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GermainColladon

1508 La Châtre (Berry), 23.1.1594 Ginevra, rif., cittadino franc., habitant di Ginevra nel 1550, cittadino dal 1555. Figlio di Germain, giudice e preposto al sale, e di Guillemette de la Bretonnière. Clauda Bigot, figlia di Nicolas, signore di Les Fontaines. Studiò lettere e diritto a Bourges (1525-27, 1530-31) e a Orléans (1527-30) sotto la guida dei maestri dell'Umanesimo giur., Pierre de L'Estoile e Andrea Alciati. Dottore utriusque iuris, C. fu lettore all'Univ. di Bourges, dove insegnò diritto romano dal 1531 al 1542. Nel contempo, dal 1533, assistette in qualità di avvocato alle sessioni del parlamento di Bourges, prendendo parte alla redazione del diritto consuetudinario del ducato di Berry nel 1539. Dopo aver aderito alla Riforma, nel 1550 lasciò Bourges e si recò a Ginevra, ponendosi al riparo dalle persecuzioni. Consigliere e amico di Calvino e di Teodoro di Beza, ebbe un ruolo diplomatico, politico e giur. di primo piano. Eletto nel 1559 nel Consiglio dei Sessanta e nel Consiglio dei Duecento, C. venne consultato per le relazioni di Ginevra con Berna e con la Savoia, fu ambasciatore ai negoziati di preparazione al trattato di Losanna (1564) e a quelli di Saint-Julien (1565), Nyon (1568) e Berna (1569), e prese parte alle discussioni relative alla guerra del 1589 contro la Savoia. Intervenne inoltre nella politica interna, schierandosi con Calvino nel processo contro Michele Serveto (1553) e Valentino Gentile (1558) come pure in quello contro i sostenitori di Ami Perrin (1555). Penalista intransigente, C., che attribuiva un carattere espiatorio alla pena di morte, richiese il castigo supremo per tutti gli imputati. Egli fu inoltre il principale autore degli editti del 1568, che fecero di lui il vero legislatore della Roma prot.: gli édits politiques, versione aggiornata delle ordonnances sur les offices che dal 1543 disciplinavano l'ordinamento politico ginevrino, e soprattutto gli édits civils, la sua opera più originale, che fissarono per più di due sec. le regole di procedura e del diritto privato della città, operando un'armoniosa sintesi fra i diritti ginevrino, romano e del Berry.

Riferimenti bibliografici

  • E. Peretti de la Rocca, De l'influence des Coutumes du Berry sur la législation de Genève au XVIe siècle, ms., tesi Ecole des chartes Parigi, 1893 (presso BPUG)
  • E. H. Kaden, Le jurisconsulte G. Colladon, 1974
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Dati biografici ∗︎ 1508 ✝︎ 23.1.1594