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Istruzione militare

L'istruzione militare dipende dall'organizzazione generale della difesa e dalla concezione della Condotta di guerra. In Svizzera assunse una forma coordinata solo con l'istituzione dell'Esercito fed., che sostituì le Milizie cantonali, e con la fondazione delle Scuole militari nel XIX sec. Nel sistema di Milizia, accanto allo Stato, partecipano all'istruzione militare anche le ass. e le Società militari (Istruzione militare preparatoria).

Tardo Medioevo ed epoca moderna

Prima della guerra dei Trent'anni non esistevano forme organizzate di istruzione militare. Ragazzi e giovani si allenavano in gare sportive e tornei: imparavano l'uso delle Armi da maestri di scherma itineranti, mentre l'esercitazione con il fucile costituiva il momento culminante delle feste di Tiro. I padri trasmettevano ai figli l'esperienza acquisita nelle campagne militari; le tecniche di guerra erano invece apprese sul campo. Le armi bianche richiedevano notevoli doti di forza e coraggio da parte del singolo. L'introduzione della polvere da sparo comportò profonde modifiche tattiche nell'uso delle armi: per essere efficienti, fucili e pezzi di Artiglieria dovevano sparare su comando in modo coordinato, ciò che presupponeva il perfetto sincronismo da parte di tutti. La manipolazione delle armi da fuoco fu scomposta in vari movimenti, che venivano ripetutamente esercitati fino a divenire degli automatismi (drill). Era necessario esercitare le truppe anche per passare dalla colonna di marcia alla disposizione in linee di fuoco e viceversa.

Incorporati nei reggimenti permanenti, gli Svizzeri impegnati nel Servizio mercenario dovevano sottostare a una severa disciplina e a un duro addestramento. Una volta rientrati in patria, costituivano il nucleo delle rispettive milizie cant. La tattica dell'ordine lineare richiedeva però l'istruzione di ogni singolo soldato, eseguita per mezzo di estenuanti esercitazioni domenicali nei singoli com. (cosiddetta Trüllerei) e l'addestramento per le formazioni. Le formazioni e le truppe si esercitavano in occasione delle ispezioni militari.

L'istruzione dei soldati e dei quadri dopo il 1815

La sconfitta contro le truppe franc. nel 1798 segnò la fine dell'ordinamento militare della vecchia Conf. L'organizzazione militare della Repubblica elvetica (1798) stabilì il principio del servizio obbligatorio e il nascente Stato fed. diede grande importanza politica alla creazione di un esercito nazionale. Fino alla metà del XIX sec. l'esercito continuò a beneficiare dell'esperienza acquisita da ufficiali e soldati al servizio estero.

Campo di addestramento dell'esercito federale nei pressi di Wohlen (AG) nell'agosto del 1820. Acquatinta realizzata da Johann Jakob Sperli (Staatsarchiv Aargau, Aarau, Grafische Sammlung, GS/00349-3).
Campo di addestramento dell'esercito federale nei pressi di Wohlen (AG) nell'agosto del 1820. Acquatinta realizzata da Johann Jakob Sperli (Staatsarchiv Aargau, Aarau, Grafische Sammlung, GS/00349-3). […]

L'istruzione militare faceva riferimento essenzialmente ai modelli stranieri. Mentre durante l'Elvetica e la Mediazione l'istruzione e l'equipaggiamento erano assai scadenti, il regolamento militare del 1817 invitava i cant. ad andare oltre alle sole parate militari. La formazione di base consisteva in intense esercitazioni con le armi, nell'addestramento individuale e di reparto e nel tiro con armi caricate a palla. I vari regolamenti cant. di esercitazione prescrivevano nei minimi dettagli la manipolazione del fucile e i movimenti del singolo soldato e dei reparti, eseguiti su comando. Le invise esercitazioni domenicali furono progressivamente sostituite da esercitazioni che duravano alcuni giorni. L'Organizzazione militare del 1850 istituì una scuola reclute cant. di 28 giorni per i fucilieri.

L'occupazione delle frontiere nel 1856-57 evidenziò l'inadeguatezza dell'istruzione militare praticata fino ad allora: si appurò che l'addestramento sotto forma di drill non permetteva di sviluppare le attitudini alla guerra e si decise pertanto di introdurre gradualmente le tecniche di combattimento sul terreno. I due rapporti del generale Hans Herzog sull'occupazione delle frontiere nel 1870-71 evidenziarono da un lato i grandi progressi realizzati in alcuni cant. nell'ambito dell'istruzione della fanteria e criticarono dall'altro i battaglioni in cui la disciplina e l'efficienza tattica della truppa erano carenti. Herzog avrebbe probabilmente preferito un esercito permanente, piuttosto che il sistema di milizia: con periodi di servizio così ridotti era scettico sulle possibilità di creare un apparato di difesa efficace in caso di conflitto effettivo. Ulrich Wille riteneva invece che anche il tradizionale sistema di milizia sviz. potesse garantire una buona preparazione, purché l'istruzione desse la massima importanza all'affidabilità e al senso del dovere, limitandosi per il resto allo stretto necessario. Al soldato andava insegnato solo ciò che avrebbe potuto assimilare alla perfezione nei brevi periodi di istruzione. Si trattava di abituare i soldati a obbedire nel modo più assoluto e a eseguire sistematicamente gli ordini mediante un periodo di servizio organizzato minuziosamente e brevi ma intense esercitazioni. Gli ufficiali della truppa dovevano essere liberi dalla tutela da parte degli istruttori, premessa indispensabile per acquisire fiducia in se stessi ed esercitare la loro autorità.

Una sezione attraversa un villaggio a passo di carica durante la prima guerra mondiale; fotografia Decrauzat (Ginevra) pubblicata sulla rivista La Patrie suisse, 1915, n. 557 © A. & G. Zimmermann, Ginevra.
Una sezione attraversa un villaggio a passo di carica durante la prima guerra mondiale; fotografia Decrauzat (Ginevra) pubblicata sulla rivista La Patrie suisse, 1915, n. 557 © A. & G. Zimmermann, Ginevra. […]

Istruttore capo della cavalleria, Wille elaborò il regolamento dell'arma (1894) sulla base di tali principi, che sgomberavano il campo delle concezioni risalenti al periodo della Rigenerazione, secondo cui al cittadino-soldato di uno Stato libero e democratico non poteva essere richiesta una disciplina militare assoluta. Il contenuto di questo regolamento fu in buona parte ripreso negli Scopi dell'istruzione pubblicati nel 1908 dal Dip. militare fed. Anche il Regolamento di servizio del 1933 si basava sulle idee del generale Wille e definiva la disciplina come totale dedizione fisica e spirituale del soldato al suo dovere. Secondo questa concezione, l'istruzione formale di base poteva raggiungere lo scopo prefissato solo attraverso una disciplina estremamente rigorosa, ma per la messa in pratica delle competenze acquisite si faceva costantemente appello all'autonomia e all'iniziativa personale di ogni individuo, che era tenuto ad agire liberamente. Le attitudini dei subordinati potevano essere sviluppate solo se questi prendevano coscienza del proprio valore.

Queste esigenze tenevano conto dei cambiamenti introdotti dopo la prima guerra mondiale in tutti gli eserciti, quando la disposizione di combattimento serrata era stata sostituita da quella in ordine sparso. La mancanza dello scontro corpo a corpo richiedeva al singolo membro di un reparto una maggiore autonomia d'azione. La realtà della vita di caserma era però ben diversa: istruzione di reparto, posizione sull'attenti, maneggio del fucile e marcia cadenzata costringevano le reclute a dare la massima importanza al portamento e alle formalità. Il principio della condotta per obiettivi, cioè la libertà d'azione per raggiungere un obiettivo, valeva solo per i quadri; l'istruzione delle truppe rimaneva dominata dalle esercitazioni formali sotto forma di drill.

All'inizio del Servizio attivo (1939-45) l'elemento centrale era costituito dalla disciplina formale, con una netta distinzione tra superiori e subalterni. Con il tempo, le esperienze vissute in comune contribuirono però ad avvicinare i quadri e le truppe, rendendo i rapporti più naturali e adattando l'istruzione alle esigenze concrete della realtà bellica. Il generale Henri Guisan ridusse il formalismo nella formazione delle reclute. Furono introdotti esami individuali per valutare il livello di preparazione dei militi.

L'esperienza di vita comune nel servizio attivo e i rapporti pubblicati sulla guerra di Corea diedero voce ai promotori delle riforme. All'insegna dello slogan "democratizzare l'esercito", rivendicarono un'istruzione più pratica e l'abbandono di formalismi e metodi di addestramento troppo duri, contrapponendo all'apologia della vita da soldato la formula del "cittadino che diventa soldato in caso di necessità". Furono aboliti il passo di marcia cadenzato (1946) e l'esercizio di maneggio del fucile (1958), mentre il regolamento di servizio del 1954 incluse nel concetto di disciplina la riflessione attiva e la possibilità di agire autonomamente. Ottenne maggiore attenzione l'istruzione al combattimento del singolo milite e delle piccole formazioni.

Il movimento del 1968, che rifiutava l'autorità e la coercizione, si manifestò anche nell'esercito. Nel 1970 il rapporto della commissione presieduta dal colonnello Heinrich Oswald, incaricata di studiare l'istruzione e la formazione nell'esercito, invitava a concentrarsi sull'essenziale e ad abbandonare il concetto di una disciplina basata sui rapporti gerarchici tra persone in favore di una disciplina fondata su obiettivi. Furono introdotti nuovi metodi didattici come l'insegnamento assistito dal computer, simulazioni, lo studio individuale con esami periodici, criteri di rendimento ed esercizi standard. L'istruzione militare si avvicinò così al campo della formazione degli adulti.

Con la riforma Esercito XXI, la scuola reclute è stata prolungata e suddivisa in tre fasi: istruzione di base generale (cinque settimane), istruzione di base alla funzione (otto settimane) e istruzione di reparto (da cinque a otto settimane). Le prime due fasi sono dirette esclusivamente da quadri professionisti assistiti da soldati a contratto temporaneo, mentre nella terza fase sono impiegati anche i quadri di milizia. Questi ultimi sono abilitati a comandare una formazione, ma non sono più formati come istruttori.

L'integrazione delle donne nell'esercito, iniziata nel 1940 nell'ambito del servizio complementare femminile, si sviluppò nell'incorporazione in un normale servizio ausiliario fino a raggiungere la parità di trattamento con gli uomini (Servizio militare femminile). Dal 1991 le donne hanno il diritto di tenere un'arma per la difesa personale e dalla riforma Esercito XXI sono equipaggiate con l'arma di pertinenza della funzione assunta. Fino al 1994, i corsi per l'istruzione di base delle donne (da due a quattro settimane) riguardavano solo le funzioni militari alle quali avevano accesso. Esercito 95 introdusse l'istruzione di base di almeno otto settimane, impartita in una scuola reclute mista. Con Esercito XXI la formazione delle donne dura quanto quella degli uomini.

Servizi di istruzione militare dal 1874 (in giorni)

AnnoScuola recluteCorsi di ripetizione e di complemento nelle formazioniDurata del servizio
  AttivaLandwehrLandsturm 
1874454x16=64--109
1907677x13=9113-171
1935907x13=9113-194
1938907x20=14020-250
19391187x20=14020-278
19491188x20=16024-302
19521188x20=16040-318
19621188x20=1604013a331
199510310x19=190 e giorni rimanenti--300
20041456x19=114--260b
 1247x19=133--260b

a Dall'1.1.1964.

b Compresi i giorni di reclutamento.

Servizi di istruzione militare dal 1874 (in giorni) -  Servizio di ricerca della Biblioteca militare federale; Ordinanza del 19.11.2003 concernente l'obbligo di prestare servizio militare

L'istruzione di reparto

Per la prima volta nella storia della Conf., nel 1820 le truppe cant. riunite a Wohlen (AG) svolsero esercitazioni in comune, in seguito ripetute a scadenza biennale in 13 occasioni. Il formalismo e lo schematismo erano predominanti: i ca. 3000 interessati esercitavano su vaste pianure le manovre prestabilite dal regolamento e l'azione congiunta delle diverse truppe contro un nemico immaginario o simulato. La sera era dedicata alla convivialità. Queste esercitazioni, che permettevano a militi delle diverse regioni del Paese di conoscersi, attiravano molti curiosi e con il tempo contribuirono a sviluppare un sentimento di appartenenza nazionale, al di sopra delle frontiere cant.

Con l'entrata in vigore dell'organizzazione militare del 1850, i campi di esercitazione, ora denominati "assemblamento di truppe", furono organizzati a ritmo annuale con un effettivo di 6000-7000 uomini. La prima manovra alpina nella regione del San Gottardo (1861) costituì il culmine di tali esercitazioni: le truppe impararono a bivaccare e a marciare in montagna fino a 12 ore al giorno con l'equipaggiamento completo. Nel 1869 i comandanti delle truppe in esercizio furono coinvolti per la prima volta nella pianificazione delle manovre. Dal 1877 ogni anno una delle otto divisioni veniva istruita con manovre, che consistevano come in precedenza in esercitazioni di combattimento contro un piccolo reparto che rappresentava il nemico. I comandanti di divisione assumevano il doppio ruolo di direttori dell'esercitazione e comandanti.

Il generale Herzog adottò nel 1885 una nuova formula, dirigendo personalmente lo scontro di due divisioni in condotta libera. Per valutare le azioni delle parti in combattimento fu necessario istituire un servizio d'arbitrato. Le prime manovre del corpo d'armata furono eseguite nel 1893. Nel 1912 l'imperatore Guglielmo II assistette alle manovre delle divisioni 5 e 6, condotte nella Svizzera orientale dal futuro generale Ulrich Wille. L'imperatore si convinse che nel caso di accerchiamento dell'esercito franc., eseguito secondo il piano Schlieffen passando per il territorio sviz., il fianco sinistro delle sue truppe avrebbe potuto essere efficacemente coperto dall'esercito sviz.

Dopo un'interruzione di alcuni anni, nel periodo tra le due guerre ripresero le manovre annuali, con due divisioni contrapposte. Si trattava in generale di combattimenti frontali, di breve durata, in cui era poco considerata l'efficacia del fuoco. Alla fine delle manovre, decine di migliaia di spettatori assistevano alla sfilata dei reparti. Dopo la seconda guerra mondiale le manovre continuarono ad essere incentrate sul combattimento frontale. Negli anni 1970-80 alcuni comandanti di corpo iniziarono a esercitare la tattica dell'azione di logoramento, come richiesto dal concetto di Difesa nazionale formulato nel 1966. Alla squadra "blu" si dava il tempo di organizzare il proprio dispositivo di difesa. I figuranti "rossi" verificavano le misure adottate e costringevano i difensori ad affrontare situazioni impreviste e a condurre una resistenza attiva. Elementi della difesa civile, come la protezione civile e il servizio sanitario coordinato, furono integrati nelle esercitazioni per affrontare in comune problemi strategici.

Nel frattempo aumentarono però le perplessità sull'effettiva rispondenza delle manovre con grandi formazioni alla realtà della guerra. Si iniziò quindi a convertire gli esercizi per Stati maggiori e gli esercizi operativi introdotti dall'organizzazione militare del 1907 in esercizi quadro di Stato maggiore combinati, in cui ai comandanti e ai loro assistenti veniva data la possibilità di prendere nuove decisioni e di metterle in pratica in ogni momento. Gli organizzatori delle esercitazioni simulavano dei contrasti per rendere più verosimili le pressioni da gestire in caso di un conflitto reale. Le esercitazioni di difesa nazionale generale, eseguite per la prima volta nel 1956, furono ridefinite negli anni 1970-80 come esercitazioni di difesa generale del territorio, coinvolgendo tutti gli elementi di condotta civili a livello fed. e cant.: l'esercito era considerato semplicemente come un organo di condotta tra gli altri. Negli anni 1990-2000 sono impiegati sempre più spesso simulatori di condotta per l'istruzione dei comandanti e degli Stati maggiori delle grandi formazioni e delle unità di combattimento. Nell'ambito del centro di istruzione dell'esercito di Lucerna, è quindi stato creato a Kriens il centro di addestramento tattico.

Nei corsi di ripetizione di Esercito XXI le formazioni sono spesso impiegate in operazioni di appoggio a favore delle autorità civili: si è quindi passati da un esercito di sola istruzione a un esercito di impiego. Durante i corsi di ripetizione riservati al perfezionamento, l'istruzione di reparto è diretta dai comandanti di brigata, coadiuvati da formazioni di addestramento professioniste.

L'istruzione fuori dal servizio

La breve durata del periodo di istruzione nel sistema di milizia rende indispensabile il ricorso a servizi supplementari prestati a titolo volontario. Già nel XVII e XVIII sec. gli ufficiali avevano la possibilità di approfondire le proprie conoscenze militari. Nel collegio dei gesuiti di Lucerna dal 1635 si tenevano corsi di tecnica delle fortificazioni. Alcuni esponenti del patriziato cittadino di Berna fondarono nel 1664 il Collegium Mathematicum, ribattezzato più tardi "collegio di artiglieria". A Zurigo sorse nel 1686 la Soc. degli artificieri, preposta alla formazione degli artiglieri. La scuola centrale di Thun, fondata nel 1819, accoglieva anche i volontari. L'organizzazione militare del 1874 pose le basi per l'insegnamento delle scienze militari con l'introduzione di corsi facoltativi al Politecnico fed. di Zurigo. Nel 1898 fu istituito un dip. autonomo di scienze militari comprendente una sezione di corsi facoltativi rivolti a tutti gli studenti e una scuola militare riservata agli ufficiali, che dal 1911 si assunse il compito di formare gli Istruttori militari. Fondate nel XIX sec., le soc. di tiro, di ufficiali e di sottufficiali consentivano ai membri di compiere esercizi fisici, allenarsi al tiro e alla manipolazione delle armi, partecipare a corse d'orientamento e risolvere problemi di strategia militare. Attualmente ca. 40 ass. specializzate di truppe tecniche preparano i loro membri alla scuola reclute e si occupano della promozione delle competenze specifiche che questi vi apprendono.

Riferimenti bibliografici

  • Bericht der Kommission für Fragen der militärischen Erziehung und Ausbildung der Armee, 8. Juni 1970
  • J. Feiss, Das Wehrwesen der Schweiz, 2 voll., a cura di J. Isler, 1914-19154
  • AA. VV., Das Schweizer Heer, 1969
  • K. Lüönd, Schweizer Soldaten im Einsatz, [1978]
  • Kaderschmiede - Kaderschule, 1994
  • R. Steiger, U. Zwygart, Militärpädagogik, 1994
  • D. Lätsch, Militärische Ausbildung und Ausbildner in der Schweiz, tesi dottorato Zurigo, 1995
  • AA.VV., Gemeinsam zum Ziel. Anregungen für Führungskräfte der modernen Armee, 2004