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Giura bernese

Fino alla creazione del canton Giura nel 1978 il Giura bernese designava il territorio dell'antico principato vescovile di Basilea annesso al canton Berna nel 1815, a eccezione della città di Bienne. Successivamente è passato a indicare i tre distretti francofoni di La Neuveville, Moutier, Courtelary, rimasti bernesi; il distretto di Laufen, che dal 1994 appartiene al cantone di Basilea Campagna, è dal canto suo da sempre considerato un'entità particolare.

A partire dalla riforma dell'amministrazione cantonale bernese entrata in vigore nel 2010 che ha portato alla suddivisione del cantone in cinque regioni amministrative e dieci circoscrizioni amministrative, i distretti di Courtelary, La Neuveville e Moutier formano la regione amministrativa del Giura bernese e l'omonima circoscrizione, comprendente 40 comuni; la prefettura si trova a Courtelary.

"Il canton Berna, parte nord", disegnato e inciso da Johann Jakob Scheuermann. Carta n. 4 dell'Atlas de la Suisse, pubblicato nel 1822 da Orell Füssli a Zurigo (ETH-Bibliothek Zürich, Rar K 410:4, e-rara, DOI: 10.3931/e-rara-21553).
"Il canton Berna, parte nord", disegnato e inciso da Johann Jakob Scheuermann. Carta n. 4 dell'Atlas de la Suisse, pubblicato nel 1822 da Orell Füssli a Zurigo (ETH-Bibliothek Zürich, Rar K 410:4, e-rara, DOI: 10.3931/e-rara-21553). […]

Dall'Acte de réunion alla creazione del canton Giura (1815-1978)

Popolazione

Il Giura bernese contava ca. 57'700 abitanti nel 1818, 116'000 nel 1910 e 140'000 nel 1970. Il suo peso demografico nel canton Berna raggiunse il culmine nel 1888 (19%), per poi scendere fino al 1970 (14%). Lo sviluppo della popolazione fu caratterizzato da una forte emigrazione di Giurassiani, parzialmente compensata da un'immigrazione svizzera (soprattutto bernese) nel XIX secolo e straniera nel XX secolo (3% di stranieri nel 1950, 14% nel 1970). La ripartizione degli stranieri sul territorio giurassiano non era uniforme: il 66% di Giurassiani a nord nel 1970 contro il 38% a sud. Nei sei distretti romandi la quota di germanofoni, superiore al 20% alla fine del XIX secolo, scese al 16% nel 1960. Sul piano confessionale, la minoranza riformata si rafforzò nel XIX secolo, ma la separazione tra Giura cattolico e riformato si mantenne nonostante la crescita delle diaspore da una parte e dall'altra. Il tasso di urbanizzazione rimase debole, con soli 11 comuni con più di 1000 abitanti nel 1850; essi divennero 35 nel 1910 e 39 nel 1970 (su un totale di 145), di cui solo cinque contavano fra i 5000 e i 12'000 abitanti.

Evoluzione della popolazione residente nei distretti del Giura bernese 1818-2010a

Distretti (con il cantone di appartenenza attuale)18181831185018701888191019301950197019902010
Courtelary (BE)10 41411 70616 40622 70227 00326 74524 38123 43526 44222 31622 448
Moutier (BE)8 0888 51210 98813 77215 93323 01724 05026 70131 90923 24422 954
La Neuveville (BE)2 6593 1403 8374 4124 4734 2374 5034 5365 7565 4986 266
            
Delémont (JU)9 44110 02112 32013 01813 93517 92518 59220 79627 54933 18535 921
Franches-Montagnes (JU)7 1527 3328 97410 78910 75010 6148 7538 4968  3039 1449 966
Porrentruy (JU)15 78516 85620 56523 98825 41925 61123 67925 21226 13523 90424 145
            
Laufen (BL)4 0565 0775 2035 6775 9858 3839 13710 58514 03314 99618 901

a Fino al 1970 suddivisione dei distretti del Giura bernese. I dati per il 1990 e il 2010 si riferiscono alla suddivisione attuale dei distretti dei cantoni Giura e Basilea Campagna e, per il canton Berna, agli ex distretti che dal 2010 costituiscono la circoscrizione amministrativa del Giura bernese.

Evoluzione della popolazione residente nei distretti del Giura bernese 1818-2010 -  Manuel statistique du canton de Berne, 1964, 1965, pp. 26-27; Annuaire des statistiques jurassiennes, 1984, pp. 65-69; Ufficio federale di statistica

Quadro istituzionale

L'Acte de réunion che regolamentò l'annessione dei territori dell’antico principato vescovile di Basilea al canton Berna. Prima pagina del documento manoscritto, redatto in tedesco e francese (Staatsarchiv Bern, F. Bistum Basel 1815.11.14).
L'Acte de réunion che regolamentò l'annessione dei territori dell’antico principato vescovile di Basilea al canton Berna. Prima pagina del documento manoscritto, redatto in tedesco e francese (Staatsarchiv Bern, F. Bistum Basel 1815.11.14).

L'Acte de réunion del 1815 stabilì che il Giura, come la campagna bernese, fosse sottoposto al controllo del patriziato cittadino di Berna; poté per contro conservare il sistema fiscale del regime francese, che aveva introdotto un'imposta fondiaria in sostituzione degli oneri feudali. Durante la Restaurazione, il Giura (in tedesco Leberberg) era diviso in cinque baliaggi (leberbergische Ämter), denominati distretti dal 1831: Porrentruy, Delémont (con Laufen), Les Franches-Montagnes, Moutier e Courtelary; La Neuveville e la Montagne de Diesse erano compresi in quello di Erlach (Cerlier in francese). La Costituzione liberale del 1831, che riconosceva il francese come lingua nazionale, e quella radicale del 1846, che manteneva il particolarismo giurassiano (imposta fondiaria, legislazione francese, assistenza pubblica), furono approvate a larga maggioranza dai Giurassiani. Questi ultimi respinsero invece con forza la Costituzione del 1893 e la legge sull'assistenza pubblica e il domicilio del 1897, che ponevano fine al regime speciale del Giura in materia legislativa, fiscale e sociale. Dal 1848 al 1890 il Giura costituì un unico circondario elettorale federale, diviso poi dal 1890 al 1918 in Giura meridionale (Courtelary, Franches-Montagnes, Moutier, La Neuveville) e Giura settentrionale (Delémont, Laufen, Porrentruy). Con l'introduzione del sistema proporzionale (1919), il canton Berna divenne un circondario elettorale unico, ma i partiti erano usi presentare liste separate e apparentate per il Giura e il "vecchio cantone".

Nel 1846 il Giura fu diviso in sette distretti (Courtelary, Delémont, Les Franches-Montagnes, Laufen, Moutier, La Neuveville, Porrentruy), composti da 147 comuni (146 nel 1882, 145 nel 1952). L'Acte de réunion del 1815 abolì l'organizzazione comunale francese e reintrodusse la distinzione tra cittadini e semplici abitanti. La Costituzione del 1831 e la legge sui comuni del 1833 istituirono il comune politico, garantendo però ai comuni patriziali la proprietà dei loro beni. Nel decennio 1860 si procedette alla divisione dei beni comuni. Nelle regioni rurali fu creata la commune mixte: un consiglio unico amministrava il comune politico e gestiva i beni di quello patriziale. Nel 1869 si contavano 79 communes mixtes, 68 comuni politici e 75 comuni patriziali o sezioni. Salvo qualche cambiamento a livello locale, questa struttura si è conservata fino a oggi.

Vita politica

Nel XIX secolo le correnti di opinione si cristallizzarono inizialmente attorno a un uomo e a un giornale prima di strutturarsi in partiti politici: Xavier Stockmar e L'Helvétie incarnavano il liberalismo degli anni 1830; Joseph Trouillat e il Réveil du Jura (1860) e poi Ernest Daucourt e Le Pays (1873) furono i rappresentanti principali del conservatorismo cattolico; Le Jura bernois (1867) di Saint-Imier e Le Démocrate (1877) di Delémont erano i portavoce dell'Association populaire jurassienne, antenata del Partito liberale radicale. I rapporti tra Chiesa e Stato erano al centro delle lotte politiche tra liberali radicali ("rossi") e conservatori ("neri"). Il Partito conservatore cattolico, fondato nel 1877, prese il nome di Partito popolare democratico del Giura nel 1971. La Fédération jurassienne, fondata all'epoca della prima Internazionale, e il successivo sviluppo del sindacalismo operaio nell'orologeria favorirono la nascita del Partito socialista giurassiano all'inizio del XX secolo. Nel 1919 una parte del mondo rurale giurassiano aderì al nuovo Partito dei contadini, degli artigiani e dei borghesi bernese. L'introduzione del sistema proporzionale comportò una stabilizzazione dei rapporti di forza: i liberali radicali, presenti in maniera equilibrata su tutto il territorio, e i conservatori, forti soprattutto nel Giura cattolico, raccoglievano ciascuno un terzo dell'elettorato; i socialisti, salvo che negli anni 1930, faticavano a ottenere un quarto dei voti, mentre gli agrari raggiungevano stabilmente il 10%. Questi quattro partiti non soffrirono la comparsa di nuove formazioni quali i cristiano-sociali indipendenti (dal 1957) e il Partito operaio popolare (dal 1967). Socialisti e liberali radicali erano tuttavia profondamente divisi dalla questione giurassiana. La stabilità del regime dei partiti contrastava con l'evoluzione progressista dei Giurassiani nelle votazioni popolari.

Economia

"Le forge di La Reuchenette nell'Erguel". Acquaforte di Johann Joseph Hartmann, 1800 ca. (Biblioteca nazionale svizzera, Berna).
"Le forge di La Reuchenette nell'Erguel". Acquaforte di Johann Joseph Hartmann, 1800 ca. (Biblioteca nazionale svizzera, Berna). […]

Attorno al 1815 il Giura era una regione essenzialmente agricola. Territorio in cui predominano le condizioni di media montagna, visse un riorientamento delle proprie attività verso l'allevamento e l'economia lattiera, di cui il cavallo delle Franches-Montagnes e il formaggio Tête de moine divennero gli emblemi. Dalla metà del XIX secolo si sviluppò un movimento associativo agricolo. La formazione professionale fu favorita dall'apertura della scuola cantonale di agricoltura, fondata a Porrentruy nel 1897 e trasferita a Courtemelon (Courtételle) nel 1927.

Il laboratorio degli orologiai nella fabbrica Longines a Saint-Imier. Fotografia, 1935 ca. (Bild Archiv HR. Bramaz, Oberwil-Lieli).
Il laboratorio degli orologiai nella fabbrica Longines a Saint-Imier. Fotografia, 1935 ca. (Bild Archiv HR. Bramaz, Oberwil-Lieli).

L'industria del ferro, sviluppatasi dalle fucine dei principi vescovi di Basilea, conobbe un periodo di forte espansione negli anni 1850 (sei altiforni in attività), cui fece seguito un rapido declino. Dopo il riscatto di alcune imprese cadute in fallimento attorno al 1880, la società Von Roll concentrò la produzione in due fonderie – Choindez e Les Rondez – e abbandonò lo sfruttamento delle miniere nel 1926. L'orologeria dominò l'economia giurassiana dal XIX secolo. Dopo uno sviluppo generale nell'ambito del sistema dell'établissage (particolare forma di Verlagssystem) nella valle di Saint-Imier, nelle Franches-Montagnes e nell'Ajoie, durante la rivoluzione industriale le vallate raggiunte dalla ferrovia videro l'insediamento di nuove fabbriche, che attirarono la manodopera: il contadino-orologiaio a domicilio fu così sostituito dall'operaio di fabbrica. Longines a Saint-Imier (1866) e Tavannes Watch Co. (1891) raggiunsero dimensioni fuori dal comune in un contesto caratterizzato da piccole e medie imprese produttrici di orologi, quadranti, pietre fini e casse. A Moutier, dall'orologeria si sviluppò attorno al 1880 l'industria delle macchine di precisione, fiorente durante il XX secolo nonostante alcune crisi: Tornos, Bechler (Tornos-Bechler), Pétermann. Nell'Ajoie, la fabbrica di tabacco Burrus a Boncourt, poi la produzione di maglieria e di calzature a Porrentruy e dintorni si affiancarono all'orologeria dominante. La coltelleria Wenger di Delémont e la fabbrica di biciclette Condor di Courfaivre furono fondate nel 1893. Il distretto di Laufen si orientò verso le industrie della carta, del cemento e della ceramica. Nel 1970, il 9% della popolazione attiva lavorava nel settore primario, il 66% nel secondario e il 25% nel terziario.

"La macchina svizzera di precisione, Pétermann, Moutier". Manifesto realizzato nel 1943 da René Bleuer (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
"La macchina svizzera di precisione, Pétermann, Moutier". Manifesto realizzato nel 1943 da René Bleuer (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).

La conformazione del territorio rendeva difficili i collegamenti interni ed esterni. Nel 1815 la rete stradale era costituita da due assi principali, che collegavano Basilea a Bienne attraverso la valle della Birsa e Pierre-Pertuis, e Tavannes a Porrentruy via Les Rangiers. All'epoca della costruzione delle ferrovie, il Giura rimase tagliato fuori dalle nuove linee. Dopo l'annessione dell'Alsazia-Lorena da parte della Germania, che interruppe il collegamento tra Parigi e la Svizzera attraverso Basilea, l'impegno di notabili giurassiani e delle autorità locali rese possibile la costruzione delle linee Delle-Porrentruy-Delémont, Bienne-Basilea (attraverso la valle di Tavannes) e Sonceboz-Les Convers (1872-1877). Lo sviluppo dell'orologeria favorì la nascita di linee regionali private (1884-1913), che nel 1945 si unirono a formare le Ferrovie del Giura. Moutier fu collegata a Soletta nel 1908; il tunnel Moutier-Grenchen, situato lungo l'asse Milano-Lötschberg-Parigi, aperto nel 1916, perse la sua importanza quando l'Alsazia ridivenne francese (Ferrovia del Giura-Sempione). Lo sviluppo del traffico automobilistico rese di primaria importanza il problema dei collegamenti stradali. Dagli anni 1960 i Giurassiani rivendicarono la costruzione di un'autostrada Boncourt-Oensingen, la cosiddetta Transgiurassiana, che collegasse le reti francesi e svizzere.

Litografia in ricordo dell'arrivo del primo treno a Saint-Imier nel 1874 (Staatsarchiv Bern, T 218).
Litografia in ricordo dell'arrivo del primo treno a Saint-Imier nel 1874 (Staatsarchiv Bern, T 218). […]

Legata allo sviluppo delle comunicazioni, la difesa degli interessi regionali fu sostenuta da due associazioni. Nel 1903 la fondazione di una società per lo sviluppo della regione (Société jurassienne de développement, dal 1938 Pro Jura) segnò la volontà di richiamare turisti svizzeri e stranieri. L'Association de défense des intérêts du Jura (ADIJ), nata nel 1925, si preoccupò invece dello sviluppo delle comunicazioni e dei problemi economici e sociali.

Società e vita associativa

La società letteraria di Tavannes. Fotografia, 26.3.1922 (Collections Mémoires d'Ici, Saint-Imier).
La società letteraria di Tavannes. Fotografia, 26.3.1922 (Collections Mémoires d'Ici, Saint-Imier). […]

Dalla fine del XIX secolo la società rurale lasciò progressivamente il posto a una società caratterizzata per lo più da salariati attivi in un'industria fortemente decentralizzata. Gli operai, che vivevano delocalizzati sul territorio, non riuscirono in alcun caso a rimettere in discussione il dominio della piccola borghesia locale e regionale. Significativa a questo proposito è la composizione sociale della deputazione giurassiana al Gran Consiglio bernese (1922-1974), formata per i tre quarti da indipendenti e per il resto da salariati. Gli operai dell'orologeria (dal 1886) e della metallurgia (verso il 1900) si organizzarono in sindacati che nel 1915 si riunirono nella Federazione svizzera degli operai metallurgici e orologiai (poi Federazione svizzera dei lavoratori metallurgici e orologiai). Quest'ultima deteneva una netta maggioranza all'interno del Cartello sindacale giurassiano che, dal 1930, raccoglieva le sezioni regionali delle federazioni dell'Unione sindacale svizzera (USS). Il numero dei loro membri passò da 6700 nel 1917 a più di 15'000 nel 1963. Il sindacalismo cristiano restò fortemente minoritario anche nei distretti cattolici.

Fatta eccezione per le grandi associazioni (la Société jurassienne d'émulation, fondata nel 1847, Pro Jura e l'ADIJ), soprattutto dalla metà del XIX secolo la vita associativa si sviluppò secondo due tipologie differenti di socialità: nei villaggi si limitò alle società di musica, di canto, di tiro e alle associazioni agricole; nelle località urbane, accanto a quelle citate, dall'ultimo quarto del XIX secolo furono attive società di previdenza e filantropiche così come associazioni professionali e sportive.

Chiesa e vita religiosa

"Il nuovo don Chisciotte". Caricatura a piena pagina pubblicata sul Nebelspalter, n. 33, 12.8.1876 (ETH-Bibliothek Zürich, e-periodica).
"Il nuovo don Chisciotte". Caricatura a piena pagina pubblicata sul Nebelspalter, n. 33, 12.8.1876 (ETH-Bibliothek Zürich, e-periodica). […]

L'Acte de réunion garantì l'esercizio delle religioni cattolica e riformata nei comuni dove queste erano professate; il culto degli anabattisti era tollerato. Le parrocchie riformate che in epoca napoleonica avevano fatto parte delle quattro chiese cosiddette concistoriali (sotto cui erano riunite le comunità locali più piccole) furono incorporate alla Chiesa bernese, all'interno della quale i pastori del Giura costituirono una classe particolare; la parte cattolica, dipendente dalla diocesi di Strasburgo sotto il regime francese, fece nuovamente capo a quella di Basilea dal 1814, sottoposta a riorganizzazione nel 1828. La Costituzione del 1831 proclamò la libertà di fede; quella del 1846, pur riconoscendo la libertà di culto, ammise solo due Chiese nazionali. Nel febbraio del 1836 il Gran Consiglio bernese adottò gli articoli di Baden, destinati a regolare i rapporti tra Chiesa e Stato; ciò mise in agitazione la popolazione del Giura cattolico e il Gran Consiglio bernese, sotto la pressione della Francia, dovette rivedere la propria decisione. L'antagonismo tra gli ambienti cattolici e il potere cantonale bernese raggiunse l'apice durante il Kulturkampf. La deposizione del vescovo giurassiano Eugène Lachat, le misure di repressione nei confronti del clero, solidale con quest'ultimo, e la legge del 1874 sull'organizzazione del culto, che istituì una Chiesa cattolico-cristiana, provocarono la resistenza dei cattolici giurassiani, che fecero appello alla Confederazione. Le tensioni si attenuarono già nel 1878; si dovette tuttavia attendere ancora mezzo secolo prima che tutti gli strascichi del Kulturkampf fossero superati. La legge sull'organizzazione del culto del 1945 fu accolta di misura grazie al massiccio voto dei Giurassiani. Dopo la seconda guerra mondiale, il movimento ecumenico riavvicinò il Sinodo evangelico del Giura e la Chiesa cattolica, molto attivi nell'aiuto sociale e nell'animazione culturale e spirituale (Centro di Sornetan, Centro S. Francesco a Delémont).

Scuola e istituzioni culturali

L'Acte de réunion sottopose nuovamente alle autorità ecclesiastiche le scuole elementari comunali, frequentate solamente da novembre ad aprile, e le due scuole secondarie di Porrentruy e di Delémont (quest'ultima fondata nel 1812). Dall'introduzione della Costituzione liberale del 1831, il sistema scolastico divenne di competenza dello Stato liberale, che promulgò in particolare la legge sulle scuole elementari pubbliche (1835), le leggi sull'organizzazione dell'istruzione pubblica e sulle scuole secondarie (1856) e la legge sull'insegnamento elementare (1894). Fautori dell'insegnamento laico e sostenitori della scuola confessionale si scontrarono sulla legislazione, sullo statuto delle scuole magistrali di Porrentruy (1837) e Delémont (1846) e della scuola cantonale di Porrentruy (1858) e sulla questione delle suore insegnanti (1849, 1867/1868). Nel XIX secolo, ca. 70 scuole tedesche private o comunali accoglievano i figli degli immigrati svizzerotedeschi; a seguito dell'applicazione del principio della territorialità delle lingue, nel 1968 ne restavano solo sei. Raggiunta la pace in ambito scolastico, nel XX secolo fu possibile garantire un'organizzazione autonoma alla scuola francofona. Dal 1847 l'élite letteraria, scientifica e artistica si riunisce nella Société jurassienne d'émulation. L'Institut jurassien des sciences, des lettres et des arts (1950) raggruppa scrittori, artisti e professori universitari, mentre l'Università popolare, fondata nel 1957, dispensa numerosi corsi decentralizzati secondo il principio dell'educazione permanente.

La questione giurassiana

Dalle origini alla votazione del 1959

Corteo durante il carnevale di Cornol l'8 febbraio 1948. Fotografia di Albert Perronne (Musée de l'Hôtel-Dieu, Porrentruy).
Corteo durante il carnevale di Cornol l'8 febbraio 1948. Fotografia di Albert Perronne (Musée de l'Hôtel-Dieu, Porrentruy). […]

Dal XIX secolo si parlò di "questione giurassiana" in riferimento al problema della minoranza nata dall'annessione dell'antico principato vescovile di Basilea al canton Berna, all'interno del quale il popolo giurassiano viveva in una condizione di dipendenza politica. Questa situazione, paradossale in una Svizzera federalista, avrebbe potuto protrarsi unicamente se la minoranza giurassiana non si fosse sentita vessata o minacciata nella sua esistenza. L'annessione a Berna fu inizialmente accettata come un male minore. La rivendicazione separatista si manifestò occasionalmente nel XIX secolo e divenne più frequente in seguito ai tentativi di germanizzazione dell'inizio del XX secolo. Verso la fine della prima guerra mondiale la questione giurassiana fu rilanciata da un gruppo di intellettuali che auspicavano la creazione di un canton Giura. Il comitato separatista del 1917, che suscitò una forte reazione antiseparatista, scomparve rapidamente. Tra le due guerre mondiali, il declino demografico e le difficoltà economiche ravvivarono l'opinione che gli "interessi giurassiani" fossero trascurati da Berna, mentre poeti, storici e letterati sentirono la necessità di affermare la propria identità, basata sulla lingua e la storia. La Société jurassienne d'émulation, Pro Jura e l'ADIJ riunivano esponenti di una borghesia regionale di orientamento liberale (professori, magistrati, funzionari, direttori di aziende e responsabili politici), che contribuì ampiamente allo sviluppo dell'identità giurassiana. Furono queste tre grandi associazioni che nel giugno del 1943 presentarono le rivendicazioni del Giura (il "malessere giurassiano") al governo bernese e in seguito si misero a capo del Comité de Moutier (1947), prima di essere superate dal movimento separatista, punta di diamante di una nuova generazione.

Gli studiosi fanno risalire l'origine della questione giurassiana all'affare Moeckli (settembre 1947), che scoppiò quando il Gran Consiglio bernese si rifiutò di affidare a Georges Moeckli, Consigliere di Stato di origine giurassiana, la direzione del Dipartimento dei lavori pubblici in quanto francofono. Fu in effetti in seguito a questo incidente e alle vive proteste che esso suscitò nel Giura che si costituì il Comité de Moutier. Il suo obiettivo iniziale era di ottenere uno statuto che, attraverso la creazione di un sistema federalista e bicamerale nel canton Berna, garantisse al Giura un'ampia autonomia. Il rifiuto da parte dello Stato bernese di rimettere in discussione l'unità cantonale spinse il Comité ad abbandonare la rivendicazione autonomista e a schierarsi in favore di una soluzione di compromesso: il riconoscimento costituzionale del "popolo giurassiano", adottato in votazione popolare il 29.10.1950.

"Il Giura: un nuovo cantone?". Cinegiornale svizzero, edizione n. 784 del 6.9.1957 (Archivio federale svizzero, J2.143#1996/386#784-3#2*) © Cinémathèque suisse, Losanna e Archivio federale svizzero, Berna.
"Il Giura: un nuovo cantone?". Cinegiornale svizzero, edizione n. 784 del 6.9.1957 (Archivio federale svizzero, J2.143#1996/386#784-3#2*) © Cinémathèque suisse, Losanna e Archivio federale svizzero, Berna. […]

La misura fu giudicata insufficiente dai militanti separatisti, che si appropriarono dell'eredità dottrinale del Comité de Moutier e, dal novembre del 1947, costituirono il Mouvement séparatiste jurassien, divenuto poi Rassemblement jurassien (RJ, 1951) sotto l'impulso dei suoi principali leader, Roland Béguelin e Roger Schaffter. Poco dopo lo scioglimento del Comité de Moutier, avvenuto il 13.11.1952, gli ambienti antiseparatisti fondarono l'Union des patriotes jurassiens (UPJ). Durante gli anni 1950 il conflitto fra i due movimenti si sviluppò soprattutto attorno alla storia giurassiana, garante agli occhi del RJ di un'autonomia plurisecolare persa nel 1792, e alla dimensione economica della questione giurassiana, che, secondo l'UPJ, rappresentava il principale ostacolo all'indipendenza. Nel settembre del 1957 il RJ lanciò un'iniziativa cantonale destinata ad accertare le aspirazioni dei Giurassiani in merito alla creazione di un cantone del Giura. L'iniziativa, su cui si votò il 5.7.1959, fu ampiamente respinta dalla parte più antica del canton Berna, mentre il Giura si espresse con una debole maggioranza (52%) a favore dello status quo. Il risultato rappresentò per il RJ una sconfitta, soprattutto perché invalidava la sua tesi dell'unità del "popolo giurassiano". In effetti, mentre i tre distretti francofoni e cattolici del Giura settentrionale si erano espressi a larga maggioranza in favore del separatismo, i tre meridionali, riformati e francofoni, e il distretto di Laufen, cattolico e di lingua tedesca, si erano ampiamente dimostrati fedeli al canton Berna. Lo scrutinio spinse progressivamente il RJ a rivedere la sua politica e a basarla su una concezione "etnica" che poneva un accento maggiore sulla dimensione linguistica piuttosto che storica. Questa operazione permise al RJ di contestare i risultati della votazione del 1959, falsati secondo la sua visione dall'intervento degli svizzerotedeschi immigrati nel Giura, e di rinunciare definitivamente alla rivendicazione del distretto germanofono di Laufen.

Dai plebisciti all'Assemblée interjurassienne

"Processo dei Béliers". Cinegiornale svizzero, edizione n. 1448 del 26.2.1971 (Archivio federale svizzero, J2.143#1996/386#1448-3#1*) © Cinémathèque suisse, Losanna e Archivio federale svizzero, Berna.
"Processo dei Béliers". Cinegiornale svizzero, edizione n. 1448 del 26.2.1971 (Archivio federale svizzero, J2.143#1996/386#1448-3#1*) © Cinémathèque suisse, Losanna e Archivio federale svizzero, Berna. […]

Negli anni 1960 i toni della contesa si inasprirono. Il RJ si riorganizzò e intensificò la sua presenza. Fondata nel dicembre del 1963, l'organizzazione giovanile Bélier divenne il principale strumento di lotta. Un Front de libération jurassien (FLJ) rivendicò diversi attentati e, nel 1964, a Les Rangiers le urla di diverse migliaia di manifestanti separatisti impedirono al Consigliere federale Paul Chaudet di tenere un discorso. Malgrado i tentativi di compromesso, le posizioni rimasero molto distanti, tanto più che il governo bernese si dimostrava irremovibile sul principio dell'unità cantonale. Nel 1967 si discostò tuttavia da questa posizione, proponendo un piano di misure che portarono all'adozione in votazione popolare di un'aggiunta costituzionale che specificava le modalità di una procedura di autodeterminazione nel Giura l'1.3.1970. Ispirata dalla commissione confederata dei buoni uffici (detta dei quattro e poi dei cinque "saggi"), questa procedura prevedeva una serie di tre plebisciti sulla separazione: dapprima su tutto il territorio giurassiano, poi nei distretti dove la divisione era stata respinta e infine nei comuni limitrofi. L'UPJ, che si rifaceva alla maggioranza antiseparatista espressa in occasione della votazione del 1959, attribuì in anticipo tutte le responsabilità di una scissione del Giura al RJ. Quest'ultimo, favorevole all'idea di uno scrutinio di autodeterminazione nel Giura, ne contestò tuttavia le modalità. Durante l'estate del 1969 si costituì il Mouvement pour l'unité du Jura (MUJ), di tendenza unitaria moderata. Questa "terza forza", preoccupata di evitare una scissione del Giura in caso di avvio della procedura plebiscitaria, si schierò a favore di uno statuto di autonomia. La speranza restò vana; lo Statuto del Giura adottato nel 1973 dalle autorità bernesi era lontano dall'offrire l'autonomia auspicata dal MUJ.

Plebiscito del 23.6.1974 sulla creazione di un nuovo cantone del Giura (risultati nei sette distretti giurassiani).
Plebiscito del 23.6.1974 sulla creazione di un nuovo cantone del Giura (risultati nei sette distretti giurassiani). […]

In questo contesto, il Consiglio di Stato bernese fissò la data del primo plebiscito per il 23.6.1974. Il RJ, dopo aver minacciato di non partecipare allo scrutinio, decise comunque di scendere in campo. Contro ogni attesa, la prima consultazione rivelò una debole maggioranza separatista in tutto il Giura, confermando comunque in sostanza le divisioni già emerse nel 1959 (36'802 sì contro 34'057 no, 1726 schede bianche). La reazione antiseparatista fu rafforzata dalle migliaia di donne aderenti al Groupement féminin de Force démocratique e dal gruppo giovanile dei Sanglier. Il 16.3.1975, in occasione del secondo scrutinio, i tre distretti meridionali riconfermarono la loro appartenenza al canton Berna. Il terzo voto (7 e 14 settembre) portò infine chiarezza sui confini cantonali; la città di Moutier raggiunse una risicata maggioranza antiseparatista. Il 14 settembre, il distretto di Laufen votò la sua permanenza nel canton Berna, riservandosi tuttavia la possibilità di unirsi a un cantone vicino.

Manifestazione dei giovani antiseparatisti filobernesi Sangliers a Malleray e Bévilard la sera del 25.4.1975. Fotografia Actualité suisse Lausanne (Staatsarchiv Bern, PBA BZ D 1795).
Manifestazione dei giovani antiseparatisti filobernesi Sangliers a Malleray e Bévilard la sera del 25.4.1975. Fotografia Actualité suisse Lausanne (Staatsarchiv Bern, PBA BZ D 1795).

Il periodo dei plebisciti fu caratterizzato da una tensione molto viva fra i due campi. La sconfitta della "terza forza", che aveva invitato a votare scheda bianca il 23 giugno, fu accompagnata da una radicalizzazione dell'antagonismo fra il campo antiseparatista, che procedette a una mobilitazione senza precedenti dei suoi sostenitori dotandosi di una nuova organizzazione di forze (Force démocratique), e il RJ, che richiamandosi alla vittoria del primo voto contestò la validità di quelli successivi. Quella fase della questione giurassiana costituì senza dubbio una cesura: l'unità storica lasciava posto a tre territori distinti. Nel Giura settentrionale fu eletta una Costituente, che procedette alla creazione delle basi istituzionali del nuovo cantone, la cui sovranità fu riconosciuta dal voto federale del 24.9.1978. Il RJ, che vide la propria egemonia ridursi progressivamente a favore dei tradizionali partiti politici, mantenne comunque la pressione sulle autorità giurassiane per spingerle verso una politica di riunificazione. Il clima politico nel Giura meridionale, ancora teso all'inizio degli anni 1980, andò in seguito normalizzandosi. Lo scontro fra i due campi si spostò sul piano delle elezioni locali; nel 1982 gli antiseparatisti persero la maggioranza a Moutier.

Sulla scalinata del palazzo comunale di Delémont, il 24.9.1978 François Lachat annunciò alle Giurassiane e ai Giurassiani che il popolo svizzero aveva accettato la creazione di un nuovo cantone (Fotografia Jacques Bélat).
Sulla scalinata del palazzo comunale di Delémont, il 24.9.1978 François Lachat annunciò alle Giurassiane e ai Giurassiani che il popolo svizzero aveva accettato la creazione di un nuovo cantone (Fotografia Jacques Bélat).

Nel 1983 il distretto di Laufen respinse in votazione popolare l'annessione al vicino cantone di Basilea Campagna. Le autorità bernesi furono accusate di aver finanziato il campo antiseparatista. Il Tribunale federale confermò i risultati dei plebisciti del Giura meridionale, ma invalidò lo scrutinio del distretto di Laufen, la cui popolazione approvò il passaggio a Basilea Campagna il 12.11.1989. Rilanciata da questi avvenimenti, la questione giurassiana tornò in primo piano con la pubblicazione, il 31.3.1993, del rapporto della Commissione Widmer, organo consultivo del Consiglio federale e dei cantoni di Berna e Giura che prese il nome del suo presidente, Sigmund Widmer. Il rapporto, accolto con favore da parte giurassiana ma duramente criticato dagli ambienti bernesi e antiseparatisti, invitava al dialogo e definiva a grandi linee una procedura in vista di una riunificazione. La Confederazione mediò fra i due governi cantonali che, stanchi di un clima nuovamente segnato da episodi di violenza, sottoscrissero un accordo tripartito il 25.3.1994. Le parti si prefiggevano di trovare una soluzione politica al conflitto attraverso il dialogo; venne così costituita l'Assemblée interjurassienne (AIJ), presieduta nell'ordine dall'ex Consigliere federale René Felber (1994-1997), dall'ex Consigliere di Stato liberale vodese Jean-François Leuba (1997-2003), dall'ex Consigliere di Stato radicale vallesano Serge Sierro (2003-2010) e dall'ex Consigliere agli Stati liberale radicale ticinese Dick Marty (2011-2017). Oltre a promuovere il dialogo tra Giurassiani sul loro avvenire comune, l'AIJ ebbe lo scopo di favorire la collaborazione fra Giura bernese e canton Giura anche attraverso la creazione di istituzioni comuni. Per giungere a questo accordo, l'esecutivo bernese dovette ammettere l'esistenza di una comunità di interessi tra le due parti della regione giurassiana, mentre il governo del canton Giura dovette riconoscere il legame fra i distretti meridionali e il canton Berna (così come definiti nella Costituzione del vecchio cantone). Gli ambienti separatisti giudicarono severamente questo accordo che, accettando di fatto la procedura plebiscitaria degli anni 1970, ritenevano riduttivo rispetto alle conclusioni della Commissione Widmer e orientato verso l'abbandono da parte del nuovo Stato della politica di riunificazione. La questione giurassiana si era comunque definitivamente avviata verso una nuova fase, in cui le parti erano chiamate a negoziare sulle conseguenze politiche della divisione.

Nel 2005 i governi cantonali bernese e giurassiano hanno incaricato l'AIJ di formulare delle proposte in merito al futuro istituzionale della regione intergiurassiana. Tra queste, nel suo rapporto finale (2009) l'AIJ ha indicato la riunificazione del Giura mediante la creazione di un nuovo cantone, suddiviso in sei distretti. Sottoposto a votazione popolare nel 2013, dopo che i due governi avevano stabilito in una dichiarazione d'intenti il processo di voto, il progetto è stato respinto: nettamente rifiutato dai tre distretti del Giura bernese con il 71,8% dei voti, è stato invece approvato a larga maggioranza dal canton Giura con il 76,6% di consensi. Nel Giura bernese Moutier ha costituito un'eccezione, con il 55% di sì. Come previsto nella dichiarazione d'intenti, i comuni del Giura bernese interessati potevano richiedere una nuova votazione per esprimersi definitivamente in merito alla loro appartenenza cantonale. Nel 2017 Belprahon e Sorvilier hanno approvato la loro permanenza nel canton Berna, mentre Moutier ha deciso di passare al canton Giura. Il processo di voto concordato risultava pertanto concluso: l'accordo del 25.3.1994 è stato revocato e l'AIJ, portato a termine il proprio compito, è stata sciolta nel 2017.

Edizione principale del telegiornale della televisione svizzerofrancese del 18.6.2017 (Radio Télévision Suisse, Ginevra, Play RTS).
Edizione principale del telegiornale della televisione svizzerofrancese del 18.6.2017 (Radio Télévision Suisse, Ginevra, Play RTS). […]

In seguito a un ricorso il voto di Moutier è stato tuttavia invalidato dalla prefetta della circoscrizione amministrativa del Giura bernese. L'esecutivo di Moutier ha fatto a sua volta ricorso contro l'annullamento; nel 2019 la questione risultava ancora irrisolta. 

Dalla separazione allo statuto particolare

Con la formazione del canton Giura, dall'1.1.1979 il Giura bernese si ridusse ai distretti di Courtelary, Moutier e La Neuveville (quello di Laufen, rimasto anch'esso bernese, non venne più considerato parte del Giura bernese per la sua posizione isolata). Da allora ha diritto a un solo Consigliere di Stato invece di due. Contava 58'601 abitanti nel 1970, 51'593 nel 1980, 51'128 nel 1990, 51'408 nel 2000, 51'668 nel 2010 e 53'768 nel 2017 (pari al 5,2% della popolazione cantonale). La popolazione era composta dall'82,3% di francofoni e dal 10,8% di germanofoni nel 2000, rispettivamente dall'85,8% e 12,8% nel 2014-2016. Sul piano confessionale si registravano 54% di riformati e 28,7% di cattolici nel 2000, rispettivamente 36,1% e 28,1% nel 2012-2016.

Prima ancora della formazione del canton Giura, il Giura bernese si era già dotato nel 1977 di una struttura regionale che ne riuniva i comuni, la Fédération des communes du Jura bernois (FJB). Istituzione di diritto pubblico, la FJB era chiamata a esercitare i diritti di cooperazione inseriti nel 1978 nella Costituzione e nella legislazione del canton Berna per facilitare l'integrazione del Giura bernese, la cui posizione era resa ancora più marginale dal tracciato delle nuove frontiere cantonali. La FJB rappresentava tutti gli allora 50 comuni dei tre distretti del Giura bernese e, per le questioni linguistiche e culturali, anche la popolazione francofona del distretto di Bienne; da un lato godeva dei diritti di consultazione e di proposta sul piano cantonale in materia legislativa ed elettorale per le questioni concernenti la regione, dall'altro poteva assumere compiti di interesse regionale in accordo con i comuni. I suoi organi erano una sorta di parlamento regionale, composto da delegati eletti dal popolo o dagli esecutivi comunali e dai deputati al Gran Consiglio bernese dei distretti membri (per Bienne solamente i francofoni), e da un comitato direttivo eletto dallo stesso parlamento.

L'integrazione del Giura e la formazione di una sua identità regionale si sono tuttavia scontrate con una minoranza separatista forte e attiva e con l'attitudine difensiva della maggioranza della popolazione. Ciononostante, dopo il 1980 non si sono più sviluppati conflitti di una certa importanza. Gli antiseparatisti, aderenti a Force démocratique, all'Unione democratica di centro (UDC), al Partito radicale democratico (PRD) e al Partito socialista (PS), hanno ottenuto nove seggi alle elezioni cantonali tra il 1982 e il 2002. I separatisti, coalizzati nel movimento Unité jurassienne affiliato al RJ e rappresentanti dei partiti democratico cristiano, liberale giurassiano e socialista autonomo, hanno invece ottenuto solo il 21-29% dei voti e tre seggi. Dotati di una debole rappresentanza nella FJB, i separatisti non hanno mai fatto parte del suo comitato; in generale negli anni hanno perso consensi, salvo in alcuni comuni, come Moutier, dove hanno raggiunto la maggioranza.

L'incapacità della FJB di conciliare interessi divergenti, quali una politica regionale efficace, l'integrazione cantonale e la difesa dell'autonomia comunale, rese necessarie alcune riforme legislative. Un primo tentativo nel 1987 ha rafforzato i comuni e con essi le forze conservatrici, spingendo i separatisti a boicottare la FJB. La nuova Costituzione bernese del 1993 ha garantito lo statuto speciale del Giura bernese. Nel 1994 la FJB è stata sciolta e le funzioni di cooperazione sul piano cantonale e di collaborazione su quello regionale, in precedenza unite, sono state separate e attribuite a due organi distinti: la prima a un consiglio regionale (Conseil régional du Jura bernois et de Bienne romande, dal 2006 Conseil du Jura bernois), formato dai deputati e dai prefetti, la seconda a una conferenza dei sindaci (Conférence des maires du Jura bernois et de Bienne, dal 2007 Conférence des maires du Jura bernois et du district de Bienne bilingue).

Le prime due pagine della Costituzione del canton Berna del 6.6.1993 con l’articolo 5 relativo al Giura bernese (BELEX – Gesetzessammlungen des Kantons Bern).
Le prime due pagine della Costituzione del canton Berna del 6.6.1993 con l’articolo 5 relativo al Giura bernese (BELEX – Gesetzessammlungen des Kantons Bern).

Gli anni 1993-1994 hanno segnato una svolta nella questione giurassiana, caratterizzata da una diminuzione della tensione tra separatisti e antiseparatisti che si era ravvivata dal 1984. Il passaggio di Vellerat al canton Giura, ampiamente approvato dal popolo svizzero il 10.3.1996, ha contribuito a calmare la situazione: il comune, separatista fin dai plebisciti, non aveva infatti potuto unirsi in precedenza al nuovo cantone per ragioni formali e politiche. Nel contempo, un rapporto sulla situazione dei francofoni nel cantone, ordinato dal governo bernese, e le proposte in esso contenute (progressiva autonomia per il Giura bernese e relativizzazione delle frontiere) hanno accresciuto l'interesse delle autorità per un'attiva politica delle minoranze. Dal 1997 il gruppo Avenir, composto da separatisti e antiseparatisti, si è battuto per una maggiore autonomia della regione all'interno del canton Berna. Nel 2002 il governo bernese ha presentato un decreto in cui definiva lo statuto particolare che intendeva concedere al Giura bernese. Lo statuto, che si basa sulla legge adottata dal Gran Consiglio bernese nel 2004 ed è entrato in vigore l'1.1.2006, prevede un Consiglio del Giura bernese composto da 24 membri, eletti a suffragio universale secondo il sistema proporzionale per quattro anni (al distretto di La Neuveville sono attribuiti tre seggi, mentre quelli di Moutier e di Courtelary si suddividono i restanti in base alla loro popolazione; nel 2006 il distretto di Moutier deteneva 11 seggi, quello di Courtelary dieci). Il Consiglio possiede competenze decisionali nell'ambito della cultura e della scuola e ha il diritto di esprimersi e di elaborare proposte nei campi che interessano direttamente il Giura bernese.

Apertura del cantiere della galleria del Pierre-Pertuis fra Sonceboz e Tavannes. Reportage di Roberto Bernasconi per il Journal Romand dell’8.9.1989 (Radio Télévision Suisse, Ginevra, Play RTS).
Apertura del cantiere della galleria del Pierre-Pertuis fra Sonceboz e Tavannes. Reportage di Roberto Bernasconi per il Journal Romand dell’8.9.1989 (Radio Télévision Suisse, Ginevra, Play RTS). […]

La FJB sostenne dal 1978 la fondazione di società regionali (tra altro per l'economia pubblica, il turismo, l'assistenza sociale, le radio locali) che cercarono di prendere il posto delle precedenti associazioni giurassiane. L'economia subì per molto tempo gli effetti della crisi orologiera della metà degli anni 1970. Diverse imprese locali furono rilevate da gruppi stranieri. Inserita nella rete delle strade nazionali nel 1984 e ultimata nel 2017, l'A16, nota anche come Transgiurassiana, collega il canton Berna (da Bienne) al canton Giura (fino a Boncourt), passando per Moutier. La realizzazione della galleria del Pierre-Pertuis (Tavannes-Sonceboz), inaugurata nel 1997, ha segnato una tappa importante della sua costruzione.

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Controllo di autorità
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