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Lotto

Il termine it. lotto è quello che più si avvicina - nella sua accezione di un appezzamento di terreno ottenuto dalla suddivisione, per uso edilizio, di un'area fabbricabile - al concetto di casale (lat. casale da casa[m], "capanna"), che ha a sua volta dato origine allo chesal romando e al casal del sud ovest franc.: tutti legati all'idea di "casa", sia la casa in senso stretto, sia soltanto le sue rovine. In campagna, il casale, che nel quadro della Signoria fondiaria costituiva parte del Manso, poteva avere una certa estensione: esso infatti comprendeva non solo la casa fam., ma pure i suoi annessi rurali e a volte almeno una parte delle terre coltivate dagli ab. dell'agglomerato rurale in questione. Nella Svizzera romanda, il termine chesal veniva utilizzato in genere per il catasto parcellare urbano. Si usava anche il termine lat. area (cioè uno spazio delimitato di terreno contiguo ai fabbricati rurali; allotropo di aia), che nella Svizzera ted. viene fatto corrispondere a Hofstätte.

Nelle città sorte nella Svizzera franc. durante i sec. centrali del ME (per esempio le Villeneuve o Rolle; Città nuove), o nei quartieri e nei Sobborghi che a quell'epoca si aggiunsero ad agglomerati preesistenti (il quartiere del Bourg a Losanna o la Grande-Rue - rectus vicus - di Saint-Maurice), lo chesal aveva la forma molto caratteristica di un rettangolo stretto e lungo, e il suo asse era perpendicolare a quello della strada. In genere queste parcelle erano contigue, e conferivano al catasto urbano il suo tipico aspetto, ancora oggi visibile. Poiché la superficie dello chesal, piuttosto ridotta, era completamente edificata, le case di queste città o di queste nuove strade si toccavano tutte, e offrivano a uno sguardo esterno l'immagine di un blocco compatto. Le città svizzeroted., e spec. quelle fondate dai von Zähringen (ad esempio Berna), distinguevano tra l'area e il casale: la prima costituiva un'unità per la riscossione dei tributi e poteva essere suddivisa in maniera flessibile in parti più piccole (lotti).

Dettaglio del piano catastale di Losanna (quartiere del Bourg), realizzato nel 1679 da Jean-Philippe Rebeur (Archives cantonales vaudoises, Chavannes-près-Renens, GB 132c, fol. 30-31, fotografia Rémy Gindroz).
Dettaglio del piano catastale di Losanna (quartiere del Bourg), realizzato nel 1679 da Jean-Philippe Rebeur (Archives cantonales vaudoises, Chavannes-près-Renens, GB 132c, fol. 30-31, fotografia Rémy Gindroz). […]

Lo chesal era alla base di un prelievo fiscale chiamato "diritto di tesa" (droit de toise o toisé) nei possedimenti savoiardi, dove il fenomeno è stato in parte studiato. La tassa era calcolata in proporzione alla lunghezza, misurata in tese (toises), del lato più corto del rettangolo, ossia quello affacciato sulla strada. Tale numero di tese figura spesso, per ciascuno degli immobili, nei cosiddetti "registri di riconoscimenti" (registres de reconnaissances), ed è di aiuto agli storici nella ricostruzione del catasto medievale.

Gli chesaux o areae avevano un'importante funzione giur. La casa e il terreno che la circondava costituivano uno spazio protetto dalla legge. Tutti i diritti e i doveri dei "borghesi" (imposte, servizio militare, accesso alla giustizia, elezione al Consiglio) erano originariamente fondati sul possesso di una parcella all'interno delle mura. Quando si voleva costruire, sia nelle città nuove sia negli ampliamenti delle città più antiche, il signore concedeva quale tenuta ereditaria alcuni chesaux di uguali dimensioni a diversi ab., i quali si sdebitavano pagando un censo di importo fisso. Nelle città nuove, gli chesaux erano unità contabili e amministrative. Il signore intendeva così riservarsi la proprietà eminente dei terreni attribuiti agli usuari. Quando l'influenza dei signori diminuì, la maggior parte degli chesaux divenne proprietà esclusiva dei borghesi, ormai esonerati dalle tasse feudali.

Riferimenti bibliografici

  • H. Strahm, «Die Area in den Städten», in Studi svizzeri di storia generale, 3, 1945, 22-61
  • R. Brondy, «Patrimoine immobilier et structures sociales dans les Etats de Savoie d'après le droit de toisé (XIVe-XVe s.)», in Cahiers d'histoire, 26, 1981, 213-230
  • M. Grandjean, «Villes neuves et bourgs médiévaux, fondement de l'urbanisme régional», in L'homme dans la ville, 1984, 61-100