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Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE)

Nel quadro del piano Marshall, nel 1948 16 Stati europei fondarono a Parigi l'Org. europea di cooperazione economica (OECE) con lo scopo di coordinare la ricostruzione del Vecchio continente devastato dalla guerra. La Svizzera vi prese parte per garantire mercati di sbocco alle proprie esportazioni, assicurarsi approvvigionamenti di materie prime e rompere l'isolamento intern. (Organizzazioni internazionali). Dato che l'OECE non disponeva di competenze sovranazionali e le sue decisioni non risultavano vincolanti per gli Stati membri che non le approvavano (opting-out), la neutralità e l'autonomia della Svizzera sul piano economico e della politica commerciale non venivano formalmente intaccate. Terminata la fase della ricostruzione, nel 1950 l'OECE si pose obiettivi di lungo termine e promosse accordi multilaterali (codice di liberalizzazione per gli scambi commerciali, Unione europea dei pagamenti, convertibilità delle valute) al posto di quelli bilaterali. In seguito al fallimento della creazione di una zona di libero scambio verso la fine degli anni 1950-60 l'OECE perse importanza a scapito di altri organismi economici come la CEE, l'AELS e il GATT (OMC). Nel 1960-61 l'OECE venne trasformata nell'Org. per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE); l'adesione di Stati Uniti e Canada ne spostò il baricentro verso l'Atlantico. In seguito entrarono a far parte dell'OCSE anche il Giappone (1964), l'Australia e la Nuova Zelanda (anni 1970-80) e Stati dell'Europa orientale (anni 1990-2000), conferendo una dimensione sempre più globale all'Org., che nel 2009 contava 30 Paesi membri. L'OCSE si proponeva di garantire la stabilità finanziaria e un'espansione economica ottimale e di promuovere gli aiuti allo sviluppo e la crescita del commercio mondiale. La sua attività centrale era costituita dall'analisi reciproca delle Politiche economiche (peer review). Dato che anche l'OCSE non era dotata di competenze sovranazionali e l'opting-out continuava a essere consentito, non vi furono ostacoli alla partecipazione sviz. Il coinvolgimento sviz. nelle attività dell'OCSE variava a seconda dei casi: solo nel 1968 la Conf. aderì al Comitato di aiuto allo sviluppo, mentre nel 1974 fu tra i membri fondatori dell'Agenzia internazionale per l'energia. Gli studi sul protezionismo agrario e la multifunzionalità dell'agricoltura vennero inoltre recepiti molto più favorevolmente degli sforzi del comitato degli affari fiscali per la lotta all'evasione fiscale. Nel 2009 forti pressioni del G20 e dell'OCSE hanno indotto la Svizzera ad adottare lo standard OCSE nell'assistenza amministrativa in materia fiscale e a parafare corrispondenti convenzioni sulla doppia imposizione con diversi Stati.

Riferimenti bibliografici

  • M. Baldi, L. Beglinger, «Die Schweiz und die Organisation für wirtschaftliche Zusammenarbeit und Entwicklung (OECD)», in Die Schweiz und die internationalen Wirtschaftsorganisationen, a cura di R. Senti, A. R. Ziegler, 2005, 27-46

Suggerimento di citazione

Degen, Bernard: "Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE)", in: Dizionario storico della Svizzera (DSS), versione del 27.10.2009(traduzione dal tedesco). Online: https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/013814/2009-10-27/, consultato il 24.11.2020.