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Niklaus Rudolf vonWattenwyl

Ritratto di Niklaus Rudolf von Wattenwyl. Olio su tela di Johann Daniel Mottet, 1816 (Collezione privata) © Fotografia Burgerbibliothek Bern, Porträtdok. 6910.
Ritratto di Niklaus Rudolf von Wattenwyl. Olio su tela di Johann Daniel Mottet, 1816 (Collezione privata) © Fotografia Burgerbibliothek Bern, Porträtdok. 6910.

3.1.1760 Berna, 10.8.1832 Aarburg, rif., di Berna. Figlio di Rudolf Sigmund (->). Louise Elisabeth Emilie, figlia di Hieronymus Friedrich von Ernst. Educato da precettori e in un ist. di Strasburgo, svolse poi una carriera militare al servizio dei Paesi Bassi (1776-84). Comandante della milizia cant. nel reggimento Thun (1795), durante la guerra dei bastoni (1802) comandò un battaglione dell'Oberland bernese. Nel 1805 entrò nello Stato maggiore fed., che aveva in parte contribuito a creare. Nel 1805, 1809 e 1813-14 la Dieta gli affidò il comando supremo delle truppe conf. I suoi progetti per centralizzare l'esercito sviz. fallirono a causa dell'opposizione dei cant. e di Napoleone.

La sua carriera politica ebbe inizio nel Gran Consiglio di Berna (1795-98); fece parte del governo provvisorio (1798) e della Consulta a Parigi (1803). Dal 1803 al 1829 ricoprì la carica di scoltetto alternandosi con Niklaus Friedrich von Mülinen, Christoph Friedrich von Freudenreich ed Emanuel Friedrich von Fischer. Capo del partito riformista (dal 1827), già nel 1830 ebbe contatti con i liberali attorno ai fratelli Schnell, a cui offrì, quali concessioni del patriziato cittadino, la libertà di commercio, agevolazioni fiscali e l'abolizione della censura. Il 6.12.1830 riuscì a far nominare una commissione del Gran Consiglio che doveva sondare le aspettative del popolo, ma rifiutò l'elezione nella Costituente. Il 24.6.1831 inoltrò un proprio progetto di Costituzione che riprendeva le concezioni di von Fischer. Dopo l'ascesa al potere dei liberali si batté invano per una leale partecipazione del patriziato cittadino nel nuovo Stato. Tuttavia, non volendo adeguare i propri progetti politici a quelli degli altri due leader riformisti di Berna, von Mülinen e Abraham Friedrich von Mutach, non poté contribuire a plasmare lo Stato liberale bernese. Il merito di W. è di aver permesso la trasformazione, senza spargimento di sangue, del regime patriziale di Berna in uno Stato democratico.

Nel 1804 e nel 1810 diresse, quale Landamano della Svizzera, la politica estera del Paese, che disponeva di uno scarso margine di manovra. I suoi rapporti con Napoleone erano tiepidi. Dalle missioni presso l'imperatore a Chambéry, Monaco di Baviera e Parigi emerge il prestigio diplomatico di W., che tuttavia non riuscì a scongiurare il blocco continentale. Alla base della sua dura posizione contro i ribelli zurighesi nella guerra di Bocken (1804) vi era l'intenzione di evitare l'intervento franc. reprimendo velocemente la sommossa. Nonostante i suoi modi secchi e talvolta poco flessibili, godette di grande prestigio all'interno della Dieta fed., che presiedette nel 1817, 1823 e 1829. Proprietario del castello di Landshut, fu insignito del titolo di cavaliere dell'ordine reale prussiano dell'Aquila rossa.

Riferimenti bibliografici

  • AFam presso BBB
  • Fondo presso StABE
  • Sammlung bernischer Biographien, 3, 1898, 37-43
  • L'Etat-major, 1, 95-101; 3, 194
  • E. Gruner, Das bernische Patriziat und die Regeneration, 1943
  • G. Andrey, Louis d'Affry, 1743-1810: premier landammann de la Suisse, 2003, 216-249
  • H. Braun, Die Familie von Wattenwyl, 2004, spec. 183-188
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