de fr it

Danza

Nel territorio dell'attuale Svizzera esistevano danze di vario genere: accanto a danze rituali legate agli usi e costumi, celebrate in luoghi e ricorrenze fisse, vi erano danze popolari o di società con finalità di trattenimento, eseguite in occasione di cerimonie pubbliche e private. La danza come espressione artistica (Balletto, danza mimica) si affermò solo nel XX sec.

Nel giorno di San Stefano del 1349, i soldati bernesi danzarono prima di dare l'assalto alle fortezze di Laubegg e Mannenberg insieme ai loro alleati; illustrazione nell'Amtliche Berner Chronik (1483) di Diebold Schilling (Burgerbibliothek Bern, Mss.h.h.I.1, p. 159).
Nel giorno di San Stefano del 1349, i soldati bernesi danzarono prima di dare l'assalto alle fortezze di Laubegg e Mannenberg insieme ai loro alleati; illustrazione nell'Amtliche Berner Chronik (1483) di Diebold Schilling (Burgerbibliothek Bern, Mss.h.h.I.1, p. 159).

Nell'alto ME la danza liturgica connotata da elementi precristiani fu rimossa dall'ambito ecclesiastico. A dispetto dell'ostilità della Chiesa, tuttavia, la danza rituale trovò un proseguimento in altre forme di ballo, legate alle Tradizioni. Nel IX sec. lo svolgimento di danze pagane durante i funerali fu esplicitamente proibito. La danza detta Mühlirad (ruota di mulino), tipica della Svizzera orientale, tradisce l'idea arcaica del disco solare, mentre i cortei primaverili delle corporazioni, caratterizzati dalle danze dei bottai e dei macellai, così come le popolari danze carnevalesche sono riconducibili ai culti precristiani della vegetazione e della fertilità. Una danza fondata sul movimento saltellante e danzante di ragazzi e ragazze intorno a un animale sacrificato, intesa come rito propiziatorio per un buon raccolto, è attestata nel 1647 nella Montagne de Diesse. Nel 1349, prima di una battaglia, un migliaio di Conf. armati presero parte a una danza, affidandosi alla magia bellica; successivamente conquistarono due fortezze. Nel 1513, prima della battaglia di Novara, l'intero esercito si mise a danzare.

Fin dal ME, l'alta borghesia sviluppò le proprie forme di danza, intese all'autorappresentazione e all'apprendimento di un comportamento idoneo al proprio rango sociale. Queste erano influenzate dalla danza di corte e si distinguevano per un carattere controllato e misurato, in contrapposizione alle danze saltate popolari praticate prevalentemente in forma di danza in tondo, a catena o in fila, con finalità di coesione sociale. Tra le antiche forme di danza maschili, godevano di particolare fortuna le danze armate, accanto alle moresche e alle danze con cerchi. La danza delle spade, attestata per la prima volta a Friburgo nel 1492, venne eseguita dalla Guardia sviz. a Parigi ogni anno fino al 1755. A partire dal XIV sec., le danze in coppia soppiantarono progressivamente le diverse forme di danza maschili e di gruppo. In epoca moderna, le occasioni per danzare non mancarono. La danza veniva praticata nei giorni festivi e in ricorrenze quali S. Silvestro e Capodanno, così come nei giorni successivi alle principali feste religiose (Pasqua, Pentecoste). Nell'ambito degli usi e costumi, le danze erano parte integrante di cerimonie annuali quali il carnevale (danza dei Röllelibutzen ad Altstätten, danza dei Nüssler a Svitto interno), delle feste legate alle stagioni (danze collegate ai raccolti autunnali, danza dei Silvesterkläuse in Appenzello Esterno, danza della raccolta delle uova di Pasqua) o ai cicli dell'anno contadino (festa degli alpigiani), e accompagnavano eventi di rilievo, quali matrimoni (danza del Gäuerle). Altre occasioni per lo svolgimento di danze erano costituite dalle Landsgemeinden, dalle fiere del bestiame, dalle feste di tiro e dalle feste nazionali.

Un ballo a Lucerna attorno al 1800; acquaforte di Thomas Charles Naudet (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, Sondersammlung).
Un ballo a Lucerna attorno al 1800; acquaforte di Thomas Charles Naudet (Zentral- und Hochschulbibliothek Luzern, Sondersammlung).

Fin dal ME, la danza del popolo semplice era regolamentata dalle Leggi suntuarie. A Zurigo, un'ordinanza emanata nel 1370 vietò la danza durante i matrimoni, sia in pubblico sia in privato. Le danze erano ammesse solo nel giorno di Capodanno, a carnevale, nei giorni di mercato e durante le sagre. Dopo la Riforma, la danza fu tollerata come usanza nelle regioni catt., mentre fu rifiutata dalla Chiesa rif. La trasgressione del divieto di danza comportava il rischio di ammende, reclusioni e persino della perdita della salvezza dell'anima. La regolamentazione forzata fu avvertita come una forma di repressione soprattutto nei Paesi soggetti. Dopo la caduta dell'ancien régime, infatti, intorno agli alberi della libertà furono eseguite spontanee danze di gioia. L'efficacia delle leggi suntuarie restò comunque limitata; la danza rimase una forma privilegiata di socievolezza e di comunicazione, oltre che un'espressione di solidarietà nell'ambito di cerimonie pubbliche. Nel XIX sec. i balli della società borghese cittadina rappresentarono degli eventi salienti all'interno della vita sociale e determinarono il calendario delle ricorrenze festive. Caratterizzate da una limitata commistione sociale, costituivano delle manifestazioni istituzionalizzate di incontri matrimoniali.

In Svizzera, le danze popolari e di società - influenzate dalle cerchie culturali dei Paesi confinanti - presentano sviluppi profondamente originali secondo le regioni linguistiche. Forme tradizionali di danza rimasero in uso particolarmente a lungo nel Ticino (danza degli zoccoli) e nella Svizzera franc. (antiche ridde, controddanze e danze a catena, quali la Coquille e la Coraulas). Nel XIX sec. anche in Svizzera, come in tutta Europa, la danza tradizionale fu soppiantata dai nuovi balli alla moda che entrarono rapidamente nel repertorio delle danze popolari (valzer, scozzese, mazurca, polca). A prescindere da fenomeni peculiari, quali il Canto dei vaccai, spiccano gli adattamenti di danze di origine straniera. Il minuetto echeggiò nel Muotataler, a ritmo ternario, l'allemanda conobbe molteplici varianti, il valzer fu combinato con elementi della controddanza e diede origine al valzer di Emmental (Chüereie Walzer). Dal Ländler fu mutuato lo Hierig appenzellese, che integrò parti mimiche solistiche a figure del valzer, dando origine a un vero e proprio ballo di corteggiamento. La scozzese e la polca echeggiarono nell'Engadiner (Grigioni), nel Vögelischottisch (Svizzera primitiva), nello Chybtanz (Appenzello), nella Polka des petits oiseaux (Ginevra) e nella Californie (Vallese). La mazurca fu trasformata nello Mistträppeler nell'Emmental, mentre in Engadina portò allo sviluppo della Storta da Crusch. Spesso il valzer, la scozzese, la polca, la mazurca, il Ländler e talora anche la marcia, il galop e una veloce danza in due quarti confluirono in un Rästli.

Dopo la prima guerra mondiale entrarono in voga dapprima lo one-step, poi il tango e numerose danze dell'America del nord, latina e del sud. In contrapposizione a queste forme di danza importate e spesso di breve durata, negli anni 1920-30 i movimenti di riforma della vita e i movimenti giovanili (ad esempio di esploratori come i Wandervögel) tentarono di vivacizzare danze di antica tradizione popolare. Nella seconda metà del XX sec., la danza conobbe vari sviluppi. Dopo il tango si diffuse il fox-trot; nel secondo dopoguerra seguirono lo swing, il rock'n roll, il madison e il twist. Alla tradizionale danza in coppia subentrò la disco dance e la danza techno. Il ballo in coppia, per contro, fu perfezionato a livello sportivo; le prime gare tra dilettanti furono organizzate alla fine degli anni 1930-40 e i primi campionati sviz. nel 1953; la fondazione della Federazione sviz. dei dilettanti della danza sportiva risale al 1954.

A cavallo tra il XIX e il XX sec., la tradizione della danza popolare accompagnata da musiche folcloristiche fu coltivata solo in modo limitato. La raccolta dei relativi materiali venne avviata nel decennio 1930-40 e costituì la base per la riedizione, a partire dalla metà del sec., di antiche danze popolari. Nel 1986 un'iniziativa della commissione sviz. dell'UNESCO portò alla creazione del Gruppo di lavoro per l'inventario della danza popolare. Nel 2000 erano documentate 1200 danze popolari sviz., di cui 167 di origine locale. A partire dagli anni 1970-80 si fecero strada dei tentativi di integrare le messe catt. con danze di carattere sacro e meditativo. All'alba del XXI sec., antiche tendenze convivono con fenomeni attuali, come attestano, da un lato, le tradizionali danze dei tre simboli d'onore al carnevale di Basilea o l'annuale danza della Munot-Française a Sciaffusa, e dall'altro il successo incontrato dall'hip hop, dal tango e dalla street-parade.

Riferimenti bibliografici

  • L. Witzig, Volkstänze der Schweiz, 1941
  • R. Weiss, Volkskunde der Schweiz, 1946 (19843)
  • R. Wolfram, Die Volkstänze in Österreich und verwandte Tänze in Europa, 1951
  • J. Burdet, La danse populaire dans le Pays de Vaud sous le régime bernois, 1958
  • R. Wolfram, «Die Volkstänze der Schweiz», in Schriften zur Volksmusik, 7, 1983, 185-211
  • R. Merz, «Der Schweizer als Tänzer», in Tanz international, 5, 1991, 9 sg.
  • Mimos, nn. 3 e 4, 1993
  • B. Bachmann-Geiser, «Volkstanz-Inventar», in Schweizer Musiker Revue, 2, 25, 1997
  • D. Kahr, «Volkstanzarchiv», in Tanz und Gymnastik, 4, 1997, 24