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Henri de Hautcrêt

Menz. nel 1188/90 a Hautcrêt, 26.2.1233 nell'abbazia di Hautecombe (Savoia). Monaco dell'abbazia cistercense di Clairvaux e magister, è attestato tra il 1188/90 e il 1198/1201 come abate di Hautcrêt, dove ricevette la conferma dei beni e dei privilegi del convento da parte di papa Innocenzo III e del vescovo di Losanna Roger. Chiamato a Mont-Sainte-Marie (Franca Contea), guidò l'abbazia nel suo difficile periodo iniziale (1201-08). Nel 1207 partecipò, con 12 confratelli e sotto la direzione dell'abate generale di Cîteaux, alla missione di predicazione contro gli albigesi. Negli ultimi anni di vita fu vescovo titolare di Troia (Asia minore) e dignitario ecclesiastico di alto rango, incaricato di missioni in diverse regioni europee. Assunse funzioni episcopali nelle diocesi di Liegi (1226), Besançon (1230) e Costanza (1231, 1232). La sua vita e la sua opera testimoniano una solida reputazione di predicatore. Lasciò il Pentaconthamonadius, una raccolta di 51 sermoni forse redatti a Hautcrêt. A Mont-Sainte-Marie iniziò a scrivere il Verbi Gratia, un repertorio di allegorie bibliche rimasto incompiuto, che avrebbe dovuto comprendere 102 parabole sui vizi e le virtù. La sua produzione, di stile molto ricercato, caratterizzata da frequenti giochi di parole, rime e assonanze, è tipica della spiritualità cistercense dell'epoca. Gli sono attribuiti anche due componimenti in esametri: Omeliale syntagma e Thomaïs, un'epopea su Thomas Becket.

Riferimenti bibliografici

  • «Thomaïs», in Thomas Becket, a cura di A. Vernet, 1975, 9-25
  • Dix sermons d'H. de Hautcrêt: vers une édition du "Pentaconthamonadius", a cura di F. Ciardo, mem. lic. Losanna, 1989
  • HS, III/3, 160 sg.
  • A. Bondelle-Souchier, Bibliographies cisterciennes dans la France médiévale, 1991, 209
  • F. Ciardo, «H. de Hautcrêt - Mont-Sainte-Marie», in Cîteaux: commentarii cistercienses, 1994, 339-353