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Corvée

Le corvée o corvate (dal lat. corrogare, ossia convocare) erano prestazioni d'opera, non rimunerate, sollecitate da un signore, come viene anche espresso dai termini ted. Fronen o Frondienste (dal medio alto ted. vron, signore); così come i tributi in natura e in denaro, le corvée facevano parte degli oneri feudali (Tributi feudali).

Le corvée traevano le loro origini dal sistema curtense del pieno ME (Economia curtense). Sul piano giur. si basavano sul rapporto di signoria fissato nel Diritto curtense fra il signore fondiario e i contadini che gestivano i terreni minori e i mansi della curtis; a questi ultimi, che si affiancavano alla servitù e ai familiari, doveva ricorrere il proprietario o l'amministratore, a dipendenza dell'estensione della pars dominica, spec. per i lavori più impegnativi (aratura, semina, raccolta).

Le corvée erano quantificate in servizi da rendere su una determinata superficie o in giornate (nottate) di lavoro; erano inoltre distinte quelle svolte dai contadini con la sola forza delle braccia da quelle eseguite con animali da tiro. Queste ultime forme di corvée erano prestate spec. in cerealicoltura, praticoltura e viticoltura, spesso nei trasporti, nonché nella produzione tessile e in altre attività artigiane.

In territorio sviz. le prime corvée attestate sono quelle imposte nell'VIII sec. nelle signorie fondiarie dell'abbazia di San Gallo e degli Zacconi (Vittoridi) nella Rezia curiense; altre sono ipotizzate per il Ticino meridionale in epoca longobardo-carolingia. Di norma si trattava di lavori primaverili e autunnali della durata di pochi giorni (aratura, seminagione, raccolta, trasporti). Dopo un periodo in cui le fonti forniscono poche informazioni, gli Acta Murensia permettono di concludere che nel XII sec. le corvée avevano un'importanza straordinaria per la signoria del convento di Muri: i detentori dei mansi erano tenuti a varie attività non rimunerate (aratura, trasporti, lavori manuali, servizi di guardia) per oltre 260 giorni o notti all'anno.

Dal XIII al XV sec. le corvée ebbero sempre meno importanza nelle signorie della Svizzera occidentale e ted., dove molto spesso furono convertite in tributi fissi e talora anche riscattate; nella Svizzera meridionale scomparvero con l'introduzione dell'affitto. Questa perdita di importanza, dovuta al decadimento delle curtes e quindi al regresso della riserva signorile, fu accelerata dalla penetrazione degli scambi pecuniari nell'economia rurale. La riserva signorile, là dove sopravvisse, fu coltivata facendo ricorso soprattutto al lavoro salariato, più efficace delle corvée, che, compiute con scarsa motivazione, provocavano alla signoria anche costi accessori per vitto e attrezzature. Nel XV sec., ad esempio, solo una piccola parte del lavoro prestato dai contadini infeudati per l'abbazia di Rüti era costituita da corvée; il resto era lavoro salariato, computato con i censi fondiari.

Nel basso ME anche signori territoriali come i Savoia pretesero corvée: ad esempio per la manutenzione del castello di Chillon, peraltro convertite in censi già a metà del XIII sec. La manutenzione della strada del Gran San Bernardo conservò invece lo stato di corvée, perché gli ab. della valle d'Entremont, che dovevano occuparsene, traevano profitto dal transito.

Sebbene attorno alla fine del XV sec. le corvée non avessero quasi più alcun peso, quelle di trasporto furono ancora tra i punti di maggiore attrito nel Twingherrenstreit, che nel 1470 ca. vide opposti i signori giustizieri e il Consiglio della città di Berna, allora in piena espansione nel contado. L'abolizione delle corvée fu rivendicata senza successo in occasione di rivolte rurali (affare Waldmann a Zurigo, 1489; guerra dei contadini, 1525).

Nell'epoca moderna il termine "corvée" subì un ampliamento semantico, includendo anche le prestazioni per la comunità di villaggio (concordate secondo il bisogno) o i lavori a titolo gratuito imposti dal balivo o dallo Stato (ad esempio per costruzioni stradali). Le corvée di origine signorile sopravvissero sotto forma di censi: ancora nel XVIII sec., Berna ne prelevava nel Paese di Vaud al posto di antiche corvée legate all'aratura, alla raccolta e al trasporto.

Il 4.5.1798 i Consigli dell'Elvetica abolirono senza indennizzo tutti i diritti feudali personali, fra cui evidentemente vi erano le corvée; in seguito queste ultime, diversamente dai censi e dalle decime, non furono quasi mai tema di dibattito nel processo di riscatto degli oneri feudali.

Riferimenti bibliografici

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