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Esecuzione dellepene

L'espressione esecuzione delle pene indica la fase successiva a una sentenza penale nel caso quest'ultima preveda una pena o misura privativa della libertà (Pene) o, secondo un'altra scuola di pensiero, l'attuazione di sanzioni privative e non privative della libertà. È possibile utilizzare tale locuzione dall'affermazione della pena detentiva moderna nel XVIII sec. Sviluppatasi nel contesto della teoria penale della prevenzione generale e speciale e dell'Illuminismo, l'esecuzione delle pene doveva tra l'altro impedire la reiterazione dei reati e favorire il reinserimento sociale. All'inizio del XIX sec. alcuni cant. iniziarono a suddividere l'esecuzione delle pene in diverse fasi: i prigionieri erano inizialmente reclusi in isolamento, mentre in seguito venivano gradualmente concessi maggiori libertà e contatti sociali; entro la fine del XIX sec. si aggiunse poi la liberazione condizionale. Nei primi anni del XX sec. numerosi cant. crearono strutture di detenzione aperte sul modello del carcere di Witzwil (Penitenziari) fondato nel 1895, uno dei primi ist. al mondo in cui i prigionieri lavoravano all'esterno, spec. in campo agricolo. All'inizio del XXI sec. un detenuto in linea di principio doveva essere internato in un carcere aperto; ulteriori forme possibili di esecuzione erano la semiprigionia, lo sconto della pena in giorni separati e il monitoraggio elettronico degli arresti domiciliari. La diversificazione nell'esecuzione delle pene veniva applicata sia nelle strutture carcerarie aperte sia in quelle chiuse.

Riferimenti bibliografici

  • A. Baechtold, Strafvollzug, 2005 (20092)
  • AA. VV., Strafen und Massnahmen, 20078