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Letteratura regionale

Il concetto di letteratura regionale (in ted. Heimatkunst o Heimatliteratur, ossia letteratura della patria) nacque alla fine del XIX sec. come reazione alla rappresentazione della grande città tipica del naturalismo. Sebbene la produzione letteraria regionale interessasse tutte le zone della Svizzera, nella lingua franc. e in quella it. non esiste un concetto esattamente corrispondente. A questo genere, che ebbe come precursori anche la novella campestre e il romanzo contadino, appartengono il romanzo a sfondo regionale e il romanzo alpino. Gli autori della letteratura regionale si opponevano all'urbanizzazione, all'industrializzazione, alla tecnicizzazione e alle loro conseguenze, in particolare allo sradicamento sociale e alla nascita di un proletariato. Al processo di modernizzazione contrapponevano il mondo incontaminato del villaggio e della natura, insieme a un'umanità legata alle tradizioni e alla morale, espressione del nocciolo sano della nazione. Questa letteratura si rivolgeva a un pubblico appartenente alla piccola borghesia e al ceto medio cittadino. Essa rientrava nell'ambito di una letteratura popolare costituita da pubblicazioni divulgative (come i romanzi a fascicoli e gli scritti edificanti) e da racconti tradizionali comunemente diffusi (come le fiabe).

Presentazione del film di Ernst Lubitsch Der König der Bernina (La valanga) nella rivista Illustrierter Film-Kurier (1929), tratto dall'omonimo romanzo di Jakob Christoph Heer (Collezione Cinémathèque suisse, tutti i diritti riservati).
Presentazione del film di Ernst Lubitsch Der König der Bernina (La valanga) nella rivista Illustrierter Film-Kurier (1929), tratto dall'omonimo romanzo di Jakob Christoph Heer (Collezione Cinémathèque suisse, tutti i diritti riservati). […]

Gli esponenti della letteratura regionale riconoscevano le loro origini nella novella campestre nata nel Biedermeier (per esempio Romeo e Giulietta al villaggio di Gottfried Keller, 1855) e nel romanzo contadino (per esempio Uli il servo di Jeremias Gotthelf, 1840). Nella Svizzera ted., dove fino alla fine del XIX sec. non ci fu uno sviluppo urbano equiparabile a quello della Germania né una corrente letteraria naturalistica, la letteratura regionale si adeguò alla rappresentazione delle condizioni rurali, che fino a XX sec. inoltrato costituì un tema fondamentale della letteratura sviz. Ad eccezione di questa prima fase, caratterizzata da una rappresentazione qualitativamente pregevole della vita di campagna, la Heimatliteratur può essere per gran parte considerata letteratura dozzinale. Rispetto alle opere che rappresentavano le condizioni locali con intento critico (ad esempio Maurice Zermatten, Charles Ferdinand Ramuz), essa si caratterizzava per un'immagine ideologizzata della patria e una visione priva di sfaccettature. I suoi principali rappresentanti nella Svizzera ted. - Jakob Bosshart, Heinrich Federer, Jakob Christoph Heer, Alfred Huggenberger, Meinrad Lienert e Ernst Zahn - erano, in alcuni casi, anche esponenti della Letteratura dialettale. Costoro si collocavano nella tradizione del movimento dell'Heimatkunst sorto in Germania. Durante il Terzo Reich i temi della letteratura regionale e l'ideologia connessa furono ripresi dalla letteratura del sangue e del suolo (Blut- und Bodenliteratur). È significativo che in questo periodo fossero molto apprezzati autori come Huggenberger, le cui opere furono sfruttate a fini ideologici. Dopo la seconda guerra mondiale, la letteratura regionale sopravvisse nei romanzi a fascicoli, nel teatro e cinema popolare e nelle serie televisive, trasformandosi in letteratura di massa.

Al movimento ted. della Heimatliteratur è strettamente connessa la letteratura regionale rom. con Maurus Carnot (Bündnerblut, 1902). La produzione letteraria rom., rappresentativa di una minoranza, conservò fino al decennio 1950-60 per lo più un carattere regionale e popolare (per esempio Men Rauch). Nella Svizzera franc. dalla metà del XIX sec. fu possibile riscontrare una riflessione sui temi locali e la rappresentazione di un ambiente rurale idilliaco, basato su valori conservatori, oltre al tentativo di distinguersi dalle moderne correnti nate a Parigi. Gli autori si muovevano, come quelli della Svizzera ted., sul piano della letteratura popolare e spesso perseguivano anche intenti pedagogici. La tendenza rilevabile nella letteratura ted. verso implicazioni xenofobe del concetto di patria si ritrovava anche nella Svizzera franc. (Urbain Olivier, Adolphe Ribaux). Nel Ticino si verificò un ritorno ai valori tradizionali del cant. (per esempio Angelo Nessi, Giuseppe Zoppi, Francesco Chiesa), scevro però da gravami ideologici.

Riferimenti bibliografici

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  • R. Francillon, D. Jakubec (a cura di), Littérature populaire et identité suisse, 1991
  • D. Maggetti, D. Müller (a cura di), Bonnes lectures, 1992
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  • H.-O. Hügel (a cura di), Handbuch populäre Kultur, 2003, 226-232