de fr it

Maturità

Il termine maturità (nella Svizzera ted. Maturität, Matura o Matur, in ted. Abitur, nella Svizzera franc. maturité e, in Francia, baccalauréat) indica in ambito scolastico la licenza ottenuta al termine di un ciclo di studi mediosuperiori che permette di accedere all'Università. Nel sistema federalista che caratterizza l'istruzione pubblica sviz., l'esame di maturità costituisce di fatto un'eccezione, nella misura in cui i cant. si conformano a regole emanate dalla Conf. e aspirano al riconoscimento fed. degli esami cant.

Fino all'inizio del XIX sec. non esistevano in Svizzera norme che regolavano la conclusione degli studi superiori (liceali) e l'accesso a quelli univ. Tuttavia, dal 1800 le Scuole superiori (livello secondario) vennero abilitate a istituire esami di baccellierato per verificare il raggiungimento della maturità scolastica. Il primo esame di maturità ebbe luogo nel 1836 nel cant. Argovia. Nel 1880 l'introduzione sul piano fed. di esami unificati regolamentò per la prima volta l'accesso agli studi di medicina in tutta la Svizzera. In corrispondenza a una prima revisione di questo regolamento, nel 1891 fu istituita la commissione fed. di maturità (CFM) e nel 1906 venne emanata la prima ordinanza fed. sulla maturità (ORM). Al termine di lunghe consultazioni, nel 1925 fu promulgata l'ordinanza sul riconoscimento degli attestati di maturità, che per la prima volta introduceva la distinzione fra diplomi di tipo A (indirizzo umanistico con studio delle lingue antiche lat. e greco), di tipo B (indirizzo umanistico con studio del lat. e dell'inglese) e di tipo C (indirizzo scientifico e matematico); fra i numerosi temi allora dibattuti vi era quello del valore da assegnare alla conoscenza del lat. per l'ammissione agli studi di medicina. Le discussioni fra la Conferenza sviz. dei direttori cant. della pubblica educazione (CDPE), la Conferenza dei rettori delle Univ. sviz. (CRUS) e la Soc. sviz. degli insegnanti delle scuole secondarie (SSPS) per una definizione della maturità quale obiettivo formativo delle scuole superiori e quale legittimazione all'accesso agli studi univ. portarono a una nuova ORM (1968), a sua volta sostituita già nel 1972 da una nuova ordinanza che riconobbe i tipi D (lingue moderne) ed E (scienze economiche). La settima riforma, che si basa sul Piano quadro di studi sviz. della CDPE per le scuole di maturità, pubblicato nel 1994, ha condotto alla realizzazione dell'ordinanza fed. e regolamento della CDPE concernente il riconoscimento degli attestati di maturità (RRM), entrato in vigore nel 1995 (revisione parziale nel 2007). Rinunciando al sistema che fino ad allora si era basato sui tipi, il regolamento garantisce una certa libertà di scelta grazie all'introduzione di discipline fondamentali, di opzioni specifiche e di opzioni complementari. È stata inoltre istituita una commissione sviz. di maturità, in sostituzione della CFM, posta sotto il controllo del Dip. fed. dell'interno e della CDPE.

Dal 1932 coloro che già svolgono una professione possono prepararsi agli esami fed. di maturità nei cosiddetti licei serali oppure seguendo un insegnamento a distanza; a differenza degli esami di maturità cant., quelli fed. vengono organizzati in tutti i licei sviz. Come in precedenza vi sono maturità riconosciute solo a livello cant. e non fed. Accanto alla maturità liceale, che dà un accesso senza restrizioni alle Univ., dal 1936 la maturità commerciale permette di iscriversi alle univ. a indirizzo commerciale. Dal 1994 la maturità professionale con indirizzo tecnico, commerciale, artistico e artigianale, che coniuga un apprendistato professionale con una formazione generale più approfondita nelle scuole professionali, permette di proseguire gli studi in ist. superiori professionali oppure nelle scuole univ. professionali; l'accesso alle Univ. resta per contro limitato.

All'inizio del XX sec. la quota di maturità era prossima al 2%, mentre attorno alla fine del sec. aveva raggiunto il 18%. La crescita, avviata negli anni 1950-60, conobbe una netta accentuazione dagli anni 1970-80, anche se rimase inferiore a quella dei Paesi confinanti; si evidenziò inoltre una grande disparità fra città e campagna e tra i diversi cant. Dopo il 2000 svariati temi furono oggetto di discussione; tra questi, l'attenuazione delle differenze regionali, l'aumento generale della quota di maturità e l'importanza della maturità quale carta di ingresso per le Univ. Inoltre il programma quadro dei licei e la maturità si sono dovuti confrontare con temi quali la durata della formazione liceale, gli effetti della Dichiarazione di Bologna e la progettata armonizzazione della conclusione degli studi.

Riferimenti bibliografici

  • A. Barth, Die Reform der höheren Schulen in der Schweiz, 1919
  • M. Zollinger, Hochschulreife, 1939
  • AA. VV., Maturität und Gymnasium, 1978
  • Piano quadro di studi svizzero della CDPE per le scuole di maturità, 1994
  • J.-P. Meylan, «Die Erneuerung des Gymnasiums und die Anerkennung der Maturitäten», in Von der "Mittelschule von morgen" zur Maturitätsreform 1995, 1996, 7-46
  • C. Jenzer, Schulstrukturen als historisch gewachsenes Produkt bildungspolitischer Vorstellungen, 1998