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Capitano

Nel XIV-XV sec. non esistevano ancora i gradi militari in senso odierno; allora il capitano (dal lat. caput, capo; in ted. Hauptmann, da Haupt, testa, e Mann, uomo) era il condottiero o comandante di una truppa, indipendentemente dal numero degli uomini a lui subordinati. Spesso veniva insediato al comando dall'autorità, cui doveva obbedienza, ma spesso era anche, quale "capitano libero", a capo di un reparto composto da volontari (Corpi franchi); in questo caso era scelto per lo più dai volontari stessi. Talvolta erano detti "capitani" anche i condottieri di Mercenari (Servizio mercenario) che, come Imprenditori militari, assoldavano uomini per conto di una potenza straniera e le offrivano servigi a proprio rischio. Se si trattava di un contingente ampio di uomini (per esempio nel caso di leve militari fed., estese a più cant.), si nominava un "capitano supremo" (Obrister Hauptmann), che in una prima fase aveva tuttavia solo un ruolo di primus inter pares; in alcuni casi veniva scelto dalla Dieta fed., mentre in altri era scelto dopo l'adunata delle truppe fra i capitani dei singoli contingenti. Il perfezionamento delle armi (XV sec.) e il loro impiego in formazione portò a una crescente specializzazione della truppa; alabardieri, lancieri, balestrieri o archibugieri ebbero propri capitani, sottoposti al comando supremo secondo l'ordinamento di guerra.

Nei primi tempi della Conf. i capitani venivano spesso scelti tra la nobiltà; più tardi la scelta cadde in misura maggiore anche su membri non nobili dei Consigli, su maestri di corporazione, spesso anche sul Landamano o sul borgomastro. Nei baliaggi era il balivo a fungere da capitano delle truppe d'élite; il balivo di Lugano, per esempio, come comandante militare dei quattro baliaggi it. aveva il titolo di "capitaneo" o "capitano generale". Una simile concentrazione di potere politico e militare in una sola persona offriva indubbi vantaggi, poiché permetteva di prendere e rendere esecutive subito decisioni politiche urgenti, legate agli sviluppi di una campagna militare; quelle intese e risoluzioni venivano in seguito avallate dall'autorità.

Come rappresentante delle autorità, il capitano prestava giuramento in base all'ordinamento di guerra: si impegnava a conservare il buon nome del cant., a non agire all'insaputa e senza il volere del Consiglio, a provvedere ai soldati affidatigli e a far rispettare la disciplina militare. Per tenere sotto controllo i suoi uomini, spesso testardi e indisciplinati, il capitano conf. aveva anche competenze di diritto penale; non per nulla le spedizioni militari dei Conf. erano sempre accompagnate dal carnefice. In battaglia era compito del capitano schierare le truppe secondo l'ordine concordato dal Consiglio di guerra e di eseguire le manovre stabilite dallo stesso.

La mobilitazione della compagnia fucilieri II/14 a Bulle. Fotografia di Simon Glasson, 1914 (Musée gruérien, Bulle).
La mobilitazione della compagnia fucilieri II/14 a Bulle. Fotografia di Simon Glasson, 1914 (Musée gruérien, Bulle). […]

All'inizio del XVI sec. i gradi militari cominciarono a differenziarsi; fra i molti nuovi gradi di servizio il capitano divenne il comandante di un'unità con vari nomi - drappello (Fähnlein), gruppo (Harst), squadra (Rotte), poi compagnia -, assumendo quindi il ruolo di guida della truppa sul campo di battaglia. Questa funzione è rimasta anche nell'esercito moderno, anche se con il perfezionamento dell'arte bellica e delle armi i compiti affidati al capitano sono divenuti più vari e più complessi. Il capitano, unico rappresentante del gruppo di gradi "capitani", si colloca fra la categoria degli Ufficiali subalterni e quella degli ufficiali superiori; comanda un'unità operativa autonoma (compagnia, batteria o colonna), ma può anche essere impiegato come caposervizio in stati maggiori di battaglione, di reggimento o superiori.

Riferimenti bibliografici

  • Storia militare svizzera, parte 1, fasc. 3, 1915; parte 2, fasc. 7, 1918
  • A. Sennhauser, Hauptmann und Führung im Schweizerkrieg des Mittelalters, 1965
  • H. R. Kurz, Schweizer Schlachten, 19772