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Letteratura tedesca

La letteratura prodotta nel territorio dell'attuale Svizzera ted. è da sempre in stretta correlazione con quella dell'area germanofona in senso lato; per il ME, spesso non è comunque possibile stabilire la precisa origine degli autori. Fino alla fine del XIX sec., raramente gli scrittori sviz. si richiamarono ai loro predecessori compatrioti: il punto di riferimento era la letteratura della Germania. Determinati sviluppi politici e sociali diedero tuttavia alla letteratura di lingua ted. in Svizzera un'impronta particolare nelle diverse epoche, soprattutto nel XX sec. (Letteratura nazionale).

Dal Medioevo al XVI secolo

A differenza di quanto accade per la letteratura moderna, solo in casi eccezionali si hanno notizie certe sulle opere letterarie in volgare del ME. Fino all'introduzione, intorno al 1450, della Stampa tipografica, la diffusione delle singole opere avvenne sotto forma di manoscritto; spesso ebbe un ruolo importante pure la trasmissione orale. Non soltanto gli stessi scrittori, ma anche i loro committenti, e da ultimo i fruitori delle opere letterarie - che di frequente erano gli stessi mecenati, appartenenti al clero, alla nobiltà o alla borghesia -, erano necessariamente legati alla nascita e alla impostazione delle singole opere.

La letteratura dell'antico alto tedesco e del primo medio alto tedesco

La consolazione della filosofia; l'opera di Boezio (520 ca.) fu tradotta in alto tedesco antico da Notker il Teutonico attorno al 1025 (Stiftsbibliothek St. Gallen, Cod. Sang. 825, p. 176, e-codices).
La consolazione della filosofia; l'opera di Boezio (520 ca.) fu tradotta in alto tedesco antico da Notker il Teutonico attorno al 1025 (Stiftsbibliothek St. Gallen, Cod. Sang. 825, p. 176, e-codices).

La prima delle tre epoche in cui la letteratura ted. del ME viene suddivisa sulla base di criteri storico-linguistici è quella dell'alto ted. antico e del primo alto ted. medio (700-1150). La serie di testimonianze sulla letteratura dell'alto ted. antico, disponibili dalla seconda metà dell'VIII sec. e la cui produzione gravitava soprattutto attorno all'abbazia di San Gallo - glosse, vocabolari, opere teol., traduzioni, trascrizioni o rielaborazioni della Bibbia -, si interrompe già intorno al 900. Solo Notker il Teutonico creò, alla fine del millennio, una letteratura in volgare di valore equiparabile alle opere più antiche. Per il resto, la produzione della letteratura ted. in questo periodo si esaurì quasi del tutto: vere e proprie composizioni letterarie in alto ted. antico comparvero solo in misura sporadica. Accanto alla poesia eroica, affidata per lo più alla trasmissione orale, è attestato il Waltharius, scritto in lat. probabilmente a San Gallo, che presenta in veste colta temi della saga germ.

Fra il 1050 e il 1150 furono scritte nell'area linguistica ted. un'ampia serie di composizioni religiose, annoverate fra la letteratura del primo medio alto ted. In genere i singoli testi furono trasmessi in forma anonima, e sono probabilmente da ascrivere soprattutto a istituzioni religiose; vi predominavano temi biblici, preghiere e prediche, oltre a una letteratura naturalistica che seguiva comunque schemi interpretativi religiosi. Il territorio dell'attuale Svizzera partecipò in misura minima alla produzione di questi testi; la tradizione manoscritta registra solo testimonianze sporadiche per quest'area.

La fioritura

La seconda epoca comprende l'arco temporale tra il 1150 e il 1350; al suo interno si distinguono le opere in alto ted. medio della cosiddetta fioritura (ca. 1190-ca. 1220) e quelle del periodo più tardo (ca. 1220-1350). La fioritura della letteratura medievale, influenzata dalla cultura cortese, presenta un ampio sviluppo della lirica e dell'epica. In particolare nella seconda metà del XII sec. fecero la loro comparsa molti nuovi generi letterari, basati soprattutto su temi e forme propri della produzione romanza. Nell'ambito della poesia lirica nacque il Minnesang, rappresentato in Svizzera spec. dalle canzoni d'amor cortese del conte Rodolphe de Neuchâtel. Nell'epoca successiva sono documentabili numerosi lirici e autori di poesia gnomica cantata che - grazie all'attività di raccolta del circolo zurighese di Manesse - furono inseriti nei grandi manoscritti lirici come appunto il Codice di Manesse.

Prima pagina del frammento conservato dell'Osterspiel von Muri, realizzato verso il 1250 (Aargauer Kantonsbibliothek, Aarau, MsMurF 31a, e-codices).
Prima pagina del frammento conservato dell'Osterspiel von Muri, realizzato verso il 1250 (Aargauer Kantonsbibliothek, Aarau, MsMurF 31a, e-codices).

Nell'epica furono creati articolati romanzi in versi che possono essere suddivisi in vari tipi: i cosiddetti poemi giullareschi, i grandi poemi epici pseudostorici, i romanzi di argomento classico (ad esempio le differenti versioni del Roman d'Alexandre di Albéric de Pisançon, tra cui quella basilese, tramandata in forma manoscritta, e il Göttweiger Trojanerkrieg) e i componimenti poetici ispirati alle leggende (Saghe e leggende). Il romanzo d'amore fu rappresentato dalle prime versioni epiche del tema di Tristano. L'epica cortese attorno al 1200 fu segnata dalle tre grandi personalità di Hartmann von Aue, Wolfram von Eschenbach e Goffredo di Strasburgo, ancora oggi noti per le loro rielaborazioni dei romanzi d'amore e del ciclo arturiano, oltre che come autori di opere ispirate alle leggende e come poeti. Grande importanza ebbero anche Ulrich von Zatzikhoven e Konrad Fleck, Rodolfo di Ems, Konrad von Würzburg e il poeta anonimo del Reinfried von Braunschweig. Alla seconda metà del XIII sec. risale l'Osterspiel von Muri, il più antico dramma pasquale in lingua ted. (Sacre rappresentazioni).

Nel tardo ME, in parallelo alla progressiva differenziazione della tipologia letteraria che si era sviluppata durante la fioritura poetica dell'alto ted. medio, apparvero nuovi generi come le diverse forme in distici rimati - tra cui quella particolare della poesia didascalica e allegorica (Konrad von Ammenhausen) -, i brevi racconti morali (Bispel, sul modello degli exempla), le raccolte di facezie e motti di spirito (Märendichtung), le grandi forme didattiche, diversi ambiti della letteratura scientifica e una grande quantità di testi religiosi, ad esempio le Vita di Maria di Walther von Rheinau e di Wernher, o la trascrizione dello Speculum humanae salvationis di Konrad von Helmsdorf. Nella prima metà del XIV sec. Ulrich Boner scrisse Der Edelstein, la prima elaborazione completa in alto ted. del corpo delle favole di Esopo.

L'epoca dell'alto tedesco protomoderno

Intorno al 1350 ebbe inizio l'epoca della cosiddetta letteratura del primo nuovo alto ted., che terminò soltanto verso il 1620 con l'avvento della letteratura barocca. La sua prima fase durò fino alla Riforma e fu segnata da profonde trasformazioni tanto nella lirica quanto nell'epica. La poesia cortese fu caratterizzata dall'affermarsi della poesia dei Meistersinger (maestri cantori), cui si affiancarono ancora i tipi di canzoni già noti dal tardo ME. La lirica politica - ad esempio il Sempacherlied, il Lied vom Güminenkrieg e i Lieder di Veit Weber - trattava spesso temi della storia sviz., mentre la trasmissione di questi testi non di rado era legata a cronache come quelle di Christian Kuchimeister e Konrad Justinger o alle Reimchroniken des Schwabenkriegs di Johann Lenz e Niklaus Schradin.

Accanto alla poesia cantata e al romanzo apparvero nuovi generi, i cui esponenti più interessanti rientrano nell'ambito dell'autobiografia e dei resoconti di viaggio (Viaggi in Svizzera). Intorno al 1420 fu scritta, nell'area del lago di Costanza, la satira sociale Des Teufels Netz, che può essere ascritta alla poesia didascalica. Heinrich Laufenberg e Ludwig Moser furono rappresentanti di rilievo della letteratura specialistica. La produzione letteraria religiosa era altrettanto significativa e comprendeva sacre rappresentazioni (drammi pasquali, Passionali, drammi natalizi, rappresentazioni dell'Ascensione e del Giudizio universale), lamenti di Maria, prosa religiosa, prediche e testi mistici, come l'Engelberger Prediger e il Tösser Schwesternbuch di Elsbeth Stagel.

Intorno al 1400 il giurista di Costanza Heinrich Wittenwiler scrisse Der Ring, il poema epico in versi forse più importante del tardo ME. L'epica dell'età moderna fu caratterizzata dalla comparsa e dalla diffusione dei romanzi in prosa - ad esempio Melusine di Thüring von Ringoltingen -, mentre il romanzo cortese in versi, pur continuando a essere recepito, non conobbe ulteriori sviluppi. Centri di produzione letteraria erano soprattutto le corti aristocratiche, cui si affiancarono, in misura sempre maggiore, le città.

Dal XVII al XX secolo

La Riforma

Nel XVI sec. si distinguono due grandi correnti: la poesia colta in lat. dell'Umanesimo e la poesia in volgare dell'età della Riforma. L'Umanesimo trovò in Svizzera un numero circoscritto di rappresentanti; tra i più illustri figurano certamente Vadiano ed Erasmo da Rotterdam. Nella tradizione umanistica rientrano anche gli scritti storiografici di Aegidius Tschudi e di Johannes Stumpf, che facevano risalire la coscienza conf. all'antichità. Niklaus von Wyle fu un importante esponente della variegata letteratura in traduzione del primo Umanesimo.

Tra le opere linguisticamente più rilevanti dell'epoca della Riforma figura la traduzione della Bibbia a opera di Ulrich Zwingli. La letteratura dell'epoca era principalmente letteratura "a tesi", engagée, che prendeva posizione nella disputa fra le confessioni e si rivolgeva a un pubblico ampio e costituito per la maggior parte da analfabeti: per questo motivo per rendere pubblica la propria posizione confessionale spesso venivano privilegiati i fogli volanti illustrati e le rappresentazioni teatrali. Gli autori sviz. contribuirono in modo determinante allo sviluppo della drammaturgia (Teatro). I primi lavori teatrali religiosi impegnati si debbono a Pamphilus Gengenbach e a Niklaus Manuel.

Nelle regioni rif. erano apprezzati i drammi di argomento biblico, ad esempio quelli di Jos Murer, Hans von Rütte, Jakob Ruf e Sixtus Birck. Das Zürcher Spiel vom reichen Mann und vom armen Lazarus (1530) è considerato il primo dramma in lingua ted. appartenente al genere. Nelle regioni catt. erano invece più diffusi il dramma agiografico e la commedia carnascialesca, in un secondo tempo sostituiti dai drammi gesuiti. Tipiche della Conf. erano rappresentazioni cui spesso partecipavano anche fino a 100 interpreti.

Barocco e Illuminismo

Nell'ambito del Barocco del XVII sec., caratterizzato dalle rappresentazioni di corte, il contributo della Svizzera si limitò alla poesia d'occasione e alla Letteratura edificante, ad esempio di Johann Wilhelm Simmler, Johann Ulrich Bachofen e Mauritius Zehnder. Con la poesia didascalica Gastmahl zweier Berge (1606) di Hans Rudolf Rebmann e nel solco sia di Konrad Gessner sia di scrittori antichi, le montagne divennero per la prima volta oggetto di rappresentazione poetica. Nel 1698 Gotthard Heidegger nella sua Mythoscopia romantica rifiutò il genere romanzesco, che peraltro riscuoteva crescente successo.

Prima edizione degli Idilli di Salomon Gessner (1756), con il frontespizio illustrato dall'autore (Universitätsbibliothek Basel, Ak IV 16:2).
Prima edizione degli Idilli di Salomon Gessner (1756), con il frontespizio illustrato dall'autore (Universitätsbibliothek Basel, Ak IV 16:2).

L'epoca dell'Illuminismo fu segnata dalla fede nella ragione e nella felicità cui aveva diritto l'essere umano virtuoso. La letteratura si orientò marcatamente verso i modelli inglesi e franc. Né prima né dopo, i letterati sviz. raggiunsero un successo pari a quello del XVIII sec. La poesia didascalica Die Alpen, di Albrecht von Haller, contrapponeva il mondo innocente delle montagne a quello corrotto delle corti. Fra il 1740 e il 1760 Zurigo divenne, anche grazie alla sua editoria (Case editrici), un centro intellettuale dell'area linguistica ted. Gli Idilli di Salomon Gessner, che dipingevano una natura tranquilla e pacifica, erano letti in tutta Europa. Johann Jakob Bodmer e Johann Jakob Breitinger avviarono con Johann Christoph Gottsched (Scuola di Lipsia) un dibattito estetico sul ruolo dell'immaginifico e del meraviglioso. Sul modello del settimanale morale inglese The Spectator, Bodmer e Breitinger pubblicarono il primo settimanale di stampo moralista della Svizzera, Die Discourse der Mahlern (1721-23), che malgrado svolgesse un ruolo importante nella diffusione della letteratura inglese (spec. William Shakespeare) ebbe scarso successo.

Pagina del titolo di Lienhard und Gertrud, romanzo di formazione di Johann Heinrich Pestalozzi pubblicato in quattro parti tra il 1781 e il 1787 (Universitätsbibliothek Basel, Ao XI 712:1).
Pagina del titolo di Lienhard und Gertrud, romanzo di formazione di Johann Heinrich Pestalozzi pubblicato in quattro parti tra il 1781 e il 1787 (Universitätsbibliothek Basel, Ao XI 712:1).

Il pastore zurighese Johann Kaspar Lavater ottenne ampia risonanza, anche ben oltre i confini nazionali, con i suoi scritti edificanti sulla storia biblica, legati alla tradizione pietista, e spec. con i Frammenti di fisiognomica. Con la sua eccessiva concezione cristiana del genio, influenzò in parte l'estetica del genio, rappresentata in Svizzera dal poeta e pittore Johann Heinrich Füssli. In piena adesione allo spirito ottimista dell'Illuminismo e di Jean-Jacques Rousseau, Johann Heinrich Pestalozzi scrisse il romanzo di successo Lienhard und Gertrud, che illustra le difficoltà della gente semplice e i vantaggi dell'istruzione. Con la storia della sua vita Der arme Mann im Tockenburg, Ulrich Bräker diede un significativo contributo al genere autobiografico, assai fiorente nel XVIII sec. Johann Gaudenz von Salis-Seewis è considerato uno dei più importanti lirici dell'epoca.

In seguito al divieto di rappresentare opere teatrali nelle città rif. - solo a San Gallo fu possibile conservare una tradizione teatrale - anche nei cant. catt. furono prodotte pochissime opere destinate alla rappresentazione; fece eccezione il teatro gesuita, praticato fino agli anni 1770-80 (tra gli altri, i drammi del gesuita Josef Ignaz Zimmermann). I temi patriottici suscitarono un vivo interesse nella seconda metà del XVIII sec., tanto nella poesia - in particolare con gli Schweizerlieder di Lavater - quanto nella storiografia degli esordi di un Isaak Iselin o di Johannes von Müller.

Romanticismo, Restaurazione, Rigenerazione

La Svizzera fu argomento della poesia romantica; ciò malgrado né il classicismo né il romanticismo vi trovarono molti esponenti in letteratura. Non è possibile definire in senso univoco le tendenze letterarie degli anni tra il 1815 e il 1848; a seconda che l'accento sia posto sull'aspetto restauratore o su quello rivoluzionario, si parla dello stile Biedermeier o di Restaurazione, sull'altro versante di Rigenerazione o Vormärz. In Svizzera si manifestò soprattutto un elemento caratteristico della letteratura Biedermeier: l'accentuata attenzione all'aspetto locale.

Frontespizio dell'almanacco letterario Alpenrosen per l'anno 1837 (Universitätsbibliothek Basel, Ei* IX 59a).
Frontespizio dell'almanacco letterario Alpenrosen per l'anno 1837 (Universitätsbibliothek Basel, Ei* IX 59a). […]

L'interesse per le tematiche patriottiche era prevalente. L'immigrato Heinrich Zschokke, Johann Rudolf Wyss il Giovane, Josef Anton Henne e Franz Kuenlin scrissero racconti e libere versioni di avvenimenti storici e leggende. Tra gli organi di pubblicazione figuravano gli Almanacchi e le riviste come Alpenrosen. Significativa fu la diffusione della Letteratura dialettale, ad esempio con gli idilli in esametri di Johann Martin Usteri e le poesie di Johann Rudolf Wyss il Vecchio.

Jeremias Gotthelf, che occupa un posto di preminenza fra gli autori dell'epoca, suscitò interesse anche molto al di là dei confini nazionali con la sua raffigurazione del mondo contadino dell'Emmental. Da non sottovalutare è pure il contributo alla vita letterario-culturale della Svizzera dei profughi ted.: alcuni, come Joseph von Görres e August Follen, operarono in qualità di insegnanti e mediatori della vita intellettuale ted;, altri, come Georg Herwegh, Arnold Ruge, August Heinrich Hoffmann von Fallersleben e Ferdinand Freiligrath, trovarono in Svizzera la possibilità di pubblicare le proprie opere.

Realismo ed espressionismo

Heidi fa uso di ciò che ha imparato; copertina dell'ottava edizione tedesca dell'opera di Johanna Spyri, pubblicata attorno al 1890 (Biblioteca nazionale svizzera).
Heidi fa uso di ciò che ha imparato; copertina dell'ottava edizione tedesca dell'opera di Johanna Spyri, pubblicata attorno al 1890 (Biblioteca nazionale svizzera). […]

L'epoca del realismo borghese o poetico (1848-90) fu la grande stagione del racconto e del romanzo, in cui venne rappresentata, ma in modo trasfigurato, la realtà esteriore delle piccole città e dei villaggi. Né l'industrializzazione né le metropoli ebbero un ruolo decisivo nel realismo ted., al centro del quale si collocava l'individuo e la sua integrazione nella società borghese. Questa tematica fu elaborata da Gottfried Keller in La gente di Seldwyla e nell'Enrico il Verde, con uno sguardo critico, tuttavia, all'affermarsi dell'ordine capitalistico. Il suo contemporaneo Conrad Ferdinand Meyer fu un significativo rappresentante della novella storica. Il libro di maggior successo dell'epoca fu tuttavia Heidi, di Johanna Spyri.

Con il nascente nazionalismo presero il via anche tentativi di distinguere la letteratura in ted. della Svizzera dalle altre letterature di lingua ted. Ludwig Eckardt, che visse in Svizzera dal 1845, tentò senza successo di dare vita a una letteratura e un teatro nazionali sviz. Nel 1866 Robert Weber curò un'antologia della "letteratura nazionale poetica della Svizzera ted.". La Letteratura regionale della tradizione realista si conquistò con Jakob Christoph Heer, Heinrich Federer e Alfred Huggenberger uno spazio sempre maggiore tra i lettori. Alcuni singoli autori, come l'irrequieto Robert Walser o Carl Spitteler, rifiutarono tuttavia questa tradizione.

L'espressionismo trovò in Svizzera sostenitori quali Max Pulver, Hans Ganz e Karl Stamm, ma come in Germania non riuscì a provocare un cambiamento profondo nella produzione letteraria. Durante la prima guerra mondiale, gli emigranti Hugo Ball e Tristan Tzara diedero origine a Zurigo al movimento Dada, che rimase però circoscritto a una ristretta cerchia di intellettuali.

Dal 1920 a oggi

La Difesa spirituale favorì soprattutto le forme tradizionali di letteratura. Lisa Wenger, Cécile Lauber, Maria Dutli-Rutishauer e Ernst Zahn celebrarono il mondo contadino, mentre Cäsar von Arx scrisse Festspiele patriottici. Con il romanzo Schweizerspiegel, Meinrad Inglin offrì una rappresentazione critica della Svizzera durante la prima guerra mondiale. Jakob Bührer e altri autori - ma anche ad esempio il cabaret Cornichon (Cabaret) - si confrontarono criticamente con la primavera dei fronti. L'incidenza letteraria di questi scrittori della prima metà del sec. si limitò alla Svizzera, fatta eccezione per gli autori di bestseller John Knittel e Jakob Christoph Heer.

Solo dopo la seconda guerra mondiale la letteratura della Svizzera ted. ristabilì rapporti con la letteratura mondiale. Max Frisch e Friedrich Dürrenmatt ottennero un successo intern. innanzitutto come autori di teatro e di drammi radiofonici. Con la sua critica nei confronti di una Svizzera soddisfatta di sé, Frisch divenne il padre spirituale di una nuova generazione di autori quali Adolf Muschg, Peter Bichsel e Otto F. Walter, che dalla fine degli anni 1960-70 si confrontarono anche con forme espressive e narrative sperimentali. Nell'ambito della lirica, la poesia dialettale ricevette nuovi impulsi per influsso della poesia concreta, rappresentata tra gli altri dallo scrittore sviz. Eugen Gomringer; ne sono testimonianza ad esempio le opere di Kurt Marti, Ernst Eggimann ed Ernst Burren. La generazione che cominciò a pubblicare negli anni 1970-80 - Gertrud Leutenegger, Christoph Geiser e Hermann Burger - si occupò sempre meno di temi come la "ristrettezza" della Svizzera, ancora evocata da Paul Nizon, o l'impegno civile; ciò non vale, tuttavia, per Adolf Muschg. Un altro importante autore contemporaneo (XX-XXI sec.) è Hugo Loetscher.

Riferimenti bibliografici

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  • P. Reinacher, Je Suisse: Zur aktuellen Lage der Schweizer Literatur, 2003