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LudwigPfyffer von Altishofen

1524, 17.3.1594 Lucerna, catt., di Lucerna. Figlio di Leodegar, membro del Piccolo Consiglio e tesoriere, e di Elisabeth Kiel. Fratello di Jost (->) e di Rudolf (->). Nipote di Jost (->) e di Kaspar (->). 1) Anna von Wil; 2) (1551 o 1552) Jakobea Segesser, di Mellingen, vedova di Hans Fleckenstein, membro del Gran Consiglio; 3) (1592) Salome Bodmer, di Baden, vedova di Caspar Murer, capitano di Istein (Brisgovia). Fu balivo di Kriens e Horw (1551-53), dell'Entlebuch (1555-57) e di Willisau (1558-59, 1561-63 e 1565-67). Iniziò la carriera politica quale membro del Gran Consiglio di Lucerna (1548); fece poi parte del Piccolo Consiglio (1554). In veste di alfiere, assunse anche il comando delle truppe lucernesi (dal 1565). Al servizio della Francia dal 1553, nel 1557 e nel 1562 P. è menz. come capitano; colonnello, dal 1563 guidò un proprio reggimento contro gli ugonotti. Acquisì fama come comandante di talento durante la fuga della fam. reale da Meaux a Parigi (1567) e in occasione della battaglia di Moncontour (1569). Rientrò a Lucerna nel 1569 per rispondere al processo legato all'affare Pfyffer-Amlehn, nel quale il principale accusato era suo zio Jost (->). Nonostante la sua partecipazione all'alleanza giurata (segreta e vietata), il Consiglio non poté ignorare i suoi successi militari e nel 1570 lo elesse scoltetto, carica che occupò a turni regolari fino al 1593; quale scoltetto, fu più volte balivo di Knutwil (dal 1579). Figura dominante della vita politica lucernese, favorì tra l'altro l'insediamento dei gesuiti e la costruzione del loro collegio. Il suo proposito di separare la parte sviz. dalla diocesi di Costanza portò all'istituzione della nunziatura permanente a Lucerna (1586). Fu sostenuto e consigliato da Renward Cysat, cancelliere cittadino di Lucerna. Rappresentò più di 250 volte Lucerna alla Dieta fed. Personalità di riferimento dei cant. catt., sul piano conf. influenzò tutti i reclutamenti di truppe, i patti militari e le alleanze (con la Savoia nel 1577, la Lega d'Oro nel 1586 e con la Spagna nel 1587), ciò che gli valse il soprannome di "re degli Svizzeri". Dapprima sostenitore del re di Francia, passò poi, per ragioni confessionali, nel campo della Lega catt. Nel 1585 guidò lui stesso un reggimento contro il re di Francia Enrico III. L'alleanza con la Spagna del 1587 segnò la sua rottura definitiva con la corona franc.

Prima e durante la sua carriera politica e militare, P. fu mercante di panni e di bestiame, finanziere e associato di una compagnia attiva tra l'altro nel commercio di sale. Le pensioni che riceveva dalla Francia, dalla Savoia, dalla Spagna e dal papa costituirono le basi per la sua ascesa. Quale inviato della Conf. alla Dieta imperiale di Augusta, nel 1566 l'imperatore Massimiliano II gli conferì il titolo nobiliare. Nel 1571 acquistò dall'ordine teutonico la signoria di Altishofen; in seguito la ingrandì e vi fece costruire il castello (tuttora esistente). Nel 1588 acquisì dai Feer il castello circondato dall'acqua di Wyher (presso Ettiswil). Alla sua morte lasciò più di 340'000 fiorini, probabilmente uno dei più importanti patrimoni della Conf. dell'epoca. Fu cavaliere dell'ordine di S. Michele.

Riferimenti bibliografici

  • Affare Pfyffer-Amlehn presso StALU
  • A. P. von Segesser, L. Pfyffer und seine Zeit, 4 voll., 1880-1882
  • T. Müller-Wolfer, «Der Staatsmann L. Pfyffer und die Hugenottenkriege», in RSS, 8, 1928, 1-63, 113-148, 241-320
  • L. Haas, «Die spanischen Jahrgelder von 1588 und die politischen Faktionen in der Innerschweiz zur Zeit L. Pfyffers», in ZSK, 45, 1951, 81-108, 161-189
  • K. Messmer, P. Hoppe, Luzerner Patriziat, 1976
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