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Costruzione

Ricostruzione della città di Berna dopo l'incendio del 1405, secondo la Spiezer Chronik di Diebold Schilling, 1485 (Burgerbibliothek Bern, Mss.h.h.I.16, p. 545).
Ricostruzione della città di Berna dopo l'incendio del 1405, secondo la Spiezer Chronik di Diebold Schilling, 1485 (Burgerbibliothek Bern, Mss.h.h.I.16, p. 545). […]

La costruzione comprende la totalità degli elementi edificati dall'uomo per il suo habitat e per il suo uso collettivo o individuale (Costruzione di alloggi) e ingloba anche l'ambiente, l'Architettura civile, religiosa, militare, industriale, idraulica, così come l'insieme dei lavori pubblici o l'autocostruzione. I suoi attori sono gli architetti, gli ingegneri, gli imprenditori, i tecnici, gli artigiani specializzati, gli operai o i privati. La costruzione si iscrive dunque, per definizione, su tutto il territorio. Proprietà pubblica o privata, fa parte della categoria dei beni immobili in opposizione ai beni mobili, con l'eccezione costituita dalle costruzioni effimere o trasportabili. Importante elemento dell'economia di un Paese (Edilizia), ha un ruolo determinante nel quadro di vita dello stesso. Necessario complemento alla definizione di costruzione sono infine i concetti di conservazione e restaurazione, il ruolo delle macchine destinate alla costruzione o alla distruzione e l'esportazione di competenze e della costruzione stessa.

Le caratteristiche fondamentali della costruzione derivano in genere dagli usi, dalle tecniche e dai materiali legati a un luogo. Tuttavia, fin dal ME, la circolazione degli uomini di mestiere, cioè degli ingegneri e degli architetti, la divulgazione delle conoscenze e delle opere tecniche hanno prodotto variazioni e arricchimenti nelle forme regionali. La Svizzera, grazie alla sua apertura su più Paesi, ha potuto beneficiare di apporti tecnici e teorici dalla Germania (parte meridionale), dall'Italia (Lombardia), dall'Austria (Voralberg) e dalla Francia (Savoia). Influenze americane si registrano dalla metà del XIX sec. per l'economia e dalla fine del sec. per la costruzione; il concetto di costruzione intern. è del XX sec.

Evoluzione del contesto

Risulta particolarmente complesso circoscrivere il settore della costruzione in Svizzera nel susseguirsi dei sec., a causa in particolare delle modifiche territoriali, della dispersione delle informazioni e del numero ridotto di studi sulla materia. È tuttavia possibile riconoscere fin dal primo quarto del XVIII sec. gli effetti del razionalismo e del progresso scientifico, che premono per un'accelerazione dei tempi delle rivoluzioni, a loro volta orientate all'idea del possesso o del controllo: controllo territoriale, controllo statistico che copre tutti gli aspetti della realtà materiale, controllo delle conoscenze ad opera di istituzioni di insegnamento, controllo dei costi, ai quali si aggiungono rapidamente il controllo delle norme e dell'estetica. Ognuna di queste rivoluzioni ha comportato un cospicuo insieme di leggi in sovvertimento continuo per le crisi economiche e la deregolamentazione dei sistemi.

La prima rivoluzione riguardò il controllo e la definizione del territorio. Nel quadro delle riforme fiscali, si inserirono le operazioni catastali, che abbandonarono la rappresentazione a mano libera per una rappresentazione geometrica e le cui prime realizzazioni risalgono al XVII sec. (Catasto); a scopi militari e scientifici, le carte geografiche precisarono le frontiere e i caratteri della Svizzera. Si dovette tuttavia attendere il 1864 per vedere il completamento della prima carta topografica della Svizzera (carta Dufour), strumento essenziale e preciso del territorio elvetico, e il 1912, data di entrata in vigore del Codice civile sviz., perché il catasto fosse infine normalizzato, favorendo così gli studi di dettaglio. Questa ampia esplorazione del suolo nazionale costituì un aspetto della sistemazione giur.-amministrativa della proprietà pubblica e privata, sottoposta all'autorità tradizionale dei lavori pubblici, del catasto e del registro fondiario di ogni cant. Queste diverse amministrazioni hanno certo un'origine antica, ma la loro forma moderna venne definita alla fine del XIX sec. con l'introduzione obbligatoria del permesso di costruzione, poi del permesso di demolizione e la messa a punto di procedure com. e cant. L'amministrazione fed. creò nel 1849 un ispettorato fed. dei lavori pubblici; tuttavia questa prima, embrionale forma di gestione centralizzata allargò le proprie competenze molto lentamente per le resistenze opposte dai cant., ancora oggi persistenti.

La seconda rivoluzione, quella della misurazione quantitativa (Statistica), appartiene al razionalismo del XVIII sec. e alla volontà di recensire "le ricchezze delle nazioni"; le sue applicazioni concrete ebbero tuttavia una lenta sistemazione. Esistono fin dal ME documenti che considerano anche le costruzioni, ma concernono un numero limitato di città. Il primo censimento che considerò tutto il Paese risale all'Elvetica (1798), e fornì il numero di edifici per ogni com. I primi dizionari enciclopedici della Svizzera, tra cui quello di Hans Jakob Leu (1747-65), non presero in considerazione il settore delle costruzioni, ad eccezione delle strade (e delle ferrovie, nella riedizione del 1861 del dizionario di Markus Lutz). Le inchieste statistiche ordinate dal 1801 a Ginevra e nel Vallese dal ministero dell'interno franc. nel periodo dell'occupazione rivelano manifestamente come gli strumenti statistici difettassero. Quanto ai primi censimenti fed., fino al 1900 non compresero che parzialmente la costruzione, concetto che restò ancora largamente considerato per aspetti settoriali anche nel Dictionnaire géographique de la Suisse (1902-10) o addirittura ignorato nell'Atlas graphique et statistique de la Suisse (1914) o nel Dictionnaire historique et biographique de la Suisse (1921-34). Il primo segnale dell'acquisizione di una visione globale della costruzione si ebbe in forma chiara e ufficiale solo in occasione dell'Esposizione nazionale del 1939.

La terza rivoluzione, quella dell'apprendimento e del controllo delle conoscenze teoriche e tecniche certificate da un diploma, si sviluppò tardi, dalla metà del XIX sec. Nel XVIII sec. furono essenzialmente le soc. quali la Soc. economica di Berna (dal 1759) o la Société des arts di Ginevra (1776) che cercarono di far circolare le invenzioni del progresso tecnico. Gli ingegneri o gli architetti restarono a lungo tributari delle grandi istituzioni politecniche estere di Parigi, Stoccarda o Vienna; il primo tentativo di Christoph Bernoulli di fondare un ist. politecnico a Basilea (1806-17) appare troppo precoce. La Società svizzera degli ingegneri e degli architetti (SIA), fondata nel 1837, riuscì invece a conferire un'ampiezza e portata nazionale alle proprie idee, preparando così il terreno per l'inserimento nella Costituzione fed. del 1848 del diritto della Conf. di creare un'Univ. sviz. e una scuola politecnica. Accanto al Politecnico fed. di Zurigo (1855), che ha ampiamente stimolato le teorie e le tecniche della costruzione, vennero istituite in numerosi cant. scuole tecniche - le scuole tecniche superiori di Winterthur, Burgdorf, Bienne, Friburgo e Ginevra, o ancora l'Ecole spéciale di Losanna, predecessore del Politecnico - e scuole professionali, che favorirono il passaggio del settore della costruzione nelle mani dei tecnici. Questa organizzazione basata sui diplomi contribuì a stratificare e a normalizzare la produzione, facendo degli ingegneri i garanti della sicurezza e i collaboratori obbligati degli architetti. Consapevoli delle conseguenze di questa evoluzione, della necessità di organizzarsi di fronte agli scioperi del settore, e soprattutto della dipendenza nei confronti di Italiani e Tedeschi, gli imprenditori sviz. si organizzarono nel 1902 in una soc., favorendo con le org. professionali la creazione di un diploma fed. di maestria per i mestieri dell'edilizia (Società svizzera degli impresari-costruttori).

Il confronto tra l'esperienza degli ingegneri e degli architetti e i problemi derivanti dall'estensione delle città portò nella seconda metà del XIX sec. allo sviluppo di una serie di misure teoriche, note sotto il nome di Städtebau o Urbanistica. L'insegnamento dell'urbanistica, avviato nel 1913 da Hans Bernoulli al Politecnico fed. di Zurigo, ha aperto tutto il settore della costruzione a una serie di problemi, tra cui la questione del suolo urbano, e ha dato vita a scontri ideologici che hanno messo in rilievo l'attaccamento degli Svizzeri alla proprietà privata, ancorata nella Costituzione fed. del 1848. Questa particolare attitudine ritardò senza dubbio lo sviluppo del concetto di Pianificazione del territorio, discusso già all'epoca della seconda guerra mondiale ma che ha avuto la sua base legale solo nel 1969.

La quarta rivoluzione ha chiamato in causa il controllo e la gestione del costo della costruzione, realizzati attraverso un affinamento del preventivo, con la tenuta in conto di tutte le quantità materiali, comprese quelle necessarie alle future riparazioni, così come di tutti i prezzi e dei tempi di realizzazione. A questa minuziosa precisione, che si affermò a piccoli passi nel corso del XVIII sec., si aggiunsero le numerose norme dettate dalla SIA e dalle assicurazioni contro gli incendi e i regolamenti multipli legati all'urbanistica e alla conservazione. Questo controllo, rafforzato dalla fine del XIX sec. dalla creazione di un laboratorio di prova dei materiali presso il Politecnico fed. di Zurigo, è costantemente in evoluzione in ragione di nuovi materiali, in particolare il cemento armato, e di nuovi sistemi di costruzione; l'insieme di tali preoccupazioni può essere considerato come il marchio della "qualità sviz." ricercata dai professionisti della costruzione. Per quanto attiene alla gestione dell'organizzazione e del tempo del cantiere, il taylorismo e la razionalizzazione ebbero fin dal primo dopoguerra un importante ruolo, poi assunto (dagli anni 1980-90) dal computer.

La quinta rivoluzione è senza dubbio quella che ha impiegato maggior tempo a trovare diritto di cittadinanza, nonostante il concetto di estetica si fosse affermato già nel XVIII sec. Il controllo della bellezza, assicurato da una certa politica di abbellimento, venne fortemente messo in crisi dalla rivoluzione industriale, dalle demolizioni massicce della seconda metà del XIX sec. nei centri delle città e nelle montagne, per la costruzione di funicolari e teleferiche. Le commissioni d'ornato pubblico, create nelle città dal 1901, e la Lega per la conservazione della Svizzera pittoresca, fondata nel 1905 (Heimatschutz), riuscirono a far inserire nelle leggi dei diversi cant. e a livello nazionale una serie di misure per la conservazione dei monumenti e dei siti, e, dopo la carta intern. di Venezia (1964), anche il concetto di conservazione dei complessi architettonici (Conservazione dei monumenti storici).

Uno sguardo cronologico

La storia della produzione di costruzioni in Svizzera non differisce nelle sue linee generali da quella dei Paesi limitrofi per quel che riguarda i grandi periodi di trasformazione. Tutt'al più va segnalato un relativo ritardo nella costruzione delle Ferrovie, cui fa da contraltare un certo anticipo nella produzione dell'energia elettrica.

È pertanto possibile distinguere sei periodi dal XIII sec. I cinque periodi che vanno dal XVIII sec. al XX sec. testimoniano i cambiamenti più importanti degli ultimi tre sec., durante i quali la Svizzera è passata da 1'200'000 (1700 ca.) a oltre 7'000'000 ab. (1995).

Il primo periodo - dal XIII al XVIII sec. - può essere considerato come un periodo di lente evoluzioni nei metodi tradizionali della costruzione, con l'eccezione delle costruzioni militari (Mura cittadine). Caratteristica della Svizzera di quel tempo fu una straordinaria fioritura di Città nuove che sorsero tra il lago di Costanza e il lago di Ginevra; la quasi totalità delle località sviz. esisteva significativamente già nel ME (Insediamento).

Se la costruzione di Città e di Borghi ha un'importanza preminente, non vanno tuttavia dimenticate né l'architettura militare di Castelli e fortezze del XII e del XIII sec., né l'architettura rurale, né quella delle Alpi e delle Prealpi, né la stessa costruzione dei muri in pietra, la cui presenza è ancora forte nei paesaggi di Lavaux, del Vallese o del Ticino.

Le fattorie (Casa rurale) sono state oggetto all'inizio del XX sec. di uno studio fondamentale di Jakob Hunziker, che si è occupato spec. delle relazioni tra tipo di costruzione e identificazione etnica. Le pubblicazioni della SIA dell'inizio del sec. fissarono distinzioni regionali, in accordo con le idee di diffusione di uno stile sviz. abbozzato nelle esposizioni nazionali di Zurigo nel 1883 e soprattutto di Ginevra nel 1896. Questa visione della distinzione e del riconoscimento delle principali costruzioni cant. venne rappresentata all'Esposizione universale di Parigi nel 1900. L'idea della varietà è stata fissata (e diffusa sul piano intern.) dall'Atlas de la Suisse (1965-78) e ha trovato una sua concretizzazione nel museo all'aperto di Ballenberg, dal 1978. Quanto allo Chalet, ha conosciuto una doppia apertura: in campo intern., dato che lo chalet sviz. si sviluppò in Paesi quali la Germania e l'Inghilterra, e in Svizzera, grazie a fiorenti industrie dalla fine del XIX sec.

Non hanno invece avuto risultati concreti grandi progetti del XVII sec. quali la navigazione del Reno o la creazione di Henripolis, così come è rimasto incompiuto il canale di Entreroches, la cui costruzione tra il lago di Neuchâtel e il lago di Ginevra, avviata nel 1638, va letta come elemento dell'unione sognata tra il mare del Nord e il Mediterraneo (Porti, Idrovie).

Tenuta di Beat Fischer von Reichenbach a Saint-Blaise, raffigurata in una tela anonima del 1735 ca. (Museo della comunicazione, Berna).
Tenuta di Beat Fischer von Reichenbach a Saint-Blaise, raffigurata in una tela anonima del 1735 ca. (Museo della comunicazione, Berna). […]

Il secondo periodo, che inizia attorno al 1720 e si estende per un sec. ca., è caratterizzato dalla trasformazione completa del sistema feudale della proprietà in proprietà individuale. Il processo di rinnovamento delle città, che comportò una nuova occupazione dello spazio rurale con numerose tenute e case signorili, ebbe cause molteplici, tra cui l'aumento della ricchezza urbana e la riscoperta della natura e dei Giardini, che modificarono lo stile di vita delle élite. La descrizione di questi cambiamenti è stata parzialmente avviata con la pubblicazione delle serie La casa borghese in Svizzera (1910-37) e dei Monumenti d'arte e di storia della Svizzera (iniziata nel 1927 e ancora in corso).

Il miglioramento delle Vie di comunicazione si è operato in Svizzera principalmente secondo due assi: l'uno tra i corsi del Reno e del Rodano, da Basilea a Ginevra, e l'altro attraverso le Alpi, con i valichi del Gottardo, del Sempione e del Gran San Bernardo. Le grandi Strade intern. divennero concorrenziali, ma la loro gerarchia risulta difficilmente mutabile. Ogni trasformazione di grande portata richiede una volontà strategica, uno sforzo economico eccezionale e mezzi tecnici e umani considerevoli, poiché il modo tradizionale della corvé, perpetuatosi in certe regioni della Svizzera fino all'alba del XX sec., non è sufficiente. La strada del Sempione, costruita sotto l'impulso di Napoleone I, produsse un effetto spettacolare ma non provocò alcun sconvolgimento nelle gerarchie, nonostante resti innegabile che i grandi lavori stradali effettuati durante il sec. dei Lumi e l'età napoleonica abbiano messo in moto enormi energie. La costruzione di nuovi Ponti migliorò l'efficacia della rete; quanto ai lavori idraulici, che presero il via nel XVIII sec. per la Correzione dei corsi d'acqua o la costruzione dei canali, acquistarono importanza con Hans Conrad Escher von der Linth tra il 1807 e il 1823 prima di amplificarsi considerevolmente sotto la forma dei consorzi del XIX sec.

Per ragioni legate alle peculiari strutture economiche, la Svizzera dell'età dell'Illuminismo non creò nuove città; i progetti rimasti incompiuti di Carouge (GE) o di Versoix hanno un'origine piemontese e franc. Tuttavia, un elevato numero di catastrofi naturali, quali gli incendi di Bischofszell (1743), di Sion (1788), di La Chaux-de-Fonds (1794), di Bulle (1805), le inondazioni di Martigny (1818), hanno originato piani di ricostruzione che costituiscono una fonte di informazione specifica sugli usi e le tecniche dell'arte della costruzione e della progettazione.

Il terzo periodo, segnato dalla costruzione tardiva delle ferrovie dalla metà del XIX sec. e dal consolidamento dell'asse del Gottardo, prese il via negli anni successivi al 1820 con il liberalismo economico e le idee democratiche, con le politiche di igiene e del risanamento delle città, con l'industrializzazione e il turismo, con i nuovi problemi della costruzione di Colonie operaie. La molteplicità degli sforzi tendenti senza distinzione all'idea di progresso creò uno "spirito d'americanismo", secondo la formulazione del finanziere Carl Feer nel 1858.

I cambiamenti di velocità, le nuove concentrazioni di capitali, l'industria delle macchine hanno favorito lo spiegamento e l'estensione della costruzione nelle città e in numerose regioni, comprese le Alpi. Il traforo del tunnel del Gottardo ha inaugurato non solo l'era della costruzione di Gallerie e trafori, ma anche quella delle istallazioni destinate al turismo, quali le teleferiche e le funicolari.

Questo periodo, dominato indubbiamente dalle ferrovie e dalle grandi trasformazioni industriali, ebbe inizio già durante la Restaurazione con i dibattiti attorno alle concezioni del futuro. Città aperte, economia liberale della libera iniziativa, risanamento e igiene, abbellimento e turismo furono temi che costituirono una componente non trascurabile delle opposizioni e dei consensi tra conservatori e liberali, eredi della Rivoluzione franc. Il risanamento urbano prese il via con la nuova presa in considerazione del sottosuolo delle città e con la costruzione delle fognature alla fine del 1820, presto seguita dalla realizzazione di reti di condotte di acqua corrente (Approvvigionamento idrico) e del gas (dal 1840). L'ampiezza di questi lavori rese necessaria la nascita di industrie in grado di rispondere alla modernizzazione.

Il ponte ferroviario di Wipkingen sulla Limmat, Züricher-Kalender auf das Jahr 1855 (Museo nazionale svizzero, documentazione).
Il ponte ferroviario di Wipkingen sulla Limmat, Züricher-Kalender auf das Jahr 1855 (Museo nazionale svizzero, documentazione). […]

Lo sviluppo delle tecniche e dei materiali di costruzione conobbe durante questa prima fase di industrializzazione radicali e considerevoli trasformazioni. Relativamente lenta fino alla comparsa della rete ferroviaria, questa fase fu tuttavia caratterizzata da novità interessanti nelle applicazioni del ferro e nel perfezionamento del cavo metallico con Guillaume-Henri Dufour e i ponti sospesi, invenzione particolarmente economica sfruttata dal 1823 a Ginevra, in numerose città sviz. e in forma spettacolare a Friburgo nel 1830. La costruzione in ferro si diffuse con molta maggiore rapidità quando la trave e la putrella metalliche divennero un prodotto industriale corrente con lo sviluppo delle ferrovie.

La ricerca sulla calce idraulica e il Cemento, indispensabile per la messa in opera dei materiali pietrosi, fu condotta parallelamente nella Svizzera franc. e nella Svizzera ted. I perfezionamenti realizzati accelerarono i tempi di costruzione dei primi agglomerati urbani che accompagnarono la modernizzazione delle città e il confort delle classi agiate, che a loro volta estesero largamente la costruzione di case suburbane. Nella seconda metà del XIX sec., la fabbricazione di mattoni refrattari conobbe un'impennata per effetto dello sviluppo delle Fabbriche, riuscendo a fornire pezzi di qualunque forma e che potevano perciò combinarsi con la pietra (Laterizi).

Veduta di Friburgo con il ponte sospeso del Gottéron; acquatinta realizzata attorno al 1845 da Anton Winterlin (Museo della comunicazione, Berna).
Veduta di Friburgo con il ponte sospeso del Gottéron; acquatinta realizzata attorno al 1845 da Anton Winterlin (Museo della comunicazione, Berna). […]

Il quarto periodo ebbe avvio con l'impiego generalizzato del cemento armato nel XX sec. e con la costruzione delle prime infrastrutture per l'energia elettrica, e si accompagnò a un'esplosione urbana (fino al 1914) che richiese l'elaborazione di piani di ampliamento e di nuove legislazioni. L'importanza della rete delle tramvie elettriche permise di estendere i limiti della città e di favorire la soluzione delle città giardino.

Il cambiamento, nel 1882, nel nome del settimanale Le chemin de fer (Die Eisenbahn), divenuto Schweizerische Bauzeitung, avrebbe potuto essere assunto come momento simbolico della nascita di una nuova era tecnica della costruzione, marcata dall'elettricità e dal cemento armato nei suoi molteplici sistemi. Tuttavia, l'invenzione del cemento armato (fine degli anni 1860-70) non ebbe, ad eccezione delle Caserme e delle Fortificazioni, applicazioni immediate; il suo impiego per i ponti si diffuse dalla fine del sec. mentre la sua estensione alla costruzione di alloggi risale a pochi anni prima della guerra del 1914-18. Quanto alla costruzione di Dighe elettriche e all'elettrificazione, esse si diffusero in misura importante dall'ultimo decennio del XIX sec.

Tra il 1890 e il 1914 il settore della costruzione godette di una eccezionale prosperità, stimolato da una viva speculazione, da una legislazione favorevole, un movimento progressista e modernista senza precedenti e una crescita della pop. (2,91 milioni di ab. nel 1888, 3,75 milioni nel 1910).

Il quinto periodo, dal 1914 al 1939, ebbe inizio in piena guerra mondiale; già nel periodo bellico vennero ovunque elaborate idee di ricostruzione. La Svizzera cercò di raggiungere l'indipendenza economica nella produzione di energia e in quella dei materiali di costruzione, ma si dovette scontrare fin dal 1918 con il raddoppio (risp. al 1914) dei prezzi della costruzione, il che comportò l'abbandono rapido delle città giardino per le città caserme. Se può risultare strano parlare di ricostruzione dal momento che la Svizzera è stata risparmiata dai bombardamenti, va tuttavia rilevato come la guerra abbia reso gli Svizzeri coscienti della propria dipendenza dall'estero. La Divisione dell'economia industriale di guerra si mosse per prima nel ripensamento delle reti energetiche, ma furono soc. miste, la Soc. sviz. per il trasporto e la distribuzione di elettricità SA (Schweizerische Kraftübertragung AG) a Berna (1918), l'SA Energie de l'Ouest-Suisse (EOS, 1919), a concretamente ripensare le reti in modo da rendere il Paese più autonomo risp. all'importazione. Le applicazioni multiple del cemento favorirono lo sviluppo dei cementifici e nel contempo quello delle grandi imprese sviz., alcune delle quali avviarono la loro espansione già nel XIX sec. (Zschokke, Studer, Gruber).

I pericoli legati alla guerra portarono le autorità a preoccuparsi seriamente dei rifugi antiaerei; dal 1936 vennero promulgati principi di costruzione in proposito. Nel 1939, anno dell'Esposizione nazionale sviz. di Zurigo, l'industria sviz. dell'edilizia era considerata come una "forza vitale in azione" che dava lavoro a 220'000 operai; i due terzi dell'attività del settore erano costituiti dalla costruzione di abitazioni.

Un sesto periodo prese il via, già durante la seconda guerra mondiale, con diversi studi sull'assetto costruttivo della Svizzera. Nella storia della costruzione, il periodo dal 1945 al 1995 registra un mutamento di scala, con un volume di costruzioni che corrisponde a più del totale di ciò che il Paese aveva conservato in costruzioni anteriori. La Svizzera favorì l'accrescimento del proprio potere energetico portando avanti dapprima la costruzione di dighe (Grande Dixence, 1951-64) e poi dando forma a un ambizioso programma di centrali nucleari, iniziato con quella di Beznau (1969) ma congelato dopo la costruzione di quella di Leibstadt (1984). Il programma delle autostrade nazionali elaborato dal 1958 prevedeva la costruzione di ca. 1500 km (Strade nazionali) e doveva profondamente cambiare il paesaggio modificando un gran numero di infrastrutture fino ad allora risparmiate.

Riferimenti bibliografici

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  • 1291-1991, l'économie suisse, 1991
  • Architektenlex