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Könizbaliaggio, commenda

Fino al 1226 priorato di canonici regolari agostiniani, poi commenda (1226/43-1528) e tenuta (fino al 1729) dell'ordine teutonico, e infine baliaggio bernese (1732-98). Le origini della chiesa e dell'annesso capitolo di K. non sono chiare; secondo la tradizione, la chiesa sarebbe stata fondata dai reali di Borgogna, Rodolfo II e Berta (per i quali si celebravano messe di suffragio), quindi tra il 922 e il 937, anno della morte di Rodolfo. Reperti archeologici fanno supporre l'esistenza di una chiesa altomedievale, ma le parti edilizie più antiche risalgono al basso ME (fine dell'XI sec.); sul piano documentale il capitolo è attestato solo dopo il 1200 (il preposito dal 1208).

Veduta da sud. Cartolina postale, 1940 ca. (Biblioteca nazionale svizzera).
Veduta da sud. Cartolina postale, 1940 ca. (Biblioteca nazionale svizzera). […]

Il capitolo agostiniano aveva diritti di patronato su cinque parrocchie tra i fiumi Aar e Sense: K. (con Berna), Bümpliz, Mühleberg, Neuenegg e Ueberstorf. Il preposito era anche decano del decanato di K. (o di Berna) nella diocesi di Losanna, che comprendeva 29 parrocchie situate fra l'Oberland bernese e il lago di Bienne. Nel 1226 re Enrico e l'imperatore Federico II di Hohenstaufen attribuirono il capitolo, con beni e diritti connessi, all'ordine teutonico; l'esproprio fu seguito da un'accesa vertenza giur., risolta a favore del nuovo proprietario da un verdetto vescovile del 1243. La pop. della città di Berna si schierò con gli agostiniani e fino al 1253 boicottò le funzioni religiose dei cavalieri teutonici, sostenuti invece dai nobili e dallo scoltetto Peter von Bubenberg. Già nel 1257 Berna strinse il primo patto di comborghesia con l'ordine teutonico, che nel 1276 le concesse di costituire una propria parrocchia cittadina. La commenda contava solo pochi cavalieri e fratelli laici; i commendatori provenivano da fam. di nobili e ministeriali dei dintorni di Berna (Kramburg, Brandis, Münsingen, Bubenberg, Erlach ecc.), della Svizzera nordorientale (Schaler, Truchsess, Landenberg ecc.) e della Germania meridionale (Königsegg ecc.). La signoria dell'ordine teutonico comprendeva un'unica bassa giurisdizione, estesa sul territorio del villaggio di K., e un mulino, una locanda, una corte (bene allodiale) e appezzamenti boschivi. Importanti introiti provenivano da vari censi (feudi agricoli nel villaggio e nella parrocchia di K.) e dalle decime delle cinque parrocchie, a cui si aggiunsero in seguito quelle di Bösingen (XIII sec.), Oberbalm (in parte, dopo il 1282) e Wahlern (1338). Nel 1345 la commenda acquistò la curtis imperiale di Bümpliz, che vendette però già nel 1359.

La località di K. appartenne dapprima alla contea di Bargen (menz. dal 1011 al 1016) e poi, dal XIII sec., al langraviato di Burgundia circa Ararim. Quando quest'ultimo fu annesso da Berna (1388), la commenda passò sotto sovranità bernese ed entrò a far parte della giurisdizione di Sternenberg; titolare dell'alta giustizia diventò il tribunale cittadino di Berna.

Da allora i cavalieri teutonici si dovettero confrontare con gli sforzi compiuti da Berna per sottrarsi alla loro influenza sul piano religioso, che iniziarono con i lavori per la collegiata, cominciati nel 1420. La fondazione del capitolo di S. Vincenzo, nel 1485, assicurò a Berna l'autonomia ecclesiastica; nella città l'ordine teutonico perse la filiale urbana della commenda e tutti i diritti religiosi. Durante la Riforma (1528), il commendatore si sottrasse con la fuga alle direttive bernesi che imponevano di consegnare la commenda; Berna allora la confiscò e ne fece amministrare i beni (registro fondiario del 1529). Nel 1542 il responsabile dell'ordine teutonico (commendatore provinciale) ne richiese la restituzione, che ebbe luogo nel 1552 perché Berna ritenne troppo onerosa la simultanea proposta di acquisto; la comunità non fu però ripristinata e l'ordine teutonico dovette affidare l'amministrazione delle proprietà a funzionari bernesi. Nel 1729, infine, Berna acquistò la commenda e vi istituì il suo ultimo baliaggio (1732); il castello dell'ordine (nel ME con diritto di asilo) divenne sede balivale. Il baliaggio di K. non aveva competenze militari (delegate a Sternenberg) né penali (demandate al tribunale cittadino); conservò la bassa giurisdizione sul villaggio, la corte allodiale, i boschi e le decime versate dalle comunità rif. in cui il diritto di collazione spettava al balivo: K., Bümpliz, Mühleberg, Neuenegg, Laupen (dal 1528), Oberbalm, Wahlern, Albligen (dal 1538), Bösingen e Ueberstorf. I forti introiti e la vicinanza alla città resero K. un baliaggio ambito; nel 1798, anno della sua soppressione, le proprietà entrarono a far parte del demanio statale.

Il castello e la chiesa, disposti intorno a un edificio funzionale, formano un complesso imponente, cinto da mura, sviluppatosi progressivamente dal capitolo agostiniano del tardo XI sec. (di cui si conserva fra l'altro il pianterreno, oggi cantina nell'angolo nordorientale del corpo principale). Nel XIII sec. venne edificata la "casa dei cavalieri" e fortificato l'edificio funzionale. Tra il XIV e il XVI sec. si eressero le costruzioni situate fra la cinta muraria e il fronte occidentale e si ricostruì l'ala utilitaria; seguirono nel XVII sec. ristrutturazioni e costruzioni (corpo principale, 1610; nuova ala occidentale, dopo il 1664), nel XVIII il granaio (1724) e interventi complessivi di rinnovo (spec. 1785-87). Nel XIX e XX sec. l'antica sede balivale accolse alternativamente varie istituzioni di pubblica utilità (ist. rieducativo maschile, 1836-75, e femminile, 1875-89; ist. per ciechi, 1890-1919; collegio femminile con scuola di economia domestica, 1925-94), mentre dal 1825 l'ala occidentale è adibita a casa parrocchiale. Nel 1996 il cant. vendette l'intero complesso alla comunità rif. e al com., che vi hanno allestito una sede d'incontri (centro culturale Haberhuus) e locali per attività didattiche.

Riferimenti bibliografici

  • Feller, Bern, 1-4
  • R. Moeri, Köniz: Kirche, Schloss, 1976
  • A. Baeriswyl, «Die Deutschordenskommende in Köniz bei Bern», in Burgen kirchlicher Bauherren, 2001, 193-203