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Châtillon-sur-Glâne

Il promontorio al punto di confluenza della Sarina e della Glâne dove sono stati rinvenuti i reperti archeologici. Fotografia degli anni 1990-2000 (Service archéologique de l'Etat de Fribourg).
Il promontorio al punto di confluenza della Sarina e della Glâne dove sono stati rinvenuti i reperti archeologici. Fotografia degli anni 1990-2000 (Service archéologique de l'Etat de Fribourg).

Il promontorio, situato al punto di confluenza della Sarina e della Glâne, nel com. di Posieux (FR), è menz. come sito archeologico dal 1861. Sulla cima viene innanzitutto indicata la presenza di un bastione e di grossi blocchi lavorati di pietra calcare, attribuiti all'epoca romana e al ME; sono pure stati rinvenuti oggetti più antichi, come asce neolitiche di pietra levigata e un'ascia a cannone dell'età del Bronzo. Tali scoperte, isolate e puntuali, avevano un interesse limitato. Solo nel 1973 il sito venne riconosciuto come un importante insediamento della fine della prima età del Ferro (Hallstatt finale, fasi D2-D3, cioè fine VI-inizio V sec. a.C.). Grazie alla scoperta di resti di ceramica attica dalle sagome nere, di ceramica grigia monocroma e pseudo-ionica (produzioni del Midi della Francia), di anfore massaliote e altre produzioni mediterranee, C. è considerato un punto chiave per determinare le vie di passaggio sud-nord e capire le relazioni culturali, tra il mondo mediterraneo e quello celtico al nord delle Alpi.

Dal 1974 scavi minuziosi hanno rivelato strutture soggiacenti di abitazioni rettangolari di legno (fori per pali con pietre di callettamento, impronte di travi e assi), fosse di immagazzinamento e di rifiuti contenenti scarti domestici, e forni di terra per la cottura di alimenti. Fra il mobilio di produzione indigena, sono da menz. una ceramica particolarmente fine - spesso ornata di un motivo scanalato - e lavorata al tornio rapido, piccoli oggetti di bronzo (fibule, braccialetti filiformi, spille, aghi per cucire, bottoni, ecc.) o di ferro, braccialetti di lignite e di vetro, e anche dischi per la regolazione del fuso di terracotta. La breve occupazione hallstattiana del sito si situa tra due eventi storici ben documentati: le battaglie di Alalia (535 a.C.) e di Imera (480 a.C.). L'interruzione della via marittima da Messina al Mediterraneo occidentale suggerisce l'ipotesi che tra le due date fosse stata aperta una via di transito particolarmente attiva attraverso C. Una delle ragioni della ricchezza del sito potrebbe quindi essere la corsa agli armamenti della Grecia e di conseguenza la necessità di procurarsi lo stagno indispensabile alla fabbricazione delle armi di bronzo. In tal caso C. si trovò su una delle vie di transito di convogli greci che trasportavano lo stagno di Bretagna e di Cornovaglia; il loro passaggio favorì il baratto di varie merci, lasciando ai Celti prodotti di lusso in cambio di servizi. I tumuli del Bois de la Glâne, situati a pochi passi dal promontorio, sono legati all'insediamento. La carta di ripartizione delle tombe risalenti alla prima età del Ferro rivela una formazione a corona (su un raggio di 2,5 km) attorno al sito di C. Per le loro dimensioni alcune tombe sono definite "principesche" e potrebbero celare ricchezze poco comuni. Stando ad alcuni resti di ceramica e alle monete di argento (quinari) e di bronzo (potins) ritrovati, il promontorio deve essere stato poco abitato alla fine di La Tène (II-I sec. a.C.). Nonostante la presenza di alcuni rari oggetti isolati dei periodi di La Tène e romano, non si può tuttavia parlare né di oppidum celtico, né di vicus galloromano.

Riferimenti bibliografici

  • D. Ramseyer, «Châtillon-sur-Glâne, un habitat de hauteur du Hallstatt final», in ASSPA, 66, 1983, 161-188
  • H. Schwab, «Châtillon-sur-Glâne. Bilanz der ersten Sondiergrabungen », in Germania, 61, 1983, 405-458
  • G. Lüscher, «Die Amphorenimporte in Châtillon-sur-Glâne», in Germania, 74, 1996, 337-360
  • D. Ramseyer, «Châtillon-sur-Glâne (Fribourg, Suisse)», in Vix et les éphémères principautés celtiques, 1997, 37-46
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