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Organizzazione mondiale del commercio (OMC)

Su iniziativa degli Stati Uniti, il 30.10.1947 fu firmato a Ginevra l'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT), predecessore dell'Org. mondiale del commercio (OMC). Il trattato, sottoscritto inizialmente da 23 Paesi, mirava a impedire un ritorno al protezionismo del periodo tra le due guerre, liberalizzando gli scambi commerciali attraverso l'abbassamento multilaterale delle tariffe doganali e l'adozione di regole contro la concorrenza sleale (Libero scambio, Dogane). Dopo la mancata creazione dell'Org. intern. del commercio (OIC) a causa del rifiuto del Congresso statunitense di ratificare la Carta dell'Avana (24.3.1948), il GATT divenne un'istituzione a pieno titolo con sede a Ginevra, nei locali occupati in precedenza dall'Ufficio intern. del lavoro (BIT). L'org. proseguì da un lato il processo di liberalizzazione organizzando periodicamente cicli di negoziazioni (rounds) tra i Paesi membri, dall'altro sovraintese all'applicazione degli accordi che risultavano da questi incontri. Il 1.1.1995 il GATT fu sostituito dall'OMC.

In un primo tempo la Svizzera non aderì al GATT. Le autorità elvetiche vollero infatti mantenere una politica protezionistica verso i prodotti agricoli e rifiutarono i principi del Fondo monetario internazionale (FMI), condizione indispensabile per la partecipazione al GATT. Con l'inizio del processo di costruzione dell'Europa e in seguito alle difficoltà sorte nelle relazioni economiche con gli Stati Uniti ("guerra degli orologi"), la minaccia di un isolamento commerciale della Svizzera spinse tuttavia il Consiglio fed., su iniziativa dell'Unione sviz. del commercio e dell'industria, a rivedere la propria strategia nella seconda metà degli anni 1950-60. Dopo la negoziazione delle nuove tariffe doganali, il 22.11.1958 la Svizzera entrò provvisoriamente a far parte del GATT. Quale membro associato non godeva del diritto di voto. Ottenne però la garanzia di non dover partecipare alla liberalizzazione del mercato agricolo e non fu costretta ad aderire al FMI. L'adesione definitiva al GATT avvenne nel 1966.

Dal 1947 al 1994, nel quadro del GATT, si svolsero otto cicli di negoziazioni, che portarono a un sostanziale abbassamento dei dazi doganali (spec. per i prodotti industriali); essi passarono in media dal 40% al 3,9%. Dall'ultimo ciclo del GATT - l'Uruguay Round (1986-94), ratificato dalla Svizzera nel 1995 - risultò un vasto progetto di liberalizzazione; furono inoltre stipulati accordi sui servizi (in particolare nel settore bancario e delle telecomunicazioni), sulla proprietà intellettuale e su misure in ambito sanitario. Data la complessità e l'importanza delle discussioni, venne creata un'org. più grande e autorevole, l'OMC, in seno alla quale 159 Paesi (2013) proseguono le negoziazioni in linea con il GATT. La Svizzera vi è rappresentata con una missione permanente guidata da un ambasciatore e, in occasione delle conferenze ministeriali, da un Consigliere fed. Durante il ciclo iniziato nel 2001 (Doha Round), sono sorte divergenze tra Paesi emergenti e nazioni occidentali a proposito dell'agricoltura e dei servizi, che hanno portato a un'interruzione delle trattative.

Il GATT e l'OMC hanno suscitato numerose reazioni, dando vita a importanti movimenti di opposizione. Gli avvenimenti più significativi per la politica nazionale furono le manifestazioni degli agricoltori elvetici contro la liberalizzazione dell'agricoltura all'inizio degli anni 1990-2000; il 9.1.1992 oltre 25'000 persone protestarono a Berna, Lucerna e Weinfelden. Dal 1999 militanti aderenti al movimento altermondialista si mobilitano regolarmente contro la politica dell'OMC (Globalizzazione).

Riferimenti bibliografici

  • W. Stucki, «Die Welthandels-Charta von Havanna», in SZVwS, 84, 1948, 223-229
  • NZZ, 28.8.1960
  • P. Sciarini, M. von Holzen, GATT-Europe: la Suisse face à ses paysans, 1995
  • R. Senti, WTO: System und Funktionsweise der Welthandelsordnung, 2000
  • AA. VV., La politique commerciale de la Suisse de la Seconde Guerre mondiale à l'entrée au GATT (1945-1966), 2004
  • P. Hofstetter, «Der provisorische GATT-Beitritt der Schweiz 1958 aus der Sicht des Vororts», in Relations internationales et affaires étrangères suisses après 1945, a cura di H. U. Jost et al., 2006, 129-146