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Appenzello Interno

Stemma del canton Appenzello Interno
Stemma del canton Appenzello Interno […]
Carta oro-idrografica del canton Appenzello Interno con le principali località
Carta oro-idrografica del canton Appenzello Interno con le principali località […]

Dal 1597 semicantone della Confederazione (Land Appenzell der inneren Rhoden), in precedenza unito ad Appenzello Esterno nel cantone unico di Appenzello. Il nome ufficiale Kanton Appenzell I. Rh. risale al 1873 (francese Appenzell Rhodes-Intérieures; romancio Appenzell dadens), come la divisione nei sei comuni (denominati Bezirke) di Appenzello, Schwende, Rüte, Schlatt-Haslen, Gonten e Oberegg, che sostituì la precedente suddivisione in Rhoden; il tedesco è la lingua ufficiale. Il borgo di Appenzello è capoluogo e sede delle autorità cantonali.

 

Struttura dell'utilizzo del suolo nel canton Appenzello Interno

Superficie (1997)172,5 km2 
Foresta/Superficie boscata54,8 km231,8%
Superficie agricola utile96,1 km255,7%
Superficie con insediamenti7,2 km24,1%
Superficie improduttiva14,4 km28,4%
 Struttura dell'utilizzo del suolo nel canton Appenzello Interno -  Statistica della superficie

Struttura demografica ed economica del canton Appenzello Interno

Anno 1850190019501990
Abitanti 11 27213 49913 42713 870
Percentuale rispetto alla superficie totale svizzera0,5%0,4%0,3%0,2%
Linguatedesco 13 41213 30312 723
 francese      7   13   22
 italiano    69   77 234
 romancio       8   20   14
 altre       3   14 877
Confessioneriformata   42   833 5721 275
 cattolica (e cattolico-cristiana fino al 1900)11 23012 66512 83311 875
 cattolico-cristiana       5     3
 israelita     0      0     2     3
 altre o senza confessione     0     1   15 572
 di cui senza confessione   142
Nazionalitàsvizzeri11 19813 17013 09512 524
 stranieri   74 329 3321 346
Anno 1905193919651995
Occupati nel cantonesettore primario2 7184 4441 6681 501a
 settore secondario4 4371 3041 8481 940
 settore terziario 8751 2301 3872 946
Anno 1965197519851995
Percentuale rispetto al reddito nazionale svizzero0,2%0,2%0,2%0,2%

a Dati del 1996

Struttura demografica ed economica del canton Appenzello Interno -  Ufficio federale di statistica; Ufficio federale dell'agricoltura; Historische Statistik der Schweiz

Dalla divisione del cantone all'Elvetica (1597-1798)

Stato e amministrazione

Il nucleo dello Stato che si formò in seguito all'atto di separazione dell'8.9.1597, e cioè le cinque Rhoden interne di Schwende, Rüte, Lehn, Schlatt e Gonten e le due semi-Rhoden di Rinkenbach (parte occidentale dell'antica Rhode interna di Rinkenbach/Wies) e Stechlenegg (fondata nel 1598), corrispondeva alla parrocchia (Kirchhöre) di Appenzello ed era denominato "Paese interno" (Inneres Land, oggi Innerer Landesteil). Tuttavia, facevano parte del semicantone anche gli abitanti delle regioni cattoliche dell'alto Hirschberg e di Oberegg, exclave che dopo la separazione da Trogen formarono due semi-Rhoden. Mentre Stechlenegg fu ampiamente integrata nell'amministrazione dell'Inneres Land, Hirschberg e Oberegg acquisirono con il tempo una certa autonomia politica. I confini e la posizione giuridica dei due conventi femminili di Wonnenstein e Grimmenstein, che appartenevano ad Appenzello Interno ma erano situati nel territorio di Appenzello Esterno, furono motivo di frequenti liti fra i due semicantoni fino al XIX secolo.

L'atto di divisione attribuì ad Appenzello Interno gli emblemi di sovranità e gli edifici pubblici che erano stati del cantone unico; la struttura statale precedente rimase in gran parte invariata. Il Codice del 1585 (Silbernes Landbuch), rimasto in vigore e sottoposto a diversi aggiornamenti, indicava nella Landsgemeinde, che si riuniva nel capoluogo, l'istituzione centrale; oltre a discutere questioni specifiche (probabilmente solo in casi eccezionali), eleggeva il Landamano, il tesoriere, il cancelliere, l'usciere cantonale, il cancelliere del tribunale (fino al 1617) e, ogni 32 anni, il balivo del Rheintal. Nel corso del XVII secolo le sue competenze elettorali si estesero ad altre cariche: Vicelandamano (dal 1623), capitano (dal 1640), responsabile delle costruzioni, sovraintendente agli infermi e ai poveri, sovraintendente all'ospedale, tesoriere dei poveri, alfiere (tutti dal 1651). Suprema autorità legislativa e massima autorità giudiziaria penale dopo la Landsgemeinde era il Gran Consiglio (detto anche doppio Consiglio), che nominava i titolari di diverse cariche statali (addetto alla diana, messo cantonale, controllore dei pesi e delle misure) e a cui competevano numerose mansioni amministrative e di polizia (preparazione della Landsgemeinde, emanazione di mandati). Oltre ai nove funzionari cantonali in carica, all'amministratore dei beni della parrocchia di Appenzello (Kirchenpfleger) e (fino al 1745) all'usciere cantonale, il Gran Consiglio comprendeva 24 rappresentanti per ogni Rhode (rispettivamente 12 per ogni semi-Rhode; dopo il 1629 16 rispettivamente otto); tuttavia, al massimo due terzi della totalità dei membri del Consiglio prendeva effettivamente parte alle sedute. Una parte del Gran Consiglio, i funzionari cantonali, i capitani delle Rhoden e i membri del Piccolo Consiglio si riunivano in genere poco dopo la Landsgemeinde ordinaria come Nuovo e Vecchio Consiglio e procedevano alle elezioni che non competevano a quest'ultima.

Rappresentazione allegorica del Consiglio, detta "Kleine Ratsrose". Olio su tavola di Johann Martin Geiger, 1688 (Museo nazionale svizzero, Zurigo).
Rappresentazione allegorica del Consiglio, detta "Kleine Ratsrose". Olio su tavola di Johann Martin Geiger, 1688 (Museo nazionale svizzero, Zurigo). […]

L'obbligo rigoroso del segreto e la durata illimitata dei mandati rendevano il Consiglio segreto molto influente. Esso era composto dal Landamano in carica, da alcuni alti funzionari cantonali, da ex Landamani e da capitani di Rhoden (ma non da rappresentanti delle semi-Rhoden di Stechlenegg, Hirschberg e Oberegg). Oltre a emanare e attuare norme legislative, in campo giudiziario istruiva i processi e rappresentava l'accusa: ad esempio nei processi di stregoneria, particolarmente frequenti nel XVII secolo – quando si registrarono 27 esecuzioni capitali – e durati fino al 1715. Nel 1716 fu sciolto dal Gran Consiglio e le sue competenze furono attribuite al Piccolo Consiglio.

Il Piccolo Consiglio (o, dal 1603, Consiglio settimanale) era formato, prima del 1629, da funzionari cantonali e da 84 rappresentanti delle Rhoden, eletti dalle rispettive assemblee; dal 1629 al 1716 fu composto da soli 67 membri, nominati dal Consiglio segreto. Come il Gran Consiglio, anche il Consiglio settimanale aveva competenze esecutive e legislative; era inoltre autorità giudiziaria in materia sia civile sia penale. La ripartizione delle competenze fra i due Consigli era fluida; dopo il 1716 e in particolare nella seconda metà del secolo il Consiglio settimanale rafforzò la sua posizione, specialmente quando il Gran Consiglio, oberato dagli impegni, trasferì al primo alcune sue incombenze.

Benché la giustizia fosse in parte esercitata dai Consigli, esistevano anche tribunali autonomi. Il tribunale dei giurati, composto da 21-24 membri, si occupava soprattutto di questioni finanziarie e relative a proprietà; nel corso del XVII secolo le sue competenze vennero progressivamente attribuite al Consiglio settimanale e finì con l'essere dimenticato. Il tribunale di bassa giustizia (Gassengericht) e delle multe, forse composto da 12 membri e competente per piccole infrazioni, fu sciolto dal Consiglio segreto nel 1625; anche i suoi compiti passarono al Consiglio settimanale. Un altro tribunale particolare (lo Spangericht) risolveva le liti relative a campi e pascoli direttamente nei luoghi del contenzioso.

Il sistema politico di Appenzello Interno attorno al 1750
Il sistema politico di Appenzello Interno attorno al 1750 […]

Tra gli alti funzionari del cantone la carica preminente era quella di Landamano. Il suo mandato era in genere limitato a due anni; rappresentava il Paese verso l'esterno e, nella vita interna della regione, disponeva di ampi poteri. Il Vicelandamano, che fungeva da supplente, non aveva competenze proprie; esercitavano funzioni importanti il tesoriere (amministratore del patrimonio dello Stato), il capitano generale (responsabile dell'esercito), il responsabile delle costruzioni (che vigilava su costruzioni pubbliche, sentieri, strade e ponti) e il tesoriere dei poveri (amministratore dei beni demaniali e responsabile degli istituti di pubblica assistenza). Altri funzionari erano l'alfiere (con compiti militari), l'amministratore del cronicario e dell'ospizio di mendicità, il sovraintendente dell'ospedale, il balivo imperiale (che vigilava sull'esecuzione di pene e torture), l'intendente dell'arsenale e della sede della società di tiro, il cancelliere, l'usciere cantonale, il cancelliere del tribunale, l'amministratore dei beni della parrocchia di Appenzello (eletto da quest'ultima), il balivo del Rheintal (la prima volta dal 1600 al 1602, l'ultima dal 1792 al 1794) e il gonfaloniere (titolo onorifico senza competenze chiare).

Di norma il personale che doveva ricoprire le alte cariche politiche veniva reclutato tra il ceto agiato del capoluogo. Nella seconda metà del XVIII secolo la rivalità fra diverse famiglie governanti provocò il cosiddetto affare Sutter, che fu la più grave crisi politica interna di Appenzello Interno nell'ancien régime.

La maggior parte dei compiti in materia militare e di tiro era assunta dalle Rhoden; capitani ed esponenti delle Rhoden negli organi cantonali erano eletti in assemblee annue locali, subito dopo la Landsgemeinde. Rispetto alle Rhoden dell'Inneres Land, nel corso del XVII e XVIII secolo Hirschberg e Oberegg svilupparono un'autonomia maggiore, formando tribunali di prima istanza, sorvegliando l'assistenza pubblica e le tutele e attribuendo la cittadinanza locale. Nel borgo di Appenzello altri compiti erano assunti dalla cosiddetta sorveglianza del fuoco (Feuerschau).

Al centro della politica estera di Appenzello Interno vi fu in un primo momento la questione dei rapporti con l'altro semicantone, Appenzello Esterno, rapporti che oscillarono fra diffidenza ostile e comprensione pragmatica. Benché fosse sostenuto dai cantoni cattolici, durante l'affare Tanner (1599) Appenzello Interno non riuscì a imporre la protezione delle minoranze cattoliche nelle parrocchie di Appenzello Esterno; fu invece possibile sottoscrivere accordi che consentirono di risolvere diversi problemi, quali ad esempio la condizione giuridica dei conventi femminili esenti (1608, 1668/1669, 1722/1723, 1817, 1870), l'obbligo di manutenzione dei ponti comuni (1630) o quelli relativi alle zone di confine di Oberegg e Stechlenegg (1637).

Sul piano federale, Appenzello Interno mantenne inalterata la politica estera anteriore alla scissione: nel 1598 aderì all'alleanza dei sei cantoni cattolici con la Spagna, nel 1600 alla Lega d'Oro, nel 1602 all'alleanza con la Francia, nel 1647 al Defensionale di Wil (da cui si ritirò nel 1680, come altri cantoni cattolici), nel 1684 all'alleanza con il duca Vittorio Amedeo II di Savoia. A tali alleanze corrispose l'invio di truppe scelte a Milano, in Portogallo e al servizio della Francia; senza speciali accordi interstatali, invece, soldati di Appenzello Interno prestarono servizio nei Paesi Bassi, a Venezia o presso il papa. Nelle Diete federali i voti dei due semicantoni furono quasi sempre ininfluenti, perché in genere contrapposti. Se nel XVII secolo Appenzello Interno poté ancora rifarsi alla sua tradizione politica e sfruttare la supremazia dei cantoni cattolici, dopo la seconda guerra di Villmergen (1712) la sua posizione si indebolì progressivamente e anche il suo tentativo di acquisire prestigio e solidità finanziaria con la creazione di una propria zecca (1737-1742) portò a ben scarsi risultati.

Popolazione, economia e società

Attorno al 1600 l'Innerer Landesteil contava ca. 6500 abitanti. Nonostante le forti perdite causate, soprattutto nel primo terzo del XVII secolo, da gravi pestilenze (1611, 1629, 1635) e carestie (1622, 1689-1692, 1710-1714), fra il 1660 e il 1720 il numero di abitanti salì a ca. 7500; in seguito si ebbe una fase di stagnazione (ca. 7400 abitanti verso il 1800, cui vanno aggiunti i ca. 1400 di Hirschberg-Oberegg), che non riguardò tuttavia Gonten (dove la crescita durò fino al 1765) e Haslen (aumento per tutto il XVIII secolo). Cause del ristagno furono, oltre alle epidemie e alle conseguenti carestie (quinta e ottava decade del secolo), la limitata eccedenza di nascite (per il tasso eccezionale di mortalità infantile e neonatale) e una ridotta emigrazione.

La struttura economica di Appenzello Interno, situato lontano dai grandi assi di traffico, rimase legata a un'economia sussidiaria di piccoli contadini. Verso il 1700 la campicoltura (specialmente orzo e avena), da sempre modesta, doveva in gran parte essere già stata soppiantata dall'allevamento; a ciò era legata, nel XVIII secolo, la forte dipendenza dalle importazioni cerealicole (in particolare da Germania meridionale, Fürstenland, Turgovia e Italia settentrionale). In seguito alla carestia degli anni 1771-1772 fu ampliata la coltivazione di verdure e introdotta quella della patata (soprattutto su terreni comuni); molto più importanti continuavano tuttavia a essere l'allevamento di bestiame da ingrasso e la produzione lattiera, ad opera rispettivamente di contadini e alpigiani. I primi, oltre a tenere una-due mucche per le proprie esigenze, acquistavano nei mercati circostanti (Toggenburgo, Grigioni, Vorarlberg) manze gravide, che sfruttavano sette-otto anni per poi venderle con altro bestiame da ingrasso; i secondi, proprietari o affittuari di alpeggi, li caricavano con mucche proprie o prese in affitto, per poi farle svernare nelle fattorie dei contadini, che fornivano anche il fieno. Grazie all'allevamento intensivo, assunse grande importanza il commercio di prodotti lattiero-caseari, che mercanti specializzati (i cosiddetti Molkengrempler) vendevano nei mercati settimanali di Appenzello (dal 1537) e dell'area circostante (Rheintal, San Gallo, Zurigo); il formaggio era smerciato anche nella Germania meridionale e in Tirolo. Alla fine del XVIII secolo predominavano le aziende piccole-molto piccole: oltre l'80% dei contadini aveva foraggio invernale per meno di sette mucche, e gli alpeggi erano nella stragrande maggioranza privati, di modeste dimensioni e molto frazionati; il 50% della superficie a pascolo, invece, apparteneva al 10% dei proprietari. L'indebitamento delle aziende aumentò in misura massiccia nel corso del XVIII secolo a causa di crisi economiche e di tassi d'interesse relativamente alti, fino all'8%, determinati dalla mancanza di denaro. Numerosi contadini dovettero cedere le loro terre, divennero lavoratori a giornata o a domicilio, oppure aumentarono la loro dipendenza da redditi accessori. Le autorità cercarono con misure restrittive d'impedire la vendita di proprietà a forestieri (specialmente dell'altro semicantone e del Rheintal). Il taglio di legname da costruzione, da recinzione o da ardere e la produzione di salnitro o di carbone erano limitati al fabbisogno individuale; l'eccessivo sfruttamento dei boschi comuni (che costituivano meno della metà della superficie boschiva) costrinse spesso a introdurre misure di protezione.

L'industria tessile a domicilio, introdotta fin dal XV secolo, permetteva di ricavare introiti aggiuntivi. Dopo la separazione tra i due semicantoni, ad Appenzello Interno si filò il lino (coltivato fino al 1740) e si produsse tela grezza (che veniva candeggiata nel borgo di Appenzello). Nonostante l'aiuto dello Stato, non ebbero successo tre tentativi di incentivare, attraverso la creazione di società di vendita, il commercio e la produzione di telerie (1604, prima del 1628, 1683); l'impianto per il candeggio, invece, restò in esercizio dal 1604 al XIX secolo (dopo il 1739 solo per ditte forestiere). Nel XVIII secolo la tessitura era praticata quasi esclusivamente a Haslen. La sola novità importante, introdotta attorno al 1750, fu la filatura del cotone (dapprima a domicilio, per commercianti di Appenzello Esterno e di San Gallo). Mentre la filatura e la tessitura del lino sopravvissero nell'Innerer Landesteil per tutto il XVIII secolo, Oberegg e Hirschberg passarono a tessere il cotone; dopo il 1800 il salario dei filatori crollò, e in pochi anni il nuovo settore dei ricami a mano (anche per conto di imprenditori indigeni) divenne l'industria domestica predominante.

L'artigianato locale, in genere praticato come attività accessoria, era protetto dalla concorrenza di artigiani forestieri, che potevano stabilirsi in Appenzello Interno solo in caso di necessità; verso la fine del XVIII secolo un numero sempre maggiore di artigiani di Appenzello Interno compì il proprio apprendistato fuori cantone. Il servizio mercenario ebbe una certa importanza solo fino al 1740 ca., procurando pensioni, posti di ufficiale, opportunità di studio e occupazione; nella seconda metà del Settecento la quota delle pensioni rispetto alle entrate statali diminuì (10% nel 1720, meno del 2% nel 1770). Nel XVII e agli inizi del XVIII secolo gli ex ufficiali ebbero un certo ruolo nella vita politica.

La classe agiata, che aveva contorni piuttosto fluidi, era costituita da alcuni grandi contadini, alpigiani, mercanti di latticini, medici, albergatori e pochi artigiani; da questa élite (ca. il 10% della popolazione), provenivano nella quasi totalità dei casi gli alti funzionari cantonali e i capitani delle Rhoden. Nel XVII, ma soprattutto nel XVIII secolo, si verificò una polarizzazione della struttura sociale: da un lato poche persone più o meno ricche (proprietari di terreni e di capitali), dall'altro un numero crescente di piccoli contadini, artigiani poveri, personale di servizio e lavoratori a domicilio.

Chiesa e cultura

L'ascensione di Cristo con i santi Maurizio (a sinistra) e Acacio (a destra), patroni di Appenzello. Vetrata del 1599 (Museo nazionale svizzero, Zurigo).
L'ascensione di Cristo con i santi Maurizio (a sinistra) e Acacio (a destra), patroni di Appenzello. Vetrata del 1599 (Museo nazionale svizzero, Zurigo).

Dopo la divisione, il semicantone cattolico cercò di consolidare la sua posizione sul piano confessionale: i riformati persero il diritto di cittadinanza e dovettero trasferirsi in Appenzello Esterno, che a sua volta inviò i propri cattolici in Appenzello Interno. I cappuccini, presenti ad Appenzello dal 1587, secondo lo spirito del Concilio di Trento si impegnarono per rafforzare il cattolicesimo; per gli stessi motivi vennero create nuove parrocchie nelle zone di confine con Appenzello Esterno (Gonten nel 1647, Oberegg nel 1658, Haslen nel 1666). La parrocchia di Appenzello, che dal 1071 comprendeva tutto l'Innerer Landesteil, perse in quell'area la sua competenza ecclesiastica ma non quella politica. Il diritto di collazione, che dal 1532 era esercitato dal Landamano e dal Gran Consiglio di Appenzello Interno, nel 1645 venne attribuito loro anche de jure. L'autorità secolare cercò di estendere la propria influenza sulle istituzioni della Chiesa e sui fedeli; in genere si oppose alle riforme e vigilò sulla partecipazione alle funzioni, sull'osservanza del riposo festivo, su pellegrinaggi, processioni, precetti sull'astinenza e sul digiuno; nel XVII e XVIII secolo, sotto l'influsso delle idee assolutiste, si rafforzò la tendenza a una Chiesa di Stato.

La scuola tedesca e quella latina del borgo di Appenzello, probabilmente anteriori alla metà del XV secolo, sopravvissero alla scissione del cantone; nel 1695 la prima (laica) fu separata dalla seconda (ecclesiastica). La scuola latina contribuì a innalzare il livello culturale e consentì ad alunni di Appenzello Interno di accedere a scuole di livello superiore. La creazione di scuole rurali a Gonten, Haslen, Oberegg, Brülisau, Schwende e Schlatt avvenne in stretto rapporto con le fondazioni di parrocchie o chiese filiali nel XVII e XVIII secolo.

Epitaffio del Landamano Johann Konrad Fässler morto nel 1783. Olio su tavola di Carl Anton Eugster (Museum Appenzell; fotografia Bibliothèque de Genève, Archives A. & G. Zimmermann).
Epitaffio del Landamano Johann Konrad Fässler morto nel 1783. Olio su tavola di Carl Anton Eugster (Museum Appenzell; fotografia Bibliothèque de Genève, Archives A. & G. Zimmermann). […]

Il XVII secolo è considerato l'età dell'oro dell'arte locale: Appenzello Interno, culturalmente rivolto verso l'area bodanica, grazie all'influsso di opere olandesi, italiane e sveve ma anche a lavori di artisti locali (per esempio ritratti e dipinti religiosi di Johann Sebastian Hersche, tavole e affreschi di Jakob e Moritz Girtanner, pitture di Hans Bildstein), poté inserirsi nelle correnti artistiche europee del manierismo e del barocco. Nel XVIII secolo fu soprattutto la tradizione locale ad avere il maggiore sviluppo; i nomi di maggior spicco sono quelli di Carl Anton Eugster (1713), pittore rococò di Oberegg, di Conrad Stark (1769-1817), di Gonten, considerato il fondatore della pittura contadina, e di Josef Ulrich Hörler (1737-1810), massimo scultore di Appenzello Interno. La Controriforma diede impulso anche al teatro; commedie e misteri pasquali inquadrati in scenografie barocche ebbero grande successo. Una lunga tradizione caratterizza il canto religioso e la musica popolare; un sonatore di salterio (del tipo in uso in area tedesca, detto Hackbrett) è menzionato nel 1567; dal 1792 è provata l'esistenza di musica per strumenti a fiato (la cosiddetta "musica turca"). La storiografia locale era curata da numerosi cronisti: Johann Konrad Geiger, Ulrich Sutter, suo figlio Johann Baptist, il padre benedettino Desiderius Wetter e Joseph Anton Sutter, parroco di Haslen.

XIX e XX secolo

Stato e politica

Elvetica e Mediazione (1798-1814)

All'inizio della Rivoluzione elvetica le autorità di Appenzello Interno cercarono di mantenersi fedeli al vecchio regime, ribadendo la propria fedeltà al Patto federale del 1513 in una Landsgemeinde straordinaria (18.1.1798). Il 25.2.1798, ancor prima che le truppe francesi invadessero ampie parti della Confederazione, con delibera della Landsgemeinde Appenzello Interno – così come gli altri cantoni sovrani – decise di accordare l'indipendenza al baliaggio del Rheintal. Il 6.5.1798 un'ulteriore Landsgemeinde straordinaria accettò suo malgrado la Costituzione elvetica. I due semicantoni e gran parte dell'odierno canton San Gallo furono riuniti nel cantone del Säntis; nella nuova entità politica Appenzello Interno formò il distretto di Appenzello e parte del distretto di Wald (Hirschberg e Oberegg). Nel corso dell'autunno la resistenza a quella Costituzione imposta aumentò in tale misura che il capoluogo Appenzello fu occupato temporaneamente da truppe elvetiche e francesi. Dopo il crollo del nuovo regime nei mesi di maggio e giugno del 1799, in ottobre Appenzello fu rioccupato da truppe francesi, che imposero forti contribuzioni di guerra. La nuova Costituzione elvetica del maggio del 1801 portò qualche concessione federalista e il cambiamento di nome da cantone del Säntis a canton Appenzello; dopo il ritiro delle truppe francesi dalla Svizzera (estate 1802), il regime elvetico crollò di nuovo anche in Appenzello Interno.

Il 30.8.1802 una Landsgemeinde straordinaria decise di ristabilire i vecchi confini e di eleggere un governo sul modello dell'antico sistema. La Costituzione dell'Atto di mediazione (19.2.1803), che ripristinava i due semicantoni e attribuiva a ognuno un mezzo voto alla Dieta federale, fu accettata dalla Landsgemeinde solo il 23 ottobre successivo. Appenzello Interno si opponeva soprattutto ai principi, postulati dalla carta costituzionale, della libertà di commercio e di domicilio, ritenendoli pericolosi per i suoi interessi economici e la sua unità confessionale; anche gli obblighi militari ed economici verso Francia e Svizzera erano visti sfavorevolmente. Nel 1804 il Gran Consiglio creò una nuova organizzazione militare che introdusse l'obbligo a prestare servizio per ogni cittadino svizzero residente in Appenzello Interno, ma la popolazione manifestò forti resistenze contro i reclutamenti francesi.

In politica interna l'epoca della Mediazione fu caratterizzata da vari provvedimenti in campo ecclesiastico e scolastico, da un primo timido ampliamento della rete stradale e dell'assistenza medica e da diversi tentativi di imposizione fiscale per procurare nuovi introiti: dal 1808 venne assoggettato a imposta ogni patrimonio in grado di produrre interessi. Nel 1814, quando si preannunciava ormai la fine del regime napoleonico, Appenzello Interno iniziò a elaborare una nuova Costituzione; all'inizio di luglio una Landsgemeinde respinse la proposta del Patto federale svizzero ma approvò quella della Costituzione cantonale. In questa prima vera legge fondamentale di Appenzello Interno, del tutto ispirata all'ancien régime e all'autonomia cantonale, furono regolati i compiti di ogni potere e istituzione, il cattolicesimo fu dichiarato sola confessione del semicantone e vennero definite esattamente le competenze amministrative delle exclave di Hirschberg e Oberegg. Dopo molti tentativi, il 21.5.1815 Appenzello Interno fu tra gli ultimi cantoni ad accettare il Patto federale; richiese però alla Confederazione garanzie per quanto riguardava la religione, l'indipendenza e i confini.

Restaurazione e Rigenerazione (1814-1848)

Negli anni attorno al 1820 l'atteggiamento sempre più autoritario del Gran Consiglio provocò il malcontento di parte della popolazione. Un piccolo ma attivo gruppo di opposizione chiese riforme democratiche concrete, tra cui un ampliamento dei diritti popolari, un esame accurato dell'amministrazione e la pubblicazione della Costituzione cantonale, che fino ad allora non era stata diffusa; una mediazione federale, richiesta dall'esecutivo, ebbe luogo nell'estate del 1827. Il governo del 1828, in gran parte rinnovato e composto in prevalenza da esponenti del movimento democratico, avviò la revisione della carta costituzionale; nel 1829 la Landsgemeinde accettò a grande maggioranza un testo nuovo, che tuttavia corrispondeva nella sostanza a quello del 1814. La novità principale era costituita dall'introduzione del diritto di proposta individuale: come già nel XV e XVI secolo, ogni cittadino di Appenzello Interno poteva sottoporre proposte di legge, preliminarmente esaminate dal Gran Consiglio, alla Landsgemeinde, che ora aveva, oltre a maggiori competenze legislative, anche il diritto di eleggere l'intendente all'arsenale e il balivo imperiale. Benché non si possa parlare di vittoria liberale in termini di Rigenerazione, gli anni successivi videro imporsi molte innovazioni anche a livello legislativo, fra cui la revisione del diritto successorio, ipotecario e catastale e alcune riforme in campo scolastico e sociale (eliminazione dell'accattonaggio, 1840; ampliamento dell'ospizio per poveri, 1841; riapertura dell'orfanotrofio, 1853).

I rapporti con Appenzello Esterno rimanevano condizionati dalla questione della rappresentanza alla Dieta federale. Per garantire parità di diritti a entrambi i semicantoni, fu perciò introdotto il principio della rotazione annuale; questa politica rimase in vigore fino al 1848, anno della nascita del Consiglio degli Stati. Per quanto già nel 1810 la Dieta federale avesse deciso che coloro che provenivano da Appenzello Esterno fossero autorizzati ad acquistare case e proprietà in Appenzello Interno, e per quanto lo stesso Appenzello Esterno non cessasse di chiedere l'applicazione coerente delle libertà di domicilio, industria e commercio, su questi temi Appenzello Interno si mostrò molto reticente fino al 1870 ca. Il conflitto fra i due semicantoni, tuttavia, si acuì soprattutto per questioni confinarie e territoriali; solo nel 1870, grazie a una mediazione federale, si poté risolvere definitivamente il problema dei beni esenti e del tracciato del confine.

Per quanto concerne la politica federale fra il 1830 e il 1850, Appenzello Interno non mostrò alcun interesse per la revisione del Patto federale e si oppose all'idea di uno Stato centralista, all'anticlericalismo e alle libertà individuali volute dai radicali; sostenne invece senza riserve la linea politica dei cantoni centrali. Durante la guerra del Sonderbund accolse con scarso entusiasmo la leva imposta in termini ultimativi dalla Dieta federale, e verso l'esterno assunse una posizione neutrale. Dopo la guerra la Confederazione sanzionò il "mancato adempimento dei doveri federali" di Appenzello Interno con una multa di 15'000 frs.

Lotte costituzionali e caute riforme (1848-1872)

Come la Svizzera centrale, anche Appenzello Interno respinse chiaramente la Costituzione federale del 1848, alla cui stesura non aveva collaborato. Attorno al 1860 diversi esponenti liberali, fra cui il Landamano Johann Baptist Rechsteiner, il Vicelandamano Baptist Kölbener e il cancelliere Carl Justin Sonderegger si coalizzarono per superare le contraddizioni fra diritto cantonale e diritto federale. Dopo vari tentativi falliti di revisione, e dopo la richiesta di una nuova Costituzione cantonale da parte del Consiglio federale e del parlamento svizzero, nella primavera del 1870 il Gran Consiglio e il popolo si espressero per la revisione totale. Mentre fallì di nuovo un progetto elaborato nel 1871 da una Costituente in cui dominavano i conservatori, il testo elaborato da una Costituente liberal-conservatrice, guidata da Johann Baptist Rechsteiner e Johann Baptist Emil Rusch, fu accettato quasi all'unanimità dal Gran Consiglio e approvato dalla Landsgemeinde straordinaria del 24.11.1872.

Le autorità compirono riforme specialmente in ambito scolastico; in ambito giudiziario, invece, Appenzello Interno resistette ancora a lungo alle innovazioni: fino a XIX secolo inoltrato la base del sistema penale rimase lo statuto cantonale del 1585. L'ultima esecuzione capitale si ebbe nel 1849; la tortura venne abolita nel 1870. Un progetto di Codice penale fu respinto dalla Landsgemeinde nel 1877; solo nel 1899 la prima legge sulla giustizia penale aprì la strada a una giustizia moderna. Nuove leggi fiscali (introduzione dell'imposta patrimoniale), che avrebbero ridotto il debito dello Stato e concesso maggiori spazi di manovra per finanziare progetti stradali e ferroviari, furono bocciate da varie Landsgemeinden (la prima nel 1867); fino al 1921 lo Stato dovette ricorrere a vari introiti demaniali, alla regalia del sale e a stanziamenti della Cassa federale.

L'organizzazione statale dopo il 1872

La Costituzione entrata in vigore nel 1873 comprendeva solo 48 articoli e, per la prima volta, regolava nel cantone i diritti individuali e soprattutto i diritti elettorali, concessi dal 20° anno di età a tutti i cittadini svizzeri domiciliati; fino ai 65 anni ogni avente diritto di voto era tenuto ad accettare le cariche pubbliche.

La Landsgemeinde, unica "autorità legislativa e supremo organo elettorale", conservò il suo ruolo centrale. Oltre a decidere su leggi, modifiche costituzionali o iniziative, essa poteva concedere il diritto di cittadinanza (facoltà passata al Gran Consiglio nel 1993); ogni anno nominava i nove membri (sette dal 1996) del governo, detto Commissione di Stato, il tribunale cantonale, il landscriba e l'usciere cantonale (fino al 1993); ogni quattro anni, in primavera, elegge inoltre il Consigliere agli Stati.

Le funzioni esecutive rimasero di pertinenza del governo, i cui membri fino al 1995 hanno fatto parte anche del Gran Consiglio. La Commissione di Stato venne organizzata secondo il nuovo sistema dei dipartimenti, attribuiti dalla Landsgemeinde (salvo i Dipartimenti dell'economia pubblica e dell'istruzione, assegnati dalla Commissione ai due Landamani); vennero però mantenute le denominazioni tradizionali: Vicelandamano (sanità e assistenza), tesoriere (finanze), capitano (agricoltura e foreste), preposto alle costruzioni (opere pubbliche), alfiere (giustizia e polizia). Oltre a presiedere il governo, il Landamano dirige la Landsgemeinde (e fino al 1995 è stato presidente del Gran Consiglio); di norma esercita la carica due anni di seguito, poi gli subentra il secondo Landamano, che prima era il suo sostituto. La cancelleria del Consiglio è lo Stato maggiore del governo.

Il Gran Consiglio prepara i progetti costituzionali o legislativi sottoposti alla Landsgemeinde, approva preventivi e consuntivi del cantone, emana ordinanze e regolamenti, ed ha poteri di sorveglianza e di nomina. Nel 1995 la durata del mandato dei Granconsiglieri (50 nel 2015) è stata portata a quattro anni, le sessioni annue sono passate da tre a cinque e il numero di abitanti necessari per un seggio è salito da 250 (o quota residua di almeno 125) a 300 (o quota residua di almeno 150).

La Costituzione del 1872, pur mantenendo i vecchi confini, sostituì alle vecchie Rhoden i nuovi comuni (Bezirke) di Appenzello, Schwende, Rüte, Schlatt-Haslen, Gonten e Oberegg, ognuno con organi esecutivi (Bezirksräte) le cui funzioni in altri cantoni sono assegnate ai comuni politici. Private del loro carattere politico, le Rhoden conservarono compiti paracorporativi solo nell'Innerer Landesteil. Quest'ultimo costituiva un'entità amministrativa, soppressa nel 1997; alcune sue funzioni (catasto, anagrafe, successioni e assistenza pubblica), centralizzate in origine nel capoluogo, vennero riprese dal cantone. Esistono solo due "attinenze comunali": quella di Appenzello e quella di Oberegg. Indipendentemente dai comuni, comunità scolastiche e comuni parrocchiali formano territori propri e godono di ampie autonomie. Un caso particolare è il comune della sorveglianza del fuoco (Feuerschaugemeinde) di Appenzello, che accorda i permessi di costruzione e sul piano territoriale copre i comuni di Appenzello, Schwende e di Rüte.

Sul piano giudiziario, i tribunali comunali di Appenzello e di Oberegg sono la prima istanza civile e penale. Il tribunale cantonale è l'istanza d'appello e, dall'introduzione della giustizia amministrativa nel 1999, anche il tribunale amministrativo. La corte di cassazione e gli Spangerichte, che giudicano i conflitti relativi a campi e pascoli, sono stati soppressi nell'ambito della riorganizzazione giudiziaria del 1999.

Le tensioni con Appenzello Esterno si sono attenuate nel corso del XX secolo; i due semicantoni, pur seguendo un'evoluzione autonoma in diversi campi, hanno risolto di comune accordo problemi pendenti quali le questioni di confine, o relativi alla sfera sanitaria, alla politica scolastica, al veterinario cantonale, all'ispettore degli alimenti e del lavoro. Per alcuni servizi Appenzello Interno ricorre al canton San Gallo.

Verso la Confederazione il cantone ha mantenuto una politica decisamente federalista; prima del 1900 la percentuale di rifiuto degli oggetti in votazione sul piano federale era particolarmente alta. Nel XX secolo il bilancio risulta più positivo e i rapporti con la Confederazione appaiono più distesi; permangono però le forti riserve nei confronti di un'apertura internazionale (bocciature dell'adesione della Svizzera alla Società delle Nazioni nel 1920, all'ONU nel 1986, allo Spazio economico europeo nel 1992), sebbene nel 2000 i votanti abbiano accettato (con uno scarto minimo) gli accordi bilaterali con l'Unione europea.

Dalla fine del XIX secolo, ma specialmente dagli anni 1970, il campo delle attività dello Stato si è notevolmente allargato. L'elettorato ha respinto a lungo e inequivocabilmente l'introduzione di nuove imposizioni fiscali per finanziare le maggiori spese pubbliche; fino alla nuova legge fiscale (1921), l'unica imposta cantonale fu quella fondiaria. Il Gran Consiglio fissa annualmente il moltiplicatore d'imposta, sorveglia anche il bilancio statale approvando il preventivo e i consuntivi; i moltiplicatori d'imposta per comuni, comunità scolastiche e comuni parrocchiali sono decisi dalle rispettive assemblee.

Riforme degli anni 1980 e 1990

Negli anni 1980 e 1990 il sistema politico cantonale ha subito numerose trasformazioni. La novità è stata indubbiamente l'introduzione del suffragio femminile sul piano cantonale e comunale, a seguito di una decisione del Tribunale federale (27.11.1990) e dopo che per tre volte (1973, 1982, 1990) il voto alle donne era stato respinto dal popolo; il corpo elettorale, inoltre, è stato ulteriormente ampliato con l'abbassamento dell'età di voto a 18 anni (1993). Nel 1995 è stata attuata la separazione dei poteri fra governo e Gran Consiglio; nel 1996 si è portato il numero dei membri dell'esecutivo a sette (con l'abolizione delle cariche di intendente dell'arsenale e di tesoriere dei poveri) e si è valorizzato e ristrutturato il Gran Consiglio. La Landsgemeinde ha perso il diritto di concedere la cittadinanza cantonale (1993) e di eleggere il cancelliere e l'usciere cantonali (1994); negli ultimi anni le è stato sottoposto un numero sempre maggiore di disegni di legge; due iniziative individuali per abolirla sono fallite nel 1991. I diritti popolari sono stati in qualche misura ampliati: il referendum facoltativo sulle finanze, introdotto nel 1966, è divenuto obbligatorio nel 1979. In ambito giudiziario sono state ridefinite le competenze dei tribunali comunali e del tribunale cantonale e nel 1999 è stata introdotta la giustizia amministrativa.

Landsgemeinde ad Appenzello dopo l'introduzione del suffragio femminile. Fotografia di Heinz Dieter Finck, 1996 (tutti i diritti riservati).
Landsgemeinde ad Appenzello dopo l'introduzione del suffragio femminile. Fotografia di Heinz Dieter Finck, 1996 (tutti i diritti riservati).
Landsgemeinde sulla piazza di Appenzello. Fotografia di Dany Gignoux, 1976 (Bibliothèque de Genève).
Landsgemeinde sulla piazza di Appenzello. Fotografia di Dany Gignoux, 1976 (Bibliothèque de Genève). […]

Vita politica

L'omogeneità delle condizioni confessionali e socioeconomiche spiega la nascita tardiva dei partiti. La sezione cantonale della Società del Grütli operò dal 1870 al 1925, quando parte dei suoi membri confluì in una sezione cantonale del Partito socialista (attivo fino al 1945). In seguito ai conflitti del XIX secolo fra conservatori e liberali, nel 1906 le cerchie liberali, in precedenza prive di un'organizzazione compatta, fondarono un'Unione radicale democratica, divenuta Partito progressista dei borghesi nel 1931 e disciolta nel 1946. Gli ambienti conservatori, dominanti nel governo e nella società, si diedero anch'essi una struttura più rigida dando vita, nel 1914, al Partito popolare cattolico conservatore di Appenzello Interno; vere e proprie strutture di partito sorsero solo nel 1988 con la fondazione del Partito popolare democratico (PPD). Fin dalla fondazione nel 1969, il gruppo per Appenzello Interno (Gruppe für Innerrhoden, GFI) si è spesso contrapposto alla maggioranza conservatrice. Nel 1992 le donne di Appenzello Interno hanno fondato il Forum delle donne, che si impegna per la promozione delle donne e per la loro partecipazione alla vita politica. Dal 1996 esiste una sezione cantonale dell'Unione democratica di centro.

Per quanto i contadini costituiscano attualmente solo il 17% ca. della popolazione attiva, grazie alle loro notevoli strutture e capacità associative continuano ad avere un peso economico e politico importante (anche se in graduale flessione). Le piccole e medie aziende, organizzate in prevalenza nelle sezioni cantonali dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (dal 1878) o dell'Unione svizzera del commercio e dell'industria (dal 1966), esercitano un forte influsso sulla politica economica cantonale. Il lavoro dipendente è rappresentato in parlamento dalle tre unioni di lavoratori fondate ad Appenzello (1964), Oberegg (1964) e Gonten (1994). Le donne, dal 1972 attive in ambito ecclesiastico e scolastico, dal 1990 possono accedere a tutte le altre cariche politiche. Nel 2015 occupavano 16 seggi su 50 nel Gran Consiglio, quattro su 13 nel tribunale cantonale. Dopo l'elezione di Ruth Metzler-Arnold  al Consiglio federale (1999-2003), esse sono di nuovo rappresentate nell'esecutivo solo dall'aprile 2010. Diversamente da altri cantoni, esecutivo e legislativo non registrano ufficialmente l'appartenenza partitica dei membri, e i gruppi parlamentari non sono istituzionalizzati. Al PPD appartiene (o è vicina) la maggior parte dei membri del Gran Consiglio e del governo, così come i rappresentanti cantonali all'Assemblea federale (un Consigliere nazionale e uno agli Stati). Arnold Koller è stato, dal 1987 al 1999, il primo Consigliere federale di Appenzello Interno.

Il primo giornale del cantone fu il settimanale Der Sentis (1858-1860). Orientato in un primo momento su posizioni clericali e conservatrici, assunse presto un indirizzo liberale e cambiò più volte nome (Der Appenzeller, 1860-1861; Appenzeller Anzeiger, 1862-1869; Appenzell Innerrhoder-Zeitung, 1869-1872). Il mancato successo portò il giornale a un ritorno momentaneo alle posizioni originarie; il foglio che ne prese il posto dal 1872 al 1878 (la Neue Appenzeller Zeitung) tornò peraltro, dal 1873, a osteggiare la maggioranza conservatrice. I conservatori fecero allora stampare a Rorschach l'Echo vom Säntis (1873-1875); poiché però tale soluzione risultò insoddisfacente, nel 1876 venne affidata a Johann Baptist Emil Rusch la redazione dell'Appenzeller Volksfreund, oggi l'unico giornale del cantone. La Neue Appenzeller Zeitung, divenuta organo dei liberali, nel 1878 cambiò nome in Freier Appenzeller, ma cessò le pubblicazioni nel 1895. Dal 1906 la minoranza liberale ebbe di nuovo un proprio organo, l'Anzeiger vom Alpstein, che venne pubblicato fino al 1972, quindi anche dopo la scomparsa di un'organizzazione partitica liberale nel semicantone nel 1946.

Seggi del canton Appenzello Interno all'Assemblea federale 1919-2015

 191919391959197919992015
Consiglio degli Stati
PPD111111
Consiglio nazionale
PPD111111
Seggi del canton Appenzello Interno all'Assemblea federale 1919-2015 -  Historische Statistik der Schweiz; Ufficio federale di statistica

Composizione della Commissione di Stato del canton Appenzello Interno 1980-2015

 198019851990199519961999200020072008201220132015
PPD999976567654
Altri     121 123
Totale999977777777
Composizione della Commissione di Stato del canton Appenzello Interno 1980-2015 -  Historische Statistik der Schweiz; Ufficio federale di statistica

Popolazione e insediamento

Nel 1801 gli abitanti erano 8489. Il tasso di crescita demografico medio fu del 3,7‰ fino al 1813 (in seguito a disordini politici e alla crisi economica del 1812), ma salì al 6‰ già dopo la devastante carestia degli anni 1817-1818 e il rincaro del periodo 1830/1831-1836; dal 1836 al 1850 il tasso di natalità fu il più alto della Svizzera.

Analogamente all'evoluzione complessiva della Svizzera il periodo 1850-1910 fu contraddistinto da una crescita, dapprima contenuta e, a partire dal 1880 ca., accelerata; nel 1910 gli abitanti erano 14'659, soglia numerica superata in seguito solo a metà degli anni 1990. L'aumento era dovuto soprattutto all'eccedenza delle nascite, con tassi di natalità (e mortalità) molto superiori alla media svizzera; poiché però la forte crescita non era supportata da una base economica solida, molti abitanti furono costretti a emigrare. Mentre l'evoluzione demografica delle exclave seguì in gran parte la congiuntura dell'industria tessile di Appenzello Esterno, particolarmente colpita fu la zona contadina dell'Innerer Landesteil; mete preferite degli emigranti erano le regioni cattoliche di San Gallo e della Germania meridionale, il Vorarlberg e il Tirolo. Particolare importanza rivestì nel XIX secolo l'emigrazione stagionale, fra cui quella infantile in Germania (la cosiddetta Schwabengängerei); portata minore ebbe l'emigrazione oltreoceano.

Il crollo dell'industria dei ricami nella Svizzera orientale diede il via, dopo il 1910, a un calo demografico che si rafforzò negli anni 1920 e 1930. Le partenze, soprattutto di giovani adulti, raggiunsero la punta massima già negli anni 1920; sul lungo periodo, fino agli anni 1980, non bastò a compensarle né l'eccedenza delle nascite né l'immigrazione di stranieri (2,5% della popolazione nel 1950, 8,3% nel 1970). Grazie a nuove superfici agricole, all'insediamento di industrie e di imprese commerciali, a un'offerta scolastica migliore e a interventi statali in favore dell'economia, nel 1990 il numero degli abitanti era risalito a 13'870.

Con l'eccezione del borgo di Appenzello e dei villaggi rurali di Gonten e Oberegg, fino al 1910 il cantone, caratterizzato da fattorie sparse, non possedeva veri e propri centri abitati. Prima del 1960 i piccoli nuclei ben collegati al capoluogo si trasformarono in villaggi (Haslen, Steinegg, Schwende, Weissbad); località periferiche come Brülisau, Eggerstanden o Schlatt, pur svolgendo in parte funzioni di piccoli centri, parteciparono a questa evoluzione in misura minore. Dopo il 1945 il boom edilizio dell'alta congiuntura minacciò il tipico insediamento sparso, specialmente intorno ad Appenzello e a Oberegg, dove accanto a nuovi complessi residenziali sorsero piccoli quartieri industriali (1965-1976). Dagli anni 1960 anche a Steinegg, Eggerstanden e Meistersrüte si sono formate nuove zone residenziali e artigianali; un'intensa edilizia privata e la costruzione di strutture polivalenti (1969-1989) hanno cambiato gradualmente l'aspetto degli abitati anche in comuni d'impronta prevalentemente rurale come Gonten, Rüte e Schwende.

Economia

L'agricoltura è rimasta fino al XX secolo il settore economico principale: ancora nel 1970 quasi un terzo della popolazione attiva operava nel primario. Nell'industria tessile, intorno al 1800 i ricami a mano sostituirono le telerie; la crisi congiunturale del ricamo, attorno al 1870, determinò l'apparizione delle prime attività industriali. Verso la fine del XIX secolo si sviluppò un settore turistico efficiente, con alberghi di cura, stabilimenti termali e locande montane, e il Paese fu reso più accessibile da strade e ferrovie; nel 1888 fu avviata la costruzione della rete idrica e di quella elettrica. Nel primo dopoguerra, la crisi dell'industria dei ricami diede il via a un mutamento strutturale che si rafforzò, nel secondo dopoguerra, con l'arrivo di aziende attive in vari rami industriali (metallurgia, meccanica, materie plastiche) e nei servizi.

Agricoltura

L'agricoltura, orientata alla produzione lattiera e all'allevamento e praticata in aziende medie o piccole, mantenne fino agli anni 1930 il suo sistema produttivo originale, imperniato sulla ripartizione del lavoro fra contadini e casari. Grande importanza economica aveva la lavorazione del latte negli alpeggi (167 nel 1899, con 3582 ettari di pascoli), prevalentemente privati; fino all'introduzione dei centri di raccolta del latte (anni 1930), i prodotti erano venduti da mercanti (Molkengrempler) soprattutto in mercati regionali (il formaggio anche all'estero).

Oltre all'economia lattiera era importante l'allevamento. Per aumentare il patrimonio zootecnico, casari e commercianti compravano animali nel Ticino, in Tirolo, nel Vorarlberg e nei Grigioni; nel periodo precedente alla prima guerra mondiale, il bestiame ingrassato nel cantone era venduto soprattutto a San Gallo, Zurigo, Lindau (D) e Feldkirch (A). Il numero dei capi bovini (6748 nel 1866, 10'419 nel 1916) aumentò solo gradualmente, perché nel XIX secolo l'alto costo d'acquisto dei bovini indusse molti all'allevamento caprino, meno oneroso. Latte e siero di capra, cui si attribuiva un effetto benefico sulla salute, furono molto popolari fra il 1850 e il 1914 nelle stazioni di cura europee. Calata drasticamente la domanda nella prima guerra mondiale, l'allevamento caprino ebbe successivamente un rapido regresso (4825 capi nel 1866, 3579 nel 1916, 597 nel 1996), e al suo posto aumentò, in particolare dagli anni 1930, l'ingrasso dei maiali (2446 nel 1866, 13'879 nel 1931).

Dal 1950 il mutamento strutturale agrario si fece sentire anche nel cantone: diminuì fortemente il numero delle aziende (1357 nel 1950, 735 nel 1996), mentre aumentò in misura considerevole la loro superficie media (5,4 ettari nel 1950; 10,7 nel 1996) e il numero di animali per azienda. Fece inoltre la sua comparsa la meccanizzazione agricola; i fabbricati (d'abitazione e utilitari) furono ammodernati. Dagli anni 1980 il "potenziamento interno" perseguito negli anni 1950 e 1960, cioè l'ingrasso più intensivo di maiali (44'037 nel 1973, 26'726 nel 1996) e vitelli (3157 nel 1973, 1730 nel 1996), ha subito restrizioni per la limitatezza dei terreni e il maggior rigore delle norme ambientali e veterinarie; a parziale compensazione sono stati introdotti l'avicoltura (9595 capi nel 1918, 12'487 nel 1946, 162'233 nel 1996) e l'allevamento ovino (1004 pecore nel 1966, 3517 nel 1996). Rispetto alla produzione lattiera e all'allevamento, la campicoltura, la frutticoltura e l'orticoltura non hanno mai avuto importanza, se non durante le due guerre mondiali; scarsa sul piano quantitativo e qualitativo era un tempo la viticoltura, praticata a Oberegg vicino al fondovalle (nuovi vigneti nel 1976).

La costante carenza di riserve foraggere e la crescente richiesta di terreni agricoli fecero aumentare i prezzi e i tassi d'interesse delle ipoteche sui terreni, il che spiega l'elevato grado di indebitamento dei contadini nel XIX secolo. Lo Stato, che aveva una ridotta capacità di azione date le limitate risorse finanziarie, cercò di promuovere l'allevamento con mostre zootecniche e l'attribuzione di consistenti premi. Dopo la crisi agraria degli anni 1870, gli agricoltori cominciarono a organizzarsi per sostenersi a vicenda e difendere i propri interessi, fondando nel 1888 un'unione agricola cantonale (Kantonaler Landwirtschaftlicher Verein, dal 1942 Bauernverband Appenzell) e dal 1894 varie cooperative di allevatori. Dopo il 1900, quando la produzione di latte accrebbe la sua importanza, furono create associazioni casearie e di alpigiani (Käsereigenossenschaftsverband, 1902; Sennenverband Appenzell-Toggenburg, 1918; centro del formaggio Appenzeller, 1942) nonché cooperative agrarie per promuovere la bonifica di terreni da destinare all'agricoltura (anni 1950 e 1960).

Industria a domicilio e fabbriche

La tradizionale cuffia appenzellese ricamata a mano (1922), secondo un disegno dell'artista zurighese Johann Caspar Ulrich, che soggiornò ad Appenzello tra il 1914 e il 1922 (Museum Appenzell; fotografia Bibliothèque de Genève, Archives A. & G. Zimmermann).
La tradizionale cuffia appenzellese ricamata a mano (1922), secondo un disegno dell'artista zurighese Johann Caspar Ulrich, che soggiornò ad Appenzello tra il 1914 e il 1922 (Museum Appenzell; fotografia Bibliothèque de Genève, Archives A. & G. Zimmermann).

Mentre dopo il 1800 in Appenzello Esterno e a San Gallo il settore tessile si industrializzò, lasciando senza lavoro molte filatrici a mano di Appenzello Interno, in assenza di imprenditori e di capitali in Appenzello Interno si fece ricorso alla produzione domestica di ricami a mano, settore economico importante fino al 1830: donne e bambine, ma anche uomini e bambini, ricamavano per imprenditori di Appenzello Esterno e di San Gallo. Più tardi alcuni intermediari indigeni riuscirono a divenire fabbricanti di ricami, altri praticarono fino al 1914 un commercio fiorente in località di cura europee; in seguito a mode e a influssi congiunturali, tuttavia, la richiesta di ricami subì forti oscillazioni (disoccupazione dal 1845 al 1850, rilancio dal 1850 fino al 1857, boom dal 1880 ca. al 1914). All'aumento della concorrenza Appenzello Interno, in cui si dedicava al ricamo gran parte della popolazione femminile (2330 ricamatrici nel 1880, 2981 nel 1920), rispose migliorando la qualità; insieme all'allevamento dei maiali, questo ramo economico fu il fattore principale dell'aumento generale del benessere della popolazione.

Una crisi congiunturale dei ricami a mano portò ad avviare, attorno al 1870, le prime attività di fabbrica; nel 1890 erano ca. 650 le persone che producevano ricami a macchina, in case private o nella fabbrica di ricami di Appenzello (1871-1930). Solo poche aziende superarono la crisi dei ricami a macchina, successiva alla prima guerra mondiale, nella Svizzera orientale; lo sviluppo dei ricami a mano proseguì invece, eccettuato il periodo di crisi 1930-1935, fino agli anni 1950. A tale sviluppo contribuirono un'associazione specifica (Handstickerei-Industrie-Verein Appenzell, 1902-1991), la protezione dei marchi commerciali (1930-1970) e i corsi di ricamo (1928-1955), mentre dopo il 1955 la concorrenza asiatica ebbe effetti negativi. Nel secondo dopoguerra un nuovo slancio economico, seppure di portata relativa, fu determinato da aziende metallurgiche, dall'industria delle macchine e delle materie plastiche; ancora oggi hanno un ruolo importante alcuni imprenditori attivi nel commercio tessile.

Arti e mestieri, banche e turismo

Il settore artigianale si diede una struttura associativa solo nel 1878 (dal 1937 esiste una sezione cantonale dell'Unione svizzera delle arti e mestieri); grazie ai suoi sforzi venne fondata una scuola d'arti e mestieri (1892), divenuta cantonale nel 1935. Dagli anni 1950 la formazione professionale fu gradualmente trasferita in altri cantoni (soprattutto Appenzello Esterno e San Gallo); gli ultimi corsi furono trasferiti a Herisau nel 1975. L'appello di ambienti economici per un istituto finanziario locale portò, nel 1879, all'apertura di una cassa rurale di risparmio e prestito, seguita nel 1900 dalla banca cantonale. Altri istituti bancari aprirono filiali ad Appenzello; esistono inoltre banche Raiffeisen ad Appenzello, Brülisau e Gonten.

Il turismo, escursionistico e di cura, ha una lunga tradizione. Già prima che gli appassionati di montagna cominciassero ad affrontare l'Alpstein (1800 ca.), stabilimenti balneari e di cura del siero (Gontenbad, Weissbad, Jakobsbad) beneficiarono dell'afflusso di ospiti indigeni e forestieri. Nella loro scia sorsero altri alberghi (anche montani, ad esempio sul Säntis), tanto che verso la fine del XIX secolo il turismo era uno dei più importanti settori economici. Le guerre mondiali e la crisi economica mondiale ebbero forti contraccolpi sugli stabilimenti di cura, ma dagli anni 1950 il turismo registrò di nuovo un forte slancio, grazie allo sviluppo di percorsi e sentieri montani, alberghi, funivie e sciovie. Nonostante lo scarso spirito innovativo e il prevalere del turismo giornaliero o di breve durata, oggi il 15-20% degli introiti statali proviene dal settore turistico; da qualche tempo viene promosso anche il turismo legato a convegni.

I bagni di Weissbad. Acquatinta di Kaspar Burkhardt, 1840 ca. (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv).
I bagni di Weissbad. Acquatinta di Kaspar Burkhardt, 1840 ca. (Zentralbibliothek Zürich, Graphische Sammlung und Fotoarchiv). […]

Una rete di comunicazione adeguata era di particolare importanza per lo sviluppo del turismo. La prima carrozzabile, che collegava Gais ad Appenzello, fu costruita nel 1809; le nuove strade Appenzello-Gonten e Appenzello-Wasserauen risalgono rispettivamente al 1864 e al 1869. Dopo la prima legge sulle strade (1876), lo Stato si adoperò per costruire le arterie principali, raggiungendo l'obiettivo prima del 1900; nel XX secolo è cambiato solo il livello qualitativo delle strade, ma la rete è rimasta in gran parte invariata. Il collegamento ferroviario risale al 1886 (Ferrovie appenzellesi).

Società

Osservando la situazione nell'agricoltura, nell'alpicoltura e nel commercio di bestiame e, in misura minore, nell'esercito e nello Stato, anche per il XIX secolo si deduce l'esistenza di un gruppo, più o meno ricco e residente nel capoluogo, di contadini, casari, mercanti di bestiame e soprattutto proprietari fondiari e capitalisti. Solo loro avevano istruzione e mezzi finanziari adeguati per occupare le alte cariche pubbliche, che assorbivano molto tempo ed erano poco remunerate; tuttavia in qualche caso anche semplici cittadini riuscirono a ottenere posizioni di prestigio e cariche politiche. Dopo il 1848 il mondo chiuso degli abitanti locali fu gradatamente modificato dalla realtà mutata dell'appartenenza alle Rhoden e dall'afflusso di Svizzeri provenienti da altri cantoni; migliorò anche la situazione dei privi di patria (Heimatlosen) dimoranti nel cantone, cui il Gran Consiglio concesse la cittadinanza il 16.10.1851.

Fino alla prima metà del XX secolo la società conservò una forte impronta contadina. Sembra che nel XIX secolo la stragrande maggioranza della popolazione si collocasse su un livello economico e sociale molto basso: nel 1803 (ma anche nei decenni seguenti), ad esempio, metà degli abitanti era assolutamente priva di mezzi, un terzo disponeva di risorse minime e solo il 5% di riserve finanziarie più che sufficienti. Le persone registrate come indigenti erano 1800 nel 1816, 300 nel 1839. La positiva integrazione fra agricoltura e industria domestica permise in seguito un miglioramento sostanziale delle condizioni economiche e sociali; nel 1880, su una popolazione totale di 12'874 abitanti, 9134 persone ricavavano a vario titolo di che vivere in questi due settori (85,3% nel 1900, 79,8% nel 1930).

La struttura sociale di Appenzello Interno ha subito importanti modifiche dopo il 1870 ma soprattutto dopo il 1945, anche se in vistoso ritardo rispetto all'evoluzione nazionale; tardiva, in particolare, è stata la diminuzione del numero degli abitanti attivi nel settore primario (2207 nel 1950, 1167 nel 1990) a favore dello sviluppo della fascia impiegatizia e operaia. Dagli anni 1970, con l'espansione del terziario (1322 persone nel 1950, 3106 nel 1990), è diminuito anche il secondario (2596 persone nel 1950, 2390 nel 1990). Se nel 1870 i cittadini di altri cantoni erano il 3,4% della popolazione di Appenzello Interno, un secolo più tardi gli abitanti con cittadinanza di Appenzello Interno rappresentavano ancora quasi l'80%. Data la crescente integrazione nella regione economica sangallese, dopo il 1945 il pendolarismo in uscita si è fatto sempre più cospicuo.

La popolazione femminile, benché inserita da sempre in una realtà lavorativa contraddistinta dall'agricoltura e dai ricami a mano, per consuetudine e per legge restò a lungo sfavorita rispetto a quella maschile. Dopo avere ottenuto il diritto di voto sul piano cantonale – e quindi la piena equiparazione politica – solo nel 1990 (grazie a una delibera del Tribunale federale), nel 1992 le donne sono entrate nel tribunale cantonale e nel 1996 nel governo (con Ruth Metzler-Arnold, del PPD, in seguito divenuta Consigliera federale).

La vita associativa è particolarmente vivace (186 organizzazioni). La Società di storia di Appenzello (1879) e un'associazione di costumi popolari (1932) si occupano di aspetti culturali. In ambito ecclesiastico, nel XIX secolo le associazioni di categoria hanno preso il posto delle confraternite, che risalivano al XVI secolo; il Gesellenverein, fondato nel 1853, è la più vecchia associazione di giovani artigiani della Svizzera. Nella liturgia, l'esistenza di cori è attestata dal XVI secolo; il primo statuto di un coro risale tuttavia solo al 1850. La società musicale di Appenzello risale probabilmente al 1846. La musica popolare, che intorno al 1965 sembrava in via di sparizione, ha avuto una notevole ripresa negli anni 1990. Le società di tiro, documentate fin dal XV secolo ma risalenti per lo più alla metà del XIX e all'inizio del XX secolo, nel 1885 si sono unite in un'associazione cantonale. La più vecchia delle numerose associazioni sportive, riunite in federazione dal 1974, è la società ginnica di Appenzello (1866/1876).

Chiesa, istruzione e cultura

Fino al 1814 Appenzello Interno fece parte della diocesi di Costanza, dopo il 1806 come commissariato vescovile. Con la perdita dei territori svizzeri da parte di Costanza, Appenzello Interno fu sottoposto successivamente alle amministrazioni apostoliche del prevosto Franz Bernhard Göldlin von Tiefenau (a Beromünster), di Coira (1819) e di San Gallo (1866). Nel 1995 il cantone ha rinunciato al diritto di collazione, che apparteneva al Landamano e al Gran Consiglio dal 1645, trasferendolo al comune parrocchiale. L'autorità statale è intervenuta con una certa frequenza in questioni interne alla Chiesa. Dopo il 1807, ad esempio, ha sottoposto alla sua sorveglianza tutte le attività finanziarie dei conventi femminili esenti e ha proibito l'accoglimento di novizie senza autorizzazione ufficiale; nel 1858 ha destituito un parroco di Oberegg non gradito e ha impedito a lungo (fino al 1845) la creazione della parrocchia di Brülisau. Un'altra parrocchia fu fondata a Schwende nel 1915. Nel 1970 la curazia filiale e l'amministrazione ecclesiastica di Schlatt furono annesse al comune parrocchiale di Appenzello, mentre Eggerstanden, pur avendo lo stesso statuto giuridico, è rimasta autonoma anche dopo la partenza dell'ultimo curato (1981). Data la crescita demografica, fra il 1863 e il 1929 le chiese di Gonten, Oberegg, Brülisau, Haslen, Eggerstanden, Schlatt e Schwende furono sostituite da edifici più spaziosi. Il convento femminile della Passione di Cristo a Jakobsbad, quinto convento del semicantone, fu fondato nel 1851.

L'associazione protestante, fondata nel borgo di Appenzello nel 1875 e con chiesa propria dal 1909, divenne ente di diritto pubblico nel 1925; la comunità evangelico-riformata così istituita si unì nel 1977 a quelle di Appenzello Esterno, formando la Chiesa evangelico-riformata dei due semicantoni appenzellesi. La percentuale dei protestanti (0,4% nel 1850, oltre 4,3% nel 1950) era salita al 9,2% nel 1990. Anche in campo ecclesiastico i confini cantonali si sono aperti: dal 1968 i cattolici di Stein (AR) e Hundwil fanno capo a Haslen e quelli di Reute (AR) a Oberegg; dal 1971 quelli di Kapf (AI) dipendono da Marbach (SG); dal 1969 i riformati di Oberegg fanno parte della comunità di Reute. Nel 1990 ancora l'80% ca. dei cattolici frequentava regolarmente le funzioni. La carenza di sacerdoti ha richiesto la cooperazione di teologi laici, di gruppi, di associazioni e del convento cappuccino maschile (soprattutto per la cura pastorale); la maggior parte dei compiti educativi e sociali è stata affidata a specialisti laici, e anche in campi puramente ecclesiastici operano in misura crescente forze laiche. Nella vita pubblica e privata l'influsso della Chiesa cattolica è molto diminuito, anche se nel 1990 oltre l'85% della popolazione si dichiarava ancora di fede cattolica.

Lo sviluppo del sistema scolastico cantonale e l'esistenza di numerose istituzioni sociali sono fortemente debitrici dell'apporto di istituzioni ecclesiastiche. Tra il 1902 e il 1966 numerosi cappellani furono ispettori scolastici; cappuccine (1811-1973), suore insegnanti di Baldegg (dal 1920), di Menzingen (dal 1873) e di Ingenbohl (1880-1982) hanno gestito scuole, case per anziani e orfanotrofi, assistito malati e lavorato nell'ospedale di Appenzello. Nel 1811 il Gran Consiglio dichiarò gratuita l'istruzione scolastica; nel 1828 entrò in vigore una prima ordinanza sulle scuole, nel 1858 fu introdotto l'obbligo scolastico. Un'ordinanza successiva (1873) rafforzò l'influsso dello Stato sull'educazione; dopo il 1900 vennero costruite o ampliate varie scuole nel capoluogo e in altre località. All'inizio degli anni 1970 furono abolite le scuole a mezza giornata, l'obbligo scolastico generale venne portato a otto anni e fu introdotta una scuola professionale agraria. Dagli anni 1960 la scuola di sostegno, il servizio psicologico scolastico e l'orientamento professionale sono stati gradualmente potenziati, mentre il ciclo superiore dell'istruzione primaria è stato ampliato; nel 1999 il collegio dei cappuccini (fondato nel 1908) è passato al cantone, divenendo scuola media cantonale.

Processione davanti alla cappella di S. Croce ad Appenzello nel 1910 (Biblioteca nazionale svizzera, Berna, Archivio federale dei monumenti storici, EAD-WEHR-12866-B).
Processione davanti alla cappella di S. Croce ad Appenzello nel 1910 (Biblioteca nazionale svizzera, Berna, Archivio federale dei monumenti storici, EAD-WEHR-12866-B).

Usanze tradizionali quali la salita all'alpeggio e la fiera del bestiame, già coltivate assiduamente, si sono ulteriormente rafforzate a partire dagli anni 1970. Rimarchevoli, nella tradizione ecclesiastica, sono le funzioni solenni accompagnate da orchestra ad Appenzello (dagli anni 1980 anche in altre parrocchie); il calendario delle feste culmina nelle processioni del Corpus Domini. Di tradizione ecclesiastico-statale è infine il pellegrinaggio domenicale di metà maggio per commemorare la battaglia dello Stoss (1405).

Appenzello Interno venne in un primo momento "scoperto" da artisti forestieri come Emil Nolde, Emil Rittmeyer o Carl August Liner. Dalla pittura di mobili appenzellese si sviluppò, agli inizi del XIX secolo, la pittura contadina (per esempio con Franz Anton Heim). Arte di diverso genere è stata esposta nella Ziegelhütte dal 1986 al 1996; delle forme artistiche locali si occupano le gallerie Pappelhof (dal 1979) e Ziel (dal 1987). Il museo Liner, aperto nel 1998 ad Appenzello (dal 2014 Kunstmuseum Appenzell), oltre a opere dei due Liner presenta soprattutto arte contemporanea. Le società teatrali di Appenzello e di Oberegg, fondate rispettivamente nel 1959 e nel 1902, presentano in genere autori locali. Testi appenzellesi sono raccolti dalla biblioteca cantonale e dall'archivio cantonale (entrambi in nuove sedi dal 1994); il museo di Appenzello, fondato nel 1879, è stato riaperto con criteri nuovi nel 1995.

Riferimenti bibliografici

  • Kantonsbibliothek Appenzell Innerrhoden, Appenzello
  • Landesarchiv Appenzell Innerrhoden, Appenzello
  • Museum Appenzell, Appenzello
Storiografia
  • Dal 1984 Appenzello Interno dispone di un'opera di storia cantonale fortemente connotata in senso culturale e artistico, il volume Die Kunstdenkmäler des Kantons Appenzell Innerhoden, curato da Rainald Fischer e pubblicato nella collana Monumenti d'arte e di storia della Svizzera. A questa pubblicazione si è aggiunto nel 1993, a conclusione di un progetto di storia globale dell'Appenzello, avviato alla fine degli anni 1950, il terzo volume dell'Appenzeller Geschichte, molto orientato agli avvenimenti e alle vicende politiche, e con un ampio corredo di fonti e bibliografico. Salvo poche eccezioni, finora la storiografia cantonale si è limitata a monografie regionali e locali o a studi su argomenti o periodi specifici. Nonostante la pubblicazione di varie collane e il ricco materiale storico-biografico raccolto da Jakob Signer ed Ernst Hans Koller nell'Appenzellisches Wappen- und Geschlechterbuch (1926), nella Chronik der Appenzell I.-Rh. Liegenschaften, 1939-1963 (senza il comune di Oberegg), e nell'Innerrhoder Tageschronik mit Bibliographie und Totentafel, dal 1945, il cantone è relativamente povero di fonti e ricerche, se si eccettua qualche moderna ricerca di storia locale (parrocchia di Appenzello, Gonten).
Studi generali
  • Innerrhoder Geschichtsfreund, 1953- (la maggiore collana di studi di storia cantonale)
  • Die Kunstdenkmäler des Kantons Appenzell Innerhoden, 1984
  • Appenzeller Geschichte, vol. 3, 1993 (con ampio elenco delle opere e bibliografia)
  • A. Weishaupt, Geschichte von Gonten, 2 voll., 1997
  • D. Fässler, "Den Armen zu Trost, Nutz und Gut", 1998
  • H. Bischofberger, Rechtsarchäologie und rechtliche Volkskunde des eidgenössischen Standes Appenzell Innerrhoden, 2 voll., 1999
  • A. Weishaupt, 125 Jahre Evangelisch-reformierte Kirchgemeinde Appenzell, 2000
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Entità politiche / Cantone