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Canonichesse

Il termine, attestato negli scritti dei padri orientali a partire dal IV sec., designa quelle donne pie che assicurano certe funzioni in una Chiesa. Nell'Occidente cristiano, la sua accezione si circoscrive a quelle vergini e vedove che fanno voto di castità, senza essere sistematicamente legate a delle Chiese. La regola, elaborata nell'816, impose una vita comunitaria, la lettura e la fedeltà all'uffizio. La divisione dei beni e la cessazione della vita comunitaria distinsero più tardi le canonichesse regolari dalle secolari. In Svizzera sono attestate diverse collegiali - Cazis, Mistail (soppressa tra il 1096 e il 1154), Schänis - anche se non è certo che abbiano seguito la regola agostiniana. Nel 1790 Olsberg, convento cistercense, divenne un capitolo di nobildonne e fu soppresso nel 1811; vi è da menz. anche Säckingen nel Fricktal. I Paesi germ. che aderirono alla Riforma mantennero l'istituzione delle Damenstifte, canonichesse secolari.

Riferimenti bibliografici

  • J. Siegwart, Die Chorherren- und Chorfrauengemeinschaften in der deutschsprachigen Schweiz vom 6. Jahrhundert bis 1160, 1962
  • HS, III/1/I, 253-255, 279-281; III/3/II, 831, 842 sg.
  • LexMA, 5, 907