfels negoziò con i 13 villaggi liberi della valle di Delémont un nuovo statuto (1562) per regolare i diritti d'uso nei boschi. Jakob Christoph Blarer von Wartensee combatté invece vigorosamente le velleità di emancipazione, facendo abolire i trattati con Basilea e negoziando disposizioni durevoli: trattato di Delémont con la Franche Montagne des Bois (1595), nuova ordinanza di polizia di Porrentruy (1598), revisione dell'antico ruolo dell'Ajoie (1601). Durante la guerra dei Trent'anni, fra il 1634 e il 1640 il nord del principato vescovile fu vittima di numerose sottrazioni perpetrate a turno da truppe mercenarie al servizio di Svezia, Francia e Impero. La modernizzazione dello Stato, che proseguì nel XVIII secolo nello spirito del dispotismo illuminato, si scontrava con le franchigie e gli statuti secolari. Le ordinanze del 1726, che introdussero la riforma dell'amministrazione del principato, diedero origine alla rivolta dei Pétignats (1730-1740), da cui scaturì sul piano diplomatico un riavvicinamento alla Francia (patto di difesa reciproca del 1739, rinnovato nel 1780).

Da una Repubblica all'altra (1792-1978)

La Rivoluzione lasciò tracce profonde nel principato vescovile di Basilea, inserito nell'orbita politica, militare, economica e culturale della Francia. L'agitazione popolare, sviluppatasi a partire da Porrentruy, non portò però alla caduta del regime. La fuga del principe vescovo avvenne poco prima dell'occupazione del Paese da parte dei battaglioni di volontari francesi nell'aprile del 1792. La presenza delle truppe incoraggiò il movimento rivoluzionario, guidato da Joseph-Antoine Rengguer, syndic dell'Assemblea degli Stati del principato (e quindi portavoce dell'Assemblea presso il principe vescovo), e da Jean-Baptiste Joseph Gobel, vescovo coadiutore, con cui si schierarono per opportunismo i notabili di Porrentruy e Delémont.

Il periodo francese (1792-1815)

Passaggio di prigionieri svizzeri nei pressi del maglio di Courrendlin, allora nel Dipartimento francese del Mont-Terrible, nel marzo del 1798. Acquerello realizzato da François-Joseph Bandinelli (Musée jurassien d'art et d'histoire, Delémont; fotografia Pierre Montavon).
Passaggio di prigionieri svizzeri nei pressi del maglio di Courrendlin, allora nel Dipartimento francese del Mont-Terrible, nel marzo del 1798. Acquerello realizzato da François-Joseph Bandinelli (Musée jurassien d'art et d'histoire, Delémont; fotografia Pierre Montavon). […]

Dopo la proclamazione della Repubblica rauracica avvenuta il 17.12.1792, la mancanza di unità di intenti sul futuro del Paese spinse la Francia a imporre all'assemblea dei deputati l'annessione della Repubblica il 23.3.1793 attraverso la costituzione di un Dipartimento con capoluogo Porrentruy. Il Dipartimento del Mont-Terrible fu diviso in due distretti: quello di Porrentruy comprendeva l'Ajoie, il Clos du Doubs e le Franches-Montagnes, mentre quello di Delémont, sede del comando militare, si estendeva sulla valle omonima e sul Laufental. Il Mont-Terrible, cui furono annessi il Pays de Montbéliard nel marzo 1797 e i baliaggi della parte meridionale del principato vescovile, occupati dal dicembre 1797, venne soppresso durante il Consolato (1800) e unito a quello dell'Haut-Rhin, con Colmar come capoluogo. Il Dipartimento dell'Haut-Rhin si compose dunque di due circoscrizioni, ognuna divisa in cinque cantoni, con Delémont e Porrentruy come sottoprefetture.

Lo status politico della regione venne rimesso in discussione dalla caduta dell'Impero napoleonico. Nel 1815 il territorio del principato vescovile di Basilea, da allora privo del suo capo, fu assegnato alla Svizzera dal congresso di Vienna e attribuito per lo più al canton Berna; solo il baliaggio di Birseck e una parte di quello di Pfeffingen finirono al canton Basilea. Le potenze europee vollero così respingere la frontiera della Francia verso ovest, compensare Berna per la perdita del Paese di Vaud e dell'Argovia e sopprimere uno Stato diretto da un ecclesiastico. Il 21.12.1815, a Delémont, il commissario federale Johann Conrad Escher consegnò ufficialmente il territorio dell'ormai ex principato vescovile di Basilea ai rappresentanti della Repubblica di Berna, ritornata nelle mani del patriziato cittadino con l'inizio della Restaurazione.

Frontespizio dell'Acte de réunion del 23.11.1815, documento di unificazione dell'ex principato vescovile di Basilea con il canton Berna (Staatsarchiv Bern).
Frontespizio dell'Acte de réunion del 23.11.1815, documento di unificazione dell'ex principato vescovile di Basilea con il canton Berna (Staatsarchiv Bern).

L'Acte de réunion del 14.11.1815, negoziato e firmato a Bienne dalle delegazioni bernese e giurassiana, conferì alla confessione cattolica lo statuto di culto pubblico nei comuni dove essa era praticata, abolì i codici civile e penale francesi, reintrodusse i comuni patriziali e confermò la soppressione della decima e delle rendite feudali, sostituite dall'imposta fondiaria sotto la Repubblica.

Periodo bernese e vita politica

Il territorio del futuro canton Giura costituiva la parte cattolica e francofona del Giura bernese. Chiamato anche Giura-Nord, era suddiviso in quattro dei cinque baliaggi (Ämter) che costituivano allora il Leberberg (denominazione tedesca del Giura) annesso da Berna: il baliaggio di Delémont, comprendente il Laufental (germanofono e a maggioranza cattolica) fino al 1846, si estendeva su quasi tutta la valle omonima; quello di Porrentruy inglobava l'Ajoie e cinque degli otto comuni della ex prepositura di Saint-Ursanne (gli altri tre furono assegnati al baliaggio delle Franches-Montagnes). Il baliaggio di Moutier includeva infine gli otto comuni cattolici che nel 1975 avrebbero poi optato per il canton Giura e Vellerat, che vi aderì nel 1996. Il Giura-Sud, rimasto nel canton Berna dopo il 1978, costituiva la parte riformata del Giura bernese (baliaggi poi distretti di Moutier e di Courtelary e, dal 1846, distretto di La Neuveville).

Il clero e i ceti borghesi giurassiani si adattarono al regime della Restaurazione. Ciononostante, seguendo l'esempio di Xavier Stockmar, Jules Thurmann e Auguste Quiquerez, un'élite intellettuale, in considerazione del fatto che Berna metteva in pericolo le disposizioni dell'Acte de réunion del 1815, aspirava alla creazione di un territorio indipendente da Berna. Già attorno al 1830 comparvero termini quali "questione giurassiana" e "separatismo". Incoraggiati dalla Rivoluzione di luglio del 1830 a Parigi, i liberali di Porrentruy parteciparono attivamente al movimento che rovesciò il patriziato cittadino bernese.

Se da una parte la Costituzione liberale del 1831 instaurò la democrazia rappresentativa e trasformò i baliaggi in distretti, i cui prefetti fino al 1894 erano designati dal Consiglio di Stato e da una commissione del Gran Consiglio e in seguito eletti dal popolo, dall'altra la sua attuazione rimise in discussione i principi che avevano portato all'assegnazione del Giura a Berna, garantiti dalla Dieta federale. Aderendo alle posizioni del vescovo della nuova diocesi di Basilea, riorganizzata nel 1828, i cattolici giurassiani si opposero alle misure volte a laicizzare l'istruzione pubblica e a porre la Chiesa sotto la tutela dello Stato. Nel 1832 i preti si rifiutarono di prestare giuramento alla Costituzione senza l'avallo della Santa Sede, che in seguito venne comunque accordato. Nel 1834 l'istituzione a Porrentruy di una scuola magistrale del Giura, a confessione mista, si scontrò con una viva opposizione. Nel 1836 l'adozione da parte del Gran Consiglio bernese degli articoli di Baden, che sottomisero la Chiesa cattolica al controllo dei cantoni diocesani, provocò un sollevamento popolare. L'esercito bernese dovette intervenire nel Giura cattolico per riportare l'ordine, ma l'intervento della Francia pose fine a questa occupazione e Berna rinunciò all'applicazione degli articoli di Baden.

I Giurassiani di Ginevra marciano su Berna guidati da Léon Froidevaux. Caricatura pubblicata il 23.12.1916 sul giornale satirico ginevrino Guguss, che dal 1914 al 1917 a causa della censura apparve sotto il nome di Petit Suisse (Bibliothèque de Genève, Archives A. & G. Zimmermann).
I Giurassiani di Ginevra marciano su Berna guidati da Léon Froidevaux. Caricatura pubblicata il 23.12.1916 sul giornale satirico ginevrino Guguss, che dal 1914 al 1917 a causa della censura apparve sotto il nome di Petit Suisse (Bibliothèque de Genève, Archives A. & G. Zimmermann). […]

L'instaurazione del regime radicale acuì ulteriormente le tensioni fra i partigiani dello Stato e i difensori dei diritti della Chiesa cattolica. I temi di discussione si moltiplicarono sia nell'ambito della politica scolastica sia in quello delle questioni religiose. Le tensioni culminarono negli anni 1870 con la crisi del Kulturkampf, i cui sviluppi segnarono profondamente la memoria collettiva. Alla fine del XIX secolo la divisione fra liberali radicali e cattolici conservatori crebbe a seguito delle battaglie elettorali e delle polemiche editoriali che opposero Le Démocrate al suo concorrente, Le Pays. Queste divisioni non impedirono comunque alle due parti di costituire un fronte comune in difesa degli interessi regionali, sostenendo il mantenimento della legislazione francese e dei comuni patriziali e la costruzione delle ferrovie.

Manifesto del Partito liberale radicale per le elezioni del Consiglio nazionale del 29.10.1922 realizzato da Armand Schwarz (Musée de l'Hôtel-Dieu, Porrentruy; fotografia Jacques Bélat).
Manifesto del Partito liberale radicale per le elezioni del Consiglio nazionale del 29.10.1922 realizzato da Armand Schwarz (Musée de l'Hôtel-Dieu, Porrentruy; fotografia Jacques Bélat).

La comparsa del Partito socialista (PS) all'inizio del XX secolo e del Partito dei contadini, degli artigiani e dei borghesi (PAB, poi Unione democratica di centro, UDC) dopo la prima guerra mondiale modificarono i rapporti di forza in ambito politico, soprattutto a scapito del Partito liberale radicale (PLR). Negli anni 1950 la questione giurassiana (Giura bernese) e la crescita socialista nel distretto di Delémont provocarono una scissione dei cattolici conservatori (1957), da cui nacquero il Partito conservatore cristiano-sociale (dal 1971 Partito democratico cristiano, PDC) e il Partito cristiano-sociale indipendente (PCSI). Inizialmente piuttosto conservatore, l'elettorato giurassiano si dimostrò più progressista dalla seconda metà del XX secolo, approvando progetti rifiutati sul piano nazionale quali il suffragio femminile (1959), le iniziative antiatomiche (1962, 1963), il diritto all'alloggio (1970) e un'assicurazione malattia più sociale (1974). Nel 1959 il Giura-Nord sostenne massicciamente l'iniziativa del Rassemblement jurassien volta all'organizzazione di un plebiscito di autodeterminazione, infine bocciata. Il 23.6.1974 approvò a larga maggioranza con il 74% dei consensi la creazione di un canton Giura, accettata dal popolo dei sette distretti con poco meno del 52% di sì.

Popolazione e sviluppo degli insediamenti

Nel 1818 sul territorio del futuro canton Giura furono censite ca. 34'000 persone, divenute quasi 65'000 al momento della nascita dello stesso nel 1979. Il bilancio migratorio costantemente deficitario è sufficiente per spiegare questo aumento (91%) che, se confrontato alla media svizzera (250%), risulta relativamente debole. L'immigrazione di contadini bernesi e operai tedeschi o stranieri nel XIX secolo e quella di lavoratrici e lavoratori italiani e spagnoli negli anni 1960 non compensò l'emigrazione dei giovani Giurassiani. L'evoluzione differisce a seconda dei distretti: quello di Delémont (251%) si situava nella media svizzera; quelli di Porrentruy (51%) e delle Franches-Montagnes (28%), dopo una progressione nel XIX secolo, calarono nel secolo successivo.

I movimenti migratori modificarono sensibilmente la composizione della popolazione. La proporzione di abitanti domiciliati nel proprio comune di origine diminuì vistosamente, mentre crebbero le minoranze linguistiche e religiose. All'inizio del XX secolo i germanofoni costituivano un quarto della popolazione del distretto di Delémont e meno di un decimo negli altri due. La seconda metà del XX secolo fu caratterizzata dalla progressione del francese, dal forte regresso del tedesco e dalla comparsa delle minoranze italiana e spagnola. Sul piano religioso, i riformati passarono dal 2% nel 1850 al 12% nel 1910, al 17% nel 1950 e al 15% nel 1970. Chiese riformate furono costruite a Delémont (1865), Porrentruy (1891), Saignelégier (1913) e Bassecourt (1945), delle cappelle a Miécourt (1909), Courrendlin (1930) e Boncourt (1940). Nella seconda metà del XIX secolo ebrei giunti dall'Alsazia per sfuggire agli ultimi pogrom si insediarono nell'arco giurassiano, da Basilea a La Chaux-de-Fonds. Nel Giura costituirono due piccole comunità attorno alle sinagoghe di Porrentruy (1874) e Delémont (1911).

Vista esterna della sinagoga di Porrentruy, aprile 1973 (Archives cantonales jurassiennes, Porrentruy, 178 J Porrentruy.142).
Vista esterna della sinagoga di Porrentruy, aprile 1973 (Archives cantonales jurassiennes, Porrentruy, 178 J Porrentruy.142). […]

Le trasformazioni socio-economiche contribuirono inoltre a modificare anche la distribuzione sul territorio della popolazione, che tese a concentrarsi nelle zone industriali ben collegate alle linee ferroviarie. Nel 1970, 17 località con più di 1000 abitanti riunivano il 70% (contro il 39% del 1818) dei Giurassiani del cantone, di cui il 32% (10% nel 1818) risiedeva a Delémont o a Porrentruy. Nelle Franches-Montagnes, dove gli insediamenti erano molto sparsi, il regresso demografico del XX secolo riguardò soprattutto le piccole frazioni, molte delle quali nel XIX secolo contavano più di 100 abitanti.

Evoluzione economica

Nel 1815 più della metà della popolazione attiva nell'Ajoie, nel Clos du Doubs e nella valle di Delémont era impiegata nel settore primario (agricoltura, allevamento di cavalli e, soprattutto, di bovini). Attorno al 1850 in quelle regioni vi erano ancora un centinaio di mulini, segherie e battitoi, e una decina di concerie, che facevano fronte alle necessità della popolazione rurale e potevano essere mantenute in attività grazie allo sfruttamento delle foreste. Il ventaglio delle attività artigianali era completato dalla fabbrica di vasellame di Bonfol, dalla fabbrica di maiolica di Cornol, dalla manifattura di tabacco di Boncourt (Burrus) e dalla tessitura di seta a domicilio nel distretto di Delémont.

Ferriere a Undervelier. Olio su tela di Edouard-Frédéric Pape, 1845 (Musée jurassien d'art et d'histoire, Delémont; fotografia Pierre Montavon).
Ferriere a Undervelier. Olio su tela di Edouard-Frédéric Pape, 1845 (Musée jurassien d'art et d'histoire, Delémont; fotografia Pierre Montavon).

L'orologeria si sviluppò nei villaggi e nelle frazioni delle Franches-Montagnes nella prima metà del secolo e nell'Ajoie dagli anni 1840; dopo il 1870 si affermò anche nella valle di Delémont, dove l'industria del ferro era in declino dopo aver vissuto un periodo di crescita rimarchevole attorno alla metà del secolo (metallurgia e siderurgia). Ai tre vecchi altiforni di Courrendlin, Undervelier e Bellefontaine vennero ad aggiungersi quelli di Delémont (1838), Choindez (1846) e Les Rondez (1855). Al suo apice nel 1858, la siderurgia giurassiana impiegava ca. 1800 fra minatori, fonditori, fabbri, vetturini, boscaioli e carbonai. La forte concorrenza estera causò però la chiusura delle fonderie, a eccezione di quelle di Choindez e Les Rondez, che nel XX secolo offrivano un migliaio di posti di lavoro sotto la direzione di Von Roll.

La costruzione delle linee ferroviarie giurassiane (1872-1877) collegò l'Ajoie e la valle di Delémont alle reti ferroviarie francesi e svizzere. Dopo l'annessione dell'Alsazia da parte dell'Impero tedesco (1871), Porrentruy prese il posto di Basilea quale stazione di frontiera con la Francia. Le regioni rimaste escluse dalla rete ferroviaria di base, costituita dalle linee Bienne-Delémont-Basilea e Delémont-Porrentruy-Delle, integrate nelle FFS nel 1903 assieme a quelle della Ferrovia del Giura-Sempione, fecero di tutto per dotarsi di collegamenti ferroviari. Aperta nel 1892, la linea che univa La Chaux-de-Fonds e Saignelégier fu poi prolungata fino a Glovelier (1904) e Tramelan (via La Noirmont, 1913). La tratta Porrentruy-Bonfol, inaugurata nel 1901, fu collegata alla rete alsaziana nel 1910. Tutte queste linee furono riunite nella compagnia dei Chemins de fer du Jura (CJ) nel 1944. Nell'alta Ajoie e nella val Terbi gli autopostali presero il posto delle diligenze solo negli anni 1920. Voluta dai Giurassiani dagli anni 1960, l'autostrada transgiurassiana fu iscritta nella rete delle strade nazionali solo nel 1984.

Manifesto pubblicitario per le biciclette Condor realizzato verso il 1930 (Musée de l'Hôtel-Dieu, Porrentruy; fotografia Jacques Bélat).
Manifesto pubblicitario per le biciclette Condor realizzato verso il 1930 (Musée de l'Hôtel-Dieu, Porrentruy; fotografia Jacques Bélat). […]

Nella prima metà del XX secolo l'industria giurassiana, ampiamente dominata dall'orologeria, vide la nascita di nuove attività: tessile nell'Ajoie, cicli e motocicli a Courfaivre (Condor), coltelleria a Delémont (Wenger), metallurgia a Saint-Ursanne. La quota di popolazione impiegata nel settore secondario aumentò di quasi il doppio fra il 1860 e il 1970: da un terzo passò al 60%, mentre l'agricoltura scese dal 50 al 10%. L'economia giurassiana restava però fragile in quanto troppo poco diversificata: la metà degli attivi lavorava nell'orologeria, un quarto nella metallurgia e nella meccanica e le industrie di punta e il terziario erano sottorappresentati.

Cambiamenti sociali e culturali

Attorno alla fine del XIX secolo si costituì una classe operaia, dapprima nelle città di Delémont e di Porrentruy, dove la crescita industriale concentrò la produzione nelle fabbriche. Lo sviluppo delle attività commerciali e dei servizi moltiplicò anche il numero di impiegati, insegnanti e funzionari. Il sindacalismo prese piede nell'orologeria, nella metallurgia e tra i ferrovieri all'inizio del XX secolo, in contemporanea con la comparsa del Partito socialista e di un movimento cristiano-sociale. Quest'ultimo si inserì nella rete associativa molto densa che il clero cattolico e i capi del partito conservatore avevano creato per inquadrare la pratica religiosa e la vita politica. Il Giura cattolico manifestava annualmente e pubblicamente la propria fede nelle processioni del Corpus Domini e partecipando alle celebrazioni di Nostra Signora del Vorbourg.

Manifesto per una festa cattolica dello sport nel 1943 (Musée de l'Hôtel-Dieu, Porrentruy; fotografia Jacques Bélat).
Manifesto per una festa cattolica dello sport nel 1943 (Musée de l'Hôtel-Dieu, Porrentruy; fotografia Jacques Bélat).

La vita sociale tradizionale del "tempo delle veglie" e la mentalità contadina persero terreno. Dalla metà del XIX secolo lo sviluppo dell'istruzione pubblica (scuola primaria e secondaria, la scuola magistrale maschile di Porrentruy nel 1834 e quella femminile di Delémont nel 1846, scuola cantonale di Porrentruy nel 1856 e scuole professionali più tardi), del movimento associativo (associazioni di mutuo soccorso e di contadini, società musicali, culturali e sportive, organizzazioni professionali, sindacali e politiche) e della stampa regionale (Le Jura, Le Pays, Le Démocrate) contribuirono all'ampliamento delle conoscenze e alla trasformazione dei rapporti umani. Lo sviluppo del mondo moderno, più veloce nel XX secolo, comportò la scomparsa del dialetto (patois), simbolo di una società rurale e della sua tradizione orale. Prima fra le grandi associazioni regionali, la Société jurassienne d'émulation fu fondata nel 1847 per difendere la cultura francese e promuovere le produzioni letterarie e scientifiche dei suoi membri.

La Repubblica e Cantone del Giura

Proclamazione del risultato del plebiscito giurassiano del 23.6.1974 nel palazzo comunale di Delémont. Immagini d'archivo della televisione svizzerofrancese della durata di 25 minuti (Radio Télévision Suisse, Ginevra, Play RTS).
Proclamazione del risultato del plebiscito giurassiano del 23.6.1974 nel palazzo comunale di Delémont. Immagini d'archivo della televisione svizzerofrancese della durata di 25 minuti (Radio Télévision Suisse, Ginevra, Play RTS). […]

La fondazione del canton Giura si inserisce nel percorso che ha caratterizzato lo sviluppo della questione giurassiana dal 1947. Il 23.6.1974 il popolo giurassiano dei sette distretti accettò la creazione di un canton Giura con 36'802 sì, 34'057 no e 1726 schede bianche (tasso di partecipazione del 90%). Questo voto di autodeterminazione fu l'atto costitutivo dello Stato giurassiano. Il 16.3.1975 i distretti del sud decisero di restare nel canton Berna, dando il via alla serie di plebisciti del 1975, previsti dall'aggiunta introdotta nella Costituzione bernese nel 1970. Questi limitarono il futuro territorio cantonale ai tre distretti a maggioranza separatista (Porrentruy, Delémont e Les Franches-Montagnes), salvo due piccoli comuni del distretto di Delémont (Roggenburg e Rebévelier), che raggiunsero il canton Berna, e a otto comuni del distretto di Moutier (Châtillon, Corban, Courchapoix, Courrendlin, Lajoux, Les Genevez, Mervelier e Rossemaison).

Manifesto di Force démocratique, movimento antiseparatista del Giura meridionale, in vista del plebiscito del 16.3.1975 (Biblioteca nazionale svizzera, Berna).
Manifesto di Force démocratique, movimento antiseparatista del Giura meridionale, in vista del plebiscito del 16.3.1975 (Biblioteca nazionale svizzera, Berna). […]

Dall'estate del 1975 il gruppo di deputati al Gran Consiglio bernese provenienti dalle zone che avrebbero poi formato il canton Giura fu un interlocutore privilegiato delle autorità federali e bernesi per la salvaguardia degli interessi giurassiani fino al conferimento della sovranità al cantone. L'11.12.1975 l'ordine degli avvocati giurassiano presentò un progetto di Costituzione che venne rapidamente adottato dai partiti politici e dal Rassemblement jurassien (RJ) quale base di discussione. Nel tentativo di mantenere il controllo sul processo di formazione del futuro Stato, il RJ istituì una commissione di coordinamento che ebbe un notevole influsso sull'organizzazione e i lavori della Costituente.

La creazione del canton Giura (1974-1978)

Giuramento dei deputati dell'Assemblea costituente nella chiesa di S. Marcello a Delémont (12.4.1976) © KEYSTONE.
Giuramento dei deputati dell'Assemblea costituente nella chiesa di S. Marcello a Delémont (12.4.1976) © KEYSTONE.

I risultati dell'elezione dell'Assemblea costituente (21.3.1976) confermarono i rapporti di forza, sancendo il successo personale dei principali leader del RJ, tra i quali Roland Béguelin e Roger Schaffter, e la sconfitta delle liste esterne agli schieramenti. I 50 seggi furono contesi da 11 formazioni e 529 candidati; essi andarono a democratici cristiani (19), liberali radicali (11), socialisti (10), cristiano-sociali indipendenti (7), democratici di centro (2) e radicali riformisti (1). Valentine Friedli fu l'unica donna eletta. Inaugurati solennemente il 12.4.1976, i lavori dell'Assemblea terminarono il 3.2.1977. La carta fondamentale della Repubblica e Cantone del Giura fu adottata all'unanimità dai deputati e ratificata dal popolo (80% di consensi) il 20.3.1977.

La Costituzione del nuovo cantone si distinse in particolare per il riconoscimento del diritto al lavoro, all'alloggio e allo sciopero. Conferì inoltre allo Stato il compito di promuovere il pieno impiego, il principio di parità di trattamento fra uomo e donna e l'integrazione degli immigrati e delle persone con handicap. Assegnò alla Banca cantonale la missione di sostenere la politica economica dello Stato. Innovativo per la Svizzera fu infine anche l'articolo 44, che prevedeva l'istituzione di un ufficio per la promozione della parità tra uomo e donna.

Manifesto per la votazione del 24.9.1978 concernente la creazione del canton Giura, pubblicato dal comitato d'azione nazionale a favore della creazione di un nuovo cantone (Biblioteca nazionale svizzera, Berna).
Manifesto per la votazione del 24.9.1978 concernente la creazione del canton Giura, pubblicato dal comitato d'azione nazionale a favore della creazione di un nuovo cantone (Biblioteca nazionale svizzera, Berna).

Ottenuto il mandato, la Costituente legiferò limitandosi inizialmente a riprendere la legislazione bernese, là dove la Costituzione giurassiana non esprimeva principi contrari. Elaborò l'organigramma dell'amministrazione del futuro Stato e sottoscrisse accordi sulle modalità di divisione dei beni con il canton Berna. Nel settembre del 1977 le Camere federali accordarono la loro garanzia alla Costituzione giurassiana; ne restò escluso l'articolo 138, che prevedeva la possibilità di riunire al nuovo cantone quelle parti del Giura bernese che ne avessero fatto regolare richiesta. Con l'82% di voti favorevoli, il 24.9.1978 il popolo svizzero e tutti i cantoni ratificarono la creazione del canton Giura accettando di modificare la Costituzione federale in questo senso. Nel mese di novembre dello stesso anno i Giurassiani adottarono le prime leggi cantonali ed elessero il parlamento e il governo. I due Consiglieri agli Stati, un democratico cristiano e un socialista, furono eletti tacitamente in dicembre. Nella sua ultima seduta del 6 dicembre la Costituente rimise i propri poteri al governo e al parlamento neoeletti e la Repubblica e Cantone del Giura, ventiseiesimo cantone della Svizzera, ottenne quindi la sovranità l'1.1.1979.

Organizzazione e amministrazione dello Stato

Lo Stato giurassiano, la cui organizzazione non differisce da quella degli altri cantoni, si dimostrò tuttavia progressista fin dall'inizio introducendo diritti politici più estesi (eleggibilità dei cittadini e delle cittadine svizzeri dai 18 anni, diritto di voto cantonale e comunale per straniere e stranieri, eleggibili negli organi legislativi comunali dal 1998); l'iniziativa popolare permette a 2000 elettori o a otto comuni di domandare l'adozione, la modifica o l'abrogazione di disposizioni costituzionali o legislative.

Le autorità

Con la riserva del referendum, obbligatorio o facoltativo, il potere legislativo è esercitato dal parlamento, cui compete anche l'alta sorveglianza sul governo, sull'amministrazione e sulle autorità giudiziarie. I 60 deputati sono eletti in base al sistema proporzionale, restano in carica cinque anni (quattro fino al 2010) e possono essere rieletti due volte consecutivamente. Ogni distretto forma una circoscrizione elettorale. Osservatori dei territori rimasti bernesi possono essere invitati ad assistere alle sedute del parlamento.

Il primo governo del canton Giura con sede a Delémont dal 1979 (Fotografia Jacques Bélat).
Il primo governo del canton Giura con sede a Delémont dal 1979 (Fotografia Jacques Bélat). […]

Il governo è composto da cinque ministri, eletti secondo il sistema maggioritario e con un mandato quinquennale (quadriennale fino al 2010) che può essere rinnovato per tre volte consecutivamente. La prima Consigliera di Stato giurassiana è stata Odile Montavon, eletta in occasione dell'elezione parziale del 1993. I servizi dell'amministrazione cantonale sono ripartiti fra la cancelleria dello Stato e i cinque Dipartimenti. Le autorità giudiziarie comprendono il tribunale di prima istanza, che sostituisce dal 2000 i tribunali distrettuali, e il tribunale cantonale (istanza d'appello), che raggruppa sette corti e si compone di cinque giudici permanenti e sei supplenti. Due particolarità innovative caratterizzano questa organizzazione: un apparato articolato di giustizia amministrativa e la possibilità di ricorrere alla Corte costituzionale (una delle corti del tribunale cantonale) per verificare la conformità delle leggi con la carta fondamentale prima della loro entrata in vigore.

Il legislativo e l'esecutivo cantonali, che fino al 2003 si sono riuniti in spazi privati e affittati, siedono da allora in un unico edificio inaugurato il 19 marzo, l'Hôtel du Parlement et du Gouvernement, che in passato aveva dapprima ospitato il balivo vescovile, poi il gran balivo bernese e infine la prefettura e il tribunale di Delémont.

Amministrazione e cooperazione

Nei primi anni di vita del cantone, la continuità amministrativa è stata garantita da un centinaio di accordi sottoscritti dal nuovo Stato con Berna. L'amministrazione cantonale è basata a Delémont e gli uffici sono decentralizzati (792 posti di lavoro nel 2002, 917 nel 2019). A Porrentruy ha sede l'Ufficio dello sport e quello della cultura, a Saint-Ursanne l'Ufficio dell'ambiente e a Saignelégier quello delle assicurazioni sociali. Una parte dell'amministrazione fiscale si trova a Les Breuleux, mentre l'arsenale cantonale, dapprima ad Alle, dal 2002 è a Bure.

Dopo l'adesione di Vellerat al Giura nel 1996, il cantone contava 83 comuni (20 comuni politici e 63 communes mixtes), riuniti in consorzi per la gestione degli interessi comuni (ospedali, scuole, depurazione delle acque). Nel 2019, in seguito a diverse aggregazioni, il numero di comuni si era ridotto a 53 (13 comuni politici e 40 communes mixtes). Dodici comuni patriziali esistono ancora a Porrentruy, Delémont e in dieci villaggi della valle di Delémont.

Ancorato nella Costituzione, il principio della cooperazione si è tradotto in una partecipazione attiva alle istituzioni e alle conferenze intercantonali e ha favorito la conclusione di accordi bilaterali (Québec, Vallonia, Seychelles, Camerun) e l'adesione a organismi transfrontalieri (Communauté de travail du Jura, dal 2001 Conférence transjurassienne; Assemblea delle regioni d'Europa; Conférence franco-germano-suisse du Rhin supérieur).

Educazione e sanità pubblica

Apprendista dell'Ecole d'horlogerie et de microtechnique (dal 2007 Ecole des métiers du technique) di Porrentruy all'inizio degli anni 1990 (Fotografia Jacques Bélat).
Apprendista dell'Ecole d'horlogerie et de microtechnique (dal 2007 Ecole des métiers du technique) di Porrentruy all'inizio degli anni 1990 (Fotografia Jacques Bélat).

Il canton Giura dispone di un sistema scolastico molto ricco e diversificato. Prima del 1991 solo la metà delle ragazze e dei ragazzi che uscivano dalle scuole elementari (di quattro anni) accedeva alle secondarie. La riforma realizzata nel 1995 aumentò gli anni di scuola elementare a sei e permise a tutti gli allievi di passare al grado secondario, dove sono divisi in tre livelli. L'accordo intercantonale sull'armonizzazione della scuola obbligatoria (concordato Harmos), che ha portato la durata di quest'ultima a 11 anni, e la Convention scolaire romande sono entrate in vigore nel 2012. Dal 2007 il Centre jurassien d'enseignement et de formation (con sede a Delémont) riunisce le formazioni post obbligatorie, raggruppate in cinque divisioni (sanità-socialità-arti, liceale, tecnica, commerciale, artigianale). Ad eccezione della scuola agraria (dal 1989 Institut agricole du Jura, inserito nella Fondation rurale interjurassienne dal 2004 ) di Courtemelon (Courtételle), i centri di formazione postscolastica sono concentrati a Delémont e a Porrentruy, dove sono offerti anche i cicli di formazione nel ramo commerciale. Porrentruy accoglie il liceo cantonale e le scuole tecniche (tra cui orologeria e microtecnica), Delémont la scuola di cultura generale (fondata nel 1979 e destinata a chi vuole intraprendere una formazione professionale negli ambiti socio-educativi e paramedici) e l'Ecole des métiers de la santé et du social (già scuola in cure infermieristiche fondata nel 1988). L'istituto pedagogico, nato nel 1982 a Porrentruy in sostituzione delle magistrali, nel 2001 è stato integrato nella Haute école pédagogique Berne-Jura-Neuchâtel (HEP-BEJUNE). Il campus Strate J, inaugurato nel 2016 a Delémont, raggruppa studenti e docenti della HEP-BEJUNE e della Haute école Arc ed è pure sede della Haute école spécialisée de Suisse occidentale (HES-SO). L'offerta formativa è completata da istituzioni private, sovvenzionate dallo Stato, quali il collegio S. Carlo a Porrentruy.

Il centro di riabilitazione di Le Noirmont. Fotografia aerea, 2.9.1993 (ETH-Bibliothek Zürich, Bildarchiv, Com_FC19-2340-003).
Il centro di riabilitazione di Le Noirmont. Fotografia aerea, 2.9.1993 (ETH-Bibliothek Zürich, Bildarchiv, Com_FC19-2340-003). […]

Il Servizio della sanità pubblica controlla l'esercizio delle professioni mediche e paramediche e organizza l'assistenza sociale e l'offerta di cure o prestazioni mediche del settore pubblico. Per contenere i costi sanitari, nel 1993 la gestione del sistema ospedaliero giurassiano è stata demandata a un unico ente di diritto pubblico. La riforma avviata all'inizio del XXI secolo ha portato alla nascita nel 2003 dell'ospedale multisito del Giura (due siti a Delémont, uno a Porrentruy e uno a Saignelégier). Le cure sociosanitarie sono inoltre garantite dal centro medico-psicologico cantonale e dal centro di riabilitazione cardio-vascolare di Le Noirmont, da una decina di case per anziani semplici o medicalizzate, dal servizio di assistenza e di cure a domicilio nonché da centri e da laboratori protetti per persone con handicap.

Demografia

La popolazione residente nel canton Giura ha conosciuto nell'ultimo quarto del XX secolo un periodo di stagnazione, che le ha comunque permesso di riassorbire, nel 2000, il regresso della fine degli anni 1970: 67'325 abitanti nel 1970, 64'986 nel 1980, 66'233 nel 1990, 68'224 nel 2000.

Fra il 1980 e il 2000 la popolazione cantonale è aumentata del 4,8%, pari a un terzo del tasso di crescita medio svizzero (14,5%). La stagnazione e il progressivo invecchiamento della popolazione hanno preoccupato le autorità, che nel 2000 hanno lanciato il progetto "Jura pays ouvert" con l'obiettivo di raggiungere la quota di 80'000 abitanti nel 2020 attraverso l'adozione di misure fiscali, economiche, sociali e culturali; combattuto in particolare dai socialisti, il progetto è stato rifiutato dal popolo nel 2004. Dal 2000 si è tuttavia registrato un continuo incremento demografico (70'032 abitanti nel 2010, 73'290 nel 2017). Il tasso di crescita cantonale (7,4%) risultava comunque inferiore alla metà di quello registrato nello stesso periodo a livello nazionale (16,4%). 

Economia

L'evoluzione generale

La situazione cantonale dell'impiego rispecchia l'evoluzione economica. Il numero dei posti di lavoro è diminuito da ca. 30'000 nel 1970 a ca. 29'000 nel 1980, per poi risalire a ca. 31'500 nel 1985, 32'200 nel 1998, 36'900 nel 2008 e 42'000 nel 2016. Istituito durante una congiuntura economica particolarmente sfavorevole, il canton Giura è stato rapidamente confrontato con il problema della disoccupazione, il cui tasso, superiore all'1% del 1982, è passato dall'1,9% del 1990 al 6,6% del 1997, prima di scendere all'1,9% nel 2000, per poi tornare a salire al 3,8% nel 2002 (3,7% nel 2018). Fra il 1980 e il 1996 l'economia giurassiana ha conosciuto una crescita inferiore (75%) a quella del resto della Svizzera (117%).

La sua evoluzione è inoltre caratterizzata da un cambiamento nella struttura dell'impiego. La percentuale di attivi impiegati nel primario è diminuita passando dal 14,9% nel 1985, al 12,8% nel 1998, all'11,1% nel 2001 e al 7,3% nel 2016, pur restando superiore alla media svizzera (5,7% nel 2001, 3,2% nel 2016). Il secondario, in precedenza settore dominante, è regredito dal 1985 (45,2%) al 1998 (39,2%), ha poi vissuto un periodo di stagnazione (41% nel 2001) per poi tornare a scendere (36,7% nel 2016). Il terziario, caratterizzato da uno sviluppo molto pronunciato fra il 1985 (39,9%) e il 1998 (48,2%), ha in seguito subito un lieve calo (47,9% nel 2001), per poi rinforzarsi (56% nel 2016). Gli impieghi a tempo pieno sono stati a lungo più numerosi nell'industria che nei servizi; un terzo di questi ultimi è a tempo parziale e per lo più occupato da donne. Il raffronto fra popolazione residente attiva e impieghi offerti nel cantone dimostra che la mobilità della manodopera è aumentata. Il numero dei pendolari è cresciuto da 9800 nel 1980 a ca. 16'200 nel 2000 (di cui ca. 4000 residenti lavoravano fuori cantone, soprattutto a Basilea e Berna). Quanto alla manodopera estera, nel 2001 occupava quasi 7500 posti di lavoro, fra cui ca. 200 stagionali (perlopiù spagnoli e portoghesi) e 4000 frontalieri (ca. 5400 nel 2010), quasi esclusivamente francesi.

L'agricoltura

Il numero di aziende agricole è diminuito (poco meno di 1200 nel 2001, ca. 1100 nel 2016), ma la superficie agricola utile media, la più elevata in Svizzera, è aumentata (37 ettari nel 2001, 39,6 nel 2017). Il settore forniva all'incirca 3540 impieghi nel 2001, 3055 nel 2016. I campi da foraggio occupavano il 74% dei ca. 400 kmdi superficie agricola utile. Le terre coltivate producevano principalmente cereali panificabili, mais da insilare, barbabietole e colza. La superficie dedicata a queste colture è notevolmente aumentata dal 1980. All'inizio del XXI secolo nel cantone vi erano ca. 58'000 bovini (fra cui 20'000 vacche), 13'000 maiali, 4200 pecore e 4000 cavalli.

Grande parata durante il mercato-concorso di cavalli a Saignelégier, fine del XX secolo (Fotografia Jacques Bélat).
Grande parata durante il mercato-concorso di cavalli a Saignelégier, fine del XX secolo (Fotografia Jacques Bélat). […]

Il mondo agricolo giurassiano, riorganizzato con la creazione nel 1975 della Chambre d'agriculture du Jura (Agrijura dal 2018), ha promosso investimenti importanti in alcune aziende, come la cooperativa Centre Ajoie. Beneficia del sostegno dei servizi cantonali dell'economia rurale e veterinaria e della Fondation rurale interjurassienne, creata nel 2004. Il Servizio forestale sorveglia lo sfruttamento dei ca. 370 kmdi superficie boschiva, pari al 43,5 % del territorio cantonale nel 2017 (la percentuale più elevata in Svizzera dopo il 50,7% del Ticino), di cui il 75% appartiene ai comuni e al cantone.

L'industria

L'industria giurassiana, che occupava il 55% degli attivi nel 1975, il 41% nel 2001 e quasi il 37% nel 2016, è caratterizzata dal predominio dei rami orologiero e delle macchine e dalla presenza di numerose piccole e medie imprese. Nel 2001 solo 30 stabilimenti – sugli oltre 3500 – contavano più di 100 posti di lavoro a tempo pieno. La crisi degli anni 1975-1979 ha costretto l'industria giurassiana a un notevole sforzo di ristrutturazione e di diversificazione. Sono così nate numerose piccole aziende meccaniche (tornitura, levigatura, rifinitura) che si sono specializzate nel lavoro in subappalto. Le ristrutturazioni e l'introduzione dei sistemi elettronici e informatici hanno comportato fra il 1991 e il 1995 la perdita del 26% dei posti di lavoro nell'orologeria e nel ramo degli strumenti di precisione, a cui la ripresa degli anni seguenti non ha potuto porre completamente rimedio (8% nel 1995-1998, 13% nel 1998-2001). Nel 2016 si contavano 128 stabilimenti per ca. 5300 impiegati nell'orologeria (cioè il 34% degli impieghi nel secondario). La riduzione del personale nell'industria delle macchine e delle attrezzature (37 stabilimenti nel 1985, 45 nel 1995, 38 nel 2001, 22 nel 2016) è stata compensata dalla metallurgia (97 stabilimenti nel 1985, 154 nel 1995, 166 nel 2001, 174 nel 2016).

Controllo tecnico nella fabbrica orologiera Aubry Frères SA a Saignelégier, attorno agli anni 1970 (Centre jurassien d'archives et de recherches économiques, Saint-Imier, Fonds Aubry Frères SA).
Controllo tecnico nella fabbrica orologiera Aubry Frères SA a Saignelégier, attorno agli anni 1970 (Centre jurassien d'archives et de recherches économiques, Saint-Imier, Fonds Aubry Frères SA).

All'inizio del XXI secolo le imprese più importanti del Giura dipendevano da centri decisionali esterni al cantone. Le fabbriche Von Roll di Delémont e Choindez (990 persone nel 1985, 730 nel 2000), la cui direzione si trova a Zugo, hanno ridotto la loro attività con la chiusura della fonderia di Choindez nel 2018. L'officina Thécla, a Saint-Ursanne, è divenuta dapprima tedesca (Benteler Automotive, 300 impiegati nel 2000) poi belga (Thécla Pun.ch), per poi chiudere i battenti nel 2015. La fabbrica di tabacco Burrus a Boncourt (600 dipendenti nel 1996, 400 nel 2004, 320 nel 2014) appartiene al gruppo British American Tobacco.

I servizi

All'inizio del XXI secolo, l'economia giurassiana era ancora determinata dalla debolezza del suo settore terziario, divenuto comunque quello più forte del cantone (ca. 12'500 posti di lavoro nel 1985, 16'000 nel 1995, 16'500 nel 2001, 23'500 nel 2016). Nel 1975 il commercio, compreso il ramo alberghiero, dava lavoro alla metà degli attivi impiegati nel terziario. La sua importanza relativa è diminuita a seguito dell'ampio sviluppo dei servizi pubblici, in particolare dell'amministrazione, delle scuole, della sanità e dell'assistenza sociale. Le banche, le assicurazioni e le fiduciarie, in piena crescita nei primi anni di vita del cantone, sono invece fortemente regredite a causa delle ristrutturazioni che le hanno colpite. Il turismo ha conosciuto uno sviluppo molto veloce tra il 1979 (86'000 pernottamenti) e il 1990 (113'000), seguito da un regresso molto pronunciato dal 1992 (69'000 nel 1998, 71'000 nel 2002), per poi aumentare nuovamente (oltre 103'000 pernottamenti in alberghi e oltre 230'000 in strutture paralberghiere nel 2017). La clientela è per lo più svizzera (più dell'80%). La politica cantonale in materia favorisce lo sviluppo di un turismo dolce.

Trasporti e comunicazioni

Uno dei maggiori problemi dell'economia giurassiana risiede nel limitato sviluppo dei trasporti e delle comunicazioni, fattore particolarmente sensibile in una regione dai rilievi pronunciati, marginalizzata dalle politiche stradali e ferroviarie della Svizzera e della Francia. La volontà del nuovo cantone di disporre di un efficace sistema di trasporto multimodale (ferrovia e strada) nell'anno 2000 si è concretizzata solo in parte. A livello di strade, la creazione del cantone ha notevolmente accelerato la realizzazione dell'autostrada A16 (Transgiurassiana), approvata con una larga maggioranza nella votazione popolare cantonale del marzo del 1982. I lavori non sono però avanzati come previsto: avviati nel 1987, i primi tronconi sono stati aperti al traffico nel 1998. Il completamento della Trangiurassiana fra Boncourt e Bienne, previsto inizialmente per il 2008, è avvenuto solo nel 2017. La costruzione della A16 ha tra l'altro permesso di portare alla luce un ricco patrimonio paleontologico grazie alla scoperta di numerose tracce di dinosauri e di altri fossili (ca. 74'000 reperti). Questo patrimonio di importanza nazionale è stato oggetto di misure di salvaguardia e di vaste ricerche scientifiche.

La Transgiurassiana in corso di realizzazione nei pressi di Porrentruy nel 1996 © Photo François Enard, Delémont.
La Transgiurassiana in corso di realizzazione nei pressi di Porrentruy nel 1996 © Photo François Enard, Delémont. […]

Per quanto concerne la ferrovia, il progetto di collegamento dei Chemins de fer du Jura a Delémont è stato respinto dalla popolazione cantonale nel 1992. La linea Belfort-Delle-Delémont, aperta nel 1877 per permettere alla Francia di raggiungere Basilea o Berna senza passare dall'Alsazia, divenuta tedesca, perse la sua importanza dopo la prima guerra mondiale, tanto che nel 1995 la tratta Delle-Porrentruy fu definitivamente chiusa. Con la creazione nel 2011 di una stazione TGV Belfort-Montbéliard, il transito attraverso Delle è tornato a essere attrattivo. La linea, rifatta, è stata inaugurata nel dicembre 2018 e permette di raggiungere Parigi da Porrentruy in meno di tre ore e mezza. Il suo costo complessivo di 110 milioni di euro è stato coperto da Francia (72%), Svizzera (25%) e Unione europea (3%).

Organizzazioni professionali e politica economica

I partner sociali non hanno atteso la nascita del cantone per adattare le proprie organizzazioni alla nuova realtà politica. Le sezioni giurassiane affiliate all'Unione sindacale svizzera (USS) hanno costituito nel 1975 l'Union syndicale jurassienne, che allora riuniva ca. 9000 membri per lo più provenienti dalla Federazione svizzera dei lavoratori metallurgici e orologiai (FLMO). L'organizzazione padronale Association patronale jurassienne si è organizzata nel 1976; divenuta Association jurassienne du commerce et de l'industrie, nel 1979 ha creato la Chambre de commerce et de l'industrie du Jura, dotata di un segretariato permanente, con l'obiettivo di difendere, d'ora in poi, gli interessi in materia di politica economica e sociale di ca. 300 imprese (ca. 450 nel 2019).

L'Association pour le développement économique du district de Porrentruy, istituita nel 1973, e quelle per i distretti di Delémont e delle Franches-Montagnes puntano alla promozione economica regionale, favorendo in particolare l'insediamente di imprese straniere. La Société pour le développement de l'économie jurassienne, nata a sostegno dello sviluppo economico del Giura, è stata creata nel 1979 dalle sei banche allora presenti nel cantone. La promozione dell'economia cantonale è anche compito del Service de l'économie et de l'emploi, volto a ravvicinare i tessuti economici giurassiano e basilese.

Cultura e religione

Protezione del patrimonio e vita culturale

Archivi, biblioteche, promozione culturale, monumenti storici e archeologia rientrano nella sfera di competenza dell'Ufficio della cultura (fino al 2003 Ufficio del patrimonio storico), con sede a Porrentruy. Nel 1982 è stata creata la Bibliothèque cantonale jurassienne. L'archivio dell'ex principato vescovile di Basilea (Archives de l'ancien évêché de Bâle), ubicato a Porrentruy, è amministrato da una fondazione istituita nel 1985 e comprende i cantoni Berna e Giura, cui si sono aggiunti Basilea Campagna nel 1997 a seguito dell'aggregazione del Laufental e Basilea Città nel 2008 per i suoi antichi legami con il principato. La conservazione degli oggetti è delegata in primo luogo ai musei, fra cui il Musée jurassien d'art et d'histoire di Delémont. Nel 2015 il parlamento cantonale si è pronunciato a favore della costruzione del Théâtre du Jura a Delémont, la cui apertura è prevista per il 2021. Il sostegno e la promozione di attività artistiche e culturali competono al delegato agli affari culturali (dal 2016 delegato alla promozione culturale). 

La corte d'onore e l'entrata principale dell'antico ospedale dell'Hôtel-Dieu a Porrentruy (Musée de l'Hôtel-Dieu, Porrentruy; fotografia Jacques Bélat).
La corte d'onore e l'entrata principale dell'antico ospedale dell'Hôtel-Dieu a Porrentruy (Musée de l'Hôtel-Dieu, Porrentruy; fotografia Jacques Bélat). […]

Nel 1993 Le Pays di Porrentruy e Le Démocrate di Delémont si sono uniti per pubblicare Le Quotidien jurassien, la cui tiratura nel 2004 ha superato le 25'000 copie (poco meno di 18'000 nel 2017). La radio privata Fréquence Jura, creata nel 1984, all'inizio del XXI secolo era una delle emittenti regionali più ascoltate in Svizzera.

Le Chiese

La Chiesa cattolico-romana e la Chiesa evangelica-riformata, così come le loro parrocchie e comunità, sono riconosciute come collettività di diritto pubblico dalla Costituzione cantonale. Esse si organizzano in maniera autonoma sulla base di una costituzione ecclesiastica sottoposta all'approvazione del governo cantonale e adottata dal popolo nel dicembre 1979. La Collectivité ecclésiastique cantonale catholique-romaine, che fa parte della diocesi di Basilea, contava all'inizio del XXI secolo 63 parrocchie, i cui membri costituivano nel 2000 il 75% della popolazione. Il vescovo di Basilea è rappresentato nel Giura da un vicario episcopale, che ha il diritto di avere un canonico non residente nel capitolo cattedrale di Soletta. La Chiesa evangelica-riformata aderisce all'Unione sinodale Berna-Giura-Soletta e conta tre comunità.

Vita politica

Le elezioni al parlamento cantonale tra il 1978 e il 2015 hanno evidenziato la stabilità dei rapporti di forza esistenti fra quattro grandi partiti – Partito democratico cristiano (PDC), Partito liberale radicale (PLR), Partito socialista giurassiano (PSJ) e Partito cristiano-sociale indipendente (PCSI) – e tre formazioni minori: Unione democratica di centro (UDC), Partito operaio popolare (POP) e Combat socialiste, movimento della sinistra ecologista fondato nel 1981 (dal 2015 non più rappresentato). I Verdi sono entrati in parlamento nel 2006. Quattro donne vennero elette nel 1978; durante la legislatura 2016-2010 hanno occupato 16 dei 100 seggi.

Le elezioni dell'esecutivo hanno per contro avuto risultati più contrastati. La prima è stata caratterizzata dalla presenza di una coalizione autonomista — formata da PDC, PSJ, PCSI e Partito radicale riformista (PRR) sotto l'egida del RJ — che si schierò contro il PLR. Nel 1978, così come nel 1982, la coalizione è riuscita a ottenere tutti i seggi (due PDC, un PSJ, un PCSI e un PRR); nel 1986 invece, il RJ non ha potuto impedire che il seggio lasciato libero dal PRR finisse al PLR. I ministri uscenti sono stati rieletti nel 1990, ma tre anni più tardi, in occasione di elezioni parziali, una candidata di Combat socialiste e un dissidente del PDC sono riusciti a occupare i seggi socialista e radicale. I risultati del 1994 hanno prodotto una formula (tre PDC, un PLR, un PSJ), che si è ripetuta nel 1998. Nel 2002 il PSJ ha guadagnato una seconda poltrona, mentre il PCSI ne ha ottenuta una ai danni dei radicali. Nel 2006 il PLR ha recuperato il suo seggio a scapito dei socialisti, che sono riusciti a riconquistarlo temporaneamente nel 2010. Il governo giurassiano scaturito dalle elezioni del 2015 era composto da un rappresentante radicale, una socialista, un cristiano sociale e due democratici cristiani (legislatura 2016-2020). Dal 1993 l'esecutivo conta quattro uomini e una donna.

La deputazione cantonale alle Camere federali (due Consiglieri nazionali, due Consiglieri agli Stati) viene eletta in base al sistema proporzionale. Grazie alla propria forza elettorale, il PDC dispone di un seggio sicuro in entrambe le Camere, mentre socialisti e radicali si contendono aspramente il secondo. Dalla nascita del cantone, il sistema politico si è evoluto. I partiti e i gruppi di interesse, dapprima relegati in secondo piano dalla questione giurassiana e dalla tutela del RJ, hanno presto avuto un ruolo essenziale nella gestione del nuovo Stato. Dal 1979 sono state elette solo una donna nel Consiglio nazionale e tre donne nel Consiglio degli Stati. I risultati delle votazioni federali conferiscono al Giura l'immagine di un cantone progressista e anticonformista: contrariamente alla maggioranza del popolo e dei cantoni svizzeri, ha infatti accettato l'adesione allo Spazio economico europeo (SEE) nel 1992 e l'assicurazione maternità nel 1999, mentre ha rifiutato di diminuire le prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione nel 2002.

Seggi del canton Giura all'Assemblea federale 1979-2015

 1979198319871991199519992003200720112015
Consiglio degli Stati 
PS1   111111
PPD1111111111
PRD 111      
Consiglio nazionale 
PPD1 1111  11
PRD 111      
PS 1  111111
UDC       1  
Altri1a         
Totale2222222222

a Liste d'unité jurassienne et populaire.

Seggi del canton Giura all'Assemblea federale 1979-2015 -  Ufficio federale di statistica

Composizione del Governo del canton Giura 1979-2015

 1979198219861990199419982002200620102015
PRD  1111 111
PPD2222332222
PS1111112121
PCS1111  11 1
Altri11        
Totale5555555555
Composizione del Governo del canton Giura 1979-2015 -  Ufficio federale di statistica; Cancelleria di Stato

Composizione del Parlamento del canton Giura 1978-2015

 1978198219861990199419982002200620102015
PRD141616151514121189
PPD21202221221920191917
PS11111112121515131412
PCS8888888988
UDC1111112348
POP211  11212
Combat socialiste 11322212 
Verdi       244
Altri32        
Totale60606060606060606060
Composizione del Parlamento del canton Giura 1978-2015 -  Ufficio federale di statistica; Cancelleria di Stato

Da uno "Stato in lotta" all'Assemblée interjurassienne

La creazione del nuovo Stato non ha regolato definitivamente la questione giurassiana. Nei territori giurassiani rimasti bernesi il movimento autonomista ha proseguito la lotta con il sostegno dello Stato giurassiano, ufficialmente favorevole alla riunificazione. Tuttavia sin dalla nascita del cantone, governo e RJ hanno avuto idee divergenti sulle strategie da seguire per raggiungere tale scopo. Il governo sosteneva la necessità di integrarsi nel sistema politico svizzero e di cercare il dialogo con la Confederazione, mentre il RJ, guidato da Roland Béguelin, voleva instaurare uno "Stato in lotta". Sotto la pressione del RJ, l'esecutivo giurassiano ha annullato la manifestazione prevista l'11.5.1979 a Delémont per festeggiare la nascita del nuovo cantone alla presenza delle autorità federali e cantonali. L'avvenimento ha segnato una cesura. Lacerato da una violenta crisi interna negli anni seguenti, il RJ non ha potuto impedire la decisione delle autorità cantonali di partecipare a CH 91, ossia l'insieme delle manifestazioni volte a commemorare i 700 anni della Confederazione. È riuscito comunque a ottenere da parte dell'esecutivo e del parlamento il versamento di 300'000 frs. a una fondazione per la riunificazione. Elaborata su iniziativa del RJ, la legge cantonale sull'unità politica del Giura è stata adottata dal popolo nel settembre del 1992, nonostante un preavviso negativo del Tribunale federale. Il Consiglio di Stato bernese ha giudicato questa decisione contraria al dialogo che era stato avviato nel marzo del 1992 con la creazione della Commission consultative (nota anche con il nome del suo presidente, l'ex Consigliere nazionale Sigmund Widmer) del Consiglio federale, di cui ha sollecitato l'intervento.

Il rapporto Widmer dell'aprile 1993 ha preconizzato una soluzione della questione giurassiana attraverso la creazione in due tappe di un nuovo cantone, costituito dal Giura e dall'attuale Giura bernese. Negoziati bilaterali intavolati sotto l'egida del Consiglio federale si sono conclusi con la firma di un accordo tripartito (Confederazione-Giura-Berna) il 25.3.1994 e la creazione dell'Assemblée interjurassienne (AIJ). L'AIJ, la cui sede era stata stabilita a Moutier, era formata da due delegazioni, una bernese e una giurassiana, di 12 membri ciascuna. Alla sua presidenza si susseguirono l'ex Consigliere federale neocastellano René Felber (1994-1997), l'ex Consigliere nazionale vodese Jean-François Leuba (1997-2003), l'ex Consigliere di Stato vallesano Serge Sierro (2003-2010) e l'ex Consigliere agli Stati ticinese Dick Marty (2011-2017). L'AIJ era organizzata in sei commissioni (istituzioni, istruzione e formazione, economia, sanità pubblica e affari sociali, trasporti, comunicazioni e pianificazione, cultura). Le decisioni, che dovevano essere prese a doppia maggioranza dalla delegazione bernese e da quella giurassiana, hanno assunto la forma di risoluzioni; indirizzate ai due governi cantonali, queste ultime invitavano di solito gli esecutivi alla concertazione, alla cooperazione intercantonale e alla realizzazione delle stesse misure nell'insieme del Giura. La risoluzione numero 44 del 20.12.2000, di grande portata politica per la soluzione della questione giurassiana, sottoponeva agli esecutivi cantonali un processo in due tappe (creazione di strumenti di cooperazione e successiva collaborazione intergiurassiana).

Incaricata dai cantoni Giura e Berna di condurre uno studio sul futuro istituzionale della regione intergiurassiana, l'AIJ ha pubblicato il suo rapporto finale nel 2009. Una delle piste proposte per risolvere la questione giurassiana era la riunificazione del Giura attraverso la creazione di un nuovo cantone formato da sei distretti. 

La commemorazione per i 40 anni della nascita del canton Giura non è stata priva di polemiche. Informazione del teletext del 23.6.2019. Screenshot di uno smartphone (Dizionario storico della Svizzera, Berna).
La commemorazione per i 40 anni della nascita del canton Giura non è stata priva di polemiche. Informazione del teletext del 23.6.2019. Screenshot di uno smartphone (Dizionario storico della Svizzera, Berna).

Nel 2013 l'elettorato del canton Giura ha accolto il progetto a larga maggioranza (76,6% di sì), mentre il Giura bernese lo ha nettamente respinto (71,8% di no), ad eccezione di Moutier (55% di consensi). Il risultato ha significato l'abbandono dell'idea di un nuovo cantone. La dichiarazione d'intenti sottoscritta nel 2012 dai governi cantonali giurassiano e bernese prevedeva tuttavia, in caso di un rifiuto da parte di una delle due parti, la possibilità di organizzare una votazione nei comuni del Giura bernese che ne avrebbero fatto richiesta entro un limite di due anni in vista di un'eventuale annessione al canton Giura. Nel 2017 si è quindi votato a Belprahon e a Sorvilier, che hanno rifiutato l'annessione al canton Giura, nonché a Moutier, che l'ha invece accettata con il 51,7% di sì. Conclusosi il processo comunalista, l'accordo del 25.3.1994 è stato revocato e l'AIJ, esaurito il proprio ruolo, è stata sciolta il 10.11.2017.

La questione giurassiana ha tuttavia presto riscaldato di nuovo gli animi. Nel 2018 il voto di Moutier è stato infatti invalidato a seguito di un ricorso inoltrato dalla circoscrizione amministrativa del Giura bernese, decisione contro la quale l'esecutivo di Moutier ha a sua volta presentato ricorso. Nel 2019 il tribunale amministrativo del canton Berna ha confermato l'annullamento del voto sul passaggio di Moutier al canton Giura.

Evoluzione storiografica

"Ritorno degli archivi del Giura". Cinegiornale svizzero, edizione n. 1074 del 12.7.1963 (Archivio federale svizzero, J2.143#1996/386#1074-3#4*) © Cinémathèque suisse, Losanna e Archivio federale svizzero, Berna.
"Ritorno degli archivi del Giura". Cinegiornale svizzero, edizione n. 1074 del 12.7.1963 (Archivio federale svizzero, J2.143#1996/386#1074-3#4*) © Cinémathèque suisse, Losanna e Archivio federale svizzero, Berna. […]

Nel 2019 mancava ancora una Storia del cantone omnicomprensiva. La sola pubblicazione che vi si avvicina è Le canton du Jura de A à Z, che riunisce ciò che è stato pubblicato sul cantone nei volumi dello Schweizer Lexikon (1991-1993, 1998-1999). La giovane età del cantone non spiega da sola questa lacuna. Gli storici giurassiani hanno preferito alla storiografia cantonale (bernese o giurassiana) quella regionalista, oggi sovracantonale, sull'esempio di Charles-Ferdinand Morel (Abrégé de l'histoire et de la statistique du ci-devant Evêché de Bâle, réuni à la France en 1793, 1813), Paul-Otto Bessire e Gustave Amweg (Histoire populaire du Jura bernois, ancien Evêché de Bâle, 1942). Gli autori della Nouvelle histoire du Jura (1984), che si ferma al 1979, si iscrivono in questa continuità, che la costituzione delle istituzioni culturali dello Stato giurassiano ha tuttavia rimesso in discussione. I lavori di inventariazione e di scavo condotti dai servizi dell'Ufficio del patrimonio storico (Office du patrimoine historique OPH, poi diventato Office de la culture) hanno colmato l'enorme ritardo accumulato in questo campo (come in altri) dal canton Berna nel Giura. Le sue pubblicazioni aggiornano le conoscenze sul passato giurassiano limitando l'approccio delle stesse al territorio cantonale, contrariamente alle vecchie istituzioni e associazioni. Alle pubblicazioni in serie tradizionali (Actes e collezioni di studi storici, artistici e letterari della Société jurassienne d'émulation e del suo Cercle d'études historiques), si aggiungono quelle dell'OPH (documenti, studi e ricerche di storia giurassiana, rivista Jurassica) e di nuove associazioni sovracantonali (Cercle généalogique de l'ancien Evêché de Bâle, 1989; Centre jurassien d'archives et de recherches économiques, 2002) o del Giura bernese (associazione e rivista Intervalles, 1981; Mémoires d'Ici, 2000). Infine, dal 2005, il Dictionnaire du Jura (Diju), un progetto della Société jurassienne d’émulation, e, dal 2012, la Chronologie jurassienne (aggiornata dagli Archives cantonales jurassiennes, dallo Staatsarchiv Bern e da Mémoires d'Ici) propongono un approccio online alla storia del "Giura storico" attraverso voci e notizie su persone, famiglie, luoghi e temi direttamente legati a questa regione.

Riferimenti bibliografici

  • Archives cantonales jurassiennes, Porrentruy.
  • Archives de l'ancien Evêché de Bâle, Porrentruy.
  • Archives départementales du Haut-Rhin, Colmar.
  • Bibliothèque cantonale jurassienne, Porrentruy.
  • Centre jurassien d'archives et de recherches économiques, Saint-Imier.
  • Generallandesarchiv, Karlsruhe.
  • Mémoires d'Ici, Centre de recherche et de documentation du Jura bernois, Saint-Imier.
  • Musée de l'Hôtel-Dieu, Porrentruy.
  • Musée jurassien d’art et d’histoire, Delémont.
  • Staatsarchiv Basel-Landschaft, Liestal.
  • Staatsarchiv Basel-Stadt, Basilea.
  • Staatsarchiv Bern, Berna.
Opere a carattere generale
  • Wagner, Jean et al.: Documents pour l’histoire du Jura, 1990.
Principato vescovile di Basilea
  • Vautrey, Louis; Trouillat, Joseph (a cura di): Monuments de l’histoire de l’ancien Evêché de Bâle, 5 voll., 1852-1867. Online: HathiTrust Digital Library, consultato il 22.5.2019.
  • Folletête, Casimir (a cura di): Documents inédits sur l’histoire de la Révolution dans l’Evêché de Bâle (1793-1798), 1898.
  • Rassemblement jurassien (a cura di): Documents sur l’histoire de la principauté de Bâle et sur la souveraineté de l’ancien Etat jurassien, 1959.
  • Schüle, Ernest; Scheurer, Rémy; Marzys, Zygmunt (a cura di): Documents linguistiques de la Suisse romande. Documents en langue française antérieurs à la fin du XIVe siècle conservés dans les cantons du Jura et de Berne, 2002.
Periodo berneseCanton Giura
  • Journal officiel de l'Assemblée constituante de la République et canton du Jura, 1976-1980.
  • Journal des débats du Parlement de la République et Canton du Jura, 1978-.
  • Annuaire officiel de la République et Canton du Jura, 1980-2010.
Bibliografie
  • Amweg, Gustave: Bibliographie du Jura bernois, ancien évêché de Bâle, 1928.
  • Bandelier, André et al.: Bibliographie jurassienne, 1928-1972, 1973 (vol. di complemento 1974).
  • Cercle d'études historiques de la Société jurassienne d'émulation; Office du patrimoine historique du canton du Jura (a cura di): Bibliographie jurassienne, 1973-1994.
Pubblicazioni in serie
  • Société jurassienne d’émulation (a cura di): Actes de la Société jurassienne d'émulation, 1857-. Online: e-periodica, consultato il 3.5.2019.
  • Almanach catholique du Jura, 1885-2002. Online: Rero doc, consultato il 3.5.2019 (Almanach du Jura dal 2003).
  • Association pour la défense des intérêts du Jura (a cura di): Les intérêts du Jura. Bulletin de l’Association pour la défense des intérêts du Jura, 1930-1977 (Les intérêts de nos régions dal 1978).
  • Association pour la sauvegarde du patrimoine rural jurassien (a cura di): L'Hôtâ, 1-, 1977-.
  • Association et revue Intervalles (a cura di): Intervalles. Revue culturelle du Jura bernois et de Bienne, 1981-.
  • Pro Jura, Association jurassienne du tourisme (a cura di): Jura pluriel. Culture, tourisme, information, 1982-2011 (Jura l'original, 2012-2016. Online: Rero doc, consultato il 3.5.2019).
  • Centre d'études et de recherches (a cura di): Jurassica. Annuaire du CER, 1987-2014 (Office de la culture, République et canton du Jura [a cura di]: Rapport d’activité dal 2015).
  • Cercle généalogique de l'ancien Evêché de Bâle (a cura di): Informations généalogiques. Bulletin du Cercle généalogique de l’ancien Evêché de Bâle, 1990-2005 (Généalogie jurassienne. Informations généalogiques. Bulletin du Cercle généalogique de l'ancien Evêché de Bâle dal 2005).
  • Cercle d'études historiques de la Société jurassienne d'émulation (a cura di): Lettre d'information, 1992-.
Studi generali
  • Bessire, Paul-Otto: Histoire du Jura bernois et de l'ancien Evêché de Bâle, 1935 (19772 con un complemento di Bernard Prongué sugli anni 1936-1976).
  • Simon, Charles-Alphonse: Le Jura protestant de la Réforme à nos jours, 1951.
  • Bédat, Bernard (a cura di): Panorama du pays jurassien, 4 voll., 1979-1993.
  • Cercle d'études historiques de la Société jurassienne d'émulation (a cura di): Nouvelle histoire du Jura, 1984.
  • Dictionnaire du Jura, 2005-.
  • Crevoisier, Clément (a cura di): Atlas historique du Jura, 2012.
Dalle origini al principato vescovile di Basilea
  • Société jurassienne d'émulation (a cura di): Cahier d'archéologie jurassienne, 1-, 1991-.
  • Société jurassienne d'émulation (a cura di): Guide archéologique du Jura et du Jura bernois, 1997.
  • Schifferdecker, François: «Trois lustres d'archéologie dans le canton du Jura, 1981-1996», in: Actes de la Société jurassienne d'émulation, 1997, pp. 269-309. Online: e-periodica, consultato il 3.5.2019.
  • «Habitats médiévaux dans le Jura», in: Helvetia archaeologica, 30, 1999, pp. 47-132.
  • Demarez, Jean-Daniel: Répertoire archéologique du canton du Jura. Du Ier siècle avant J.-C. au VIIe siècle après J.-C., 2001.
  • Rebetez, Jean-Claude (a cura di): Pro Deo. L'ancien évêché de Bâle du IVe au XVIe siècle, 2006.
Medioevo e ancien régime
  • Stékoffer, Sarah: La crosse mérovingienne de saint Germain, premier abbé de Moutier-Grandval, 1996.
  • Jäggi, Gregor: Das Bistum Basel in seiner Geschichte. Mittelalter, 1999.
  • Prongué, Jean-Paul: La Franche Montagne de Muriaux à la fin du Moyen Age, 2000.
  • Rebetez, Jean-Claude (a cura di): La donation de 999 et l'histoire médiévale de l'ancien Evêché de Bâle, 2002.
  • Rebetez, Jean-Claude: Histoire de l'évêché de Bâle. A l'époque moderne (XVIe-XVIIIe siècles) et sous la Révolution, 2003.
XIX e XX secolo
  • Erard, Victor: Xavier Stockmar, patriote jurassien, 2 voll., 1968-1971.
  • Donzé, François et al.: Le Parti démocrate-chrétien du Jura, 1877-1977. Du ghetto à la liberté, 1977.
  • Prongué, Bernard: Le Jura de l'entre-deux-guerres, 1978.
  • Humbel, Werner: Der Kirchenkonflikt oder "Kulturkampf" im Berner Jura 1873 bis 1878, 1981.
  • Lovis, Gilbert: Au temps des veillées. Essai sur la mentalité paysanne jurassienne 1880-1930, 1981 (19822).
  • Kohler, François: «Genèse et débuts du Parti socialiste jurassien (1864-1922)», in: Cantini, Claude et al. (a cura di): Les origines du socialisme en Suisse romande, 1989, pp. 99-122.
  • Prongué, Bernard; Python, Francis: Le Jura historique, ou, Le Jura des sept districts. 1815-1978, 1994.
  • Ruch, Christian: Struktur und Strukturwandel des jurassischen Separatismus zwischen 1974 und 1994, 2001.
  • Hauser, Claude: L'aventure du Jura. Cultures politiques et identité régionale au XXe siècle, 2004.
  • Pichard, Alain: La question jurassienne. Avant et après la naissance du 23e Canton suisse, 2004.
  • Schumacher, Jean-Jacques: L'Assemblée interjurassienne. Histoire et perspectives. 1985-2004, 2005.
  • Chatelain, Emma: “Nous sommes des hommes libres sur une terre libre”. Le mouvement antiséparatiste jurassien (1947-1975), son idéologie et ses relations avec Berne, 2007.
  • Mémoires d'Ici (a cura di): Ils ont voulu changer l'école. Histoire des pédagogies actives dans le Jura, 1950-1970, 2009.
  • Favre, Christian: Une frontière entre la guerre et la paix. Les échanges au quotidien autour de l'Arc jurassien (1937-1945), 2010.
  • Chouleur, Stéphanie: Les fêtes du peuple jurassien. Films amateurs et séparatistes (1949-1982), 2013.
  • Cotelli Kureth, Sara: Question jurassienne et idéologies langagières. Langue et construction identitaire dans les revendications autonomistes des minorités francophones (1959-1978), 2015.
  • Rebetez, Jean-Claude; Bregnard, Damien (a cura di): De la crosse à la croix. L'ancien Evêché de Bâle devient suisse (Congrès de Vienne – 1815), 2016.
  • De Weck, Hervé; Roten, Bernard: Jura et Jura bernois pendant la Première Guerre mondiale, 2017.
Canton Giura
  • Froidevaux, André: Dossier sur l'Assemblée constituante de la République et Canton du Jura. Recueil d’articles publiés dans le journal La Suisse de novembre 1975 à mai 1977, 1977.
  • Kohler, Jean-Pierre: Canton du Jura. Industrie et structure régionale, memoria di licenza, Università de Neuchâtel, 1977.
  • Chopard, Théo (a cura di): Oui au canton du Jura, 1978.
  • Jeanneret, Philippe; Maillat, Denis: Jura, canton frontière. Problèmes des régions frontalières entre Genève et Bâle, effets économiques de la frontière, 1981.
  • Voisard, Alexandre (a cura di): La République et Canton du Jura, 1987 (19912).
  • Hofmann, Stephane; Lachat, Alexandre: «Le Jura contestataire. Analyse des résultats des votations fédérales de ces 17 dernières années dans le Canton du Jura et le Jura bernois», in: Hablützel, Peter; Hirter, Hans; Junker, Hans: Schweizerische Politik in Wissenschaft und Praxis, 1988, pp. 48-61.
  • Boillat, Pierre: Jura, naissance d’un Etat. Aux sources du droit et des institutions jurassiennes, 1989.
  • Weibel, Ernest: Institutions politiques romandes. Les mécanismes institutionnels et politiques des cantons romands et du Jura bernois, 1990.
  • Prongué, Bernard (a cura di): Le canton du Jura de A à Z, 1991.
  • Prongué, Bernard (a cura di): L'écartèlement. Espace jurassien et identité plurielle, 1991.
  • Talbot, Patrick: La république et Canton du Jura. Etude des institutions politiques et administratives du vingt-troisième canton de la Confédération hélvétique, 1991.
  • Rennwald, Jean-Claude: La transformation de la structure du pouvoir dans le Canton du Jura (1970-1991). Du séparatisme à l’intégration au système politique suisse, 1994.
  • Moritz, Jean: Commentaire de la constitution jurassienne, 2 voll., 1997-2002.
  • Prongué, Bernard: Le catholicisme jurassien de Vatican II à l’an 2000, ou, Les catholiques jurassiens face au défi de la modernité, 1997.
  • Assemblée interjurassienne: Au service du dialogue interjurassien. Bilan d'une institution inédite (1994-2017), 2017.
Arti e cultura
  • Amweg, Gustave: Les arts dans le Jura bernois et à Bienne, 2 voll., 1937-1941.
  • Walzer, Pierre Olivier (a cura di): Anthologie jurassienne, 2 voll., 1964-1965.
  • Pellaton, Jean-Paul: Vitraux du Jura, 19733 (20035).
  • Prongué, Bernard (a cura di): Guide culturel de la République et Canton du Jura, 1985.
  • Berthold, Marcel: République et Canton du Jura, 1989.
  • Lycée cantonal de Porrentruy (a cura di): Du Collège des jésuites au Lycée cantonal. Quatre cents ans d'histoire (1591-1991), 1991.
  • Widmer, Alphonse: Art contemporain dans le Jura. Autour d’une collection de peinture, 1991.
  • Wyss, André (a cura di): Anthologie de la littérature jurassienne 1965-2000, 2000.
  • Stähli, Roland: «Histoire de la "Revue transjurane", 1938-1950; suivie d'une "Petite anthologie des poètes de la "Revue transjurane"», in: Intervalles. Revue culturelle du Jura bernois et de Bienne, 2001, n. 60, pp. 11-60.
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