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Vispdecania, distretto

Decania vallesana fino al 1798, divisa durante l'Elvetica nei due distr. di V. (con parte della decania di Raron) e Stalden (1798-1802), decania della Repubblica del Vallese (1802-10), cant. della circoscrizione di Briga nel Dip. franc. del Sempione (1810-13), decania (1815-48) poi distr. (dal 1848) del cant. Vallese (dal 1922 senza il com. di Gründen, annesso al distr. di Raron occidentale). Pop: 5424 ab. nel 1850, 7882 nel 1900, 14'212 nel 1950, 26'819 nel 2000.

La decania si sviluppò dalla circoscrizione amministrativa istituita a V. dal vescovo di Sion, signore territoriale. La divisione della zona nei due visdominati di Chouson (o Sankt Niklaus, poi giurisdizione amministrata da un maior) e V. (poi castellania) si perpetuò fino alla fine dell'ancien régime sotto forma di due circoscrizioni giudiziarie. Il visdominato di Chouson comprendeva il Mattertal interno da Kipfen a Zermatt, quello di V. inglobava il resto del distr. attuale e corrispondeva alla grande parrocchia di V.

La decania era composta da quattro quartieri. Il primo comprendeva, oltre a V. (capoluogo), Eyholz, Lalden, Baltschieder, Visperterminen e Zeneggen. Attorno al 1450 i cittadini di V. acquisirono da Ulrich von Raron i diritti di giustizia su Baltschieder, che in origine non faceva parte della castellania di V.; da allora un castellano eletto ogni tre anni dai cittadini di V. amministrò la giurisdizione libera di Baltschieder, dove teneva udienze tutti i martedì. Il secondo quartiere includeva i com. di Stalden, Staldenried, Grächen, Embd e Törbel. La vallata di Saas costituiva il terzo quartiere (o quartier grande), dal 1392 suddiviso a sua volta in quattro parti (Balen, Grund, Fee, Almagell); anche Eisten, località all'ingresso della valle, vi faceva capo per le faccende di interesse decaniale. Il quarto quartiere, spesso noto come vor der Ruffinen in, era un caso particolare nell'ambito della decania; era costituito da quattro giurisdizioni libere, in cui il castellano di V. non godeva di pieni poteri: le tre affidate al rispettivo maior (Kipfen, Chouson e Zermatt, queste ultime due annesse alla decania solo dall'inizio del XV sec.) e la castellania di Randa-Täsch, parte della decania di Briga fino al 1552, quando venne affrancata e incorporata nella giurisdizione di Chouson e alla decania di V.).

A capo dei tre quartieri di V., Stalden e Saas (nucleo originario della decania) vi era un castellano (dal XVII sec. gran castellano). Questi, in un primo momento nominato dal vescovo e dalla prima metà del XV sec. eletto per un anno a turno dai com. di uno dei tre quartieri, rappresentava la decania verso l'esterno alle sedute ordinarie e straordinarie della Dieta vallesana. Era il destinatario delle lettere ufficiali (del vescovo, del gran balivo ecc.) e firmava e suggellava la corrispondenza a nome della decania. Inoltre convocava e presiedeva il Consiglio della decania, che si riuniva almeno due volte l'anno - a S. Martino e all'Epifania - per lo più a Stalden, ma spesso anche a V. A S. Martino veniva eletto il castellano e venivano trattate soprattutto le questioni attinenti ai tre quartieri. A questi ultimi erano riservate le cariche pubbliche vallesane che a turno spettavano alla decania (balivo, castellano, maior). Il quarto quartiere a S. Martino non era quindi tenuto a partecipare al Consiglio della decania, mentre è probabile dovesse farlo all'Epifania, quando si discutevano spec. temi concernenti l'intera decania e il Vallese (manutenzione di strade e ponti, organizzazione militare, servizio mercenario, acquisto del sale, ripartizione di introiti balivali e pensioni ecc.). Di solito erano presenti sia il maior di Chouson sia quello di Zermatt. Il Consiglio della decania ebbe inizialmente competenze molto limitate, poiché l'autorità suprema spettava ai com. Nel XVII e XVIII sec. si arrogò sempre maggiori diritti e spesso dichiarò vincolanti i propri decreti, senza sottoporli all'approvazione dei com.

Il capitano della decania e l'alfiere, originari esclusivamente dei primi tre quartieri, erano eletti a vita e si occupavano degli affari militari, che si svolgevano a V., e comandava le truppe della decania, il secondo aggiornava l'elenco degli uomini mobilitati e aveva la responsabilità delle bandiere. Solo Zermatt, in presenza del capitano o dell'alfiere, poteva svolgere ispezioni militari separate.

Alla Dieta vallesana la decania era abitualmente rappresentata, oltre che dal castellano decaniale, dall'alfiere e dal capitano, anche da un ex castellano e da un rappresentante del quarto quartiere; questa regola fu rispettata rigorosamente fino al 1798. Alle Diete straordinarie partecipavano uno o due inviati.

Nei primi tre quartieri il castellano rivestiva la funzione di giudice supremo; deteneva l'alta e la bassa giustizia. Era assistito dall'usciere e dal curiale o cancelliere. Nei processi di una certa gravità poteva ricorrere ad assessori o giurati dei quartieri. Giudici supremi del quarto quartiere erano il maior di Chouson e quello di Zermatt, che potevano infliggere la pena capitale. Il castellano di Randa-Täsch era invece abilitato a giudicare solo casi di bassa giustizia. Il vescovo di Sion e la Dieta vallesana fungevano da istanze di ricorso. Le condanne a morte dovevano essere confermate dal vescovo e dalla cittadinanza di Sion.

La decania superò senza modifiche territoriali il periodo turbolento seguito al 1798. Dal 1848 il distr. di V., i cui confini coincidono con gli ex confini decaniali, con i suoi 19 com. (2013) costituisce una delle 14 circoscrizioni elettorali vallesane. Alla sua testa si trovano il prefetto e il suo sostituto, nominati dal Consiglio di Stato, che vigilano sull'attuazione delle leggi e sullo svolgimento di votazioni ed elezioni.

Riferimenti bibliografici

  • D. Imesch, Der Zenden Visp, 1966