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TaddeoDuno

1523 Locarno, 1613 Zurigo, catt. poi rif., di Ascona. Di antica e nobile fam. locarnese. Coniugato. Negli anni giovanili fu influenzato dal teologo milanese Giovanni Beccaria, insegnante della scuola lat. a Locarno dal 1536, che diffuse tra i suoi allievi e le loro fam. le prime idee rif. D. studiò in seguito medicina e arti liberali a Basilea (1545-47) e a Pavia (1547-48), dove conseguì il dottorato. Il 5.8.1549 partecipò, insieme a Beccaria, alla disputa teol. di Locarno, di cui D. fornì una relazione nella sua De persequutione adversus Locarnenses (1602). Le sue opinioni religiose gli procurarono, mentre esercitava la professione medica ad Asso (Como), una denuncia all'Inquisizione (1551); nel 1553 fece ritorno con la fam. a Locarno. Poco dopo, il caso dei rif. locarnesi venne trattato in due Diete a Baden (luglio e novembre 1554); la decisione finale, in un clima teso e a conclusione di lunghe e difficili discussioni, fu di obbligare coloro che si rifiutavano di abiurare a lasciare Locarno. Il 3.3.1555, D. e un centinaio di altri Locarnesi lasciarono la città diretti, attraverso la Mesolcina e il passo del San Bernardino, verso Zurigo. Giunto nel mese di maggio del 1555 a Zurigo, D. continuò a esercitare la professione di medico. Studioso delle teorie mediche di Ippocrate e Galeno, D. fermò in seguito la sua attenzione sull'osservazione della natura e delle manifestazioni epidemiologiche; i risultati di queste riflessioni furono in seguito raccolte nel De respiratione contra Galenum (1588). L'opera Epistolae medicinales (1592) costituisce invece una prima indagine sui legami esistenti tra fenomeni meteorologici e insorgenza delle malattie. Oltre a un'intensa attività scientifica nel campo della medicina, tradusse in lat. opere di storia, teol. e matematica.

Riferimenti bibliografici

  • A. Chenou, «Taddeo Duno et la Réforme à Locarno», in AST, 71, 1971, 237-294
  • R. Ceschi, Contrade Cisalpine, 1987, 68-73
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