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Karl Ludwig vonHaller

1.8.1768 Berna, 20.5.1854 Soletta, rif., dal 1820 catt., di Berna, dal 1829 di Soletta. Figlio di Gottlieb Emanuel (->). Abiatico di Albrecht (->). (1806) Katharina von Wattenwyl, figlia di David Salomon Ludwig, ufficiale al servizio dell'Olanda, balivo di Fraubrunnen e membro del Gran Consiglio.

Litografia di Friedrich e Hans Hasler per la Gallerie berühmter Schweizer der Neuzeit, pubblicata dal 1863 al 1871 (Collezione privata).
Litografia di Friedrich e Hans Hasler per la Gallerie berühmter Schweizer der Neuzeit, pubblicata dal 1863 al 1871 (Collezione privata).

A Berna frequentò la scuola superiore (Hohe Schule) e in seguito intraprese una carriera pubblica. Nel 1797 fu inviato nell'Italia settentrionale, dove incontrò Napoleone Bonaparte, e fece parte della delegazione che partecipò al congresso di Rastatt. Nel febbraio del 1798 elaborò un progetto di Costituzione su incarico del governo bernese. Attraverso la sua rivista Helvetische Annalen si oppose alla Repubblica elvetica e alle tendenze rivoluzionarie, ciò che lo costrinse a fuggire nella Germania meridionale per sottrarsi all'arresto. Dal 1799 al 1805 lavorò a Vienna al servizio dello Stato austriaco. Nel 1806 divenne professore di diritto pubblico alla neocostituita Acc. di Berna, di cui fu censore (fino al 1809) e vicerettore; in seguito fu membro del Gran Consiglio (1810) e del Piccolo Consiglio (1811) della città di Berna. Durante la Restaurazione venne eletto nel Gran Consiglio della Repubblica di Berna (1814). Nel 1815 collaborò alla stesura della cosiddetta Dichiarazione (Urkundliche Erklärung des Grossen Raths von Bern), la nuova Costituzione - termine che comunque si evitò di utilizzare - del cant.; nel 1816 entrò a far parte del Consiglio segreto. Sempre nel 1816 uscì pure il primo volume della sua principale opera, La restaurazione della scienza politica, grazie a cui divenne celebre anche oltre i confini nazionali e il cui titolo ispirò una definizione tuttora utilizzata per quel periodo storico. Nel 1817 abbandonò l'attività acc., piuttosto avara di successi. Trame politiche e scritti quali Sulla costituzione spagnola del 1821 rafforzarono la sua fama di ultrareazionario, strettamente legato a rappresentanti della Santa Alleanza come l'inviato bavarese Johann Franz Anton von Olry. La notizia della sua conversione al cattolicesimo, tenuta segreta fino alla primavera del 1821, ebbe ampia eco in tutta Europa e indusse il Gran Consiglio bernese a destituirlo da ogni incarico pubblico (11.6.1821). Nuovamente in esilio, nel 1824 assunse la carica di pubblicista addetto al ministero degli affari esteri franc. Poco prima della Rivoluzione di luglio si trasferì a Soletta (1830), dove fece parte del Gran Consiglio (1834-37), capeggiando la corrente ultraconservatrice. Pubblicò senza sosta pamphlet contro il liberalismo, la massoneria e le tendenze rivoluzionarie in genere, mantenendo contatti con le cerchie conservatrici e reazionarie europee. Visse il Sonderbund, la nascita dello Stato fed. e le rivoluzioni europee del 1848-49 come sconfitte personali che vanificavano tutto il suo operato.

Frontespizio dell'opera in cui Haller spiega i motivi della sua conversione al cattolicesimo; edizione in tedesco e francese pubblicata a Stoccarda nel 1821 (Biblioteca nazionale svizzera).
Frontespizio dell'opera in cui Haller spiega i motivi della sua conversione al cattolicesimo; edizione in tedesco e francese pubblicata a Stoccarda nel 1821 (Biblioteca nazionale svizzera). […]

H. fu contrario alle concezioni di Rousseau, per cui lo Stato nasceva da un libero accordo tra individui. Egli considerava illusoria l'idea dell'uguaglianza umana alla base del contratto sociale, vista l'ineguaglianza presente in natura; inoltre riteneva che il dominio del più forte sul più debole fosse voluto da Dio e insito nella legge naturale e che ogni sovrano fosse un rappresentante di Dio e governasse per sua grazia. Sebbene solo per un breve periodo, il suo programma controrivoluzionario di legittimazione razionale dell'ancien régime e di lotta alla modernità esercitò un'influenza notevole sul romanticismo politico (Adam Müller, Achim von Arnim), sul cattolicesimo tradizionalista (Louis de Bonald, Joseph de Maistre) e sulle cerchie conservatrici tardoromantiche di Berlino (gruppo cristiano-germ. dei fratelli Gerlach, Federico Guglielmo IV) e trovò seguaci tra i conservatori di tutta Europa. Soprannominato il "restauratore", H. fu una personalità di caratura europea, il cui pensiero fu recepito da quasi tutti gli uomini politici, i pensatori e i pubblicisti conservatori dell'epoca.

Riferimenti bibliografici

  • La restaurazione della scienza politica, 3 voll., 1963-1981 (ted. 1816-1834)
  • Fondo presso AEF e BBB
  • E. Reinhard, K. L. von Haller, 1933
  • C. Pfister, Die Publizistik K. L. von Hallers in der Frühzeit, 1975
  • R. Roggen, "Restauration" - Kampfruf und Schimpfwort, 1999
  • F. W. Bautz, Biographisch-Bibliographisches Kirchenlexikon, 17, 2000, 587-614
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