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Ministri

Tra il maggio del 1798 e il novembre del 1801 l'amministrazione centrale della Repubblica elvetica, suddivisa nei sei settori di "giustizia e polizia", "arti e scienze", "interni", "finanze", "affari esteri" e "guerra", fu diretta da ministri con il compito di mettere in pratica il programma rivoluzionario dell'Elvetica. Nominati dal Direttorio esecutivo e a quest'ultimo subordinati, i ministri erano quadri dirigenti dell'amministrazione che non facevano parte del governo e che non formavano nemmeno un gabinetto amministrativo. La loro partecipazione alle sedute dell'esecutivo avveniva solo quando venivano trattate questioni inerenti al loro ambito di competenza. La Costituzione della Malmaison, entrata parzialmente in vigore nel novembre del 1801, non prevedeva l'esistenza di ministri; i quattro membri del Piccolo Consiglio assumevano direttamente la direzione dei loro Dip. Il ministero della cultura venne abolito e la politica estera passò nelle mani del primo Landamano. Tra il luglio del 1802 e il marzo del 1803 il Consiglio esecutivo fu coadiuvato da cinque segr. di Stato, nominati dal Senato su sua proposta, che consigliavano il governo e il parlamento. Durante le sue sedute l'esecutivo poteva chiamare a consulto i segr. di Stato singolarmente o in corpore.

Riferimenti bibliografici

  • ASHR, 2, 467-471; 10, 586
  • A. Fankhauser, «Die Exekutive der Helvetischen Republik 1798-1803», in SF, 12, 1986, 113-193
  • A. Fankhauser, «Die Zentralbehörden des helvetischen Einheitsstaates», in Itinera, 15, 1993, 35-49