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Basileadiocesi

La diocesi di B. - in origine diocesis Basiliensis, dal 1888 al 1971 diocesi di B. e Lugano - fu soggetta all'arcidiocesi di Besançon, de facto fino al 1792 e de iure fino al 1801; dal 1828 dipendente direttamente da Roma. Patroni: fino al 1828 Maria Vergine e S. Pantaleo (le cui reliquie vennero traslate a B. nel 1270), dalla metà del XIV sec. l'imperatore Enrico II, dal 1828 i SS. Orso e Vittore. Sede vescovile e cattedrale: fino al 1828 B. (cattedrale), poi Soletta (ex collegiata dei SS. Orso e Vittore).

Medioevo

Vicende storiche

In epoca tardoromana la sede vescovile era situata nel Castrum Rauracense (Kaiseraugst); un vescovo Iustinianus Rauricorum è menz. nel 343 e nel 346. La sede episcopale fu successivamente trasferita a B. o vi fu istituita ex novo: la questione della continuità rimane tuttora aperta. L'elenco dei vescovi residenti a B. inizia nella prima metà dell'VIII sec.; nello stesso periodo la giurisdizione della diocesi fu ampliata e cambiarono anche i confini del suo territorio. I vescovi Waldo (ca. 800) e Haito (prima dell'805-823) ebbero stretti rapporti con i sovrani carolingi. La diocesi venne assegnata dapprima al regno franco centrale (843) e poi a quello orientale (870); nel 912 passò all'alta Burgundia, ad eccezione dell'alta Alsazia.

Nel 999/1000 l'ultimo re burgundo, Rodolfo III, donò al vescovo Adalbero II l'abbazia di Moutier-Grandval, base del futuro Stato vescovile. L'influsso dell'Impero si rafforzò con Enrico II, che conferì a Adalbero II diritti di sovranità e che nel 1019 presenziò alla consacrazione della cattedrale. Sotto l'imperatore Corrado II, B. divenne vescovato imperiale; dal 1025 il principe vescovo fu nominato dal re o imperatore ted. Lo stretto legame con i sovrani ted. segnò la politica episcopale spec. all'epoca della lotta delle Investiture, quando il vescovo Burkhard von Fenis (1072-1107) si schierò decisamente a favore del re Enrico IV; i suoi successori mantennero questo rapporto, che proseguì fino a Heinrich IV von Isny (1275-86) e venne interrotto solo sotto gli ultimi Hohenstaufen.

Diversi vescovi, quali ad esempio Burkhard von Fenis, Adalbero III (1133-37), Ortlieb von Frohburg (ca. 1137-64), Heinrich IV von Isny e Peter II von Aspelt (1297-1306), furono impegnati al servizio dell'Impero e pertanto si trovarono spesso lontani dalla diocesi. Numerosi altri contribuirono allo sviluppo ecclesiastico e religioso della diocesi, sussidiando conventi, capitoli, chiese o favorendone la fondazione: tra di essi, lo stesso Burkhard von Fenis, Lüthold I von Aarburg (1191-1213), Heinrich II von Thun (1216-38) e Berthold II von Pfirt (1248-62). Nel corso del XIII sec. Heinrich II von Thun e Lüthold II von Rötteln, ma spec. Henri III de Neuchâtel e Peter II von Aspelt, si dedicarono energicamente a potenziare la signoria secolare, creando così le premesse del futuro principato vescovile. Il XIV sec. fu caratterizzato da frequenti liti dovute alla nomina di vescovi come Gérard de Vuippens, Jean I de Chalon-Arlay e Jean III de Vienne da parte dei papi soprattutto avignonesi, nomine che avvennero in un contesto già marcato da un crescente accentramento del potere nella figura del pontefice; i vescovi designati, franc., forestieri e non germanofoni, faticarono molto ad affermarsi contro i candidati del principato di B. ed ebbero difficoltà a imporsi nella diocesi. Altri dissidi si ebbero con la città di B. e con gli Asburgo.

Nei disordini che accompagnarono il Grande scisma d'Occidente, i vescovi basilesi si schierarono nel 1378 con l'antipapa Clemente VII e nel 1383 con papa Urbano VI, prima che papa Gregorio XII venisse riconosciuto dal Concilio di Pisa (1409). Tali lotte, lunghe e dispendiose, danneggiarono notevolmente la diocesi; Jean III de Vienne e Imer von Ramstein lasciarono in eredità ai loro succcessori una diocesi disorganizzata e fortemente indebitata. Il XV sec. fu contraddistinto dagli sforzi di consolidamento finanziario, di ripristino della signoria secolare e di riorganizzazione e riforma della vita ecclesiale, messi in atto da vescovi quali Johann IV von Fleckenstein, Friedrich zu Rhein, Arnold von Rotberg, Johann V von Venningen, Christoph von Utenheim, in genere eletti dal capitolo cattedrale e informati sulla situazione locale. I tentativi di recuperare la città di B. furono invece fallimentari; l'affermazione della Riforma a B. (1529) pose fine alla diocesi nella sua forma medievale.

Struttura, organi e istituzioni

Nel ME la diocesi comprendeva una parte del Giura, con Moutier-Grandval e Delémont, il Sundgau e l'Alsazia fino quasi a Sélestat; il confine meridionale era costituito dalla catena del Giura, con il passaggio di Pierre Pertuis, quello orientale dall'Aar e dal Reno. Stando alla decima papale per gli anni 1301-03 e al Liber marcarum del 1441, il territorio diocesano comprendeva oltre 420 chiese parrocchiali o filiali. Al più tardi nel XIII sec. esso era organizzato in 13 e poi in 12 capitoli rurali o decanati, diretti ognuno da un decano: i decanati di Frickgau, Sisgau, Buchsgau, Salsgau, Elsgau, Leimental e S. Giovanni a B., compresi totalmente o in parte nell'odierno territorio sviz., e citra Rhenum, inter colles, citra e ultra Otensbühel, tutti nel territorio dell'alta Alsazia, e il Sundgau. I più antichi statuti capitolari che sono stati tramandati risalgono solo al XIV sec. (quello del Frickgau è del 1356). Con i decanati coincidevano gli arcidiaconati, diretti da dignitari della cattedrale, dal preposito di Saint-Ursanne (Elsgau) e dall'arcidiacono dell'abbazia di Moutier (Salsgau).

Vescovi della diocesi di Basilea fino alla Riforma

EpiscopatoVescovo
ante 343-post 346Iustinianus
V sec.Pantalus (leggendario)
inizio VII sec.Ragnacharius
740 (?) ca.Walaus
ante 749-762Baldobertus
ca. 800Waldo
ante 805-823Haito
823-post 835Udalricus
ca. 844 -ca. 847Wichardus I
ante 858-post 860Fridebertus
860-70Adalwinus, Hartwig
ca. 867 -ca. 872Rudolfus I
ante 892-post 898Iringus
ca. 915Adalbero I
?-917 (?)Rudolfus II
?Ricuinus
ca. 948Wichardus II
ca. 961Landelous
ante 999-1025Adalbero II
1025-1040Udalricus II
1040/41-1056Theodoricus
1057-1072Beringerus
1072-1107Burkhard von Fenis
1107-1122Rudolf III von Homburg
1122/23-1133 (?)Berthold de Neuchâtel
1133Heinricus
1133-1137Adalbero III
ca. 1137-1164Ortlieb von Frohburg
1164-1179Ludwig von Frohburg
1179-1180Hugues d'Asuel
1180-1190Enrico I (von Hornberg?)
1191-1213Lüthold I von Aarburg
1213-1215Walter von Rötteln
1216-1238Heinrich II von Thun
1238-1248Lüthold II von Rötteln
1248-1262Berthold II von Pfirt
1263-1274Henri III de Neuchâtel
1275-1286Heinrich IV von Isny
1286-1296Peter I Reich von Reichenstein
1296Lüthold III von Röttelna
1296Berthold von Rütia
1297-1306Peter II von Aspelt
1306-1309Othon de Grandson
1309-1311Lüthold III von Rötteln
1309-1325Gérard de Vuippens
1325-1328Hartung Münch von Landskron
1325-1335Jean I de Chalon-Arlay
1335-1365Johann II Senn von Münsingen
1365-1382Jean III de Vienne
1381-1385Wolfhart von Erenfelsa
1382-1392Werner Schalera
1382-1391Imer von Ramsteina
1391-1393Friedrich von Blankenheim
1393-1399Wilhelm von Coudenberghea
1393-1395Konrad Münch von Landskrona
1399-1417Humbert de Neufchâtel
1418Konrad Elye
1418-1422Hartmann Münch von Münchenstein
1423-1436Johann IV von Fleckenstein
1437-1451Friedrich zu Rheina
1437-1440Bernhard von Ratsamhausena
1451-1458Arnold von Rotberg
1458-1478Johann V von Venningen
1479-1502Kaspar zu Rhein
1502-1527Christoph von Utenheim

a Doppia elezione.

Vescovi della diocesi di Basilea fino alla Riforma -  Autrice; Helvetia Sacra

Attorno all'800 esistevano solo sei conventi e capitoli, che si moltiplicarono successivamente fra il Mille e il 1300: nella Svizzera odierna Saint-Ursanne e Moutier-Grandval, in territorio alsaziano Münster, Saint-Amarin, Murbach e Masevaux. La più antica legislazione vescovile, i Capitularia ecclesiastica di Haito, risale all'inizio del IX sec., il primo statuto sinodale, redatto durante il mandato di Peter II von Aspelt, al 1297. A partire dal XII/XIII sec. il capitolo cattedrale, menz. attorno all'830, partecipò in misura sempre maggiore all'amministrazione della diocesi; dal XIII sec. ebbe il diritto di eleggere il vescovo (la prima capitolazione elettiva risale al 1261). Nella seconda metà del XIII sec. sono documentate le cariche vescovili di vicario generale (1277) e di pres. del tribunale vescovile (1252); nello stesso periodo si precisò meglio il ruolo della cancelleria episcopale. Doveri e competenze di tutti i dignitari vescovili vennero fissati negli Statuta curiae Basiliensis del 1484; il Ceremoniale Basiliensis episcopatus di Hieronymus Brillinger (1517) illustra le usanze liturgiche nella cattedrale nel tardo ME.

Età moderna

Vicende storiche

All'inizio del XVI sec. la Riforma venne adottata dalla città di B. e dal suo contado (1529), dalle signorie vescovili dell'Erguel e di Moutier (legate a Berna), dal baliaggio bernese di Bipp, dai baliaggi di Zwingen, Pfeffingen e Birseck, dal Sundgau settentrionale e dalle città altoalsaziane di Mulhouse e Münster. I vescovi di B. trasferirono la loro residenza a Porrentruy, che apparteneva al principato vescovile ma non ancora alla diocesi basilese. Il vescovo Jakob Christoph Blarer von Wartensee (1575-1608) ricondusse al cattolicesimo la parte settentrionale del principato e vi attuò la riforma ecclesiastica tridentina: convocò un sinodo diocesano a Delémont (1581), pubblicò nuovi libri liturgici (1583-96), fece visitare la diocesi (1586-89, 1601-04), fondò a Porrentruy un collegio gesuita (1591) e un seminario (in funzione negli anni 1607-08 e 1716-92). Nel corso del XVIII sec. si intensificarono le visite pastorali e gli sforzi per il miglioramento della formazione del clero; nel 1747 i giorni festivi con obbligo di riposo vennero ridotti da 44 a 18.

Con la Rivoluzione franc., che fu sostenuta da varie personalità locali, fra cui il vescovo suffraganeo di B. e poi arcivescovo costituzionale di Parigi Jean Baptiste Joseph Gobel, l'ordinamento ecclesiastico crollò. Nel 1790 la Francia creò nell'alta Alsazia la nuova diocesi dell'Haut-Rhin, cui nel 1793 (dopo l'annessione) fu assegnata anche la parte settentrionale del principato. Il principe vescovo Franz Joseph Sigismund von Roggenbach (1782-94) fuggì, come del resto il 75% dei ca. 670 ecclesiastici diocesani ritrovatisi sotto la sovranità franc.; solo una minoranza giurò fedeltà alla Costituzione. Nel 1801 la giurisdizione in materia religiosa passò alla diocesi di Strasburgo; nel 1814 i futuri territori sviz. vennero restituiti al vescovo di B. Franz Xaver von Neveu (1794-1828), che tuttavia rimase in esilio a Offenburg (D).

Struttura, organi e istituzioni

Nel 1750 le 358 parrocchie della diocesi (che prima della Riforma erano oltre 400) formavano 11 decanati, coincidenti con gli arcidiaconati. Sul piano secolare, il territorio apparteneva all'Austria anteriore (Fricktal, alta Alsazia fino al 1648/97), alla Francia (alta Alsazia dal 1648/97) e al cant. conf. di Soletta (Buchsgau) o allo stesso principato vescovile. Le 20 parrocchie dell'Ajoie, che dipendevano spiritualmente dall'arcidiocesi di Besançon e temporalmente dal vescovo di B., furono annesse alla diocesi di B. nel 1779, attraverso lo scambio con 29 parrocchie del decanato di Masevaux nel Sundgau.

I principi vescovi, che avevano tutti ricevuto gli ordini, provenivano dalla nobiltà locale o da quella dell'Impero. La loro doppia funzione ecclesiastica e secolare ostacolò l'azione religiosa soprattutto in periodi particolarmente turbolenti, come la Riforma, la guerra dei Trent'anni o la rivolta dei Pétignats (1730-40). Il Consiglio ecclesiale, diretto dal vicario generale, gestiva gli affari d'ufficio ecclesiastici, mentre il tribunale vescovile, che dal 1529 aveva sede ad Altkirch in Alsazia, fungeva da istanza giudicante; un vescovo suffraganeo prestava il suo aiuto per l'espletamento delle funzioni ecclesiastiche. Il capitolo cattedrale, che dal 1529 ebbe sede a Friburgo in Brisgovia, si trasferì ad Arlesheim nel 1678.

La diocesi comprendeva ca. 100 capitoli, conventi o case religiose all'inizio del XVI sec., 70 nel 1780. Almeno il 25% di tali ist. scomparve durante la Riforma, e l'80% dei rimanenti all'epoca della Rivoluzione franc.; tra questi due periodi, la crescita maggiore si ebbe nel quadro della Riforma catt., con l'insediamento nella regione di gesuiti e cappuccini.

XIX e XX secolo

Vicende storiche

Nei primi decenni del XIX sec. la ricostituzione della diocesi fu ostacolata dal contrasto fra i governi cant., per lo più liberali, e il clero, in maggioranza ultramontano e politicamente conservatore, che in molte località godeva dell'appoggio dei fedeli. Durante il Kulturkampf (1870-84) si giunse al conflitto aperto quando la maggioranza dei governi cant. dichiarò deposto il vescovo Eugène Lachat e fece ricorso alla polizia per costringerlo a lasciare la sua sede (1873); nel Giura bernese le autorità cercarono invano di insediare un clero ligio allo Stato. Conseguenza dei dissidi fu il ripiegamento dei catt. conservatori in uno spazio sociale chiuso con istituzioni proprie (organi di stampa, scuole private, ass., partito), che tuttavia avevano un'organizzazione che andava al di là dei confini della diocesi; i catt. liberali, invece, si integrarono nelle nuove strutture dello Stato fed. Nel corso del XX sec., in seguito all'evoluzione demografica, sono state create nuove parrocchie e chiese catt. in zone in precedenza esclusivamente rif. Dal 1972 anche i laici partecipano all'attività pastorale; nel 1999 la diocesi aveva alle sue dipendenze 1754 persone, per lo più assunte dalle parrocchie sulla base del diritto civile. Importanti flessioni nelle vocazioni coincisero con periodi particolarmente critici come la lotta per l'affermazione del liberalismo, il Kulturkampf, la crisi del Modernismo e il Concilio Vaticano II.

Struttura, organi e istituzioni

Il nuovo territorio della diocesi venne definito nel 1828 da un concordato fra i governi cant. interessati e la Santa Sede; esso comprendeva inizialmente le parrocchie catt. dei cant. di Soletta, Lucerna, Berna (parte dell'odierno cant. Giura) e Zugo. Nel 1829 si aggiunsero i cant. di Argovia, Turgovia e il futuro semicant. di B. Campagna, nel 1864 la restante parte del cant. Berna e nel 1978 il cant. Sciaffusa, peraltro già dal 1858 soggetto all'amministrazione provvisoria del vescovo di B. Regioni tradizionalmente catt. sono Lucerna, Zugo, il Giura, Soletta (salvo il Bucheggberg), il Birseck, il Fricktal e il Freiamt; alla diocesi appartengono due grandi città (Berna e B.); il 13% ca. delle parrocchie si trova in territorio francofono. Dal 1888 al 1971 il vescovo della diocesi portò il titolo di "vescovo di B. e Lugano". La diocesi di Lugano restò de iure unita a quella di B. fin dalla sua creazione nel 1888, ma fino al 1971 venne de facto affidata a un amministratore apostolico.

La ridefinizione della diocesi non modificò le strutture locali. La nuova diocesi di B. contava 385 parrocchie con 250'000 catt. nel 1834, 379 e 411'000 nel 1865, 530 e 1'115'775 nel 1994; la forte crescita dei catt. dopo il 1945 è legata all'afflusso di lavoratori stranieri e delle loro fam. Sul piano organizzativo le parrocchie sono riunite in decanati (29 nel 1834, 30 nel 1928, 36 nel 1999). I commissariati vescovili per i cant. di Lucerna, Zugo e Turgovia furono soppressi nel 1976; al loro posto vennero istituite dieci regioni diocesane, ognuna comprendente le parrocchie di un cant. e guidata da un decano regionale.

Vescovi della diocesi di Basilea XIX-XXI secolo

EpiscopatoVescovo
1828-1854Josef Anton Salzmann
1854-1862Karl Arnold-Obrist
1863-1884Eugène Lachat
1885-1888Friedrich Fiala
1888-1906Leonhard Haas
1906-1925Jakob Stammler
1925-1936Joseph Ambühl
1936-1967Franz von Streng
1967-1982Anton Hänggi
1982-1993Otto Wüst
1994-1995Hansjörg Vogel
1996-2010Kurt Koch
2010-Felix Gmür
Vescovi della diocesi di Basilea XIX-XXI secolo -  Autore

Dal 1926 il vescovo è affiancato da uno o due vicari generali, dal 1976 e dal 1987 risp. da uno e da due vescovi suffraganei. Nel 1828 il capitolo della collegiata solettese dei SS. Orso e Vittore è stato elevato a capitolo cattedrale; il capitolo, attualmente composto da 18 preti secolari (fra cui un preposito e un decano), esercita funzioni liturgiche e ha il diritto di eleggere il vescovo. La Conferenza diocesana, a cui ogni cant. membro della diocesi invia due rappresentanti (o del governo o della Chiesa cant.) è dal 1828 l'organo di sorveglianza. Dal 1967 operano due Consigli diocesani, che rappresentano gli interessi risp. dei fedeli e del clero di fronte al vescovo.

Dal 1829 al 1965 il vescovo partecipò in genere personalmente alla consacrazione di chiese e alle cresime; fino alla fine degli anni '60 tutto il territorio vescovile utilizzò un catechismo diocesano obbligatorio, pubblicato per la prima volta nel 1846, e un proprio libro di canti liturgici (edizioni nel 1890, 1908, 1927, 1942). Negli anni 1896, 1931, 1956 e 1972-75 si tennero dei Sinodi; all'ultimo, che si svolse nell'ambito del Sinodo 72 e aveva come obiettivo l'attuazione dei decreti del Concilio Vaticano II, parteciparono per la prima volta anche i laici. Negli anni 1860-70 la formazione dei sacerdoti fu assicurata dal seminario di Soletta; il seminario, creato su base concordataria e successivamente chiuso per ordine statale, proseguì la sua attività su base privata, e nel 1878 si trasferì a Lucerna, dove dal 1970 opera anche una facoltà di teol. Un secondo seminario, per ordinandi, fu attivo a Soletta dal 1928 al 1969. Organi diocesani fondati risp. nel 1886 e nel 1924 sono la federazione delle soc. corali di S. Cecilia e il Kirchenbauverein, che sussidia le costruzioni religiose. Le istituzioni diocesane vengono finanziate tramite sovvenzioni statali, erogate su base concordataria, e dal 1971 dai contributi delle singole Chiese cant.

Riferimenti bibliografici

Studi generali
  • HS I/1, 127-436
Medioevo
  • P. Bloesch, Das Anniversarbuch des Basler Domstifts 1334/38-1610, 2 voll., 1975
  • A. Kaspar, Das Basler Domkapitel an der Wende zur Neuzeit, mem. lic. Basilea, 1978
  • P. Preiswerk, Das Basler Domkapitel zur Zeit des Konzils von Basel 1431-1448, mem. lic. Friburgo, 1988
Età moderna
  • P. Braun, Joseph Wilhelm Rinck von Baldenstein (1704-1762), 1981
  • M. Jorio, Der Untergang des Fürstbistums Basel (1792-1815), 1982
XIX e XX secolo
  • V. Conzemius, 150 Jahre Diözese Basel, 1979
  • B. Ehrenzeller, Die Diözesankonferenz des Bistums Basel, 1985
  • M. Ries, Die Neuorganisation des Bistums Basel am Beginn des 19. Jahrhunderts (1815-1828), 1992