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Vie di comunicazione

Le vie di comunicazione sono strutture fisse e durature create dall'uomo, volte ad assicurare la mobilità di persone e/o merci e utilizzabili con vari Mezzi di trasporto.

Strade

Da sempre le Strade costituiscono il vettore di trasporto di gran lunga più importante. In assenza di tracce, per l'epoca preromana non sono pressoché documentabili. Ritrovamenti archeologici inducono però a ritenere che nell'odierno territorio sviz. avessero luogo scambi di merci, in parte anche su lunghe distanze, e che quindi dovesse esistere una rete, tuttavia né sistematica né permanente, di sentieri, strade e Idrovie. In epoca romana sul territorio sviz. sorse per la prima volta un sistema stradale interconnesso con altre vie di comunicazione, che, oltre a soddisfare scopi amministrativi e militari, serviva probabilmente al Traffico di transito (Valichi) e, come risulta attestato, anche ai trasporti locali e regionali.

Malgrado l'importanza in parte mantenuta dal traffico di transito e, più tardi, dalla Someggiatura, dalla tarda antichità la dimensione locale tornò a essere preponderante. Le strade erano realizzate con tecniche rudimentali e, salvo nei nuclei insediativi o in corrispondenza di passaggi naturali obbligati (Ponti), presentavano interruzioni. Impulsi di rilievo giunsero nel ME dalla fondazione di città nuove e dal formarsi delle signorie territoriali; anche fattori economici (Pedaggi, Dogane) ebbero un ruolo importante. La costruzione e la manutenzione delle reti stradali si basavano in gran parte sulle corvée.

Dapprima nel cant. Berna, dal 1750 prese avvio la costruzione di strade carrozzabili. Ai vecchi sentieri e percorsi dall'andamento tortuoso, al massimo percorribili da carri, subentrarono tracciati fissi e pavimentati, che collegarono in un primo momento le città. Dal 1830 il fenomeno non si limitò più agli assi principali, per cui sorsero reti regionali di strade carrozzabili. Sul piano organizzativo, questa fase fu contraddistinta da una professionalizzazione delle costruzioni stradali, sottoposte al controllo dei cant., e dal passaggio dalle corvée al lavoro remunerato.

Con l'avvento delle ferrovie dopo il 1850, i traffici su lunghe distanze si spostarono su rotaia. Il potenziamento delle infrastrutture stradali tuttavia proseguì e furono le stesse compagnie ferroviarie a realizzare strade di accesso alle stazioni. La diffusione dell'Automobile dopo il 1900 rappresentò un'ulteriore cesura. Nel periodo fra le due guerre vennero promossi lavori su vasta scala per rinnovare ed estendere la rete stradale e adeguarla al nuovo mezzo di trasporto (andamento dei tracciati, asfaltatura ecc.). I progressi tecnici nella costruzione stradale e le relative risorse finanziarie garantite dagli anni 1920-30 dai dazi sui carburanti crearono i presupposti per la Motorizzazione.

Reti di trasporto energetico nel 2012
Reti di trasporto energetico nel 2012 […]

In seguito alla motorizzazione di massa dal 1950, la costruzione di autostrade (Strade nazionali) divenne un progetto infrastrutturale prioritario e l'idea della città a misura d'automobile fu elevata a paradigma della politica dei trasporti. La fedeltà alle concezioni tradizionali (garantire l'accessibilità dei centri urbani) ebbe però anche effetti negativi e dal 1960 ca. si tradusse in un processo di deurbanizzazione che comportò una dispersione degli Insediamenti (Paesaggio). Negli anni 1980-90 spec. le città adottarono misure per evitare la congestione del traffico, tra cui il potenziamento dei Trasporti pubblici (Politica dei trasporti).

Ferrovie

Nel traffico su rotaia, la sottostruttura, vale a dire la posa dei tracciati (inclusa la costruzione di Gallerie e trafori, ponti ecc.), genera i costi maggiori. Analogamente alle strade carrozzabili, per ragioni di redditività le prime Ferrovie collegarono i centri maggiori, ricalcando così il modello infrastrutturale esistente. Nella progettazione delle reti assunsero però un ruolo perlomeno altrettanto importante gli allacciamenti alle ferrovie estere, soprattutto allo scopo di convogliare il redditizio traffico merci. Ciò spiega in diversi casi i tracciati adottati per le prime linee ferroviarie. Un'importanza strategica ebbe poi sin dall'inizio la questione degli itinerari transalpini (Ferrovia del Gottardo). Come nel caso delle strade carrozzabili, solo in una seconda fase, dal 1890 ca., la costruzione di ferrovie si estese anche alle regioni più periferiche. Sorsero così numerose linee regionali, perlopiù di dimensioni limitate, e strade ferrate turistiche a scartamento ridotto.

La massima estensione della rete ferroviaria fu raggiunta nel 1936, con 5884 km. Dopo il 1920, il raddoppio dei binari e l'elettrificazione, promossi spec. dalle Ferrovie federali svizzere, rappresentarono le innovazioni più importanti. Dagli anni 1930-40 ca. la rotaia passò però progressivamente in secondo piano rispetto alla strada. Solo dagli anni 1980-90 furono nuovamente elaborati progetti di rilevanza intern. (Ferrovia 2000, Nuova ferrovia transalpina).

Le ferrovie a cremagliera e le funicolari, a vocazione prevalentemente turistica (Ferrovie di montagna), vissero il loro apogeo tra il 1870 e il 1914; in seguito furono privilegiati sistemi di trasporto meno costosi come autobus o funivie. Mentre la maggior parte delle ferrovie a cremagliera è tuttora in funzione, diverse funicolari vennero smantellate; altre invece furono trasformate in vere e proprie metropolitane (come la Zermatt-Sunnegga o la Losanna-Ouchy-Epalinges).

Le tramvie elettriche, utilizzate per il traffico di prossimità nelle aree urbane, si diffusero dal 1895 ca. Molte di esse furono soppresse negli anni 1950-60 perché ritenute di ostacolo al traffico motorizzato. Sopravvissero solo quelle delle grandi città (Zurigo, Basilea, Berna, Ginevra), in parte ampliate dagli anni 1980-90.

Idrovie

Da sempre le vie terrestri e le idrovie sono strettamente interconnesse. La Navigazione sui Fiumi avveniva soprattutto seguendo la direzione della corrente (Fluitazione). I canali costruiti nella Conf. nel XVII sec. (canali di Aarberg e Stockalper, canale di Entreroches) non ebbero un successo duraturo. Le correzioni dei corsi d'acqua operate nel XVIII-XIX sec. servirono soprattutto a prevenire le inondazioni.

Se da un lato la navigazione presenta lo svantaggio di essere circoscritta alle vie d'acqua esistenti, dall'altro le infrastrutture necessarie - in sostanza gli impianti d'attracco (Porti) - sono relativamente semplici e poco dispendiose. Spec. sui laghi, dopo il 1850 i battelli a vapore costituirono perciò un'alternativa alle strade ferrate, che necessitavano di ingenti investimenti; considerata la sempre maggiore capillarità della rete ferroviaria, dal 1890 prevalse però la loro vocazione turistica. Un caso particolare è costituito dalla navigazione sul Reno in ragione della sua persistente importanza per il traffico merci e soprattutto per le importazioni di combustibili; dopo diverse correzioni del fiume, dalla fine degli anni 1920-30 il volume delle merci in transito nei porti renani di Basilea registrò un forte aumento.

Vie aeree

I primi voli di linea in partenza da Aeroporti sviz. risalgono al periodo fra le due guerre (Aviazione). Dal 1950 i tre grandi scali odierni (Ginevra-Cointrin, Basilea-Mulhouse, Zurigo-Kloten) assicurano il traffico di linea continentale e intercontinentale, affiancati da una decina di aerodromi regionali. In seguito all'incremento dei traffici, dagli anni 1960-70 le rotte aeree furono oggetto di crescenti regolamentazioni e limitazioni sia spaziali sia temporali per motivi di sicurezza e a causa delle emissioni. I movimenti aerei di Zurigo-Kloten salirono da 12'400 nel 1950 a oltre 100'000 nel 1979 a quasi 300'000 nel 2000. Ciò ha reso necessari impianti aeroportuali tecnicamente sempre più complessi e un'ottimizzazione degli allacciamenti intermodali alla strada e alla rotaia (spec. a Zurigo e Ginevra). L'affermazione dello scalo di Kloten quale crocevia del traffico aereo intern. (aeroporto hub) portò a un forte aumento dei voli, per cui dagli anni 1980-90 le rotte da e per Kloten in territorio ted. sono fonte di conflitti tra Svizzera e Germania. Nel 2005 quest'ultima, con un'apposita ordinanza, limitò unilateralmente i voli in avvicinamento a Kloten da nord, costringendo la Svizzera a convogliare in misura crescente il traffico aereo sul proprio territorio.

Condutture e altri impianti

In Svizzera la lunghezza totale di gasdotti e oleodotti privati ammontava a ca. 600 km nel 1970 e a 2136 km nel 1995. Tale crescita fu dovuta quasi interamente ai gasdotti; il traffico di transito ricopriva un ruolo importante. Soprattutto nelle città, già verso il 1900 sorsero reti di condutture sotterranee, ciò che contribuì al miglioramento delle tecniche di costruzione stradale a causa delle esigenze legate alla resistenza dei rivestimenti.

La Svizzera si trova al centro della rete europea di trasporto del gas naturale. Un importante gasdotto nord-sud dai Paesi Bassi all'Italia varca la frontiera con la Germania nei pressi di Wallbach e quella con l'Italia sul passo del Gries. Costruita all'inizio degli anni 1970-80 dalla Transitgas AG, tale condotta fu ampliata nel 1994-2002. Lungo questa arteria l'impresa partner Swissgas gestisce sei punti di misurazione doganale (Zeiningen, Zuzgen, Däniken, Staffelbach, Ruswil, Obergesteln), dove in media ca. il 25% del gas viene prelevato per l'approvvigionamento nazionale e immesso nella rete sviz. di trasporto ad alta pressione. In Svizzera le reti regionali ad alta pressione raggiungono una lunghezza di quasi 1600 km.

Oleodotti conducono da Genova a Collombey (via Gran San Bernardo) e da Marsiglia a Cornaux/Cressier (via Lione e Giura neocastellano). La raffineria di Collombey entrò in funzione nel 1963, quella di Cressier nel 1966; l'oleodotto Genova-Ingoldstadt attraverso la valle del Reno, inaugurato nel 1966, cessò l'attività nel 1997. Tra il 1970 e il 1997, ogni anno gli oleodotti sviz. garantirono il trasporto di ca. 13 milioni di tonnellate di petrolio.

Esistono infine impianti adibiti a fini ricreativi e turistici quali teleferiche, funivie e scilift. La prima funivia fu quella sul Wetterhorn (1908), il primo scilift ad ancora al mondo entrò in funzione nel 1934 a Davos. Queste strutture, legate all'andamento congiunturale e meteorologico, soprattutto dal 1960 conobbero una fortissima crescita, contestualmente al boom del turismo (automobilistico) di massa e degli sport invernali.

Riferimenti bibliografici

  • Schweizerische Verkehrsstatistik 1996/2000, 2000
  • H.-U. Schiedt et al. (a cura di), Verkehrsgeschichte, 2010