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Hieronymus vonErlach

Ritratto, olio su tela realizzato da Johann Rudolf Studer, datato 1738 (Burgerbibliothek Bern).
Ritratto, olio su tela realizzato da Johann Rudolf Studer, datato 1738 (Burgerbibliothek Bern).

31.3.1667 Berna, 28.2.1748 Berna, rif., di Berna. Figlio di Johann Rudolf. 1) (1694) Françoise de Montrassier (da cui divorziò nel 1695), della bassa nobiltà franc.; 2) (1696) Anna Margaretha, figlia di Johann Friedrich Willading. Iniziò la carriera militare nel reggimento franc. von E., in qualità di ufficiale subalterno e capitano (1687-95). Colonnello di un reggimento di protezione al servizio dell'imperatore austriaco (dal 1702), si distinse nelle campagne della guerra di successione spagnola, fra l'altro nel 1704 con la presa di Landau; nello stesso anno divenne generale maggiore e tenente feldmaresciallo. Benché sospettato di aver passato alla Francia informazioni su piani, posizioni e movimenti delle truppe imperiali, nel 1710 fu nominato ciambellano dall'imperatore Giuseppe I e nel 1712 ottenne dall'imperatore Carlo VI il titolo ereditario di conte dell'Impero. Membro del Gran Consiglio bernese (1702) e balivo di Aarwangen (1707-13), durante la seconda guerra di Villmergen compì una missione diplomatica a Vienna (1712). Dopo le dimissioni da colonnello (1715) fece rapidamente carriera in campo politico, diventando membro del Piccolo Consiglio (1715) e tesoriere dei baliaggi romandi (1718) nonché assumendo ad anni alterni, dal 1721 al 1746, la carica di scoltetto della città. Nel 1719 fu comandante in capo delle truppe bernesi nel Paese di Vaud.

Personaggio sfuggente con doti straordinarie di statista, intratteneva contatti intern. (fra l'altro con il principe Eugenio, generale austriaco grazie a cui ottenne riconoscimenti come il cavalierato dell'ordine württemburghese di S. Uberto). È considerato un esponente della cultura barocca: principale proprietario terriero nella Berna dell'epoca, fece erigere fra l'altro due castelli (Thunstetten, 1713; Hindelbank, 1721-25) e nel 1745 avviò la costruzione di un palazzo nella capitale (il cosiddetto Erlacherhof). Nel 1718 ereditò dal secondo suocero due signorie (Urtenen e Mattstetten); acquistò di persona, inoltre, le signorie di Thunstetten (dal 1721 con diritto di bassa giustizia), Moosseedorf, Bäriswil e Hindelbank.

Riferimenti bibliografici

  • Corrispondenza presso BBB
  • H. U. von Erlach, 800 Jahre Berner von Erlach, 1989, 352-383
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