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LaSarrazsignoria

Signoria del Paese di Vaud, eretta a baronia nel 1461. Feudo dei de Grandson dall'XI sec., dei de Montferrand dal XIII sec., S. passò alla fam. de Gingins nel 1542 attraverso il matrimonio di François (1502-1578), signore di Divonne e di Le Châtelard, con Claude de Gilliers, vedova di Michel Mangerod, successore di Barthélemy de S.. Al contempo la baronia fu interessata dalla riorganizzazione bernese del Paese di Vaud: annessa al baliaggio di Moudon (1536-98), su richiesta della pop. venne incorporata, per motivi di coesione geografica, nel baliaggio di Romainmôtier (1598-1798). Un primo smembramento dei possedimenti fam. ebbe luogo nel 1583: con la separazione della baronia di Divonne da S., a quest'ultima vennero sottratte le terre di Moiry e Cuarnens, poi erette a signorie autonome. In assenza di un accordo tra gli eredi, nel 1626 S. venne a sua volta divisa in quattro territori signorili: S. e Ferreyres (a cui rimase legato il titolo di barone), Orny e Pompaples, Eclépens e Villars-Lussery e, infine, Chevilly. Il frazionamento proseguì con la separazione di Orny e Pompaples (1645), poi con quella di Eclépens e Villars-Lussery (1674). In meno di un sec., la potente baronia di S. fu frammentata in otto piccole signorie che, ad eccezione di quella di Cuarnens, passata nel 1678 ai de Chandieu, rimasero di proprietà dei de Gingins fino alla fine dell'ancien régime. Con la sua mediazione Berna sostenne le successive divisioni, che indebolirono gradualmente i suoi vassalli vodesi. Ogni signore della baronia così smembrata conservò il diritto di istituire una corte di giustizia con competenze civili, feudali e penali. Tuttavia solo il barone di S. mantenne il privilegio della giurisdizione concistoriale sul proprio territorio (grazie a una concessione regale del 1560). Nel 1798, i com. delle nove signorie vennero attribuiti al distr. di Cossonay.

Riferimenti bibliografici

  • Recueil de généalogies vaudoises, 2, 1927
  • P.-R. Monbaron, «La baronnie de La Sarraz et la Maison de Gingins sous l'Ancien Régime bernois (1536-1798)», in Château de La Sarraz, 1983, 7-17