de fr it

Maggese

Il maggese è una superficie utilizzata a fini agricoli da un'azienda o da un com. lasciata incolta per un periodo prolungato (da sei mesi a un anno). Il maggese a rotazione costituiva una fase del sistema di Avvicendamento delle colture. A rotazione triennale, il maggese doveva restare accessibile come pascolo per il bestiame, in virtù del diritto di "maggese" e di "coltivazione", come si diceva in epoca moderna (Sfruttamento del suolo). Il terreno veniva arato una prima volta in giugno, poi in settembre prima della semina del cereale vernino e, dal XII sec., una terza volta fra questi due periodi. In alcune regioni, in epoca moderna si aggiunsero ulteriori arature. La parziale seminagione estiva del maggese, con specie particolarmente adatte quali pisello, lenticchia, veccia, piante oleaginose, fibre tessili, miglio od orzo, era già diffusa nel tardo ME; in epoca moderna si praticava soprattutto nei dintorni delle città, dove si disponeva di sufficiente concime. La seminagione estiva completa dei terreni a maggese, spec. con piante foraggere che arricchivano il terreno di azoto, costituì un elemento importante della Rivoluzione agricola (1750-1850) e determinò un miglioramento della rotazione triennale.

In origine i terreni venivano lasciati a maggese per far riposare il suolo e ricostituire le riserve di fertilità. Nell'Agricoltura premoderna le superfici destinate alla cerealicoltura non potevano essere coltivate ininterrottamente per mancanza di concime (Concimazione). Incolti, i terreni rischiavano tuttavia l'erosione graduale a causa del ruscellamento, che toccava spec. quelli situati sui pendii. In epoca moderna, oltre al maggese legato alla rotazione triennale, alcuni campi potevano essere sottratti alla coltivazione obbligata e lasciati a "maggese verde", previa autorizzazione del com. Il "maggese nero", in cui il terreno veniva lasciato senza vegetazione e arato diverse volte nel corso dell'anno, era in parte ancora diffuso nel XX sec.; esso permetteva di frenare la proliferazione delle erbacce, smuovere e aerare la terra, migliorando così la qualità e la fertilità del suolo. Il nuovo orientamento della Politica agraria dalla metà degli anni 1990-2000 ha attribuito nuova importanza al maggese per l'equilibrio ecologico (ritiro obbligatorio delle superfici dalla produzione).

Riferimenti bibliografici

  • C. Pfister, Das Klima der Schweiz 1525-1860, 2 voll., 1984 (19883)
  • W. Rösener, Bauern im Mittelalter, 1985
  • H. Moser, Der schweizerische Getreidebau und seine Geräte, 1988
  • N. Morard, «L'assolement triennal à Fribourg aux 14e et 15e siècles», in Paysages découverts, 1, 1989, 135-152
  • A. Ineichen, Innovative Bauern, 1996