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Esplosivi

Il concetto di esplosivi comprende sia le sostanze esplosive in senso stretto sia le cariche propulsive e le sostanze pirotecniche (fuochi d'artificio). In Svizzera l'uso di esplosivi è documentato per la prima volta nella guerra di Burgdorf del 1383. Quando Berna e i suoi alleati assediarono la città di Burgdorf, furono impiegati pezzi d'artiglieria di nuovo tipo; la polvere da sparo utilizzata, un miscuglio di zolfo, carbonio e salnitro (nitrato di potassio), proveniva dalla Borgogna, dalla Germania meridionale e dalla Lombardia, dato che in Svizzera se ne producevano solo piccole quantità. La dipendenza dall'estero e la pericolosità dei trasporti indussero i cant. a produrre in proprio la polvere da sparo; città come Berna, Zurigo e Lucerna assunsero pertanto al loro servizio armaioli alsaziani e lombardi per la fabbricazione di sostanze esplosive. Nel XVI sec. i cosiddetti cercatori di Salnitro iniziarono la produzione di nitrato di potassio, una sostanza indispensabile per la fabbricazione di polvere da sparo: dilavando la terra scavata sotto i pavimenti delle stalle ne estraevano il salnitro. Lo zolfo veniva importato dalla Sicilia; durante il blocco continentale si tentò di sfruttare le miniere locali. Il carbone, ricavato soprattutto dal nocciolo e dall'ontano, si produceva in loco. Secondo un'inchiesta realizzata nel 1619 dalla città di Berna, sul territorio dipendente dalla città si contavano 14 fabbricanti di polveri, concentrati soprattutto a Worblaufen, Thun e Langnau. Nel 1652 Berna statalizzò i polverifici esistenti a Sulgenbach, Worblaufen, Steffisburg e Langnau. La polvere da sparo bernese (produzione annua di ca. 50 t) era apprezzata e richiesta in tutta Europa per la sua alta qualità. Ma anche in altri luoghi, come ad esempio nella campagna lucernese, venivano prodotti esplosivi, in genere in piccoli laboratori artigianali.

Fabbricazione della polvere nera; incisione di Johann Melchior Füssli per il Neujahrsblatt der Gesellschaft der Constafleren und Feürwerkeren im Zeüghaus zu Zürich, 1725 (Museo nazionale svizzero).
Fabbricazione della polvere nera; incisione di Johann Melchior Füssli per il Neujahrsblatt der Gesellschaft der Constafleren und Feürwerkeren im Zeüghaus zu Zürich, 1725 (Museo nazionale svizzero). […]

Nel XVII sec., tuttavia, il numero dei laboratori diminuì, a causa dei numerosi incidenti e dell'introduzione della compressione meccanica delle polveri. In questo periodo si cominciò a differenziare fra polvere per fucile, per cannone, polvere esplosiva e fulminante. La polvere esplosiva aveva una consistenza farinosa, mentre le altre erano più granulose. Nel 1696, in occasione della costruzione della strada dell'Albula, venne utilizzata per la prima volta la polvere esplosiva per scopi civili. Nel 1707 fu scavata con dell'esplosivo una galleria sulla strada del San Gottardo, il cosiddetto Urner Loch, mentre nel 1738 fu allargata la Viamala, una gola sul passo dello Spluga.

La polvere nera rimase fino al XIX sec. l'unico esplosivo conosciuto; in seguito la pirotecnica civile franc. approdò in Svizzera. Johann Rudolf Hamberger, insegnante alla scuola reale di Berna e mastro pirotecnico, nel 1855 con dei fuochi del Bengala riuscì a illuminare in diversi colori le cascate di Giessbach, nell'Oberland bernese; nel 1875 Hamberger fondò una fabbrica di fuochi d'artificio a Oberried, sul lago di Brienz. Dal 1885 in poi, divennero un'attrazione gli spettacoli pirotecnici nei luoghi di cura; erano rinomati soprattutto quelli di Interlaken. All'inizio del XXI sec. in Svizzera si spendevano ogni anno 25 milioni di frs. per articoli pirotecnici, spec. per festeggiare il primo di agosto e S. Silvestro.

Nel 1846 Christian Friedrich Schönbein, professore di chimica a Basilea, scoprì le proprietà esplosive della nitrocellulosa (NC): il nuovo esplosivo aveva un rendimento 2,5 volte superiore alla polvere da sparo usata fino a quel momento, e bruciava praticamente senza produrre fumo. Nel 1849 entrò in vigore la regalìa delle polveri (abrogata nel 1998): in tal modo la produzione e il commercio di esplosivi (prima di allora di competenza cant.) vennero sottoposti al controllo statale.

In seguito alla prevista costruzione della galleria ferroviaria del San Gottardo, nel 1873 lo svedese Alfred Nobel fondò a Isleten (com. Bauen) una soc. per la produzione di esplosivi, dove veniva prodotta la dinamite da lui inventata (composta di nitroglicerina e farina fossile). Nel 1895 la Société suisse des Explosifs SA iniziò a Gamsen (com. Briga-Glis) la produzione degli esplosivi utilizzati per lo scavo delle gallerie ferroviarie del Sempione e del Lötschberg. La fabbrica di Worblaufen si convertì nel 1890 alla produzione di polvere di nitrocellulosa (polvere NC) per impieghi militari. La produzione di polvere da sparo fu però garantita dai polverifici di Aubonne e di Coira: quest'ultimo cessò la produzione nel 1970, mentre quello di Aubonne venne privatizzato nel 1997. La vicinanza alla zona abitata della città di Berna impedì durante la prima guerra mondiale il previsto ampliamento della fabbrica fed. di polvere da sparo di Worblaufen. Al suo posto fu creato nel 1919 il polverificio di Wimmis: qui viene prodotta ancora oggi la nitroglicerina, un esplosivo liquido usato in polveri da carica bibasiche. Dalla seconda guerra mondiale in poi, esplosivi come il tritolo (TNT), l'esogeno (RDX), l'ottogeno (HMX) e la pentrite, usati dall'esercito sviz., vennero acquistati in gran parte all'estero. Dal 1997 la fabbrica di Isleten ha ridotto la produzione di esplosivi gelatinosi; oggi si occupa soprattutto della preparazione di prodotti particolari su richiesta dei clienti.

Riferimenti bibliografici

  • K. L. Schmalz, «Bern-Pulver», in BZGH, 18, 1956, 91-128
  • L. Hubler, «La soufrière de Sublin 1803-1845», in RHV, 1970, 131-185
  • B. Campiotti, Vom privaten und kantonalen Pulver zum eidgenössischen Pulver, 1973
  • J. Meier, 400 Jahre Zürcher Pulver, 1975
  • Poudrerie fédérale d'Aubonne, 1980
  • AA. VV., Pulver, Bomben und Granaten, 1983

Suggerimento di citazione

Berger, Beat: "Esplosivi", in: Dizionario storico della Svizzera (DSS), versione del 22.11.2005(traduzione dal tedesco). Online: https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/014005/2005-11-22/, consultato il 25.11.2020.