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Laudemio

Tributo che veniva percepito dal signore di un feudo in cambio del consenso alla cessione di un bene immobiliare da parte di un vassallo (feudatario, livellario o enfiteuta) a un soggetto che non fosse il legittimo erede del venditore. Deriva dal lat. medievale laudemium (dal lat. classico laudare, approvare); il termine ted., Ehrschatz, proviene dal medio alto ted. er-schaz, tributo dovuto al signore (Tributi feudali). Il laudemio veniva pagato dal compratore sotto forma di una somma proporzionale al prezzo della vendita, che variava di regola fra la sesta e l'ottava parte di quest'ultimo a dipendenza dello statuto giur. dell'acquirente. Durante l'ancien régime, nel Paese di Vaud, i laudemi rappresentavano ca. il 20% degli introiti di Berna. A Ginevra la percentuale era analoga. L'importanza di questo tributo spiega l'attenzione con cui le signorie fondiarie, individuali o collettive, procedevano alla sua riscossione, diversamente da quanto avveniva per altri Diritti signorili. Con la fine del regime fondiario feudale, il laudemio fu trasformato nella moderna imposta sul trapasso di proprietà.

Riferimenti bibliografici

  • P. Champoud, Les droits seigneuriaux dans le Pays de Vaud, 1963, 60 sg.
  • B. Roth-Lochner, De la banche à l'étude, 1997, 156-159, 165-170, 541