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Otmarsanto

Miniatura su una lettera di indulgenza del 1333 (Stiftsarchiv St. Gallen, Urk. C1 A3).
Miniatura su una lettera di indulgenza del 1333 (Stiftsarchiv St. Gallen, Urk. C1 A3). […]

ca. 690, 16.11.759 sull'isola di Werd (presso Stein am Rhein), di origine alemanna, probabilmente dell'Arbongau. Compì una formazione presso la sede vescovile retica a Coira, dove fu al servizio del governatore (praeses) Victor. Dopo l'ordinazione divenne preposto di una chiesa dedicata a S. Florino, presumibilmente quella di Walenstadt. Su richiesta del tribuno Waltram di Arbon, nel 719 fu nominato responsabile della cella di S. Gallo sul torrente Steinach. Con un gruppo di monaci retici vi fondò l'abbazia di San Gallo, di cui divenne il primo abate. Sotto la sua direzione il monastero prosperò, accogliendo 53 nuovi membri e beneficiando di donazioni fondiarie nell'intera Alemannia. Egli istituì anche un lebbrosario, il primo ospedale noto sul territorio dell'attuale Svizzera. Dopo la battaglia di Cannstatt (746) introdusse, su ordine di Pipino, la regola benedettina che sostituì quella mista (747). Avendo ricevuto dagli Alemanni sconfitti numerosi diritti di proprietà, l'abbazia entrò in conflitto con i conti Rhutard e Warin, rappresentanti del regno dei Franchi. Sidonius, vescovo di Costanza, si alleò con questi ultimi contro Otmar, che nel 759 fu fatto prigioniero, sottoposto a giudizio e condannato alla morte per inedia nel palazzo regio di Bodman, sul lago di Überlingen. In seguito la condanna fu tramutata nell'incarcerazione a vita sull'isola di Werd, dove Otmar morì in solitudine.

La traslazione delle spoglie a San Gallo (769) diede il via alla riabilitazione di Otmar, che più tardi fu canonizzato da Salomon I, vescovo di Costanza (864). Nell'867 le sue ossa furono trasferite nella chiesa eretta in suo onore. A Otmar furono dedicate due vitae, scritte dal diacono Gozpert (830 ca.) e da Valafrido Strabone (835 ca.); il monaco Iso fu autore di un resoconto dei suoi miracoli e della traslazione (prima dell'871). Otmar è menzionato la prima volta quale secondo patrono del monastero nell'878; il suo culto, insieme a quello di S. Gallo, si diffuse poi in ampie regioni della Svizzera e della Germania.

Riferimenti bibliografici

  • HS, III/1, 1266-1268
  • J. Duft, Die Lebensgeschichten der Heiligen Gallus und O., 1988 (19902)
  • M. Schär, «Der junge O.», in Scripturus vitam, a cura di D. Walz, 2002, 309-334
  • E. Tremp, «O., Gründer und erster Abt des Klosters St. Gallen (719-759) - zuvor Seelsorger am Walensee?», in Terra plana, 2006, n. 4, 35-40
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