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HansFrölicher

Fotografia realizzata attorno al 1940 © KEYSTONE/Photopress.
Fotografia realizzata attorno al 1940 © KEYSTONE/Photopress.

3.12.1887 Soletta, 30.1.1961 Berna, rif., di Soletta. Figlio di Max e di Margarete Stehli, discendenti da fam. attive nel settore tessile a Soletta e a Zurigo. 1) (1914) Margareta Thormann, figlia di Eduard, pres. della corte suprema di Berna (divorzio nel 1937); 2) Rosemarie von Holzschuher nata Müller, cittadina ted. Studiò diritto a Zurigo, Monaco, Berna e Lipsia, conseguendo il dottorato nel 1912, anno in cui cominciò a esercitare l'avvocatura a Zurigo. In seguito entrò nel servizio diplomatico: fu attivo dapprima a Berna (1918), poi a Berlino quale consigliere di legazione (1930-34), quindi di nuovo a Berna, come capo supplente della divisione degli affari esteri (1935-38). Ebbe un ruolo importante nel riconoscimento da parte di Berna della sovranità it. sull'Abissinia e nella rapida normalizzazione delle relazioni tra Spagna e Svizzera dopo la vittoria di Franco nel 1939. Nel 1938, in considerazione delle sue "eccellenti relazioni con gli ambienti al potere", il Consiglio fed. lo nominò successore di Paul Dinichert a Berlino. Fino alla caduta del Terzo Reich, l'ambasciatore sviz., apparentemente più portato per la vita mondana che per l'analisi politica, sfruttò ogni occasione per frequentare i più·alti esponenti del regime, in particolare Ernst von Weizsacker, allo scopo di attenuare le tensioni tra i due Paesi. F. mosse critiche ad alcuni giornalisti di sinistra oppure ostili al nazismo, come Albert Ceri o Reto Caratsch, suggerì l'uscita della Svizzera dalla Soc. delle Nazioni e sostenne l'iniziativa lanciata da Eugen Bircher di inviare missioni mediche sul fronte orientale. Difese gli interessi curati dalla Svizzera, ma al tempo stesso si preoccupò di limitare le conseguenze delle reazioni sviz. alle violenze antisemite e allo sterminio degli ebrei. Posto in disparte dopo il maggio 1945 come Pierre Bonna, fu comunque chiamato a dirigere, fino al suo pensionamento nel 1953, l'agenzia che salvaguardava gli interessi ted. in Svizzera. Nonostante l'autobiografia postuma, Meine Aufgabe in Berlin (1962), il suo operato tra il 1938 e il 1945 è ancora oggetto di giudizi contrastanti, di cui si ritrova una eco nella pièce di Thomas Hürlimann, Der Gesandte (1991).

Riferimenti bibliografici

  • Documentazione del DFAE
  • Fondo presso AFS
  • DDS, 10-15
  • Der Bund, 29.5.1945; 1.2.1961
  • NZZ, 31.5.1991; 25.10.1993
  • Journal de Genève, 15 e 16.1.1994
  • P. Widmer, Die Schweizer Gesandtschaft in Berlin, 19982, 197-299
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Scheda informativa
Dati biografici ∗︎ 3.12.1887 ✝︎ 30.1.1961