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Etruschi

Le testimonianze di numerosi autori dell'antichità permettono di ipotizzare la presenza di pop. etrusche nella regione alpina. Mentre Tito Livio (5, 33, 11), molto probabilmente influenzato dalle Origines di Catone, riteneva che i Reti fossero stati degli E. imbarbariti, Plinio il Vecchio (Naturalis historia 3, 133) e Giustino (20, 5, 9; secondo Pompeo Trogo) raccontano che un certo Raetus avrebbe guidato gli E., scacciati dai Galli dalla pianura padana, verso le Alpi, dove avrebbero assunto il nome di Reti, in onore del loro condottiero. Una prova per tale ipotesi è stata rinvenuta a più riprese dagli studiosi nei cosiddetti alfabeti nord-etruschi (termine coniato da Theodor Mommsen) dei popoli alpini, tutti riconducibili, nonostante le differenze, all'alfabeto etrusco (Leponti). Ciò dimostra però un influsso solo sul piano culturale; la decifrazione delle iscrizioni è ancora agli inizi, ma la presenza di elementi dell'etrusco o un'affinità con questa lingua sembrano oggi plausibili. D'altro canto, le testimonianze dell'antichità ricalcano gli usuali schemi etnografici dell'epoca (la barbarizzazione, risp. l'eroe eponimo); la questione riguardo il loro riferimento a osservazioni concrete rimane quindi aperta. Permane incerto anche il significato del termine "Reti", che designa il nome di un popolo che non ha però occupato l'area della provincia romana Raetia. La pop. fu certamente presente nel Trentino e nel Tirolo meridionale, ma forse vi erano dei Reti anche in alcune regioni grigionesi. Nel campo dei reperti culturali l'influenza etrusca (come pure quella greca, con cui è parzialmente connessa) è confermata dalle importazioni e dalle imitazioni locali fin dal IX sec., ma in modo più evidente dalla fine del VI e nel V sec. a.C. Esemplare fu soprattutto la lavorazione del metallo (brocche a becco in bronzo, situle, elmi). L'arco alpino era inoltre attraversato da vie di transito per il commercio con l'Europa centrale.

Riferimenti bibliografici

  • AA. VV., Das Räterproblem in geschichtlicher, sprachlicher und archäologischer Sicht, 1984
  • C. Buchiller, «Le tumulus du Bois Murat et son matériel», in Die Welt der Etrusker, a cura di H. Heres, M. Kunze, 1990, 155-163
  • M. Guggisberg, «Die Kontakte zwischen der frühkeltischen Schweiz und dem Süden», in ArS, 14, 1991, 75-88
  • L. Aigner-Foresti (a cura di), Etrusker nördlich von Etrurien, 2 voll., 1992
  • R. Frei-Stolba, «Räter und Etrusker», in HA, 24, 1993, 17-32
  • Gli Etruschi e l'Europa, cat. mostra Parigi e Berlino, 1993
  • M. P. Schindler, Il ripostiglio di Arbedo TI e i ripostigli di bronzi della regione alpina dal VI all'inizio del IV sec. a.C., 1998
  • O.-H. Frey, «Beziehungen zwischen Rätern und Kelten», in Archeologia delle Alpi, 5, 1999, 671-692