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Diritto delle obbligazioni

Il Codice delle obbligazioni (CO) vigente è stato integrato nella legislazione di diritto privato dalla legge fed. di complemento del Codice civile sviz. (CC) del 1912, di cui costituisce il libro quinto. Il CO, diviso in cinque parti, contiene nella prima le disposizioni generali e disciplina, nella seconda i singoli contratti (ad esempio il Diritto del lavoro), nella terza le norme del Diritto societario (concernente ad esempio le soc. per azioni e le soc. a responsabilità limitata), nella quarta il registro commerciale, le ditte commerciali e la contabilità commerciale, e nella quinta i titoli di credito (fra cui Titoli quali azioni e obbligazioni).

L'estrema diversità degli ordinamenti di Diritto privato e delle usanze giur. dei cant. conf. nell'ancien régime rispecchiava le differenti tradizioni sulle quali poggiavano, contraddistinte dall'incontro delle culture giur. germ., lat. e canonica. I rapporti contrattuali erano per lo più fondati su contratti reali, conclusi in base a forme trasmesse dal Diritto consuetudinario. Sotto l'influsso dei diritti romano e canonico acquistò invece un'importanza crescente il contratto consensuale informale. Dalle antiche fonti di diritto si evince che le parti contraenti e gli autori del danno rispondevano di persona; con la crescente diffusione dell'economia monetaria fu il patrimonio a divenire garante nei confronti del creditore. Anche altri tipi di contratto, in particolare quelli di compravendita, Locazione, Affitto, prestito, Credito, fideiussione e lavoro, furono oggetto di regolamentazioni da parte delle autorità.

Un primo tentativo di creare un Codice civile elvetico, intrapreso nel 1798, non ebbe successo. Durante la Restaurazione i cant. diedero inizio alla Codificazione del diritto delle obbligazioni nel quadro della legislazione sul diritto privato. Dopo la fondazione dello Stato fed. nel 1848 e la soppressione delle regolamentazioni cant. in materia di dogane, poste e monete, che in precedenza ostacolavano il commercio, si sentì l'esigenza di un diritto commerciale e cambiario unificato che semplificasse gli scambi economici all'interno della Svizzera. Per incarico di una conferenza intercant., nel 1854 Emanuel Burkhardt-Fürstenberger approntò un progetto di concordato cambiario che si basava su un'ordinanza ted. del 1848 e che in seguito costituì la base per la legislazione ad hoc dei cant. di Argovia e Soletta (1857), Berna e Lucerna (1860), Sciaffusa e Basilea Città (1863). Nel 1862 il Consiglio fed. diede l'incarico di approntare un progetto di diritto commerciale e cambiario. Questo progetto, elaborato da Walther Munzinger, conteneva anche disposizioni generali sui contratti e i diritti reali; non poté tuttavia essere elevato al rango di legge perché la Conf. non aveva la competenza di legiferare in materia di diritto civile.

Dopo il 1864, sotto l'effetto dell'enorme sviluppo economico e infrastrutturale, in particolare nei settori ferroviario e telegrafico, e della conseguente intensificazione delle relazioni commerciali intercant., aumentò la disponibilità politica a unificare la legislazione in materia di diritti delle obbligazioni, reale, commerciale e cambiale. Nel 1868 il congresso annuale della Soc. sviz. dei giuristi si pronunciò a favore di una tale operazione; in seguito a questa presa di posizione, il Consiglio fed. incaricò Munzinger di elaborare un progetto di Codice delle obbligazioni. Munziger si basò su un suo antecedente progetto di Codice di commercio e su un disegno di legge ted. sulle obbligazioni, elaborato a Dresda nel 1866. La Costituzione fed. del 1874 conferì alla Conf. una competenza limitata in materia di diritto civile. Nel 1875 apparve il progetto elaborato da Heinrich Fick sulla base del lavoro di Munzinger; una commissione, della quale fecero parte fra gli altri Johann Caspar Bluntschli, e più tardi anche Andreas Heusler e Friedrich von Wyss, si occupò della revisione contenutistica del testo e dell'armonizzazione dei suoi concetti nelle versioni ted. e franc. Le caratteristiche essenziali del progetto erano il sistema unitario, cioè la rinuncia a una separazione di principio fra diritto civile e Diritto commerciale, e l'integrazione di elementi di diritto sia ted. sia franc. in un testo di legge molto denso e concettualmente chiaro.

La legge fed. sul CO, entrata in vigore nel 1883, è considerata il primo risultato degli sforzi di unificazione intrapresi dalla Conf. in materia di diritto civile e influenzò la legislazione civile in particolare della Germania, della Turchia e dell'Italia. Nel 1898 la Conf. si vide assegnare a livello costituzionale ampie competenze in materia di legislazione civile, il che ne rese necessaria una revisione, spec. nelle disposizioni generali e nei singoli rapporti obbligatori. Le disposizioni sul diritto reale mobiliare, la capacità di contrattare e il diritto di ass. divennero parte del CC. Il CO fu completato con le norme sull'assunzione di debiti, la vendita di fondi, la vendita all'asta, le donazioni, il contratto di mediazione, i magazzini di deposito e il vitalizio. Il CO, sottoposto a revisione da parte dell'Assemblea nazionale, entrò in vigore nel 1912 assieme al Codice civile.

Dopo la prima guerra mondiale, il Consiglio fed. prese l'iniziativa di rinnovare le ormai obsolete parti dedicate alle soc., alle ditte commerciali e ai titoli di credito. La nuova versione del CO entrò in vigore nel 1937, dopo ampi lavori preliminari ai quali avevano partecipato, fra altri, Eugen Huber, August Egger e Arthur Hoffmann. Mentre la prima parte non è mai stata modificata, la regolamentazione dei singoli rapporti contrattuali ha da allora subito revisioni parziali in parte profonde nel quadro degli adeguamenti allo sviluppo economico, politico e sociale (diritto del lavoro, della locazione, vendita rateale e piccolo credito e altri settori). Nel 1992 la parte dedicata alle soc. anonime è stata sottoposta a revisione e ora tiene maggiormente in considerazione i moderni rapporti delle soc. di capitali e le esigenze economiche e legali.

Riferimenti bibliografici

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