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Corte europea dei diritti dell'uomo

La Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha sede a Strasburgo, esamina i ricorsi delle persone private dei 44 Stati europei (2003) che hanno ratificato la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), creata nel 1950. Anche singoli Stati contraenti, ognuno dei quali è rappresentato nella Corte da un proprio membro, possono comparire come attori. La Corte è stata riformata nel 1998 e da allora è presieduta dallo Svizzero Luzius Wildhaber.

La Svizzera ha ratificato la CEDU nel 1974 dopo l'abolizione di due Articoli d'eccezione e l'introduzione del diritto di voto per le donne. La CEDU, fra l'altro, proibisce i trattamenti inumani e garantisce la libertà e la sicurezza dell'individuo, un equo processo e la libertà di coscienza e di opinione (Diritti umani). Questi diritti si possono invocare contro tutte le istituzioni e gli organi della Conf., dei cant. e dei com. Ogni individuo può fare ricorso alla Corte e dimostrare che un atto di un'autorità statale ha violato i suoi diritti riconosciuti dalla CEDU. Non è necessario essere rappresentati da un avvocato. Si devono tuttavia soddisfare certi requisiti di ricevibilità come ad esempio l'esaurimento di tutte le vie di ricorso interne; in Svizzera si tratta quasi sempre di un ricorso in ultima istanza al Tribunale fed. A causa del grande numero di ricorsi presentati (quasi 300'000 fra il 1953 e il 2003, con una tendenza all'aumento) la Corte europea è sovraccarica di lavoro. Fino agli anni 1970-80 si denunciavano spesso questioni relative alla detenzione, oggi i casi concernono tutti gli aspetti della società moderna. Le decisioni della Corte constatano in maniera vincolante se uno Stato ha violato la CEDU e obbligano lo Stato a rimuovere un'eventuale ingiustizia e, se del caso, a corrispondere un indennizzo. Contro la Svizzera è stato inoltrato un numero di denunce superiore alla media: delle 2662 presentate fra il 1974 e il settembre del 2003, 105 sono state dichiarate ricevibili (in maniera parziale o completa); in 41 casi il procedimento è terminato con una condanna della Svizzera. Queste condanne, che riguardano la sfera complessiva della tutela dei diritti fondamentali, hanno condotto a modifiche delle leggi e della prassi.

Riferimenti bibliografici

  • M. E. Villiger, Handbuch der Europäischen Menschenrechtskonvention, 19992 (con bibl.)
  • NZZ, 4.11.2000