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Coiradiocesi, principato vescovile

L'episcopatus o diocesis Curiensis appartenne alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Milano al più tardi dal 451 fino al trattato di Verdun dell'843, probabilmente senza interruzione, e poi a quella dell'arcidiocesi di Magonza, fino alla soppressione della stessa nel 1803/1818; da allora dipende direttamente dalla Santa Sede. Santi patroni: Lucio nel X secolo, Lucio e Florin dall'XI secolo. La residenza vescovile e la cattedrale si trovano a Coira, nello Hof Chur.

Medioevo

Risalgono al V secolo le vestigia di una chiesa situata sotto l'attuale cattedrale, e, a est dello Hof, una camera sepolcrale dedicata a S. Stefano, verosimilmente riservata ai vescovi. Nel 451 il vescovo di Como firmò una lettera sinodale del vescovo di Milano a papa Leone I anche a nome dell'assente vescovo di Coira Asinio (pro... Asinione ecclesiae Curiensis primae Rhaetiae episcopo). La diocesi di Coira, qui attestata per la prima volta, era forse stata fondata già nel IV secolo (diocesi), e si sviluppò ampiamente entro i confini della provincia romana della Raetia prima. Alcuni dei suoi territori situati a sud del lago di Costanza passarono nel VII secolo alla diocesi di Costanza. Dal VI all'VIII secolo, le cariche di praeses e di vescovo furono appannaggio degli Zacconi/Vittoridi, in alcuni casi in unione personale. Nell'806 Carlomagno introdusse nella Rezia il sistema comitale carolingio, separando i poteri temporale e religioso e definendo i beni appartenenti alle due forme di dominio (Rezia curiense). Il vescovo di Coira divenne uno degli eredi dei beni imperiali nella Rezia. L'imperatore Ottone I conferì ampi privilegi e dotazioni al vescovo Hartpert, in particolare nella città di Coira e in val Bregaglia, gettando le basi della notevole importanza raggiunta nel basso Medioevo dai vescovi di Coira come signori feudali e principi imperiali, spesso a scapito della cura delle anime.

Nel 1079/1080, all'epoca delle lotte per le investiture, il candidato imperiale Norbert, nonostante fosse colpito da scomunica, venne eletto vescovo al posto di Ulrich II von Tarasp, fautore del papa, che tuttavia gli succedette più tardi. I vescovi seguenti riuscirono a tenersi lontani dalle dispute legate alle lotte per le investiture. Adelgott, vescovo dal 1151 al 1160, riformò i conventi di Cazis, Müstair e Schänis e promosse quello di S. Lucio a Coira. All'epoca degli Hohenstaufen, i vescovi di Coira, che controllavano i passi retici, presero le parti dell'imperatore, il che portò all'elezione parallela di partigiani del papa e a turbamenti nella vita religiosa. Durante l'interregno, il vescovo Heinrich III von Montfort, in carica dal 1251 al 1272, dovette fronteggiare la nobiltà locale. Nel 1277, il vescovo Konrad III von Belmont chiamò a Coira i domenicani, e ne sostenne la fondazione del convento di S. Nicola e l'attività nella cura delle anime contro la resistenza del clero secolare. Nel 1300 il vescovo Siegfried von Gelnhausen riscattò la diocesi imperiale di Coira dalle mani dei baroni von Vaz e rappresentò l'imperatore Enrico VII in Italia. La scelta del vescovo Ulrich V Ribi di schierarsi con Carlo IV contro Ludovico il Bavaro (1347) portò alla parziale annessione di beni del capitolo vescovile da parte del margravio Ludwig von Brandenburg (figlio di Ludovico il Bavaro), ma fruttò pure sostanziosi privilegi. Il Grande scisma divise a più riprese il vescovo e il capitolo cattedrale: per esempio nel 1388 con la doppia investitura dopo la morte del vescovo Johannes II Ministri. Fra i vescovi del XIV e XV secolo vi furono figure come quella di Hartmann von Werdenberg-Sargans, coinvolto in episodi di faida, ma anche giuristi e teologi eruditi come Peter I Gelyto, Johannes III Ambundii, Johannes IV Naso o Leonhard Wismair, che operarono in modo eccellente sia al servizio dell'imperatore sia quali partecipanti ai Concili di Costanza e di Basilea; tuttavia, trovandosi spesso fuori sede, trascuravano i loro compiti ecclesiastici e amministrativi o li affidavano a vicari generali. I privilegi ottenuti consolidarono e ampliarono la signoria del principe vescovo e contribuirono in parte a promuovere il traffico di transito nell'area retica, ma suscitarono pure contestazioni giuridiche e la stesura di documenti contraddittori. Il rapporto tra i vescovi e gli Asburgo era complesso; questi ultimi intervennero nel territorio retico sia in funzione pacificatrice, sia con intenzioni egemoniche, dapprima a partire dall'Austria, poi (dopo il 1363) anche dal Tirolo.

Il principato vescovile di Coira nel XV secolo e nel 1790
Il principato vescovile di Coira nel XV secolo e nel 1790 […]

Una nuova epoca della storia della diocesi e del capitolo di Coira prese avvio nel XIV secolo con le aspirazioni indipendentistiche dei Comun grandi e della città di Coira – sfociate progressivamente nella Lega Caddea – che si opposero alla signoria episcopale (assalti degli abitanti di Coira al castello del vescovo nel 1422 e nel 1435). Verso la metà del XV secolo il capitolo cattedrale e la Lega Caddea ebbero un grave conflitto con Heinrich von Hewen, vescovo di Costanza e amministratore di Coira, in particolare a causa della faida dello Schams. I rapporti tra il vescovo e la Lega si inasprirono ulteriormente durante la guerra di Svevia (1499). Il dominio temporale del principe vescovo di Coira si estendeva sulla città stessa, i cosiddetti Quattro villaggi (Cinque villaggi), la Bregaglia, l'Oberhalbstein, l'Engadina, la Domigliasca, Poschiavo, la val Monastero e la val Venosta (nel tardo Medioevo, temporaneamente, anche Chiavenna e Bormio); al di fuori di questo territorio, vi erano poi alcuni possedimenti di minore importanza, per esempio nella signoria di Flums. Fra i vassalli e ministeriali del principe vescovo figuravano le più potenti famiglie retiche.

Vescovi della diocesi di Coira fino alla Riforma

EpiscopatoVescovo 
 Puricius 
 Claudianus 
 Ursicinus 
 Sedonius 
 Eddo 
 Leuthardus 
 Othcarius 
 Notingus 
451Asinio 
548 ca.Valentianus 
 Paulinus (?) 
 Theodorus (?) 
614Victor I 
 Paschalis 
 Victor II 
 Vigilius 
ca. 759-765Tellone 
773 ca.Costanzo 
800 ca.Remedius 
 Victor III 
836-842Verendarius 
849-868Esso 
 Ruodharius 
888-913Theodolf 
920-949 (?)Waldo 
951-970/71Hartpert 
972-988 ca.Hildibald 
1000-1024Ulrich I 
 Ropertus 
1030-1039Hartmann I 
1040-1070Thietmar 
1070-1078Enrico I 
1080-1088Norbert 
1089-1096Ulrich II von Tarasp 
1096-1122Wido 
1123-1144Konrad I von Biberegg 
ca. 1145-1150Konrad II 
1151-1160Adelgott 
1163-1170Egino 
1170-1179Ulrich III von Tegerfelden 
1179-1180Bruno 
1180-1193/94Enrico II 
1194-1209Rainero da Torre 
1209-1221Arnold von Matsch 
1224-1226Rudolf von Güttingen 
1228-1233Bertoldo I 
1233/34-1237Ulrich IV von Kyburg 
1237-1251Volkard von Neuburg 
1251-1272Heinrich III von Montfort 
1273-1282Konrad III von Belmont 
1282-1290Friedrich I von Montfort 
1291-1298Berthold II von Heiligenberg 
1298-1321Siegfried von Gelnhausen 
1322-1325Rudolf II von Montfort-Feldkirch 
1325-1331Johannes I Pfefferhard 
1331-1355Ulrich V Ribi 
1356-1368Peter I Gelyto 
1368-1376Friedrich II von Erdingen 
1376-1388Johannes II Ministri 
1388-1416Hartmann von Werdenberg-Sargans 
1416-1418Johannes III Ambundii 
1418-1440Johannes IV Naso 
1440-1441Konrad von Rechberg 
1441-1456Heinrich von Hewena 
1456Antonius de Tosabeciisb 
1453-1458Leonhard Wismairb 
1458-1491Ortlieb von Brandis 
1491-1505Heinrich von Hewen 
1505 (?)-1541Paul Ziegler 

a Vescovo di Costanza e amministratore apostolico di Coira.

b Doppia elezione.

Vescovi della diocesi di Coira fino alla Riforma -  Helvetia Sacra

La giurisdizione spirituale si estendeva dalla val Venosta alla valle d'Orsera, dal Vorarlberg e la pianura della Linth alla Mesolcina. Alla fine del Medioevo, la diocesi era suddivisa in otto decanati con 183 parrocchie. La religiosità popolare è individuabile indirettamente nell'arte sacra, nelle indulgenze e nella liturgia. Fra i conventi retici medievali spiccavano Disentis, Monte Maria (val Venosta), Müstair, Pfäfers, Cazis, S. Lucio, Churwalden e S. Nicola. Il capitolo della cattedrale di Coira, documentato fin dal 940, contribuiva all'organizzazione del culto nella cattedrale, nominava il vescovo quando l'imperatore o il papa non imponevano il loro candidato e partecipava all'amministrazione religiosa e – dal tardo Medioevo in maniera sempre più tangibile – anche a quella temporale. Negli scontri con il vescovo, il capitolo poteva spesso contare sul sostegno della Lega Caddea; durante il periodo caratterizzato dai vescovi forestieri (XIV e XV secolo) il capitolo garantì i diritti della diocesi. Sono stati tramandati gli statuti capitolari degli anni 1273, 1282, 1321 (raccolta di deliberazioni relative all'investitura del vescovo), 1349 e 1414. I membri del capitolo erano 24 nel 1237/1238 e nel 1283, 17 nel 1416 e 23 nel 1472. La gerarchia comprendeva i titoli di preposito, decano, scolastico, cantore (dal 1235) e custode. Dalla fine del XIII secolo il vescovo non decideva più personalmente nelle questioni ecclesiastiche, ma nominava fra i religiosi dei giudici unici che si attenevano prevalentemente al diritto canonico romano (tribunale vescovile). Nella lontana val Venosta, questa funzione incombeva all'arciprete, in Engadina – regione spesso difficilmente accessibile – al decano.

Epoca moderna

Sotto il vescovo Paul Ziegler si manifestò apertamente il conflitto latente tra il vescovo e la città di Coira, che risaliva al tardo Medioevo; a ciò contribuì in parte anche la Riforma, che si impose nella città verso il 1525. Gli articoli di Ilanz del 1524 e 1526 ridussero la signoria vescovile alla residenza dello Hof, che ancora nel 1514 l'imperatore Massimiliano I aveva dichiarato esente dalla giurisdizione urbana, al Fürstenburg (Tirolo), alla signoria di Grossengstingen nella Svevia (venduta al convento di Zwiefalten nel 1717) e ad alcuni territori rimasti dell'antica signoria temporale nei Grigioni (val Monastero, Obervaz e Fürstenau). I membri del capitolo cattedrale restati a Coira, che negli anni 1524-1541 sostituirono il vescovo in esilio nell'amministrazione della diocesi, ne garantirono la continuità in condizioni poco favorevoli. In occasione della nomina del vescovo Lucius Iter, la Lega Caddea, allora ancora a maggioranza cattolica, rivendicò di fatto, con la promulgazione dei Sei articoli nell'ottobre del 1541, la propria compartecipazione alla gestione della diocesi. L'accettazione degli articoli da parte del vescovo garantì la continuità della diocesi e portò al riconoscimento, nel 1543, della sovranità episcopale sullo Hof. Dopo la metà del XVI secolo, la maggior parte dei comuni grigionesi aveva aderito alla Riforma. La partecipazione della Lega Caddea all'amministrazione della diocesi rappresentò quindi il prezzo da pagare, accettato anche dalla Santa Sede, per garantire la sopravvivenza della diocesi in un Paese profondamente diviso dal profilo politico e confessionale. Gli altri possedimenti della diocesi nel Tirolo, nel Vorarlberg, nel Liechtenstein e nella valle d'Orsera rimasero cattolici.

Diritto di una moneta da sette ducati del 1613 della zecca del vescovo Johann V Flugi (Museo retico, Coira).
Diritto di una moneta da sette ducati del 1613 della zecca del vescovo Johann V Flugi (Museo retico, Coira). […]
Rovescio di una moneta da sette ducati del 1613 della zecca del vescovo Johann V Flugi (Museo retico, Coira).
Rovescio di una moneta da sette ducati del 1613 della zecca del vescovo Johann V Flugi (Museo retico, Coira). […]

I primi tentativi di procedere a una riforma interna alla Chiesa non vennero dai vescovi di Coira, ma dalla visita pastorale di Carlo Borromeo in Mesolcina e dai primi nunzi a Lucerna, che, sostenuti dai cinque cantoni, esercitarono pressioni sul capitolo cattedrale. Le prime necessarie riforme nello spirito del Concilio di Trento vennero tuttavia avviate solo dal vescovo Johann V Flugi, in carica dal 1601 al 1627; esse comprendevano il disciplinamento del clero, la chiamata dei missionari cappuccini e il consolidamento della fede cattolica. I cappuccini riuscirono a rianimare la vita religiosa in molte parrocchie abbandonate o mal gestite; dal 1621 cappuccini provenienti dalla Germania meridionale (ad esempio Fedele da Sigmaringen) operarono sotto protezione austriaca nella Lega delle Dieci Giurisdizioni, mentre nell'Oberhalbstein vi fu una rilevante presenza di missionari provenienti dalla provincia di Brescia e in Mesolcina da quella di Milano. Dopo il 1640, numerose chiese filiali vennero elevate a parrocchie. Ebbero per contro breve durata i processi di ricattolicizzazione avviati in condizioni politiche favorevoli al tempo dei torbidi grigionesi. Nel 1656 fallì per l'opposizione del vescovo il tentativo di istituire una sorta di nuova diocesi, composta da 18 parrocchie e sottoposta all'abate di Disentis. La situazione finanziaria non permetteva la presenza di vescovi ausiliari; i vescovi titolari visitavano personalmente il territorio diocesano.

Fallì pure il tentativo di recuperare i beni posseduti prima del 1524: né il trattato di Lindau, concluso nel 1622 dietro pressione dell'Austria, né i 18 articoli emanati l'anno seguente dal nunzio Alessandro Scappi riuscirono a ottenerne la restituzione. Il rapporto tra le due confessioni si stabilizzò durante l'episcopato di Johann VI Flugi von Aspermont (1636-1661), soprattutto dopo l'avvicinamento delle Tre Leghe all'Austria. Fu soprattutto grazie all'impegno dei missionari cappuccini nelle regioni romance dei Grigioni che si poté consolidare la fede nei comuni cattolici e, in parte, anche in quelli a confessione mista. Sotto la protezione dell'Austria furono riallacciati i rapporti con l'Impero, interrotti nel XVI secolo: a partire dal 1654 i principi vescovi di Coira si fecero di nuovo rappresentare alla Dieta imperiale. Un avventuroso tentativo del colonnello Johann Peter Guler von Wyneck di occupare militarmente la residenza vescovile fallì il 18.1.1656 grazie all'opposizione della città riformata di Coira. Le buone relazioni tra le Tre Leghe e il vescovo di Coira con l'Austria favorirono, nel tardo XVII e nel XVIII secolo, l'instaurarsi di un modus vivendi e garantirono la stabilità nelle questioni confessionali. I vescovi non furono più tenuti a riconoscere i Sei articoli del 1541 e dal 1728 l'imperatore si fece rappresentare da un commissario nelle nomine del vescovo. In Tirolo e nel Vorarlberg, i vescovi di Coira dovettero accettare la maggior parte delle riforme in senso illuminista (Chiesa di Stato) attuate da Giuseppe II, fra cui la soppressione dei conventi; d'altro canto, non ebbe successo il tentativo dell'Austria di fondare in quelle medesime regioni una nuova diocesi, con sede a Feldkirch. La gestione degli affari ecclesiastici da parte dell'autorità politica generò dissidi anche nel Liechtenstein.

Vescovi della diocesi di Coira dell'epoca moderna

a Doppia elezione.

Vescovi della diocesi di Coira dell'epoca moderna -  Helvetia Sacra

Diversi progetti volti alla creazione di un seminario diocesano non riuscirono a concretizzarsi. Dalla fine del XVI secolo, gli studenti di teologia grigionesi si formavano presso i collegi gesuiti di Lucerna e Friburgo; essi avevano inoltre a disposizione alcuni posti presso il collegio Elvetico di Milano (dal 1579), il collegio gesuita di Dillingen (1610) e il collegio di S. Barbara di Vienna (1627). All'interno della diocesi di Coira, nel 1649 venne fondato il collegio gesuita di Feldkirch. Per essere ammessi nel capitolo cattedrale occorreva avere una origine nobile o essere in possesso di un titolo accademico. La Riforma comportò la perdita di numerosi proventi; si ridusse pure il numero dei canonici residenti. Gli statuti emanati nel 1598 dal nunzio Giovanni Della Torre fissarono a sei il numero dei canonici cattedrali residenti a Coira (i dignitari); gli altri 18 potevano partecipare alla nomina del vescovo ma non risiedevano in città. Il preposito veniva designato dalla Santa Sede, il decano dal capitolo, il cantore e il custode dal vescovo. Gli articoli di Ilanz del 1524 e 1526 limitarono fortemente il potere dei tribunali vescovili. Il vicario generale era un canonico residente e fungeva pure da officiale; la carica fu spesso vacante nel XVI secolo e solo nei due secoli successivi risultò occupata ininterrottamente. Vorarlberg, val Venosta, Mesolcina, Oberhalbstein e Oberland grigionese avevano il loro proprio vicario, cui incombeva il controllo sulla disciplina del clero, l'informazione della curia vescovile e l'organizzazione di conferenze pastorali.

XIX e XX secolo

La Dieta federale del 1804 rinunciò alla secolarizzazione di Coira, decretata dal recesso della Dieta imperiale del 1803, poiché la sostanza disponibile non era sufficiente all'indennizzo del vescovo e del capitolo cattedrale. Il vescovo perse i diritti di sovranità temporale e i possedimenti diocesani in Tirolo (Fürstenburg) passarono all'Austria. Rimase di proprietà vescovile solo lo Hof di Coira, che mantenne uno statuto particolare fino al 1852. Il territorio della diocesi subì importanti cambiamenti all'inizio del XIX secolo: nel 1805 Tirolo e Vorarlberg passarono alla Baviera, che nel 1807 vietò al vescovo l'esercizio delle proprie funzioni in queste regioni. Nel 1808 il vescovo Karl Rudolf Buol von Schauenstein rinunciò ai suoi diritti sulle parti della diocesi divenute bavaresi (ca. 80'000 cattolici), che dall'anno seguente furono attribuite provvisoriamente (e dal 1816 in modo definitivo) alle diocesi di Bressanone e Trento. Ad eccezione del Liechtenstein, la diocesi di Coira comprendeva dunque solo territori elvetici. Nel 1819 il papa assegnò al vescovo di Coira la quasi totalità dei territori su suolo svizzero della disciolta diocesi di Costanza. Nel 1823 venne creata la diocesi doppia di San Gallo e Coira. La regione sangallese di Sargans passò dalla diocesi di Coira a quella di San Gallo. Svitto, una delle antiche terre della diocesi di Costanza, si unì definitivamente a Coira nel 1824. Uri (senza la valle d'Orsera, che già apparteneva a Coira), Untervaldo, Glarona e Zurigo furono uniti provvisoriamente a Coira (ma lo sono tuttora), Sciaffusa fino al 1841 (per poi passare a Basilea), i due cantoni di Appenzello fino al 1867 (poi a San Gallo). Nel 1867 Como cedette le parrocchie di Brusio e Poschiavo alla diocesi di Coira, che da allora si estende a tutto il territorio grigionese. L'opposizione dei due governi cantonali pose fine nel 1836 alla diocesi doppia di Coira-San Gallo. Nella metà del XIX secolo i rapporti tra cantoni e diocesi furono turbati da divergenze sul sistema educativo; nel 1850 avvenne la fusione delle scuole cantonali cattolica ed evangelica, nel 1856 venne chiuso il seminario inferiore, sostituito nello stesso anno dal collegio di Svitto, posto sotto l'alta sorveglianza del vescovo di Coira. Le trattative sull'adesione definitiva di Uri e Untervaldo si protrassero per tutto il XIX secolo e fallirono sia perché la Svizzera centrale non abbandonò mai completamente l'idea di creare una propria diocesi sia perché i Grigioni si rifiutavano, sulla base di supposte proprie prerogative, di considerare su un piano paritario tutti i cantoni diocesani. I diritti paritari dei due cantoni della Svizzera interna vennero riconosciuti solo nel 1928, senza che ciò mutasse peraltro il carattere provvisorio della loro appartenenza alla diocesi di Coira.

A partire dalla metà del XIX secolo, la rivoluzione industriale e le trasformazioni sociali che ne derivarono mutarono profondamente i rapporti confessionali. Si registrò un forte aumento dei cattolici residenti in regioni riformate, mentre i riformati nella Svizzera centrale conobbero solo un debole aumento. La variazione più vistosa riguardò il canton Zurigo, dove i cattolici passarono dal 19% nel 1900 al 32% nel 1960; nel 1970 il 59% di tutti i cattolici della diocesi di Coira vivevano in questo cantone. Nel 1863 quattro parrocchie cattoliche, tra cui quella di Zurigo, furono riconosciute di diritto pubblico, ma già dieci anni dopo, all'epoca del Kulturkampf, la parrocchia cattolica di Zurigo venne assegnata ai cattolico-cristiani; i cattolico-romani, nettamente più numerosi, dovettero organizzarsi secondo il diritto privato. Dopo il Kulturkampf, con il sostegno finanziario della Missione interna, la diaspora cattolica zurighese si sviluppò rapidamente. Nel 1928 il canton Zurigo contava 41 parrocchie; all'inizio del XX secolo costituiva un decanato unico, più tardi suddiviso in tre decanati sottoposti a un commissario vescovile. Dopo lunghe trattative, nel 1956 venne istituto un vicariato generale per Zurigo. La Chiesa cattolica venne equiparata giuridicamente a quella riformata solo con il riconoscimento di diritto pubblico avvenuto nel 1963.

Fino al 1941 i vescovi (tutti grigionesi) vennero nominati dal capitolo cattedrale e confermati dalla Santa Sede. Nel 1957, per la prima volta, la Santa Sede nominò un coadiutore con diritto di successione, Johannes Vonderach. Nel 1988 anche Wolfgang Haas venne designato vescovo ausiliario; la sua nomina a vescovo ordinario nel 1990 fu all'origine di gravi fratture tra i cattolici della diocesi. Nel 1997 il Liechtenstein fu separato dalla diocesi di Coira ed eretto in arcidiocesi, alla cui testa venne chiamato Haas, a sua volta sostituito a Coira da Amédée Grab. Nel 1917 furono definitivamente istituite le cariche di vicario generale e di officiale. Accanto al vicariato generale di Zurigo, creato nel 1956, nel 1970 ne sorsero altri due: uno per i cantoni della Svizzera centrale, uno per i Grigioni, Glarona e il Liechtenstein.

Vescovi della diocesi di Coira XIX-XX secolo

Vescovi della diocesi di Coira XIX-XX secolo -  Helvetia Sacra

Il primo seminario della diocesi di Coira fu aperto a Merano nel 1800. Chiuso nel 1807 per volontà della Baviera, riprese nello stesso anno l'attività didattica nell'antica abbazia premonstratense di S. Lucio a Coira. L'istituto universitario di teologia cattolica, fondato nel 1968, ampliò nel 1974 i propri titoli di studio con il conferimento della licenza; nel 1975 introdusse la formazione di terzo ciclo per laici al servizio della Chiesa a tempo pieno (nel 1991 il terzo ciclo è stato separato dal seminario). La maggior parte del clero della diocesi proveniva dalla Svizzera centrale e dai Grigioni (soprattutto dalla Surselva). Fino al Concilio Vaticano II (1962-1965) erano prevalenti, fra i religiosi grigionesi, i romanci; dopo il Concilio tutti i libri liturgici vennero tradotti, con un grande sforzo finanziario, nei diversi idiomi romanci. La crisi delle vocazioni, che si era a tratti manifestata già nel XIX secolo, si è accentuata dopo il 1970: se nel 1850 un sacerdote si occupava di 533 fedeli, tale numero era salito a 1184 nel 1980. La missione dei cappuccini, che dipendeva dalla congregazione della Propaganda, fu soppressa nel 1920, ma singoli missionari continuarono a operare fino al 1955. A causa della mancanza di sacerdoti, dal 1970 è di nuovo in aumento il numero delle parrocchie affidate a membri di ordini religiosi, fra cui, ad esempio, i padri delle abbazie benedettine di Einsiedeln, Engelberg e Disentis, situate nella diocesi di Coira.

Riferimenti bibliografici

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